Per fede Noè… con pio timore preparò un’arca per la salvezza della propria famiglia
Ebrei 11:7
Mi hai rivestito di gioia… perché io possa salmeggiare
a Te, senza mai tacere
Salmo 30:11-12
Il
carceriere di Filippi
Nel
cap. 16 degli Atti, ai v. 25 a 31 c’è il racconto del guardiano del carcere
della città di Filippi.
Paolo
e Sila erano in quella prigione. Nel nome di Gesù avevano scacciato uno spirito
maligno da una serva che, facendo l’indovina, procurava molto guadagno ai suoi
padroni; così li avevano imprigionati.
Ma
ecco che, una notte, un forte terremoto spalancò le porte delle celle, e il
carceriere, temendo che i carcerati fossero fuggiti, stava tentando il
suicidio. Ma Paolo lo rassicurò, e lui pose loro questa domanda: “Signori, che
debbo fare per essere salvato?”. Paolo gli rispose: “Credi nel Signore Gesù, e
sarai salvato tu e la tua famiglia”. Che magnifica previsione! E così infatti
avvenne.
Questo
potrebbe avvenire anche nella nostra famiglia. Se crediamo e parliamo con gioia
dell’amore del Signore, i nostri famigliari saranno attirati. Ma l’esempio è
fondamentale perché, se manchiamo di coerenza, le nostre parole cadranno nel
vuoto.
La salvezza della nostra famiglia è la
cosa che desideriamo di più, ma è
anche ciò che richiede il nostro impegno più grande. Facciamo di questo un
continuo soggetto di preghiera! I genitori sono presi ad esempio dai figli,
sono per loro dei modelli da imitare; i loro comportamenti sono i loro punti
d’arrivo. Se dimostriamo una fiducia cieca nelle promesse del Signore, se
amiamo con evidente sincerità il Signore e il nostro prossimo, il nostro modo
di vivere non passerà inosservato; e chi non è ancora convertito al Signore
sarà invogliato a conoscerlo e ad amarlo.