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giovedì 9 luglio 2026

La sabbia scorre

Anni fa, durante un'esposizione a Losanna, si poteva ammirare, all’entrata del recinto fieristico, un enorme congegno di ferro. Innumerevoli ripiani salivano per poi ridiscendere rumorosamente, mentre un’infinità di ruote girava e, tutto era in movimento all’interno di questo gigantesco congegno. 

Il senso di questa costruzione?  Questo enorme colosso aveva la funzione di emettere soltanto rumore, si intendeva mostrare ai visitatori la mancanza di senso della vita.

Il costruttore di questa macchina, esprimeva quel che il saggio Salomone riconobbe parecchie migliaia di anni prima: “Vanità delle vanità, tutto è vanità...non c'è nulla di nuovo sotto il sole” Ecclesiaste 1:2,9.

E’ di capitale importanza interrogarci sul senso e sullo scopo della nostra vita, perché ne abbiamo una sola!

Molte cose si possono ripetere nella vita. Nella maggior parte dei casi, quando non si supera un esame, c’è la possibilità di ripresentarsi una seconda volta.

La nostra vita però, non è come una traccia sonora che si può cancellare quando la prima registrazione viene male, bensì è simile a una clessidra, la cui sabbia scorre lenta e silenziosa, ma senza alcuna possibilità di trattenerla; la nostra vita si può paragonare anche a una candela accesa che si va poco alla volta consumando finché anche l’ultimo lucignolo non si sia spento. 

Non so se a voi succede come a me; ma più gli anni passano, più ho l’impressione che le lancette dell’orologio corrano sempre più in fretta e sembra che il tempo scorra via a una velocità vertiginosa. Una volta trascorsa la prima metà della vita, gli anni successivi scorrono via veloci come gli ultimi granelli della sabbia di una clessidra.

Qualcuno, rientrando probabilmente dopo una visita al cimitero, espresse a parole una convinzione profonda e commovente: «la nostra vita è soltanto un trattino meno fra due date»; così corta, eppure così decisiva! Che tragedia sarà se, in mezzo a tanto correre e via vai, non avremo avuto il tempo di pensare al senso della nostra vita, se non quando ci ritroveremo ormai sul letto di morte, ammesso che avremo il modo di farlo allora.

No! La Bibbia invita ogni uomo a non indurire il proprio cuore dinanzi all'invito di Dio e a farlo oggi: “Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori” Ebrei 3:15.

La vita, non sola è unica, ma è altresì corta, e molto breve. Giobbe poteva dire: “L'uomo, nato di donna, vive pochi giorni, ed è sazio d'affanni. Spunta come un fiore, poi è reciso; fugge come un'ombra, e non dura” Giobbe 14:1-2.

La maggior parte degli uomini ritiene che siano le sofferenze a rendere la vita così dura, ma le sofferenze sono solo un sintomo, una manifestazione visiva della reale malattia dell'uomo. Un po' come le macchioline rosse che compaiono su nostro corpo quando abbiamo il morbillo, ma le macchioline non sono la malattia sono solo dei sintomi visivi di essa. L'antitesi della gioia è il peccato non la sofferenza. “ma ci gloriamo anche nelle afflizioni”  Romani 5:3. Questo è uno dei paradossi della fede cristiana, la gioia può coesistere con le difficoltà della vita. Certo, quando queste difficoltà le incontriamo per la nostra fedeltà a Cristo.

“afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa!” 2 Corinzi 6:10.

Se volete dare una direzione giusta ai vostri passi sarà bene che fissiate con attenzione lo scorrere veloce della sabbia nella clessidra della vostra vita e se non lo avete ancora fatto è bene che OGGI facciate la vostra scelta.

Sapete qual è la più grande disgrazia per l'uomo? Alcuni diranno, le continue guerre, le diseguaglianze sociali, la fame o le sofferenze. No! Ma il fatto che Dio esista.

Questo perché, il fatto dell’esistenza di Dio ha spesso conseguenze rivoluzionarie per quanto riguarda il nostro modo di valutare le cose. Poiché la velocità con cui si deteriora la fascia dell’ozono o chi occupa la prima posizione nella classifica mondiale del calcio o i risultati del tal partito politico alle prossime elezioni passeranno subito in secondo piano e cesseranno di rivestire così capitale importanza.

Evidentemente, quest’uomo è ben cosciente del fatto che se Dio esiste realmente, alla fine gli chiederà conto della sua vita; e questo “disastro” sarà senza rimedio.

09 luglio - Vivere liberi.

(Gesù disse:) “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi… In verità, in verità vi dico che chiunque commette il peccato è schiavo del peccato”.

Giovanni 8:32-34

 

Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù.

Romani 6:11

 

Vivere liberi.

 

“Non è l’impressione di libertà che è illusoria, è la libertà stessa”, scriveva lo scrittore G. Bessette. Viviamo liberi! E’ il grido di tanti giovani che sperano di poter vivere senza imposizioni; ed è la speranza di molti adulti, che nello stesso tempo, chiudono gli occhi sulle tante cose che li rendono schiavi. Queste false libertà, sovente accettate a dispetto di quello che Dio insegna nella Bibbia, portano all’indipendenza, all’egoismo, alla corruzione morale. Satana ha fatto la sua opera: rende l’uomo schiavo illudendolo di essere libero! “Uno è schiavo di ciò che lo ha vinto”, è scritto nella Bibbia (2 Pietro 2:19). L’uomo lontano da Dio ha perso la propria libertà e non ha nessun mezzo per liberarsi dal potere di Satana.

Ma Dio, che ama la Sua creatura, ha visto le nostre catene e le nostre sofferenze (Salmo 102: 19-20), ed è intervenuto per renderci liberi e affrancarci dalla schiavitù del peccato, dalla paura della morte, dal mondo e da Satana suo principe. Gesù, Suo Figlio, ha reso il diavolo impotente per quelli che lo riconoscono come il loro Salvatore. Per questo è divenuto uomo, ma senza peccato, ed ha abbassato se stesso fino ad accettare la morte in croce, dove ha subito il giudizio che toccava a noi. Ma è entrato nella morte da vincitore ed è risuscitato. Ora dona vita, giustizia, pace a quelli che mettono in Lui la propria fiducia. La libertà del cristiano non è illusoria; è stata acquistata a gran prezzo, e Dio la offre gratuitamente a tutti quelli che, coscienti della loro condizione di schiavi, volgono uno  sguardo di fede verso Gesù, il loro liberatore.

mercoledì 8 luglio 2026

08 luglio - Lettera ad un amico… nuovamente turbato

È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede

Efesini 2:8

 

Voi vedete dunque che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto.

Giacomo 2:24

 

Lettera ad un amico… nuovamente turbato

 

“Eri felice perché ti sentivi perdonato da Dio dal momento che hai creduto che Gesù ha pagato per te… avevi letto così nella lettera di Paolo agli Efesini. Ed eccoti nuovamente turbato dopo aver letto quella di Giacomo, che sembra dire che senza buone opere non sarai mai accettato da Dio.

E se ti rispondessi che tutti e due gli apostoli, Paolo e Giacomo, hanno ragione? Ti basta leggere attentamente il contesto nel quale fanno le loro affermazioni per averne la conferma.

Paolo dice quello che Dio ha fatto per giustificarti: ha sacrificato il Suo Figlio. Se tu accetti questo per fede, sei reso “giusto” davanti a Dio.

Giacomo, invece, ti chiede di dimostrare la tua fede… e come potresti farlo se non mettendola in evidenza con il tuo comportamento? Certo, Dio vede nel cuore di ognuno e giustifica colui che crede nel Signore. Egli sa che questo è il tuo caso e ti ha salvato. Ma attenzione! coloro che tu frequenti si basano su quello che vedono della tua vita per capire se tu sei davvero un figlio di Dio. Per esempio, se tu dici che Gesù è il tuo Signore e non lo ubbidisci; o se tu dici che è il tuo modello e non ami il tuo prossimo; o se affermi che Dio ti parla nella Bibbia e non la leggi mai, non sarai credibile e la fede che proclami di avere verrà messa in dubbio.

Dunque, amico mio, non hai motivo di preoccuparti: Dio ti ha definitivamente perdonato grazie al sacrificio del Signore Gesù. Ma tu dimostralo con le tue buone opere e vivendo in modo degno di Lui.


martedì 7 luglio 2026

07 luglio - Lettera ad un amico turbato

Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

1 Giovanni 5:13

 

Lettera ad un amico turbato

 

“Mi chiedi come puoi essere assolutamente certo che Dio ti abbia perdonato, perché sei spaventato pensando al male che hai fatto.

La Bibbia ti risponde che Dio ti ha perdonato in virtù del sacrificio del Suo Figlio, Gesù Cristo, e non per gli sforzi che potresti fare per migliorare te stesso o per osservare determinate regole religiose. Dio ti ha cercato quando eri lontano da Lui, tu hai creduto e Lui ti ha salvato perché ti ama, anche se detesta il male che hai commesso. E ti fa grazia, vale a dire ti perdona senza che tu lo meriti.

Però, siccome Egli è giusto, non può semplicemente dimenticare il male, come facciamo noi. Egli stesso ha preparato un mezzo per giustificare il colpevole senza risorse: ha offerto il sacrificio che porta la pace; è il Signore Gesù che, divenuto simile ad un uomo (però senza peccato), ha subito da parte di Dio, al posto nostro, il giudizio che noi meritavamo (1 Pietro 1:18-21).

La sola cosa che ti è chiesta è di prendere Dio in parola e credere a quello che dice nella Bibbia. Se ti penti davanti a Dio e accetti il Signore Gesù come tuo Salvatore, Dio ti perdona e ti considera come giusto dandoti la possibilità di iniziare una nuova vita con Lui. Puoi esserne certo perché Dio non può mentire. Mettere in dubbio la Sua offerta di salvezza è come fare di Lui un bugiardo e anche oltraggiare il Suo amore. Al pentimento e alla fede deve poi seguire, ovviamente, un cambiamento di vita che onori il Suo Nome e faccia di te un Suo testimone attendibile e coerente.

Sta tranquillo, amico mio! È ad una relazione di fiducia con Lui che Dio ti chiama; e non ti deluderà!

lunedì 6 luglio 2026

06 luglio - In quale direzione?

C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma essa conduce alla morte.

Proverbi 14:12

 

(Gesù disse:) «Io sono la luce del mondo; chi Mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Giovanni 8:12

 

In quale direzione?

 

Quando guidiamo l’automobile, possiamo prendere una direzione sbagliata; se siamo in autostrada è impossibile fare un’inversione di marcia, bisogna per forza arrivare all’uscita successiva. Tempo perso, ma errore riparabile.

Quando si tratta di guidare la nostra vita in questo mondo, prendere una direzione sbagliata può portare delle tristi e immutabili conseguenze. In auto, possiamo proseguire tranquilli finché non troviamo dei segnali dai quali capiamo che abbiamo sbagliato strada… È in questo modo che orientiamo la nostra vita, senza preoccuparci per tempo dell’esito delle nostre scelte?

Dio, il nostro Creatore che ci ama, ci dà delle indicazioni. La Bibbia è una sorgente di luce: “la Tua Parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105). Come i cartelli indicatori che troviamo sulle strade, essa ci aiuta a fare il punto indicandoci due direzioni:

Se diciamo: “Vivo la mia vita senza Dio, senza nessuna relazione con Lui e lontano da Lui”, allora la Bibbia ci avverte che siamo sulla via che porta alla perdizione eterna.

Se riconoscete di essere su questa via e vi chiedete cosa occorre per cambiare strada, allora Dio vi dice nella Bibbia che Gesù è venuto per salvarvi e farvi trovare, credendo in Lui, la via e la luce della vita. Da oggi il Signore vuole prendere la vostra vita nelle Sua mani per condurvi con sicurezza fino nella casa del Padre.

Se siete su una via sbagliata, prendete urgentemente la prima uscita: leggete la Bibbia e pregate il Signore Gesù che vi tende la Sua mano.


 

domenica 5 luglio 2026

05 luglio - La Bibbia (1)

Bontà e verità non ti abbandonino: … scrivile sulla tavola del tuo cuore;

Proverbi 3:3

 

La Bibbia (1)

 

E’ un Libro scritto da decine di persone, tradotto da centinaia, stampato da migliaia, letto da milioni.. Un libro così straordinario cosa può essere se non la Bibbia? Con otto foglietti di questo calendario, cercheremo di presentarvi la storia di questo Libro, unico e sacro.

Certamente, all’origine di un libro c’è la scrittura. Fino a due secoli fa si credeva che essa fosse iniziata dal 6° secolo a.C. ma oggi sappiamo che i Sumeri utilizzavano una forma di scrittura, detta cuneiforme, già verso il 3500 a.C. I geroglifici egiziani sono quasi altrettanto antichi (3200 a.C.). Prima di questa forma di scrittura esistevano dei caratteri detti pictografici che riproducevano la forma delle cose. Il primo alfabeto comparve fra il 1800 e il 1400 a.C. precisamente nei paesi descritti dalla Bibbia e molto probabilmente al Sinai, dove visse Mosè.

Perché questi dettagli? Perché uno dei criteri riconosciuti dell’affidabilità di un testo antico è il minimo scarto fra la sua epoca e quella dei fatti a cui si riferisce. Si è pensato a lungo che la Bibbia non potesse essere stata scritta se non molto tempo dopo i fatti che riferisce e che gli autori si fossero ispirati alle molteplice leggende orali o scritte. Ora, dopo queste scoperte, possiamo dire che:

la scrittura esisteva già in un periodo molto vicino ai fatti descritti nella Bibbia;

nei paesi della Bibbia, essa ha iniziato a svilupparsi nell’epoca in cui vivevano i suoi primi autori;

proprio là, dove è stato allevato Mosè, uno dei primi autori, è apparso uno dei primi alfabeti. Come se Dio avesse preparato tutto per trasmetterci questo Libro unico, nel quale Egli si rivela all’uomo!

sabato 4 luglio 2026

04 luglio - Suscettibile?

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.

Galati 5:22

 

La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l’ira.

Proverbi 15:1

 

Suscettibile?

 

La suscettibilità è un aspetto del carattere umano che turba, e a volte inasprisce, le nostre relazioni con i parenti, i conoscenti, i colleghi, i vicini. Ma noi stessi ne siamo le prime vittime! La suscettibilità, in un credente, è indice di una vita non molto vicina a Gesù che è stato, sulla terra, l’Uomo dolce e umile di cuore. La dolcezza, nella Bibbia, è il carattere di chi è misericordioso e comprensivo, e non insiste sui propri diritti.

Ma una sensibilità esasperata, delle ferite interiori ancora aperte o delle ingiustizie, portano spesso a vedere le cose in maniera deformata: un niente ferisce, tutto sembra una mancanza di riguardo, una presa in giro o una cattiveria; e questo è una sorgente di continua e profonda sofferenza per chi ne è afflitto e per coloro che gli sono vicini.

Cosa può fare il credente per riuscire a vedere le cose in modo diverso?

– Pensare a Gesù, il suo Salvatore: “Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio perché seguiate le Sue orme. Egli non commise peccato e nella Sua bocca non si è trovato inganno. Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a Colui che giudica giustamente” (1 Pietro 2:21-23).

– Impegnarsi ad imitarlo: “Vestitevi…  di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose vestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione” (Colossesi 3:12-14).