Introduzione
Il Vecchio Testamento, spesso viene definito come una figura
del Nuovo, infatti contiene molti simboli o figure di verità che troviamo
rivelate solo nel Nuovo Testamento. Ci sono personaggi, come Isacco, che sono
una figura di Cristo; troviamo, nella storia del popolo d’Israele, dopo la loro
liberazione dall’Egitto, una costruzione come il tabernacolo, che è una figura
molto completa di Cristo e della Sua chiesa, e le offerte che ci parlano
dell’unico sacrificio del Signore Gesù.
Nelle sette feste del SIGNORE, che leggiamo in Levitico
23, troviamo descritto il rapporto spirituale di Dio con questo mondo dalla
croce in poi. Queste feste stabilite, o periodi di festa, per il popolo
d’Israele, erano delle occasioni per avvicinarsi a Dio, infatti Egli desiderava
avere attorno a sé il Suo popolo terreno, ma questo non è tutto, infatti
desidera dare delle istruzioni anche a noi. Ad esempio nella prima Lettera ai
Corinzi capitolo 9 versetti 9,10, quando Paolo scrive di “non mettere la
museruola al bue che trebbia il grano”, fa intendere che Dio non pensava solo
ai buoi, ma questa scrittura si anche ai Suoi servitori. Questo principio si
applica anche alle feste dell’Eterno.
(segue)