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martedì 22 settembre 2026

22 settembre - Giusti davanti a Dio

Gesù, nostro Signore… è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.

Romani 4:24-25; 5:1

 

Giusti davanti a Dio

 

Malgrado il divieto dell’Imperatore Carlo V, nel 1536 a Losanna si tenne un convegno su un fondamentale soggetto della fede cristiana: L’uomo peccatore, come può essere reso “giusto” davanti a Dio? Deve fare delle opere meritorie, sopportare delle sofferenze per espiare i propri peccati? È davvero sufficiente credere al Signore Gesù, il Figlio di Dio, che ha dato Se stesso per i peccatori una volta per tutte? Il Suo sacrificio dev’essere ripetuto o completato?

Guillaume Farel, evangelista itinerante che lavorava nella regione, espose chiaramente il soggetto e, basandosi sulla Bibbia, rese testimonianza alla potenza dell’Evangelo ricevuto semplicemente per fede. Poi prese la parola Jean Tandy a cui era stato dato il compito di contraddire Farel:

“Fratelli, non vorrei commettere il peccato di resistere alla verità divina; riconosco davanti a tutti voi di essere stato per lungo tempo cieco e ingannato… Ho udito la verità. Vedo che bisogna aggrapparsi soltanto a Gesù, basarsi sulla Sua Parola, non avere altro capo, conduttore o salvatore se non Colui che col Suo sacrificio ci ha resi graditi al Padre”; e fra lo stupore di tutti fece questa confessione: “Chiedo perdono a Dio per tutto quello che ho fatto e detto contro di Lui. E chiedo perdono anche a voi perché vi ho insegnato cose sbagliate”.

Dio è giusto quando dichiara giusto l’uomo che si pente e crede che Cristo ha portato i suoi peccati sulla croce. Per fede egli è “giustificato per mezzo del Suo sangue”, vale a dire per la Sua morte (Romani 5:9). Ed è perché Dio ha risuscitato Gesù che il credente ha la certezza che l’opera di Cristo è perfetta. Cosa potremmo aggiungervi noi?


lunedì 21 settembre 2026

21 settembre Il figlio perduto (2)

Nella mia angoscia invocai il SIGNORE, gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce.

Salmo 18:6

 

Nel giorno che ho gridato a Te, Tu mi hai risposto, mi hai accresciuto la forza nell'anima mia.

Salmo 138

 

Il figlio perduto (2)

 

Uscito dal villaggio, dopo un breve tratto di strada, Xi si ferma e si inginocchia nella neve per rivolgere a Dio un’altra insistente preghiera. All’improvviso sente il pianto di un bambino e, guidato dalle sue grida, si dirige verso un vecchio pozzo abbandonato; il piccolo è lì dentro, intirizzito dal freddo. Trae fuori quel piccolo essere e lo avvolge nel suo mantello. È proprio lui, il piccolo rapito! Una bambina; era stata abbandonata dai rapitori perché la coppia della città voleva un maschio. Xi la prende e si mette a correre verso il villaggio riscaldandola fra le sue braccia.

Gli abitanti del villaggio, stupefatti e pieni di gioia, accompagnano l’uomo alla capanna dei genitori, stupiti anch’essi e oltremodo felici.

Chi è questo Dio che hai pregato e ha risposto alla tua preghiera? chiede il padre.

Davanti a una trentina di persone del villaggio, Xi può dare la risposta:

Il Dio che ho pregato è venuto sulla terra sotto forma di un fanciullo circa duemila anni fa. E’ il grande Dio creatore del cielo e della terra, il Dio infinito e onnipotente che ha voluto scendere fra di noi per strapparci dalla potenza del diavolo che ci trascina con sé verso un’eternità di sofferenze. Dio vuole che siamo felici per sempre, accanto a Lui. Credetemi, la morte non è la fine dell’esistenza e la reincarnazione non esiste –.

Poi, prende il suo Nuovo Testamento e legge ad alta voce nel Vangelo di Giovanni: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unico Figlio affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

Quella notte stessa quei genitori accettarono il Signore Gesù come loro Salvatore.

domenica 20 settembre 2026

Giosia e le sue riforme (2 Re 22; 2 Cro. 33-35) parte 2

1. L'ORIGINE DI GIOSIA

ANNUNCIATO CON 300 ANNI DI ANTICIPO

Re Giosia è uno degli uomini della Bibbia che Dio annunciò tramite una parola profetica prima che nascessero. Dio aveva già parlato di Giosia all'inizio del regno in Israele e in Giuda. Geroboamo, il primo re del regno delle 10 tribù, si era allontanato da Dio e aveva messo vitelli d'oro sia a Betel che a Dan. Voleva impedire alla gente di recarsi a Gerusalemme per adorare Dio lì. Furono gettate le basi per l’idolatria. La Parola di Dio è chiara al riguardo: “Questo diventò un'occasione di peccato” 1 Re 12:30.

Dio non lasciò ne il Suo popolo ne il re senza preavviso. Un profeta di Giuda venne a Betel per ordine del Signore per parlare contro l'altare. Le sue parole sono: “Altare, altare! Così dice il Signore: Ecco, nascerà un figlio alla casa di Davide, il suo nome sarà Giosia; ed egli sacrificherà su di te i sacerdoti degli alti luoghi che bruciano su di te l'incenso, e bruceranno su di te ossa umane!“ (1 Re 13:2). Qui vengono dati precisi dettagli riguardo al futuro re:

il suo nome

la sua origine

le sue azioni

In Giosia questa profezia di Dio si è avverata.

Da ciò possiamo trarre le prime istruzioni pratiche per noi stessi. Dice: Dio mantiene le Sue promesse! Ci sono voluti circa 300 anni perché Giosia arrivasse, ma poi arrivò. La predizione di Dio si è avverata esattamente.

Oggi non è diverso. Dio ci ha anche dato delle promesse. Possiamo assolutamente fare affidamento su queste promesse. Ciò che Dio promette, lo mantiene. Sperimentiamo direttamente l'adempimento di alcune promesse di Dio. Ad esempio, se Egli ha promesso di aiutarci nelle difficoltà o di essere in mezzo a noi quando saremo riuniti nel Suo nome, allora possiamo sperimentarne immediatamente l’adempimento. Ma alcune promesse di Dio hanno per noi anche una dimensione futura. Pensiamo solo alla promessa del ritorno di nostro Signore. Lui è molto più di Giosia. Vogliamo allora dubitare che Egli verrà di nuovo? Sicuramente no.

La Parola di Dio aveva predetto che ci sarebbero state persone che avrebbero dubitato e  si sarebbero fatte beffe dell'adempimento di questa stessa promessa (2 Pt 3:4). Questo è il motivo per cui Egli ci dice: “Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni, ma è paziente verso di voi” (2 Pietro 3:9). Sì, Dio è paziente, ma ciò non cambia il fatto che ciò che ha detto accadrà. Possiamo sicuramente contare su questo.

I SUOI GENITORI

Se consideri la storia della riforma di Giosia nel suo contesto e consideri anche che egli si impegnò nella causa di Dio fin dalla giovane età, allora ti chiedi automaticamente che tipo di genitori avrebbe potuto avere questo giovane. Scopri qualcosa di sorprendente. Sia suo padre che suo nonno non erano affatto uomini devoti. Al contrario, entrambi fecero ciò che è male agli occhi di Dio. Manasse regnò per 55 anni. Il giudizio di Dio su di lui fu: "Egli fece molto male agli occhi dell'Eterno, provocando la sua ira" (2 Cronache 33:6). Anche se in seguito si pentì, il suo regno fu un altro triste capitolo nella storia dei re di Giuda. Suo figlio Amon, il padre di Giosia, fece anche peggio. Di lui è detto: “Anzi, Amon, si rese sempre più colpevole” (2 Cr. 33:23). Gli furono concessi solo due anni di regno. Poi divenne vittima di una cospirazione.

Giosia nacque mentre Manasse era ancora re. Aveva sei anni quando suo padre salì al trono. Probabilmente, la condotta del padre non influì molto su di lui, vista l'età. Il Signore Gesù è sempre all'opera e ricerca cuori giovani e non, la sola condizione richiesta è che ascoltino e ricevano le Sue parole. Non si possono e non si devono trarre conclusioni dai genitori sui figli. I genitori senza Dio possono avere un figlio devoto (cfr. Amon e Giosia). Allo stesso modo, genitori devoti possono avere un figlio senza Dio (cfr. Ezechia e Manasse). Non puoi ereditare la grazia di Dio.

Tuttavia questo principio non deve portarci a una conclusione sbagliata. Noi genitori abbiamo la piena responsabilità dei nostri figli. Non possiamo nasconderci dietro la grazia di Dio e usarla come una scusa a buon mercato per allevare i nostri figli in modo negligente e indifferente. Il principio di responsabilità è altrettanto valido quanto il principio di grazia. Come genitori abbiamo delle responsabilità.

Quindi Giosia crebbe in un ambiente che non era affatto influenzato dal timore di Dio.

Prima di descrivere nei dettagli l’opera di riforma di questo re, Dio ci mostra tre caratteristiche che modellarono la sua vita nel suo insieme. Queste caratteristiche sono (2 Cr. 34:2):

fece ciò che è retto agli occhi del Signore,

seguì le vie di Davide suo padre,

non si voltò né a destra né a sinistra.

Cosa possiamo imparare da esso?

20 settembre - Il figlio perduto (1)

Io ti ho chiamato per nome, ti ho designato, sebbene non Mi conoscessi. Io sono il SIGNORE, e non ce n’è alcun altro; fuori di Me non c’è altro Dio!

Isaia 45:4-5

 

Il figlio perduto (1)

 

In Cina, alla fine del 1989, nella neve e con un vento glaciale, Xi, servitore del Signore che vende Bibbie e Vangeli, cammina faticosamente di villaggio in villaggio sulle colline di Gansu. Giunto all’ultimo villaggio del suo giro, sente subito che qualcosa non va; le persone sono tutte fuori radunate in piccoli gruppi.

– Buon giorno a tutti – dice Xi – vi porto una buona notizia.

– Fa’ silenzio, qui abbiamo solo delle cattive notizie: oggi è stato rapito un bambino.

In Cina non era raro il rapimento di bambini; bande di malviventi rapivano i bambini nei villaggi delle campagne per venderli a ricche coppie di cittadini che non avevano figli.

– Potrei vedere i genitori? – riprese Xi.

– Vattene, non abbiamo bisogno di te!

– Per favore – insiste ancora Xi – volete condurmi da loro? Forse potrei aiutarli.

Portato nella capanna dei disperati genitori indirizza loro parole di incoraggiamento:

– Comprendo il vostro dolore, e conosco qualcuno che vi può aiutare; mi farebbe piacere pregare Dio per voi. E inizia a pregare: “O Dio, Tu che sai e puoi tutto, ti chiediamo di fare in modo che sia restituito questo figlio rapito: Amen”

– Taci, vattene – grida il padre – abbiamo pregato i nostri Shen (spiriti) senza nessun risultato. Il tuo Dio farà meglio di loro?

E lo spingono con violenza cacciandolo dal villaggio.

(segue)


sabato 19 settembre 2026

Giosia e le sue riforme (2 Re 22; 2 Cro. 33-35) parte 1

Giosia visse più di 2.500 anni fa. Ciononostante la sua storia è attuale e significativa anche per i tempi in cui viviamo. Quando Giosia divenne re di Giuda, Dio aveva già pronunciato il giudizio sul Suo popolo. La disobbedienza e l’idolatria erano diventate così dilaganti in Giuda e Beniamino che Dio stava per esercitare il giudizio. I predecessori di Giosia , suo nonno Manasse e suo padre Amon, erano uomini malvagi. Dio non ne traeva alcun piacere. Amon cadde a causa di una congiura, così che Giosia divenne re da ragazzo all'età di otto anni. Avrebbe continuato sulla strada di suo padre e suo nonno? No, Giosia fece ciò che piaceva a Dio. Regnò a Gerusalemme per 31 anni. La sua vita fu in gran parte fatta di obbedienza e riforme, una vita di ritorno a ciò che Dio voleva.

La storia di Giosia, come ogni cosa nell'Antico Testamento, è scritta per nostra istruzione. Ciò che rende la sua vita così rilevante per noi è il fatto che Giosia visse in un tempo della fine. La fine del regno di Giuda era arrivata. Dio aveva annunciato il giudizio. Ma alla fine di questo periodo nei rapporti di Dio con il Suo popolo terreno, ci fu un re come Giosia, un re che cercò la volontà di Dio e la attuò costantemente nella sua vita. Non è attuale? In che tempo stiamo vivendo? Ci vuole solo una piccola intuizione spirituale per rendersi conto che non viviamo in un tempo qualunque, ma nella fine dei tempi. Non per niente l’apostolo Paolo chiama gli ultimi giorni “tempi difficili” (2 Tm 3:1).

Il giudizio su un cristianesimo, che professa Cristo solo esteriormente, è stato dichiarato, e non tarderà a essere attuato. Dopo che i veri credenti saranno stati portati in cielo, il Signore lo vomiterà dalla Sua bocca (Apocalisse 3:10,11,16). Ora, più che mai c'è bisogna di persone come Giosia. Proprio come Dio diede il risveglio allora, ci possono essere ancora dei risvegli nella vita dei credenti oggi. La storia di Giosia è la storia di un tale risveglio, un risveglio che iniziò con lui personalmente e che poi ebbe conseguenze per la gente. È difficile non notare i parallelismi tra la storia di Giosia e il nostro tempo.

Cosa caratterizzò allora l’opera di riforma e di risveglio sotto Giosia? Giosia si inchinò davanti alla Parola di Dio. Questa scelta gli fu utile per tre motivi:

per se stesso: Giosia era inizialmente pronto a mettere ordine nella propria vita. È così che è iniziato il lavoro della sua vita.

per il suo popolo Giosia non era soddisfatto dell'ordine nella sua zona. Sentiva anche la sua responsabilità verso il popolo di Dio.

per il servizio nella casa di Dio: Giosia pensò ai diritti di Dio e riformò anche il servizio.

Sentiamo l'utilità di queste scelte nel nostro tempo? Siamo pronti a trarre tutte le istruzioni dalla Parola di Dio? Siamo disposti a cambiare la nostra vita quando sentiamo che Dio si riferisce a noi? Ci sentiamo responsabili verso il popolo di Dio, soprattutto per quanto riguarda il servizio? Se è così, allora la vita di Giosia può essere per noi un aiuto e un incoraggiamento da un lato, ma anche una sfida dall'altro.

Sfortunatamente, non vediamo solo lati positivi nella vita di Giosia. La Parola di Dio ci dipinge un quadro realistico e oggettivo di quest'uomo. Ha iniziato bene, ha vissuto una vita di obbedienza ed è finita con la disobbedienza e l'ostinazione. Laddove aveva dimostrato le sue particolari forze, fu messo alla prova e cadde. In giovane età era dipendente e obbediente. Alla fine della sua vita sentì di poter agire senza il consiglio e l'aiuto di Dio e fece una triste fine. Anche questo ci parla.

Di seguito vorremmo riflettere un po' sulla vita e l'opera di quest'uomo. La base per ciò è il resoconto divinamente ispirato di 2 Cronache 34 e 35. Non si tratta di una spiegazione dei singoli versetti ma di trarre alcuni esempi alcuni principi per la nostra vita dalla sua vita e per fare questo seguiremo il seguente ordine:

1. Le origini di Giosia

2. I segni di Giosia

3. L'opera di Giosia

4. La fine di Giosia

5. Conclusioni


(segue)

19 settembre - Ogni tipo di preghiera (4)

“Quando vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di quello che dovrete dire; perché in quel momento stesso vi sarà dato ciò che dovrete dire”.

Matteo 10:19

 

“Io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno opporsi né contraddire”.

Luca 21:15

 

Ogni tipo di preghiera (4)

Neemia: una preghiera “lampo”

 

Neemia era uno dei Giudei deportati a Babilonia; di lavoro faceva il coppiere alla corte del re Artaserse (Neemia 2:1-8). Avendo ricevuto tristi notizie dai suoi compatriotti rientrati nel loro paese, era molto turbato; così supplicò Dio, con lacrime e umiliazione (Neemia 1:4-11), chiedendogli di spingere il re a concedergli il permesso di recarsi laggiù per rendersi conto della situazione. Mentre Neemia serviva il vino, il re gli chiese perché avesse l’aria così preoccupata. Prima di rispondere al sovrano, Neemia fece una preghiera: “Allora pregai il Dio del cielo e dissi al re…” Non poté fare una lunga richiesta; il re era davanti a lui e attendeva la sua risposta; la posta in gioco era alta. Così Neemia indirizzò a Dio una preghiera “lampo”. Pregò per brevi istanti e poi rispose al re; Dio stesso gli mise in bocca le parole da dire e fece in modo che il re gli accordi il permesso desiderato.

La preghiera “lampo” è in ogni momento alla nostra portata. Riceviamo una telefonata inattesa? Qualcuno ci pone una domanda imbarazzante? Dobbiamo dare rapidamente un parere, o prendere una decisione importante con pesanti conseguenze? Ci troviamo in una situazione grave in cui dobbiamo reagire rapidamente? Il nostro Dio è presente e non si aspetta dei lunghi discorsi; se non possiamo fare diversamente, rivolgiamo a Lui una preghiera “lampo”. Una frazione di secondo è sufficiente. Poi andiamo avanti contando su di Lui per avere la Sua guida nelle parole da dire e nelle azioni da compiere.


venerdì 18 settembre 2026

18 settembre - Nessun diritto di errore

Dio… ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'Uomo che Egli ha stabilito.

Atti 17:30-31

 

Nessun diritto di errore

 

“Buongiorno! Vi riporto questo apparecchio, che ho comprato da voi la scorsa settimana; non corrisponde al codice che vi avevo dato”. Anziché ricevere delle scuse, ho avuto soltanto un’alzata di spalle e la seguente considerazione: “Tutti possono sbagliare!” In effetti, quando si tratta di piccole cose materiali, questo modo di dire può essere anche giustificabile, ma vi sono delle circostanze nella vita in cui non abbiamo il diritto di sbagliare. Il “tutti possono sbagliare” non giustificherà nessuno quando ci si troverà davanti a Dio per rispondere della propria vita passata, delle scelte e delle azioni. Si può sbagliare quando non si sanno le cose, ma gli insegnamenti di Dio per quanto riguarda la morale e la nostra condotta noi dovremmo conoscerli.

Dio ci parla in molti modi e con molti mezzi. Fra questi:

la nostra coscienza: non abbiamo percepito molte volte la sua voce?

i dieci comandamenti, enunciati migliaia di anni fa da Dio stesso;

l’Evangelo, annunciato dal Signore Gesù, e predicato in seguito nel mondo intero;

tutta quanta la Bibbia. Dio ci ha scritto. Non solo per dirci ciò che Lui era in diritto di aspettarsi dalle Sue creature e il loro completo fallimento, ma anche il mezzo per essere liberati dal Suo castigo mediante il pentimento e la fede in Gesù Cristo. Nessuno potrà dire: Non lo sapevo!

Ancora oggi, Dio “comanda”: il messaggio è pressante, ma pieno d’amore affinché nessuno si privi della Sua grazia.