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giovedì 5 febbraio 2026

05 febbraio - Il dovere della “memoria”

Poi (Gesù) prese del pane, e dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”… Diede loro il calice dicendo: “Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi”.

Luca 22:19, 20

 

Il dovere della “memoria”

 

Numerosi “luoghi di memoria” servono a mantenere nel tempo il ricordo di personaggi celebri o di avvenimenti, spesso tragici, della nostra storia.

Per i credenti, esiste un memoriale ancora più importante perché evoca un unico straordinario sacrificio: “l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebrei 10:10). Nessun uomo ha sperimentato una sofferenza morale paragonabile a quella di Gesù Cristo perché ha subìto sulla croce, Lui che era l’unico giusto, il castigo che meritavano i nostri peccati.

Questo memoriale delle sue sofferenze e della sua morte, l’ha istituito Gesù in persona: è chiamato “la cena del Signore” (1 Corinzi 11:20). Essa è costituita dal pane e dal vino, simboli che ricordano ai credenti ciò che il Signore ha compiuto per amor loro. Il pane è il ricordo del corpo che il Signore ha “dato” per ognuno di noi ed è anche il simbolo dell’unità dei veri credenti che costituiscono la sua Chiesa (1 Corinzi 10:16, 17; 11:24). Il vino parla del suo sangue versato (Matteo 26:27, 28), il sangue della Vittima perfetta che “purifica da ogni peccato”.

“Fate questo in memoria di me”, ha detto Gesù. Abbiamo risposto a questo suo desiderio espresso “la notte in cui fu tradito”? Abbiamo a cuore di annunciare “la morte del Signore, finché egli venga”? (1 Corinzi 11:23, 26)


mercoledì 4 febbraio 2026

Una mattina speciale

Tutti noi siamo, con la vita che viviamo, in attesa di qualcosa.  Il lavoratore attende il weekend per il riposo, oppure le ferie o l’agognata pensione. Aspettiamo i risultati di un esame medico, lo studente attende il giorno degli esami. La nostra vita viene vissuta in una costante attesa di qualcosa, di qualcosa di speciale che illumini la nostra esistenza.

Ogni mattina ci appare come una promessa di rinnovamento, di un inizio nuovo, della possibilità di vivere qualcosa di diverso.

Ma ci fu una mattina diversa dalle altre. Sembrava la più triste, ma si rivelò la più grandiosa. Per le donne venute al sepolcro di Gesù, quella era una mattina di lutto, di tristezza, di delusione profonda. Gesù era stato crocifisso, e le speranze che avevano riposto in lui si erano infrante…

“La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole” Marco 16:2.

Invece, quel giorno stava per rivelarsi un giorno di stupore e di gioia. Stupore nel vedere che la pesante pietra che impediva l’accesso al sepolcro era stata rotolata, ed emozione constatando che il sepolcro era vuoto! Ma dov’era Gesù? Dove avevano messo il suo corpo? 

“Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato”. Luca 24:5-6

Le donne furono confortate prima dalle parole degli angeli: “Perché cercate il vivente tra i morti?”, e poi dall’incontro con Gesù in persona, risorto dai morti.

La mattina della risurrezione di Gesù è unica. La vita ha trionfato sulla morte, Gesù è vivente nei secoli dei secoli! 

Noi che lo amiamo e confidiamo in Lui sappiamo che trionferemo con Lui. Anche se dovremo passare per la morte, ne usciremo gloriosi. Poiché siamo uniti al Signore risuscitato, anche noi parteciperemo alla gioia del mattino della risurrezione. Che tutta la nostra vita sia illuminata dalla luce del Cristo vivente, e che la sua gioia risplenda sul nostro volto!

04 febbraio - “Sono alla ricerca”

(Gesù disse:) “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

Giovanni 8:12

 

Avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

1 Giovanni 5:13

 

“Sono alla ricerca”

 

Molti che s’interessano di una religione o che la praticano dicono di essere “alla ricerca”. Essi considerano una presunzione avere delle certezze e pensano che essere alla ricerca sia un segno d’intelligenza e un atteggiamento di umiltà. Ma cercare sempre senza mai trovare non è demoralizzante?

– Si possono cercare delle certezze in se stessi, ma i pensieri e i sentimenti umani sono una base instabile; non si concluderebbe nulla.

– Si può cercare la pace seguendo pratiche religiose o teorie filosofiche. Ma queste non danno affatto la pace alla coscienza.

– Si possono studiare, con metodi scientifici, le meraviglie del creato, ma sorgeranno sempre nuovi interrogativi che non è detto ottengano una risposta.

Allora, apriamo la Bibbia! È uno scritto veritiero perché proviene da Dio “che non può mentire”, il Dio che conosce ogni cosa in modo perfetto. La Bibbia è la sua rivelazione data all’uomo (Tito 1:2). In essa troviamo affermazioni e certezze, come quelle dei versetti di oggi. Dio dice chiaramente che ogni uomo è peccatore (Romani 3:23) e che in questo stato dovrà essere condannato. Ma con ugual forza dice che Egli ama ogni essere umano e indica il mezzo per sfuggire al suo giudizio: la fede in Gesù Cristo (Giovanni 3:16). Dio non ci ha nascosto nulla, e in risposta si aspetta che gli diamo fiducia: questa è la fede”. Non credergli sarebbe un insulto imperdonabile. Accettiamo dunque l’amore di Dio e appoggiamoci sulle certezze che Egli ci dà.

martedì 3 febbraio 2026

Valori

Ho letto di recente una notizia bizzarra. Sembra che una coppia di banditi abbia fatto irruzione nel grande magazzino di una città. Essi riuscirono ad entrare nel negozio e vi rimasero abbastanza a lungo ma senza riuscire ad aprire le casse e a impossessarsi del denaro. Quindi fuggirono, ma ciò che è insolito in questa storia e ciò che fecero i banditi. Essi non presero nulla, assolutamente nulla. Ma ciò che fecero fu davvero ridicolo. Si misero a scambiare i cartellini sui vari prodotti. I valori furono mutati, “riprezzarono” gran parte della merce del grande magazzino.

Voi non ci crederete ma la mattina successiva nessuno si accorse di nulla. I clienti cominciarono a fare acquisti. Il negozio funzionò come al solito per quattro ore prima che qualcuno si accorgesse di quello che era successo.

Quatto ore! Alcune persone fecero dei buoni affari. Altre rimasero sconcertate.


Difficile da credere?

Non dovrebbe.

Vediamo accadere le stesse cose ogni giorno. Siamo tempestati da un distorto sistema di valori. Vediamo le cose che nelle nostre vite hanno maggior valore svendute per pochi spiccioli e le scemate più inutili valutate milioni.

I nostri valori sono stati confusi. Qualcuno è entrato nel supermercato è ha cambiato le targhette con i prezzi. 

Si spasima per avere quanto più denaro possibile mentre il valore dell'essere umano è assolutamente svilito.

Tutto è cominciato quando qualcuno ci ha convinti che la razza umana non è diretta da nessuna parte. Che gli uomini non hanno un destino. Che questa assurda esistenza non ha né capo né coda. Il seguito è ancora peggio. Se l'uomo non ha destino egli quindi non ha doveri. Non ha obblighi e responsabilità.

Il valore ora viene misurato secondo due criteri: l'apparenza e i risultati.

Un sistema abbastanza inflessibile, non è vero? Dove colloca i ritardatari? O i brutti e gli ignoranti? Dove si mettono gli anziani e gli handicappati? Quale speranze hanno i bambini?

Nella Scrittura, l'uomo si sta dirigendo verso qualcosa. Tutti indistintamente, alti e bassi, belli e brutti, europei e asiatici. Tutti hanno un destino stupefacente. 


Valiamo.

“Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di belle perle; e, trovata una perla di gran valore, se n'è andato, ha venduto tutto quello che aveva, e l'ha comperata”  Matteo 13:45-46.

Egli vende tutto. Il Signore ha lascito tutto, ha annichilito se stesso, ha rinunciato a tutti i suoi diritti per acquistare qualcosa che ha stimato essere di gran prezzo.


Valiamo.

Nessuno di noi lo merita, ma ogni uomo ha un grande valore per Dio.

Ricordalo la prossima volta che qualcuno ti disprezza e cerca di farti passare per un poveraccio, ricordalo. Pensa al modo in cui Gesù ti accoglierà


“Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è” 1 Giovanni 3:2.

03 febbraio - Il vulcano Merapi (isola di Giava, Indonesia)

 I cieli e la terra attuali… sono riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi.

2 Pietro 3:7

 

O Dio, ascolta il mio grido… Mi riparerò all’ombra delle tue ali.

Salmo 61:1, 4

 

Il vulcano Merapi (isola di Giava, Indonesia)

 

Estratto da un articolo di un quotidiano del 17 maggio 2006:

“Ieri, a Giava, oltre 22.000 persone che abitano sulle pendici del vulcano Merapi sono state evacuate. Alcune centinaia rifiutano di lasciare il villaggio. I superstiziosi preferiscono appoggiarsi sugli spiriti anziché sulle autorità per valutare il pericolo.

«Rispetto queste credenze», ha dichiarato il presidente dell’Indonesia. Ma quando si tratta di salvare delle persone, bisogna che ognuno si assuma le proprie responsabilità.”

L’incoscienza di quei superstiziosi ci fa pensare a quella di chi rifiuta di credere a Dio e cerca di rassicurarsi seguendo correnti di pensiero che incitano a godere del presente senza riflettere sul futuro. In nessun conto sono tenuti gli avvertimenti della Bibbia. Eppure la Parola di Dio dà chiare informazioni sui castighi che si abbatteranno su questo mondo che ha respinto Dio. Anche a costo di essere considerati pessimisti, i credenti sono invitati a essere realisti e pratici, e devono avvertire i loro contemporanei della catastrofe morale che minaccia la Terra.

Noi dunque non ci stanchiamo di proclamare la verità dell’Evangelo: essa è la buona notizia di pace e di speranza che Dio fa conoscere perché molti ancora siano perdonati dai loro peccati e salvati per  l’eternità. Questa salvezza Dio la offre gratuitamente a tutti coloro che accettano Gesù come loro Salvatore personale.


lunedì 2 febbraio 2026

02 febbraio - Conservazione, diffusione, ispirazione della Bibbia

 Per sempre, SIGNORE, la tua parola è stabile nei cieli.

Salmo 119:89

 

(Gesù disse:) “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Matteo 24:35

 

Conservazione, diffusione, ispirazione della Bibbia

 

Conoscete un libro che esista da centinaia e centinaia di anni e che venga ancora letto nella maggior parte delle nazioni del mondo? Da questo punto di vista la Bibbia è un miracolo: certe sue pagine hanno più di 3500 anni. Non solo è uno dei libri più antichi, ma è anche quello che ha subito i più violenti attacchi, sferrati con un odio accanito. Sono state mobilitate delle truppe per distruggere la Bibbia. È stata criticata, rifiutata, e migliaia di esemplari sono stati bruciati. In certi periodi della storia, e ancora oggi in alcuni Paesi, la sua lettura è stata proibita, pena la morte.

Ma Dio ha vegliato sulla sua Parola, e tutte le potenze, anche se coalizzate, non sono riuscite a far tacere quella voce venuta dal cielo, quella rivelazione straordinaria.

Oggi la Bibbia è, in tutto o in parte, pubblicata in circa 2400 lingue e dialetti. Registrazioni vocali che presentano il suo messaggio sono disponibili in quasi 4000 lingue e idiomi. Altri libri sono stati venduti in migliaia di copie, raramente in milioni, ma la Bibbia lo è stata in miliardi. Giustamente è stata chiamata “il Libro” perché è il libro per eccellenza. Non c’è nessun libro che abbia una tale diffusione.

Gli uomini possono sbagliare, ma la Bibbia non è mai stata smentita. Essa dà una perfetta conoscenza del passato, del presente e del futuro. Ciò che essa dice si avvera infallibilmente; molte delle sue profezie sono già diventate fatti storici e altre lo diventeranno.


domenica 1 febbraio 2026

01 febbraio - Incompiuto

(Gesù disse al Padre:) “Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare”.

Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: “È compiuto”.

Giovanni 17:4; 19:30

 

Incompiuto

 

Verso la fine della vita, molti si rattristano pensando ai progetti non realizzati e alle aspirazioni deluse.

Il compositore Franz Schubert ci ha lasciato una Sinfonia detta “l’incompiuta”. Un uomo d’affari molto attivo esclamava: “Tanto da fare e così poco fatto!”. Quegli uomini realizzavano quanto parziale fosse stato il loro operato, e quanto fosse insignificante in confronto alle cose che restavano da compiere.

Quale contrasto con ciò che Gesù disse prima di morire: “È compiuto”! Era venuto sulla terra per compiere l’opera che Dio gli aveva affidato, che consisteva nel regolare per sempre la questione del peccato che separa ogni uomo da Dio, e l’ha risolta. Non a metà, ma completamente, e Dio è stato pienamente soddisfatto. Alla croce, il peccato ha ricevuto la condanna che meritava quando il Salvatore è morto al nostro posto.

Ora noi non abbiamo nulla da aggiungere a quest’opera del Signore, ma solo da credere che essa è perfetta, che è interamente compiuta, che ci salva definitivamente se abbiamo accettato Gesù come nostro Salvatore. Il debito che avevamo con Dio è stato saldato. Ormai, c’è un posto preparato per ogni credente, alla presenza del suo Signore per l’eternità.

Tutto, Gesù, compisti,

è salvo ormai che crede;

chi in Cristo ha vera fede

del cielo è degno.