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venerdì 10 aprile 2026

10 aprile - Una fede provata e onorata

Gesù le rispose: “Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi”. E da quel momento sua figlia fu guarita.

Matteo 15:28

 

Affinché la vostra fede, che viene messa alla prova… sia motivo di lode, di gloria e di onore.

1 Pietro 1:7

 

Una fede provata e onorata

Gesù ci parla: leggere Matteo 15:21-28

 

Facendo una deviazione nella zona di Tiro e Sidone, Gesù incontra una donna straniera che lo supplica di guarire la figlia malata. Si rivolge a lui chiamandolo “Figlio di Davide”, il re d’Israele, ma lei non apparteneva a quel popolo. Gesù non le risponde, e poiché la donna insiste i discepoli vogliono respingerla. Allora il Signore spiega loro il motivo del suo silenzio: “Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele”.

Ma la donna non demorde; lo supplica ancora, dicendo semplicemente: “Signore, aiutami!”. Con una durezza che è solo apparente, Gesù le fa presente che non era bene dare ai pagani quello che era destinato al popolo di Dio. Che prova! Se ne andrà scoraggiata? No; anzi, risponde umilmente prendendo spunto dalle parole stesse di Gesù. Riconosce di essere una straniera, e chiede di poter mangiare, come fa un cagnolino, le briciole che cadono dalla tavola dei padroni. Era sicura che il cuore del Dio d’Israele era più grande di quello degli uomini! Allora Gesù le dice: “Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi”. E da quel momento la figlia fu guarita.

Forse, nelle nostre famiglie, c’è qualche figlio malato e ci pare che il Signore non risponda alle nostre preghiere. La nostra fede è messa alla prova. Ma possiamo prendere esempio da quella donna: insistere con umiltà, ma soprattutto con la consapevolezza che Egli ci ama e che in qualche modo risponderà, dandoci la sua pace. 


giovedì 9 aprile 2026

09 aprile - Maria, madre di Gesù

L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù”.

Luca 1:30, 31

 

Quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna.

Galati 4:4

 

Maria, madre di Gesù

 

Maria ha avuto il grande onore di essere scelta da Dio per mettere al mondo il Salvatore. La Bibbia mostra chiaramente che era una donna pia, che aveva fede in Dio e tanta umiltà. Le fu dato di essere la madre di Gesù uomo, del Figlio di Dio che ha velato la sua gloria divina per venire a nascere come uomo in mezzo agli uomini per poterli salvare.

All’angelo Gabriele che le annunciava che avrebbe concepito, per opera dello Spirito Santo, un Figlio di nome Gesù, Maria rispose: “Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola” (Luca 1:38). Quando l’angelo annunciò ai pastori la nascita del Salvatore, non parlò di Maria, ma soltanto del Cristo, il Signore (Luca 2:11).

In occasione del primo miracolo di Gesù, alla festa di nozze a Cana, venne a mancare il vino. Maria lo fece presente a Gesù come per invitarlo a fare qualcosa, ma Lui le rispose: “Che c’è fra me e te, o donna?” (Giovanni 2:4). Maria doveva restare al suo posto, in quanto creatura, e non poteva immischiarsi nell’azione del Creatore, quale Gesù era. Così dirà ai servi: “Fate tutto quel che vi dirà” (v. 5). Aveva capito che ciò che contava era ascoltare Gesù e ubbidire.

Al momento della crocifissione, ben conoscendo il dolore di sua madre, Gesù la affida a Giovanni che se ne prenderà cura (Giovanni 19:26, 27). Come per ricordare la semplice umanità di Maria, Gesù le dice “donna” quando si rivolge a lei. Umile serva di Dio, Maria è associata al profondo mistero della nascita del Cristo, nato da una donna, ma concepito dallo Spirito Santo (Matteo 1:20), ma come ogni altro essere umano ha dovuto credere al sacrificio del Figlio di Dio per avere la salvezza.

mercoledì 8 aprile 2026

08 aprile - Una mattina speciale

La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole.

Marco 16:2

 

“Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato”.

Luca 24:5-6

 

Una mattina speciale

 

Nel ritmo della nostra vita, ogni mattina ci appare come una promessa di rinnovamento, di un inizio nuovo, della possibilità di vivere qualcosa di diverso.

Ma ci fu una mattina diversa dalle altre. Sembrava la più triste, ma si rivelò la più grandiosa. Per le donne venute al sepolcro di Gesù, quella era una mattina di lutto, di tristezza, di delusione profonda. Gesù era stato crocifisso, e le speranze che avevano riposto in lui si erano infrante…

Invece, quel giorno stava per rivelarsi un giorno di stupore e di gioia. Stupore nel vedere che la pesante pietra che impediva l’accesso al sepolcro era stata rotolata, ed emozione constatando che il sepolcro era vuoto! Ma dov’era Gesù? Dove avevano messo il suo corpo? Le donne furono confortate prima dalle parole degli angeli: “Perché cercate il vivente tra i morti?”, e poi dall’incontro con Gesù in persona, risorto dai morti.

La mattina della risurrezione di Gesù è unica. La vita ha trionfato sulla morte, Gesù è vivente nei secoli dei secoli!

Noi che lo amiamo e confidiamo in Lui sappiamo che trionferemo con Lui. Anche se dovremo passare per la morte, ne usciremo gloriosi. Poiché siamo uniti al Signore risuscitato, anche noi parteciperemo alla gioia del mattino della risurrezione. Che tutta la nostra vita sia illuminata dalla luce del Cristo vivente, e che la sua gioia risplenda sul nostro volto!


martedì 7 aprile 2026

07 aprile - Dalla mangiatoia alla croce

 Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza… era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.

Isaia 53:3

 

Un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui.

Daniele 9:26

 

Dalla mangiatoia alla croce

 

Per Giuseppe e Maria non c’era stato posto nell’albergo di Betlemme. Durante gli anni del suo ministero sulla terra, Gesù non aveva “dove posare il capo” (Matteo 8:20). Ha insegnato la Parola di Dio con devozione, ma è stato incompreso e ha incontrato ostilità e disprezzo. Come ben dice un Salmo: “Se ne va piangendo colui che porta il seme da spargere” (Salmo 126:6).

Volgendo lo sguardo verso Gerusalemme, la città che avrebbe dovuto accoglierlo con gioia, Gesù piange (Luca 19:41, 42) e dice: “Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!” (Matteo 23:37). Poco dopo uscirà da quella città portando la sua croce, circondato da una folla ostile, e si lascerà inchiodare su quel legno. “Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca” (Isaia 53:7). Con la condanna a morte di Gesù e la crocifissione, l’odio degli uomini ha raggiunto il suo apice.

Come risponderà Dio a tanta crudeltà? Distruggerà e giudicherà i nemici del suo amato Figlio? Per ora no; dal costato di Cristo, trafitto dalla lancia di un soldato romano, è scaturito il sangue che purifica da ogni peccato tutti coloro che credono, compresi i suoi nemici, se si ravvedono. Si capisce, allora, perché è scritto che l’ira di Dio rimane su chi rifiuta di credere (Giovanni 3:36).

Vorremmo che anche tu potessi dire con riconoscenza: il “Figlio di Dio… mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Galati 2:20).


lunedì 6 aprile 2026

06 aprile - Le sette frasi pronunciate da Gesù sulla croce

Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli (Gesù) ha dato la sua vita per noi.

Dio… ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

1 Giovanni 3:16; 4:10

 

Le sette frasi pronunciate da Gesù sulla croce

 

Sulla croce, Gesù ha pronunciato sette frasi che potrebbero essere il riassunto della sua missione sulla terra.

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34). Anzitutto, Gesù invoca il perdono di Dio sui suoi nemici, perché era venuto per salvare, non per giudicare (Giovanni 3:17).

“Donna, ecco tuo figlio… ecco tua madre” (Giovanni 19:26, 27). Amorevole nella sua relazione con Maria, sua madre, le affida come figlio il discepolo Giovanni che tanto amava, e affida lei alle cure del discepolo.

“Oggi tu sarai con me in paradiso” (Luca 23:43). È la promessa fatta al ladrone pentito, crocifisso accanto a Lui. La salvezza è immediata per tutti quelli che si riconoscono perduti e si affidano alla misericordia di Dio.

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46; Marco 15:34). Possiamo dare noi la risposta a quell’angosciosa domanda: è stato abbandonato da Dio perché si era caricato dei nostri peccati!

“Ho sete!” (Giovanni 19:28). Nella sua perfetta umanità, Gesù esprime la sua intensa sofferenza e adempie anche una profezia: “Mi hanno dato da bere aceto per dissetarmi” (Salmo 69:21).

“È compiuto” (Giovanni 19:30). L’opera è conclusa. Il debito dei nostri peccati è interamente pagato. In quelle ore terribili, Gesù Cristo ha portato l’eternità del nostro castigo!

“Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio” (Luca 23:46). In perfetta comunione con suo Padre, Gesù gli rimette la sua vita. Egli entra vincitore nella morte, per uscirne poi trionfante mediante la risurrezione.

domenica 5 aprile 2026

05 aprile - Colui che giustifica l’empio

Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro.

Isaia 45:22

 

Noi… sappiamo che questi (Gesù) è veramente il Cristo, il Salvatore del mondo.

Giovanni 4:42

 

Colui che giustifica l’empio

Romani 4:5

 

Nel libro del profeta Isaia, Dio dichiara con solennità che al di fuori di lui “non c’è altro Dio, Dio giusto, e non c’è Salvatore” (Isaia 45:21). La giustizia richiede il castigo del colpevole, e noi siamo colpevoli e quindi perduti. Ma Dio è un Dio salvatore, e ha potuto conciliare queste due cose: la sua giustizia che esige il giudizio del peccatore, e il suo amore che lo vuole salvare. Ma come è stato possibile?

Troviamo la risposta nella prima lettera dell’apostolo Paolo a Timoteo. Egli scrive che “c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti” (2:5-6). In questo modo Egli ha riconciliato l’uomo con il Dio santo e giusto. Ma se ha potuto fare questo è perché era Dio fatto uomo; nessuna creatura avrebbe potuto ottenere un tale risultato, nemmeno un angelo. Gesù non ha commesso nessun peccato né poteva commetterne, essendo perfetto, e solo per questa sua perfezione ha potuto prendere su di sé i nostri peccati. Col sacrificio della sua vita ha soddisfatto completamente la santità e la giustizia di Dio, e ha mostrato il suo amore per noi. Il fatto poi che Dio l’abbia risuscitato ed elevato in gloria è una prova che la sua opera è stata perfetta.

Non tutti, però, saranno salvati! Infatti è scritto: “È piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti” (1 Corinzi 1:21). Tu sei un credente?


sabato 4 aprile 2026

04 aprile - La fede è una “stampella”?

Gesù rispose loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati. Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento”.

Luca 5:31, 32

 

La fede è una “stampella”?

 

La fede cristiana è a disposizione di coloro che sanno di non essere invincibili, che sono coscienti che nella loro vita c’è una grave frattura. Gesù sapeva molto bene che, da un punto di vista morale, nessun essere umano è in buona salute, ma la maggior parte di noi non vuole ammettere la propria “infermità”, anche se è evidente agli occhi di tutti; se facciamo così, condanniamo noi stessi a trascorrere il resto della nostra vita “zoppicando”. Le “stampelle” di fortuna – educazione, pratiche religiose, buone opere, cultura – non ci porteranno mai alla guarigione. Ma ecco che Dio ci offre la guarigione, non una stampella.

Il Vangelo (che significa buona notizia) ci insegna che Dio in persona è intervenuto, in Gesù Cristo, per condurci alla guarigione radicale, completa, e per darci una vita nuova. Contrariamente ad ogni logica umana, Gesù Cristo ha fatto questo morendo per noi! La nostra cattiveria aveva eretto un muro insormontabile fra noi e Dio, ma Lui l’ha abbattuto. Gli è stato possibile farlo poiché era allo stesso tempo Dio e uomo perfetto.

Dio dà dunque all’uomo una nuova vita, lo libera dagli ostacoli del passato, dalla schiavitù del peccato e dal timore della morte. Lo rende capace di vivere, in una certa misura, come Cristo è vissuto, in relazione con Lui e per il bene degli altri.