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venerdì 14 agosto 2026

14 agosto - Dio Creatore e Salvatore

Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti.

Ebrei 11:3

 

Dio Creatore e Salvatore

 

“Sono cresciuto in una famiglia dichiaratamente atea, dove mi è stato insegnato che la fede religiosa era non soltanto inutile, ma dannosa; come mio padre, un fisico-chimico, sono diventato anch’io un biochimico, e come lui ho rifiutato ogni forma di spiritualità. Oggi, però, sono un credente e sento profondamente il valore della grazia di Dio. Davanti alla potenza redentrice del Signore sono sempre meravigliato.

Quale cammino mi ha portato dalla mia giovinezza di ateo ostinato fino alla mia odierna fede nel Signore? La risposta è semplice: Dio mi ha chiamato, in modo insistente e chiaro, anche se c’è voluta una dozzina di anni perché ascoltassi la Sua voce. Ricordo una prima chiamata, che mi ha colpito, quando ho visto il film “Il vangelo secondo Matteo”; da allora ho iniziato a leggere i Vangeli e a frequentare una chiesa. Era tutto interessante su un piano intellettuale, ma questo non aveva niente a che fare con la fede. Ero spettatore, uno spettatore ben disposto, ma ancora lontano dal Signore. Lo ricevetti per fede dopo qualche tempo e da allora appartengo a Lui e sono felice.” (testimonianza dello scienziato statunitense Sy Garte).

Dio chiama tutti a credere in Lui per ricevere la Sua grazia per mezzo di Gesù Cristo. Si può “ereditare” una religione, ma la fede non è ereditaria! Anche un figlio di genitori credenti ha bisogno di rispondere personalmente alla chiamata della grazia di Dio, come ha fatto l’autore di questa testimonianza.


giovedì 13 agosto 2026

13 agosto - Cosa dirà Dio?

Vado forse cercando il favore degli uomini, o quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.

Galati 1:10

 

Cosa dirà Dio?

 

“Cosa dirà la gente?” Ci poniamo sovente questa domanda perché siamo molto preoccupati dell’opinione che gli altri hanno di noi. Certo, dobbiamo stare attenti a non rattristare o scandalizzare gli altri, ma non è questa la cosa più importante. Ciò che conta è prima di tutto quello che Dio pensa delle nostre azioni e dei motivi che ci fanno agire. Noi siamo creature di Dio e come tali siamo responsabili davanti a Lui di ogni nostro comportamento. Così, invece di chiederci “cosa dirà la gente?”, sarebbe meglio dire “cosa dirà Dio?”

Amico lettore, forse non hai mai guardato le cose sotto questo punto di vista. Ma fa attenzione. Verrà il giorno in cui Dio passerà in rivista tutte le nostre azioni, quelle che non hanno tenuto conto della Sua volontà, e quelle compiute deliberatamente contro la Sua volontà.

Quello che io faccio piace a Dio? Ecco la domanda fondamentale!

La Bibbia è categorica: “Senza fede è impossibile piacergli” (Ebrei 11:6). La fede è prima di tutto accettare il Signore Gesù come personale Salvatore, e questo implica riconoscersi peccatori e credere che il Figlio di Dio ha pagato il prezzo del nostro perdono con la Sua morte sulla croce. Ma la fede è anche credere a tutto quello che è scritto nella Bibbia e conformare la propria vita ai suoi insegnamenti.

Andiamo all’essenziale, cerchiamo prima di tutto di piacere a Dio accettando la salvezza che ci è offerta. E impegniamoci a camminare “in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona” (Colossesi 1:10).


mercoledì 12 agosto 2026

12 agosto - “È arrivato. Ecco la prova!”

“Ma quando sarà venuto il Consolatore che Io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, Egli testimonierà di Me”.

Giovanni 15:26

 

“È arrivato. Ecco la prova!”

 

Lo zio Pietro parte per tornare a casa propria, e salutando la sua piccola nipote Carolina, le fa questa promessa: “A casa mia ho un regalo per te, appena arrivo te lo manderò”. Dopo qualche giorno arriva il regalo promesso e alla sera, quando uno della famiglia le chiede “Hai notizie dello zio Pietro?”, lei risponde prontamente: “Sì, è arrivato adesso” e mostra il regalo ricevuto.

Questo aneddoto ci illustra un fatto importante. Prima di lasciare i Suoi discepoli, Gesù ha fatto una promessa, quella di mandare loro “da parte del Padre” lo Spirito Santo. Ha mantenuto la promessa? Certo! Lo Spirito Santo è stato mandato sull’insieme dei credenti riuniti il giorno della Pentecoste e gli effetti della Sua presenza sono stati evidenti per tutti (leggere Atti 2).

Anche oggi lo Spirito Santo abita in ognuno di quelli che hanno creduto (Efesini 1:13; 1 Corinzi 6:19). Non è visibile, ma gli effetti della Sua presenza sono reali:

– È Lui che “attesta insieme al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Romani 8:16).

– Il Suo frutto è visibile nei credenti: “amore, gioia, pace …” (Galati 5:22).

– I cristiani sono “una lettera di Cristo… scritta… con lo Spirito del Dio vivente” (2 Corinzi 3:3).

– Dunque, se lo Spirito Santo è sulla terra, il Signore Gesù, risuscitato, è certamente nel cielo,  presso al Padre. Questa è la prova che la questione dei peccati dei credenti, che Egli ha portato sulla croce (1 Pietro 2:24), è stata definitivamente regolata.

L’opera del Signore Gesù è quindi perfetta e il credente può vivere in pace.


martedì 11 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (14/15)

Seduzione: come affrontarla

Ma qual è il significato di fortezze?

Sappiamo dalla storia, anche biblica, che una fortezza era una costruzione provveduta di difese armate e che doveva servire come luogo di protezione e rifugio, oppure di difesa.

Nel Vecchio Testamento si racconta che Davide, inseguito dal re Saul, si nascose nelle fortezze desertiche della regione di Zif (1Sa 24).

Dalla storia sappiamo che si trattava di strutture naturali, solitamente caverne, poste in cima alle montagne, in zone impervie e quindi molto difficili da espugnare.

Più tardi le fortezze vennero costruite fortificando grandi edifici (più avanti ancora i castelli) con delle possenti mura contornate di fossati, che creavano generalmente al loro interno tre livelli di sicurezza. C’era una parte esterna in cui tutti potevano accedere.

Per passare dalla zona esterna alla prima zona interna pubblica solitamente si doveva attraversare un ponte sopra un fossato, un fiume o divisori creati ad arte.

Tra la prima parte e la seconda c’erano ancora mura, ed infine vi era la parte interna, la più privata, destinata alla vita del padrone, o del nobile proprietario, e che era strettamente difesa e quasi impossibile da espugnare, con protezioni non solo umane ma anche porte ferrate e sbarre.

Credo che Paolo avesse questo in mente quando parlava di fortezze. Possiamo applicare questa immagine alle fortezze di cui vorrei parlare e che sono quegli ambiti che possono essere occupati o dal Signore o dall’avversario.

Qualcuno può pensare che un credente non può essere influenzato da Satana, o da un demone, proprio perché è un credente, ma proprio questa è una grande seduzione di Satana.

La seduzione crea un collegamento tra gli elementi del mondo e la nostra mente attraverso la concupiscenza e la tentazione, secondo una bella indicazione del libro di M. Distort (“Le seduzioni dell’Anticristo”).

Uno di questi collegamenti, ad esempio, è costituito dalla pubblicità, che ci spinge a volere a tutti i costi qualcosa, lavorando sulla nostra mente per farci concupire quella cosa.

Crea il collegamento tra il mondo esterno, non sempre reale o realistico, e la nostra mente!

Ebbene un demone, o Satana, non può certo possedere un credente in senso eterno, ma lo può influenzare in senso negativo usando la sua mente, oppure interferendo nei suoi processi mentali, e anche contaminando la sua vita, come ci ricordano le esperienze di vita di Pietro e di Giosafat oppure anche di altre relative a uomini di Dio, raccontate nella Parola e che sono utili al riguardo!

(segue)


11 agosto - Errore grammaticale?

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». Poi disse: «Dirai così ai figli d'Israele: "l'IO SONO mi ha mandato da voi".

Esodo 3:14

 

Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono».

Giovanni 8:58

 

Errore grammaticale?

 

Il primo versetto citato oggi è sorprendente. In italiano corretto si dovrebbe dire: “Io sono Colui che è” ed è così che alcuni traduttori della Bibbia hanno tradotto il testo originale; molti altri, però, hanno preferito, anche a costo di un apparente errore grammaticale, conservare con precisione il pensiero espresso nella lingua ebraica. Dio, infatti, si rivela col nome “IO SONO”, vale a dire che esiste nel passato, nel presente e nel futuro, al di fuori di ogni nozione del tempo. Questo è inconcepibile per degli esseri limitati quali noi siamo, e la mente umana vi si perde. Tuttavia Dio non ha voluto rimanere inaccessibile, e il seguito del versetto ce lo mostra. “l’IO SONO mi ha mandato da voi”, deve dire Mosè quando più tardi sarà incaricato di trasmettere la legge divina al suo popolo.

Ma l’uomo non ha potuto osservare questa legge; allora Dio ha mandato un altro intermediario: “La legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17). Anche Gesù, quando si presenta, non dice “prima che Abraamo fosse, io ero”, ma usa il presente dicendo “Io sono”. Quest’espressione è anch’essa una conferma che Gesù è Dio, Dio Figlio, Dio “manifestato in carne” (1 Timoteo 3:16).

E’ così che Dio ha voluto rivelarsi alla Sua creatura; “Colui che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno” (Romani 9:5) è vissuto sulla terra come un uomo per rendersi visibile, comprensibile, accessibile… Questo è meraviglioso! Il credente riceve con gioia questo grande Salvatore, e adora Dio che lo ha mandato fra noi e che, per mezzo di Lui, ci ha fatto conoscere il Suo amore.

lunedì 10 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (13/15)

Liberarci dai legami della vecchia vita

 

Nella mia breve esperienza ho imparato che, se vogliamo permettere al Signore di costruire “qualcosa di nuovo” in noi, dobbiamo lasciargli prima abbattere quelle fortezze che ci tengono legati alla vecchia vita naturale e carnale.

Abbattere queste fortezze vuol dire demolire schemi mentali, sopprimere certe idee e pregiudizi radicati in noi, abbandonare cioè le “cose vecchie” affinché la presenza di Cristo e la sua vita possa realmente manifestarsi in noi, giorno dopo giorno. Personalmente sono convinto che dalla conversione in avanti dobbiamo raccogliere le indicazioni della Parola che troviamo in Filippesi 1:8 e 9 e farla diventare una splendida realtà dentro le nostre vite.

Ecco cosa dice la Parola:

“Che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, affinché discerniate le cose eccellenti (migliori) e possiate essere puri e senza macchia per il giorno di Cristo., ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, alla gloria e lode di Dio”.

 Ci può aiutare a capire quanto stiamo dicendo leggendo un brano che viene a volte sottovalutato, ma che ritengo importante per la sua precisione e fondamentale per questo studio che troviamo nella 2Corinzi 10:3-5 

“In realtà sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo al carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo”.

Prima di addentrarci in qualsiasi considerazione notiamo alcune cose in questo versetto:

* noi viviamo nella carne, ma il nostro combattimento non è secondo la carne;

* combattiamo una guerra con armi che vengono da Dio (non sono le nostre);

* Dio ci dà delle armi, ma ovviamente le armi si possono usare, ma si possono anche non usare;

* queste armi hanno una potenza da Dio che serve a distruggere le fortezze, (e cosa siano le fortezze lo esamineremo tra breve);

* ci sono ragionamenti nella nostra mente che vanno demoliti, quali essi siano lo comprenderemo dopo;

* ci sono altre cose che si elevano contro Dio e che hanno a che fare con il pensiero o la mente;

* tutto deve essere reso ubbidiente a Cristo;

 

Deve essere chiaro in modo assoluto che in noi coesistono cose vecchie e cose nuove, costruzioni mentali vecchie e nuove, schemi mentali vecchi e nuovi, anche dopo la conversione.

Tutto ciò che non è quotidianamente illuminato dalla Parola di Dio appartiene ancora alle tenebre e non ha niente a che vedere con la nostra nuova vita. Ovviamente Satana sa bene queste cose e farà il possibile, come detto, per tenerci appiccicato addosso tutto quello che fa parte del nostro vecchio uomo.

Ma dobbiamo anche dire onestamente che se vogliamo essere parte piena del progetto di Dio dobbiamo essere pronti a partecipare alla demolizione di quei baluardi o fortezze che Satana può e vuole usare per:

* ingabbiarci, o per:

* tenerci paralizzati, o

* semplicemente per impedirci di godere la vera LUCE.

10 agosto - Apollo 15

«Tu, Signore, nel principio hai fondato la terra e i cieli sono opera delle Tue mani. Essi periranno, ma Tu rimani… Tu rimani lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine».

Ebrei 1: 10, 11, 12

 

Apollo 15

 

Quando raccontava il suo atterraggio sulla luna con il volo dell’Apollo 15 (1971), l’astronauta J. Irwin aveva l’abitudine di concludere con queste parole: “Il fatto che il Signore Gesù Cristo abbia camminato sulla terra è immensamente più importante del fatto che un uomo abbia camminato sulla luna!”. L’avvenimento, che a quell’epoca molti hanno salutato come il massimo successo della tecnologia e della scienza, ha dunque, agli occhi di uno dei suoi attori principali, meno valore della venuta sulla terra del Figlio di Dio. E’ quindi il caso di riflettere seriamente sulle motivazioni e sulle conseguenze di questi due avvenimenti.

Nel primo, l’uomo ha mostrato, oltre al desiderio naturale e legittimo di conoscere il mondo che lo circonda, un’ambizione insaziabile che lo spinge ad elevarsi al di sopra di tutto e di tutti.

Nel secondo, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, si è abbassato prendendo  un corpo simile al nostro per compiere i piani di Dio, in una perfetta ubbidienza al Padre Suo, la cui espressione suprema è la Sua morte sulla croce (Filippesi 2:6-8). L’avvenimento della Sua nascita è passato inosservato a tutti, salvo che ad alcuni pastori avvertiti dagli angeli…

Quali sono i risultati di questi due avvenimenti? Il fatto che l’uomo abbia camminato sulla luna non ha cambiato granché le cose, né per voi né per me; ma il fatto che Cristo sia venuto sulla terra, che sia morto su una croce e poi risuscitato, ha cambiato la sorte eterna di un’infinità di persone, cioè di tutti coloro che credono in Lui!

Fra non molto, secondo la Sua promessa, con uno spiegamento incredibile di potenza, tutti i veri credenti saranno presi e portati dal Signore stesso non su un satellite, ma dove Dio abita, nella Sua dimora celeste, per vivere con Lui per sempre!