v. 11 — Noi ti faremo delle collane d’oro con dei punti d’argento.
Al versetto 9 è al singolare: il Re parla di ciò che lui
vede di bello nella sua Sposa. Ma qui non è più «io», è «noi»: noi ti faremo.
Vale la pena meditare questo soggetto. Questo «noi» meraviglioso è lo stesso di
Giovanni 3:11 e di altri passi delle Scritture. È Dio nella sua pienezza,
Padre, Figlio e Spirito Santo, allora non ancora pienamente rivelati, ma che
agivano con uno stesso pensiero, uno stesso scopo, con lo stesso amore. Li
troviamo già nella prima pagina della Parola, nella decisione presa insieme:
«Facciamo l’uomo a nostra immagine».
In questo passo non è per creare i mondi che la deità è
all’opera, ma per creare dei legami, legami d’oro e d’argento per attaccare il
fedele al suo Signore. Le catene servono per legare, l’oro ci parla della
giustizia divina, l’argento della redenzione, ovvero dell’opera di Cristo che
ha riscattato dei colpevoli. Cosa leggiamo nella 2a epistola ai Corinzi
1:21-22? «Or Colui che con voi ci rende fermi (letteralmente: «ci lega
fermamente») in Cristo e che ci ha uniti, è Dio, il quale ci ha pur segnati col
proprio sigillo e ci data la caparra dello Spirito nei nostri cuori». Come sono
dolci questi legami dell’amore di Dio che in giustizia e in virtù della
redenzione ci legano gli uni agli altri e tutti insieme a Colui che è il Re!
Come li gustiamo? Cosa sono le vanità di un mondo in cui tutto passa, in
confronto a ciò che abbiamo nel Signore?
Questi legami ci fanno anche pensare ai «legami d’amore» per
mezzo dei quali il Dio Salvatore voleva attirare gli uomini (Osea 11:4); e alla
risposta dei ribelli: «Rompiamo i loro legami e gettiamo via da noi le loro
funi» (Salmo 2:3). Come giusta ricompensa essi sono «legati nell’afflizione e
nei ferri». Che distretta quando giungeranno alle porte della morte (Salmo
107:10, 18, 19)!