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martedì 2 giugno 2026

02 giugno - Il nome di Dio

O DIO, Signore nostro, quant’è magnifico il Tuo nome in tutta la terra!

Salmo 8:9

 

Gesù Cristo… In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati.

Atti 4:10-12

 

Il nome di Dio

 

Nome misterioso, santo, impenetrabile… Per chi lo ama questo nome è magnifico, è il nome dell’amore e della luce che Gesù, il Figlio di Dio, è venuto a far conoscere sulla terra. Ma alcuni, coscientemente o no, associano nel loro linguaggio il nome di Dio a espressioni sconvenienti che esprimono impazienza o collera, ribellione contro di Lui, talvolta bestemmie. La Bibbia ci dice: “Il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il Suo nome invano” (Esodo 20:7). Pronunciare il nome di Dio senza una vera fede o senza riflettere equivale a pronunciare il nome di Dio invano. Peggio ancora è invocare questo nome per accreditare una falsa testimonianza o una bugia… Il nome di Dio non è un potere magico messo a nostra disposizione.

Gesù significa “Dio salvatore”. Con questo nome si è fatto conoscere, ed è questo nome che ognuno deve invocare per essere liberato dai suoi peccati e ricevere la grazia di Dio, fosse anche stato un bestemmiatore fino a quel momento. Gesù, con la Sua morte, ha pagato per le nostre offese, e a chi si pente è offerto un perdono completo. Gesù è il solo nome che ha la potenza di metterci in relazione con Dio come Padre. Se portiamo il bel nome di Gesù Cristo, lo facciamo conoscere attorno a noi? Se oggi la cultura occidentale è caratterizzata dal disprezzo per Dio, domandiamogli di darci maggiore coraggio per parlare del Suo amore. Non vergogniamoci del nome di Gesù! Rendiamo testimonianza della gioia, della pace e della vera felicità che Egli porta nella nostra vita.


lunedì 1 giugno 2026

01 giugno - Dire di sì a Dio

(Gesù ha detto:) “Non volete venire a Me per avere la vita!”

Giovanni 5:40

 

Badate di non rifiutarvi d’ascoltare Colui che parla… Colui che parla dal cielo.

Ebrei 12:25

 

Dire di sì a Dio

 

In una sua opera, il celebre biologo Jean Rostand (1894-1977) ha scritto: “Ho detto di no a Dio, affermando in modo un po’ brutale che Lui non esiste, ma la questione si ripropone di continuo. Mi chiedo: Sarà proprio così?” Pur costantemente interpellato dalle meraviglie della natura che non poteva attribuire al caso, Rostand rifiutava di riconoscervi la mano di Dio.

La base della fede è rispondere sì all’invito di Dio. La bontà di Dio ci “spinge al ravvedimento” (Romani 2:4) affinché siamo salvati, ma non ci costringe a dire di sì.

Dire di no a Dio vuol dire rifiutare i Suoi richiami di grazia che ci raggiungono attraverso numerosi canali. Le meraviglie della natura, una frase dal Vangelo, una conversazione con un amico credente, un turbamento della nostra coscienza, sono altrettanti appelli della Sua grazia.

Ma in che modo dire di sì a Dio? Immaginate di trovarvi in una stanza dove le persiane chiuse impediscano alla luce del sole di entrare. Per illuminarla basta aprire le persiane! Non si tratta di produrre la luce, ma di eliminare l’ostacolo che le impedisce di diffondersi. La stessa cosa è nel campo della fede. Eliminiamo gli ostacoli che si frappongono fra Dio e noi. Accettiamo di lasciarci rischiarare dalla luce che proviene da ciò che Egli ci dice nella Bibbia! Chiediamogli che Gesù, che è questa luce, renda evidente nella nostra vita tutto ciò che è opposto a Lui, e che riempia i nostri cuori con i Suoi pensieri e il Suo amore. Gesù vuole prendervi posto come Salvatore e come Ospite stabile. Affidarsi a Lui per ogni cosa… questo è dire di sì a Dio. È qui che si incominciano a gustare la Sua pace e le certezze del Vangelo.

domenica 31 maggio 2026

Verità o menzogna?

La vita è un mistero grande e appassionante. Quando nasce un bambino non è solo un insieme di miliardi di cellule, ma un essere unico al mondo. Altre persone possono avere lo stesso nome, la stessa somiglianza fisica, lo stesso carattere, ma la vita di ogni bambino che nasce è assolutamente unica. Anche i gemelli monozigoti, pur essendo così straordinariamente simili, sono esseri distinti, ognuno con la propria individualità.

Perché scrivo questo? Di recente una sorella mi ha inviato un breve messaggio nel quale descrive una situazione che evidentemente l'ha stupita molto.

Nella chiesa che frequenta vi è una coppia che ha avuto due gemelli che si somigliano tantissimo e, come spesso succede, la madre gli aveva sempre vestiti nello stesso modo. Hanno frequentato entrambi la stessa chiesa, studiato entrambi pianoforte, giocato nella stessa squadra di calcio, partecipato agli stessi campi biblici ma, poi diventati adulti, hanno seguito strade ben diverse. Uno continua a frequentare regolarmente le riunioni avendo  preso anche parte attiva e apprezzata all'interno della comunità, mentre l'altro è letteralmente all'opposto. Nega ogni cosa e non vuol sentire parlare di Dio. Così uguali ma così diversi. C'è da stupirsi? Purtroppo no!

Quando Dio parla, sono ben pochi coloro che ascoltano, eppure Dio non può mentire. Si rimane sovente sorpresi nel costatare con quanta facilità la menzogna è accettata come verità mentre la verità non è ricevuta. Fin dall'inizio della storia dell'umanità l'uomo ha lasciato che si insinuasse nel suo cuore il dubbio sulla verità della parola pronunciata da Dio. Questa scelta rimane un fattore personale. Molto spesso avviene che non si riflette abbastanza su quelle che saranno le conseguenze. 

Nel corso di una discussione vennero citate a una persona non credente queste parole di Paolo: “Non c'è nessun giusto, neppure uno...Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti” Romani 3:10,12. Come risposta non trovò che queste parole: “Non ci posso credere, non è vero”. Le fu allora chiesto: “Chi è colui a cui lei non può credere?”. A questo punto tacque. Non osò rispondere “Dio”.

Non credere significa rifiutare la testimonianza e le parole di Dio; secondo quella espressione molto forte di 1 Giovanni 5:10, significa “fare Dio bugiardo”. Dirà Paolo: “Anzi, sia Dio riconosciuto veritiero e ogni uomo bugiardo, com'è scritto: affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e trionfi quando sei giudicato” Rom 3:4. 

Valutate bene tutta la gravità di un simile atteggiamento. Dare a un uomo del bugiardo è già un insulto molto grave; ma quale oltraggio se è Dio che è ritenuto bugiardo. 

Dio si presenta agli uomini con un dono, è qualcosa di unico, talmente grande da destare motivo di stupore in molti, eppure c'è chi non lo accetta, non accetta il dono. E' gratuito, non c'è da fare chissà che cosa, solo allungare la mano per accettarlo. Il profeta Geremia diceva rivolto a quanti avevano rifiutato l'appello di Dio diceva: “Che farete voi quando verrà la fine?” 5:31.

31 maggio - Un portafoglio

(Dio ha detto:) “Così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a Me a vuoto, senza aver compiuto ciò che Io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata”.

Isaia 55:11

 

Un portafoglio

 

In occasione di un incontro, alcuni cristiani stanno raccontando ciò che Cristo ha compiuto nella loro vita. Uno di loro espone quanto segue:

“Ero un abile borseggiatore, e tutti quelli che mi conoscevano lo sapevano. Un giorno un uomo camminava davanti a me, e ho notato che la tasca dei suoi pantaloni era piuttosto gonfia. Bel colpo, ecco un portafoglio pieno! In un batter d’occhio era nelle mie tasche. Ma rientrato a casa, che delusione! Quello che credevo essere un portafoglio non era altro che un libretto. Per di più un Nuovo Testamento! Furioso l’ho buttato in un angolo. Un po’ di tempo dopo, facendo ordine, mi è finito tra le mani e, incuriosito, ho iniziato a leggerlo. M’interessava ogni giorno di più, ed è per mezzo di quel Nuovo Testamento che ho imparato a conoscere il mio Salvatore, Gesù Cristo”.

Dio utilizza dei mezzi sorprendenti mostrando in vari modo la Sua compassione e la Sua grazia, e mettendo in risalto la potenza che la Sua Parola ha nella vita di persone anche molto lontane da Lui.

Se si raccogliessero i racconti di tutte queste conversioni insolite, si otterrebbero dei veri romanzi. Un piccolo cambiamento o un avvenimento apparentemente banale potrebbero sembrare inconsistenti per una mente razionale, ma chi ha vissuto tali esperienze sa bene cosa vuol dire!

“Come tu non conosci la via del vento… così non conosci l’opera di Dio, che fa tutto” (Ecclesiaste 11:5).

sabato 30 maggio 2026

30 maggio - Fiducia in Dio

Benedetto l’uomo che confida nel SIGNORE, e la cui fiducia è il SIGNORE! Egli è come un albero piantato vicino all’acqua, che distende le sue radici lungo il fiume; non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell’anno della siccità non è in affanno e non cessa di portar frutto.

Geremia 17:7-8

 

Fiducia in Dio

 

L’acqua è uno dei principali elementi che costituiscono un albero; secondo le varietà può rappresentare dal 30 all’80% dei suoi elementi. Per compensare l’evaporazione, l’albero deve attingere costantemente dal suolo una grande quantità di acqua.

Così è del credente. Se vuole crescere spiritualmente, deve bere di continuo a quella sorgente spirituale che è la persona del Signore Gesù. In pratica, questo vuol dire vivere vicini a Lui per mezzo della preghiera, della lettura della Bibbia, dell’impegno ad annunciare agli altri la Sua grazia. I rapporti con gli altri credenti non possono che arricchire questa relazione.

Ogni giorno vissuto accanto al Signore ci fa progredire e ci radica nel Suo amore (Efesini 3:18). Ma come l’albero è sottoposto al calore estivo, così la nostra vita può essere turbata da varie difficoltà: problemi familiari, malattie, disoccupazione, o anche incomprensioni. Ci sono tanti motivi per scoraggiarsi ed essere abbattuti, ma la Bibbia afferma che l’albero piantato vicino alla sorgente “non è in affanno”, addirittura “non cessa di portar frutto”. Chi mette la sua fiducia nel Signore avverte le difficoltà, ne soffre, ma rimane fermo e tranquillo. La prova diventerà una nuova occasione per sperimentare la grazia di Dio.

Il “fogliame” rimane verde: quello che è visibile del cristiano, la sua pace, la sua serenità, non sono pregiudicate dalle circostanze che attraversa. La sua fiducia in Dio non svanisce sotto la pressione delle difficoltà. Anche se è isolato, attinge direttamente da Dio il nutrimento necessario per portare frutto, cioè per mostrare nel suo comportamento le caratteristiche del suo Salvatore.


venerdì 29 maggio 2026

29 maggio - “Dio era assente dalla mia vita”

Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d’uomo.

Atti 17:24

 

“Dio era assente dalla mia vita”

 

“La mia famiglia si è trasferita da Ankara (Turchia) in Francia, quand’io ero ancora giovane. Allevato nella fede musulmana, non ero soddisfatto di ciò che mi veniva insegnato. Ho cercato altrove, mi sono interessato alle altre religioni, al buddismo, al cristianesimo, ma Dio era assente dalla mia vita. Cercavo un Dio vivente. Un giorno ho incontrato un cristiano e abbiamo parlato di Dio. Mi sono reso conto che quel cristiano aveva una conoscenza che io non possedevo. Così, sono andato con Lui in una sala dove si svolgevano delle riunioni cristiane e lì ho percepito una presenza autorevole e misericordiosa. Ora capisco che si trattava della presenza del Signore.

Sono tornato per parecchie domeniche ad ascoltare la predicazione del Vangelo. Si parlava sempre di Gesù. Mi sono detto: “Qui c’è del pratico, non si tratta di filosofia”. Era proprio quello che cercavo. Avevo bisogno del Dio vivente, ma non mi lasciavo avvicinare. Ciononostante, Gesù mi ha parlato. Non voglio dire che ho udito effettivamente la voce del Signore, no, non si tratta di questo, ma Egli ha parlato al mio cuore, e io ho creduto. È una grazia che Dio mi ha fatto. È avvenuto quello che si chiama conversione.

Ci sono voluti ancora sei mesi perché il Signore mi liberasse da tutto quello che mi distruggeva, l’alcol e la droga. Ora posso testimoniare che se si crede a Gesù con tutto il cuore, si appartiene a Lui ed Egli ci libera. Attaccarsi a Lui, farlo entrare nella propria esistenza, è la porta d’ingresso verso una nuova vita. Adesso Gesù è il mio Pastore che mi ama e si prende cura di me”.

Toycan

giovedì 28 maggio 2026

28 maggio - “Io sono la via, la verità e la vita” (6)

Gesù gli disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me”.

Giovanni 14:6

 

Cristo Gesù… Salvatore nostro… ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il Vangelo.

2 Timoteo 1:10

 

“Io sono la via, la verità e la vita” (6)

 

Quando Gesù dice: “Io sono la via”, ci rivela che c’è una sola strada per arrivare a conoscere Dio come Padre e ad avvicinarci a Lui. Questa via è Lui stesso, Gesù. Affidandoci a Lui, scopriamo chi è Dio: non un Dio lontano e indifferente, ma un Padre che ama la Sua creatura, è pronto a perdonare e a prendersi cura di quelli che lo amano fin nei più piccoli dettagli della loro vita.

“Io sono la verità”, dice ancora. C’è quindi una verità assoluta. Non si tratta di un’ideologia, una conoscenza, un metodo, ma di una Persona che non mente. Credendo in Lui impariamo a conoscere cos’è l’uomo e chi è Dio, e a discernere il bene e il male. Egli mette in luce tutte le cose, così come Dio le vede. Questa via che ci porta al Padre e questa verità che ce lo rivela ci fanno penetrare nel mistero dei Suoi pensieri.

“Io sono la vita”, dice ancora Gesù. Lo dice ai discepoli poco prima di incontrare la morte. E’ un’incongruenza, un paradosso? No, perché per mezzo della Sua morte Cristo “ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il Vangelo” (2 Timoteo 1:10). Con la Sua morte, ha distrutto “colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo” (Ebrei 2:14). Egli è la vita: e questa Sua vita vuole darcela in abbondanza se lo facciamo entrare nel nostro cuore.