Seguici anche su Facebook!

Seguici anche su Facebook! Unisciti al Gruppo cliccando su:
https://www.facebook.com/groups/287768858057968/
Visualizzazione post con etichetta Meditazioni - C. H. Spurgeon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Meditazioni - C. H. Spurgeon. Mostra tutti i post

sabato 20 novembre 2021

GENEROSITA’ DEL CUORE

“Tu non m’hai comprato con denaro della canna odorosa …” (Isaia 43:24)


Gli adoratori che andavano al tempio erano tenuti a portare offerte di profumi da bruciare sull’altare di Dio. Ma Israele, nel tempo della sua apostasia, divenne ingeneroso e fece poche offerte votive al suo Signore: questo era un segno della sua freddezza verso Dio e verso la Sua casa. Lettore, non ti accade mai nulla di simile? La censura contenuta in questo testo non potrebbe esserti rivolta, se non frequentemente, almeno in qualche occasione? Coloro che hanno le tasche vuote, se ricchi di fede, saranno accettati anche se i loro doni sono modesti; ma tu, lettore privo di mezzi, doni ugualmente in proporzione alle tue possibilità, o lo spicciolo della vedova è tenuto lontano dalla cassa delle offerte? Il credente ricco dev’essere grato per il talento che gli è stato affidato, ma non dovrebbe dimenticare le sue responsabilità, poiché a chi molto è stato dato, molto sarà ridomandato; ma, lettore ricco, sai rammentare i tuoi doveri, e rendi al Signore secondo i benefici che hai ricevuto? Gesù diede il Suo sangue per noi: cosa daremo a Lui? Noi stessi e tutto ciò che abbiamo Gli apparteniamo poiché Egli ci ha acquistati; ci è lecito dunque agire come se potessimo disporre della nostra vita? Oh se potessimo avere una maggior consacrazione e un amore più grande!

Benedetto Gesù, come sei buono ad accettare la nostra canna odorosa comprata con denaro! Niente è troppo costoso per il Tuo ineguagliabile amore, e Tu accetti con benevolenza il più piccolo segno d’affetto! Tu ricevi le nostre povere gemme e i pegni d’amore come se fossero veramente preziosi, sebbene non siano che un mazzo di fiori selvatici simili a quelli che un bimbo porta alla mamma. Non dovremmo mai essere avari nei Tuoi confronti, e da ora in avanti non vorremmo più essere motivo di scontento omettendo di darTi le offerte del nostro amore. Ti daremo le primizie delle nostre entrate, Ti offriremo la decima di tutto, e allora potremo dichiarare: “Ti abbiamo dato ciò che Ti appartiene”.


Charles Haddon Spurgeon

lunedì 4 ottobre 2021

LA VERA FORZA

 “Chi presta attenzione alla Parola se ne troverà bene, e beato colui che confida nell’Eterno!” (Proverbi 16:20)


La saggezza è la vera forza dell’uomo, e sotto la sua guida egli può raggiungere nel modo migliore gli obiettivi del suo essere. Affrontare saggiamente le questioni della vita consente all’uomo il maggior profitto, e permette l’utilizzo più nobile delle sue capacità, perciò egli realizzerà il bene nel senso più pieno e completo. Senza la sapienza, l’uomo è come il puledro d’asino selvatico, che corre avanti e indietro sprecando quelle energie che potrebbero essere impiegate in maniera molto più proficua. La sapienza è la bussola con la quale l’uomo deve attraversare l’impervio deserto della vita; senza di essa non è che una nave abbandonata in balia dei venti e delle onde. Un uomo dev’essere prudente in un mondo come questo, altrimenti non troverà il bene, ma sarà travolto da un’ininterrotta sequenza di mali. Il pellegrino si ferirà i piedi nei pruni della foresta della vita, se non dirige i suoi passi con estrema cautela. Chi si trova in un deserto infestato da bande di ladroni, deve comportarsi saggiamente se vuole viaggiare con sicurezza. Se veniamo condotti dal Sommo Maestro, seguiamoLo ovunque Egli ci guidi, e di certo troveremo il bene, anche mentre ci troviamo in questa tenebrosa dimora. Ci sono frutti celestiali da raccogliere nei pergolati dell’Eden, e canti paradisiaci da innalzare in mezzo ai boschi della terra.

   Ma dove va ricercata la saggezza? Molti l’hanno sognata, ma non sono riusciti ad afferrarla. Dove l’acquisiremo? Ascoltiamo la voce del Signore, poiché Egli ci ha rivelato il segreto: “Beato colui che confida nell’Eterno”. Agiremo con saggezza in ogni circostanza soltanto se sapremo confidare nel Signore. Questa è la direzione più sicura per orientarsi nei labirinti intricati della vita; seguila, e troverai la beatitudine eterna. Colui che confida nel Signore ha un diploma di sapienza assicurato dall’ispirazione: è beato ora e lo sarà ancora di più lassù. Signore, in questa dolce ora della sera, cammina con me nel giardino, e insegnami la sapienza della fede.


Charles Haddon Spurgeon

domenica 3 ottobre 2021

LA VASTITA’ DELL’AMORE

“… l’Eterno prende piacere nel suo popolo …” (Salmo 149:4)


Quanto è comprensivo l’amore di Gesù! Non esiste cosa che riguardi il Suo popolo che Egli non consideri con importanza. Il Signore non soltanto pensa a te, credente, come ad un essere immortale, ma anche come a un uomo mortale. Non dubitare: “I capelli del tuo capo sono tutti contati”, “i passi dell’uomo dabbene son diretti dall’Eterno ed egli gradisce le vie di lui”. Sarebbe una cosa triste per noi se questo manto d’amore non coprisse tutto ciò che ci riguarda, poiché quali danni potrebbero essere arrecati a quella parte della nostra vita che non fosse sotto il controllo del nostro misericordioso Signore!

Credente, sii certo che il cuore di Gesù si occupa anche delle tue più piccole faccende. L’immensità del Suo amore è tale che puoi ricorrere a Lui per ogni questione; poiché nelle tue afflizioni Egli è afflitto, e come un padre ha compassione dei suoi figli così Egli ha compassione di te. I più piccoli interessi dei Suoi santi trovano posto nel cuore del Figlio di Dio. Oh, che grande cuore è il Suo! Credente, pensi di poter misurare l’amore di Cristo? Pensa a ciò che ti ha portato: giustificazione, adozione, santificazione, vita eterna! Le ricchezze della Sua bontà sono imperscrutabili, non riuscirai mai a contarle né tantomeno a concepirle. Oh, la vastità dell’amore di Cristo! Un simile amore sarà ricambiato con fredda gratitudine? La meravigliosa misericordia e la tenera cura di Gesù dovrebbero ricevere una debole risposta e una tardiva riconoscenza? Anima mia, accorda la tua arpa, e intona un canto felice di ringraziamento! Volgiti allegra al tuo riposo, poiché tu non sei un vagabondo solitario, ma un figlio amato che il Padre vigila, cura e difende.


Charles Haddon Spurgeon

sabato 2 ottobre 2021

RISORSE INESAURIBILI

“Dio è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle distrette” (Salmo 46:1)


Le benedizioni del patto non sono concepite soltanto per essere guardate, ma anche per essere assimilate. Anche il nostro Signore Gesù ci è stato donato per il nostro bisogno attuale. Credente, tu non ti rivolgi a Cristo, come dovresti. Quando sei nell’afflizione, perché non Gli racconti tutto il tuo dolore? Non ha forse un cuore che possa simpatizzare con te, e non può forse consolarti? No, tu vai da tutti salvo che dall’Amico migliore, e deponi la tua storia ovunque tranne che sul petto del tuo Signore. Sei aggravato dai peccati di questo giorno? Ecco, vi è una fonte che sgorga per te: attingi ad essa a piene mani! Senti riaffiorare un senso di colpa? La grazia che perdona può essere sperimentata più volte: va subito a Lui per essere purificato. Ti rammarichi per la tua debolezza? Egli è la tua forza: perché non t’appoggi a Lui? Ti senti nudo? Vieni qua, stringi la veste della giustizia di Gesù. Non restare a guardarla, ma indossala. Spogliati della tua giustizia ed anche dei timori: indossa la bella veste di lino! Sei malato? Suona il campanello della preghiera e chiama l’amato Medico! Egli ti darà il farmaco che ti rinvigorirà. Tu sei povero, ma hai “un parente, un uomo potente e ricco”. Come! Non vorresti andare a Lui chiedendoGli di concederti la Sua abbondanza, quando Egli stesso ti ha promesso che sarai coerede con Lui, e ti ha assicurato che tutto ciò che Gli appartiene sarà tuo? Ciò che a Cristo dispiace più d’ogni altra cosa è che il Suo popolo dichiari la propria dipendenza senza poi avvalersi dei Suoi interventi. Egli gradisce che facciamo ricorso a Lui. Più pesi appoggiamo sulle Sue spalle, più prezioso Lui sarà per noi.


Charles Haddon Spurgeon

venerdì 1 ottobre 2021

UN PATTO STABILE

“A motivo di tutto questo, noi fermammo un patto stabile e lo mettemmo per iscritto; e i nostri capi, i nostri Leviti e i nostri sacerdoti vi apposero il loro sigillo” (Nehemia 9:38)


Ci sono molte occasioni nella nostra vita in cui possiamo opportunamente e con profitto rinnovare il nostro patto con Dio. Dopo la guarigione dalla malattia, vale a dire dopo aver ricevuto un nuovo periodo di vita, come accadde ad Ezechia, abbiamo un valido motivo per farlo. Dopo una liberazione dalla prova, quando sentiamo la nostra gioia rifiorire, possiamo tornare ai piedi della croce per riconsacrarci. Facciamolo in modo particolare dopo aver commesso qualche peccato che abbia contristato lo Spirito Santo o portato disonore alla causa di Dio; guardiamo a quel sangue che ci rende più bianchi della neve, e rinnoviamo a Dio l’offerta di noi stessi. Non dovremmo lasciare che siano unicamente le prove a sollecitare la nostra devozione a Dio, anche la nostra prosperità dovrebbe fare lo stesso. Se riceviamo grazie, Egli sicuramente ci ha benedetto, dovremmo quindi benedire Dio a nostra volta. Riportiamo dunque tutti quei gioielli donatici dal Signore che sono stati accantonati nel forziere del nostro cuore, lasciamo che il nostro Dio si sieda sul trono della nostra vita, rivestito di abiti regali. Se imparassimo davvero a trarre beneficio dalla nostra prosperità, non avremmo bisogno di dover sopportare tante avversità. Se riuscissimo a trarre tutto il buono da un bacio che ci viene dato, non dovremmo così spesso sottostare alla verga. Abbiamo ricevuto di recente qualche benedizione che non ci aspettavamo? Il Signore ha messo i nostri piedi al sicuro? possiamo proclamare che le Sue grazie si moltiplicano? Allora questo è il giorno in cui dobbiamo impugnare i corni dell’altare e dire: “Legami qui, o Dio, legami con corde, per sempre”. Poiché abbiamo bisogno che nuove promesse siano adempiute dal Signore, offriamo preghiere affinché i nostri voti non vengano disonorati.


Charles Haddon Spurgeon

sabato 25 settembre 2021

UN AROMA FRAGRANTE

“Le sue gote son come un’aia d’aromi, come aiuole di fiori odorosi; le sue labbra son gigli, e stillano mirra liquida” (Cantico de’ Cantici 5:13)

Il mese dei fiori è arrivato! I venti di marzo e le piogge di aprile hanno fatto la loro opera, e la terra è tutta fregiata della sua bellezza. Vieni anima mia, indossa le vesti della festa e vai ad intrecciare ghirlande di pensieri celesti. Tu sai dove recarti, perché ti sono ben note le “aie d’aromi” ed hai odorato spesso il profumo dei “fiori odorosi”, puoi quindi andare subito dal tuo Benamato e trovare il Lui tutta la grazia e la gioia. Quel viso un tempo così crudelmente colpito dalla verga e sovente bagnato dalle lacrime di pietà ed insultato con sputi! quel viso che mentre sorride con misericordia è come un aroma fragrante per il mio cuore! Non nascondesti la Tua faccia dalla vergogna e dagli sputi, Signor Gesù, voglio quindi trovare il massimo piacere nel lodarTi. Quelle gote furono rigate dall’aratro del dolore, e arrossate da righe di sangue che scendevano dalla Tua corona di spine; quei segni d’amore incondizionato non possono che affascinare la mia anima, molto più di “colonne di profumo”. Se non posso vedere tutto il Suo volto, ammirerò le Sue gote, poiché anche il Suo minimo pallore è veramente rinfrescante per il mio sentimento spirituale, e arreca immense soddisfazioni. In Gesù non trovo soltanto una fragranza ma un’aia di aromi, non un fiore ma ogni specie di piante profumate. Egli è la mia rosa e il mio giglio, la mia viola e il mio fastello di canfora. Quando sono vicino a Cristo, è maggio tutto l’anno attorno a me, e la mia anima va a lavarsi il viso nella rugiada mattutina della Sua grazia e a godersi il sole accompagnata dal canto degli uccelli delle Sue promesse. Prezioso Signor Gesù, lascia che io conosca in ogni opera, la benedizione che si realizza in una comunione ininterrotta con Te. Io sono una creatura indegna, le cui gote Ti sei compiaciuto di baciare! Ora lascia che in cambio io Ti baci con le mie labbra! 



lunedì 20 settembre 2021

MORMORATORI RIBELLI

“E tutti i figliuoli d’Israele mormorarono contro Mosè e contro Aaronne, e tutta la raunanza disse loro: ‘Fossimo pur morti nel paese d’Egitto! o fossimo pur morti in questo deserto!’” (Numeri 14:2)


Ci sono alcuni mormoratori fra i credenti d’oggi, come ce n’erano nel campo d’Israele. Quando viene usata la verga, ci sono coloro che si ribellano alla punizione. Chiedono: “Perché vengo punito in questo modo? che cosa ho fatto per essere castigato in questa maniera?”. Voglio rivolgere una parola a te che mormori: perché devi lamentarti di ciò che il tuo Padre celeste ti dà? può Egli trattarti più severamente di quanto meriti? Considera com’eri ribelle un tempo, eppure Egli ti ha perdonato! Di certo, se nella Sua saggezza Egli ritiene opportuno correggerti, non dovresti lamentarti. Dopo tutto, sei stato trattato duramente quanto meritavano i tuoi peccati? considera la corruzione del tuo cuore, e poi potrai ancora chiederti se fosse proprio il caso di usare la verga. Analizzati, e discerni quanta argilla è mischiata all’oro, dopodiché non riterrai troppo caldo il fuoco che deve purificarti da tutta quell’argilla. Il tuo spirito ribelle e orgoglioso non dimostra forse che il tuo cuore non è ancora completamente santificato? quei tuoi lamenti non sono contrari alla natura di santa sottomissione tipica dei figli di Dio? non è necessaria la correzione? Se continuerai a lamentarti contro la correzione sta’ attento poiché il destino che attende i mormoratori sarà assai duro. Dio castiga sempre due volte i Suoi figli, se essi non sopportano pazientemente il primo colpo. Ma sappi una cosa: “Non è volentieri che egli umilia e affligge i figliuoli degli uomini” (Lamentazioni 3:33).  Tutte le Sue correzioni sono effettuate nell’amore, per purificarti e portarti più vicino a Lui. Se sarai in grado di riconoscere dietro la correzione la mano del tuo Padre celeste, questo sicuramente ti aiuterà a sopportare la punizione con rassegnazione. 

"Perché il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli". 

“Ed è a scopo di disciplina che avete a sopportare queste cose. Iddio vi tratta come figliuoli”. 

“E non mormorate come alcuni di loro mormorarono e perirono colpiti dal distruttore”. 

domenica 19 settembre 2021

O Eterno, dà vita all’opera tua

“O Eterno, io ho udito il tuo messaggio, e son preso da timore; o Eterno, dà vita all’opera tua nel corso degli anni! Nel corso degli anni falla conoscere! “ Abacuc 3:2.

È una richiesta che dovremmo fare al Signore continuamente e dal fondo dei nostri cuori. Infatti, abbiamo bisogno di essere risvegliati per fare conoscere di più l’Evangelo ai peccatori e abbiamo anche bisogno di un risveglio in mezzo al popolo di Dio. È facile diventare formalista, freddi, senza potenza, se l’anima non resta in una stretta comunione con Dio che la mantiene in esercizio davanti a Lui.

Il Signore ci ha riccamente benedetti, ma abbiamo bisogno di elevarci, per la potenza dello Spirito, alle altezze dei preziosi privilegi che sono la nostra parte in quanto figli di Dio. Se noi tutti vivessimo nel godimento intimo e nella realizzazione giornaliera della nostra posizione davanti a Dio, quanto più vive sarebbero le nostre riunioni e quanto più incisivi i messaggi per attirare le anime a Cristo, quale centro dei loro pensieri e dei loro affetti!

L’apostolo Paolo parla del “combattimento” che sosteneva per i santi di Colosse perché arrivassero alla piena conoscenza “del mistero di Dio, cioè di Cristo, nel quale tutti in tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti” (Colossesi 2:3). In (Efesini 3:3) il mistero dato a conoscere a Paolo per rivelazione è l’unione dei Giudei coi Gentili in un solo corpo col Capo che è nel cielo. Il rischio era che quei credenti non si attenessero al Capo e perdessero la realizzazione consapevole della loro unione con Lui, trascinati da un lato dalla filosofia e dall’altro dalla tradizione. Non corriamo anche oggi lo stesso pericolo? Il mondo si maschera bene per sedurre le anime; lo fa dando a credere che sia un vantaggio farsi un nome e una buona posizione su questa terra, e così distrae il credente con la carriera, gli affari, la politica ed altre cose. Ma può anche rivestire una forma religiosa seducente; il tutto per distogliere i nostri cuori da Cristo.

Viviamo in un tempo di debolezza spirituale e rischiamo di perdere e farci sfuggire anche la verità che abbiamo conosciuto. Abbiamo bisogno di grazia e di fede. In (Romani 4:20) leggiamo che Abramo “davanti alla promessa di Dio non vacillò per incredulità, ma fu fortificato per la sua fede dando gloria a Dio”. L’energia e la perseveranza della fede sono oggi più che mai necessarie perché la difficoltà più grande è di mantenerci nella consapevolezza della nostra chiamata celeste e in una vita ad essa conforme e nella consapevolezza che siamo membra del corpo di Cristo, uniti al Capo glorioso nel cielo. L’apostolo cerca di salvaguardare i santi di Colosse mostrando loro in che modo intimo erano identificati con Cristo: non solo “morti” con Lui, ma “risuscitati” con Lui che è la nostra vita; e a tal punto legati a Lui che, quando Egli sarà manifestato, anche noi saremo col Lui manifestati in gloria. Signore, “dà vita all’opera tua” e rendici capaci di elevarci all’altezza della chiamata e dei privilegi che sono la nostra parte in te!

Abbiamo un bisogno continuo della sua grazia a causa della nostra debolezza che Lui è potente da supplire ad ogni nostro bisogno se confidiamo in Lui.

sabato 18 settembre 2021

APPARTENERE A DIO

“La terra ha prodotto il suo frutto; Dio, l’Iddio nostro, ci benedirà” (Salmo 67:6)

E’ strano come, di fatto, usiamo così poco le benedizioni che Dio ci dona; ma è ancora più strano quanto poco beneficiamo di Dio stesso. Sebbene Egli sia “l’Iddio nostro”, noi ci dedichiamo così poco a Lui, e chiediamo così poco di Lui. Quanto raramente chiediamo consiglio al Signore! quanto spesso ci occupiamo invece dei nostri affari senza cercare la Sua guida! Nelle nostre prove ci sforziamo di portare i pesi da soli, invece di gettarli sul nostro Signore che sembra dire: “Anima, io sono tuo, vieni e serviti di me, puoi appressarti liberamente a rifornirti alle mie fonti, e più spesso ti avvicinerai più sarai il benvenuto”. E’ colpa nostra se non ci sentiamo liberi di prendere le ricchezze del nostro Dio. Poiché possiedi un simile Signore, ed Egli t’invita, avvaliti dei Suoi beni ogni giorno. Non sarai mai nel bisogno avendo un Dio cui rivolgerti, non temerai né verrai meno fino a quando avrai un Dio che ti aiuta: vai al Suo forziere e prendi ciò che ti serve, c’è tutto quello di cui hai bisogno. Egli può rifornirti di tutto o, meglio ancora, Egli può dare tutto Sé stesso. Voglio invitarti, quindi, ad approfittare del tuo Signore. Approfitta di Lui in preghiera. Vai a Lui frequentemente, poiché Egli è il tuo Dio. Perché dovresti privarti di un simile beneficio? corri a Lui, raccontaGli tutti i tuoi problemi. Approfitta di Lui costantemente per mezzo della fede. Se qualche evento ha offuscato il tuo cielo, avvaliti del tuo Dio come del sole; se qualche nemico ti ha colpito, trova in Yahwèh uno scudo, poiché Egli è sole e scudo per il Suo popolo.

Se ti sei perso nel labirinto della vita, consideraLo come una guida, poiché Egli t’indicherà la strada. Chiunque tu sia, e dovunque tu sia, ricorda che il Signore è proprio ciò di cui hai bisogno, proprio dove tu vuoi e per tutto ciò che desideri.