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giovedì 28 maggio 2026

28 maggio - “Io sono la via, la verità e la vita” (6)

Gesù gli disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me”.

Giovanni 14:6

 

Cristo Gesù… Salvatore nostro… ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il Vangelo.

2 Timoteo 1:10

 

“Io sono la via, la verità e la vita” (6)

 

Quando Gesù dice: “Io sono la via”, ci rivela che c’è una sola strada per arrivare a conoscere Dio come Padre e ad avvicinarci a Lui. Questa via è Lui stesso, Gesù. Affidandoci a Lui, scopriamo chi è Dio: non un Dio lontano e indifferente, ma un Padre che ama la Sua creatura, è pronto a perdonare e a prendersi cura di quelli che lo amano fin nei più piccoli dettagli della loro vita.

“Io sono la verità”, dice ancora. C’è quindi una verità assoluta. Non si tratta di un’ideologia, una conoscenza, un metodo, ma di una Persona che non mente. Credendo in Lui impariamo a conoscere cos’è l’uomo e chi è Dio, e a discernere il bene e il male. Egli mette in luce tutte le cose, così come Dio le vede. Questa via che ci porta al Padre e questa verità che ce lo rivela ci fanno penetrare nel mistero dei Suoi pensieri.

“Io sono la vita”, dice ancora Gesù. Lo dice ai discepoli poco prima di incontrare la morte. E’ un’incongruenza, un paradosso? No, perché per mezzo della Sua morte Cristo “ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il Vangelo” (2 Timoteo 1:10). Con la Sua morte, ha distrutto “colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo” (Ebrei 2:14). Egli è la vita: e questa Sua vita vuole darcela in abbondanza se lo facciamo entrare nel nostro cuore.

mercoledì 27 maggio 2026

27 maggio - Alcune parole di Gesù

(Gesù disse:) Le parole che vi ho dette sono spirito e vita.

Giovanni 6:63

 

(Gesù disse a Dio, Suo Padre:) Le parole che Tu mi hai date le ho date a loro.

Giovanni 17:8

 

Alcune parole di Gesù

 

Gesù disse: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28).

“Non temere; soltanto abbi fede!” (Giovanni 5:36).

Gesù stando in piedi esclamò: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva” (Giovanni 7:37).

Gesù disse a Levi: “Seguimi”. Ed egli lasciata ogni cosa, si alzò e si mise a seguirlo (Luca 5:27, 28).

Gesù parlò loro e disse: “Coraggio, sono io; non abbiate paura!” (Marco 6:50).

“Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti” (Giovanni 14:27).

Quando leggiamo la Bibbia, siamo sorpresi dalla chiarezza e dalla forza di queste parole di Gesù. Persino un bambino può capirle, ma il credente più maturo può contemplarne ogni aspetto. Esse ci colpiscono per il loro realismo e la loro esattezza. Sono vere, semplici, dirette e piene d’amore. Sono parole di vita. Da più di 2000 anni, hanno un impatto su persone di qualsiasi livello, di qualsiasi cultura, di qualsiasi origine. Chi le rifiuta non sa di essere schiavo del peccato fin dall’infanzia e non conosce il rimedio divino che lo può liberare.

E tu, conosci le parole di Gesù? Leggi i Vangeli con umiltà, chiedendo a Dio che ti aiuti a comprenderle; scoprirai quanto sono vere, attuali e potenti.


martedì 26 maggio 2026

26 maggio - La nostra vita, un istante

Abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono: poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.

2 Corinzi 4:18

 

La nostra vita, un istante

 

La Bibbia presenta la brevità della vita attraverso diverse immagini. Voi “non sapete quel che succederà domani! Che cos’è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce” (Giacomo 4:14). “I miei giorni svaniscono in fumo” (Salmo 102:3). Questo svolgimento rapido della nostra vita ci chiama in causa: Cosa c’è dopo? Finisce tutto qui?

La vita sulla terra non è che un istante, dice la Bibbia, ma è un istante decisivo. E’ adesso, mentre siamo in vita, che possiamo entrare in relazione col nostro Creatore. Gesù ha dichiarato fin dall’inizio del Suo insegnamento: “Ravvedetevi e credete al Vangelo” (Marco 1:15). “Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24).

È adesso che bisogna ravvedersi per ricevere gratuitamente la vita eterna. Essa non è semplicemente il prolungamento dell’esistenza che conosciamo oggi; è una vita nuova donata a chi crede al solo vero Dio, e a Colui che Egli ha mandato, Gesù Cristo (Giovanni 17:3). Essa permette di guardare alla morte con serenità, poiché il legame con la vita di Cristo che è nel cielo ci garantisce la Sua presenza per tutta l’eternità. E’ ciò che Egli stesso ha chiesto al Padre: “Io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che Tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria” (Giovanni 17:24).

 “Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza” (2 Corinzi 6:2). Approfittatene perché dopo la morte nessuna decisione sarà più possibile.


lunedì 25 maggio 2026

25 maggio - La nostra vita, un istante

Abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono: poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.

2 Corinzi 4:18

 

La nostra vita, un istante

 

La Bibbia presenta la brevità della vita attraverso diverse immagini. Voi “non sapete quel che succederà domani! Che cos’è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce” (Giacomo 4:14). “I miei giorni svaniscono in fumo” (Salmo 102:3). Questo svolgimento rapido della nostra vita ci chiama in causa: Cosa c’è dopo? Finisce tutto qui?

La vita sulla terra non è che un istante, dice la Bibbia, ma è un istante decisivo. E’ adesso, mentre siamo in vita, che possiamo entrare in relazione col nostro Creatore. Gesù ha dichiarato fin dall’inizio del Suo insegnamento: “Ravvedetevi e credete al Vangelo” (Marco 1:15). “Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24).

È adesso che bisogna ravvedersi per ricevere gratuitamente la vita eterna. Essa non è semplicemente il prolungamento dell’esistenza che conosciamo oggi; è una vita nuova donata a chi crede al solo vero Dio, e a Colui che Egli ha mandato, Gesù Cristo (Giovanni 17:3). Essa permette di guardare alla morte con serenità, poiché il legame con la vita di Cristo che è nel cielo ci garantisce la Sua presenza per tutta l’eternità. E’ ciò che Egli stesso ha chiesto al Padre: “Io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che Tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria” (Giovanni 17:24).

 “Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza” (2 Corinzi 6:2). Approfittatene perché dopo la morte nessuna decisione sarà più possibile.


domenica 24 maggio 2026

Panoramica di Levitico 23 (9/9)

La festa delle Capanne (Levitico 23:33-36)

Eccoci arrivati all’ultima festa che non potrà essere nient’altro che il riposo di Dio per il Suo popolo terreno, il millennio o i mille anni di regno di Cristo. Questa festa, che durava una settimana, è una figura appropriata di questo periodo: regnava la gioia, il popolo doveva costruire delle capanne e rallegrarsi di tutto ciò che Dio aveva fatto per loro. Questo è ciò che caratterizzerà Israele nel millennio.

Ma non finisce qui, abbiamo anche l’ottavo giorno, l’inizio di una nuova settimana, il giorno eterno in cui ciò che è iniziato nel millennio proseguirà nella perfezione. È il glorioso fine delle vie di Dio con la vecchia creatura, in cui dimostrerà che in Cristo l’uomo sarà in grado di mantenere la pace e la giustizia sulla terra. Se ci guardiamo attorno adesso, non riusciamo a vedere come questo potrà essere possibile, ma Dio terminerà la storia di questo mondo con tale dimostrazione.  Quindi il millennio rappresenta la fine del mondo presente, ma da un altro lato guarda in avanti a ciò che sarà eterno, perché Apocalisse 22:5 si riferisce ai servi del Signore i quali regneranno nei secoli dei secoli.

Conclusione

Tutte queste cose ci sono presentate in modo meraviglioso in un solo capitolo. Dio vuole che siamo a conoscenza dei Suoi pensieri, vuole prenderci fra le Sua braccia e dirci: “guarda questo è quello che ho in mente per il mio popolo terreno e per tutti coloro che credono nel Signore Gesù”.

24 maggio - Ragazzi, pregate!

Dio ha ascoltato; è stato attento alla voce della mia preghiera.

 

Salmo 66:19

Nel giorno della paura, io confido in Te.

Salmo 56:3

 

Ragazzi, pregate!

 

“Fabio disse una madre al figlio che lasciava la famiglia per imbarcarsi come marinaio se ti trovassi in difficoltà, prega Dio!” Fino allora Fabio non aveva mai accettato di mettere la sua vita nelle mani di Dio. Sua madre era preoccupata e pensava: se almeno si rivolgesse a Lui nei momenti difficili!

Fabio, forte come tanti giovani della sua età, non vedeva la necessità di pregare; voleva essere lui a decidere della propria vita.

Così fece la sua prima traversata, e proprio durante quel viaggio fu costretto a pregare. Solo sul ponte, impegnato in un normale compito che non avrebbe fatto perdere l’equilibrio a un marinaio esperto, venne proiettato fuori bordo da un improvviso scossone.

“O Dio, se esisti, provamelo adesso!” gridò mentre annaspava fra le onde. Dio era attento. In quel momento, un marinaio era venuto a cercarlo e non vedendo nessuno sul ponte gettò uno sguardo in mare e scorse la testa di Fabio. Con molti sforzi, riuscì a salvarlo e a issarlo sulla nave. Fabio, di nuovo al sicuro, raccontò a tutti della sua breve preghiera, ma nulla cambiò nella sua vita.

Tornato da quella traversata, accettò di accompagnare sua madre ad un’incontro dove si parlava di Dio e del Suo amore. Come poteva rimanere insensibile? Una voce interiore gli diceva: “Fabio, non opporre più resistenza!”. Allora, pentito di avere spesso disprezzato i Suoi richiami, chiese perdono a Dio e ricevette la pace e la certezza della salvezza per mezzo della fede in Gesù

sabato 23 maggio 2026

Panoramica di Levitico 23 (8/9)

La festa delle espiazioni (Levitico 23:26-32)

La festa delle espiazioni è dettagliata in Levitico 16. I capitoli 9 e 10 della lettera agli Ebrei, affermano che il sacrificio di Cristo è il compimento dell’opera del sommo sacerdote in quel particolare giorno, compreso il sacrificio dei due capri e delle altre offerte. La Sua offerta ha avuto luogo una volta e per sempre e adesso è seduto in eterno alla presenza di Dio.

Molto spesso applichiamo il giorno dell’espiazione a noi stessi, ma l’opera del Signore ha un raggio d’azione molto più ampio, vale per ogni credente, compresi quelli del Vecchio Testamento. Paolo scrive che Dio ha “usato tolleranza verso i peccati commessi in passato” (Romani 3:25). I peccati del tempo passato sono stati giudicati con l’opera del Calvario ed è anche il fondamento del nuovo patto che il Signore stabilirà con Israele in futuro. In Levitico 23, inoltre, vediamo che Israele avrà il proprio giorno dell’espiazione, dopo il suono della tromba che li ha ricondotti a Dio. Vedranno che morendo in croce, il Signore è stato per loro quel capro espiatorio che gli ha tolto i peccati. Egli è Colui il cui sangue fu, per così dire, portato nel santuario, fu lasciato andare via e destinato ad Azazel (il capro espiatorio in Levitico 16:21-22, 26). Quando fu crocifisso dissero, “il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli” (Matteo 27:25), ma in futuro vedranno che Egli si era caricato dei loro peccati come di quelli dei loro figli e rivolgeranno i loro occhi a Colui che hanno trafitto (Zaccaria 12:10). Questo sarà il giorno dell’espiazione per Israele.