La Pasqua (Levitico 23:5)
Consideriamo adesso le sette feste annuali celebrate in
Israele, iniziando con la Pasqua: “Il primo mese, il quattordicesimo
giorno del mese, sull’imbrunire, sarà la Pasqua del SIGNORE”. La celebrazione
ricorda il giudizio di Dio su tutti i primogeniti degli Egiziani. Per ogni
Israelita era stato possibile scampare a questo giudizio immolando l’agnello
Pasquale e mettendo il suo sangue sugli stipiti e gli architravi delle porte
delle loro case. La cosa meravigliosa, che deve far riflettere anche ognuno di
noi è che nessun Israelita, neppure i primogeniti, ha visto il sangue, perché
era all’esterno delle loro case, in quanto viene detto, “quand’io vedrò il
sangue, passerò oltre” (Esodo 12:13). Vediamo qui l’apprezzamento di Dio
per il prezioso sangue di Cristo, mentre noi non potremo mai comprenderne
appieno il valore.
La Pasqua veniva celebrata in primavera. In Esodo
12 troviamo che Dio, con questa festa, stava istituendo un nuovo inizio.
Il normale calendario civile ebraico inizia in autunno, Settembre o Ottobre, ma
leggiamo: “Questo mese sarà per voi il primo dei mesi: sarà per voi il
primo dei mesi dell’anno” (Esodo 12:2). L’anno santo iniziava con la
celebrazione della Pasqua, il quattordicesimo giorno del mese di Abib,
ricordava la salvezza dal giudizio e l’inizio di una nuova vita per il popolo
d’Israele.
Nel Nuovo Testamento vediamo che la Pasqua è realmente una
figura dall’opera del Signore Gesù: “Poiché anche la nostra Pasqua, cioè
Cristo, è stata immolata” (1 Corinzi 5:7). È sempre importante trovare nel
Nuovo Testamento la spiegazione di una figura del Vecchio, in modo da essere
sicuri di rimanere fedeli al significato della Scrittura. Attraverso le parole
dell’Apostolo Paolo, lo Spirito Santo ci spiega che la Pasqua è una figura
dell’opera di Cristo per liberarci dal giudizio che meritavamo.