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sabato 13 aprile 2024

13 aprile - Un esercito liberato dalla sete

(Gesù disse al Padre:) “Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo”.

Giovanni 17:18

 

Fate tutto alla gloria di Dio.

1 Corinzi 10:31

 

Un esercito liberato dalla sete

 

Verso l’anno 160, l’imperatore romano Marco Aurelio, in una campagna contro i Barbari, si trovò completamente accerchiato dal nemico. In situazione disperata per l’impossibilità di rifornirsi di acqua, scrisse nel suo diario: “Dopo cinque giorni senz’acqua, mi misi a pregare gli dèi del mio popolo; ma ignorato da essi, convocai coloro che, fra noi, portano il nome di cristiani, e li invitai a pregare per la nostra liberazione”. Anche i dettagli riguardanti la preghiera di quei credenti sono stati registrati dall’imperatore nei suoi scritti.

“Dopo essersi inginocchiati, essi pregarono non solo per me, ma per tutto l’esercito, affinché tutti fossimo liberati dalla sete. Mentre si prostravano a terra e pregavano il loro Dio – un Dio che io non conosco – la pioggia cominciò a cadere a torrenti su di noi, e allo stesso tempo una grandine devastatrice s’abbatté sull’accampamento nemico. Tutti riconobbero immediatamente l’intervento di un Dio che risponde alle preghiere”.

Impressionato da quella risposta miracolosa, l’imperatore redasse un editto che limitò, purtroppo solo per poco tempo, le persecuzioni contro i cristiani.

In un mondo che è sempre più nemico di Cristo, in qualunque posto Dio ci abbia messi, impegniamoci ad essere sempre disponibili verso gli altri, pronti ad aiutare e a rispondere, con la dolcezza e il rispetto che Dio vuole (1 Pietro 3:15, 16), a coloro che ci chiedono ragione della nostra speranza.


venerdì 12 aprile 2024

12 aprile - La pace interiore

Voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo. Lui, infatti, è la nostra pace.

Efesini 2:13, 14

 

(Gesù disse:) “Vi lascio pace, vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà”.

Giovanni 14:27

 

La pace interiore

 

Né le ricchezze, né le glorie terrene rendono il cuore veramente felice o gli procurano la pace. L’imperatore Carlo V, in vecchiaia lasciò la gloria di questo mondo per ritirarsi in un monastero, con la vana speranza di trovarvi la pace e il riposo che non aveva mai conosciuto.

Il poeta tedesco Goethe, colmato di onori e dignità dai potenti di questo mondo, ha riconosciuto alla fine della sua vita che non aveva avuto nemmeno due giorni veramente felici. Quanti artisti, sapienti, personaggi celebri, adulati dagli uomini e circondati di onori, sono morti con il cuore infranto e tormentato, dopo aver gustato a fondo i piaceri e le glorie di questo mondo!

Solo Dio può donare quella pace alla quale tutti aspirano. Si tratta della pace con Dio, la pace di una coscienza liberata dal peso del peccato, che deriva dal fatto di aver accettato per fede l’opera e il sacrificio del Signore: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo” (Romani 5:1).

Ma egli ci dà anche la pace di Dio, quella del cuore, quella di cui il Signore Gesù godeva perfettamente quand’era sulla terra. Egli vuole rendercene partecipi, tanto che dice “vi do la mia pace”. Questa pace regna in chi confida in Dio e affida a lui la propria vita, com’è scritto: “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio… E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Filippesi 4:6, 7).

mercoledì 10 aprile 2024

11 aprile - Un libro che consola

Gioisco della tua parola, come chi trova un grande bottino.

Salmo 119:162

 

Le mie parole non sono forse favorevoli a chi cammina rettamente?

Michea 2:7

 

Un libro che consola

 

“Una sola riga della Bibbia mi ha consolato più di tutti gli altri libri che ho letto. La Bibbia messa alla portata di tutti è il beneficio maggiore che l’umanità abbia potuto conoscere” Immanuel Kant (1724-1804).

Da quanto afferma comprendiamo che il brillante filosofo si era reso conto che la Bibbia risponde, in modo unico, ai nostri bisogni più profondi. Ma come mai la Bibbia ha il potere di consolare? Perché ci mette in contatto con Dio. Però, leggerla superficialmente o con distacco, come se si leggesse una rivista o un’opera scientifica, equivale a mettere da parte il suo messaggio. Cosa si potrebbe pensare di un giovane che leggesse una lettera della sua fidanzata come se fosse un articolo scientifico? Bisogna leggere la Bibbia per quello che essa è: Parola di Dio. E’ questo il solo modo onesto di leggerla per capire il suo messaggio che è sempre attuale.

Quando la leggiamo siamo messi in presenza di Dio, dei suoi pensieri e della sua volontà. Dobbiamo accogliere le sue parole con fede, rispetto, umiltà e fiducia, e con il desiderio di applicarle alla nostra vita.

La Bibbia presenta Gesù Cristo come il Figlio di Dio che ci ama e lo ha dimostrato morendo sulla croce per cancellare il peccato che ci tiene lontani da Dio. Essa ci invita a conoscerlo come il solo che possa veramente comprenderci e accompagnarci tutti i giorni della nostra vita. Bisogna credergli. Con Lui saremo felici per sempre.


10 aprile - Il Signore ci colma

L’Eterno… ha ristorato l’anima assetata e ha colmato di beni l’anima affamata.

Salmo 107:8-9

 

L’anima mia sarà saziata…, e la mia bocca ti loderà con labbra gioiose.

Salmo 63:5

 

Il Signore ci colma

(Matteo 14:17-21; 15:34-38)

 

Che cos’erano i cinque pani e i due pesci dei discepoli per nutrire 5000 persone? O sette pani e qualche pesciolino per saziarne 4000? Eppure Gesù ha saziato tutti. Con questi due miracoli, Dio vuole dimostrarci che i mezzi di cui l’uomo dispone per soddisfare i propri bisogni sono illimitati se affidati a Lui e messi a sua disposizione. A maggior ragione, quando si tratta dei bisogni dell’anima, troviamo la risposta in Dio.

Un luogo deserto, migliaia di persone affamate; l’insufficienza delle possibilità umane è palese. Ma il Signore è lì presente, e prende in mano la situazione. Non avrebbe avuto bisogno nemmeno di quei pani per saziare la folla. Ma nella sua grazia, allora come oggi, adopera quel poco che noi abbiamo e con la sua potenza lo trasforma in una grande abbondanza. “Tutti mangiarono e furono saziati e dei pezzi avanzati si portarono via dodici ceste” (Luca 9:17).

Caro amico che senti profondamente le tue incapacità, di qualsiasi natura esse siano, chiedi che diano al Signore l’occasione di colmarti e di arricchirti delle sue grazie. È quello che aveva capito l’apostolo Paolo quando diceva: “Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte” (2 Corinzi 12:10).


martedì 9 aprile 2024

Rifiuto

“Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui” Giovanni 3:36.

Quando noi, ripetutamente rifiutiamo il Suo messaggio, quando siamo insensibili ai Suoi richiami. Quando Dio decide di cambiare il corso della storia e aprire una porta inaspettata dinanzi agli uomini ma, questi non vogliamo ascoltare, allora Egli convalida la loro scelta.

Notate che non fu Dio che rese la gente indegna. Fu il loro rifiuto a credere che li escluse dalla grazia. Il Signore condanna i cuori freddi e ancor più i cuori “tiepidi”.

Noè toccò con mano la differenza che c'è fra coloro che accettano la grazia e coloro che rifiutano. La vide quando le nubi si aprirono e apparve l'arcobaleno per lui e per quanti erano con lui. Lot la sperimentò quando fu trascinato fuori prima che il fuoco caduto dal cielo colpisse le città dove aveva abitato. La vide il popolo d'Israele appena uscito dal paese d'Egitto quando il mar Rosso si aprì dinanzi a loro. La differenza fu enorme perché l'intera armata egiziana fu inghiottita nelle sue acque.

Ma il faraone rifiutò. Benché avesse avuto una poltrona di prima fila sulla scena dell'agire divino, rifiutò. L'acqua divenne sangue. Venne la grandine e i tuoni accompagnati dal fuoco. Le locuste ricoprirono il paese. Il giorno si trasformò in notte. I bambini morirono. Molti segni furono fatti, molti prodigi si palesarono dinanzi ai suoi occhi, ma lui rifiutò.

Il Dio di Noè è il nostro Dio. La mano che portò via Lot è la stessa che non permetterà al giudizio di cadere sui suoi. La strada che permise al popolo di attraversare il mare come per l'asciutto è la stessa che si è aperta dinanzi a noi. E' una strada di vita e di salvezza.

Rimanere spettatori o uditori indifferenti è una pazzia.

L'amore di Dio non è un amore normale. Non è normale amare dei nemici. Non è normale amare la gente che adora degli idoli di pietra anziché amare te, ma Dio lo fece quando rifiutò di abbandonare Israele. Attese. 

E' paziente con le nostre cadute ma non tollera i cuori indifferenti.

Migliaia di anni, centinaia di messaggeri poi un'infinità di miracoli e una croce macchiata di sangue.

Perché tu: “disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?” Romani 2:4.

Lo scopo della sua pazienza? Il nostro ravvedimento.

09 aprile - Dio vuole dirigere la nostra vita

Dio non vede forse le mie vie? Non conta tutti i miei passi?

Giobbe 31:4

 

Nessuno di quelli che sperano in te sia deluso.

Salmo 25:3

 

Dio vuole dirigere la nostra vita

 

Nell’ottobre del 2005 alcuni marittimi erano partiti, a bordo di una piccola imbarcazione, per pescare lungo le coste del Messico. Un’avaria al motore, delle correnti contrarie, l’assenza di una radio a bordo, furono la causa di una deriva di ben nove mesi nell’Oceano Pacifico. Quegli sventurati sopravvissero bevendo l’acqua della pioggia, mangiando pesce crudo e qualche gabbiano, finché furono soccorsi nell’agosto del 2006 vicino alle isole Marshall da un peschereccio taiwanese. “Non abbiamo mai perso la speranza”, racconta uno degli scampati “perché c’è Dio onnipotente. Sapevo che ci avrebbe aiutati. Abbiamo letto la Bibbia e abbiamo pregato insieme per tutto questo tempo”.

Ognuno di noi è come una fragile barca nell’oceano della vita, spesso dirottata dalle circostanze contrarie. Nelle difficoltà, quei pescatori si sono rimessi nelle mani di Dio. Hanno creduto nella sua bontà e non sono stati delusi. Hanno ascoltato ciò che la Bibbia dice: “L’Eterno è buono; è un rifugio nel giorno dell’angoscia e conosce quelli che confidano in lui” (Naum 1:7).

Se pilotiamo da soli la nostra barca, saremo senza soccorso di fronte ad avvenimenti che non riusciamo a controllare. Dio sta al fianco di coloro che lo amano, anche attraverso dolori terribili. Egli si serve delle circostanze che incontriamo per dare prova che le sue promesse, registrate nella Bibbia, sono vere per chi si confida in Lui. Affidiamogli senza esitare il comando della nostra vita!


lunedì 8 aprile 2024

Inferno

Non è piacevole sentire parlare d'inferno, ma dobbiamo avvertirvi di ciò che Dio dice nella Sua Parola, la Bibbia, che condannerà al luogo del pianto e dello stridor dei denti, coloro che non hanno voluto accettare la salvezza che Dio aveva loro offerto gratuitamente in Cristo.

L'Inferno è come una notte senza speranza dell'alba. E' come una tempesta scatenata e che non ha tregua e che infuria in un oceano in cui mai la vista di una spiaggia all'orizzonte potrà risvegliare una qualche speranza. E' irrevocabile, il definitivo allontanamento dell'uomo dal Dio che è vita. E' un luogo senza speranza che ha una sola porta ma è stata chiusa e nessuno potrà mai più riaprirla. In questo abisso senza fine la coscienza addormentata dell'uomo, sarà risvegliata. Gli occhi dell'incredulo si apriranno davanti alla terribile realtà e l'uomo misurerà tutta la grandezza della sua perdizione. Egli vedrà da lontano, al di là di una voragine incolmabile e invalicabile. E là che avrebbe dovuto essere se solo, durante la sua vita, avesse accettato ciò che Dio aveva da offrirgli.

Non scrivo queste cose per spaventarvi ma perché sono vere e perché oggi siete ancora in tempo per volgervi verso Dio.