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domenica 2 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (6/15)

Giosafat: un uomo inizialmente fedele

 

Ecco allora che l’esempio di Giosafat è lì per parlarci, per scuoterci dall’apatia, e se necessario per abbattere le nostre pretese di “religiosità”. Il Signore sa che nel mio dire non c’è alcuna condanna, perché dovrei essere io il primo imputato, ma deve essere il Signore e il suo Spirito a risvegliare le nostre menti e coscienze perché noi possiamo piacergli sempre di più ogni giorno.

Prendendo spunto dal brano di 2Cronache 17 osserviamo alcune caratteristiche che definirei importanti del credente Giosafat, all’inizio della sua carriera:

1. Era un uomo diligente e cauto (vv.1 e 2), aveva fatto tesoro dell’esempio di suo padre Asa da cui peraltro prenderà spunto anche per la sua vita da re. E noi da chi abbiamo preso spunto e raccolto un tesoro (spirituale)?

Abbiamo un credente maturo a cui far riferimento e da cui trarre esempio, come molti esempi biblici ci suggeriscono? O preferiamo fare da soli, seguendo i consigli del nostro cuore malvagio, o della nostra indipendenza? (Pr 15:22).

2. Era un uomo veramente spirituale (vv. 2 e 3); troviamo dei particolari che ce lo confermano, infatti egli camminava nelle vie dei suoi padri e di Davide, inteso come esempio positivo (1Re 15:3), non seguiva i pagani (uno dei significati del nome Baal è “mio signore”), la sua condotta era essenzialmente basata sui comandamenti del suo Signore e Dio, non sulle idee del mondo di allora o del suo popolo.

3. Era un uomo approvato da Dio e molto stimato dal suo popolo (vv. 3 e 5). Che grande benedizione questa, che vale avere tutto se non si ha l’approvazione del Signore nella nostra vita? Se siamo approvati da lui, possiamo anche attraversare momenti bui ma avere la sua pace in noi stessi. È importante avere l’approvazione di colui che vuole essere sempre con noi, del nostro amico per eccellenza. E di solito, ma non sempre, oltre all’approvazione del Signore, segue anche quella degli uomini.

4. Egli viveva separato dal peccato (v. 1), egli si fortificò contro Israele (il cui re era il malvagio Achab) e (v. 4) è detto che viveva senza imitare i costumi dei pagani, anzi separandosi da essi, cioè tenendosi lontano dal peccato che caratterizzava l’altro regno, quello malvagio di Achab.

5. Era un uomo molto benedetto dal Signore (v. 6), aveva infatti enormi ricchezze e tesori e più di un milione di uomini nel suo esercito pronti alla guerra (vv.14 a 18);

6. Era anche un uomo coraggioso e deciso (v. 6) e questo era il risultato del suo attaccamento alle “vie del Signore” cioè alla sua Parola e all’ubbidienza alla sua volontà.

7. Era un uomo protetto da Dio (vv. 10 e 11); infatti pure i popoli pagani che circondavano il suo regno gli portavano tributi, ed avevano terrore del suo Signore Dio. Dio stesso non permise a nessuno di attaccare Giosafat e il suo regno. Che bello essere dipendenti da Dio in tutto e per tutto ed essere approvati e protetti da lui direttamente. I malvagi non scompariranno, e nemmeno le insidie spariranno, ma sapere di essere custoditi e protetti dal Signore è una grande benedizione e un “riposo” per le nostre menti e le nostre anime.


(segue)

02 agosto - La Bibbia (5)

Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna incinta, così non conosci l'opera di Dio, che fa tutto.

Ecclesiaste 11:5

 

La Bibbia (5)

 

La storia della trasmissione della Bibbia è fatta anche di stupefacenti aneddoti. Noi faremmo fatica ad attribuire qualche virtù alla prigione; eppure, è proprio in una prigione che la prima traduzione inglese della Bibbia dalle lingue originali è stata fatta da Tyndale, un vero credente incarcerato per eresia. La sua disavventura ha prodotto la gioia in moltissimi inglesi, e non solo.

Il francese Lemaistre de Sacy, imprigionato nella Bastiglia anche lui per la sua fede, ha potuto lavorare in prigione alla traduzione del Vecchio Testamento; quando è stato liberato il suo lavoro era terminato.

Fino al 15° secolo, sebbene in un periodo in cui poteva essere copiata solo a mano, la Bibbia si è diffusa. Nel Medio Evo la Bibbia fu vietata, confiscata, bruciata… Tuttavia, dei monaci la studiavano e la ricopiavano. Nel 1456, ecco il primo libro stampato: una Bibbia! Gutenberg lo stampò dopo sei anni di lavoro di cui quattro per la preparazione dei caratteri mobili.

Più tardi, in un monastero del Sinai, Tischendorf porterà alla luce dei manoscritti che diventeranno celebri con il nome di “Codice Sinaitico”.

L’ateo Voltaire disse della Bibbia: “In cento anni sarà superata, come un almanacco a fine anno”. Duecento anni dopo, la sua casa di Ferney ospitava una casa di edizioni bibliche!

Mentre la Bibbia è stata vietata per molto tempo in Cina, il piccolo libretto rosso di Mao Tse-Toung, in un certo periodo, doveva essere obbligatoriamente posseduto da ogni cinese. Tuttavia questo libretto, seconda opera più diffusa dopo la Bibbia, è stato stampato in poco meno di un miliardo di esemplari. La diffusione totale della Bibbia completa sorpassa oggi i sei miliardi di esemplari.


sabato 1 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (5/15)

Quali sono le nostre relazioni?

 

Quando parliamo di ubbidienza alla Parola di Dio sicuramente almeno i giovani potranno storcere il naso, e sentirsi limitati, perché il concetto dell’ubbidienza è sempre più considerato relativo! In realtà dietro ad ogni comandamento della Parola di Dio c’è lo scopo di proteggere l’individuo da un pericolo anche mortale, che possiamo anche non vedere o conoscere, ma Dio sì! Ricordiamoci sempre che lui è la luce e noi abbiamo bisogno di essere illuminati.

Questo brano (1Co 6:14) non parla solo della relazione tra giovani credenti e giovani non credenti, altrimenti Paolo avrebbe usato altri termini per spiegarsi. Qui troviamo un principio generale che spesso non viene riconosciuto, o viene applicato parzialmente, storcendo così il significato della Parola di Dio. Prima però dobbiamo parlare dei soggetti di questo versetto. Il primo soggetto, l’infedele, è colui che è paragonato alle tenebre, che appartiene alle tenebre e che abita in quel regno. L’altro soggetto invece è il credente: colui che ama la giustizia, che la pratica e che vive nella luce.

Paolo esorta i credenti a non aver nessuna relazione o comunione, con gli infedeli perché costoro possono non solo corrompere i buoni costumi dei credenti, ma anche contribuire ad allontanare il credente dalla giustizia, dalla luce, per allontanare il credente da Dio.

Siamo chiamati a riflettere su questo argomento:

* Con chi passiamo il nostro tempo?

* Chi frequentiamo volentieri?

* Con chi camminiamo regolarmente?

Non mi riferisco alle compagnie di lavoro, ma più in generale alla vita di relazione che possiamo avere con gli altri intorno a noi. Qual è l’ambiente che frequentiamo?

Il Signore ci invita a separarci dal sistema peccaminoso del mondo perché tutto quello che esso produce, ci fa sentire o ci fa vedere o di cui parla contamina la nostra mente, il nostro cuore e la nostra vita spirituale.

Ci crediamo oppure pensiamo che non è poi così male tutto quello che ci circonda?

Cosa ne pensiamo del brano di 1Giovanni 5:19 “Noi sappiamo che siamo da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno”?

Ci crediamo noi a quello che l’apostolo indica? Oppure pensiamo che questo versetto sia una esagerazione, un versetto buono solo per gli esagitati, integralisti, presenti anche tra i credenti?

Se invece ci crediamo, perché facciamo così tanta comunella col mondo?

Non dobbiamo ingannarci, il mondo appartiene a Satana, e noi lo sappiamo che il nostro nemico farà di tutto, con le sue armi e con l’inganno, per allontanarci dal Signore, dalla sua comunione.

Se mi stessi sbagliando perché le chiese sono oggi sempre più piene di credenti apatici e superficiali?

Quante domeniche i locali di culto sono strapieni, mentre alle riunioni di preghiera in settimana si nota la presenza di meno della metà degli stessi! Perché?

Potremmo continuare per molto indicando le cose che non vanno, ma la realtà è sempre quella che Satana ha oggi ampio spazio di manovra in molti credenti. Perché???


(segue)

01 agosto - La luce pura

 La Tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.

Salmo 119:105

 

La luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie.

Giovanni 3:19

 

La luce pura

 

Una fruttivendola aveva da poco tempo scoperto che la Bibbia era realmente la Parola di Dio e la stava leggendo, dietro al suo banco.

– Che cosa legge, domandò un cliente.

– La Parola di Dio, la Bibbia, rispose lei gioiosa.

– Veramente? Ma chi le dice che la Bibbia è la Parola di Dio?

– Dio stesso.

– Ma Dio le ha veramente parlato di persona?

La fruttivendola sembrò un attimo imbarazzata, poi, mostrando con un gesto la piazza del mercato, quel giorno inondata dal sole, esclamò:

– Può dimostrarmi, signore, che il sole esiste?

– Dimostrarlo? Ma è chiaro: i sente il suo calore e si vede la sua luce.

– Questo è per me la Bibbia; riscalda il mio cuore e illumina i miei pensieri come nient’altro è in grado di fare. Per questo ho la certezza che è il libro di Dio.

La gloria Tua o Dio - risplende in Tua Parola,

che dei Tuoi figli è il santo, - ricchissimo tesoro,

la voce dell’Amico - fedele che consola;

del cielo è il dolce canto, - lo scritto dell’amore.


venerdì 31 luglio 2026

31 luglio - “Io ti insegnerò la via”

Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; Io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te. Non siate come il cavallo e come il mulo, che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!

Salmo 32:8-9

 

“Io ti insegnerò la via”

Conoscere la volontà di Dio

 

 “Io ti istruirò e ti insegnerò la via…” Che bella promessa! Il Signore desidera guidarci sul cammino della vita, non solo quando le situazioni sono difficili, ma anche quando le cose sembrano andare bene.

Dio ha uno sguardo benevolo su di noi: ci conosce, ci corregge, ci avverte. E dice: “Non siate come il cavallo o il mulo…” perché, se siamo impazienti come il cavallo a cui bisogna mettere il morso, oppure ostinati come il mulo che bisogna stimolare per farlo avanzare, potremmo allontanarci dal cammino che Dio ci indica, Quanta energia spendiamo talvolta per cose inutili! Con saggezza, Dio agisce allora con delle situazioni che possono essere difficili, come lo sono “la briglia e il morso” per il cavallo, per frenare la nostra precipitazione o far cedere la nostra testardaggine e la difficoltà ad obbedire! Dio fa di tutto per ricondurci a Lui quando ce ne allontaniamo, e lo fa  per il nostro bene “affinché siamo partecipi della Sua santità” (Ebrei 12:10).

Se lo amiamo, Dio non ci dimentica, ha i Suoi “occhi” su di noi. È il Maestro attento che ci istruisce con la Parola perché entriamo nel progetto che si è prefissato per noi. Leggiamo dunque la Bibbia con attenzione, e chiediamogli, come l’autore del Salmo: “O SIGNORE, insegnami la Tua via, guidami per un sentiero diritto” (Salmo 27:11).

 

giovedì 30 luglio 2026

30 luglio - Un metodo non facile

Fra quanti avevano esercitato le arti magiche, molti portarono i loro libri e li bruciarono in presenza di tutti.

Atti 19:19

«È altresì scritto: "Non tentare il Signore Dio tuo"».

Matteo 4:7

 

Un metodo non facile

Conoscere la volontà di Dio

 

Non c’è un “metodo” facile per conoscere la volontà di Dio per la mia vita? Questa domanda se la pongono molte persone, e qualcuno pensa di poter trovare una risposta nelle pratiche, il più delle volte occulte, di certe religioni. Ma i veri cristiani devono fuggire da queste pratiche e considerarle come un grave peccato.

C’è anche qualcuno che utilizza la Bibbia in modo un po’ “magico”, per  esempio aprendola a caso e leggendo un versetto che credono sia la risposta al loro bisogno. Potrebbe anche capitare che si possa ottenere delle risposte aprendo la Bibbia in questo modo, ma estrapolando un versetto dal suo contesto si rischia di falsare l’insegnamento della Parola di Dio (2 Pietro 3:16).

Altri tirano a sorte per stabilire cosa Dio vuole da noi. Si pensa che Dio, essendo sovrano, possa intervenire in quel modo per rivelare la Sua volontà. E’ vero che nei tempi passati vi sono stati  uomini timorati di Dio che sono ricorsi a questa pratica, e Dio ha loro risposto. Ma ora, noi cristiani che possediamo nella Bibbia completa tutta la Rivelazione di Dio, abbiamo altri modi per conoscere la volontà del nostro Padre.

Noi abbiamo il privilegio di ricercare il Suo pensiero nella Sua Parola, ma dobbiamo farlo con umiltà, perseveranza e una piena fiducia nel Suo amore. Poi dobbiamo vivere vicini a Lui, in preghiera, stando attenti a quello che il Suo Spirito rivela al nostro spirito e al nostro cuore. Sicuramente Egli ci dirigerà, ma non in modo magico! Dio non mancherà di guidarci, se noi gli diamo fiducia!

mercoledì 29 luglio 2026

29 luglio - Un esempio commovente

Bada al servizio che hai ricevuto nel Signore, per compierlo bene.

Colossesi 4:17

 

Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio.

Romani 8:28

 

Un esempio commovente

Come conoscere la volontà di Dio

 

Ronaldo Lidorio, missionario brasiliano nel Ghana dal 1993 al 1998, racconta:

“Ho sofferto di ripetute crisi di malaria, ma non ho dubbi che una gran parte dei problemi miei e dei miei collaboratori proveniva dall’opposizione di Satana contro il nostro lavoro. Ho sperimentato, comunque, che Dio utilizzava le mie frequenti crisi per raggiungere i Suoi scopi. Ogni volta che ci sforzavamo di organizzare qualcosa (per esempio andare ad evangelizzare in una zona più lontana), mi assaliva una febbre che mi metteva a terra costringendoci a restare nel Ghana. Intanto, nel tempo fra una crisi e l’altra, mentre riprendevo le forze, lavoravo alla traduzione della Bibbia, in particolare del Nuovo Testamento, nella lingua di quel paese. Solo più tardi, io e Rossana mia moglie ci siamo resi conto di quanto siano stati proficui per il lavoro di traduzione quei quattro anni delle mie frequenti ricadute.

Alla fine, la malattia ci ha costretti a lasciare il paese… Tornato in Brasile ho continuato quel lavoro e per altri tre anni e mezzo l’ho proseguito trascorrendo ore e ore davanti al mio computer, circondato da libri e immerso nelle mie riflessioni. Rossana e i miei figli mi sono stati di grande sostegno. Il piccolo Ronaldo, che quando abbiamo lasciato il Ghana aveva soltanto due anni, si era talmente abituato al mio lavoro che ogni volta che gli chiedevano dov’ero, rispondeva senza esitazione: “Mio padre è al computer, sta lavorando per fare una Bibbia”. Per la grazia di Dio e col Suo aiuto, il lavoro fu terminato!”