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Visualizzazione post con etichetta Archivio - Calendario "Il Buon Seme". Mostra tutti i post
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martedì 11 agosto 2026

11 agosto - Errore grammaticale?

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». Poi disse: «Dirai così ai figli d'Israele: "l'IO SONO mi ha mandato da voi".

Esodo 3:14

 

Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono».

Giovanni 8:58

 

Errore grammaticale?

 

Il primo versetto citato oggi è sorprendente. In italiano corretto si dovrebbe dire: “Io sono Colui che è” ed è così che alcuni traduttori della Bibbia hanno tradotto il testo originale; molti altri, però, hanno preferito, anche a costo di un apparente errore grammaticale, conservare con precisione il pensiero espresso nella lingua ebraica. Dio, infatti, si rivela col nome “IO SONO”, vale a dire che esiste nel passato, nel presente e nel futuro, al di fuori di ogni nozione del tempo. Questo è inconcepibile per degli esseri limitati quali noi siamo, e la mente umana vi si perde. Tuttavia Dio non ha voluto rimanere inaccessibile, e il seguito del versetto ce lo mostra. “l’IO SONO mi ha mandato da voi”, deve dire Mosè quando più tardi sarà incaricato di trasmettere la legge divina al suo popolo.

Ma l’uomo non ha potuto osservare questa legge; allora Dio ha mandato un altro intermediario: “La legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17). Anche Gesù, quando si presenta, non dice “prima che Abraamo fosse, io ero”, ma usa il presente dicendo “Io sono”. Quest’espressione è anch’essa una conferma che Gesù è Dio, Dio Figlio, Dio “manifestato in carne” (1 Timoteo 3:16).

E’ così che Dio ha voluto rivelarsi alla Sua creatura; “Colui che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno” (Romani 9:5) è vissuto sulla terra come un uomo per rendersi visibile, comprensibile, accessibile… Questo è meraviglioso! Il credente riceve con gioia questo grande Salvatore, e adora Dio che lo ha mandato fra noi e che, per mezzo di Lui, ci ha fatto conoscere il Suo amore.

lunedì 10 agosto 2026

10 agosto - Apollo 15

«Tu, Signore, nel principio hai fondato la terra e i cieli sono opera delle Tue mani. Essi periranno, ma Tu rimani… Tu rimani lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine».

Ebrei 1: 10, 11, 12

 

Apollo 15

 

Quando raccontava il suo atterraggio sulla luna con il volo dell’Apollo 15 (1971), l’astronauta J. Irwin aveva l’abitudine di concludere con queste parole: “Il fatto che il Signore Gesù Cristo abbia camminato sulla terra è immensamente più importante del fatto che un uomo abbia camminato sulla luna!”. L’avvenimento, che a quell’epoca molti hanno salutato come il massimo successo della tecnologia e della scienza, ha dunque, agli occhi di uno dei suoi attori principali, meno valore della venuta sulla terra del Figlio di Dio. E’ quindi il caso di riflettere seriamente sulle motivazioni e sulle conseguenze di questi due avvenimenti.

Nel primo, l’uomo ha mostrato, oltre al desiderio naturale e legittimo di conoscere il mondo che lo circonda, un’ambizione insaziabile che lo spinge ad elevarsi al di sopra di tutto e di tutti.

Nel secondo, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, si è abbassato prendendo  un corpo simile al nostro per compiere i piani di Dio, in una perfetta ubbidienza al Padre Suo, la cui espressione suprema è la Sua morte sulla croce (Filippesi 2:6-8). L’avvenimento della Sua nascita è passato inosservato a tutti, salvo che ad alcuni pastori avvertiti dagli angeli…

Quali sono i risultati di questi due avvenimenti? Il fatto che l’uomo abbia camminato sulla luna non ha cambiato granché le cose, né per voi né per me; ma il fatto che Cristo sia venuto sulla terra, che sia morto su una croce e poi risuscitato, ha cambiato la sorte eterna di un’infinità di persone, cioè di tutti coloro che credono in Lui!

Fra non molto, secondo la Sua promessa, con uno spiegamento incredibile di potenza, tutti i veri credenti saranno presi e portati dal Signore stesso non su un satellite, ma dove Dio abita, nella Sua dimora celeste, per vivere con Lui per sempre! 

domenica 9 agosto 2026

09 agosto - La Bibbia (6)

La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore…  se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.

Romani 10:8-9

 

La Bibbia (6)

 

I libri della Bibbia nel loro insieme sono un messaggio vero, solenne e meraviglioso; la loro grandezza si percepisce in ogni pagina. Ma non basta che io ammetta il suo valore universale, devo riconoscere che le sue parole mi riguardano personalmente. Il suo messaggio non mi deluderà mai e non mi fa paura. Mi dice che l’uomo è colpevole e perduto, lontano da Dio, e che presto o tardi dovrà rendere conto a Lui di come ha gestito la  sua vita sulla terra, delle sue azioni e dei suoi pensieri. Ma non si ferma qui. Dio, che è sovrano e non deve rendere conto a nessuno, ama la Sua creatura e vuole la sua felicità!

Dio è talmente grande che non può aspettarsi niente dall’uomo; e l’uomo è talmente piccolo che non può arrivare a Dio con i propri sforzi.

Dio è santo e non può sopportare il peccato; ma l’uomo è talmente legato al male che non può fare niente per salvare se stesso. Allora Dio ha fatto tutto per salvare la Sua creatura perduta, arrivando fino a sacrificare il proprio Figlio. Salvare l’uomo, significa riconciliarlo con Sé non solo per il “dopo la morte”, ma fin da ora affinché possa afferrare il vero senso della sua vita e viverla con la Sua forza. Ognuno di noi deve dunque decidere:

– se credere a Dio e al Suo Figlio quale mezzo di salvezza; accogliere il Suo amore e accettare la Sua volontà e vivere da quel momento una vita che valga la pena di essere vissuta;

     – se non credere, o credere solo per apparenza e rimanere senza certezze e senza pace, e perduto per sempre.

sabato 8 agosto 2026

08 agosto - Una parola in via di estinzione

Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.

1 Giovanni 1:8-9

 

Una parola in via di estinzione

 

In una delle sue opere, lo psicanalista Karl Menninger scrive: “Una volta, la parola peccato era piena di significato; era un termine forte, minaccioso e grave. Ma oggi è quasi scomparsa, com’è scomparso il suo significato. Perché? Non c’è più nessuno che pecchi?”

Questa domanda ci riguarda tutti, credenti e increduli.

– Credere in Gesù per essere salvato significa anzitutto riconoscere i propri peccati e la certezza che “Cristo morì per i nostri peccati” (1 Corinzi 15:3). Allora questo vuol dire che io non pecco più?

Io sono un credente e so che non devo peccare. Nello stesso tempo, però, se leggo la Parola del Signore e vivo in comunione con Lui, scopro in fondo al mio cuore dei piccoli rancori, delle gelosie segrete o degli eccessi di orgoglio, dei pensieri che non dovrei avere… Io sono un peccatore perdonato, ma non sono capace di non peccare mai. Io so, però, che Dio non mi abbandona e apre i miei occhi sugli errori che non vedo o che vedo ma a volte tollero… Dio vuole che confessiamo a Lui i nostri peccati e che li abbandoniamo, per cambiarci dove ne abbiamo bisogno e farci assomigliare sempre più al modello perfetto: Gesù Cristo.

– E se voi, lettori, non credete in Gesù?  Egli non vi accusa, ma vi vuole salvare. Parlategli di tutto ciò che vi pesa nella vostra vita, delle angosce che vi opprimono. Soltanto Lui può cancellare i vostri peccati e aiutarvi a rimediare ai vostri errori.

venerdì 7 agosto 2026

07 agosto - Un sogno spaventoso

Dio parla una volta, e anche due, ma l’uomo non ci bada; parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; allora Egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti.

Giobbe 33:14-16

 

Un sogno spaventoso.

 

All’epoca del patriarca Giobbe, non era raro che Dio parlasse agli uomini per mezzo di sogni. Ai nostri giorni, la Bibbia è largamente diffusa e Dio si fa conoscere tramite quello che ha fatto scrivere nelle sue sacre pagine. Le Sue parole illuminano tutto il nostro essere interiore; chi la legge vi scopre l’amore di Dio e il Suo piano di salvezza per gli uomini.

Ma Dio, anche nei nostri tempi, può ancora parlare, sebbene raramente, per mezzo di un sogno. E’ quello che è avvenuto a Jack C., che era dedito all’alcol e a una vita di peccato.

A 59 anni, in carcere, fece un sogno spaventoso. Scendeva con molti altri lungo un pendio scivoloso, attorniato da orribili creature che ringhiavano e urlavano. Preso dal panico chiese: “Dove siamo?”  “Come, non lo sai?” fu la risposta “Ancora pochi metri e siamo nell’inferno”.

Terribilmente angosciato Jack gridò: “Signore, salvami!”

Si sentì afferrato di mezzo a quella folla e si svegliò, tremante. Al mattino i suoi compagni di cella gli chiesero: “Cosa ti è preso? Hai urlato come un folle!”

Jack raccontò loro il sogno che aveva fatto e il suo sentimento di aver urgente bisogno di un Salvatore. Poco dopo credette al Signore Gesù e a Lui affidò la sua vita. I suoi compagni si beffavano di lui, pensando di rivedere ben presto il Jack che avevano conosciuto, ma questo non avvenne. Jack fu talmente trasformato per tutto il resto della sua vita che lo chiamarono Jack il felice.


giovedì 6 agosto 2026

06 agosto - Siete soddisfatti?

Ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo.

Filippesi 4:11

 

Ai ricchi in questo mondo ordina… di non riporre la loro speranza nell’incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo.

1 Timoteo 6;17

 

Siete soddisfatti?

 

John D. Rockefeller era, alcuni decenni fa, l’uomo più ricco del mondo; la sua ricchezza era colossale; le sue risorse erano, potremmo dire, illimitate. Durante un incontro, qualcuno gli chiese: “Quanto danaro occorre per averne abbastanza?” L’ironica risposta fu: “Appena un po’ di più!” Egli riconosceva che in fondo al cuore umano la bramosia di possedere di più non si sazia mai.

Ci sono tre tendenze radicate in noi:

il desiderio di possedere, che fa concupire incessantemente quello che piace;

la gelosia, che spinge a confrontarsi con gli altri e volere quello che altri posseggono;

l’egoismo, che rifiuta di condividere quello che si ha con coloro che hanno meno di noi.

Quando queste tre cattive tendenze sono all’opera, il denaro diventa un dio che governa le nostre vite. Cercare di possedere sempre di più e godere al massimo della vita è il programma dell’uomo senza Dio, perennemente insoddisfatto. Ma i credenti che desiderano vivere per il Signore devono ricordarsi che tutto appartiene a Lui, anche il loro conto in banca! Un giorno il Signore ci dirà se siamo stati degli amministratori fedeli in tutto quello che Lui ci ha affidato (Luca 19:15).

L’apostolo Paolo, dalla cella della sua prigione scriveva: “Ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo” (leggere Filippesi 4:11-13). E noi? Abbiamo nel nostro cuore lo stesso sentimento di Paolo?    


mercoledì 5 agosto 2026

05 agosto - Un mondo senza Dio

Ognuno faceva quello che gli pareva meglio.

Giudici 21:25

 

“Tornate a Me, e Io tonerò a voi” dice il SIGNORE.

Malachia 3:7

 

Un mondo senza Dio

 

“Ester” è il titolo di un breve libro della Bibbia che ha una particolarità: in esso non è mai menzionato il nome di Dio. È il solo libro in cui troviamo il popolo d’Israele, castigato da Dio perché disubbidiente e idolatra, deportato a Babilonia, senza una parola sul suo ritorno dalla cattività di Babilonia. Questa particolarità ci fa riflettere: questo Libro non ci mostra forse, in figura, il mondo attuale dal quale il Dio creatore e Salvatore è stato totalmente escluso? La vita si svolge senza che nessuno si curi di quello che Dio pensa e ha detto. Ma, dall’alto Egli vede e sa ogni cosa.

In questo mondo si ritiene che l’uomo sia padrone del proprio destino; l’umanità, si dice, alla fine sarà “affrancata” da Dio, ne farà totalmente a meno. Si sostiene che l’uomo sostanzialmente è buono; capace del peggio, certo, ma in grado di migliorare. Gli incontestabili progressi sociali ne sarebbero la prova. Così, in molti paesi ognuno è libero di fare quello che gli piace e può scegliere fra una moltitudine di piaceri e di perversioni. Ma questa pseudo libertà, che non procura né la gioia né la pace, non può nascondere i disastri presenti nel mondo dei quali l’uomo è l’unico responsabile.

I re e gli imperatori, specialmente nei secoli passati, usavano indire grandi feste con immoralità di orni sorta, celebrate anche in onore dei loro idoli e spesso in dispregio del vero Dio. Molti di loro, dopo grandi festeggiamenti, furono assassinati! Il mondo di oggi non conoscerà una sorte migliore. Il giudizio di Dio è imminente. “Ravvedetevi e credete al Vangelo!” (Marco 1:15).

 

martedì 4 agosto 2026

04 agosto - “Chi è costui…?”

“Chi è costui che perdona anche i peccati?”

Luca 7:49.

 

“Chi è costui…?”

 

Fu il primo interrogativo che il Signore suscitò nella gente del Suo tempo col Suo insegnamento. La nostra considerazione sul cristianesimo non può cominciare che da Cristo per due ragioni principali.

- La prima è che il cristianesimo, nella sua essenza, è la fede in Cristo; la Sua persona e a Sua opera sono la roccia sulla quale si fonda la religione cristiana. Se Egli non è ciò che ha detto di essere, se non ha compiuto ciò che ha detto di essere venuto a compiere, l'intera struttura del cristianesimo crolla. Se togliete Cristo, il cristianesimo è svuotato; praticamente non resta niente.

- In secondo luogo, Cristo è “lo splendore della gloria di Dio” (Ebrei 1:3), è l’essenza di Dio stesso. Tutto ciò che ha detto e insegnato è parola di Dio. È la Parola diventata carne: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta… E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità” (Giovanni 1:1-3, 14). Non possiamo considerare Cristo solo come un uomo perbene o con qualità soprannaturali. Gesù Cristo era Dio.

Ciò che colpisce dell’insegnamento del Signore sono le affermazioni che Egli fa di Se stesso.
Egli si presentò dicendo di se stesso: “Io sono il pane della vita” (Giovanni 6:35); “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giovanni 8:12); “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Giovanni 11:25); “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).

“Chi è Cristo per me?” Questa è la domanda che ogni uomo deve porsi.

Se la nostra risposta è: Egli è Dio, allora dobbiamo servirlo e onorarlo con tutto il rispetto e la devozione dovuti a un simile titolo.


 

lunedì 3 agosto 2026

03 agosto - Bisogno di un Salvatore

Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio.

1 Pietro 3:18

 

 Bisogno di un Salvatore

 

Se cado in acqua e non so nuotare non ho bisogno di buoni consigli, né di lezioni di nuoto, ma di qualcuno che mi salvi tirandomi fuori dall’acqua.

Se ho molti debiti che non posso pagare, ho bisogno di qualcuno che accetti di pagare al mio posto e mi liberi dalle mani dei creditori e degli ufficiali giudiziari.

Per natura io sono peccatore, colpevole agli occhi di Dio; quello di cui ho bisogno non è una lezione di morale o di teologia, ma di un Salvatore che prenda sopra di Sé le mie colpe subendo al mio posto il castigo della giustizia divina.

Come una moneta ha due facce inseparabili, Dio è inseparabilmente amore e luce. E’ luce, e non può sopportare alla Sua presenza nessun peccatore, è amore, e cerca i peccatori per fare di loro dei Suoi figli. La Sua giustizia esige la nostra condanna perché ogni atto malvagio, ogni parola cattiva, dev’essere punita; Dio è giusto nel punire i peccatori. Nello stesso tempo, però, vuole poter rendere giusti i colpevoli. Come si possono conciliare queste due cose?

Le esigenze della giustizia di Dio e l’abbondanza del Suo amore si sono espresse insieme alla croce di Cristo! Il male doveva essere punito e lo è stato quando il Figlio di Dio ha accettato di morire sulla croce per i nostri peccati. Nello stesso tempo, avendo subito Lui il giudizio di Dio, se crediamo in Lui l’amore di Dio si riversa su di noi col Suo perdono e il dono della vita eterna.

“Quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, Egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la Sua misericordia” (Tito 3:4-5). Gesù Cristo “ha portato i nostri peccati sul Suo corpo sul legno della croce” (1 Pietro 2:24).


domenica 2 agosto 2026

02 agosto - La Bibbia (5)

Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna incinta, così non conosci l'opera di Dio, che fa tutto.

Ecclesiaste 11:5

 

La Bibbia (5)

 

La storia della trasmissione della Bibbia è fatta anche di stupefacenti aneddoti. Noi faremmo fatica ad attribuire qualche virtù alla prigione; eppure, è proprio in una prigione che la prima traduzione inglese della Bibbia dalle lingue originali è stata fatta da Tyndale, un vero credente incarcerato per eresia. La sua disavventura ha prodotto la gioia in moltissimi inglesi, e non solo.

Il francese Lemaistre de Sacy, imprigionato nella Bastiglia anche lui per la sua fede, ha potuto lavorare in prigione alla traduzione del Vecchio Testamento; quando è stato liberato il suo lavoro era terminato.

Fino al 15° secolo, sebbene in un periodo in cui poteva essere copiata solo a mano, la Bibbia si è diffusa. Nel Medio Evo la Bibbia fu vietata, confiscata, bruciata… Tuttavia, dei monaci la studiavano e la ricopiavano. Nel 1456, ecco il primo libro stampato: una Bibbia! Gutenberg lo stampò dopo sei anni di lavoro di cui quattro per la preparazione dei caratteri mobili.

Più tardi, in un monastero del Sinai, Tischendorf porterà alla luce dei manoscritti che diventeranno celebri con il nome di “Codice Sinaitico”.

L’ateo Voltaire disse della Bibbia: “In cento anni sarà superata, come un almanacco a fine anno”. Duecento anni dopo, la sua casa di Ferney ospitava una casa di edizioni bibliche!

Mentre la Bibbia è stata vietata per molto tempo in Cina, il piccolo libretto rosso di Mao Tse-Toung, in un certo periodo, doveva essere obbligatoriamente posseduto da ogni cinese. Tuttavia questo libretto, seconda opera più diffusa dopo la Bibbia, è stato stampato in poco meno di un miliardo di esemplari. La diffusione totale della Bibbia completa sorpassa oggi i sei miliardi di esemplari.


sabato 1 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (5/15)

Quali sono le nostre relazioni?

 

Quando parliamo di ubbidienza alla Parola di Dio sicuramente almeno i giovani potranno storcere il naso, e sentirsi limitati, perché il concetto dell’ubbidienza è sempre più considerato relativo! In realtà dietro ad ogni comandamento della Parola di Dio c’è lo scopo di proteggere l’individuo da un pericolo anche mortale, che possiamo anche non vedere o conoscere, ma Dio sì! Ricordiamoci sempre che lui è la luce e noi abbiamo bisogno di essere illuminati.

Questo brano (1Co 6:14) non parla solo della relazione tra giovani credenti e giovani non credenti, altrimenti Paolo avrebbe usato altri termini per spiegarsi. Qui troviamo un principio generale che spesso non viene riconosciuto, o viene applicato parzialmente, storcendo così il significato della Parola di Dio. Prima però dobbiamo parlare dei soggetti di questo versetto. Il primo soggetto, l’infedele, è colui che è paragonato alle tenebre, che appartiene alle tenebre e che abita in quel regno. L’altro soggetto invece è il credente: colui che ama la giustizia, che la pratica e che vive nella luce.

Paolo esorta i credenti a non aver nessuna relazione o comunione, con gli infedeli perché costoro possono non solo corrompere i buoni costumi dei credenti, ma anche contribuire ad allontanare il credente dalla giustizia, dalla luce, per allontanare il credente da Dio.

Siamo chiamati a riflettere su questo argomento:

* Con chi passiamo il nostro tempo?

* Chi frequentiamo volentieri?

* Con chi camminiamo regolarmente?

Non mi riferisco alle compagnie di lavoro, ma più in generale alla vita di relazione che possiamo avere con gli altri intorno a noi. Qual è l’ambiente che frequentiamo?

Il Signore ci invita a separarci dal sistema peccaminoso del mondo perché tutto quello che esso produce, ci fa sentire o ci fa vedere o di cui parla contamina la nostra mente, il nostro cuore e la nostra vita spirituale.

Ci crediamo oppure pensiamo che non è poi così male tutto quello che ci circonda?

Cosa ne pensiamo del brano di 1Giovanni 5:19 “Noi sappiamo che siamo da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno”?

Ci crediamo noi a quello che l’apostolo indica? Oppure pensiamo che questo versetto sia una esagerazione, un versetto buono solo per gli esagitati, integralisti, presenti anche tra i credenti?

Se invece ci crediamo, perché facciamo così tanta comunella col mondo?

Non dobbiamo ingannarci, il mondo appartiene a Satana, e noi lo sappiamo che il nostro nemico farà di tutto, con le sue armi e con l’inganno, per allontanarci dal Signore, dalla sua comunione.

Se mi stessi sbagliando perché le chiese sono oggi sempre più piene di credenti apatici e superficiali?

Quante domeniche i locali di culto sono strapieni, mentre alle riunioni di preghiera in settimana si nota la presenza di meno della metà degli stessi! Perché?

Potremmo continuare per molto indicando le cose che non vanno, ma la realtà è sempre quella che Satana ha oggi ampio spazio di manovra in molti credenti. Perché???


(segue)

01 agosto - La luce pura

 La Tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.

Salmo 119:105

 

La luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie.

Giovanni 3:19

 

La luce pura

 

Una fruttivendola aveva da poco tempo scoperto che la Bibbia era realmente la Parola di Dio e la stava leggendo, dietro al suo banco.

– Che cosa legge, domandò un cliente.

– La Parola di Dio, la Bibbia, rispose lei gioiosa.

– Veramente? Ma chi le dice che la Bibbia è la Parola di Dio?

– Dio stesso.

– Ma Dio le ha veramente parlato di persona?

La fruttivendola sembrò un attimo imbarazzata, poi, mostrando con un gesto la piazza del mercato, quel giorno inondata dal sole, esclamò:

– Può dimostrarmi, signore, che il sole esiste?

– Dimostrarlo? Ma è chiaro: i sente il suo calore e si vede la sua luce.

– Questo è per me la Bibbia; riscalda il mio cuore e illumina i miei pensieri come nient’altro è in grado di fare. Per questo ho la certezza che è il libro di Dio.

La gloria Tua o Dio - risplende in Tua Parola,

che dei Tuoi figli è il santo, - ricchissimo tesoro,

la voce dell’Amico - fedele che consola;

del cielo è il dolce canto, - lo scritto dell’amore.


venerdì 31 luglio 2026

31 luglio - “Io ti insegnerò la via”

Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; Io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te. Non siate come il cavallo e come il mulo, che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!

Salmo 32:8-9

 

“Io ti insegnerò la via”

Conoscere la volontà di Dio

 

 “Io ti istruirò e ti insegnerò la via…” Che bella promessa! Il Signore desidera guidarci sul cammino della vita, non solo quando le situazioni sono difficili, ma anche quando le cose sembrano andare bene.

Dio ha uno sguardo benevolo su di noi: ci conosce, ci corregge, ci avverte. E dice: “Non siate come il cavallo o il mulo…” perché, se siamo impazienti come il cavallo a cui bisogna mettere il morso, oppure ostinati come il mulo che bisogna stimolare per farlo avanzare, potremmo allontanarci dal cammino che Dio ci indica, Quanta energia spendiamo talvolta per cose inutili! Con saggezza, Dio agisce allora con delle situazioni che possono essere difficili, come lo sono “la briglia e il morso” per il cavallo, per frenare la nostra precipitazione o far cedere la nostra testardaggine e la difficoltà ad obbedire! Dio fa di tutto per ricondurci a Lui quando ce ne allontaniamo, e lo fa  per il nostro bene “affinché siamo partecipi della Sua santità” (Ebrei 12:10).

Se lo amiamo, Dio non ci dimentica, ha i Suoi “occhi” su di noi. È il Maestro attento che ci istruisce con la Parola perché entriamo nel progetto che si è prefissato per noi. Leggiamo dunque la Bibbia con attenzione, e chiediamogli, come l’autore del Salmo: “O SIGNORE, insegnami la Tua via, guidami per un sentiero diritto” (Salmo 27:11).

 

giovedì 30 luglio 2026

30 luglio - Un metodo non facile

Fra quanti avevano esercitato le arti magiche, molti portarono i loro libri e li bruciarono in presenza di tutti.

Atti 19:19

«È altresì scritto: "Non tentare il Signore Dio tuo"».

Matteo 4:7

 

Un metodo non facile

Conoscere la volontà di Dio

 

Non c’è un “metodo” facile per conoscere la volontà di Dio per la mia vita? Questa domanda se la pongono molte persone, e qualcuno pensa di poter trovare una risposta nelle pratiche, il più delle volte occulte, di certe religioni. Ma i veri cristiani devono fuggire da queste pratiche e considerarle come un grave peccato.

C’è anche qualcuno che utilizza la Bibbia in modo un po’ “magico”, per  esempio aprendola a caso e leggendo un versetto che credono sia la risposta al loro bisogno. Potrebbe anche capitare che si possa ottenere delle risposte aprendo la Bibbia in questo modo, ma estrapolando un versetto dal suo contesto si rischia di falsare l’insegnamento della Parola di Dio (2 Pietro 3:16).

Altri tirano a sorte per stabilire cosa Dio vuole da noi. Si pensa che Dio, essendo sovrano, possa intervenire in quel modo per rivelare la Sua volontà. E’ vero che nei tempi passati vi sono stati  uomini timorati di Dio che sono ricorsi a questa pratica, e Dio ha loro risposto. Ma ora, noi cristiani che possediamo nella Bibbia completa tutta la Rivelazione di Dio, abbiamo altri modi per conoscere la volontà del nostro Padre.

Noi abbiamo il privilegio di ricercare il Suo pensiero nella Sua Parola, ma dobbiamo farlo con umiltà, perseveranza e una piena fiducia nel Suo amore. Poi dobbiamo vivere vicini a Lui, in preghiera, stando attenti a quello che il Suo Spirito rivela al nostro spirito e al nostro cuore. Sicuramente Egli ci dirigerà, ma non in modo magico! Dio non mancherà di guidarci, se noi gli diamo fiducia!

mercoledì 29 luglio 2026

29 luglio - Un esempio commovente

Bada al servizio che hai ricevuto nel Signore, per compierlo bene.

Colossesi 4:17

 

Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio.

Romani 8:28

 

Un esempio commovente

Come conoscere la volontà di Dio

 

Ronaldo Lidorio, missionario brasiliano nel Ghana dal 1993 al 1998, racconta:

“Ho sofferto di ripetute crisi di malaria, ma non ho dubbi che una gran parte dei problemi miei e dei miei collaboratori proveniva dall’opposizione di Satana contro il nostro lavoro. Ho sperimentato, comunque, che Dio utilizzava le mie frequenti crisi per raggiungere i Suoi scopi. Ogni volta che ci sforzavamo di organizzare qualcosa (per esempio andare ad evangelizzare in una zona più lontana), mi assaliva una febbre che mi metteva a terra costringendoci a restare nel Ghana. Intanto, nel tempo fra una crisi e l’altra, mentre riprendevo le forze, lavoravo alla traduzione della Bibbia, in particolare del Nuovo Testamento, nella lingua di quel paese. Solo più tardi, io e Rossana mia moglie ci siamo resi conto di quanto siano stati proficui per il lavoro di traduzione quei quattro anni delle mie frequenti ricadute.

Alla fine, la malattia ci ha costretti a lasciare il paese… Tornato in Brasile ho continuato quel lavoro e per altri tre anni e mezzo l’ho proseguito trascorrendo ore e ore davanti al mio computer, circondato da libri e immerso nelle mie riflessioni. Rossana e i miei figli mi sono stati di grande sostegno. Il piccolo Ronaldo, che quando abbiamo lasciato il Ghana aveva soltanto due anni, si era talmente abituato al mio lavoro che ogni volta che gli chiedevano dov’ero, rispondeva senza esitazione: “Mio padre è al computer, sta lavorando per fare una Bibbia”. Per la grazia di Dio e col Suo aiuto, il lavoro fu terminato!”


martedì 28 luglio 2026

28 luglio - Timori dissipati

La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: “Pace a voi”.

Giovanni 20:19

 

Timori dissipati

 

I discepoli, dopo la morte del Signore non erano tranquilli; alcuni avevano riferito che il Signore era risuscitato, ma loro, quando si sono trovati tutti insieme, hanno per prudenza chiuso le porte di quella camera. Ed ecco che il Signore si presenta in mezzo a loro e cambia, da quel momento, il loro modo di vedere le cose. Prima di tutto calma la loro paura, il “timore dei Giudei” che li angosciava più di ogni altra cosa; infatti il rigore intransigente dei capi religiosi influenti impediva a molti di loro di testimoniare apertamente della loro fede (Giovanni 7:13; 9:22).

Anche noi potremmo provare lo stesso timore perché vi sono molte voci potenti che si fanno udire per ridurre al silenzio la fede cristiana o quanto meno per deriderla. Tuttavia, se guardiamo al Signore risuscitato, al quale è data “ogni autorità in cielo e sulla terra” (Matteo 28:18), udiamo le Sue parole di conforto: “Pace a voi”.

Dopo aver dato questa pace, il Signore vuole anche fortificare la fede dei Suoi: “E detto questo mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono.” (Giovanni 20:20). La nostra fede, per quanto debole sia, è rinforzata quando lo invochiamo ed Egli ci dà le prove della Sua presenza e della Sua potenza.

Dopo aver regolato l’argomento del timore e della fede dei discepoli, dice loro: “Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi” (Giovanni 20:21). Il Signore aveva già detto al Padre che li avrebbe mandati nel mondo come Lui stesso era stato mandato (Giovanni 17:18) ed ora è a loro che lo dice.

Ascoltiamo la Sua parola che porta la pace, guardiamo alla Sua Persona che ci mostra quelle ferite per cui questa pace è possibile, e rispondiamo con gioia al Suo invito!

lunedì 27 luglio 2026

27 luglio - Avvertimenti trascurati?

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Giovanni 3:36

 

Gesù… ci libera dall’ira imminente.

1 Tessalonicesi 1:10

 

Avvertimenti trascurati?

 

In occasione di un terremoto, la prima scossa è seguita spesso da una seconda, talvolta più violenta e più dannosa della precedente. Il tempo che intercorre fra le due scosse offre la possibilità di trovare un luogo più sicuro per mettersi in salvo. Dalla storia e dalla cronaca sappiamo di persone che hanno trascurato il primo avvertimento, e hanno perso la vita nella scossa successiva...

Oggi è come se vivessimo in una pausa di questo genere. Il futuro è minaccioso. Disordini, ribellioni, attentati, fanno presagire giorni terribili; siamo attenti a questi avvertimenti? Quando arriva la notizia di qualche catastrofe, molti parlano di destino, di caso; ma, in realtà, è anche per mezzo di questi segni precursori che Dio ci parla. Terribili sconvolgimenti stanno per avvenire sulla terra; ne parla chiaramente la Bibbia. Ma alla fine, prima della descrizione dei giudizi che leggiamo in Apocalisse, il Signore Gesù invita tutti ad accoglierlo nella propria vita: “Ecco, io sto alla porta e busso” (Apocalisse 3:20). Bussa alla porta del cuore di colui che, indifferente o ribelle, non crede ancora in Lui e trascura i Suoi appelli. Il Signore Gesù vuole dare la vita eterna e la pace del cuore, e vorrebbe che tutti fossero preservati dai tempi difficili che stanno arrivando. “Dio infatti non ci ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, il quale è morto per noi” (1 Tessalonicesi 5:9, 10). 

Ognuno è libero di ascoltare o no i Suoi avvertimenti, di aprire la porta del cuore a Colui che bussa o di tenerla chiusa, di credere all’amore di Gesù e riceverlo come proprio Salvatore o di respingerlo. Ma, attenzione!, c’è di mezzo un’eternità di gioia o di tormenti, di riposo e di pace o di sofferenze senza fine. Dio pone davanti a noi la scelta fra “la vita e la morte” e non ci impone nulla. Ma dice: “Scegli la vita affinché tu viva” (Deuteronomio 30:19)!

domenica 26 luglio 2026

26 luglio - La Bibbia (4)

Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.

1 Timoteo 3:16

 

La Bibbia (4)

 

Si sa, dunque, come la Bibbia è stata scritta; ora è interessante sapere come è stata composta. Nel 15° secolo a.C. Mosè scrive quello che Dio gli comunica; sono i primi 5 libri dell’Antico Testamento. Successivamente, diversi scribi mettono per scritto la storia del popolo d’Israele. Fino al 10° secolo a.C. alcuni altri autori come Davide e Salomone scrivono, ispirati da Dio, una serie di poemi, cantici, proverbi. Poi, fino al 5° secolo a.C., c’è il periodo dei profeti: anche loro scrivono o fanno scrivere i messaggi ispirati da Dio che costituiscono 8 libri. Nel 5° secolo a.C. dei religiosi copiano i testi già riconosciuti fra i Giudei. Nello stesso secolo la Giudea è invasa e i Giudei sono dispersi in esilio e perdono tutto. Questo li porta a raggrupparsi, tornando alla sola cosa che li può riunire: la Parola del loro Dio. È allora che degli scribi, dei dottori della Legge e dei sacerdoti mettono insieme i testi riconosciuti come ispirati da Dio.

Il Signore Gesù ha fatto spesso riferimento al Vecchio Testamento e preciserà anche, in anticipo, le tre “sezioni” di quello che sarà il Nuovo Testamento: gli Evangeli, gli Atti con le Lettere degli apostoli, e l’Apocalisse. Il Signore l’aveva preannunciato ai discepoli: “Lo Spirito Santo… vi ricorderà tutto quello che vi ho detto (i Vangeli)” (Giovanni 14:26); “Egli vi guiderà in tutta la verità (le Lettere degli apostoli)… e vi annuncerà le cose a venire (l’Apocalisse)” (16:13).

Il cristianesimo si è prima divulgato grazie alla predicazione e alle testimonianze degli apostoli e dei primi cristiani; poi, a poco a poco, si è reso necessario mettere per scritto la vita di Gesù e l’insegnamento dei Suoi apostoli.

A Cartagine, nel 397, dopo molte ricerche, il testo biblico, come l’abbiamo noi, è riconosciuto ufficialmente.

Il Signore ci dia di saper apprezzare l’eccezionale valore della Sua Parola.

sabato 25 luglio 2026

25 luglio - Gli uomini di Ninive

Come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell’uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti. I Niniviti… si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c'è più che Giona!

Matteo 12:40, 41

 

Gli uomini di Ninive

 

Un giorno, i responsabili religiosi giudei chiesero al Signore Gesù un segno che dimostrasse che Egli era veramente il Cristo, l’inviato di Dio. Il Signore rispose severamente che un solo segno sarà loro dato, quello “del profeta Giona”, che era uscito vivo dopo tre giorni trascorsi nel ventre di un animale marino. La storia di Giona, infatti, prefigura i tre giorni che il Signore sarebbe rimasto nella tomba, prima della Sua gloriosa risurrezione. Il profeta Giona, come un “risuscitato”, si era alla fine recato nella grande città di Ninive (l’attuale Mossul in Irak) a preannunciare il giudizio di Dio: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta!” (Giona 3:4). Dopo un solo giorno di predicazione, l’intera città era in subbuglio. Il re proclamò un pentimento collettivo accompagnato da digiuno e da segni di pentimento: si vestirono con dei sacchi e stavano seduti sulla cenere (Giona 3:5-10). E Dio li perdonò.

Il Signore Gesù dice ai Suoi contemporanei: “I Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c’è più che Giona”. Lì c’era Lui, il Figlio di Dio! Nel giorno del giudizio la presenza dei Niniviti accuserà coloro che avranno rifiutato di pentirsi dei loro peccati e di credere alla parola di Dio che presenta Gesù come unico mezzo di salvezza.

Lì c’era “più che Giona”. Gesù, è infinitamente al di sopra di tutti i profeti, è il Figlio di Dio risuscitato, eternamente vivente, nel quale siamo chiamati a riporre una piena fiducia.


venerdì 24 luglio 2026

24 luglio - Niente per il cuore

Negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali… diranno: “… dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione”.

Ma, secondo la Sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.

2 Pietro 3: 3, 4, 13

 

Niente per il cuore

 

Viviamo in una società in progressiva decadenza morale, nella quale i principi della famiglia, dell’onestà, della fedeltà, della giustizia si stanno perdendo. Alle persone annoiate e senza punti di riferimento vengono proposte delle distrazioni superficiali, come i giochi d’azzardo, i videogiochi, la possibilità di soddisfare quegli impulsi e quei piaceri che finiscono per rendere schiavi. Niente di vero, niente per il cuore! Cosa c’è di più insopportabile di un cuore vuoto? Tutti i diversivi e gli svaghi del mondo non potranno riempirlo.

“In quel giorno i cieli passeranno… la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate” è scritto in 2 Pietro 3:10. Ma se “i cieli e la terra… sono riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi” (3:7) la Bibbia ci presenta un’altra prospettiva, una via che ancora oggi è aperta, la via della salvezza. Gesù ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14:6). Vale la pena ascoltare le Sue parole.

Molti ci derideranno e ci domanderanno: “Chi è tornato dall’aldilà per raccontarci quello che c’è dopo la morte?” La parola di Dio dà delle risposte chiare. Ci dice che Gesù è ora in cielo e che chi crede in Lui ha un posto assicurato là dove Lui è. La Sua risurrezione e la Sua ascensione sono fatti storici incontestabili (1 Corinzi 15:3-6, Luca 24:34). Coloro che rifiutano di credere, un giorno conosceranno la verità, ma sarà troppo tardi…

Perché nei paesi dove i cristiani sono perseguitati molti di loro accettano la prigione piuttosto che rinnegare la loro fede? Perché vogliono ubbidire alla Parola di Dio e non sottomettersi agli uomini. Saprà Dio come ricompensarli.