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mercoledì 1 aprile 2026

Cantico dei Cantici (18/18)

v. 17 — Le travi delle nostre case sono cedri, i nostri soffitti sono di cipresso.

Presso il buon Pastore, come abbiamo appena constatato, si trova un perfetto riposo e nutrimento in abbondanza, ma anche un luogo dove Egli si trova in mezzo ai suoi. I suoi godono di una grande sicurezza e si rallegrano di tutti i beni di questo «santuario». «O Eterno, io amo il soggiorno della tua casa e il luogo dove risiede la tua gloria» (Salmo 26:8); «Una cosa ho chiesto all’Eterno e quella ricerco: ch’io dimori nella casa dell’Eterno tutti i giorni della mia vita, per mirare la bellezza dell’Eterno e meditare nel suo tempio» (Salmo 27:4).

Il fedele è al sicuro. Come tutto è solido e confortevole in questa casa! Le travi sono di cedro, albero maestoso dal legno duro e resistente. I soffitti sono di cipresso. Potremmo desiderare una dimora migliore?

01 aprile - L’uomo di George Street

(Gesù disse loro:) “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura”.

Marco 16:15

 

Noi non facciamo bene; questo è giorno di buone notizie, e noi tacciamo!

2 Re 7:9

 

L’uomo di George Street

(seguito e conclusione del racconto di ieri)

 

I due uomini si avviano alla ricerca di Mr Jenner e bussano alla porta di un piccolo appartamento. Viene ad aprire un uomo anziano e debole. Il pastore londinese gli riferisce le testimonianze di tutte le conversioni che ha sentito raccontare nel corso degli anni passati. L’anziano inizia a piangere, e racconta la sua storia: “Lavoravo su una nave da guerra australiana, e conducevo una vita depravata. Nel corso di una crisi, ho veramente toccato il fondo della miseria, e uno dei miei colleghi, al quale peraltro avevo reso la vita molto difficile, mi ha aiutato. Mi ha fatto conoscere Gesù e da un giorno all’altro la mia vita è totalmente cambiata. Sono stato così riconoscente a Dio che gli ho promesso che avrei testimoniato in modo semplice di Gesù almeno a dieci persone al giorno, e Dio mi ha dato la forza di farlo per quarant’anni! Quando sono andato in pensione, ho pensato che il luogo migliore per presentare il Vangelo fosse George Street, dove ogni giorno transitavano centinaia di persone. Molti hanno rifiutato i miei opuscoli, ma altri li hanno accettati educatamente. Credetemi, ho passato quarant’anni a parlare dell’amore di Gesù, ma solo oggi vengo a sapere che qualcuno ha creduto a Lui grazie a questo mezzo!”

Una tale testimonianza non dovrebbe spingerci a parlare intorno a noi di questa grande salvezza che Dio offre per mezzo di Gesù Cristo? Dio veglia sulla sua preziosa Parola, che dona la vita, e vuole che la spandiamo con generosità e perseveranza: “Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo ritroverai” (Ecclesiaste 11:1).


martedì 31 marzo 2026

Cantico dei Cantici (17/18)

v. 16 — Come sei bello, amico mio, come sei amabile!

Si può essere belli ma sgradevoli, o gradevoli senza essere belli. In Cristo tutto è riunito, la bellezza e l’amabilità. In questo passo è l’amore che risponde all’amore. È la sposa che, avendo gli occhi fissati sul suo Amico per contemplare la sua persona, esclama: «Tu sei bello, tu sei amabile». Sono gli stessi fedeli che ascoltiamo nel Salmo 45; il loro cuore arde, poiché in questo Salmo il Re appare subitamente sulla scena. Egli brillerà come la luce che esce dall’Oriente e appare fino ad Occidente. Essi lo vedono, lo contemplano: «Tu sei più bello di tutti i figliuoli degli uomini, la grazia è sparsa sulle tue labbra». Non solo è bello, ma è anche amabile. Tutto ciò che può renderlo desiderabile è riunito nella sua persona: Egli è l’Amato.

Diversi re sono stati amati dai loro sudditi, come Davide e Salomone, ma nessun re sarà amato dal suo popolo come il Signore. Quando i fedeli canteranno il cantico da essi composto, e che avrà per soggetto il Re, lo faranno con accenti armoniosi mai uditi fino allora dagli uomini e dagli angeli!

v. 16 — Anche il nostro letto è verdeggiante.

Le pecore del buon Pastore realizzano ogni giorno ciò che ci è detto qui con semplicità. L’Amico è il Re, ma è anche il fedele e buon Pastore. Rileggiamo il Salmo 23; ci farà capire la dolcezza di ciò che troviamo qui meglio di ogni altra spiegazione: «Il Signore è il mio Pastore… egli mi fa giacere in verdeggianti paschi». Presso il buon Pastore ci sarà sempre riposo.

Gesù non ha fatto sedere per schiere sull’erba verde le numerose persone che come pecore affamate e senza pastore lo seguivano? Con quale abbondanza le ha saziate! Ci furono anche degli avanzi!


(segue)

31 marzo - L’uomo di George Street

Fin dal mattino, semina la tua semenza e la sera non dar posa alle tue mani; poiché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio: se questo o quello, o se ambedue saranno ugualmente buoni.

Ecclesiaste 11:6

 

L’uomo di George Street

 

Tutto è cominciato alcuni anni fa in una chiesa del sud di Londra. Alla fine del servizio domenicale, un credente si alza e chiede se può raccontare la sua conversione a Dio. Glielo concedono, e allora racconta:

“Abitavo a Sidney, in Australia. Qualche mese fa, andando a far visita a dei parenti, camminavo in Gorge street, quando un piccolo uomo coi capelli bianchi è uscito da un negozio e mi ha offerto un opuscolo dicendo: «Mi scusi, signore, lei è salvato? Se morisse questa sera, andrebbe in cielo?». Questa domanda mi ha travagliato e, anche grazie all’aiuto di un amico credente, ho accettato Gesù come mio Salvatore”.

Qualche mese dopo, un pastore di quella chiesa fece un viaggio; andò a Perth, ad Adelaide, ad Atlanta, poi proseguì per i Carabi, e infine si recò in India. Ebbe così l’occasione di ascoltare delle testimonianze di persone convertite e, con sua grande sorpresa, venne a sapere che molte di loro erano state portate alla conoscenza di Cristo nella città di Sydney, grazie all’incontro con un vecchietto che aveva rivolto loro questa domanda: “Scusi, lei è salvato? Se morisse questa sera, andrebbe in cielo?”. Per alcuni, quest’incontro era avvenuto da poco tempo, per altri alcuni anni prima.

Sei mesi dopo, lo stesso pastore si trovava a Sydney e chiese a un credente della chiesa locale se conosceva un piccolo uomo dai capelli bianchi che distribuiva opuscoli in George street. Quello rispose: “Sì, lo conosco, si chiama Mr Jenner; ma è molto vecchio e ora non può più fare questo lavoro”.

(segue e si conclude domani)

lunedì 30 marzo 2026

30 marzo - Portiamo i nostri bambini al Signore

Gesù disse: “Lasciate stare i bambini e non impeditegli di venire da me, perché il regno dei cieli è di chi è come loro”.

Matteo 19:14

 

Portiamo i nostri bambini al Signore

 

I discepoli del Signore furono eccessivamente severi quando sgridarono le madri che portavano i loro bambini al Signore perché “imponesse loro le mani e pregasse”. Temevano che il Signore si affaticasse troppo o che venisse troppo disturbato (Matteo 19:13-15). O forse non stimavano così importante per quei bambini la preghiera e la benedizione del Signore.

Sappiate che il Signore non si stanca di ascoltare le vostre preghiere; portategli i problemi dei vostri bambini, dei vostri nipoti, se ne avete, e delle persone che vi stanno a cuore. Portategli le vostre angosce e i pesi che avete sul cuore o sulla coscienza. E fatelo con l’umiltà e la fiducia di un bambino perché “il regno dei cieli è di chi è come loro”. Il Signore è sempre disponibile, come lo era stato in piena notte per Nicodemo o in pieno mezzogiorno per la donna samaritana. “Come un pastore, egli pascerà il suo gregge: raccoglierà gli agnelli in braccio, li porterà sul petto, condurrà le pecore che allattano” (Isaia 40:11).

Come per tutto ciò che ci angoscia, ascoltiamo l’esortazione del salmista Davide: “Getta sul SIGNORE il tuo affanno, ed egli ti sosterrà” (Salmo 55:22).

domenica 29 marzo 2026

29 marzo - Una classificazione troppo semplicistica?

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Giovanni 3:36

 

Una classificazione troppo semplicistica?

 

“Non accetto la vostra classificazione”, diceva una signora. “Salvato o perduto, credente o incredulo… è troppo semplicistico”.

Eppure è così che parla la Bibbia. Essa distingue quelli che hanno accettato il Vangelo da quelli che, dopo averlo ascoltato, lo hanno rifiutato e non hanno creduto al suo messaggio. Per questi ultimi, “la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede” (Ebrei 4:2). È scivolata come l’acqua sulla roccia, senza lasciar traccia. Forse hanno apprezzato il lato poetico di alcune pagine della Scrittura, l’insegnamento morale di altre, ma non hanno creduto al messaggio centrale del Vangelo: ogni uomo è peccatore, e Gesù è l’unico Salvatore. Si comportano come dei malati gravi che rifiutano di ammettere di essere malati, e quindi rifiutano le cure adatte a curare il loro male. Così finiscono per morire, ma la colpa è loro.

La Parola di Dio, quando è accolta con umiltà, produce, mediante la potenza dello Spirito Santo, un’opera di salvezza definitiva. Non che i credenti siano migliori o più meritevoli degli altri, ma sono perdonati e salvati dal giudizio di Dio perché hanno confessato di essere peccatori, e hanno creduto al sacrificio di Gesù Cristo. Di loro la Bibbia dice: “La parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma… come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete” (1 Tessalonicesi 2:13).

Poniti questa domanda, caro lettore: faccio parte dei salvati, di quelli che credono in Gesù Cristo, morto e risorto, o sono ancora di quelli che saranno perduti per sempre?


sabato 28 marzo 2026

28 marzo - Ingegnosi nel male!

Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.

Siate saggi nel bene e incontaminati dal male.

Romani 12:21; 16:19

 

Ingegnosi nel male!

 

Quelli che non conoscono Dio impegnano la propria intelligenza nel fare il male e spendono su quel versante molte delle loro energie e delle loro capacità. “Ingegnosi nel male”, li definisce Paolo (Romani 1:30). Ingegno e astuzia sono messi in atto per soddisfare le passioni più impure così come per fabbricare armi distruttrici.

C’è anche molta inventiva nell’usare le “arti seduttrici dell’errore” (Efesini 4:14). “Il mio popolo è stolto – scrive il profeta Geremia – non mi conosce; sono figli insensati, non hanno intelligenza; sono saggi per fare il male, ma il bene non lo sanno fare” (4:22). L’uomo usa molta astuzia nel fare il male, ma è scritto che Dio “prende i sapienti nella loro astuzia”, perché la sapienza di questo mondo è “pazzia” davanti a Lui (1 Corinzi 3:19).

Il credente ha da parte del Signore l’energia e le risorse necessarie per impegnare le proprie capacità in tutt’altra direzione. Non indaga sul male, non si contamina con esso, non perde del tempo ad approfondirlo, non ne è né incuriosito né attratto. Cercherà sempre le cose che Dio approva e “il bene gli uni degli altri, e quello di tutti” (1 Tessalonicesi 5:15); perché, sa che “chiunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato” (Giacomo 4:17).