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mercoledì 11 febbraio 2026

L'erede

“Ascoltate un'altra parabola: Vi era un padrone di casa, il quale piantò una vigna, la cinse di una siepe, vi scavò un luogo dove pigiare l'uva, vi costruì una torre e, dopo averla affidata a certi vignaioli” Matteo 21:33.

Questa parabola illustra il terribile stato del popolo e dei suoi cattivi conduttori. Dio si aspettava del frutto dalla sua vigna, Israele. Tutto era stato fatto perché essa ne potesse produrre. Ora i Giudei (e gli uomini in generale) hanno dimostrato la loro incapacità di produrne. Hanno disconosciuto i suoi servitori, i profeti e si preparano ora a scacciare L'Erede stesso, per rimanere soli padroni dell'eredità (qui, il mondo).

Il Signore conduce quegli uomini a pronunciare la loro propria condanna. “Ora, quando verrà il padrone della vigna, che cosa farà a quei vignaioli?. Essi gli dissero: Egli farà perire miseramente quegli scellerati, e affiderà la vigna ad altri vignaioli”  v.40-41.


“Il regno dei cieli è simile a un re, il quale preparò le nozze di suo figlio. E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire” Cap.22:2-3.

La parabola delle nozze completa quella dei cattivi vignaioli, mostrando quello che avverrà dopo il rifiuto dell'Erede. I Giudei, i primi invitati, rifiutarono l'invito, cioè quella parola di grazia che gli apostoli (i servitori) avevano rivolta loro. Allora questi si volgeranno verso le nazioni.

Voi che leggete ora avete fra le mani la sua lettera d'invito.

Purtroppo, il disprezzo, l'opposizione e il disinteresse sono le risposte che generalmente Egli riceve. Poiché non basta essere invitati, bisogna accettare.