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sabato 5 settembre 2026

La strada per l’inferno? Una china dolce e graduale! (2/4)

L’armatura di Satana deve essere eliminata

 

“Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua casa, ciò che egli possiede è al sicuro; ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale confidava e ne divide il bottino” (Lu 11:21-22).

Prima della nostra conversione Satana possedeva la nostra casa, essendo egli l’uomo forte, ma nel giorno della nostra “salvezza”, uno “più forte”, il Signore Gesù Cristo, ha concluso una battaglia contro il nemico e, dopo averlo sconfitto, lo ha spogliato della sua armatura. Nel mondo dell’invisibile, dello spirito, il Signore con i suoi angeli ha combattuto con Satana e i suoi angeli decaduti una dura battaglia per vincerlo.

A cosa si riferisce il Signore in questi versetti?

Qual è l’armatura tolta a Satana e che ci impediva di conoscere il Signore e la sua salvezza, almeno per quanto riguarda la nostra persona?

Credo che ci si possa riferire ai nostri stessi pensieri, agli atteggiamenti, alle nostre concupiscenze e alle opinioni di prima, tutti elementi carnali che sono il primo strato dell’armatura. Ci sono molti testi che ne parlano nella Bibbia.

È vero che con la salvezza le cose vecchie sono passate e le cose nuove sono veramente in noi, ma sarebbe da folli pensare che la salvezza abbia eliminato da noi tutte le cose sbagliate e automaticamente ucciso il nostro vecchio uomo, altrimenti non si capirebbe perché il Signore ci invita continuamente ad “essere trasformati nella nostra mente” (Ro 12:2) ed ancora Paolo dice “per essere rinnovati nello spirito della vostra mente” (Ef 4:23). Dobbiamo permettere dunque all’uomo più forte di togliere tutta l’armatura al meno forte, cioè al nostro nemico.

Ma siamo d’accordo di partecipare col Signore a questa continua battaglia? Da che parte stiamo nel combattimento? Con chi combattiamo? Chi è il nostro Signore? Con quali armi combattiamo?

Nella citazione iniziale il Signore parla di demoni che cercano riposo. Mi sono chiesto a cosa si riferisse e credo che il riposo abbia a che fare con l’armonia con sé stessi e con il mondo circostante. Abbiamo detto che il nemico ottiene la sua vittoria/il suo riposo quando la nostra vita va di pari passo con il peccato non eliminato o tollerato nella nostra vita. Il momento di riposo di Satana viene fatto finire quando andiamo al Signore portandogli i nostri peccati e chiedendogli perdono, pronti ad abbandonare ogni peccato. A questo punto inizia il conflitto, il combattimento. Ha inizio un periodo di turbamento e di conflitto perché le due forze, quelle della luce e quelle delle tenebre lottano per avere il sopravvento ovunque, e così anche nella nostra vita interiore.

È vero che all’uomo forte è stata tolta l’armatura, ma i soldati possono combattere anche senza armatura. E così fa Satana, continua a combattere per avere le spoglie della nostra vita. Lui sa che non potrà vincere, ma a lui va bene anche se non ci sconfigge completamente, a lui basta tenerci impantanati in una lunga ed estenuante battaglia di trincea. Così facendo ci tiene bloccati e ci impedisce di crescere in Cristo. Dobbiamo conoscere queste logiche di combattimento di Satana.

Il combattimento interiore è un buon segno di come la nostra mente desidera rimanere libera e di come Satana invece non voglia abbandonare il campo di battaglia. Come credenti non dobbiamo aver timore di avere in noi un combattimento, perché questo è ciò che accade a chi non vuole la signoria di Satana nella sua vita.


(segue)

05 settembre - Ogni tipo di preghiera (2)

O Dio,… Tu hai visto … A Te si abbandona il misero; Tu sei il sostegno dell’orfano.

Salmo 10:12-14

 

Il SIGNORE  ascolterà la preghiera dei desolati e non disprezzerà la loro supplica.

Salmo 102:16-17

 

Gli amici mi deridono; ma a Dio si volgono piangenti gli occhi miei.

Giobbe 16:20

 

Ogni tipo di preghiera (2)

Anna e Ezechia: preghiere e lacrime.

 

– Anna è la moglie di Elkana, un uomo fedele a Dio (1 Samuele 1:1-18). Non ha figli e per questo soffre immensamente; le amiche la deridono e suo marito, benché pieno di affetto, non realizza fino a che punto arrivi il dolore della moglie. Anna piange sovente. Un giorno accompagna il marito al tempio; è molto triste e si rifiuta di mangiare con la famiglia, il che stupisce il marito che cerca a suo modo di consolarla. Anna, allora, si reca nel tempio e si mette a pregare; racconta a Dio la sua pena e piange a lungo. Quando esce dal tempio, il suo volto ha cambiato espressione. Sa di essere stata udita e compresa. Qualche mese più tardi dà alla luce un figlio, Samuele, che diventerà un profeta di Dio, sacerdote e giudice del popolo d’Israele.

– Il re Ezechia, uomo pio e fedele a Dio, cade malato e viene a sapere che non guarirà (2 Re 20:1-7). Allora, sul suo letto, prega e versa molte lacrime. La risposta non si fa aspettare: Dio gli fa dire dal profeta Isaia: “Ho udito la tua preghiera, ho visto le tue lacrime… Io ti guarisco” (2 Re 20:5).

Sono molti i credenti che hanno fatto la stessa esperienza di Anna o di Ezechia: preghiere, lacrime, e un Dio che consola e risponde. Non sempre c’è la guarigione o la risoluzione del problema, ma Dio non è indifferente alle lacrime e al dolore dei Suoi figli. Se tu hai un peso sul cuore o ti senti incompreso, non temere di piangere davanti al Signore e sappi che Lui ti ascolta.

Egli è “il Dio di ogni consolazione” (2 Corinzi 1:3).

(segue il prossimo giovedì)

venerdì 4 settembre 2026

04 settembre - Presunzione dell’uomo e amore di Dio

“Ascolta il mio dire, porgi orecchio a tutte le mie parole! Ecco, apro la bocca… Nelle mie parole è la rettitudine del mio cuore; le mie labbra diranno sinceramente quello che so”.

Giobbe 33:1-3

 

Presunzione dell’uomo e amore di Dio

(Un brano del Libro di Giobbe capitolo 33)

 

“Davanti a me tu dunque hai detto (e ho udito bene il suono delle tue parole): "Io sono puro, senza peccato; sono innocente, non c'è iniquità in me; ma Dio trova contro me degli appigli ostili, mi considera suo nemico; mi mette i piedi nei ceppi, spia tutti i miei movimenti". Ecco, io ti rispondo: "In questo non hai ragione"; poiché Dio è più grande dell'uomo. Perché contendi con Lui? Egli non rende conto dei Suoi atti. Dio parla una volta, e anche due, ma l'uomo non ci bada; parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; allora Egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti, per distogliere l'uomo dal suo modo di agire e tenere lontano da lui la superbia; per salvargli l'anima dalla fossa, la vita dalla freccia mortale.

L'uomo è anche ammonito sul suo letto, dal dolore, dall'agitazione incessante delle sue ossa; quand'egli ha in avversione il pane e lo ripugnano i cibi più squisiti; la carne gli si consuma e sparisce, mentre le ossa, prima invisibili, gli escono fuori; egli si avvicina alla fossa, e la sua vita a quelli che infliggono la morte.

Ma se, presso di lui, c'è un angelo, un interprete, uno solo tra i mille, che mostri all'uomo il suo dovere, Dio ha pietà di lui e dice: "Risparmialo, che non scenda nella fossa! Ho trovato il suo riscatto". Allora la sua carne diviene più fresca di quella di un bimbo; egli torna ai giorni della sua giovinezza; implora Dio, e Dio gli è propizio; gli dà di contemplare il Suo volto con gioia e lo considera di nuovo come giusto. Ed egli canterà tra la gente e dirà: "Avevo peccato, pervertito la giustizia, e non sono stato punito come meritavo. Dio ha riscattato l'anima mia dalla fossa, e la mia vita si schiude alla luce!" Ecco, tutto questo Dio lo fa due, tre volte, all'uomo, per salvarlo dalla fossa, perché su di lui splenda la luce della vita”.

giovedì 3 settembre 2026

03 settembre - Abbandono

Dio stesso ha detto: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò”.

Ebrei 13:5

 

Abbandono

 

All’inizio degli anni sessanta due bambini nati in una città canadese vennero abbandonati, prima dalla madre e poi dal padre. Messi in un orfanotrofio, furono poi dati in affidamento a diverse famiglie dove subirono anche dei maltrattamenti. Alla fine, furono adottati da una coppia che li ha amati e nella quale hanno trovato sicurezza e amorevoli cure. Ma per loro, ormai ragazzi, questo non è stato sufficiente. I traumi passati avevano lasciato delle ferite inguaribili. Così, dopo qualche anno, lasciarono la famiglia che li aveva adottati andando ognuno per la propria strada. A riempire il vuoto affettivo che avevano nel cuore, non servì né la droga, né l’alcol né una condotta immorale; in loro rimaneva un solo forte desiderio, quello di essere amati e avere un luogo dove sentirsi a casa propria. Un giorno, uno di loro udì il messaggio dell’Evangelo e accettò il Signore come proprio Salvatore. Pieno di gioia, andò a far visita al fratello per condividere con lui la sua bella esperienza di fede; ma il fratello rifiutò categoricamente di accettare il Signore dicendo: “Perché Dio ha permesso tutto quello che ci è avvenuto? Non voglio avere a che fare con il tuo Signore,!” Così si separano nuovamente: uno seguì il Signore, l’altro gli idoli di questo mondo.

Avete qualche volta sofferto per essere stati abbandonati da qualcuno? Se vi è capitato, non reagite come quel giovane ribelle, con la scusa che non capite il perché delle difficoltà che vi sono capitate; non rifiutate di accettare il Signore come vostro Salvatore, non proseguite la vita inseguendo le cose che vi attraggono e che Dio disapprova! Dio vi dice “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò”. Dategli fiducia!


mercoledì 2 settembre 2026

La strada per l’inferno? Una china dolce e graduale! (1/4)

Satana farà anche in modo che un tal credente non sia troppo preoccupato dei propri peccati; certo potrà anche pensarci ma farà in modo che sia una cosa lieve, del tipo “Non mi sono comportato molto bene questa settimana”. Ma la risposta subito pronta sarà: “...ma il Signore sa ogni cosa!”.

Questo tipo di pensieri sarà mantenuto da Satana come un leggero turbamento, perché se così non fosse porterebbe il credente dritto dritto al pentimento e alla richiesta di perdono, a cui seguirebbe subito il ripristino della comunione. Ma Satana lavorerà perché questo non avvenga!

Infatti quando non siamo in comunione col Signore ci sentiamo colpevoli, e questa sensazione genera una tensione negativa in noi che aumenta col passare del tempo e ci porterà ad una crisi spirituale. In questo stato il credente non eviterà i suoi impegni spirituali, che diventeranno in un primo momento pesanti e poi fastidiosi.

Poco a poco il credente si disinteresserà alla preghiera, alla lettura, e gli diventerà persino difficile e pesante andare in quel locale che impropriamente chiamano “chiesa” e in cui troverà molte persone antipatiche, che per di più gli faranno pesare le sue assenze o mancanze.

Mai capitato? Questa condizione si stabilizzerà così presto che Satana non dovrà nemmeno porre davanti a un tal credente tentazioni per distrarlo, perché ogni cosa spirituale gli sarà fastidiosa.

Ecco che gli amici del mondo diventeranno “migliori” dei credenti; il lavoro o le altre attività “migliori” dell’impegno spirituale. Ogni cosa delle tenebre sarà “migliore” della luce!

Satana riuscirà così a bloccare questo credente senza fargli fare nulla per lungo tempo dandogli l’illusione che finalmente si trova a suo agio.

Il nulla che Satana offre è assai forte, è tanto forte da rubare all’uomo gli anni migliori, coccolandolo non in gravi peccati, ma semplicemente in una terribile superficialità della mente che si perde appunto nel nulla. Noi pensiamo che Satana sia pronto a far cadere l’uomo in cose orribili, per farlo peccare allontanandolo così da Dio, ma anche questa è una seduzione. Satana sa che il credente è un'anima persa per lui, ma farà di tutto per renderlo almeno inutile e inoperoso. Quello che a Satana interessa è molto semplice: tenere lontano la persona il più possibile dal Signore stesso.

Il mucchio dei peccati non conta, purché il loro effetto cumulativo scacci il credente nel nulla, lontano dalla luce, rendendolo innocuo e senza la comunione con il Signore e la pace nel suo cuore!

Qualcuno (C.S. Lewis) ha detto che la strada più sicura per l’inferno è quella graduale, un dolce pendio, con un soffice suolo, senza brusche curve, senza pietre miliari, senza indicazioni. Quanto è vera ed efficace questa triste illustrazione.

È molto difficile spezzare il potere dell’illusione spirituale e religiosa di tali credenti, perché Satana fa loro credere di essere a posto e li farà sentire pieni di certezze e sono invece così illusi, ottenebrati e sedotti, che essi stessi non hanno nessun dubbio riguardo alla loro condizione. Se la persona è sedotta, e quindi illusa da Satana, essa non sa di esserlo per il semplice fatto che è stata sedotta.

Ma il vero credente è colui che sa di essere fatto di polvere, è colui che deve ricordarsi di “sapere quanto egli sia fragile”, e che può sbagliarsi, e quindi deve in ogni occasione ed ogni giorno chiedere all’Eterno Dio di essere perdonato dai propri peccati, di essere purificato dai propri errori e di ricevere la luce del Signore e l’illuminazione dello Spirito Santo sul proprio cammino.

Qualsiasi area della nostra vita, della nostra mente che non è liberata e che non è messa a disposizione del Signore è un'area vulnerabile agli attacchi di Satana.

Dobbiamo essere “rivestiti di umiltà” (Cl 3:12). Il credente spirituale è colui che sa che deve ogni giorno morire a sé stesso, arrendendosi a Dio, lasciando davanti a Lui ogni nostro pensiero vano, ogni cattiveria, ogni peccato.

Forse per qualcuno queste parole potranno sembrare pura teoria. Allora ti dico fratello caro: se è così, TREMA! Sii preoccupato perché Satana potrebbe in ogni momento chiedere al Signore di vagliarti! Sei pronto? È vero che Satana lo potrebbe fare anche col miglior credente, ma più siamo lontani da Dio e più siamo vicini alle tenebre.

Solo quando viviamo, con fede, l’impegno all’arrendevolezza a Dio, mortificando la nostra carne, in sottomissione a lui e alla sua Parola, potremo chiedere a Dio di cambiarci, e LUI lo farà.


(segue)

02 settembre - Due aspetti della volontà di Dio

Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

1 Tessalonicesi 5:16-1

 

Siate ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché camminiate in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa,

 Colossesi 1:9-10

 

Due aspetti della volontà di Dio

 

Leggendo la Bibbia scopriamo che su alcuni argomenti la volontà di Dio è universale e indicata chiaramente, mentre su altri è più individuale e più legata alle circostanze della vita. La Sua volontà universale è, per esempio, “Astenetevi da ogni specie di male” (1 Tessalonicesi 5:22), e anche “Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio”: L’altro aspetto della volontà di Dio è più personale, perché Dio ha un grande interesse per ognuno di noi; per comprenderla occorre avere nel più profondo del cuore un amore sincero, e un desiderio particolare di piacergli.

Per conoscere la volontà del Signore in una situazione particolare, bisogna imparare ad ascoltare la Sua voce. Per esempio, quando leggiamo un testo della Bibbia bisogna che lasciamo agire quelle parole nel nostro cuore, sulla nostra coscienza, nella nostra vita, e lasciare che facciano luce sulle nostre intenzioni e i nostri desideri. Preghiamo il Signore che ci renda sensibili a quello che ci dice e che ci aiuti a metterlo in pratica. Per uno si tratterà di riconoscere un torto, per un altro di fare una certa scelta, per un terzo di riconsiderare il cammino che abbiamo intrapreso… Al momento opportuno il Signore ci guiderà nelle nostre scelte e nelle nostre decisioni.

Nella ricerca della volontà di Dio, la preghiera è fondamentale. Parlando a Lui della nostra vita, delle nostre preoccupazioni, dei nostri errori, saremo incoraggiati e istruiti.


martedì 1 settembre 2026

01 settembre - “Vi do la Mia pace”

A colui che è fermo nei suoi sentimenti Tu conservi la pace, la pace, perché in Te confida. Confidate per sempre nel SIGNORE, perché il SIGNORE, sì, il SIGNORE, è la roccia dei secoli.

Isaia 26:3-4

 

“Vi do la Mia pace”

 

Il Signore ci dice: “Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti” (Giovanni 14:27). Abbiamo noi questa pace? Non la si trova in un mondo che passa né in una persona particolare; non la trovo in me stesso. La pace che crediamo di trovare nel mondo è solo apparente; sarà distrutta alla prima occasione.

Cosa significa allora “la Mia pace”? È la pace che il  Signore dà, quella del perdono di Dio che viene dalla convinzione di essere stati riconciliati con Lui grazie all’opera che Lui ha compiut. Confidate in Dio, perché questa pace possa essere vostra. Forse avete provato ciò che è il mondo: i suoi capisaldi hanno ceduto, si sono rovesciati e sono caduti. Non è così di Dio: Egli è la Rocca dei secoli, un fondamento inamovibile. Tutto quello che è falso e pura apparenza può servire per le attività del mondo, ma quando siete messi alla prova o nelle difficoltà, nel momento in cui avrete un grande bisogno, constaterete che questi aiuti illusori non possono esservi utili. Sarete veramente ricchi se potete guardare in alto e dire senza nessuna pretesa: “Sono in pace con Dio”. Questa è la pace che il Signore vi dà, “avendo fatto la pace mediante il sangue della Sua croce” (Colossesi 1:20).

Inoltre, la Sua pace è quella che il Signore stesso aveva sulla terra per la Sua vita di perfetta ubbidienza e di fiducia in Dio Padre.

Egli v’invita a seguire il Suo esempio, a lasciarvi condurre da Lui in tutte le circostanze; allora conoscerete questa pace perfetta dello spirito che si appoggia su Dio e confida pienamente in Lui.