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domenica 14 giugno 2026

Dio ha una via per noi (3/4)

Lo Spirito Santo ha preso dimora in noi per guidarci come figli di Dio nella nostra vita.

 

Questo è molto importante per capire la direzione di Dio nella nostra vita. Egli ci guida come figli, come un padre istruisce il figlio o la figlia adulta. Quando ordini qualcosa a un bambino piccolo, spesso non capisce perché deve farlo, ciò nonostante deve obbedire. Ma ai figli più grandi non vengono semplicemente dati ordini. Si tratta di indirizzarli spiegando loro i compiti, facendo appello al loro buon senso. I figli adulti comprendono il pensiero del padre. Dio ci guida facendo appello alla nostra comprensione spirituale. Dobbiamo esaminare e considerare "quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà" (Romani 12:2).

In Romani 8, la posizione di figlio è contrapposta a quella di servo. Un servitore non ha bisogno di conoscere il background dell'attività che deve eseguire. Deve semplicemente obbedire agli ordini del suo padrone, anche se non li capisce. Ma a un figlio spieghiamo le ragioni e mostriamo lo scopo delle nostre richieste. Questo è il modo in cui Dio guida i credenti: spiega loro perché sta chiedendo questo o quello e  fa loro conoscere i suoi piani.

 

Il giudizio della carne

 

"Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge." (Galati 5:16-18).

"Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo altresì guidati dallo Spirito" (Galati 5:24-25).

Anche se Dio desidera guidarci, spesso non riconosciamo il modo in cui Egli vuole farlo. Per quale motivo? Una delle ragioni principali è che la carne (il peccato) in noi ritorna sempre a ostacolare la guida dello Spirito Santo.

Questo problema viene affrontato in Galati 5. Prima di addentrarci in questo argomento, consideriamo questi due termini "peccato" e "carne". Fin dalla nascita l'uomo ha in sé il peccato. Questo principio malvagio fa si che i suoi pensieri, le sue azioni e le sue parole siano malvagie. L'uomo non convertito è sotto la schiavitù del peccato, non può resistere alle sue esigenze. Ecco perché gli increduli sono chiamati nella Bibbia persone che sono nella carne.

Nel momento in cui un uomo crede con fede all’opera di Cristo e si converte, è liberato dal potere del peccato. Tuttavia il peccato rimane in lui finché vive sulla terra.

Ho lottato con questo nella mia giovinezza. Avevo sperato che il peccato che abita in me, che si manifestava nella caparbietà e nelle cattive concupiscenze, sarebbe scomparso dopo la conversione. Quando il peccato agiva e mi portava a peccare, mi sentivo in dovere di “convertirmi nuovamente” come se la prima volta non fosse stato sufficiente. Questo è andato avanti per un po' fino a quando ho imparato dalla Parola di Dio che, nonostante io sia un credente salvato, il peccato dimora ancora in me.

Dio ha provveduto a questo problema alla croce. Il Signore Gesù è morto e il peccato è stato condannato. Credendo in Lui sono liberato dal potere del peccato. Non sono più obbligato a peccare ma posso ancora lasciare le mie membra — occhi, orecchie, bocca, mani e piedi — sotto l'influenza del peccato. Questo è spesso il motivo per cui Dio non può guidarci nella nostra vita. L'ostinazione e le cattive concupiscenze sono sempre dentro di noi e vogliono prendere un'altra direzione. La Bibbia, e anche la nostra vita pratica ,dimostrano che purtroppo esiste questo pericolo.

Ecco perché è importante realizzare ogni giorno, dicendo “no” al peccato, che la carne è stata crocifissa. Secondo Romani 6:11, dobbiamo considerarci morti al peccato non rispondendo alle sue lusinghe.

Questo è esattamente ciò che lo Spirito Santo vuole fare nella nostra vita. Galati 5 ci dice: "Camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne" v.16. Da una parte "camminare nello Spirito" implica che giudichiamo e confessiamo tutto ciò che affligge lo Spirito di Dio e ne ostacola l'effetto in noi. D'altra parte, "camminare nello Spirito" richiede anche un nutrimento regolare per la nuova vita. Se attraverso la lettura della Bibbia ci occupiamo del nostro Signore, di come ha vissuto sulla terra e di come è ora glorificato in cielo, la nostra relazione con Lui sarà realizzata e rafforzata. Di conseguenza i desideri della vecchia natura perderanno la loro attrattiva per noi.

Lo Spirito Santo è contrario alla carne. Ogni volta che siamo tentati di agire carnalmente, Egli agisce per renderci consapevoli di ciò, in modo che possiamo giudicare i desideri della carne. Questo è l'unico modo per riconoscere la guida di Dio nella nostra vita.


(segue)

14 giugno - Un ago più o meno magnetico

Avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso.

Ebrei 10:36

 

Un ago più o meno magnetico

Come conoscere la volontà di Dio

 

Ricordo un semplice esperimento che facevo quand’ero ragazzino. Prendevo degli aghi dalla scatola del cucito della mamma, li sfregavo con il magnete di una dinamo e li immergevo nell’olio. Poi li deponevo delicatamente sulla superficie dell’acqua di un secchio. Meraviglia! gli aghi galleggiavano! Per di più, essi indicavano il nord, anche se non in modo esatto, secondo la loro magnetizzazione…

Questi aghi ci forniscono un’immagine del modo in cui il credente riesce o no a comprendere la volontà di Dio: dipende dalla sua condizione spirituale, un po’ come gli aghi che si orientano più o meno precisamente verso il nord. Che cosa può aiutarci a prendere la giusta direzione, a capire bene la volontà di Dio?

Prima di tutto bisogna volerla conoscere ed essere disposti ad ubbidire. Quando la ricerchiamo, chiediamoci per quale ragione la vogliamo conoscere. Per vedere se ci piace? Se coincide con la nostra? O vogliamo realmente essere sottomessi alla volontà divina? Il nostro modo di pensare, di ragionare, di apprezzare le cose, dipende dal nostro attaccamento a Dio e alla Sua Parola, e dal nostro impegno a parlare agli altri di Lui. Più leggiamo la Bibbia e più preghiamo Dio, più i nostri pensieri diventano conformi alla volontà del Signore. Il credente è così “trasformato” nel suo modo di ragionare e di fare le sue scelte; e si scosta dai ragionamenti del mondo, per dare la priorità al bene secondo Dio e agli interessi del Signore.

Più la Parola di Dio ci sarà famigliare, più ci aiuterà a prendere le giuste decisioni.


sabato 13 giugno 2026

Dio ha una via per noi (2/5)

2) Il modo in cui Dio ci dirige

 

Dio guida i credenti tramite lo Spirito Santo che dimora in ciascuno di loro. Tuttavia, questo presuppone che essi giudichino sistematicamente gli impulsi della vecchia natura. Inoltre, Dio guida i suoi con la sua Parola.

“Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»” (Romani 8:14-15).

In questo passaggio stiamo parlando di persone guidate dallo Spirito di Dio, quindi figli di Dio. Attenzione a trarre la falsa conclusione che i credenti sono figli di Dio solo quando si lasciano guidare dallo Spirito Santo. No, tutti coloro che sono stati suggellati (Efesini 1:13) con lo Spirito di Dio ricevono questa relazione di figli. Tutti coloro che si sono convertiti e hanno ricevuto nuova vita da Dio sono suoi figli e figlie.

Sappiamo che lo Spirito di Dio dimora in tutti coloro che credono nella persona e nell'opera del Signore Gesù. Qui però l'enfasi non è sulla dimora, ma sulla guida dello Spirito. Lo Spirito Santo ha preso dimora in noi per guidarci come figli di Dio nella nostra vita.

Quando la Bibbia parla dell'essere un figlio (bambino), significa prima di tutto un figlio che conosce suo padre e sa di essere amato da Lui. Come figli di Dio, abbiamo un rapporto felice con il nostro Padre Celeste. Apprezziamo il rapporto di fiducia con Lui e veniamo a Lui con i nostri problemi. Un figlio adulto, invece, può capire i pensieri del padre; come figli maturi di Dio, abbiamo conoscenza della verità e comprendiamo il piano di Dio per noi.


(segue)

13 giugno - Fari allineati

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

Romani 12:2

 

Fari allineati

Come conoscere la volontà di Dio

 

L’ingresso in certi porti marittimi è possibile solo per mezzo di “fanali di direzione”. Sono due fari che indicano la direzione che la nave deve seguire per entrare in porto. Talvolta c’è anche un terzo faro, allineato con gli altri, per indicare con maggiore precisione il canale d’ingresso. È così anche per il cristiano che cerca di comprendere la volontà di Dio:

– Il primo faro è la Bibbia. Dio non conduce mai un credente su un percorso contrario a ciò che dice nella Sua Parola. Quindi, prima di tutto c’è da chiedersi: La strada che voglio seguire è conforme a ciò che insegna la Parola di Dio?

– Il secondo faro è la convinzione interiore. Il Signore accorda al credente, per mezzo del Suo Spirito e della preghiera, di conoscere nel suo intimo, nel suo profondo, la direzione che deve seguire. Nella calma, io devo chiedergli di accompagnarmi. Ma sono pronto a seguire la direzione che mi mostrerà?

– Il terzo “fanale” sono le circostanze della vita. Quando vedo il secondo faro allineato al primo, posso andare avanti perché due punti allineati dovrebbero essere sufficienti per indicarmi la direzione. Tuttavia, Dio interviene talvolta per aiutarmi a vederci più chiaro (Giudici 6:36-40) e lo fa attraverso le circostanze; non che queste siano la mia guida, ma Dio può utilizzarle per incoraggiarmi o avvertirmi.

Attenzione però! Non cerchiamo di invertire i fari: una nave che volesse passare vicino al terzo faro prima di aver allineato la sua traiettoria sui primi due non troverebbe l’ingresso del porto! 


venerdì 12 giugno 2026

12 giugno - Preparare il proprio viaggio

 “Siate pronti, perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà”.

Matteo 24:44

 

Preparare il proprio viaggio

 

Fra qualche settimana cominciano le vacanze! Non si aspetta l’ultimo minuto per organizzare questo periodo di meritato riposo, altrimenti si rischia di compromettere il viaggio. Ben presto bisogna prenotare i biglietti, scegliere l’alloggio… Ma quanto tempo, quanta energia, quanto denaro riserviamo per una vacanza!

Allora, s’impone questa domanda: Mi sono preparato con altrettanta attenzione per la partenza verso l’eternità? Dopo la morte, “lo spirito torna a Dio che l’ha dato” (Ecclesiaste 12:7). Di fronte al proprio Creatore, ciascuno di noi dovrà rendere conto della vita passata sulla terra e della risposta che ha dato agli avvertimenti che Dio ha dato nella Sua Parola: “Preparati… a incontrare il tuo Dio” (Amos 4:12). Dio ci supplica di non disprezzare le ricchezze della Sua bontà e della Sua pazienza, e di non ignorare che la Sua bontà ci spinge al ravvedimento (Romani 2:4).

Dio è santo. Chi penserebbe di presentarsi davanti a Lui con i propri peccati? Nessuno avrebbe delle attenuanti per sfuggire all’ira di Dio contro il peccato. Però, Dio è anche amore; Egli può e vuole perdonarci anche quello che noi potremmo considerare imperdonabile. Se crediamo in Gesù, Dio ci fa dono della Sua grazia. Egli ci associa a Lui come Suoi figli amati, per l’eternità.

Ecco il “biglietto” che ci permette di trovarci eternamente nella gioia della Sua presenza! Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati; accettiamo la Sua grazia. Ce la offre oggi!


giovedì 11 giugno 2026

Dio ha una via per noi (1/4)

Dio desidera condurre i credenti sulla terra per un sentiero nel quale possano piacerGli e vivere in felice comunione con Lui. Questo percorso si snoda sotto la guida di Dio, per ciascuno in modo individuale. Affinché possiamo trovare questo sentiero, e anche seguirlo, Dio ci dà istruzioni fondamentali nella Sua Parola. Queste ci sono date affinché possiamo porre la nostra vita sotto la Sua direzione e lasciarci guidare da Lui.

La Bibbia risponde alle seguenti due domande e ci dà istruzioni su questo argomento:

Quale è il cammino su cui Dio vuole condurre l'uomo?

In che modo Dio guida i suoi?

 

1) Il cammino su cui Dio ci conduce

"Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano." (Matteo 7:13-14).

 Questi due versetti chiariscono che ci sono solo due strade su cui noi esseri umani possiamo trovarci. Affinché Dio ci guidi nella vita, dobbiamo essere sul sentiero che è in accordo con Lui.


La porta larga

Passando attraverso la porta larga, si arriva sul sentiero spazioso. Per fare questo non è necessario  alcuno sforzo particolare: seguiamo semplicemente le idee che abbiamo su Dio e sulla vita umana. Oppure semplicemente, come la maggior parte delle persone, ci orientiamo in base alla maggioranza. L'ampia porta si apre su una vita secondo le idee e l'immaginazione umana.


La via larga

Su questo ampio sentiero, possiamo vivere senza restrizioni, lasciarci andare e fare ciò che vogliamo. Ma questo percorso finisce in rovina. Le persone che realizzano sé stesse, vivono secondo i loro desideri peccaminosi, arrivando infine all'inferno, dove soffriranno per sempre. Già durante la loro vita la corruzione li raggiungerà. Saranno insoddisfatti e scontenti perché falliranno lo scopo che il loro Creatore aveva per le loro vite. Che nessuno di coloro che leggono queste righe continui la propria vita su questo sentiero spazioso!

 

La porta stretta

Come si arriva alla via stretta? Basta attraversare la porta stretta. Nel Vangelo di Luca, il Signore Gesù dice: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta" (Luca 13:24). È un'allusione alla conversione. Ci pentiamo e ci rivolgiamo a Dio in modo che Egli possa salvarci. La conversione è la nostra parte, la salvezza è l’opera di Dio. Sotto un certo punto di vista, è facile convertirsi. Non dobbiamo pagare nulla, non dobbiamo costringerci a fare buone opere o a migliorarci. Si tratta solo di rivolgersi a Dio con una sincera confessione dei propri peccati. D'altra parte questo passaggio attraverso la porta stretta è una grande sfida, dobbiamo lottare, mettere da parte tutto il proprio orgoglio e umiliarci davanti a Dio.

In Giovanni 10:9, il Signore Gesù si presenta come la porta della salvezza; Chiunque confessa i suoi peccati a Dio e crede nel Salvatore Gesù Cristo entra da questa porta.

Dio offre la salvezza nel suo Figlio Gesù Cristo a tutti, senza eccezione, perché vuole che tutti gli uomini siano salvati. Pertanto, quando predichiamo e diffondiamo il Vangelo, non dobbiamo escludere nessuno. Così quando qualcuno afferra la salvezza nel Signore Gesù, in realtà sta entrando in una via stretta o angusta.

Questo passaggio attraverso la porta stretta è una grande sfida. Dobbiamo lottare.

 

La via stretta

Su questa strada non c'è più spazio per i desideri della carne e per i piaceri mondani. Ecco perché, ai non credenti, questo sentiero sembra troppo stretto, troppo arido e privo di gioia. Essi compatiscono i credenti, li considerano miseri. Non hanno il permesso di divertirsi e devono partecipare alle riunioni cristiane con aria seria più volte alla settimana. Tali pensieri possono essere compresi perché i non credenti non sanno ciò che il Signore Gesù ci dà. Non conoscono il cibo nel pascolo del Buon Pastore. Non hanno idea della gioia e della pace che il Signore Gesù ci dà, che ci permettono di essere felice nel  percorrere la via stretta che conduce alla vita. La meta ultima del cammino di fede è la vita nella gloria del cielo. Lì, alla luce brillante della presenza di Dio, saremo eternamente felici. Questo è il futuro di tutti coloro che entrano per la porta stretta e camminano sul sentiero stretto. Ma già sulla terra hanno una vita felice e piena.

Il sentiero stretto è il sentiero su cui Dio conduce i credenti. Pertanto, per essere guidati da Dio nella nostra vita, questo presupposto è fondamentale: sono sulla via stretta che conduce alla vita? O devo ancora “lottare” per entrare attraverso la porta stretta?

Naturalmente, se siamo sulla via stretta, abbiamo ancora molto da imparare per discernere nelle circostanze della vita come Dio vuole guidarci. Questo ci porta al punto successivo.


(segue)

11 giugno - Comando vocale

Questa è la fiducia che abbiamo in Lui (Dio): che se domandiamo qualche cosa secondo la Sua volontà, Egli ci esaudisce. Se sappiamo che Egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di avere le cose che gli abbiamo chieste.

1 Giovanni 5:14-15

 

Comando vocale

 

Mia zia, molto anziana, vive sola, poco distante da casa mia. Se ha bisogno può comporre automaticamente il mio numero di telefono tramite un comando vocale. Sa che basta pronunciare il mio nome per ricevere subito aiuto. Del resto è proprio quello che fa, a volte anche per piccoli problemi…

Facciamo come lei! Approfittiamo del fatto che esiste un legame permanente fra la terra e il cielo, una linea che non è mai sovraccarica. Basta pronunciare il nome di Dio e abbiamo la certezza che Egli ci ascolta.

La preghiera non consiste in una recita che va bene per tutte le occasioni, imparata a memoria, ma è un contatto diretto e personale col nostro Creatore per chiedere il Suo soccorso e ringraziarlo. Gesù parla di un uomo che ha pregato molto brevemente pronunciando queste parole: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore” (Luca 18:13), ed  è stato immediatamente perdonato.

Il cristiano sa che può parlare al Signore anche dei suoi piccoli problemi giornalieri. Noi abbiamo un Dio grande, ma per il quale nulla è troppo piccolo quando si tratta di ciò che riguarda i Suoi figli sulla terra. Non lo stancheremo mai. Un bambino non ha timore di disturbare i suoi genitori per temperare la matita, legare una stringa, o avere una risposta alle sue numerose domande, anche se infantili e formulate con un linguaggio semplice. Cerchiamo il soccorso di Dio in preghiera, con la piena convinzione che Egli ci ascolta. Parliamogli dei nostri bisogni, delle nostre inquietudini e anche dei nostri dubbi. Ma, soprattutto, non dimentichiamo di ringraziarlo.