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giovedì 22 ottobre 2026

22 ottobre - La vecchiaia, e dopo?

“O morte, dov'è la tua vittoria?”

1 Corinzi 15:55

 

Avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

1 Giovanni 5:13

 

La vecchiaia, e dopo?

 

Parlando della morte, una credente molto anziana, distesa su un letto e assistita da un respiratore, meditava sulla fragilità e la dipendenza di quelli che vanno molto avanti con gli anni. “Andare molto avanti negli anni è una povertà totale”, affermava la donna. E vedeva nella sua morte prossima l’incontro con Dio come quello di un figlio con suo Padre. Ricordava il suo percorso, evocando l’ultima pagina della sua vita sulla terra, quella che presto sarebbe stata voltata per condurla a quel meraviglioso incontro. “Entrerò nella morte con questo legame con Dio, legame che ha attraversato tutta la mia vita. Mi preparo a vivere l’incontro col mio Signore; sarà l’amore in un eterno faccia a faccia!”

Col passare dei mesi, le sue parole erano sempre più precise: “Non ho paura di morire. Per un credente, morire è il più bel momento della vita. Che gioia camminare verso quest’ultimo incontro!”

La fede nella Parola di Dio fa vivere queste certezze. Ascoltiamo ciò che l’apostolo Paolo ci ricorda a riguardo:

“Sappiamo infatti che se questa tenda (cioè il nostro corpo), che è la nostra dimora terren, viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d'uomo, eterna, nei cieli. Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste… perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita” (2 Corinzi 5:1-4).


mercoledì 21 ottobre 2026

21 ottobre - Il tribunale di Dio per i credenti

Tutti compariremo davanti al tribunale di Dio… Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio.

Romani 14:10-12

 

Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male.

2 Corinzi 5:10

 

Il tribunale di Dio per i credenti

 

A nessuno piace dover comparire in tribunale, non importa se colpevole o accusato ingiustamente. Prima dell’udienza, la mente è invasa da domande: “Su quali prove si baseranno gli avvocati? Come reagirà la giuria? Quale pena richiederà il pubblico ministero? Cosa deciderà il giudice?” Tutto questo fa paura, anche se fossimo nel giusto.

Dopo che il Signore avrà rapito i credenti portandoli in cielo (Giovanni 14:3), questi compariranno davanti al “tribunale di Cristo”, perché ognuno di loro dovrà “rendere conto di se stesso a Dio”. Ognuno si troverà davanti al sommo Giudice, ma non ci sarà una parte avversa, né degli accusatori, né una giuria. Questo tribunale non si pronuncerà sulla salvezza o sulla condanna di quelli che vi compariranno, perché la loro salvezza è già stata confermata dal Giudice stesso nel momento in cui hanno creduto: “Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Romani 8:1). Il castigo che meritavano lo ha subito interamente Cristo alla croce.

Ma in questo tribunale, Cristo darà il Suo apprezzamento sul modo in cui avremo agito nella nostra vita di credenti. Lì vedremo la nostra vita come l’ha vista il Signore. Egli metterà in luce il bene che abbiamo fatto ma anche il male, non per colpevolizzarci o condannarci, ma per mettere in risalto la Sua grazia. È un sollievo sapere che nulla sarà lasciato nell’ombra. Chi vorrebbe rifiutare questo atto del giusto Giudice, il nostro Salvatore, che è il solo a conoscere i dettagli della nostra vita, e le vere motivazioni? “Allora ciascuno avrà la sua lode da Dio” (1 Corinzi 4:5).

martedì 20 ottobre 2026

Giosia e le sue riforme (2 Re 22; 2 Cro. 33-35) parte 8

 UNA DOMANDA SU DIO

L'umiliazione è immediatamente seguita da domande su ciò che Dio desidera che si faccia. Giosia voleva chiarezza su ciò che aveva letto nel libro della legge e su ciò che lo aveva così angosciato. Potremmo forse chiederci perché lo ha fatto. La legge di Dio non era chiara? Dio non ha espresso chiaramente i Suoi pensieri lì? Da un lato Giosia aveva preso atto dei comandamenti, delle prescrizioni e dei divieti di Dio, ma dall'altro aveva anche letto cosa sarebbe successo se non si obbedisse alla volontà di Dio. Conosceva l'ira di Dio, annunciata nella legge e che sarebbe arrivata su coloro che non si sarebbero sottomessi ai comandamenti. Allora perché chiedere ancora di Dio?

Vediamo che Giosia aveva fiducia in Dio nella sua umiliazione. La legge (presumiamo che si trattasse di tutti e 5 i libri di Mosè) affermava chiaramente ciò che Dio si aspettava. Si era parlato anche del tribunale. Ma la legge parla anche di Dio che aspetta pentimento. Dio è un Dio longanime e misericordioso.

Possiamo imparare qualcosa da questo. Dio ci ha dato la Sua Parola. In questo riconosciamo la Sua volontà per la nostra vita. Ma Dio non si limita a questo. Ci ha dato anche la possibilità di pregare. Anche se conosciamo la volontà di Dio, possiamo parlargli in preghiera. La Parola di Dio e la preghiera sono inseparabili. Dio ci parla e noi possiamo parlargli. È fantastico. Applichiamolo alla conversione. Cosa penseremmo di una persona che semplicemente riconosce tutto ciò che Dio dice di lui, cioè che è un peccatore, che merita il giudizio di Dio e sta perire, ma che Dio gli offre un rimedio nel Signore Gesù per evitare il tribunale? Se ti fermi qui non andrai oltre. L'accettazione di ciò che Dio ci dice al riguardo nella Sua Parola spinge una persona alla preghiera con sincero esercizio e tristezza. Si rivolge a Dio e poi riceve il perdono.

Lo stesso principio si applica ad ogni risveglio nella nostra vita di cristiani. Dio ci mostra qualcosa che non va bene. Ci vediamo alla luce della Bibbia e ci rivolgiamo naturalmente a Dio in preghiera per parlargli di questo. Un servo del Signore una volta disse giustamente: “Ogni umiliazione è provocata dalla Parola di Dio e spinge l’uomo tra le braccia di Dio”. Si applica ai non credenti e ai credenti.

Forse mentre leggiamo la Bibbia, un versetto ci colpisce all'improvviso come una freccia nel cuore e riconosciamo l'errore. Anche se può essere immediatamente chiaro per noi cosa Dio vuole da noi e cosa dovremmo fare, ne parleremo comunque con Dio.

LA RISPOSTA DI DIO

Giosia manda il sacerdote Chilchia e alcune altre persone di sua fiducia da una profetessa per informarsi sulla volontà di Dio. Da un lato vediamo che quest’uomo dell’Antico Testamento non aveva accesso diretto al trono della grazia come lo abbiamo noi oggi. Possiamo rivolgerci direttamente al nostro Dio e Signore e non abbiamo bisogno di alcun “intermediario”. D'altro canto possiamo imparare qualcosa anche dal comportamento di Giosia. Giosia era giovane e cercava consiglio da altri che avevano più conoscenza riguardo alle cose di Dio e potevano aiutarlo nella sua vita di fede. Conosciamo, soprattutto, se siamo giovani, quali fratelli e sorelle sono disposti ad aiutarci? E poi, desideriamo ricevere aiuto? Dio ci fornisce fratelli e sorelle che hanno avuto esperienze con il Signore dalle quali possiamo certamente trarre beneficio. Naturalmente ognuno deve condurre la sua vita di fede, ma siamo invitati ad avvalerci dell'aiuto dei fratelli e delle sorelle che Dio ci ha messo vicine. I fratelli più avanti nelle fede, possono verificare se sono in primo luogo capaci e in secondo luogo disposti ad aiutare i più “piccoli“ quando hanno problemi riguardo al loro cammino o alle loro decisioni.

Notiamo anche che Dio dà la risposta attraverso una donna. Da un lato, questo fatto ci mostra (simile a Giudici 4) che il popolo di Dio si trovava in una condizione generale molto debole. D'altra parte, questo fatto è un incoraggiamento per le sorelle. Ci sono situazioni in cui le sorelle hanno una visione più chiara della volontà di Dio rispetto ai fratelli e possono essere di aiuto agli altri. Al tempo di Giosia c'erano profeti maschi (ad esempio Geremia, che probabilmente era ancora molto giovane). Il Nuovo Testamento definisce chiaramente l'ambito delle attività delle sorelle. Ma ciò non cambia il fatto che le sorelle possono (e dovrebbero) avere una visione dei pensieri di Dio e possono essere di aiuto agli altri con i loro consigli.

La risposta del profetessa Culda ci porta a un principio molto importante nei rapporti di Dio con i Suoi figli. È evidente che il suo messaggio a Giosia si compone di due parti. Dapprima parla, in modo relativamente impersonale, “dell'uomo che ti ha mandato a me“ (2 Cr 34,23). Gli viene annunciato il giudizio che merita, causato dalla cattiva condotta del popolo di Dio. Il giudizio di Dio doveva giungere su Gerusalemme perché avevano abbandonato Dio e bruciato incenso ad altri dei. Poi il messaggio della profetessa diventa personale. A nome di Dio, si rivolge direttamente al “re di Giuda che ti ha mandato“ (2 Cr 34,26). Questa parte del messaggio rivela la grazia e la misericordia di Dio, e che Dio era profondamente consapevole dell'umiliazione di Giosia.

Applicato a noi, questo ci fa pensare da un lato al governo di Dio e dall’altro alla grazia di Dio. C'è un governo di Dio nella vita dei credenti. L’apostolo Paolo lo spiega così: “Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà” Galati 6:7. Non possiamo limitare questo ai non credenti. L'applicazione ai credenti è seria e non vogliamo ignorarla. Noi, ci portiamo dietro le conseguenze delle nostre azioni e ne raccoglieremo i frutti. D'altra parte però, c'è la grazia di Dio. Sapeva bene che Giosia aveva bisogno di conforto e incoraggiamento in questa situazione, ed è per questo che Giosia ascoltò le parole di misericordia da parte di Dio. Il giudizio che era stato annunciato sarebbe arrivato ma dopo, Giosia si era umiliato e questo per Dio era una cosa di grande valore. Perciò non avrebbe visto le sciagure che sarebbero piombate su Gerusalemme, ma sarebbe vissuto e morto in pace. Così anche noi possiamo sempre rifugiarci nella grazia di Dio. Questa grazia di Dio è inesauribile. D’altra parte, dovremmo stare attenti a non usare questa grazia come un’opportunità per sfidare Dio. Anche qui valgono le parole di Paolo: “Rimarremo nel peccato affinché la grazia abbondi? Non di certo” Romani 6:1.


(segue)

20 ottobre - Di fronte a un muro

Ecco, Tu hai fatto il cielo e la terra con la Tua gran potenza… non c’è nulla di troppo difficile per Te.

Geremia 32:17

 

Vi predichiamo che… vi convertiate al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi.

Atti 14:15

 

Di fronte a un muro

 

“Dio ha fatto ogni cosa bella a suo tempo… sebbene l'uomo non possa comprendere dal principio alla fine l'opera che Dio ha fatta” (Ecclesiaste 3:11). Ricercatori e filosofi si affaticano a elaborare diverse ipotesi per spiegare ciò che Dio ha fatto. Queste teorie cercano di risalire nel tempo fino a qualche frazione di secondo dopo quella presunta “esplosione” che avrebbe dato origine all’universo. Ma sbattono sempre la faccia contro un muro! Perché è impossibile sapere ciò che è avvenuto appena prima di quell’istante… L’uomo non può comprendere dal principio alla fine l’opera di Dio.

Per il credente, invece, quanto è eloquente la Parola di Dio nella sua semplicità! “Nel principio Dio creò i cieli e la terra” (Genesi 1:1). “I cieli furono fatti dalla parola del SIGNORE” (Salmo 33:6). “I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l'opera delle Sue mani” (Salmo 19:1). Tutte maestose testimonianze della saggezza e della potenza di Dio che non hanno alcun effetto se c’è in gioco solo la ragione umana. Per il credente non c’è un muro invalicabile. Queste testimonianze meravigliose della Bibbia non solo ci rivelano le opere di Dio, ma Dio stesso, se le riceviamo per fede. Però Dio non si è rivelato soltanto attraverso la creazione o le Sacre Scritture, ma in maniera ancora più eloquente, attraverso Gesù Cristo, Suo Figlio.


lunedì 19 ottobre 2026

19 ottobre - La Sua parola non vale niente?

Tu desideri che la verità risieda nell'intimo: insegnami dunque la sapienza nel segreto del cuore.

Salmo 51:6

 

Dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in Lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo.

Efesini 1:13

 

La Sua parola non vale niente?

 

“Rimane solo la sua parola…, ma francamente non vale niente. E più insisterà, più sarà sospetto...” Questi erano i commenti di un giornalista riguardo ad uno dei non rari casi di doping nel ciclismo. E aggiungeva: “Nel ciclismo, la cultura della menzogna è così radicata che chi froda finisce sempre col persuadersi che le sue bugie costituiscano l’unica verità”. Questa testimonianza è severa, e conferma ciò che vediamo ogni giorno, che la frode e la menzogna sono legate alla natura umana. Il cuore è corrotto, quindi la parola di un uomo non può costituire una testimonianza credibile.

Eppure c’è stato un uomo sulla terra al quale si chiedeva: “Chi sei tu?” e Lui poteva rispondere: “Sono per l'appunto quello che vi dico” (Giovanni 8:25). Era Gesù, il Figlio di Dio diventato uomo. Egli ha mostrato ciò che era: l’Uomo perfetto. La Sua testimonianza era vera: “Anche se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado” (Giovanni 8:14). La perfezione della Sua persona brillava di fronte a tutti; nessuno lo ha potuto cogliere in fallo e nessuno ha potuto accusarlo di aver commesso qualcosa di male. “Chi di voi mi convince di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete?” (Giovanni 8:46). Eppure, è stato crocifisso per aver reso testimonianza alla verità!

Ma grazie a questo sacrificio, ancora oggi chiunque riceve “la parola della verità” è liberato dal peccato e dalle sue conseguenze eterne.


domenica 18 ottobre 2026

18 ottobre - Unica via di salvezza

C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma essa conduce alla morte.

Io ti indico la via della saggezza, ti avvio per i sentieri della rettitudine.

Proverbi 14:12; 4:11

 

Unica via di salvezza

 

Due operai lavoravano alla riparazione di una linea ferroviaria. Ad ogni segnale di sicurezza, si allontanavano immediatamente dalle rotaie perché era in arrivo un treno. Abitualmente, in quelle frequenti interruzioni, si spostavano sulle rotaie del binario parallelo. Un giorno, il treno preannunciato era un convoglio merci il cui rumore assordante impedì loro di sentire un secondo segnale di avvertimento che annunciava l’arrivo di un treno veloce in senso opposto. Fu così che i due uomini persero la vita.

Sul piano morale, anche noi siamo in pericolo in questo mondo “rumoroso” e spesso teniamo comportamenti che possono finire in tragedia.

E voi, pensate di essere al sicuro? Può darsi che vi siate spostati più volte da un “binario” a un altro, scegliendo quello che vi sembrava meno pericoloso, o meno difficoltoso. Può darsi che abbiate rinunciato a qualche tentazione, o rinunciato con successo alla schiavitù di una cattiva abitudine o a una compagnia malsana; ma forse sentite ancora la vostra fragilità e la vostra insicurezza di fronte agli inganni e alle tante seduzioni che il mondo vi offre…

Nella Bibbia, Dio vi propone un rifugio sicuro, un riparo a prova di tutto, un luogo segreto dal quale possiamo vedere ogni cosa come la vede Lui, su un sentiero che conduce, in sicurezza, fino al Padre. È la presenza di Gesù. È sufficiente aprirgli il cuore ed Egli verrà ad abitare in voi e allora comprenderete il senso di ciò che, un giorno, disse ai Suoi discepoli: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (Giovanni 14:6).

sabato 17 ottobre 2026

17 ottobre - Ogni tipo di preghiera (8)

SIGNORE, io so che la via dell'uomo non è in suo potere, e che non è in potere dell'uomo che cammina il dirigere i suoi passi.

Geremia 10:23

 

Ogni tipo di preghiera (8)

Davide: cosa devo fare?

 

Davide è il re d’Israele che succedette a Saul. Davide crede a Dio, conosce le Sue leggi e confida in Lui. Ha sperimentato le Sue cure e la Sua protezione nel corso degli anni in cui Saul, geloso, lo perseguitava. Una volta diventato re, Davide continua a riporre la propria fiducia in Dio.

Eccolo ora di fronte ad un attacco dei Filistei, nemici d’Israele (1 Cronache 14:8-16). Davide immediatamente prega Dio per chiedergli cosa deve fare, e Dio gli dice di attaccare i nemici e li vincerà.

Poco dopo i Filistei sono di nuovo lì, e bisogna agire. La situazione sembra molto simile alla precedente. Sarà utile pregare di nuovo Dio? Non potrebbe agire nello stesso modo? No, Davide interpella nuovamente il suo Dio e la risposta che riceve è l’opposto della precedente! Come reagisce Davide? Semplicemente sottomettendosi senza discutere; ed ecco che ottiene un’altra vittoria.

Questo atteggiamento è istruttivo per tutti i credenti. Nelle nostre difficoltà o nelle nostre scelte, chiediamo a Dio di guidarci e, se certe situazioni si ripetono, non riteniamoci abbastanza saggi da agire con i nostri mezzi, ma consultiamo Dio in ogni occasione! Le situazioni che si assomigliano, in realtà possono essere molto differenti. Dio solo possiede tutti gli elementi, ed è sempre in grado di consigliarci saggiamente. Come Davide, chiediamogli in preghiera ciò che dobbiamo fare, leggiamo con attenzione la Sua Parola, e uniformiamoci semplicemente alle Sue direttive. Solo così ci troveremo bene.