Seguici anche su Facebook!

Seguici anche su Facebook! Unisciti al Gruppo cliccando su:
https://www.facebook.com/groups/287768858057968/

giovedì 16 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (1/5)

La storia la conosciamo molto bene ed è quella del “rinnegamento di Pietro”. Quando penso a quello che è accaduto a Pietro quella notte provo una strana sensazione, infatti sappiamo che Pietro come discepolo e uomo ha sicuramente sbagliato, ma quello che forse ci sfugge è cosa sia accaduto nel regno delle tenebre, regno invisibile del nostro nemico, quella notte. È importante riflettere su questo, non per fare accademia teologica, ma per comprendere come possiamo attrezzarci contro il nemico e le sue armi. Allora andiamo a quella notte, e proviamo ad immaginare di essere parte del gruppo e di essere presenti assieme agli altri discepoli alle ultime ore del Maestro Gesù. Il Signore stesso aveva predetto che Pietro lo avrebbe rinnegato tre volte. E così avvenne, e sembrerebbe che ciò sia avvenuto per la paura di Pietro di essere scoperto, arrestato, giudicato e condannato come un malfattore criminale. Ma tutti sanno che Pietro era tutto tranne che un pauroso, tanto è vero che poche ore prima aveva sguainato la spada ed addirittura ferito un servo del sacerdote, a difesa del suo maestro e Signore.

Allora cosa era successo nel giro di poche ore? Cosa aveva indotto Pietro a passare da eroico difensore del suo Signore a rinnegatore pieno e consapevole?

Era stato Satana stesso, senza alcun dubbio ad agire con la sua potenza.

Vediamo cosa dice la Parola di Dio a riguardo: “Simone, Simone, ecco Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano. Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli” (Lu 22:31-32).

A cosa si riferiva il Signore?

Era accaduto che un giorno Satana si era presentato davanti a Dio e, come era accaduto per Giobbe, Dio gli aveva chiesto: “Da dove vieni?”. Satana aveva risposto al Signore: “Dall’andare avanti e indietro sulla terra e dal percorrerla in su e in giù”. Ecco che il passo di Giobbe 1:6-7 può essere utilizzato per capire cosa accadde.

Satana non è onnipresente e onnisciente, come il Signore; non sta mai fermo e percorre la terra assieme ai suoi angeli decaduti. E cosa vide, cosa trovò? Trovò Pietro, che ogni giorno stava accanto al Signore e accumulava esperienze e ricordi sulla vita e le opere del Signore. Una cosa interessante direbbe qualcuno, ma non per il nemico giurato di Dio, che non vuole e non può vedere i figli di Dio crescere alla scuola del divino Maestro.

Cosa fece Satana? Fece esattamente quello che la Parola ci dice che fece con Giobbe, chiese ed ottenne il permesso di vagliare Pietro come si vaglia il grano, ottenendo il libero accesso nell’area oscura e tenebrosa presente ancora nel cuore e nella mente di Pietro, con lo scopo dichiarato di farlo cadere spiritualmente, mentre l’autorizzazione concessa da Dio aveva invece un altro scopo che era quello di mettere alla prova la sua fede.

Lo stesso personaggio era diventato “oggetto” di due differenti disegni in prospettiva. Che terribile prospettiva la prima, essere per un po’ lasciato nelle mani di Satana, l’incarnazione della malvagità e della crudeltà, proprio per colui che potremmo considerare il portavoce dei dodici discepoli. Ora Pietro dovrà passare attraverso orribili esperienze che lo segneranno per tutta la sua vita futura.

(segue)

16 luglio - La vera saggezza

 Il principio della saggezza è il timore del SIGNORE.

Proverbi 9:10

 

La vera saggezza

 

Le brusche cadute degli indici di borsa fanno spesso tremare il mondo finanziario e persino tutta la nazione. Un esperto in materia faceva questa considerazione: “Il terrore di un crac in borsa è l’inizio della saggezza”, parafrasando così il versetto di oggi per applicarlo al mondo della finanza. Tuttavia ha cambiato la parola “timore” con “terrore”, cosa molto diversa, e ha dimenticato la parola Signore! Quando la Bibbia parla del timore di Dio, questo non significa paura di Lui, ma rispetto verso di Lui, ubbidienza, sottomissione.

A che genere di saggezza si riferiva quel consigliere finanziario? Semplicemente a quello di una persona che ha imparato ad investire il suo denaro senza correre troppi rischi. Ma la saggezza che Dio dà ci fa capire che in questo mondo niente è stabile, e che dobbiamo affidarci a lui e dipendere da Lui. La saggezza del mondo riguarda le cose terrene: l’uomo, i suoi beni, i suoi desideri. Ma vera saggezza è affidare a Dio la propria esistenza.

Dire che i soldi governano il mondo è un’affermazione che va di moda; ma le cose stanno proprio così ed è estremamente grave. Significa che non è più Dio e non sono i Suoi pensieri che guidano la nostra vita, ma è l’amore per il denaro, che è un idolo, “una radice di ogni specie di male” che svia dal cammino della fede (1 Timoteo 6:10). La vera saggezza è dare la priorità a Dio nel nostro cuore e nella nostra esistenza. Lui non cambia mai e i Suoi doni danno una gioia eterna.

“Ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra di mutamento” (Giacomo 1:17).


mercoledì 15 luglio 2026

LA MENTE DEI CREDENTI CAMPO DI BATTAGLIA PER SATANA (6/6)

La notte spirituale di Pietro

 

Nella Scrittura troviamo esempi di come alcuni uomini di Dio siano stati attaccati da Satana con conseguenze assai diverse tra loro. Conosciamo tutti le storie di Eva ed Adamo, Caino, Saul, Davide, Pietro, Anania e Saffira, e così via. Vorrei compiere un percorso nella mente di uno di questi esempi, proprio per riuscire a esaminare e comprendere le strategie del nemico, giungendo se possibile a conoscere quali siano le sue armi e come cadiamo, proprio quando crediamo di essere qualcosa che in realtà non siamo.  

L’esempio che vorrei sottoporre alla vostra attenzione è quello di Pietro, uno tra coloro che è stato molto vicino alla maestà del Signore Gesù mentre era su questa terra.

Partiamo da un punto fondamentale, spesso trascurato da molti credenti, e che invece fa parte del nostro cammino, o della nostra vita spirituale, e cioè che non siamo mai noi ad operare per il nostro bene, ma è Dio!

È importante questo punto perché su di esso si basa tutto ciò che accade a valle della nostra conversione, chiunque noi siamo. Lo scopo del Signore mentre compie la sua opera in noi, giorno dopo giorno, è quello di porre le fondamenta sulle cui basi seguirà tutta la nostra vita di figli e servi di Dio. È lui la roccia a cui noi dobbiamo attaccarci, e sulla quale stare fermi, con la sicurezza che “egli, dopo aver iniziato una buona opera la porterà a compimento” (Fil. 1:6).

Ognuno di noi è un uomo o una donna nelle mani di Dio, come lo era stato Pietro.

Il Signore Gesù, giorno dopo giorno, modella Pietro così come vuole modellare tutti coloro che gli appartengono e che rispondono alla sua chiamata, sottomettendosi a lui, decidendo consapevolmente di seguirlo e ubbidendo alla sua Parola nel cammino della santificazione. Questo aspetto è importante, sia per la nostra anima, ma soprattutto per la nostra mente che spesso è attaccata e può essere anche accecata da Satana.

Egli non vuole che noi riconosciamo che è Dio che opera in noi. Satana non ci vuole riconoscenti a Dio per la cura che ci da ogni giorno. Satana non vuole che noi dipendiamo in ogni cosa da Dio.

Satana non vuole che prendiamo consigli e indicazioni dalla sua Parola per la nostra vita, facendoci da essa illuminare! Così fa in modo che ognuno si senta autonomo e indipendente e, soprattutto, capace di compiere il proprio cammino spirituale con le proprie forze!

Così ora possiamo capire e ammirare il Signore Gesù che prega per il suo discepolo caduto in preda della tentazione.

15 luglio - La via per l’eternità

(Gesù dice:) “Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”.

Giovanni 6:51

 

La via per l’eternità

 

Una lettera inattesa di un mio amico di lunga data:

“Ho la sensazione che ora la cima della montagna sarà presto raggiunta. I confini della mia vita sono sempre più limitati; la mia fine non dev’essere lontana.

Quand’ero più giovane, il pieno delle forze mi spingevano in avanti; davanti a me c’era il mondo con tutta la sua gloria. Ho salito con gioia i gradini del successo e tutto sembrava scorrere senza impedimenti; la carriera politica, il potere, la ricchezza, mi sembrava fossero frutto solo della mia intelligenza e della mia energia.

E adesso? Alla fine della mia vita tutto questo comincia a perdere significato. Come ti sono riconoscente, amico mio, di non avermi mai abbandonato! Molte volte hai messo davanti ai miei occhi il mio stato di perdizione e io ti consideravo come un retrogrado, deridendo spesso le tue parole di avvertimento.

Ora che la mia cara sposa è deceduta, dai miei occhi sono cadute come delle scaglie. Ho visto con quale gioia lei se ne andava verso il suo Salvatore e ho capito che io non avevo la stessa certezza; così ho confessato al Signore, piangendo, le colpe che avevo accumulato durante la mia vita e specialmente nella mia lunga carriera politica.

Ora che ho creduto e so che il Signore Gesù mi ha perdonato di tutti i peccati e mi ha fatto dono della vita eterna, non ho più timore della morte!

(da un calendario cristiano tedesco del 7 gennaio 2015)


martedì 14 luglio 2026

LA MENTE DEI CREDENTI CAMPO DI BATTAGLIA PER SATANA (5/6)

Attenzione alla “zona grigia”!

 

Le tenebre non calano all’improvviso, c’è sempre un passaggio graduale che manifesta che la luce si sta ritirando, lasciando così spazio pian piano alle tenebre.

Così è per noi: se iniziamo a tollerare l’oscurità, a tollerare qualche peccato magari chiamandolo “debolezza”, ecco che allora ci rendiamo vulnerabili all’assalto del nemico.

Una disubbidienza volontaria alla Parola di Dio, ma anche la superficialità nel servizio, l’indifferenza ai richiami della Parola o dei suoi servi, costituiscono la zona grigia in cui la Luce lascia il posto alle tenebre spirituali, ed è proprio lì dove potenzialmente si scatena l’attività demoniaca.

È di estrema importanza ricordare il significato dell’espressione ZONA GRIGIA che ho appena indicato.

Il Signore stesso un giorno affermò: “Sta quindi attento che la luce che è in te non diventi tenebre” (Lu 11:35).

Perché disse questo? A chi disse questo il Signore? A cosa si riferiva?

Abbiamo detto che c’è la luce in noi, che è la lampada dell’Eterno, che scruta tutti i più reconditi ambiti del nostro cuore (Pr 20:27). Stiamo parlando del nostro spirito che, se è illuminato dalla Parola di Dio, diviene la lampada attraverso il quale il Signore scruta il nostro cuore. Quando diamo spazio al peccato la luce se ne va, e probabilmente questo non accade in un batter d’occhio, ma succede, lasciando così spazio alle tenebre. E a Satana è concesso di occupare questo spazio. È fondamentale per la nostra vita da credenti afferrare questo concetto. Ripeto: è fondamentale!

Il diavolo può agire liberamente in ogni area di oscurità, persino in quella area che è la sede dei nostri sentimenti, dei nostri pensieri e lo stimolo delle nostre azioni: la mente!


(segue)

14 luglio - Quel Dio che cercate

V'è… un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti.

Efesini 4:6

 

C'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato Se stesso come prezzo di riscatto per tutti.

1 Timoteo 2:5-6

 

Quel Dio che cercate

 

Tratto dalla Bibbia:

“E Paolo, stando in piedi in mezzo all'Areopago, disse: «Ateniesi,… passando e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: "Al dio sconosciuto". Orbene, ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annuncio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo;… Lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa. Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini… affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché Egli non sia lontano da ciascuno di noi. Difatti in Lui viviamo, ci muoviamo, e siamo, come anche alcuni vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche Sua discendenza". Essendo dunque discendenza di Dio, non dobbiamo credere che la divinità sia simile a oro, ad argento, o a pietra scolpita dall’arte e dall’immaginazione umana. Dio dunque… ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'Uomo ch’Egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti risuscitandolo dai morti».

Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni se ne beffavano; e altri dicevano: «Su questo ti ascolteremo un'altra volta». Ma alcuni si unirono a lui e credettero.” (Atti 17:22-34).

lunedì 13 luglio 2026

LA MENTE DEI CREDENTI CAMPO DI BATTAGLIA PER SATANA (4/6)

Siamo in guerra!

 

Qualcuno ha detto che i credenti non comprendono abbastanza che devono combattere contro Satana, e che la vita cristiana non è una vita di riposo e relax, anzi ! Che ci piaccia o no Satana ha sferrato una battaglia contro di noi e stiamo pure sicuri che metterà ogni suo malefico impegno per vincerla, utilizzando tutte le armi a sua disposizione.

Lo sappiamo che siamo in guerra?

Sappiamo che c’è una guerra dichiarata tra Satana e Dio e che noi non siamo e non viviamo in un territorio neutrale!

Lo sappiamo che abbiamo un nemico spietato che non ci concede tregua, nemmeno un minuto, MAI?

“Sì, lo sappiamo!” dirà la maggioranza di noi, ma quanti credenti sono pronti veramente a combattere contro Satana?

Dobbiamo sapere che quando Satana fu cacciato dalla presenza di Dio, assieme ai suoi angeli decaduti, essi furono relegati a vivere lontani dalla Luce di Dio e quindi nelle tenebre, perché “Dio separò la luce dalle tenebre” (Ge 1:4), e le tenebre non significano soltanto “zone senza luce, o senza sorgenti di luce”, ma sono anche zone GRIGIE in cui la luce confina con le tenebre. L’oscurità non è solo fisica, ma è anche morale, che finirà prima o poi per diventare oscurità totale. L’oscurità inizia dove la luce finisce, l’oscurità è assenza di luce, e l’assenza di luce è assenza di Dio.

È bello sapere che come credenti “siamo stati liberati dal dominio delle tenebre” (Cl 1:13) quando il Signore è venuto a “illuminare le mie tenebre” (Sl 18:28) e, se siamo nati dalla luce, non siamo prigionieri dell’oscurità. Ma questo non ci dà una immunità totale dagli attacchi del signore delle tenebre, o dei suoi angeli demoniaci, con questo significando che noi non saremo mai toccati dalle tenebre. Infatti se come credenti non ci lasciamo illuminare dalla Luce, cioè dal Signore, ogni giorno, allora in noi potrebbero presto scendere le tenebre.

Se tolleriamo le tenebre, cioè l’oscurità, perché non siamo illuminati possiamo stare sicuri che prima o poi diventeremo vulnerabili agli attacchi del nemico, che ricordiamo è il padrone delle tenebre.

Ma perché accade questo?

Se Dio è Luce, e la Luce è stata mandata per illuminare le nostre vite, i nostri occhi, e i nostri corpi, perché a volte cadiamo nelle tenebre?

La Parola ci dice che “il Signore la nostra luce” (Mi 7:8), ed egli “splende come luce nelle tenebre” (2Co 4:6), ma la luce è con noi “se camminiamo nella luce” (1Gv 1:7).

Questo è il punto…. camminiamo nella luce?

Chiedo a chiunque legge queste parole di fermarsi e domandarsi nel proprio profondo: “È vero che io cammino nella luce?”. Se interrogassi Dio a questo proposito, lui cosa direbbe di me?