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giovedì 30 luglio 2026

30 luglio - Un metodo non facile

Fra quanti avevano esercitato le arti magiche, molti portarono i loro libri e li bruciarono in presenza di tutti.

Atti 19:19

«È altresì scritto: "Non tentare il Signore Dio tuo"».

Matteo 4:7

 

Un metodo non facile

Conoscere la volontà di Dio

 

Non c’è un “metodo” facile per conoscere la volontà di Dio per la mia vita? Questa domanda se la pongono molte persone, e qualcuno pensa di poter trovare una risposta nelle pratiche, il più delle volte occulte, di certe religioni. Ma i veri cristiani devono fuggire da queste pratiche e considerarle come un grave peccato.

C’è anche qualcuno che utilizza la Bibbia in modo un po’ “magico”, per  esempio aprendola a caso e leggendo un versetto che credono sia la risposta al loro bisogno. Potrebbe anche capitare che si possa ottenere delle risposte aprendo la Bibbia in questo modo, ma estrapolando un versetto dal suo contesto si rischia di falsare l’insegnamento della Parola di Dio (2 Pietro 3:16).

Altri tirano a sorte per stabilire cosa Dio vuole da noi. Si pensa che Dio, essendo sovrano, possa intervenire in quel modo per rivelare la Sua volontà. E’ vero che nei tempi passati vi sono stati  uomini timorati di Dio che sono ricorsi a questa pratica, e Dio ha loro risposto. Ma ora, noi cristiani che possediamo nella Bibbia completa tutta la Rivelazione di Dio, abbiamo altri modi per conoscere la volontà del nostro Padre.

Noi abbiamo il privilegio di ricercare il Suo pensiero nella Sua Parola, ma dobbiamo farlo con umiltà, perseveranza e una piena fiducia nel Suo amore. Poi dobbiamo vivere vicini a Lui, in preghiera, stando attenti a quello che il Suo Spirito rivela al nostro spirito e al nostro cuore. Sicuramente Egli ci dirigerà, ma non in modo magico! Dio non mancherà di guidarci, se noi gli diamo fiducia!

mercoledì 29 luglio 2026

29 luglio - Un esempio commovente

Bada al servizio che hai ricevuto nel Signore, per compierlo bene.

Colossesi 4:17

 

Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio.

Romani 8:28

 

Un esempio commovente

Come conoscere la volontà di Dio

 

Ronaldo Lidorio, missionario brasiliano nel Ghana dal 1993 al 1998, racconta:

“Ho sofferto di ripetute crisi di malaria, ma non ho dubbi che una gran parte dei problemi miei e dei miei collaboratori proveniva dall’opposizione di Satana contro il nostro lavoro. Ho sperimentato, comunque, che Dio utilizzava le mie frequenti crisi per raggiungere i Suoi scopi. Ogni volta che ci sforzavamo di organizzare qualcosa (per esempio andare ad evangelizzare in una zona più lontana), mi assaliva una febbre che mi metteva a terra costringendoci a restare nel Ghana. Intanto, nel tempo fra una crisi e l’altra, mentre riprendevo le forze, lavoravo alla traduzione della Bibbia, in particolare del Nuovo Testamento, nella lingua di quel paese. Solo più tardi, io e Rossana mia moglie ci siamo resi conto di quanto siano stati proficui per il lavoro di traduzione quei quattro anni delle mie frequenti ricadute.

Alla fine, la malattia ci ha costretti a lasciare il paese… Tornato in Brasile ho continuato quel lavoro e per altri tre anni e mezzo l’ho proseguito trascorrendo ore e ore davanti al mio computer, circondato da libri e immerso nelle mie riflessioni. Rossana e i miei figli mi sono stati di grande sostegno. Il piccolo Ronaldo, che quando abbiamo lasciato il Ghana aveva soltanto due anni, si era talmente abituato al mio lavoro che ogni volta che gli chiedevano dov’ero, rispondeva senza esitazione: “Mio padre è al computer, sta lavorando per fare una Bibbia”. Per la grazia di Dio e col Suo aiuto, il lavoro fu terminato!”


martedì 28 luglio 2026

28 luglio - Timori dissipati

La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: “Pace a voi”.

Giovanni 20:19

 

Timori dissipati

 

I discepoli, dopo la morte del Signore non erano tranquilli; alcuni avevano riferito che il Signore era risuscitato, ma loro, quando si sono trovati tutti insieme, hanno per prudenza chiuso le porte di quella camera. Ed ecco che il Signore si presenta in mezzo a loro e cambia, da quel momento, il loro modo di vedere le cose. Prima di tutto calma la loro paura, il “timore dei Giudei” che li angosciava più di ogni altra cosa; infatti il rigore intransigente dei capi religiosi influenti impediva a molti di loro di testimoniare apertamente della loro fede (Giovanni 7:13; 9:22).

Anche noi potremmo provare lo stesso timore perché vi sono molte voci potenti che si fanno udire per ridurre al silenzio la fede cristiana o quanto meno per deriderla. Tuttavia, se guardiamo al Signore risuscitato, al quale è data “ogni autorità in cielo e sulla terra” (Matteo 28:18), udiamo le Sue parole di conforto: “Pace a voi”.

Dopo aver dato questa pace, il Signore vuole anche fortificare la fede dei Suoi: “E detto questo mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono.” (Giovanni 20:20). La nostra fede, per quanto debole sia, è rinforzata quando lo invochiamo ed Egli ci dà le prove della Sua presenza e della Sua potenza.

Dopo aver regolato l’argomento del timore e della fede dei discepoli, dice loro: “Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi” (Giovanni 20:21). Il Signore aveva già detto al Padre che li avrebbe mandati nel mondo come Lui stesso era stato mandato (Giovanni 17:18) ed ora è a loro che lo dice.

Ascoltiamo la Sua parola che porta la pace, guardiamo alla Sua Persona che ci mostra quelle ferite per cui questa pace è possibile, e rispondiamo con gioia al Suo invito!

lunedì 27 luglio 2026

27 luglio - Avvertimenti trascurati?

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Giovanni 3:36

 

Gesù… ci libera dall’ira imminente.

1 Tessalonicesi 1:10

 

Avvertimenti trascurati?

 

In occasione di un terremoto, la prima scossa è seguita spesso da una seconda, talvolta più violenta e più dannosa della precedente. Il tempo che intercorre fra le due scosse offre la possibilità di trovare un luogo più sicuro per mettersi in salvo. Dalla storia e dalla cronaca sappiamo di persone che hanno trascurato il primo avvertimento, e hanno perso la vita nella scossa successiva...

Oggi è come se vivessimo in una pausa di questo genere. Il futuro è minaccioso. Disordini, ribellioni, attentati, fanno presagire giorni terribili; siamo attenti a questi avvertimenti? Quando arriva la notizia di qualche catastrofe, molti parlano di destino, di caso; ma, in realtà, è anche per mezzo di questi segni precursori che Dio ci parla. Terribili sconvolgimenti stanno per avvenire sulla terra; ne parla chiaramente la Bibbia. Ma alla fine, prima della descrizione dei giudizi che leggiamo in Apocalisse, il Signore Gesù invita tutti ad accoglierlo nella propria vita: “Ecco, io sto alla porta e busso” (Apocalisse 3:20). Bussa alla porta del cuore di colui che, indifferente o ribelle, non crede ancora in Lui e trascura i Suoi appelli. Il Signore Gesù vuole dare la vita eterna e la pace del cuore, e vorrebbe che tutti fossero preservati dai tempi difficili che stanno arrivando. “Dio infatti non ci ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, il quale è morto per noi” (1 Tessalonicesi 5:9, 10). 

Ognuno è libero di ascoltare o no i Suoi avvertimenti, di aprire la porta del cuore a Colui che bussa o di tenerla chiusa, di credere all’amore di Gesù e riceverlo come proprio Salvatore o di respingerlo. Ma, attenzione!, c’è di mezzo un’eternità di gioia o di tormenti, di riposo e di pace o di sofferenze senza fine. Dio pone davanti a noi la scelta fra “la vita e la morte” e non ci impone nulla. Ma dice: “Scegli la vita affinché tu viva” (Deuteronomio 30:19)!

domenica 26 luglio 2026

26 luglio - La Bibbia (4)

Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.

1 Timoteo 3:16

 

La Bibbia (4)

 

Si sa, dunque, come la Bibbia è stata scritta; ora è interessante sapere come è stata composta. Nel 15° secolo a.C. Mosè scrive quello che Dio gli comunica; sono i primi 5 libri dell’Antico Testamento. Successivamente, diversi scribi mettono per scritto la storia del popolo d’Israele. Fino al 10° secolo a.C. alcuni altri autori come Davide e Salomone scrivono, ispirati da Dio, una serie di poemi, cantici, proverbi. Poi, fino al 5° secolo a.C., c’è il periodo dei profeti: anche loro scrivono o fanno scrivere i messaggi ispirati da Dio che costituiscono 8 libri. Nel 5° secolo a.C. dei religiosi copiano i testi già riconosciuti fra i Giudei. Nello stesso secolo la Giudea è invasa e i Giudei sono dispersi in esilio e perdono tutto. Questo li porta a raggrupparsi, tornando alla sola cosa che li può riunire: la Parola del loro Dio. È allora che degli scribi, dei dottori della Legge e dei sacerdoti mettono insieme i testi riconosciuti come ispirati da Dio.

Il Signore Gesù ha fatto spesso riferimento al Vecchio Testamento e preciserà anche, in anticipo, le tre “sezioni” di quello che sarà il Nuovo Testamento: gli Evangeli, gli Atti con le Lettere degli apostoli, e l’Apocalisse. Il Signore l’aveva preannunciato ai discepoli: “Lo Spirito Santo… vi ricorderà tutto quello che vi ho detto (i Vangeli)” (Giovanni 14:26); “Egli vi guiderà in tutta la verità (le Lettere degli apostoli)… e vi annuncerà le cose a venire (l’Apocalisse)” (16:13).

Il cristianesimo si è prima divulgato grazie alla predicazione e alle testimonianze degli apostoli e dei primi cristiani; poi, a poco a poco, si è reso necessario mettere per scritto la vita di Gesù e l’insegnamento dei Suoi apostoli.

A Cartagine, nel 397, dopo molte ricerche, il testo biblico, come l’abbiamo noi, è riconosciuto ufficialmente.

Il Signore ci dia di saper apprezzare l’eccezionale valore della Sua Parola.

sabato 25 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (4/15)

 Tre, anzi quattro principi fondamentali

 

Vorrei considerare alcuni principi (che mi piace chiamare “assoluti”). Li troviamo nella Scrittura e ci possono aiutare a mantenere alto il livello della nostra vita spirituale:

1. È decisamente importante rimanere attaccati al Signore, giorno dopo giorno, perché altrimenti qualcun altro, o qualcosa d’altro, prenderà il posto nella nostra vita che solo al Signore compete.

2. È necessario ascoltare e ubbidire non solo alla Parola di Dio ma anche ai richiami del Signore.

3. È fondamentale mantenere una relazione sana non solo col Signore ma anche con coloro che sono suoi figli e che fanno parte della sua chiesa.

In assoluto questi principi sono riconosciuti e accettati da tutti come buoni, ma vorrei invitarvi a meditare la vita di un personaggio che può far vacillare qualche nostra convinzione. Mi riferisco al re Giosafat di cui si parla nel Vecchio Testamento.

All’inizio della sua carriera fu un personaggio estremamente positivo, sicuramente da prendere ad esempio come credente, mentre in seguito alcune sue scelte, apparentemente legittime, lo indussero a sbagliare e lo portarono ad una fine spirituale disastrosa.

Prima di addentrarci nella meditazione della vita del nostro personaggio cominciamo esaminando un altro principio basilare che conosciamo benissimo ma a cui possiamo scegliere di dare un tipo di importanza relativa o no, almeno nella nostra mente.

Parlo del principio biblico espresso in 2Corinzi 6:14

“Non vi mettete con gli infedeli, sotto un giogo, perché quale relazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione tra la luce e le tenebre?”.

Mi permetto di fare una domanda, quale importanza diamo noi all’ubbidire? Com’è il nostro approccio alla Parola di Dio?

Dobbiamo pensare prima di rispondere, perché se la nostra vita reale non coincide con quanto noi crediamo o predichiamo, allora il Signore avrà qualcosa da dirci. Quali sono le nostre reazioni davanti alle indicazioni contenute nella Parola di Dio? Dobbiamo essere onesti con noi stessi dicendoci che spesso la Parola di Dio viene filtrata dalle nostre esperienze, dal nostro comune senso della vita, da ciò che ci aspettiamo gli altri pensino di noi, e così via. Intanto la Parola non raggiunge il suo effetto, e noi continuiamo a vivere la nostra vita di prima.


(Segue)

25 luglio - Gli uomini di Ninive

Come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell’uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti. I Niniviti… si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c'è più che Giona!

Matteo 12:40, 41

 

Gli uomini di Ninive

 

Un giorno, i responsabili religiosi giudei chiesero al Signore Gesù un segno che dimostrasse che Egli era veramente il Cristo, l’inviato di Dio. Il Signore rispose severamente che un solo segno sarà loro dato, quello “del profeta Giona”, che era uscito vivo dopo tre giorni trascorsi nel ventre di un animale marino. La storia di Giona, infatti, prefigura i tre giorni che il Signore sarebbe rimasto nella tomba, prima della Sua gloriosa risurrezione. Il profeta Giona, come un “risuscitato”, si era alla fine recato nella grande città di Ninive (l’attuale Mossul in Irak) a preannunciare il giudizio di Dio: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta!” (Giona 3:4). Dopo un solo giorno di predicazione, l’intera città era in subbuglio. Il re proclamò un pentimento collettivo accompagnato da digiuno e da segni di pentimento: si vestirono con dei sacchi e stavano seduti sulla cenere (Giona 3:5-10). E Dio li perdonò.

Il Signore Gesù dice ai Suoi contemporanei: “I Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c’è più che Giona”. Lì c’era Lui, il Figlio di Dio! Nel giorno del giudizio la presenza dei Niniviti accuserà coloro che avranno rifiutato di pentirsi dei loro peccati e di credere alla parola di Dio che presenta Gesù come unico mezzo di salvezza.

Lì c’era “più che Giona”. Gesù, è infinitamente al di sopra di tutti i profeti, è il Figlio di Dio risuscitato, eternamente vivente, nel quale siamo chiamati a riporre una piena fiducia.