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domenica 21 giugno 2026

Rifiutare (2/3)

Giuseppe


"Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: 'Come dovrei commettere questa grande malvagità e peccare contro Dio?” Leggere Genesi 39:8,9.

Un giovane schiavo “rubato alla terra degli ebrei” – Giuseppe – servì fedelmente Potifar. Il suo padrone, sapendo che «il Signore era con lui», gli diede incarico di tutta la sua casa e di tutto ciò che possedeva. Ma il nemico, che non era riuscito a ucciderlo e a distoglierlo dal cammino della fedeltà a Dio, stava per tentarlo in un modo completamente diverso. Molti si sono mantenuti fedeli nelle tentazioni ordinarie della vita; ma sono caduti più in profondità di quanto chiunque avrebbe immaginato quando si trattava di resistere all’impurità e di sfuggire ai “desideri giovanili”.

“Giorno dopo giorno” si rinnovava la tentazione per Giuseppe. Ma fin dal primo attacco «lui ha rifiutato», «non l'ha ascoltata» quando lei lo ha provocato. E quando sembrò “in un giorno simile” che non potesse più evitare il male, “fuggì” e lasciò che tutto rimanesse puro.

Ciò gli valse l'ira del suo padrone, gli costò la buona posizione e gli causò lunghi anni di prigione. Ma quello era il modo in cui Dio lo portava alla gloria. Se non avesse rifiutato, senza dubbio non avrebbe conosciuto gli anni di sofferenza, ma Dio sarebbe stato disonorato. La Parola non avrebbe potuto ripetere: "Il Signore era con lui", e negli anni di carestia che avrebbero afflitto l'Egitto e la terra abitata, non sarebbe diventato il "Salvatore del mondo".


(segue)

21 giugno - Gesù bussa alla porta del tuo cuore

Sento la voce del mio amico che bussa e dice: “Aprimi!”

Cantico dei Cantici 5:2

 

Gesù bussa alla porta del tuo cuore

 

Presso la porta del tuo cuore

aspetta e bussa ancor Gesù,

e ti ripete con amore:

“Mi aprirai tu?”

 

“Per te, per te fui messo in croce;

dal ciel discesi fin quaggiù.

Ascolta, ascolta la mia voce.

Mi aprirai tu?”

 

Cedi alla voce che ti chiama,

cedi e non indugiare più;

apri e ricevi Lui che t’ama.

Gli aprirai tu?

 

Non odi tu la voce amata,

la voce del Signor Gesù?

“Guarda la mano Mia forata,

Mi aprirai tu?”

(da: Cantici Spirituali)

 

“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la Mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con Me” (Apocalisse 3:20).

sabato 20 giugno 2026

Rifiutare (1/3)

Mosè

Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio che godere per breve tempo i piaceri del peccato, stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa. Ebrei 11,24-26.

Erano passati quasi 40 anni; Mosè non era più il ragazzo che piangeva; era cresciuto alla corte del faraone in mezzo a tutto lo sfarzo, completamente istruito nella saggezza e nella scienza degli egiziani, come si conveniva al figlio adottivo della figlia del re. Era “potente nelle sue parole e nelle sue opere”, il presunto erede al trono del paese più civilizzato dell’antichità.

Ma un giorno gli venne in mente che questo popolo d'Israele, disprezzato e odiato dagli egiziani, era il suo popolo. Che scoperta per un uomo che viveva nel lusso e nello splendore della corte di un Faraone altezzoso e arbitrario! Questi ebrei, “un abominio per gli egiziani”, erano “suoi fratelli”, il popolo di Dio! Dovette allora lasciare tutto, rinunciare alle ricchezze dell'Egitto, per unirsi alla vergogna che gravava su di esse? Se avesse usato le competenze acquisite durante quei 40 anni per liberarli, non lo avrebbero accolto come un liberatore?  Diventando re sull’Egitto, avrebbe potuto effettivamente favorirli, alleggerire il loro fardello; ma la mente di Dio era di farli uscire dalla terra della schiavitù. Il popolo capirebbe senza dubbio che Dio voleva dare loro la liberazione per mano sua. Ma cosa direbbe il Faraone? Come poteva lasciare la madre adottiva che lo aveva salvato dalle acque? Non sarebbe meglio mantenere i tanti vantaggi che gli sono arrivati?

Ha rifiutato. Egli “rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone”. Rifiutò le ricchezze, gli onori, la gloria. È andato verso i suoi fratelli, scegliendo la tribolazione, il “vituperio di Cristo”. Con quale gioia accetteranno la liberazione! “Ma essi non capirono” (At 7,25). Lo hanno rifiutato. E ora doveva fuggire dall'ira del re, fuggire dalla terra d'Egitto dove era cresciuto, fuggire nel deserto e trascorrere 40 anni come semplice pastore accudendo un gregge che non era nemmeno il suo.

Questo era ciò che aveva ottenuto! Aveva «rifiutato», aveva «scelto», aveva «ritenuto»... (Eb 11,24.25), aveva rinunciato a tutto per Dio; la sua carne non vi trovò nulla. Ma la sua fede poteva guardare più lontano e più in alto; Quel Dio per il quale aveva lasciato andare tutto avrebbe saputo ripagarlo: “Guardava alla ricompensa”. In questo mondo “perseverò fermamente, come se vedesse l’invisibile”. Conosceva la comunione beata con Dio stesso. Il suo volto risplendeva «perché aveva parlato con lui». E un giorno nella gloria avrà la sua ricompensa. Vedrà con noi il Signore, sul quale i suoi occhi erano già fissi mediante la fede. Nel Giorno della ricompensa avrà la sua corona e potrà gettarla ai piedi di Colui che solo poteva aiutarlo a rinnegare durante la sua vita l'onore e la gloria di questa terra per seguirlo in un cammino di sofferenza e di sofferenza. rinuncia.


(segue)

20 giugno - Sempre con il Signore!

Il Signore stesso, con un ordine… scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore.

1 Tessalonicesi 4:16-17

 

Sempre con il Signore!

 

Mi reco a far visita ad un’anziana amica che si trova in una casa di riposo. Ha dimenticato molte cose della sua vita passata, la sua famiglia, i suoi conoscenti… Ma la sua fede è rimasta viva, ed è sempre felice di ascoltare la lettura di versetti della Bibbia. Oggi le ho letto il testo in capo a questo foglietto. Allora, col viso raggiante di gioia, la sento ripetere sottovoce: “Sempre con il Signore, sempre con il Signore!”… È come se vedesse già il suo Salvatore vicino a lei, senza doverlo più lasciare.

Incontrare il Signore per restare per sempre con Lui, ecco la prospettiva di chi, come quella sorella in fede, ha creduto in Lui nella sua vita. Il credente ha messo la propria fiducia in Colui che l’ha amato e ha dato Se Stesso per lui (Galati 2:20); per questo ha la certezza di essere passato dalla morte alla vita (Giovanni 5:24) e che il suo posto è già pronto nella casa del Padre. Gesù dichiara a tutti i Suoi riscattati: “Tornerò e vi accoglierò presso di Me, affinché dove sono Io, siate anche voi” (Giovanni 14:3).

L’apostolo Paolo, al quale Gesù si era rivelato sulla strada per Damasco, aveva “il desiderio di partire e di essere con Cristo”. Per lui morire era un “guadagno” (Filippesi 1:23, 21).


Amor del Salvatore!

Vedrò nel bel retaggio - l’eccelso Tuo splendore.

Dinanzi al Padre allora, - finito il lungo viaggio,

del mio canto il fervore, - sotto il caldo Tuo raggio

darà lode al Signore!

(da: Cantici Spirituali)

venerdì 19 giugno 2026

19 giugno - Venti di tempesta (2)

“Chi è mai Costui che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli ubbidiscono?”

Luca 8:25

 

Quell’uomo sarà come un riparo dal vento, come un rifugio contro l’uragano.

Isaia 32:2

 

Venti di tempesta (2)

 

Il vento, nella Bibbia, ci parla anche delle circostanze difficili che talvolta attraversiamo durante la vita. Ma se sulla terra non soffiasse mai il vento, la vita non potrebbe esistere. Il vento contribuisce alle variazioni climatiche; permette l’evaporazione dell’acqua degli oceani e dei mari, apre la strada alla pioggia che bagna la terra, diffonde i semi, alimenta le riserve di acqua…

Accade la stessa cosa nella nostra vita. I contrattempi e le lotte insegnano al credente che deve contare sul suo Salvatore. Chi non ha mai fatto la meravigliosa esperienza del soccorso divino nel momento in cui l’uragano sembrava scatenarsi sopra di noi? “Signore, salvaci, siamo perduti!” (Matteo 8:25), hanno gridato i discepoli. Allora, spesso Egli ci risponde con queste parole: “Non temere”. Che parole incoraggianti quando si sa che sono accompagnate dalle risorse del Figlio di Dio, dalle Sue promesse e dal Suo amore. Ecco alcuni riferimenti ai testi biblici in cui il Signore Gesù fortifica la fede con queste parole:

“Non temere”: quando, come il discepolo Pietro, ti riconosci peccatore nel momento in cui Gesù ti chiama a seguirlo (Luca 5:10).

“Non temere”: di fronte al dubbio o a circostanze impreviste che ti toccano in prima persona (Luca 1:13, 30). 

“Non temere”: quando un mondo nemico ti aggredisce (Matteo 10:28) e ti provoca.

“Non temere”: davanti alla morte (Marco 5:36), perché Cristo è la risurrezione e la vita (Giovanni 11:25). “Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò e tu mi glorificherai” (Salmo 50:15).

giovedì 18 giugno 2026

18 giugno - È solo vento (1)

Io ho visto tutto ciò che si fa sotto il sole; ed ecco tutto è vanità, è un correre dietro al vento.

Ecclesiaste 1:14

 

(Gesù disse:) “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Marco 13:31

 

È solo vento (1)

 

Nella Bibbia, come pure nel linguaggio corrente, il vento è talvolta la figura dell’inutilità delle cose, della vanità della vita, delle cose che passano. Quante volte anche noi abbiamo pronunciato delle parole che sono svanite senza produrre alcun effetto positivo…

Di tutte le grandi attività dell’uomo, quante non producono altro che un risultato fugace e passeggero! “Qual profitto gli viene dall’avere faticato per il vento?”, dice l’Ecclesiaste (5:16); e poi ripete questo triste ritornello: “Tutto è vanità, è un correre dietro al vento”. Invece di impiegare tanti sforzi in questo vano inseguimento, perché non ricercare i valori veri, quelli che rimangono?

La Bibbia ci parla di cose che sono stabili, che durano:

La Parola di Dio: “L’erba si secca, il fiore appassisce”: ecco il risultato di ciò che l’uomo può fare o pensare sulla terra. “Ma la Parola del nostro Dio dura per sempre” (Isaia 40:8). Neppure uno “iota”, cioè neppure una lettera di questa Parola cadrà nel vuoto; tutto sarà adempiuto, dice il Signore, e Lui ne è il Garante (Matteo 5:18). Seduto sul trono nel cielo, ha detto a Giovanni: “Queste parole sono fedeli e veritiere” (Apocalisse 21:5).

La Sua giustizia: “La Sua giustizia dura in eterno” (Salmo 111:3)

La Sua fedeltà: “La fedeltà del SIGNORE dura per sempre” (Salmo 117:2)

La Sua bontà: “Celebrate il Signor dei signori, perché la Sua bontà dura in eterno” (Salmo 136:3).

mercoledì 17 giugno 2026

17 giugno - Nascere, vivere e andarsene

“Io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE, “pensieri di pace… per darvi un avvenire e una speranza”.

Geremia 29.11

 

Nascere, vivere e andarsene

 

Un poeta aveva cercato durante tutta la sua vita di dimostrare che Dio non esiste. Poco prima di morire ha fatto la seguente costatazione: “Sono nato, non so perché; ho vissuto non so come; me ne vado, non so dove…”. Triste bilancio di una vita senza Dio!

Ben diverso è il linguaggio dell’apostolo Paolo:

– “Dio… mi aveva prescelto fin dal seno di mia madre e mi ha chiamato mediante la Sua grazia… perché io lo annunziassi (il Figlio Suo) fra gli stranieri” (Galati 1:15, 16). Paolo sapeva perché era nato: per annunciare al mondo il Vangelo.

– “Per me il vivere è Cristo…” (Filippesi 1:21). Paolo sapeva bene come voleva vivere: tutta la sua vita si riassumeva in una persona: Gesù Cristo. Egli aveva rinunciato a tutto “allo scopo di conoscere Cristo” (Filippesi 3:7-10).

– “Ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio” (Filippesi 1:23). Paolo sapeva con certezza dove sarebbe andato dopo la morte, e tutto ciò che desiderava era di essere col Signore.

Ma le affermazioni di Paolo su queste questioni essenziali non sono riservate a lui che è stato un grande apostolo. Anche il più umile cristiano è stato conosciuto e amato da Dio prima della fondazione del mondo. Dio ha un piano per la vita di ognuno dei Suoi figli, mentre aspettano il momento in cui raggiungeranno il loro Salvatore.

Caro amico, perché sei nato, come vivi, e dove te ne andrai? Per rispondere serenamente a queste domande, credi alla Parola di Dio e ricevi Gesù Cristo come tuo Salvatore.