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domenica 26 aprile 2026

26 aprile - Tutti in accappatoio!

Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.

Romani 3:23

 

Dio non ha riguardi personali; ma… in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito.

Atti 10:34-35

 

Tutti in accappatoio!

 

Nello stabilimento di cure termali in cui mi trovo per motivi di salute, mi sembra che tutte le persone si rassomiglino. Non so dire se il mio vicino si veste abitualmente con eleganza o con abito sportivo; non so nemmeno se è arrivato a piedi, in taxi, o in Rolls Royce. Le differenze sociali e i simboli esteriori della ricchezza sono aboliti. Siamo tutti allo stesso livello, siamo tutti in accappatoio… e tutti curati con la medesima terapia.

Questo mi ricorda che Dio non fa differenza fra le persone. Il colore della pelle, l’estrazione sociale o il livello culturale non hanno importanza per Lui. Il suo verdetto è uguale per tutti: “Non c’è distinzione: tutti hanno peccato”. Ognuno di noi dovrebbe preoccuparsi di questa valutazione divina, molto più che dell’opinione dei nostri simili, poiché è al Dio giusto e santo che ognuno dovrà un giorno rendere conto.

Ma se Dio ha “rinchiuso tutti nella disubbidienza”, è “per far misericordia a tutti” (Romani 11:32). Il Dio santo è anche il Dio d’amore che promette la liberazione e il perdono a chiunque accetta Gesù come proprio Salvatore. Anche tu che leggi questo foglietto sei chiamato in causa. Dio ti ama così come sei, con le tue qualità e le tue mancanze, la tua ricchezza o la tua povertà, la tua energia o la tua debolezza. Anche per te ha dato il suo unico Figlio, affinché tu non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16). 


sabato 25 aprile 2026

25 aprile - La ricerca accanita delle ricchezze

Chi confida nelle sue ricchezze cadrà.

Proverbi 11:28

 

L’inganno delle ricchezze, l’avidità delle altre cose… soffocano la parola.

Marco 4:19

 

La ricerca accanita delle ricchezze

(leggere 1 Timoteo 6:7-10, 17-19)

 

Nel passo di 1 Timoteo 6:7-10 Paolo si rivolge a “quelli che vogliono arricchire”. Egli mostra in quale laccio si cade se ci si dà alla ricerca accanita delle ricchezze. L’ansia di arricchire occupa i pensieri, distoglie dai problemi più importanti della vita e può spingere ad accettare dei compromessi con la propria coscienza. Notiamo che Paolo s’indirizza a dei credenti, e li preavvisa che una tale ricerca oltre ad essere inutile, può trascinare con sé ogni sorta di male e guastare la testimonianza che va resa al Signore.

Il secondo passo si indirizza a chi già è ricco “in questo mondo”, senza precisare l’origine né la misura di questa ricchezza. Poco importa che sia molta o poca; il pericolo è lo stesso. La prima esortazione è di non essere “di animo orgoglioso”, perché facilmente il fatto di essere più ricchi spinge a credersi anche più importanti e a trattare gli altri con superiorità. Paolo esorta poi a non riporre la speranza nell’incertezza delle ricchezze, a non fidarsi del livello di benessere che si è raggiunto, ma a riporre la fiducia in Dio solo.

Seguono poi quattro esortazioni positive e molto chiare: fare del bene, arricchirsi di opere buone, essere generosi nel donare, pronti a dare, “così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l’avvenire, per ottenere la vera vita”. La liberalità e la fedeltà nell’amministrazione dei beni materiali che ci sono affidati aiuta ad afferrare le ricchezze spirituali, le sole vere.


venerdì 24 aprile 2026

24 aprile - Credere e dichiarare la propria fede

Diceva: “Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva”.

(Gesù le disse:) “Figliuola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo male”.

Marco 5:28, 34

 

Credere e dichiarare la propria fede

Gesù ci parla: leggere Marco 5:24-34

 

Una folla circonda Gesù. Una donna malata da dodici anni gli si avvicina e tocca la sua veste. Subito sente di essere guarita. Nessuno ha visto nulla, ma Gesù dice: “Chi mi ha toccato le vesti?” Molte persone gli si accalcano intorno e toccano inevitabilmente i suoi vestiti, ma Lui sa che quella donna lo ha toccato e lo ha fatto con fede. Ora è guarita e il Signore lo sa, ma non vuole che finisca così: bisogna che ella gli dichiari apertamente la sua condizione vecchia e nuova. Allora la donna, tremante, si fa avanti e racconta della sua malattia e di come è stata guarita.

Perché ha agito di nascosto? Temeva forse un rimprovero? Invece di una riprensione, sente Gesù che le dice: “Figliuola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo male”. Non solo ella sente di essere guarita, ma lo viene a sapere dalla bocca stessa di Gesù. A salvarla e a guarirla è stata la fede nella potenza del Signore.

Sono passati venti secoli e Gesù è ancora presente per soccorrere chi crede. Egli solo può portare il vero rimedio al nostro stato morale. Ma bisogna cercarlo, avvicinarsi a Lui, afferrare per mezzo della fede il significato e il valore del suo sacrificio alla croce, e renderne testimonianza.

Possiamo credere in segreto, ma il Signore desidera che quelli che ci stanno attorno sappiano l’opera che ha fatto in noi. Credere segretamente priva il Signore dell’onore che gli è dovuto e non è di alcun aiuto a chi ancora non lo conosce.

giovedì 23 aprile 2026

23 aprile - “Lasciatevi tentare”!

La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno.

1 Timoteo 6:6

 

Di tutto quello che i miei occhi desideravano io nulla rifiutai loro; non privai il cuore di nessuna gioia… ed ecco che tutto era vanità, un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole.

Ecclesiaste 2:10, 11

 

“Lasciatevi tentare”!

Leggere Ecclesiaste 2:1-11

 

Senz’altro avete già letto una frase del genere su qualche messaggio pubblicitario! Volendo credere agli inserzionisti, basta lasciarsi tentare da una bella automobile, da un gioiello lussuoso o un viaggio all’altro capo del mondo per essere felici.

Ma cosa dice la Parola di Dio? Negli scritti di Salomone, il re più ricco della storia, troviamo un chiaro avvertimento: egli dice che “tutto è vanità e un correre dietro al vento” e che “non se ne trae alcun profitto sotto il sole” (Ecclesiaste 2:11). Satana, il grande seduttore, fa luccicare davanti a noi una gran quantità di offerte attraenti. Non sono altro che manovre di distrazione per ingannarci e impedirci di trovare il desiderio e il tempo di cercare Dio e di essere in relazione con Lui. Non prestiamo orecchio alla sua voce, non permettiamogli di impadronirsi dei nostri pensieri con le cose apparenti, che sono solo temporanee e ci distolgono da ciò che è eterno (2 Corinzi 4:18).

Nei nostri paesi ricchi, i cristiani corrono il grave pericolo di lasciarsi contagiare dalla tendenza della società consumistica. Impegniamoci ad essere sobri nell’utilizzo del nostro tempo e del nostro denaro. Stiamo attenti a non sciupare ciò che Dio ci dona nella soddisfazione di piaceri passeggeri. Quanto all’utilizzo di ciò che possediamo, l’apostolo Paolo ci dice di “fare del bene, d’arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare, così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l’avvenire, per ottenere la vera vita” (1 Timoteo 6:18, 19). 

mercoledì 22 aprile 2026

22 aprile - Cristo ci ha riscattati

Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: ‘Maledetto chiunque è appeso al legno’), affinché la benedizione di Abraamo venisse sugli stranieri in Cristo Gesù, e ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso.

Galati 3:13-14

 

Cristo ci ha riscattati

 

Come sfuggire alla “maledizione” della legge di Dio, che ci condanna tutti, indistintamente? Forse cercando di rimediare ai nostri peccati, agli errori, alle trasgressioni con delle opere meritorie? Questo è l’insegnamento di molte false religioni, che purtroppo ha trovato e trova una favorevole accoglienza in gran parte dei cristiani. Nessuno di noi può rimediare ai propri peccati; lo precisa l’apostolo Paolo in Romani 2 e 3, quando scrive che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (3:23). Ma, meraviglia della grazia di Dio, è anche scritto che “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi” (Galati 3:13). “Colui che non ha conosciuto peccato, Egli (Dio) lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui” (2 Corinzi 5:21).

Il castigo che ci dà la pace è stato sul Signore: Dio “ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti” (Isaia 53:5-6). Egli ha portato i nostri peccati, ne ha subito il castigo, e la giustizia di Dio è stata pienamente manifestata. Dio ora è giusto verso il suo Figlio quando perdona e salva “colui che ha fede in Gesù” (Romani 3:26).

Grazie al suo sacrificio, la benedizione di Dio viene su tutti quelli che credono, i quali ricevono “per mezzo della fede, lo Spirito promesso” (Galati 3:12). Quanti motivi abbiamo per adorare e  onorare il Signore, e celebrare la grazia e la potenza di Dio!

           

martedì 21 aprile 2026

21 aprile - Scoraggiato?

Gettando su di lui (Dio) ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.

1 Pietro 5:7

 

O SIGNORE, al mattino tu ascolti la mia voce; al mattino ti offro la mia preghiera e attendo un tuo cenno.

Salmo 5:3

 

Scoraggiato?

1 Samuele 30:1-6

 

Inseguito dal re Saul che cerca la sua vita, scoraggiato da mesi di fuga, Davide fa amicizia col re dei Filistei, nemici di Israele, e un giorno è costretto a partire in guerra contro il suo stesso popolo! Ma grazie a Dio, i capi dei Filistei, temendo un voltafaccia di Davide durante il combattimento, lo rimandano indietro con tutti i suoi soldati.

Tornando nella città dove abitava, Davide trova una situazione disperata: la città è stata incendiata; le donne e i bambini rapiti, tutti i beni depredati. I suoi uomini, guerrieri valorosi, costernati e in lacrime, lo ritengono responsabile di quella catastrofe e parlano di lapidarlo. Quale sarà la reazione di Davide che si sente solo e sa di essere colpevole? Come reagirà quest’uomo di fede perseguitato da Saul, respinto dai Filistei, minacciato dai suoi stessi soldati, privato della sua famiglia e dei suoi beni? È scritto che “Davide si fortificò nel SIGNORE, nel suo Dio” (v. 6). Poi, umilmente, consulta Dio chiedendogli come dovrà comportarsi, e Dio glielo indica e gli accorda una liberazione meravigliosa.

Che esempio per noi! Se lo scoraggiamento ci assale, se la consapevolezza delle nostre colpe ci opprime, se la solitudine ci fa soffrire, la grazia di Dio è sempre a portata di mano. Andiamo a Lui! Egli ci ascolta, ci aiuta, fortifica la nostra anima, riaccende la speranza. Non c’è peccato troppo grande che non possa essere confessato o che ci impedisca di pregare. Non c’è situazione troppo pesante alla quale Egli non possa far fronte. Diamogli fiducia!

lunedì 20 aprile 2026

20 aprile - Dove brilla la nostra luce?

Voi siete la luce del mondo… Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.

Matteo 5:14-16

 

Dove brilla la nostra luce?

 

Quando crediamo al Signore Gesù, Dio accende in noi una luce e ci chiede di farla risplendere attorno a noi. Dove brilla la nostra luce? Nella parabola di Matteo 5:15 la lampada splende per “tutti quelli che sono in casa”. Infatti, la prima testimonianza del credente è nella propria famiglia. Quando una persona ha dato il cuore al Signore, è là che deve dimostrare, prima che altrove, il cambiamento avvenuto nella sua vita.

Ma Luca 8:16 dice che la lampada splende affinché “chi entra veda la luce”. Se entrano in casa nostra degli ospiti o degli estranei, si rendono conto che la nostra è una famiglia di credenti?  Quando gli inviati di Babilonia andarono a far visita al re Ezechia, il profeta Isaia gli domandò: “Che cosa hanno visto nella tua casa?”; e il re raccontò di aver mostrato loro tutte le sue ricchezze, il suo arsenale, i suoi tesori…; ma quegli stranieri non avevano visto nella sua casa il riflesso della luce divina (Isaia 39).

Le persone che entrano nelle nostre chiese, vedono sempre brillare la luce della Verità?

Infine, Matteo 5:16 dice che la nostra luce deve risplendere “davanti agli uomini”; testimonianza data non solo a parole, ma anche col comportamento e le “opere buone” (1 Pietro 2:12).

Da ogni casa, e nell’interno di ogni famiglia cristiana e di ogni chiesa, deve brillare la luce, perché “una città posta sopra un monte non può essere nascosta” (Matteo 5:14).