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martedì 11 agosto 2026

11 agosto - Errore grammaticale?

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». Poi disse: «Dirai così ai figli d'Israele: "l'IO SONO mi ha mandato da voi".

Esodo 3:14

 

Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono».

Giovanni 8:58

 

Errore grammaticale?

 

Il primo versetto citato oggi è sorprendente. In italiano corretto si dovrebbe dire: “Io sono Colui che è” ed è così che alcuni traduttori della Bibbia hanno tradotto il testo originale; molti altri, però, hanno preferito, anche a costo di un apparente errore grammaticale, conservare con precisione il pensiero espresso nella lingua ebraica. Dio, infatti, si rivela col nome “IO SONO”, vale a dire che esiste nel passato, nel presente e nel futuro, al di fuori di ogni nozione del tempo. Questo è inconcepibile per degli esseri limitati quali noi siamo, e la mente umana vi si perde. Tuttavia Dio non ha voluto rimanere inaccessibile, e il seguito del versetto ce lo mostra. “l’IO SONO mi ha mandato da voi”, deve dire Mosè quando più tardi sarà incaricato di trasmettere la legge divina al suo popolo.

Ma l’uomo non ha potuto osservare questa legge; allora Dio ha mandato un altro intermediario: “La legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17). Anche Gesù, quando si presenta, non dice “prima che Abraamo fosse, io ero”, ma usa il presente dicendo “Io sono”. Quest’espressione è anch’essa una conferma che Gesù è Dio, Dio Figlio, Dio “manifestato in carne” (1 Timoteo 3:16).

E’ così che Dio ha voluto rivelarsi alla Sua creatura; “Colui che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno” (Romani 9:5) è vissuto sulla terra come un uomo per rendersi visibile, comprensibile, accessibile… Questo è meraviglioso! Il credente riceve con gioia questo grande Salvatore, e adora Dio che lo ha mandato fra noi e che, per mezzo di Lui, ci ha fatto conoscere il Suo amore.

lunedì 10 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (13/15)

Liberarci dai legami della vecchia vita

 

Nella mia breve esperienza ho imparato che, se vogliamo permettere al Signore di costruire “qualcosa di nuovo” in noi, dobbiamo lasciargli prima abbattere quelle fortezze che ci tengono legati alla vecchia vita naturale e carnale.

Abbattere queste fortezze vuol dire demolire schemi mentali, sopprimere certe idee e pregiudizi radicati in noi, abbandonare cioè le “cose vecchie” affinché la presenza di Cristo e la sua vita possa realmente manifestarsi in noi, giorno dopo giorno. Personalmente sono convinto che dalla conversione in avanti dobbiamo raccogliere le indicazioni della Parola che troviamo in Filippesi 1:8 e 9 e farla diventare una splendida realtà dentro le nostre vite.

Ecco cosa dice la Parola:

“Che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, affinché discerniate le cose eccellenti (migliori) e possiate essere puri e senza macchia per il giorno di Cristo., ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, alla gloria e lode di Dio”.

 Ci può aiutare a capire quanto stiamo dicendo leggendo un brano che viene a volte sottovalutato, ma che ritengo importante per la sua precisione e fondamentale per questo studio che troviamo nella 2Corinzi 10:3-5 

“In realtà sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo al carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo”.

Prima di addentrarci in qualsiasi considerazione notiamo alcune cose in questo versetto:

* noi viviamo nella carne, ma il nostro combattimento non è secondo la carne;

* combattiamo una guerra con armi che vengono da Dio (non sono le nostre);

* Dio ci dà delle armi, ma ovviamente le armi si possono usare, ma si possono anche non usare;

* queste armi hanno una potenza da Dio che serve a distruggere le fortezze, (e cosa siano le fortezze lo esamineremo tra breve);

* ci sono ragionamenti nella nostra mente che vanno demoliti, quali essi siano lo comprenderemo dopo;

* ci sono altre cose che si elevano contro Dio e che hanno a che fare con il pensiero o la mente;

* tutto deve essere reso ubbidiente a Cristo;

 

Deve essere chiaro in modo assoluto che in noi coesistono cose vecchie e cose nuove, costruzioni mentali vecchie e nuove, schemi mentali vecchi e nuovi, anche dopo la conversione.

Tutto ciò che non è quotidianamente illuminato dalla Parola di Dio appartiene ancora alle tenebre e non ha niente a che vedere con la nostra nuova vita. Ovviamente Satana sa bene queste cose e farà il possibile, come detto, per tenerci appiccicato addosso tutto quello che fa parte del nostro vecchio uomo.

Ma dobbiamo anche dire onestamente che se vogliamo essere parte piena del progetto di Dio dobbiamo essere pronti a partecipare alla demolizione di quei baluardi o fortezze che Satana può e vuole usare per:

* ingabbiarci, o per:

* tenerci paralizzati, o

* semplicemente per impedirci di godere la vera LUCE.

10 agosto - Apollo 15

«Tu, Signore, nel principio hai fondato la terra e i cieli sono opera delle Tue mani. Essi periranno, ma Tu rimani… Tu rimani lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine».

Ebrei 1: 10, 11, 12

 

Apollo 15

 

Quando raccontava il suo atterraggio sulla luna con il volo dell’Apollo 15 (1971), l’astronauta J. Irwin aveva l’abitudine di concludere con queste parole: “Il fatto che il Signore Gesù Cristo abbia camminato sulla terra è immensamente più importante del fatto che un uomo abbia camminato sulla luna!”. L’avvenimento, che a quell’epoca molti hanno salutato come il massimo successo della tecnologia e della scienza, ha dunque, agli occhi di uno dei suoi attori principali, meno valore della venuta sulla terra del Figlio di Dio. E’ quindi il caso di riflettere seriamente sulle motivazioni e sulle conseguenze di questi due avvenimenti.

Nel primo, l’uomo ha mostrato, oltre al desiderio naturale e legittimo di conoscere il mondo che lo circonda, un’ambizione insaziabile che lo spinge ad elevarsi al di sopra di tutto e di tutti.

Nel secondo, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, si è abbassato prendendo  un corpo simile al nostro per compiere i piani di Dio, in una perfetta ubbidienza al Padre Suo, la cui espressione suprema è la Sua morte sulla croce (Filippesi 2:6-8). L’avvenimento della Sua nascita è passato inosservato a tutti, salvo che ad alcuni pastori avvertiti dagli angeli…

Quali sono i risultati di questi due avvenimenti? Il fatto che l’uomo abbia camminato sulla luna non ha cambiato granché le cose, né per voi né per me; ma il fatto che Cristo sia venuto sulla terra, che sia morto su una croce e poi risuscitato, ha cambiato la sorte eterna di un’infinità di persone, cioè di tutti coloro che credono in Lui!

Fra non molto, secondo la Sua promessa, con uno spiegamento incredibile di potenza, tutti i veri credenti saranno presi e portati dal Signore stesso non su un satellite, ma dove Dio abita, nella Sua dimora celeste, per vivere con Lui per sempre! 

domenica 9 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (12/15)

Satana opera in due modi

 

Come si sviluppa l’opera di Satana nel contrastare l’opera del nostro Signore rivolta alla salvezza degli uomini? Molti forse la ignorano o non la comprendono esattamente, ma vediamo con l’aiuto di una esemplificazione come ciò avviene.

Satana agisce nei confronti delle sue “prede” in due modi:

1. In modo diretto, attraverso quelle influenze e/o le possessioni demoniache che permettono alle forze del male di arrivare a controllare completamente un essere umano, facendogli compiere le cose più abominevoli, proprio perché queste forze hanno la capacità di eliminare tutti i freni inibitori. Satana e i suoi angeli decaduti desiderano compiere il male sia nella persona interessata, sia verso gli altri che la circondano.

2. In modo indiretto: l’obiettivo di Satana è sempre quello di impedire che:

* Le persone possano ascoltare il puro Evangelo, e farà di tutto perché questo avvenga, e ha a disposizione secoli d’esperienza!

* E se queste persone lo ascoltano egli farà in modo che non arrivino a comprenderlo e gustarlo, anche questo è ovvio!

* E se anche lo ascoltano e arrivano a capire il messaggio, egli opererà affinché le sue vittime non ne realizzino l’importanza per la loro vita e la loro salvezza, mettendo nei loro cuori (menti) tutto ciò che è possibile, ad esempio scuse (“Non posso impegnarmi così... certe richieste sono impossibili da rispettare, etc...”) o adducendo impedimenti personali o spirituali. A Satana basta e avanza un homo religiosus (ce ne sono miliardi nel mondo)!

* E se vivono il messaggio dell’Evangelo e lo realizzano nella loro vita, egli impedirà loro con ogni mezzo di crescere e svilupparsi, attraverso prove, dolori, sofferenze o persecuzioni etc... Infatti un vero credente è probabilmente un uomo di sofferenza, esattamente come il suo Maestro!

Capiamo allora perché le persone del passo di Giovanni 2 non avevano capito. La Parola non era scesa nel profondo del cuore. Satana permette agli uomini di avere una religione, forse anche cristiana, ma solo “NOMINALE”. Poi si preoccuperà e lavorerà al suo meglio affinché tante aree della nostra vita non siano interessate dal cambiamento e dalla trasformazione progettata e richiesta dal Signore per noi.

Nella scala che abbiamo appena visto dove ci troviamo noi? Abbiamo ricevuto l’Evangelo?

Lo ascoltiamo? Lo abbiamo fatto nostro? Lo viviamo? La Parola del Signore ci sta trasformando?

Cosa vuol dire “cambiamento” per me?

A quale profondità lascio arrivare il Signore nell’operare la trasformazione che Lui desidera operare?

Quali ostacoli gli sto mettendo davanti?


(segue)

09 agosto - La Bibbia (6)

La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore…  se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.

Romani 10:8-9

 

La Bibbia (6)

 

I libri della Bibbia nel loro insieme sono un messaggio vero, solenne e meraviglioso; la loro grandezza si percepisce in ogni pagina. Ma non basta che io ammetta il suo valore universale, devo riconoscere che le sue parole mi riguardano personalmente. Il suo messaggio non mi deluderà mai e non mi fa paura. Mi dice che l’uomo è colpevole e perduto, lontano da Dio, e che presto o tardi dovrà rendere conto a Lui di come ha gestito la  sua vita sulla terra, delle sue azioni e dei suoi pensieri. Ma non si ferma qui. Dio, che è sovrano e non deve rendere conto a nessuno, ama la Sua creatura e vuole la sua felicità!

Dio è talmente grande che non può aspettarsi niente dall’uomo; e l’uomo è talmente piccolo che non può arrivare a Dio con i propri sforzi.

Dio è santo e non può sopportare il peccato; ma l’uomo è talmente legato al male che non può fare niente per salvare se stesso. Allora Dio ha fatto tutto per salvare la Sua creatura perduta, arrivando fino a sacrificare il proprio Figlio. Salvare l’uomo, significa riconciliarlo con Sé non solo per il “dopo la morte”, ma fin da ora affinché possa afferrare il vero senso della sua vita e viverla con la Sua forza. Ognuno di noi deve dunque decidere:

– se credere a Dio e al Suo Figlio quale mezzo di salvezza; accogliere il Suo amore e accettare la Sua volontà e vivere da quel momento una vita che valga la pena di essere vissuta;

     – se non credere, o credere solo per apparenza e rimanere senza certezze e senza pace, e perduto per sempre.

sabato 8 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (11/15)

LE NOSTRE FORTEZZE

 

Iniziamo questa terza parte delle nostre meditazioni con una considerazione importante, e cioè che molti credenti vivono nella consapevolezza sbagliata che la salvezza sia un punto di arrivo della loro vita spirituale. Sembrerebbe assurdo pensarlo solamente, ma la realtà che ci circonda e, forse la nostra vita stessa, può dimostrare qualcosa di diverso.

È vero invece che, nel piano di Dio per tutti noi suoi figli, il momento della salvezza è il punto iniziale del progetto da lui stabilito affinché noi possiamo, passo dopo passo e giorno dopo giorno, conformarci all’immagine di Cristo, sia nel carattere sia nella nostra mente o nel cuore, senza nessuna interruzione lungo il cammino della nostra vita terrena. Questo principio è un punto capitale per il nostro percorso di crescita.

Siamo pronti a lasciarci trasformare dal Signore? Siamo disponibili a lasciargli compiere questo lavoro in noi?

Se non lo siamo mi permetto di dire che come credenti abbiamo un serio problema.

Il passo di Paolo ai Romani cap.12 che dice “siate trasformati nella vostra mente” non è un consiglio, ma un imperativo. Satana ci lascerà credere alla Parola di Dio, ma come già detto egli farà in modo che non ci sia in noi una reale adesione alle richieste ed alle indicazioni contenute nella Parola di Dio od una reale ubbidienza ai suoi comandamenti.

D’altronde era già stato così ai tempi del Signore stesso, ricordiamo tutti cosa è detto in Giovanni 2:23-25 quando viene affermato:

“Ora, mentre egli si trovava in Gerusalemme alla festa della Pasqua, molti credettero nel suo nome vedendo i segni che faceva. Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti, e perché non aveva bisogno che alcuno testimoniasse dell’uomo, perché egli conosceva ciò che vi era nell’uomo”. Queste persone avevano ascoltato e creduto al Signore, ma solo superficialmente.


(segue)

08 agosto - Una parola in via di estinzione

Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.

1 Giovanni 1:8-9

 

Una parola in via di estinzione

 

In una delle sue opere, lo psicanalista Karl Menninger scrive: “Una volta, la parola peccato era piena di significato; era un termine forte, minaccioso e grave. Ma oggi è quasi scomparsa, com’è scomparso il suo significato. Perché? Non c’è più nessuno che pecchi?”

Questa domanda ci riguarda tutti, credenti e increduli.

– Credere in Gesù per essere salvato significa anzitutto riconoscere i propri peccati e la certezza che “Cristo morì per i nostri peccati” (1 Corinzi 15:3). Allora questo vuol dire che io non pecco più?

Io sono un credente e so che non devo peccare. Nello stesso tempo, però, se leggo la Parola del Signore e vivo in comunione con Lui, scopro in fondo al mio cuore dei piccoli rancori, delle gelosie segrete o degli eccessi di orgoglio, dei pensieri che non dovrei avere… Io sono un peccatore perdonato, ma non sono capace di non peccare mai. Io so, però, che Dio non mi abbandona e apre i miei occhi sugli errori che non vedo o che vedo ma a volte tollero… Dio vuole che confessiamo a Lui i nostri peccati e che li abbandoniamo, per cambiarci dove ne abbiamo bisogno e farci assomigliare sempre più al modello perfetto: Gesù Cristo.

– E se voi, lettori, non credete in Gesù?  Egli non vi accusa, ma vi vuole salvare. Parlategli di tutto ciò che vi pesa nella vostra vita, delle angosce che vi opprimono. Soltanto Lui può cancellare i vostri peccati e aiutarvi a rimediare ai vostri errori.