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venerdì 21 agosto 2026

21 agosto - “Siate riconciliati con Dio”

Noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù.

Atti 15:11

 

Vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.

2 Corinzi 5:20

 

“Siate riconciliati con Dio”

 

In ogni tempo, gli uomini hanno cercato di placare la collera dei loro dèi o di guadagnarsi i loro favori compiendo riti o offrendo sacrifici. La Bibbia ci mostra che gli esseri umani non possono riconciliarsi con Dio per mezzo di opere meritorie, ma che Dio stesso ci ha riconciliati con Lui pagandone tutto il prezzo.

Dio ha sempre amato la Sua creatura. Il Suo amore è eterno e immutabile. A causa delle nostre disubbidienze e ribellioni, avrebbe dovuto allontanarci definitivamente dalla Sua presenza; invece, Dio invita tutti gli uomini a trovare la via della pace. Gesù Cristo, perfettamente ubbidiente e sottomesso al Padre, ha voluto prendere su di Sé la nostra condanna. Scrive il profeta Isaia: “Il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto sudi Lui” (Isaia 53:5); Gesù ha “fatto la pace mediante il sangue della Sua croce” (Colossesi 1:20).

Dio ha pagato un prezzo infinito per riconciliarci con Lui: la morte del Suo Figlio. Ben lontano dall’essere un Dio vendicatore, come molti pensano, Egli è un Dio Salvatore, un Dio di perdono e di pace. Questa pace la dà a tutti quelli che credono! Andiamo a Lui con uno spirito di umiliazione e di pentimento.

 “Siate riconciliati con Dio!”, abbiamo letto nel versetto di oggi. Accettate con fede le parole del Signore Gesù: “Vi lascio pace; vi do la mia pace” (Giovanni 14:27), e sarete liberati dall’egoismo e dall’orgoglio, dall’odio e dalla violenza fino al punto di riuscire ad amare i vostri nemici!


giovedì 20 agosto 2026

20 agosto - Dio mi parla

Dio… ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.

Ebrei 1:2

 

“Io non ho parlato in segreto … Io, il SIGNORE, parlo con giustizia, dichiaro le cose che sono giuste”.

Isaia 45:19,21

 

Dio mi parla

 

Alcuni dicono: Dio è lontano nel tempo e nello spazio, come può avere un messaggio per noi? Altri credono in un Dio supremo la cui potenza è all’origine di tutte le cose, e che domina su tutti gli elementi dell’universo; ma che ci abbia parlato è un’altra cosa!

Se crediamo all’esistenza di Dio non dobbiamo dimenticare che la nostra intelligenza non è sufficiente a farcelo conoscere nella Sua natura e nei Suoi caratteri: Dio è spirito, è amore, luce… Per farsi conoscere ha dovuto rivelarsi, e questa rivelazione l’ha lasciata per noi nella Sua Parola: la Bibbia. Gesù ha detto a Dio, Suo Padre: “La Tua Parola è verità” (Giovanni 17:17). Questa rivelazione è la parte essenziale, la base della nostra fede: “La fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla Parola di Cristo” (Romani 10:17). Sì! Dio parla a chi ha il cuore disposto a credere a Lui, e anche lo interroga. Bisogna ascoltarlo quando, per esempio, all’inizio della Bibbia pone queste domande al primo uomo e alla prima donna: a Adamo: “Dove sei?”, a Eva: “Perché hai fatto questo?” (Genesi 3:9,13).

Oggi queste domande mi riguardano. Dio parla a me. Come Adamo gli ho disubbidito e forse mi sto nascondendo pensando di potermi sottrarre al Suo sguardo. Allora mi devo chiedere “dove sono?”.

Dio non è un Dio lontano, anzi, Egli vuole togliere ogni ostacolo che ci separa da Lui e per mezzo della Sua Parola ci insegna come fare. 


mercoledì 19 agosto 2026

19 agosto - “Non amo la vita”

Non privai il cuore di nessuna gioia… ed ecco che tutto era vanità, un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole.

Ecclesiaste 2:10-11

 

(Gesù disse:) “Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che Io gli darò, non avrà mai più sete”.

Giovanni 4:13-14

 

“Non amo la vita”

 

“Ho vissuto tutto. Non molti possono dire la stessa cosa. Posso morire anche subito. Ho vissuto tutto e non amo più la vita; molte volte alla sera mi auguro di non svegliarmi al mattino”.

Questa confessione di un celebre attore deluso dalla vita dimostra che la ricchezza, la gloria e i piaceri non possono soddisfare il cuore umano. La stessa esperienza l’ha fatta molti secoli fa il re Salomone, ed è descritta nella Bibbia per servirci di avvertimento. Se ascoltiamo con attenzione il suo messaggio possiamo evitare di conoscere le stesse delusioni. Egli aveva potuto trarre profitto da tutto ciò che un uomo può sperare di avere sulla terra, e la conclusione a cui è giunto è una delusione: “Vanità delle vanità, tutto è vanità” (Ecclesiaste 1:2).

L’essenziale non sono le cose della terra, perché la vita non termina alla morte del corpo. Salomone lo sapeva bene e conclude il suo libro dicendo: “Temi Dio e osserva i Suoi comandamenti… Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera” (Ecclesiaste 12:15-16). Solo il timore di Dio porta alla vita (Proverbi 19:23). Dio ci invita a trovare in Lui la vera risposta alle nostre aspirazioni. Gesù diceva: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete” (Giovanni 6:35). Non è della fame o della sete del corpo che parlava, ma dei bisogni del nostro essere interiore. A questi bisogni risponde solo Gesù, l’unico che può darci pace, gioia e riposo.

Egli non delude mai chi mette in Lui la propria fiducia.


martedì 18 agosto 2026

18 agosto - Fiducia in Dio e adorazione

“I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori”.

Giovanni 4:23

 

Fiducia in Dio e adorazione

 

È impossibile, nel corso di una vita di fede, che una persona sia in relazione con Dio senza che il suo cuore si apra all’adorazione. Questo spirito di adorazione deve sempre caratterizzare la vera pietà.

Solo la fede dà il vero posto a Dio e gli lascia campo libero perché Dio manifesti Se stesso nella Sua gloria. È per questo che coloro che si affidano a Dio con fede prendono piacere, in ogni occasione, nel comprendere quello che Dio pensa a loro riguardo; e ogni progresso fatto nella conoscenza di Dio fa scaturire nuovi accenti di lode. È così che una fede vivente favorisce uno spirito di adorazione, e uno spirito di adorazione è il mezzo per esprimere le esperienze di una fede vivente. Più noi confidiamo in Dio, più lo conosceremo; e più lo conosceremo, più gli daremo gloria.

Non abbiamo che una pallida idea di quello che perdiamo per la mancanza di una semplice fiducia in Dio. L’incredulità impedisce sempre lo sviluppo della potenza e della bontà divina. “E lì, a causa della loro incredulità, non fece molte opere potenti”, è detto del Signore quando venne nella regione di Nazaret (Matteo 13:58); e questo è vero ogni giorno della nostra vita. Dio non si manifesta se la nostra incredulità ci rende ciechi.

“Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da Lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza… Confida in Lui in ogni tempo” (Salmo 62:5, 6, 8). Ecco la vera pietà (cioè l’essere pii, timorati di Dio) e l’anima che sta su questo terreno di fedeltà sarà sempre caratterizzata da uno spirito di adorazione. La fede conta su Dio, e Dio si rivela sempre alla fede. La risposta della fede è l’ubbidienza e la lode.


lunedì 17 agosto 2026

17 agosto - Il pentimento (o ravvedimento)

La bontà di Dio ti spinge al ravvedimento

Romani 2:4

 

Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Matteo 4:17

 

Il pentimento (o ravvedimento)

 

Oggi la parola “pentimento” è passata di moda, ma secondo il senso letterale indicato in un dizionario, rimane essenziale per la nostra vita. La parola originale potrebbe essere tradotta: “cambiamento di pensiero”. Pentirsi è cambiare radicalmente il vecchio modo di pensare, e voler vedere le cose come Dio le vede. Prima credevo di fare bene ad agire in un certo modo, di fare questa o quella scelta, e avevo le mie idee su Dio e sull’uomo, ma ora mi rendo conto che le mie scelte, i miei atti e i miei pensieri erano in opposizione alla volontà di Dio.

Il pentimento non consiste soltanto nel cambiare pensieri e comportamenti. Mi fa rompere con il passato, è vero, ma deve portarmi a cercare di conoscere Dio, ascoltarlo e fidarmi della Sua Parola. Una delle prime parole dette dal Signore all’inizio del Suo ministero sono state: “Ravvedetevi” (Marco 1:15).

Ma come pentirsi? Come fare a vedere la nostra vita come la vede Dio? Noi rimaniamo sempre delle creature con molti limiti, e il nostro sguardo non sarà mai come quello di Dio; tuttavia, se siamo attenti alla Sua Parola scopriremo che siamo peccatori, ma vedremo anche quanto Dio ci ha amati e con quale cura si è occupato di noi.

L’esperienza del pentimento può essere dolorosa. Prendere coscienza di aver rovinato delle relazioni, di aver fatto del male al prossimo e disonorato Dio ci turba profondamente; ma il pentimento, se è fatto con sincerità e davanti a Lui, ci porta anche la consolazione del Suo perdono, e la gioia di una nuova esperienza perché darà origine a un cambiamento che ci renderà felici. 

domenica 16 agosto 2026

16 agosto - L’acqua della roccia colpita

Allora il SIGNORE disse a Mosè: “… Ecco io starò là davanti a te, sulla roccia che è in Oreb; tu colpirai la roccia: ne scaturirà dell’acqua e il popolo berrà”.

Esodo 17:5-6

 

L’acqua della roccia colpita

 

Gli Israeliti usciti dall’Egitto, dov’erano rimasti schiavi per circa 400 anni, attraversarono il deserto per giungere alla terra promessa. Quando avevano bisogno d’acqua, invece di dare fiducia a Dio che l’avrebbe procurata, mormoravano contro di Lui e si lamentavano. Ma nonostante la loro incredulità, Dio ha sempre fornito l’acqua necessaria. Un giorno indicò a Mosè una roccia e lo incaricò di colpirla con la sua verga; ed ecco che l’acqua sgorgò miracolosamente e dissetò uomini e animali.

L’acqua e la roccia sono dei “tipi”, delle “figure”. Nel Vecchio Testamento un “tipo” è una persona, un luogo, un avvenimento, un oggetto, che illustra una verità che si trova poi sviluppata nel Nuovo Testamento. Così, per esempio, è detto che il popolo d’Israele nel deserto ha bevuto una “bevanda spirituale” proveniente da “una roccia spirituale” (1 Corinzi 10:4). Significa forse che l’acqua e la roccia non erano reali? No! Quella roccia era reale, ma raffigurava il nostro Signore Gesù che sulla croce è stato colpito dal giudizio di Dio a causa delle nostre colpe.

L’acqua della roccia è un’immagine dello Spirito Santo. Il Signore Gesù disse: “Chi crede in me… fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. E l’evangelista precisa: “Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avevano creduto in Lui” (Giovanni 7:38-39). Quella è “l’ acqua viva” che disseta e ristora l’anima inaridita dal peccato, la stessa che Gesù ha promesso alla donna Samaritana al pozzo di Sicar (Giovanni 4:13-14).

La promessa di una nuova vita, sotto la guida dello Spirito Santo, è a disposizione di tutti quelli che accettano il Signore Gesù Cristo, la “roccia colpita” per dare loro la vita eterna.

“Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita”. E’ l’ultimo appello della grazia di Dio, alla fine della Bibbia (Apocalisse 22:17).

sabato 15 agosto 2026

15 agosto - La Bibbia (7)

Siete stati rigenerati…  mediante la parola vivente e permanente di Dio.

1 Pietro 1:23

 

Ma mettete in pratica la Parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi.

Giacomo 1:22

 

La Bibbia (7)

 

La Bibbia non è un libro come gli altri: essa illumina sulle grandi questioni esistenziali, permette di valutare i fatti quotidiani e capirne motivazioni e conseguenze; ma anche rigenera e trasforma la vita di colui che crede (Romani1:16).

Migliaia di persone potrebbero testimoniare del meraviglioso cambiamento che la Bibbia ha prodotto in loro. Migliaia di esperienze vissute provano che la Bibbia resta il solo mezzo che possa cambiare il cuore dell’uomo. Due esempi di fatti realmente accaduti:

– Nel 1999, in India, un missionario e due suoi giovani figli, furono bruciati vivi da estremisti religiosi. Qualche anno dopo, nel 2002, la moglie scriveva: “Sono amareggiata ma non adirata; ho solo un grande desiderio: che tutti gli abitanti dell’India possano trovare una relazione personale con il Signore ed essere salvati”.

– Un bambino, la cui madre era in prigione per la sua fede cristiana, il giorno del compleanno della madre portò un mazzo di fiori al direttore della prigione e gli disse: “Quest’anno non posso dare i fiori a mia madre per il suo compleanno come faccio sempre, perché è rinchiusa nella vostra prigione; allora lo offro alla madre dei suoi figli”.

Ecco la potenza della Bibbia! Non è una rivoluzione che abbatte un tiranno; è una vita nuova che trasforma interiormente coloro che credono in Gesù. Non vale forse la pena conoscere questo straordinario libro? Conoscerlo, ma poi metterlo in pratica nella vita di tutti i giorni. Conoscere la Bibbia ma impedirle di produrre degli effetti in noi, di cambiare la nostra vita, è trascurare ciò che è essenziale, e quindi essere perduti; la Bibbia stessa ci condannerà!