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martedì 18 agosto 2026

18 agosto - Fiducia in Dio e adorazione

“I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori”.

Giovanni 4:23

 

Fiducia in Dio e adorazione

 

È impossibile, nel corso di una vita di fede, che una persona sia in relazione con Dio senza che il suo cuore si apra all’adorazione. Questo spirito di adorazione deve sempre caratterizzare la vera pietà.

Solo la fede dà il vero posto a Dio e gli lascia campo libero perché Dio manifesti Se stesso nella Sua gloria. È per questo che coloro che si affidano a Dio con fede prendono piacere, in ogni occasione, nel comprendere quello che Dio pensa a loro riguardo; e ogni progresso fatto nella conoscenza di Dio fa scaturire nuovi accenti di lode. È così che una fede vivente favorisce uno spirito di adorazione, e uno spirito di adorazione è il mezzo per esprimere le esperienze di una fede vivente. Più noi confidiamo in Dio, più lo conosceremo; e più lo conosceremo, più gli daremo gloria.

Non abbiamo che una pallida idea di quello che perdiamo per la mancanza di una semplice fiducia in Dio. L’incredulità impedisce sempre lo sviluppo della potenza e della bontà divina. “E lì, a causa della loro incredulità, non fece molte opere potenti”, è detto del Signore quando venne nella regione di Nazaret (Matteo 13:58); e questo è vero ogni giorno della nostra vita. Dio non si manifesta se la nostra incredulità ci rende ciechi.

“Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da Lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza… Confida in Lui in ogni tempo” (Salmo 62:5, 6, 8). Ecco la vera pietà (cioè l’essere pii, timorati di Dio) e l’anima che sta su questo terreno di fedeltà sarà sempre caratterizzata da uno spirito di adorazione. La fede conta su Dio, e Dio si rivela sempre alla fede. La risposta della fede è l’ubbidienza e la lode.


lunedì 17 agosto 2026

17 agosto - Il pentimento (o ravvedimento)

La bontà di Dio ti spinge al ravvedimento

Romani 2:4

 

Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Matteo 4:17

 

Il pentimento (o ravvedimento)

 

Oggi la parola “pentimento” è passata di moda, ma secondo il senso letterale indicato in un dizionario, rimane essenziale per la nostra vita. La parola originale potrebbe essere tradotta: “cambiamento di pensiero”. Pentirsi è cambiare radicalmente il vecchio modo di pensare, e voler vedere le cose come Dio le vede. Prima credevo di fare bene ad agire in un certo modo, di fare questa o quella scelta, e avevo le mie idee su Dio e sull’uomo, ma ora mi rendo conto che le mie scelte, i miei atti e i miei pensieri erano in opposizione alla volontà di Dio.

Il pentimento non consiste soltanto nel cambiare pensieri e comportamenti. Mi fa rompere con il passato, è vero, ma deve portarmi a cercare di conoscere Dio, ascoltarlo e fidarmi della Sua Parola. Una delle prime parole dette dal Signore all’inizio del Suo ministero sono state: “Ravvedetevi” (Marco 1:15).

Ma come pentirsi? Come fare a vedere la nostra vita come la vede Dio? Noi rimaniamo sempre delle creature con molti limiti, e il nostro sguardo non sarà mai come quello di Dio; tuttavia, se siamo attenti alla Sua Parola scopriremo che siamo peccatori, ma vedremo anche quanto Dio ci ha amati e con quale cura si è occupato di noi.

L’esperienza del pentimento può essere dolorosa. Prendere coscienza di aver rovinato delle relazioni, di aver fatto del male al prossimo e disonorato Dio ci turba profondamente; ma il pentimento, se è fatto con sincerità e davanti a Lui, ci porta anche la consolazione del Suo perdono, e la gioia di una nuova esperienza perché darà origine a un cambiamento che ci renderà felici. 

domenica 16 agosto 2026

16 agosto - L’acqua della roccia colpita

Allora il SIGNORE disse a Mosè: “… Ecco io starò là davanti a te, sulla roccia che è in Oreb; tu colpirai la roccia: ne scaturirà dell’acqua e il popolo berrà”.

Esodo 17:5-6

 

L’acqua della roccia colpita

 

Gli Israeliti usciti dall’Egitto, dov’erano rimasti schiavi per circa 400 anni, attraversarono il deserto per giungere alla terra promessa. Quando avevano bisogno d’acqua, invece di dare fiducia a Dio che l’avrebbe procurata, mormoravano contro di Lui e si lamentavano. Ma nonostante la loro incredulità, Dio ha sempre fornito l’acqua necessaria. Un giorno indicò a Mosè una roccia e lo incaricò di colpirla con la sua verga; ed ecco che l’acqua sgorgò miracolosamente e dissetò uomini e animali.

L’acqua e la roccia sono dei “tipi”, delle “figure”. Nel Vecchio Testamento un “tipo” è una persona, un luogo, un avvenimento, un oggetto, che illustra una verità che si trova poi sviluppata nel Nuovo Testamento. Così, per esempio, è detto che il popolo d’Israele nel deserto ha bevuto una “bevanda spirituale” proveniente da “una roccia spirituale” (1 Corinzi 10:4). Significa forse che l’acqua e la roccia non erano reali? No! Quella roccia era reale, ma raffigurava il nostro Signore Gesù che sulla croce è stato colpito dal giudizio di Dio a causa delle nostre colpe.

L’acqua della roccia è un’immagine dello Spirito Santo. Il Signore Gesù disse: “Chi crede in me… fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. E l’evangelista precisa: “Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avevano creduto in Lui” (Giovanni 7:38-39). Quella è “l’ acqua viva” che disseta e ristora l’anima inaridita dal peccato, la stessa che Gesù ha promesso alla donna Samaritana al pozzo di Sicar (Giovanni 4:13-14).

La promessa di una nuova vita, sotto la guida dello Spirito Santo, è a disposizione di tutti quelli che accettano il Signore Gesù Cristo, la “roccia colpita” per dare loro la vita eterna.

“Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita”. E’ l’ultimo appello della grazia di Dio, alla fine della Bibbia (Apocalisse 22:17).

sabato 15 agosto 2026

15 agosto - La Bibbia (7)

Siete stati rigenerati…  mediante la parola vivente e permanente di Dio.

1 Pietro 1:23

 

Ma mettete in pratica la Parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi.

Giacomo 1:22

 

La Bibbia (7)

 

La Bibbia non è un libro come gli altri: essa illumina sulle grandi questioni esistenziali, permette di valutare i fatti quotidiani e capirne motivazioni e conseguenze; ma anche rigenera e trasforma la vita di colui che crede (Romani1:16).

Migliaia di persone potrebbero testimoniare del meraviglioso cambiamento che la Bibbia ha prodotto in loro. Migliaia di esperienze vissute provano che la Bibbia resta il solo mezzo che possa cambiare il cuore dell’uomo. Due esempi di fatti realmente accaduti:

– Nel 1999, in India, un missionario e due suoi giovani figli, furono bruciati vivi da estremisti religiosi. Qualche anno dopo, nel 2002, la moglie scriveva: “Sono amareggiata ma non adirata; ho solo un grande desiderio: che tutti gli abitanti dell’India possano trovare una relazione personale con il Signore ed essere salvati”.

– Un bambino, la cui madre era in prigione per la sua fede cristiana, il giorno del compleanno della madre portò un mazzo di fiori al direttore della prigione e gli disse: “Quest’anno non posso dare i fiori a mia madre per il suo compleanno come faccio sempre, perché è rinchiusa nella vostra prigione; allora lo offro alla madre dei suoi figli”.

Ecco la potenza della Bibbia! Non è una rivoluzione che abbatte un tiranno; è una vita nuova che trasforma interiormente coloro che credono in Gesù. Non vale forse la pena conoscere questo straordinario libro? Conoscerlo, ma poi metterlo in pratica nella vita di tutti i giorni. Conoscere la Bibbia ma impedirle di produrre degli effetti in noi, di cambiare la nostra vita, è trascurare ciò che è essenziale, e quindi essere perduti; la Bibbia stessa ci condannerà!

venerdì 14 agosto 2026

14 agosto - Dio Creatore e Salvatore

Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti.

Ebrei 11:3

 

Dio Creatore e Salvatore

 

“Sono cresciuto in una famiglia dichiaratamente atea, dove mi è stato insegnato che la fede religiosa era non soltanto inutile, ma dannosa; come mio padre, un fisico-chimico, sono diventato anch’io un biochimico, e come lui ho rifiutato ogni forma di spiritualità. Oggi, però, sono un credente e sento profondamente il valore della grazia di Dio. Davanti alla potenza redentrice del Signore sono sempre meravigliato.

Quale cammino mi ha portato dalla mia giovinezza di ateo ostinato fino alla mia odierna fede nel Signore? La risposta è semplice: Dio mi ha chiamato, in modo insistente e chiaro, anche se c’è voluta una dozzina di anni perché ascoltassi la Sua voce. Ricordo una prima chiamata, che mi ha colpito, quando ho visto il film “Il vangelo secondo Matteo”; da allora ho iniziato a leggere i Vangeli e a frequentare una chiesa. Era tutto interessante su un piano intellettuale, ma questo non aveva niente a che fare con la fede. Ero spettatore, uno spettatore ben disposto, ma ancora lontano dal Signore. Lo ricevetti per fede dopo qualche tempo e da allora appartengo a Lui e sono felice.” (testimonianza dello scienziato statunitense Sy Garte).

Dio chiama tutti a credere in Lui per ricevere la Sua grazia per mezzo di Gesù Cristo. Si può “ereditare” una religione, ma la fede non è ereditaria! Anche un figlio di genitori credenti ha bisogno di rispondere personalmente alla chiamata della grazia di Dio, come ha fatto l’autore di questa testimonianza.


giovedì 13 agosto 2026

13 agosto - Cosa dirà Dio?

Vado forse cercando il favore degli uomini, o quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.

Galati 1:10

 

Cosa dirà Dio?

 

“Cosa dirà la gente?” Ci poniamo sovente questa domanda perché siamo molto preoccupati dell’opinione che gli altri hanno di noi. Certo, dobbiamo stare attenti a non rattristare o scandalizzare gli altri, ma non è questa la cosa più importante. Ciò che conta è prima di tutto quello che Dio pensa delle nostre azioni e dei motivi che ci fanno agire. Noi siamo creature di Dio e come tali siamo responsabili davanti a Lui di ogni nostro comportamento. Così, invece di chiederci “cosa dirà la gente?”, sarebbe meglio dire “cosa dirà Dio?”

Amico lettore, forse non hai mai guardato le cose sotto questo punto di vista. Ma fa attenzione. Verrà il giorno in cui Dio passerà in rivista tutte le nostre azioni, quelle che non hanno tenuto conto della Sua volontà, e quelle compiute deliberatamente contro la Sua volontà.

Quello che io faccio piace a Dio? Ecco la domanda fondamentale!

La Bibbia è categorica: “Senza fede è impossibile piacergli” (Ebrei 11:6). La fede è prima di tutto accettare il Signore Gesù come personale Salvatore, e questo implica riconoscersi peccatori e credere che il Figlio di Dio ha pagato il prezzo del nostro perdono con la Sua morte sulla croce. Ma la fede è anche credere a tutto quello che è scritto nella Bibbia e conformare la propria vita ai suoi insegnamenti.

Andiamo all’essenziale, cerchiamo prima di tutto di piacere a Dio accettando la salvezza che ci è offerta. E impegniamoci a camminare “in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona” (Colossesi 1:10).


mercoledì 12 agosto 2026

12 agosto - “È arrivato. Ecco la prova!”

“Ma quando sarà venuto il Consolatore che Io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, Egli testimonierà di Me”.

Giovanni 15:26

 

“È arrivato. Ecco la prova!”

 

Lo zio Pietro parte per tornare a casa propria, e salutando la sua piccola nipote Carolina, le fa questa promessa: “A casa mia ho un regalo per te, appena arrivo te lo manderò”. Dopo qualche giorno arriva il regalo promesso e alla sera, quando uno della famiglia le chiede “Hai notizie dello zio Pietro?”, lei risponde prontamente: “Sì, è arrivato adesso” e mostra il regalo ricevuto.

Questo aneddoto ci illustra un fatto importante. Prima di lasciare i Suoi discepoli, Gesù ha fatto una promessa, quella di mandare loro “da parte del Padre” lo Spirito Santo. Ha mantenuto la promessa? Certo! Lo Spirito Santo è stato mandato sull’insieme dei credenti riuniti il giorno della Pentecoste e gli effetti della Sua presenza sono stati evidenti per tutti (leggere Atti 2).

Anche oggi lo Spirito Santo abita in ognuno di quelli che hanno creduto (Efesini 1:13; 1 Corinzi 6:19). Non è visibile, ma gli effetti della Sua presenza sono reali:

– È Lui che “attesta insieme al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Romani 8:16).

– Il Suo frutto è visibile nei credenti: “amore, gioia, pace …” (Galati 5:22).

– I cristiani sono “una lettera di Cristo… scritta… con lo Spirito del Dio vivente” (2 Corinzi 3:3).

– Dunque, se lo Spirito Santo è sulla terra, il Signore Gesù, risuscitato, è certamente nel cielo,  presso al Padre. Questa è la prova che la questione dei peccati dei credenti, che Egli ha portato sulla croce (1 Pietro 2:24), è stata definitivamente regolata.

L’opera del Signore Gesù è quindi perfetta e il credente può vivere in pace.