Rendere prigioniero di Cristo…
ogni pensiero
Dobbiamo sempre ringraziare il
Signore perché siamo suoi e abbiamo la Parola stessa che ci assicura che
nessuno ci potrà rapire dalla sua mano. La salvezza non si può perdere. Tutto
il capitolo 10 dell’Evangelo di Giovanni è pieno di questa meravigliosa e
benedetta promessa. Leggetelo vi prego, e rileggetelo continuamente sino a fare
vostra ogni promessa! Ma, se è vero che siamo suoi, è anche vero che non siamo
ancora perfetti. Quindi… che fare?
Abbiamo parlato prima delle
fortezze che a volte permangono dentro di noi, ed ora daremo un nome ad alcune
di loro, consapevoli che è raro che un credente non sia ostacolato da alcune di
queste.
1. L’incredulità.
“Incredulo” può essere anche il
credente che non ha una fede reale nella vita di potenza che il Signore gli
vuole donare.
È un credente che sa tante cose,
ma non le vive! Può essere difficile uscirne, ma c’è ancora speranza! Può
essere utile chiedere a qualcuno di aiutarci a crescere e a maturare. Se la
Scrittura dice che “Io posso ogni cosa in Cristo”, Satana ci farà credere il
contrario. Ricorderete l’esempio del popolo di Israele che, proprio a causa di
questo atteggiamento spirituale, ma anche mentale, non entrò nel paese che Dio
gli aveva promesso e preparato. Dobbiamo sapere che Satana non vuole farmi
possedere la vera fede perché vuole tenermi nella sconfitta ed in rovina.
Occorre guardare a Dio con gli stessi occhi di un bambino che si fida
ciecamente della propria mamma, o papà, quando egli tende la mano per attirarlo
a sé.
Quante volte Dio Padre lo ha
fatto, e vuole farlo! Occorre ricordare sempre proprio questo. Il ricordo delle
grandi cose che Dio ha fatto per noi è un ottimo balsamo per le ferite
dell’incredulità, lasciateci da Satana. Chiediamo a Dio di aumentarci il nostro
senso di dipendenza da Lui, cercando la sua luce ogni giorno!
2. Il fallimento.
Quanti credenti non avanzano
nella vita spirituale, perché ogni giorno vivono sulla propria pelle le
sconfitte nel proprio cammino. La sconfitta è paralizzante come poche altre
cose. Molte persone scendono addirittura nella depressione a causa di questa “fortezza”!
Che il Signore possa essere chiamato in causa direttamente per lavorare su
questa dura fortezza!
Mi permetto di dare un consiglio
pratico, può essere utile pregare dicendo:
“Sì, io sono stato un fallimento,
ma lo ero perché seguivo Satana colui che voleva tenermi nella sconfitta ed in
rovina. Ma ora io voglio seguire Colui che mi ha cercato e trovato: non sono
solo: egli ora è con me, sempre e prega e intercede per me!”
La fortezza del fallimento deve
essere sostituita dalla forza e dal baluardo della fede. Occorre seguire Cristo
e avremo la vittoria! “Il sangue di Gesù Cristo mi purifica da ogni peccato!”:
questa è la promessa. Forse in questo caso può essere utile essere aiutati da
un fratello o da una sorella più maturi nella fede e che si facciano carico di
“combattere” accanto a noi.
3. L’amore che si è raffreddato.
Accade quando la vita spirituale
scorre nel tempo e, perché no, arriva a mancare lo zelo oppure non si hanno
chiari obiettivi di crescita spirituale. Può accadere a credenti soli o non impegnati.
Non credo che nessuno abbia medicine idonee per ogni caso. Ma solo il Signore
può operare nel nostro cuore per riportarlo al calore spirituale. Certo occorre
magari cambiare “area”, ricordando che le sane amicizie e le relazioni
spiritualmente idonee possono contribuire molto in questo caso.
Ogni caduta ha sempre un punto di
partenza. Se ci sentiamo “raffreddati” e non sappiamo cosa fare, può essere
utile leggere la Bibbia come facevamo un tempo, con l’entusiasmo di volerci
abbeverare dalla pura Parola. Può essere anche utile riflettere sul nostro
stato di “intercessori”, vale a dire: come preghiamo?
Siamo effettivamente impegnati a
pregare, non solo per noi, ma anche per gli altri che ci circondano?
Può anche essere utile stare
vicino a qualcuno che ci può trasmettere il suo calore spirituale. Avete mai
provato ad accendere un cerino spento, senza strofinarlo? Esso si accenderà se
lo mettete vicino ad un cerino già acceso.
4. La fortezza della paura, o del
rifiuto.
Ci sono credenti che sono stati
segnati da passate esperienze che li hanno trasformati in persone che non
decidono nulla, per paura di sbagliare.
Nessuno meglio del Dio di amore
può consolare questi cuori tritati e sconsolati.
Nessuno meglio del Padre può
riempire d’amore questi credenti che possono essere paragonati a dei “sacchi
vuoti” che non riescono a stare in piedi da soli. Se la paura è una grossa
preoccupazione, dobbiamo lasciarla a colui che può portarla meglio di noi.
Questa fortezza porta molto spesso alla paralisi spirituale. Ma il Signore non
ci vuole schiavi, anche se questo è diventato parte della nostra natura.
“Egli può venire in aiuto a noi!”
(Eb 2:18). Che fare se siamo tentati a questo modo? Probabilmente ci sono molti
versetti che possono essere citati. Ma ne lascio uno sul cuore di chi si trova
ingabbiato da questa esperienza: “Gettando su di lui ogni vostra
preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1P 5:7).
Non c’è nulla che non possa
essere trasferito al Signore, perché lui se ne faccia carico. Quand’è l’ultima
volta che abbiamo sperimentato la sua cura? Se questi pensieri costituiscono un
serio problema per noi allora dobbiamo gettarli ai suoi piedi. È perfettamente
inutile che li teniamo addosso a noi. Questo è quello che vuole il nostro
nemico per tenerci al palo, immobili! È possibile uscire da questa “fortezza”,
prigione, attraverso un sentiero di preghiera al Signore, presentandogli la
richiesta di perdono per chi ci ha fatto del male, chiedendogli inoltre di
guarire la nostra anima, o le nostre ferite! Anche in questo caso un aiuto
spirituale di una persona matura può essere importante ed utile.
Ci sono molte altre “fortezze”
che possono essere prese in considerazione, ad esempio: uno spirito di
superbia, oppure una vita con la mancanza di perdono, o la concupiscenza
pesantemente insita in noi, o l’avidità, o ancora l’insieme o combinazioni di queste
cose o altre ancora.
Dobbiamo lasciarci illuminare a
fondo dalla Parola per rimuovere queste fortezze e rendere prigioniero di
Cristo ogni pensiero. Ricordiamo cosa dice lo scrittore dei Proverbi: “Come uno
pensa nel suo cuore, così egli è” (Pr 23:7).
Se vogliamo permettere al Signore
di abbattere le vecchie fortezze e rendere prigioniero ogni vecchio pensiero,
dobbiamo prima di tutto smettere di pensare che ogni cosa sia a posto, che così
va bene, oppure che tanto non succederà niente perché le cose rimarranno
invariate.
Sappiamo che non è così!
Dobbiamo umiliarci e chiedere
aiuto al Signore. Satana sotto l’armatura dell’incredulità ne ha costruita
un’altra, cioè quella dell’orgoglio. Infatti finché una persona non ammetterà
il proprio bisogno di essere liberata da un tale ostacolo, non cercherà di
essere aiutata e non sarà mai liberata ed affrancata.
I pensieri vanno fatti
prigionieri e gli atteggiamenti sbagliati vanno crocifissi. Facciamo spazio
dentro di noi al Signore, umiliamoci di fronte a lui e Satana fuggirà da noi !
Solo il Signore deve aver il
diritto di dare la FORMA alla nostra vita, e guidare i nostri pensieri.