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martedì 11 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (14/15)

Seduzione: come affrontarla

Ma qual è il significato di fortezze?

Sappiamo dalla storia, anche biblica, che una fortezza era una costruzione provveduta di difese armate e che doveva servire come luogo di protezione e rifugio, oppure di difesa.

Nel Vecchio Testamento si racconta che Davide, inseguito dal re Saul, si nascose nelle fortezze desertiche della regione di Zif (1Sa 24).

Dalla storia sappiamo che si trattava di strutture naturali, solitamente caverne, poste in cima alle montagne, in zone impervie e quindi molto difficili da espugnare.

Più tardi le fortezze vennero costruite fortificando grandi edifici (più avanti ancora i castelli) con delle possenti mura contornate di fossati, che creavano generalmente al loro interno tre livelli di sicurezza. C’era una parte esterna in cui tutti potevano accedere.

Per passare dalla zona esterna alla prima zona interna pubblica solitamente si doveva attraversare un ponte sopra un fossato, un fiume o divisori creati ad arte.

Tra la prima parte e la seconda c’erano ancora mura, ed infine vi era la parte interna, la più privata, destinata alla vita del padrone, o del nobile proprietario, e che era strettamente difesa e quasi impossibile da espugnare, con protezioni non solo umane ma anche porte ferrate e sbarre.

Credo che Paolo avesse questo in mente quando parlava di fortezze. Possiamo applicare questa immagine alle fortezze di cui vorrei parlare e che sono quegli ambiti che possono essere occupati o dal Signore o dall’avversario.

Qualcuno può pensare che un credente non può essere influenzato da Satana, o da un demone, proprio perché è un credente, ma proprio questa è una grande seduzione di Satana.

La seduzione crea un collegamento tra gli elementi del mondo e la nostra mente attraverso la concupiscenza e la tentazione, secondo una bella indicazione del libro di M. Distort (“Le seduzioni dell’Anticristo”).

Uno di questi collegamenti, ad esempio, è costituito dalla pubblicità, che ci spinge a volere a tutti i costi qualcosa, lavorando sulla nostra mente per farci concupire quella cosa.

Crea il collegamento tra il mondo esterno, non sempre reale o realistico, e la nostra mente!

Ebbene un demone, o Satana, non può certo possedere un credente in senso eterno, ma lo può influenzare in senso negativo usando la sua mente, oppure interferendo nei suoi processi mentali, e anche contaminando la sua vita, come ci ricordano le esperienze di vita di Pietro e di Giosafat oppure anche di altre relative a uomini di Dio, raccontate nella Parola e che sono utili al riguardo!

(segue)


lunedì 10 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (13/15)

Liberarci dai legami della vecchia vita

 

Nella mia breve esperienza ho imparato che, se vogliamo permettere al Signore di costruire “qualcosa di nuovo” in noi, dobbiamo lasciargli prima abbattere quelle fortezze che ci tengono legati alla vecchia vita naturale e carnale.

Abbattere queste fortezze vuol dire demolire schemi mentali, sopprimere certe idee e pregiudizi radicati in noi, abbandonare cioè le “cose vecchie” affinché la presenza di Cristo e la sua vita possa realmente manifestarsi in noi, giorno dopo giorno. Personalmente sono convinto che dalla conversione in avanti dobbiamo raccogliere le indicazioni della Parola che troviamo in Filippesi 1:8 e 9 e farla diventare una splendida realtà dentro le nostre vite.

Ecco cosa dice la Parola:

“Che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, affinché discerniate le cose eccellenti (migliori) e possiate essere puri e senza macchia per il giorno di Cristo., ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, alla gloria e lode di Dio”.

 Ci può aiutare a capire quanto stiamo dicendo leggendo un brano che viene a volte sottovalutato, ma che ritengo importante per la sua precisione e fondamentale per questo studio che troviamo nella 2Corinzi 10:3-5 

“In realtà sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo al carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo”.

Prima di addentrarci in qualsiasi considerazione notiamo alcune cose in questo versetto:

* noi viviamo nella carne, ma il nostro combattimento non è secondo la carne;

* combattiamo una guerra con armi che vengono da Dio (non sono le nostre);

* Dio ci dà delle armi, ma ovviamente le armi si possono usare, ma si possono anche non usare;

* queste armi hanno una potenza da Dio che serve a distruggere le fortezze, (e cosa siano le fortezze lo esamineremo tra breve);

* ci sono ragionamenti nella nostra mente che vanno demoliti, quali essi siano lo comprenderemo dopo;

* ci sono altre cose che si elevano contro Dio e che hanno a che fare con il pensiero o la mente;

* tutto deve essere reso ubbidiente a Cristo;

 

Deve essere chiaro in modo assoluto che in noi coesistono cose vecchie e cose nuove, costruzioni mentali vecchie e nuove, schemi mentali vecchi e nuovi, anche dopo la conversione.

Tutto ciò che non è quotidianamente illuminato dalla Parola di Dio appartiene ancora alle tenebre e non ha niente a che vedere con la nostra nuova vita. Ovviamente Satana sa bene queste cose e farà il possibile, come detto, per tenerci appiccicato addosso tutto quello che fa parte del nostro vecchio uomo.

Ma dobbiamo anche dire onestamente che se vogliamo essere parte piena del progetto di Dio dobbiamo essere pronti a partecipare alla demolizione di quei baluardi o fortezze che Satana può e vuole usare per:

* ingabbiarci, o per:

* tenerci paralizzati, o

* semplicemente per impedirci di godere la vera LUCE.

domenica 9 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (12/15)

Satana opera in due modi

 

Come si sviluppa l’opera di Satana nel contrastare l’opera del nostro Signore rivolta alla salvezza degli uomini? Molti forse la ignorano o non la comprendono esattamente, ma vediamo con l’aiuto di una esemplificazione come ciò avviene.

Satana agisce nei confronti delle sue “prede” in due modi:

1. In modo diretto, attraverso quelle influenze e/o le possessioni demoniache che permettono alle forze del male di arrivare a controllare completamente un essere umano, facendogli compiere le cose più abominevoli, proprio perché queste forze hanno la capacità di eliminare tutti i freni inibitori. Satana e i suoi angeli decaduti desiderano compiere il male sia nella persona interessata, sia verso gli altri che la circondano.

2. In modo indiretto: l’obiettivo di Satana è sempre quello di impedire che:

* Le persone possano ascoltare il puro Evangelo, e farà di tutto perché questo avvenga, e ha a disposizione secoli d’esperienza!

* E se queste persone lo ascoltano egli farà in modo che non arrivino a comprenderlo e gustarlo, anche questo è ovvio!

* E se anche lo ascoltano e arrivano a capire il messaggio, egli opererà affinché le sue vittime non ne realizzino l’importanza per la loro vita e la loro salvezza, mettendo nei loro cuori (menti) tutto ciò che è possibile, ad esempio scuse (“Non posso impegnarmi così... certe richieste sono impossibili da rispettare, etc...”) o adducendo impedimenti personali o spirituali. A Satana basta e avanza un homo religiosus (ce ne sono miliardi nel mondo)!

* E se vivono il messaggio dell’Evangelo e lo realizzano nella loro vita, egli impedirà loro con ogni mezzo di crescere e svilupparsi, attraverso prove, dolori, sofferenze o persecuzioni etc... Infatti un vero credente è probabilmente un uomo di sofferenza, esattamente come il suo Maestro!

Capiamo allora perché le persone del passo di Giovanni 2 non avevano capito. La Parola non era scesa nel profondo del cuore. Satana permette agli uomini di avere una religione, forse anche cristiana, ma solo “NOMINALE”. Poi si preoccuperà e lavorerà al suo meglio affinché tante aree della nostra vita non siano interessate dal cambiamento e dalla trasformazione progettata e richiesta dal Signore per noi.

Nella scala che abbiamo appena visto dove ci troviamo noi? Abbiamo ricevuto l’Evangelo?

Lo ascoltiamo? Lo abbiamo fatto nostro? Lo viviamo? La Parola del Signore ci sta trasformando?

Cosa vuol dire “cambiamento” per me?

A quale profondità lascio arrivare il Signore nell’operare la trasformazione che Lui desidera operare?

Quali ostacoli gli sto mettendo davanti?


(segue)

sabato 8 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (11/15)

LE NOSTRE FORTEZZE

 

Iniziamo questa terza parte delle nostre meditazioni con una considerazione importante, e cioè che molti credenti vivono nella consapevolezza sbagliata che la salvezza sia un punto di arrivo della loro vita spirituale. Sembrerebbe assurdo pensarlo solamente, ma la realtà che ci circonda e, forse la nostra vita stessa, può dimostrare qualcosa di diverso.

È vero invece che, nel piano di Dio per tutti noi suoi figli, il momento della salvezza è il punto iniziale del progetto da lui stabilito affinché noi possiamo, passo dopo passo e giorno dopo giorno, conformarci all’immagine di Cristo, sia nel carattere sia nella nostra mente o nel cuore, senza nessuna interruzione lungo il cammino della nostra vita terrena. Questo principio è un punto capitale per il nostro percorso di crescita.

Siamo pronti a lasciarci trasformare dal Signore? Siamo disponibili a lasciargli compiere questo lavoro in noi?

Se non lo siamo mi permetto di dire che come credenti abbiamo un serio problema.

Il passo di Paolo ai Romani cap.12 che dice “siate trasformati nella vostra mente” non è un consiglio, ma un imperativo. Satana ci lascerà credere alla Parola di Dio, ma come già detto egli farà in modo che non ci sia in noi una reale adesione alle richieste ed alle indicazioni contenute nella Parola di Dio od una reale ubbidienza ai suoi comandamenti.

D’altronde era già stato così ai tempi del Signore stesso, ricordiamo tutti cosa è detto in Giovanni 2:23-25 quando viene affermato:

“Ora, mentre egli si trovava in Gerusalemme alla festa della Pasqua, molti credettero nel suo nome vedendo i segni che faceva. Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti, e perché non aveva bisogno che alcuno testimoniasse dell’uomo, perché egli conosceva ciò che vi era nell’uomo”. Queste persone avevano ascoltato e creduto al Signore, ma solo superficialmente.


(segue)

venerdì 7 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (10/15)

Ancora salvati, ma paralizzati!

 

Abbiamo detto che Dio parlò tre volte a Giosafat. Le prime due le abbiamo viste, ora ce ne manca una terza. Giosafat alla fine della sua carriera cadde ancora, perché Satana sfruttò un ambito non “illuminato” della vita di Giosafat stesso per tenerlo in pugno. Infatti è detto (2Cr 20: 35 a 37) che “Giosafat si alleò con Achazia, re di Israele, che agiva empiamente, egli si alleò a lui per andare a Tarsis”.

Cosa voleva raggiungere il nostro eroe? Cosa gli mancava? Era re, ed era ricco, era stato salvato dal Signore, aveva ottenuto benedizioni e grazia, poi perdono e grazia nuovamente. Cosa poteva desiderare di più? Piuttosto dobbiamo chiederci cosa stava trascurando? Trascurava la presenza e l’alleanza di Dio.

Se Dio non ci basta, se non andiamo a lui per le nostre esigenze o necessità, se non abbiamo fede in lui cosa succede? Se non diamo fede a Dio a chi la diamo? Satana stende un’altra trappola. Usa stavolta l’insoddisfazione e la concupiscenza.

Quante vite spirituali paralizzate o distrutte dalla insoddisfazione, oppure vite bloccate dalla concupiscenza! Qui troviamo Eliezer il terzo profeta che parla da parte del Signore a Giosafat, e cosa gli dice? “Poiché tu ti sei alleato con Achaziah, l’Eterno ha distrutto le tue opere ed esse saranno disperse!”.

Tre profeti, tre messaggi, tre momenti della vita di Giosafat che spiritualmente parlando ce lo fanno vedere sempre più in basso!

* Il primo messaggio: “Non andare, torna indietro!”

* Il secondo: “L’ira di Dio è su te, ma c’è ancora speranza! Ravvediti!”.

* Infine il terzo messaggio “È finita, le tue opere saranno disperse!”.

Vedete cosa può fare Satana anche in un grande uomo di Dio, se egli non veglia quotidianamente sulla propria vita? Satana stende le sue trappole ovunque e usa le sue armi per mandare al tappeto chiunque, perché il suo obiettivo è sempre quello di interrompere la nostra comunione col Signore.

Dio ci ama e vuole che noi usiamo la sua luce per evitare le trappole del nemico, proprio perché conosce quanto siamo deboli e fragili. I consigli della Parola e degli uomini di Dio, che spesso egli stesso usa, servono a tenerci lontano dal male.

Ma li ascoltiamo questi preziosi consiglieri? Riflettiamo su quello che siamo, o su quello che ci sta accadendo in alcuni momenti? Oppure andiamo avanti per la nostra strada, finché Dio non farà scatenare la sua ira su noi, ma spesso anche in queste situazioni dandoci ancora la speranza di un ravvedimento e di un ripristino della nostra vecchia posizione?

Detto questo, però, non va trascurato che se noi ci ostiniamo a continuare a seguire il nemico, a non ascoltare la voce del nostro Signore che ci chiama, dobbiamo sapere per certo che il Signore ci lascerà lì. Certo la salvezza non è persa, grazie a Dio questa non ce la toglie nessuno, ma la comunione col Padre e con la sua Chiesa verranno a mancare, anche la gioia del servizio cesserà e Dio non potrà usarci. Saremo spettatori inermi e inutili nel grande stadio della vita paralizzati da colui che non ci ama, da colui che vuole tenerci nelle tenebre, da colui che vuole la nostra morte, da colui che odia Dio e la sua chiesa e la sua opera.

Ringraziamo il Signore Dio per la sua bontà, per la sua misericordia nel parlarci ancora attraverso la sua Parola, illuminando la nostra mente. Che il Signore possa farci dire come il Salmista: “Tu infatti sei colui che fa risplendere la mia lampada; L’Eterno, il mio Dio, illumina le mie tenebre” (Sl 18.28).

Ne abbiamo bisogno ogni giorno!


(segue)

mercoledì 5 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (9/15)

Con Dio c’è ancora speranza

 

Se esaminiamo i fatti dobbiamo notare un’altra cosa importante nella vita di Giosafat. Dio lo richiamò non una, non due, ma tre volte ed in modo forte ed inequivocabile, affinché non compisse ulteriori passi folli.

Infatti mandò per primo il profeta Micahia che gli disse: “torna a casa tua in pace” (2Cr 18:16) perché stava sbagliando e questo proprio poco prima della guerra disastrosa in cui Achab lo coinvolse.

Poi, in un secondo momento, mandò il profeta Jehu, che gli disse: “L’ira di Dio è su te!” (2Cr 19:2) con un terribile messaggio di condanna e giudizio, dopo il suo triste ritorno a casa. Ma cosa succede spesso anche a noi? Proprio perché siamo compromessi e lontani dal Signore, volentieri non diamo più ascolto a colui che ci chiama e che vuole il nostro bene anche se agisce attraverso prove e afflizioni durissime. Noi siamo spesso quelli che ci sediamo vicino al nostro accusatore e lo ascoltiamo, invece di ascoltare il nostro avvocato e prezioso Salvatore. Satana anche qui lavora forte nella nostra mente, proprio per accusarci e paralizzare le nostre forze spirituali che invece vorrebbero portarci indietro verso e accanto al Signore.

Tuttavia? “Tuttavia c’è ancora speranza” (2Cr 19:3) dice Jehu a Giosafat dopo il secondo avvertimento! Dio non prende mai a calci i suoi figli, ma fa di tutto per recuperarli al suo servizio e per la sua gloria. Così è stato per Pietro, così sarà per ogni figlio di Dio, sempre ed in ogni occasione! Satana sa come tenerci schiacciati a terra dopo una dura lezione e sa come usare diverse armi per far questo: l’orgoglio, la frustrazione, la condanna degli altri, la depressione, la paura, l’indifferenza, la vergogna o anche una miscela di queste armi e a volte anche la ribellione.

Il Signore vuole invece che andiamo a lui pieni di tristezza, e con questa vuole portarci ad un salutare ravvedimento. Non esiste il ravvedimento senza che Dio ci faccia prima capire la gravità del nostro peccato. (2 Co 7:8-10). La consapevolezza di peccato prima e la tristezza di aver offeso Dio poi, deve portare il credente al ravvedimento. Egli deve ripercorrere la strada sbagliata che è stata fatta e ritornare al punto dove aveva lasciato Dio. E possiamo stare certi che lì lo troveremo come il Padre amoroso della parabola del figlio prodigo, con le braccia aperte e il perdono pronto per ciascuno. Egli è lì, sempre, ogni volta! Che benedizione!

Giosafat, ci dice la Parola, torna ad essere il re virtuoso che era. Nei versetti da 4 a 11 del capitolo 19 della 2Cronache, vediamo i frutti degni del ravvedimento di Giosafat. Ma ricordiamoci, e insisto su questo, che Satana farà di tutto per impedire che questa tristezza arrivi in noi, piuttosto si impegnerà a fondo per mantenerci nella polvere e nella sconfitta, o nella debolezza.

Ma ricordiamoci che “c’è ancora speranza!”. Paolo ai Romani dice: ”Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nel credere, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza nello Spirito Santo” (Ro 15:13).

Il Signore vuole che ritorniamo a lui, ed gli si accosterà a noi, sempre, ogni volta dopo ogni caduta se solo ritorniamo a lui! Ricordo come sia confortante la presenza del Signore Gesù sulla spiaggia della Galilea dopo la sua resurrezione ed è lì che aspetta Pietro (in modo particolare!) per ristabilirlo.

Purtroppo Giosafat cadde di nuovo, venendo così a confermare il principio che quello di buono che è stato fatto ieri non serve all’oggi o al domani. Satana mette le sue trappole ovunque, e non lo fa qualche volta, ma sempre!

Se oggi siamo fedeli, questo è una grazia di Dio, ma non abbiamo garanzie che la nostra fedeltà sarà la stessa domani, perché la Grazia di Dio non dipende da noi, ma piuttosto dal nostro rapporto, dalla nostra relazione col Signore, ogni giorno che passa. Questa relazione, o comunione, se sarà alimentata produrrà la comunione e la nostra fermezza in Cristo, altrimenti se non sarà alimentata servirà ad alimentare qualcosa d’altro. D’altronde abbiamo detto che Satana si ciba di ciò che non diamo a Dio.

Ecco il punto, se non diamo a Dio la nostra persona, la nostra mente, il nostro cuore, le nostre vite, qualcun altro le prenderà e le userà.


(segue)

martedì 4 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (8/15)

Il senso di colpa, altra arma devastante di Satana

 

Quando si prendono certe strade, che portano al compromesso con il nemico e con i suoi angeli decaduti, difficilmente si torna ad essere quelli di una volta anche se interviene poi il ravvedimento. Questo accade, se non per altro, perché le conseguenze sono spesso la ferita più profonda, la cicatrice che rimane a segnare i nostri passi folli.

E anche lì Satana lavora facendoci sentire addosso il peso della colpa, che fu quello che portò al suicidio Giuda il discepolo traditore del Signore. Anche questa è una grande seduzione di Satana, che infatti ci fa pensare in un primo momento che non c’è nulla di male in quello che stiamo per commettere, però poi quando il peccato è commesso fa sì che il senso di colpa arrivi ad occupare pienamente, sino a devastarla, la mente di alcune persone.

Quanti credenti hanno avuto la vita spirituale rovinata da un senso di colpa continuo e paralizzante? Se siamo in questa situazione, non facciamoci schiacciare da Satana, piuttosto chiediamo a Dio perdono per i nostri falli e confidiamo nel suo pieno perdono e nella sua immensa misericordia. Anche in questi tristi momenti, dopo aver confessato il nostro peccato dobbiamo ringraziarlo perché lui non si ricorda dei nostri peccati, che vengono gettati nel mare del suo perdono (Mi 7:19), e su cui lui mette un cartello con la scritta “Vietato pescare!”.

Non crediamo a Satana che vuole torturare le nostre menti per questo. Dio e Cristo hanno vinto il peccato e la morte e i miei peccati sono stati cancellati perfettamente e completante dal sangue di Gesù Cristo. Lode a Dio per questo. Conosciamo tutti tanti versetti che dicono questo, ma stiamo sicuri che in certe occasioni il nemico farà di tutto per non farci credere al valore prezioso e assoluto del sangue di Cristo.


(segue)

lunedì 3 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (7/15)

Giosafat: il declino

 

Tutto bene dunque? No, ed infatti questo esempio nella Parola di Dio ci insegna che nessuno può considerarsi immune dagli attacchi del nemico, anche se possiede le caratteristiche di un uomo come Giosafat. Sappiamo, come abbiamo precedentemente considerato, che Satana cercherà di combattere sempre e comunque per atterrare i figli di Dio, perché questo è il suo obbiettivo. Ed egli si servirà di tutto quello che non viene dato a Dio per usarlo per allontanare la sua “vittima” sempre di più dal Signore.

Vediamo così da dove e come iniziò il declino di Giosafat. Nel capitolo 18 di 2Cronache al v. 1 si ripete che “ebbe grandi ricchezze e gloria, e si imparentò con Achab”. Guarda un po’ cosa fece Giosafat, esattamente il contrario di ciò che prima si era sempre rifiutato di fare. Il nemico prepara la sua trappola con cura, e questo accade sempre! Suo figlio sposò la figlia di Achab. Tutti i declini spirituali hanno sempre una causa precisa, niente accade per caso, o improvvisamente. Se Satana non riesce ad abbatterci nelle cose in cui crediamo, provvederà ad accerchiarci andando ad attaccare i nostri affetti, o sentimenti, per attirarci in trappola. In molto casi in guerra per far cedere uomini inflessibili e duri, provati dalle battaglie più dure, il nemico attacca e cattura i suoi cari.

Preghiamo noi ogni giorno per circondare i nostri cari dalla barriera spirituale del Signore? Ricordiamo: è una grazia che Dio con la sua bontà e con la sua fedeltà ci accompagni e ci guidi oggi, ma non abbiamo la garanzia che domani sarà lo stesso, se noi stessi non ci impegneremo per stare vicini al Signore e lontano dal male. Fu lo stesso per un altro grande uomo di Dio, Salomone, infatti in 1Re 3 al v. 1 abbiamo l’indicazione della causa della rovina finale della vita di Salomone. Era sceso in Egitto per sposare la figlia del Faraone. Ma dov’era il male? Dio aveva detto: “Non scenderete in Egitto,…non rifarete quella via” (De 17:16).

Ma non c’erano belle donne in Israele? Perché Salomone scese in Egitto?

La Parola di Dio va ubbidita tutta, non c’è una parola fuori posto. Non ci sono cose inutili, perché essa è tutta la Parola di Dio!

Ma torniamo a Giosafat. Perché fece quella scelta di imparentarsi proprio con Achab? Avrà pensato, nella sua mente: “Bene, io sono ricco e avrò una grande convenienza, non solo io, ma tutto il popolo; se a mio figlio faccio sposare la figlia del re d’Israele in futuro i nostri popoli saranno di nuovo un popolo”.

Che bell’idea! Non doveva quello essere l’unico popolo di Dio? Che c’era di male in questo pensiero? Intanto non era quello di Dio (la nostra convenienza non sempre coincide con quella di Dio). Inoltre Giosafat prima di buttarsi in questo progetto non cercò l’Eterno, e non ottenne la sua approvazione. E noi cerchiamo l’approvazione del Signore nei nostri progetti di vita quotidiana? Oppure ci presentiamo da lui a cose già fatte chiedendo o magari aspettando la sua approvazione?

La convenienza di Giosafat si trasformò in un boomerang. Qualcuno dirà che forse stiamo esagerando. Vorrei che riflettessimo sul fatto che Satana gioca proprio su questo! “Come Dio vi ha detto...? Ma non è così...!” E la trappola è tesa, e noi siamo belli pronti a cadere dentro se non vegliamo!

La Scrittura ci sintetizza che Giosafat si imparentò con Achab, ma prima di questo momento ci saranno stati contatti preliminari saltuari, poi contatti sempre più frequenti ed infine la caduta! Dobbiamo sapere e riconoscere che è sempre così, infatti i semi depositati nel terreno oggi non producono subito i loro frutti, devono essere seminati, innaffiati etc. Così il tempo passò e cosa avvenne? Seguiamo attentamente il racconto così come è riportato nel brano di 2Cronache 18, per avere alcune indicazioni su quello che può accadere nelle nostre “menti” se non vigiliamo attentamente:

1. Dopo qualche anno è Giosafat che scende da Achab (v. 2). Solitamente, quando si concede uno spazio a Satana, accadde che egli ci fa fare dei piccoli passi, uno dopo l’altro e quasi impercettibili, con lo scopo di attirarci lontano da dove siamo sempre vissuti. Così Giosafat “scende” in Israele, paese in cui le pratiche mistiche religiose e pagane si mischiavano. L’incredibile accade. È lui che scende andando a cercare il male, svendendo ciò che il Signore gli ha dato. Satana sa bene come tendere le sue trappole e preparare il terreno dove far cadere i suoi nemici.

2. Durante un banchetto Achab convince Giosafat ad andare alla guerra con lui (v. 3). Satana conosce bene il suo campo preferito di battaglia, la mente dei suoi nemici. Lì egli scatena le battaglie e semina la distruzione e la morte. Ecco che l’affare è fatto, e il tutto viene mascherato da una apparenza gentile, quella del commensale che si rende disponibile a fare delle concessioni giusto per far contento l’amico. Ecco che la trappola tesa viene chiusa e Giosafat è diventato schiavo del suo nemico, cioè di Satana. Il seme del male è caduto nel suo cuore e subito viene annaffiato dalla cattiva compagnia di Achab ma anche dall’orgoglio e dalla presunzione, viene poi accompagnato dalla concupiscenza, pronto a far germogliare la disgrazia del fallimento.

3. Giosafat perde anche il poco barlume della ragione spirituale che gli rimaneva (v. 4). Prima dell’azione cerca la giustificazione alle sue scelte inique, così chiede al re empio di Israele se era possibile consultare l’Eterno. Sembrerebbe una buona cosa, ma come non ricordare chi aveva davanti? Quante volte anche noi cerchiamo giustificazioni spirituali per compiere le nostre scelte sbagliate! Mai capitato? E a volte chiediamo alle persone più improbabili aiuto e consiglio.

4. Così vengono chiamati 400 falsi profeti (v. 5) a cui viene chiesto consiglio, ma cosa potevano mai dire costoro contro il volere del loro re? Non erano che falsi profeti! Le cattive giustificazioni sono sempre più abbondanti delle buone, e spesso si tira anche in ballo Dio per compiacere al nostro “desiderio”.

5. Giosafat sembra non contento, forse perché un barlume della luce che prima aveva in abbondanza gli è rimasto (v. 6) e quindi chiede un ulteriore conferma, ma a quanto però aveva già deciso. Infatti non era stato lui a dire “Conta su di me come te stesso!” qualche momento prima? Giosafat non era solo intorpidito spiritualmente, ma ora era anche e soprattutto compromesso.

Che contrasto con l’uomo che era stato, che amava Dio e che seguiva fedelmente la Parola del suo Signore, colui che era il paladino della giustizia e della verità in Giuda. E così arriva Michaia, un vero profeta dell’Eterno e che predice solo la verità, ma che non piace all’empio re Achab. il resto della storia è quanto di più triste ci possa essere. Giosafat va alla battaglia e per poco non viene ucciso. Solo all’ultimo momento grida all’Eterno, che intervenne a sua salvezza. Consideriamo anche questo aspetto che mi ha fatto riflettere molto, e cioè che se Dio non fosse intervenuto Giosafat sarebbe morto sicuramente. Spesso il credente, anche nelle distrette più profonde, o anche nel baratro dell’incredulità sperimenta la verità di quanto detto nel Salmo 123 “Stavo andando incontro alla morte ma tu mi ha tratto fuori”. Com’è misericordioso il nostro Buon Padre! Anche quando stiamo per essere travolti dagli eventi la sua cura e la sua attenzione sono sempre rivolti verso i suoi figli. Questo non vuol affatto dire che dobbiamo cullarci nella nostra ostinatezza, e nei nostri peccati, anzi!


(segue)

domenica 2 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (6/15)

Giosafat: un uomo inizialmente fedele

 

Ecco allora che l’esempio di Giosafat è lì per parlarci, per scuoterci dall’apatia, e se necessario per abbattere le nostre pretese di “religiosità”. Il Signore sa che nel mio dire non c’è alcuna condanna, perché dovrei essere io il primo imputato, ma deve essere il Signore e il suo Spirito a risvegliare le nostre menti e coscienze perché noi possiamo piacergli sempre di più ogni giorno.

Prendendo spunto dal brano di 2Cronache 17 osserviamo alcune caratteristiche che definirei importanti del credente Giosafat, all’inizio della sua carriera:

1. Era un uomo diligente e cauto (vv.1 e 2), aveva fatto tesoro dell’esempio di suo padre Asa da cui peraltro prenderà spunto anche per la sua vita da re. E noi da chi abbiamo preso spunto e raccolto un tesoro (spirituale)?

Abbiamo un credente maturo a cui far riferimento e da cui trarre esempio, come molti esempi biblici ci suggeriscono? O preferiamo fare da soli, seguendo i consigli del nostro cuore malvagio, o della nostra indipendenza? (Pr 15:22).

2. Era un uomo veramente spirituale (vv. 2 e 3); troviamo dei particolari che ce lo confermano, infatti egli camminava nelle vie dei suoi padri e di Davide, inteso come esempio positivo (1Re 15:3), non seguiva i pagani (uno dei significati del nome Baal è “mio signore”), la sua condotta era essenzialmente basata sui comandamenti del suo Signore e Dio, non sulle idee del mondo di allora o del suo popolo.

3. Era un uomo approvato da Dio e molto stimato dal suo popolo (vv. 3 e 5). Che grande benedizione questa, che vale avere tutto se non si ha l’approvazione del Signore nella nostra vita? Se siamo approvati da lui, possiamo anche attraversare momenti bui ma avere la sua pace in noi stessi. È importante avere l’approvazione di colui che vuole essere sempre con noi, del nostro amico per eccellenza. E di solito, ma non sempre, oltre all’approvazione del Signore, segue anche quella degli uomini.

4. Egli viveva separato dal peccato (v. 1), egli si fortificò contro Israele (il cui re era il malvagio Achab) e (v. 4) è detto che viveva senza imitare i costumi dei pagani, anzi separandosi da essi, cioè tenendosi lontano dal peccato che caratterizzava l’altro regno, quello malvagio di Achab.

5. Era un uomo molto benedetto dal Signore (v. 6), aveva infatti enormi ricchezze e tesori e più di un milione di uomini nel suo esercito pronti alla guerra (vv.14 a 18);

6. Era anche un uomo coraggioso e deciso (v. 6) e questo era il risultato del suo attaccamento alle “vie del Signore” cioè alla sua Parola e all’ubbidienza alla sua volontà.

7. Era un uomo protetto da Dio (vv. 10 e 11); infatti pure i popoli pagani che circondavano il suo regno gli portavano tributi, ed avevano terrore del suo Signore Dio. Dio stesso non permise a nessuno di attaccare Giosafat e il suo regno. Che bello essere dipendenti da Dio in tutto e per tutto ed essere approvati e protetti da lui direttamente. I malvagi non scompariranno, e nemmeno le insidie spariranno, ma sapere di essere custoditi e protetti dal Signore è una grande benedizione e un “riposo” per le nostre menti e le nostre anime.


(segue)

sabato 25 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (4/15)

 Tre, anzi quattro principi fondamentali

 

Vorrei considerare alcuni principi (che mi piace chiamare “assoluti”). Li troviamo nella Scrittura e ci possono aiutare a mantenere alto il livello della nostra vita spirituale:

1. È decisamente importante rimanere attaccati al Signore, giorno dopo giorno, perché altrimenti qualcun altro, o qualcosa d’altro, prenderà il posto nella nostra vita che solo al Signore compete.

2. È necessario ascoltare e ubbidire non solo alla Parola di Dio ma anche ai richiami del Signore.

3. È fondamentale mantenere una relazione sana non solo col Signore ma anche con coloro che sono suoi figli e che fanno parte della sua chiesa.

In assoluto questi principi sono riconosciuti e accettati da tutti come buoni, ma vorrei invitarvi a meditare la vita di un personaggio che può far vacillare qualche nostra convinzione. Mi riferisco al re Giosafat di cui si parla nel Vecchio Testamento.

All’inizio della sua carriera fu un personaggio estremamente positivo, sicuramente da prendere ad esempio come credente, mentre in seguito alcune sue scelte, apparentemente legittime, lo indussero a sbagliare e lo portarono ad una fine spirituale disastrosa.

Prima di addentrarci nella meditazione della vita del nostro personaggio cominciamo esaminando un altro principio basilare che conosciamo benissimo ma a cui possiamo scegliere di dare un tipo di importanza relativa o no, almeno nella nostra mente.

Parlo del principio biblico espresso in 2Corinzi 6:14

“Non vi mettete con gli infedeli, sotto un giogo, perché quale relazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione tra la luce e le tenebre?”.

Mi permetto di fare una domanda, quale importanza diamo noi all’ubbidire? Com’è il nostro approccio alla Parola di Dio?

Dobbiamo pensare prima di rispondere, perché se la nostra vita reale non coincide con quanto noi crediamo o predichiamo, allora il Signore avrà qualcosa da dirci. Quali sono le nostre reazioni davanti alle indicazioni contenute nella Parola di Dio? Dobbiamo essere onesti con noi stessi dicendoci che spesso la Parola di Dio viene filtrata dalle nostre esperienze, dal nostro comune senso della vita, da ciò che ci aspettiamo gli altri pensino di noi, e così via. Intanto la Parola non raggiunge il suo effetto, e noi continuiamo a vivere la nostra vita di prima.


(Segue)

giovedì 23 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (3/15)

Una casa non può rimanere “vuota”!

 

L’opera di Cristo, il suo sacrificio, è un perfetto rifugio spirituale per noi. Ma abbiamo detto che Satana che è bugiardo sin dal principio e che farà di tutto per smentire o farci dubitare di queste preziose promesse o realtà; ma a volte il suo impegno è limitato a farcele dimenticare!

Ogni giorno Satana è occupato a contrastare il nostro impegno nel presentare a Dio noi stessi e ciò che siamo!

Egli farà di tutto per mantenerci nell’indifferenza, o nell’insicurezza, o nel dubbio, o nella ribellione sommersa o aperta, ma non permetterà mai che noi rimaniamo costantemente in comunione con il nostro Signore, per farci ricevere le sue benedizioni.

Satana nell’impedirci di avere comunione con Dio farà in modo di farci avere comunione con qualcosa d’altro perché l’uomo non è fatto per stare “vuoto” interiormente. Ricordate cosa dice il Signore: “Ora, quando lo spirito immondo è uscito da un uomo, vaga per luoghi aridi, cercando riposo e non lo trova. Allora dice «Ritornerò nella mia casa, da dove sono uscito». Ma quando giunge la trova vuota, spazzata ed adorna; va allora e prende sette spiriti peggiori di lui, i quali entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di questo uomo diventa peggiore della prima” (Mt 12:43-45).

La casa è vuota, ma solo momentaneamente resterà in questa “provvisoria” condizione. Se la casa, cioè la nostra mente e il nostro cuore, non è data e consacrata a Dio completamente, ecco che viene qualcuno che la occuperà abusivamente. Possiamo starne certi.

Satana usa ciò che non diamo a Dio, e se lo vuole tenere ben stretto per attaccarci sino in fondo. Gesù gli disse: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”.

Satana conosce bene questo passo, e crede che sia vero, ma farà di tutto per impedire al credente a sua volta di credere e di vivere questo insegnamento nella sua vita e così di fargli amare Dio con tutta la sua “mente”. A proposito:

* Come curiamo la nostra mente?

* Di che cosa la nutriamo?

* Cosa lasciamo crescere in essa?

* Che spazio ha il Signore nella nostra mente oggi?

* E domani?

Vi prego di rileggere queste domande, fermandovi a riflettere su ciascuna di esse. Non basta avere oggi la nostra mente sotto il controllo del Signore, per essere sicuri anche domani della nostra buona o ottima condizione spirituale, perché il domani non ci appartiene.

 (segue)

mercoledì 22 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (2/15)

Un basso livello di vita spirituale

 

Dobbiamo avere ben chiaro che la nostra carne e la nostra mente saranno sempre il bersaglio preferito di Satana, ed è questo il pass (chiave d’accesso) del nostro nemico quando vuole attaccarci.

I suoi attacchi hanno sempre uno scopo ben definito che è quello di impedirci di avere un “normale” cammino spirituale fatto di progresso e di crescita attraverso una vita piena di preghiere – comunione – studio biblico e testimonianza.

Satana sa bene che se vuole “tenere basso” il nostro livello di vita cristiana deve far alzare qualcosa d’altro, con una sorta di bilanciamento negativo.

Mi spiego meglio, egli sa come usare molto bene le leve del materialismo, o dell’egoismo ad esempio riempiendoci di tanti impegni di lavoro, oppure riempiendoci di pensieri o problemi, o perché no iniettando massicce dosi di zizzania nelle chiese locali o nelle famiglie.

Così facendo il nostro nemico farà in modo o di non farci pensare alle cose spirituali (“Non ho tempo”) oppure di farci pensare in negativo (“Nell’assemblea non c’è amore; nell’assemblea ci sono già altri che lavorano”) o che in caso di problemi le colpe delle varie questioni siano sempre di altri, mai di noi stessi.

La vita agitata e impegnata di oggi, è sempre più fatta di corse contro il tempo…tempo…tempo….

“Non ho più tempo per questo, o per quello….figuriamoci se ho tempo per pregare per la chiesa, per l’opera di Dio, per le missioni, o addirittura per i miei fratelli…non ho nemmeno tempo di pregare per me stesso!”.

Satana farà accadere le cose, manovrando cose e persone, in modo tale da non darci nemmeno il tempo di guardarci dentro, facendoci riflettere sul nostro stato spirituale. Oh, solo il Signore sa quanto ne abbiamo bisogno, e quanto è importante fermarci a riflettere sul nostro stato e sull’andamento della nostra vita cristiana!

Pensiamo ad un uomo come Giobbe e a come Dio gli permise di riflettere sul suo stato e in quali condizioni lo fece! Questo genere di domande fatte a noi stessi non sono solo salutari (spesso!) ma permetteranno allo Spirito Santo di illuminare la nostra mente, inondandola della “sua” luce. Sappiamo che siamo credenti e per la maggioranza di noi questo basta e ci fa sentire bene!

Ma domandiamoci:

* Quanti di noi realizzano “veramente” la vita cristiana in tutti i suoi ambiti?

Quanti di noi pregano costantemente il Signore affinché ci mantenga umili e ci faccia conoscere OGNI GIORNO chi siamo realmente, così come diceva il salmista “Signore ricordami quanto sono fragile!” (Sl 39:4)?

E per ricordarci di questo dobbiamo umilmente confessare la nostra pochezza e debolezza e chiederci:

* Ho un appuntamento quotidiano con il nutrimento della Parola di Dio?

* Mi sento male a mancare ad una sola delle riunioni di chiesa?

* Mi preoccupo per ogni fratello o sorella che non si vedono ad una riunione?

Ecco che allora sapremo che cosa c’è in noi! Dobbiamo ogni giorno vivere il fatto che siamo polvere e nient’altro. Se non fosse per la sua Grazia ogni giorno noi saremmo messi a morte, ma così non accade.

Perché? Perché se è vero che siamo polvere, è anche vero che Cristo ci ha amati – riscattati e salvati – e ci ha fatti essere eredi con lui della Grazia di Dio. Ogni giorno egli mantiene le sue promesse, infatti possiamo dire “Grazie a lui” perché, nonostante tutto, “Egli non ci tratta secondo i nostri peccati, e non ci castiga in proporzione delle nostre colpe!” (Sl 103:10).


(segue)

martedì 21 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (1/15)

Il secondo punto della nostra serie di meditazioni ci porterà a considerare la nostra personalità interiore, per cercare di conoscere e capire meglio quali siano le armi preferite di Satana, ma anche dove egli va ad insinuarsi, cioè la nostra mente, per combattere contro di noi.

Un punto importante e fondamentale deve esserci chiaro: “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Ef.6:12).

Spesso noi trascuriamo di ricordarci questo aspetto, e così lasciamo spazio e agio al nostro nemico di metterci in difficoltà, se non addirittura metterci in crisi. Ma prima di procedere con alcune considerazioni dobbiamo mettere al centro della nostra riflessione un principio molto importante che forse potrà far sorridere qualcuno, ma che nella realtà dovrebbe metterci con le “spalle al muro” e farci sfregare la testa: Satana si ciba di ciò che noi non diamo a Dio.

È importante riconoscere che la causa di molti nostri problemi, cadute, fallimenti, tentativi inutili di progresso nella maturità spirituale non sono solo colpa del nostro nemico, ma anche della nostra carne e della nostra mente.


(segue)

lunedì 20 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (5/5)

Una necessaria riflessione personale

 

Pietro sicuramente ignorava la presenza di certe zone oscure e peccaminose, dentro di sé, e questa ignoranza lo aveva esposto all’attacco.

A ciascuno di noi il Signore chiede oggi: “Conosci le aree oscure all’interno della tua vita, là dove sei vulnerabile all’attacco del nemico?”.

Ci sono zone grigie della nostra vita da portare alla luce?

Non dobbiamo essere impreparati o ignari, perché l’ignoranza è l’inizio della nostra possibile rovina. La rovina non è immediata, ma abbiamo visto che segue un percorso, un processo lungo e a volte oscuro che apparentemente non è visibile. In realtà quando il Signore ci avverte, e ora forse lo sta facendo, e ci presenta la presenza del peccato dentro il nostro cuore, lo fa per poter distruggere l’opera del diavolo in noi e per farci risplendere sempre di più come “luce nel mondo”.

Attenzione però che dobbiamo riconoscere che la difensiva più efficace che possiamo opporre nei confronti di Satana è quella di mantenere un cuore puro ed onesto davanti al nostro Signore, facendoci illuminare dalla sua Parola, dalla sua voce ed essendo pronti a chiedere perdono e abbandonare il nostro peccato. E se necessario occorre farlo ora, non rimandare, perché più tardi, o domani forse Satana farà in modo, di riempirci di altre ombre.

Perché?

Quando lo Spirito Santo ci guida, indicandoci un area del nostro cuore dove è necessario fare pulizia, e portare la luce qualche cosa sottomettendoci a Dio sapete cosa succede? Spesso siamo noi i primi alleati del nostro nemico, e sappiamo come avviene?

Siamo subito pronti a difenderci accampando delle scuse, subito pronti a minimizzare la cosa, riducendo subito la situazione al minimo possibile, arrivando a chiamare “leggerezze” o “debolezze” cose che sono da chiamare “peccati”! Oppure rimandando la decisione che potrebbe farci dispiacere ora! Così facendo non stiamo facendo altro che zittire lo Spirito Santo. Viene poi il nemico che ci dice che in fondo non siamo poi così cattivi e che quel peccato non è poi così impossibile da rimuovere! Ma intanto tutto rimane come prima. Così facendo, Satana farà in modo di nasconderci la necessità della luce completa nelle nostre vite, lasciandoci così delle piccole o grandi aree oscure dove la luce del Signore non arriva. I nostri istinti “naturali” di preservazione dello status quo “naturale” non sono da Dio, che vuole rinnovarci nel cuore e nella mente completamente, ogni giorno che passa!

Non possiamo impegnarci in una battaglia spirituale senza fare nostro il seguente importante principio: “Dio resiste ai superbi, ma fa grazia agli umili” (Gm 4:6).

Se Dio si oppone ai superbi, e noi siamo troppo superbi per umiliarci ed ammettere il nostro peccato ora, ecco che Dio si opporrà a noi. Lo dobbiamo sapere e Dio non manca mai di mantenere quello che dice.

Sottomettetevi dunque a Dio, dice ancora Giacomo, ma resistete al diavolo.

A chi vogliamo fare resistenza?

È solo nel contesto del pentimento, dell’umiltà e del possesso continuo di un cuore puro che vedremo Satana fuggire da noi.

Ricordando Pietro e la sua notte spirituale, possiamo stare certi che Satana non continuerà ad attaccarci, se le situazioni che egli aveva pianificato di usare per distruggerci adesso operano per perfezionarci!

Il risultato dell’esperienza di Pietro fu che divenne pronto ad essere usato da Dio in modo potente per il progresso dell’Evangelo prima e successivamente come pastore della Chiesa di Dio. In Pietro, dopo questo episodio, la superbia fu sostituita dall’umiltà, l’oscurità dalla luce e l’orgoglio da Cristo stesso. La mia preghiera a Dio è che sia così per tutti noi.

domenica 19 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (4/5)

Provati, ma mai vinti!

 

La buona notizia per Pietro, ma anche per noi, è che a Satana non verrà mai dato il permesso di sconfiggere i santi di Dio. Il suo compito si limita a passarli al vaglio “come il grano”, umiliandoli anche ma mai potendoli “uccidere”. Lo scopo finale dell’assalto permesso da Dio stesso, è quello di mettere alla prova la nostra fede, perché, ad esempio, può essere necessario purificare l’anima nostra da un peccato, può essere dall’orgoglio – dal pregiudizio – dalla menzogna – o da altri tipi di peccato, e così essere in grado di produrre frutti degni della vita eterna che abbiamo ricevuto in dono da Dio stesso. È bello sapere che il piano di Dio non è mai per il nostro male, anche se si compie in mezzo a dolore o tribolazioni o afflizioni lunghe e profonde.

Sono certo che alcune esperienze che ci accadono sono terribili e sconvolgenti, ma dobbiamo riconoscere che Dio le permette a fin di bene. La nostra natura esteriore, il guscio esterno del grano, deve prima spezzarsi, deve poi “morire”, per facilitare l’irrompere del grano, cioè della natura nuova propria dell’uomo creato di nuovo.

All’inizio sia la pula sia il guscio sono necessari perché fanno parte della nostra natura vecchia, e ci proteggono dall’assalto degli elementi naturali di questa vita. Ma prima che Dio possa veramente usare il credente, in un modo o nell’altro, dobbiamo passare attraverso un periodo di trebbiatura.

La natura di Pietro, quella simile al guscio, era presuntuosa e piena di superbia. I suoi successi iniziali nel cammino con il Signore forse lo avevano reso poco a poco presuntuoso e l’avevano portato a ripiegarsi su sé stesso. Ma Dio non può affidare il suo regno ad una persona che prima non sia stata spezzata nel suo orgoglio, rompendole il suo guscio naturale, perché questo guscio è ancora parte dell’oscurità e del regno delle tenebre.

La battaglia contro Pietro fu devastante, ma era stata definita e contenuta entro il piano prezioso e meraviglioso che Dio stesso aveva stabilito, perché così doveva servire allo scopo che il Signore, non satana, aveva deciso!


(segue)

sabato 18 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (3/5)

La superbia: un vero trabocchetto!

 

Ma torniamo indietro e vediamo come Satana mise in atto il suo attacco. I discepoli erano a tavola e avevano appena finito la cena pasquale, e il Signore stesso disse ai suoi discepoli che uno di loro lo avrebbe tradito, “Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni gli altri chi sarebbe mai, tra di loro, a far questo” (Lu 22:31).

Ecco il momento in cui scattò l’attacco, proprio in mezzo ad un momento tenebroso, e cosa scatenò la miccia? “Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il maggiore (o il più grande)” (Lu 22:24).

Essi passarono da un momento di angoscia e di dispiacere ad una discussione che li riguardava. Satana era riuscito a giocare bene le sue carte, entrando nelle zone grigie e tenebrose delle menti dei discepoli del Signore disunendoli. Ed ecco che il più impulsivo, il più coraggioso, colui che aveva camminato sulle acque, che aveva visto la maestosa gloria di Dio nella trasfigurazione del Signore Gesù, sempre presente ai maggiori miracoli, divenne la vittima sacrificale di Satana stesso.

Probabilmente si sentiva, in un certo senso, il maggiore, e questa “piacevole” sensazione gonfiata da Satana, si trasformò nel peccato di superbia e vanagloria. Così Pietro gonfiato e innalzato dalla superbia era pronto a cadere, perché “la superbia precede la rovina” (Pr 16:18). Satana conosceva bene questa sensazione, visto che proprio la superbia era stata il peccato che l’aveva allontanato dalla presenza di Dio, e dalla sua posizione di privilegio. Il trabocchetto che Satana usò per far cadere Pietro nella trappola fu quindi il peccato della superbia, ed era questo il punto debole di questo grande discepolo.

Occorre riconoscere che prima di dare battaglia, Satana va cercando quelle zone oscure che come credenti abbiamo ancora nella nostra vita, e sono proprio quelle aree che saranno usate come “trampolino di lancio” per dare battaglia e per cercare di procurare la nostra sconfitta.

Abbiamo un dovere verso il Signore, ma anche verso noi stessi, cioè che, se vogliamo veramente contrastare Satana, dobbiamo conoscere e scoprire le zone oscure che sussistono dentro di noi, portando al Signore tutto questo, peccato o altro, chiedendogli perdono e abbandonandolo. Se vogliamo essere liberi e vincitori dobbiamo riconoscere la condizione spirituale del nostro cuore e camminare umilmente con il nostro Signore.

Le parole “Sottomettiti… a Dio” devono essere la nostra prima mossa verso la completa liberazione e la nostra vittoria, perché proprio così dice la Parola, infatti “se ci sottomettiamo a Dio Satana fuggirà da noi”, perché lo abbiamo già detto che le tenebre scemano e fuggono davanti alla luce. Ricordiamo che davanti alla presenza di Dio le tenebre non possono sussistere; infatti come avviene per la legge naturale così è della legge spirituale. (Gm 4:7).


(segue)

venerdì 17 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (2/6)

La straordinaria risorsa che Satana vuol farci dimenticare!

 

Se penso a me, in questa prospettiva mi devo chiedere: come posso sopravvivere a certe prove che a volte il Signore permette per provare la mia fede, al fine di farmi crescere, o scrollarmi di dosso qualcosa che non va?

Anche l’uomo più forte e coraggioso nelle vie di Dio dovrebbe impallidire e tremare davanti a questa prospettiva. Ma dobbiamo guardare alla Scrittura sino in fondo, e proprio lì troviamo una promessa e una affermazione straordinaria, che costituì il baluardo della salvezza di Pietro.

Contro la terribile richiesta di Satana e la sua malvagia opera e contro le sue potenti armi, era intervenuto un potente aiuto, cioè l’intercessione del Signore stesso: “Ma io ho pregato per te”.

Benedetto sia il Signore che non lascia mai soli i suoi figli, nemmeno nelle più pericolose tentazioni, anzi egli sempre interviene in difesa chiedendo forza e misericordia per il suo discepolo “durante la prova” dandogli sostegno e indicandogli anche la via d’uscita.

Ecco la grande forza a nostra disposizione che Satana vuole farci trascurare e dimenticare. Sebbene io sia piccolo, debole, inutile, poca cosa, io posso contare sulle supplicazioni di Cristo, mio scudo e mio intercessore, mio avvocato, mio liberatore.

Questa convinzione ha sostenuto uomini sotto scacco nella loro vita, come Davide, come Pietro stesso più avanti, come Paolo in molte occasioni. Ecco perché la fede di Pietro non verrà meno, ed ecco perché il Signore parla con sicurezza del ministero futuro di Pietro, prima che la prova avvenga!

Le prove di Satana saranno vinte e avranno conseguenze buone e non cattive, anche se per un poco dobbiamo a volte soffrire. È sempre così per i suoi servi, il Signore si serve del vaglio di Satana per i suoi nobili scopi, e questo indipendentemente da quello che prevede e prepara il nemico.

Possiamo stare sicuri che nessun discepolo per il quale è il Signore stesso ad intercedere soccomberà mai. Non sono le mie parole a confermare questo ma la sua:

“Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che SEMPRE egli vive per intercedere per loro” (Eb 7:25).

C’è da lodarlo e ringraziarlo per come la sue benedizioni siano infinite verso di noi che crediamo! È per questo che possiamo dire “non a noi Signore non a noi Signore ma a te solo siano la gloria e l’onore”.


(segue)

giovedì 16 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (1/5)

La storia la conosciamo molto bene ed è quella del “rinnegamento di Pietro”. Quando penso a quello che è accaduto a Pietro quella notte provo una strana sensazione, infatti sappiamo che Pietro come discepolo e uomo ha sicuramente sbagliato, ma quello che forse ci sfugge è cosa sia accaduto nel regno delle tenebre, regno invisibile del nostro nemico, quella notte. È importante riflettere su questo, non per fare accademia teologica, ma per comprendere come possiamo attrezzarci contro il nemico e le sue armi. Allora andiamo a quella notte, e proviamo ad immaginare di essere parte del gruppo e di essere presenti assieme agli altri discepoli alle ultime ore del Maestro Gesù. Il Signore stesso aveva predetto che Pietro lo avrebbe rinnegato tre volte. E così avvenne, e sembrerebbe che ciò sia avvenuto per la paura di Pietro di essere scoperto, arrestato, giudicato e condannato come un malfattore criminale. Ma tutti sanno che Pietro era tutto tranne che un pauroso, tanto è vero che poche ore prima aveva sguainato la spada ed addirittura ferito un servo del sacerdote, a difesa del suo maestro e Signore.

Allora cosa era successo nel giro di poche ore? Cosa aveva indotto Pietro a passare da eroico difensore del suo Signore a rinnegatore pieno e consapevole?

Era stato Satana stesso, senza alcun dubbio ad agire con la sua potenza.

Vediamo cosa dice la Parola di Dio a riguardo: “Simone, Simone, ecco Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano. Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli” (Lu 22:31-32).

A cosa si riferiva il Signore?

Era accaduto che un giorno Satana si era presentato davanti a Dio e, come era accaduto per Giobbe, Dio gli aveva chiesto: “Da dove vieni?”. Satana aveva risposto al Signore: “Dall’andare avanti e indietro sulla terra e dal percorrerla in su e in giù”. Ecco che il passo di Giobbe 1:6-7 può essere utilizzato per capire cosa accadde.

Satana non è onnipresente e onnisciente, come il Signore; non sta mai fermo e percorre la terra assieme ai suoi angeli decaduti. E cosa vide, cosa trovò? Trovò Pietro, che ogni giorno stava accanto al Signore e accumulava esperienze e ricordi sulla vita e le opere del Signore. Una cosa interessante direbbe qualcuno, ma non per il nemico giurato di Dio, che non vuole e non può vedere i figli di Dio crescere alla scuola del divino Maestro.

Cosa fece Satana? Fece esattamente quello che la Parola ci dice che fece con Giobbe, chiese ed ottenne il permesso di vagliare Pietro come si vaglia il grano, ottenendo il libero accesso nell’area oscura e tenebrosa presente ancora nel cuore e nella mente di Pietro, con lo scopo dichiarato di farlo cadere spiritualmente, mentre l’autorizzazione concessa da Dio aveva invece un altro scopo che era quello di mettere alla prova la sua fede.

Lo stesso personaggio era diventato “oggetto” di due differenti disegni in prospettiva. Che terribile prospettiva la prima, essere per un po’ lasciato nelle mani di Satana, l’incarnazione della malvagità e della crudeltà, proprio per colui che potremmo considerare il portavoce dei dodici discepoli. Ora Pietro dovrà passare attraverso orribili esperienze che lo segneranno per tutta la sua vita futura.

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mercoledì 15 luglio 2026

LA MENTE DEI CREDENTI CAMPO DI BATTAGLIA PER SATANA (6/6)

La notte spirituale di Pietro

 

Nella Scrittura troviamo esempi di come alcuni uomini di Dio siano stati attaccati da Satana con conseguenze assai diverse tra loro. Conosciamo tutti le storie di Eva ed Adamo, Caino, Saul, Davide, Pietro, Anania e Saffira, e così via. Vorrei compiere un percorso nella mente di uno di questi esempi, proprio per riuscire a esaminare e comprendere le strategie del nemico, giungendo se possibile a conoscere quali siano le sue armi e come cadiamo, proprio quando crediamo di essere qualcosa che in realtà non siamo.  

L’esempio che vorrei sottoporre alla vostra attenzione è quello di Pietro, uno tra coloro che è stato molto vicino alla maestà del Signore Gesù mentre era su questa terra.

Partiamo da un punto fondamentale, spesso trascurato da molti credenti, e che invece fa parte del nostro cammino, o della nostra vita spirituale, e cioè che non siamo mai noi ad operare per il nostro bene, ma è Dio!

È importante questo punto perché su di esso si basa tutto ciò che accade a valle della nostra conversione, chiunque noi siamo. Lo scopo del Signore mentre compie la sua opera in noi, giorno dopo giorno, è quello di porre le fondamenta sulle cui basi seguirà tutta la nostra vita di figli e servi di Dio. È lui la roccia a cui noi dobbiamo attaccarci, e sulla quale stare fermi, con la sicurezza che “egli, dopo aver iniziato una buona opera la porterà a compimento” (Fil. 1:6).

Ognuno di noi è un uomo o una donna nelle mani di Dio, come lo era stato Pietro.

Il Signore Gesù, giorno dopo giorno, modella Pietro così come vuole modellare tutti coloro che gli appartengono e che rispondono alla sua chiamata, sottomettendosi a lui, decidendo consapevolmente di seguirlo e ubbidendo alla sua Parola nel cammino della santificazione. Questo aspetto è importante, sia per la nostra anima, ma soprattutto per la nostra mente che spesso è attaccata e può essere anche accecata da Satana.

Egli non vuole che noi riconosciamo che è Dio che opera in noi. Satana non ci vuole riconoscenti a Dio per la cura che ci da ogni giorno. Satana non vuole che noi dipendiamo in ogni cosa da Dio.

Satana non vuole che prendiamo consigli e indicazioni dalla sua Parola per la nostra vita, facendoci da essa illuminare! Così fa in modo che ognuno si senta autonomo e indipendente e, soprattutto, capace di compiere il proprio cammino spirituale con le proprie forze!

Così ora possiamo capire e ammirare il Signore Gesù che prega per il suo discepolo caduto in preda della tentazione.

martedì 14 luglio 2026

LA MENTE DEI CREDENTI CAMPO DI BATTAGLIA PER SATANA (5/6)

Attenzione alla “zona grigia”!

 

Le tenebre non calano all’improvviso, c’è sempre un passaggio graduale che manifesta che la luce si sta ritirando, lasciando così spazio pian piano alle tenebre.

Così è per noi: se iniziamo a tollerare l’oscurità, a tollerare qualche peccato magari chiamandolo “debolezza”, ecco che allora ci rendiamo vulnerabili all’assalto del nemico.

Una disubbidienza volontaria alla Parola di Dio, ma anche la superficialità nel servizio, l’indifferenza ai richiami della Parola o dei suoi servi, costituiscono la zona grigia in cui la Luce lascia il posto alle tenebre spirituali, ed è proprio lì dove potenzialmente si scatena l’attività demoniaca.

È di estrema importanza ricordare il significato dell’espressione ZONA GRIGIA che ho appena indicato.

Il Signore stesso un giorno affermò: “Sta quindi attento che la luce che è in te non diventi tenebre” (Lu 11:35).

Perché disse questo? A chi disse questo il Signore? A cosa si riferiva?

Abbiamo detto che c’è la luce in noi, che è la lampada dell’Eterno, che scruta tutti i più reconditi ambiti del nostro cuore (Pr 20:27). Stiamo parlando del nostro spirito che, se è illuminato dalla Parola di Dio, diviene la lampada attraverso il quale il Signore scruta il nostro cuore. Quando diamo spazio al peccato la luce se ne va, e probabilmente questo non accade in un batter d’occhio, ma succede, lasciando così spazio alle tenebre. E a Satana è concesso di occupare questo spazio. È fondamentale per la nostra vita da credenti afferrare questo concetto. Ripeto: è fondamentale!

Il diavolo può agire liberamente in ogni area di oscurità, persino in quella area che è la sede dei nostri sentimenti, dei nostri pensieri e lo stimolo delle nostre azioni: la mente!


(segue)