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sabato 8 agosto 2026

08 agosto - Una parola in via di estinzione

Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.

1 Giovanni 1:8-9

 

Una parola in via di estinzione

 

In una delle sue opere, lo psicanalista Karl Menninger scrive: “Una volta, la parola peccato era piena di significato; era un termine forte, minaccioso e grave. Ma oggi è quasi scomparsa, com’è scomparso il suo significato. Perché? Non c’è più nessuno che pecchi?”

Questa domanda ci riguarda tutti, credenti e increduli.

– Credere in Gesù per essere salvato significa anzitutto riconoscere i propri peccati e la certezza che “Cristo morì per i nostri peccati” (1 Corinzi 15:3). Allora questo vuol dire che io non pecco più?

Io sono un credente e so che non devo peccare. Nello stesso tempo, però, se leggo la Parola del Signore e vivo in comunione con Lui, scopro in fondo al mio cuore dei piccoli rancori, delle gelosie segrete o degli eccessi di orgoglio, dei pensieri che non dovrei avere… Io sono un peccatore perdonato, ma non sono capace di non peccare mai. Io so, però, che Dio non mi abbandona e apre i miei occhi sugli errori che non vedo o che vedo ma a volte tollero… Dio vuole che confessiamo a Lui i nostri peccati e che li abbandoniamo, per cambiarci dove ne abbiamo bisogno e farci assomigliare sempre più al modello perfetto: Gesù Cristo.

– E se voi, lettori, non credete in Gesù?  Egli non vi accusa, ma vi vuole salvare. Parlategli di tutto ciò che vi pesa nella vostra vita, delle angosce che vi opprimono. Soltanto Lui può cancellare i vostri peccati e aiutarvi a rimediare ai vostri errori.

venerdì 7 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (10/15)

Ancora salvati, ma paralizzati!

 

Abbiamo detto che Dio parlò tre volte a Giosafat. Le prime due le abbiamo viste, ora ce ne manca una terza. Giosafat alla fine della sua carriera cadde ancora, perché Satana sfruttò un ambito non “illuminato” della vita di Giosafat stesso per tenerlo in pugno. Infatti è detto (2Cr 20: 35 a 37) che “Giosafat si alleò con Achazia, re di Israele, che agiva empiamente, egli si alleò a lui per andare a Tarsis”.

Cosa voleva raggiungere il nostro eroe? Cosa gli mancava? Era re, ed era ricco, era stato salvato dal Signore, aveva ottenuto benedizioni e grazia, poi perdono e grazia nuovamente. Cosa poteva desiderare di più? Piuttosto dobbiamo chiederci cosa stava trascurando? Trascurava la presenza e l’alleanza di Dio.

Se Dio non ci basta, se non andiamo a lui per le nostre esigenze o necessità, se non abbiamo fede in lui cosa succede? Se non diamo fede a Dio a chi la diamo? Satana stende un’altra trappola. Usa stavolta l’insoddisfazione e la concupiscenza.

Quante vite spirituali paralizzate o distrutte dalla insoddisfazione, oppure vite bloccate dalla concupiscenza! Qui troviamo Eliezer il terzo profeta che parla da parte del Signore a Giosafat, e cosa gli dice? “Poiché tu ti sei alleato con Achaziah, l’Eterno ha distrutto le tue opere ed esse saranno disperse!”.

Tre profeti, tre messaggi, tre momenti della vita di Giosafat che spiritualmente parlando ce lo fanno vedere sempre più in basso!

* Il primo messaggio: “Non andare, torna indietro!”

* Il secondo: “L’ira di Dio è su te, ma c’è ancora speranza! Ravvediti!”.

* Infine il terzo messaggio “È finita, le tue opere saranno disperse!”.

Vedete cosa può fare Satana anche in un grande uomo di Dio, se egli non veglia quotidianamente sulla propria vita? Satana stende le sue trappole ovunque e usa le sue armi per mandare al tappeto chiunque, perché il suo obiettivo è sempre quello di interrompere la nostra comunione col Signore.

Dio ci ama e vuole che noi usiamo la sua luce per evitare le trappole del nemico, proprio perché conosce quanto siamo deboli e fragili. I consigli della Parola e degli uomini di Dio, che spesso egli stesso usa, servono a tenerci lontano dal male.

Ma li ascoltiamo questi preziosi consiglieri? Riflettiamo su quello che siamo, o su quello che ci sta accadendo in alcuni momenti? Oppure andiamo avanti per la nostra strada, finché Dio non farà scatenare la sua ira su noi, ma spesso anche in queste situazioni dandoci ancora la speranza di un ravvedimento e di un ripristino della nostra vecchia posizione?

Detto questo, però, non va trascurato che se noi ci ostiniamo a continuare a seguire il nemico, a non ascoltare la voce del nostro Signore che ci chiama, dobbiamo sapere per certo che il Signore ci lascerà lì. Certo la salvezza non è persa, grazie a Dio questa non ce la toglie nessuno, ma la comunione col Padre e con la sua Chiesa verranno a mancare, anche la gioia del servizio cesserà e Dio non potrà usarci. Saremo spettatori inermi e inutili nel grande stadio della vita paralizzati da colui che non ci ama, da colui che vuole tenerci nelle tenebre, da colui che vuole la nostra morte, da colui che odia Dio e la sua chiesa e la sua opera.

Ringraziamo il Signore Dio per la sua bontà, per la sua misericordia nel parlarci ancora attraverso la sua Parola, illuminando la nostra mente. Che il Signore possa farci dire come il Salmista: “Tu infatti sei colui che fa risplendere la mia lampada; L’Eterno, il mio Dio, illumina le mie tenebre” (Sl 18.28).

Ne abbiamo bisogno ogni giorno!


(segue)

07 agosto - Un sogno spaventoso

Dio parla una volta, e anche due, ma l’uomo non ci bada; parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; allora Egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti.

Giobbe 33:14-16

 

Un sogno spaventoso.

 

All’epoca del patriarca Giobbe, non era raro che Dio parlasse agli uomini per mezzo di sogni. Ai nostri giorni, la Bibbia è largamente diffusa e Dio si fa conoscere tramite quello che ha fatto scrivere nelle sue sacre pagine. Le Sue parole illuminano tutto il nostro essere interiore; chi la legge vi scopre l’amore di Dio e il Suo piano di salvezza per gli uomini.

Ma Dio, anche nei nostri tempi, può ancora parlare, sebbene raramente, per mezzo di un sogno. E’ quello che è avvenuto a Jack C., che era dedito all’alcol e a una vita di peccato.

A 59 anni, in carcere, fece un sogno spaventoso. Scendeva con molti altri lungo un pendio scivoloso, attorniato da orribili creature che ringhiavano e urlavano. Preso dal panico chiese: “Dove siamo?”  “Come, non lo sai?” fu la risposta “Ancora pochi metri e siamo nell’inferno”.

Terribilmente angosciato Jack gridò: “Signore, salvami!”

Si sentì afferrato di mezzo a quella folla e si svegliò, tremante. Al mattino i suoi compagni di cella gli chiesero: “Cosa ti è preso? Hai urlato come un folle!”

Jack raccontò loro il sogno che aveva fatto e il suo sentimento di aver urgente bisogno di un Salvatore. Poco dopo credette al Signore Gesù e a Lui affidò la sua vita. I suoi compagni si beffavano di lui, pensando di rivedere ben presto il Jack che avevano conosciuto, ma questo non avvenne. Jack fu talmente trasformato per tutto il resto della sua vita che lo chiamarono Jack il felice.


giovedì 6 agosto 2026

06 agosto - Siete soddisfatti?

Ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo.

Filippesi 4:11

 

Ai ricchi in questo mondo ordina… di non riporre la loro speranza nell’incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo.

1 Timoteo 6;17

 

Siete soddisfatti?

 

John D. Rockefeller era, alcuni decenni fa, l’uomo più ricco del mondo; la sua ricchezza era colossale; le sue risorse erano, potremmo dire, illimitate. Durante un incontro, qualcuno gli chiese: “Quanto danaro occorre per averne abbastanza?” L’ironica risposta fu: “Appena un po’ di più!” Egli riconosceva che in fondo al cuore umano la bramosia di possedere di più non si sazia mai.

Ci sono tre tendenze radicate in noi:

il desiderio di possedere, che fa concupire incessantemente quello che piace;

la gelosia, che spinge a confrontarsi con gli altri e volere quello che altri posseggono;

l’egoismo, che rifiuta di condividere quello che si ha con coloro che hanno meno di noi.

Quando queste tre cattive tendenze sono all’opera, il denaro diventa un dio che governa le nostre vite. Cercare di possedere sempre di più e godere al massimo della vita è il programma dell’uomo senza Dio, perennemente insoddisfatto. Ma i credenti che desiderano vivere per il Signore devono ricordarsi che tutto appartiene a Lui, anche il loro conto in banca! Un giorno il Signore ci dirà se siamo stati degli amministratori fedeli in tutto quello che Lui ci ha affidato (Luca 19:15).

L’apostolo Paolo, dalla cella della sua prigione scriveva: “Ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo” (leggere Filippesi 4:11-13). E noi? Abbiamo nel nostro cuore lo stesso sentimento di Paolo?    


mercoledì 5 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (9/15)

Con Dio c’è ancora speranza

 

Se esaminiamo i fatti dobbiamo notare un’altra cosa importante nella vita di Giosafat. Dio lo richiamò non una, non due, ma tre volte ed in modo forte ed inequivocabile, affinché non compisse ulteriori passi folli.

Infatti mandò per primo il profeta Micahia che gli disse: “torna a casa tua in pace” (2Cr 18:16) perché stava sbagliando e questo proprio poco prima della guerra disastrosa in cui Achab lo coinvolse.

Poi, in un secondo momento, mandò il profeta Jehu, che gli disse: “L’ira di Dio è su te!” (2Cr 19:2) con un terribile messaggio di condanna e giudizio, dopo il suo triste ritorno a casa. Ma cosa succede spesso anche a noi? Proprio perché siamo compromessi e lontani dal Signore, volentieri non diamo più ascolto a colui che ci chiama e che vuole il nostro bene anche se agisce attraverso prove e afflizioni durissime. Noi siamo spesso quelli che ci sediamo vicino al nostro accusatore e lo ascoltiamo, invece di ascoltare il nostro avvocato e prezioso Salvatore. Satana anche qui lavora forte nella nostra mente, proprio per accusarci e paralizzare le nostre forze spirituali che invece vorrebbero portarci indietro verso e accanto al Signore.

Tuttavia? “Tuttavia c’è ancora speranza” (2Cr 19:3) dice Jehu a Giosafat dopo il secondo avvertimento! Dio non prende mai a calci i suoi figli, ma fa di tutto per recuperarli al suo servizio e per la sua gloria. Così è stato per Pietro, così sarà per ogni figlio di Dio, sempre ed in ogni occasione! Satana sa come tenerci schiacciati a terra dopo una dura lezione e sa come usare diverse armi per far questo: l’orgoglio, la frustrazione, la condanna degli altri, la depressione, la paura, l’indifferenza, la vergogna o anche una miscela di queste armi e a volte anche la ribellione.

Il Signore vuole invece che andiamo a lui pieni di tristezza, e con questa vuole portarci ad un salutare ravvedimento. Non esiste il ravvedimento senza che Dio ci faccia prima capire la gravità del nostro peccato. (2 Co 7:8-10). La consapevolezza di peccato prima e la tristezza di aver offeso Dio poi, deve portare il credente al ravvedimento. Egli deve ripercorrere la strada sbagliata che è stata fatta e ritornare al punto dove aveva lasciato Dio. E possiamo stare certi che lì lo troveremo come il Padre amoroso della parabola del figlio prodigo, con le braccia aperte e il perdono pronto per ciascuno. Egli è lì, sempre, ogni volta! Che benedizione!

Giosafat, ci dice la Parola, torna ad essere il re virtuoso che era. Nei versetti da 4 a 11 del capitolo 19 della 2Cronache, vediamo i frutti degni del ravvedimento di Giosafat. Ma ricordiamoci, e insisto su questo, che Satana farà di tutto per impedire che questa tristezza arrivi in noi, piuttosto si impegnerà a fondo per mantenerci nella polvere e nella sconfitta, o nella debolezza.

Ma ricordiamoci che “c’è ancora speranza!”. Paolo ai Romani dice: ”Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nel credere, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza nello Spirito Santo” (Ro 15:13).

Il Signore vuole che ritorniamo a lui, ed gli si accosterà a noi, sempre, ogni volta dopo ogni caduta se solo ritorniamo a lui! Ricordo come sia confortante la presenza del Signore Gesù sulla spiaggia della Galilea dopo la sua resurrezione ed è lì che aspetta Pietro (in modo particolare!) per ristabilirlo.

Purtroppo Giosafat cadde di nuovo, venendo così a confermare il principio che quello di buono che è stato fatto ieri non serve all’oggi o al domani. Satana mette le sue trappole ovunque, e non lo fa qualche volta, ma sempre!

Se oggi siamo fedeli, questo è una grazia di Dio, ma non abbiamo garanzie che la nostra fedeltà sarà la stessa domani, perché la Grazia di Dio non dipende da noi, ma piuttosto dal nostro rapporto, dalla nostra relazione col Signore, ogni giorno che passa. Questa relazione, o comunione, se sarà alimentata produrrà la comunione e la nostra fermezza in Cristo, altrimenti se non sarà alimentata servirà ad alimentare qualcosa d’altro. D’altronde abbiamo detto che Satana si ciba di ciò che non diamo a Dio.

Ecco il punto, se non diamo a Dio la nostra persona, la nostra mente, il nostro cuore, le nostre vite, qualcun altro le prenderà e le userà.


(segue)

05 agosto - Un mondo senza Dio

Ognuno faceva quello che gli pareva meglio.

Giudici 21:25

 

“Tornate a Me, e Io tonerò a voi” dice il SIGNORE.

Malachia 3:7

 

Un mondo senza Dio

 

“Ester” è il titolo di un breve libro della Bibbia che ha una particolarità: in esso non è mai menzionato il nome di Dio. È il solo libro in cui troviamo il popolo d’Israele, castigato da Dio perché disubbidiente e idolatra, deportato a Babilonia, senza una parola sul suo ritorno dalla cattività di Babilonia. Questa particolarità ci fa riflettere: questo Libro non ci mostra forse, in figura, il mondo attuale dal quale il Dio creatore e Salvatore è stato totalmente escluso? La vita si svolge senza che nessuno si curi di quello che Dio pensa e ha detto. Ma, dall’alto Egli vede e sa ogni cosa.

In questo mondo si ritiene che l’uomo sia padrone del proprio destino; l’umanità, si dice, alla fine sarà “affrancata” da Dio, ne farà totalmente a meno. Si sostiene che l’uomo sostanzialmente è buono; capace del peggio, certo, ma in grado di migliorare. Gli incontestabili progressi sociali ne sarebbero la prova. Così, in molti paesi ognuno è libero di fare quello che gli piace e può scegliere fra una moltitudine di piaceri e di perversioni. Ma questa pseudo libertà, che non procura né la gioia né la pace, non può nascondere i disastri presenti nel mondo dei quali l’uomo è l’unico responsabile.

I re e gli imperatori, specialmente nei secoli passati, usavano indire grandi feste con immoralità di orni sorta, celebrate anche in onore dei loro idoli e spesso in dispregio del vero Dio. Molti di loro, dopo grandi festeggiamenti, furono assassinati! Il mondo di oggi non conoscerà una sorte migliore. Il giudizio di Dio è imminente. “Ravvedetevi e credete al Vangelo!” (Marco 1:15).

 

martedì 4 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (8/15)

Il senso di colpa, altra arma devastante di Satana

 

Quando si prendono certe strade, che portano al compromesso con il nemico e con i suoi angeli decaduti, difficilmente si torna ad essere quelli di una volta anche se interviene poi il ravvedimento. Questo accade, se non per altro, perché le conseguenze sono spesso la ferita più profonda, la cicatrice che rimane a segnare i nostri passi folli.

E anche lì Satana lavora facendoci sentire addosso il peso della colpa, che fu quello che portò al suicidio Giuda il discepolo traditore del Signore. Anche questa è una grande seduzione di Satana, che infatti ci fa pensare in un primo momento che non c’è nulla di male in quello che stiamo per commettere, però poi quando il peccato è commesso fa sì che il senso di colpa arrivi ad occupare pienamente, sino a devastarla, la mente di alcune persone.

Quanti credenti hanno avuto la vita spirituale rovinata da un senso di colpa continuo e paralizzante? Se siamo in questa situazione, non facciamoci schiacciare da Satana, piuttosto chiediamo a Dio perdono per i nostri falli e confidiamo nel suo pieno perdono e nella sua immensa misericordia. Anche in questi tristi momenti, dopo aver confessato il nostro peccato dobbiamo ringraziarlo perché lui non si ricorda dei nostri peccati, che vengono gettati nel mare del suo perdono (Mi 7:19), e su cui lui mette un cartello con la scritta “Vietato pescare!”.

Non crediamo a Satana che vuole torturare le nostre menti per questo. Dio e Cristo hanno vinto il peccato e la morte e i miei peccati sono stati cancellati perfettamente e completante dal sangue di Gesù Cristo. Lode a Dio per questo. Conosciamo tutti tanti versetti che dicono questo, ma stiamo sicuri che in certe occasioni il nemico farà di tutto per non farci credere al valore prezioso e assoluto del sangue di Cristo.


(segue)