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mercoledì 22 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (2/15)

Un basso livello di vita spirituale

 

Dobbiamo avere ben chiaro che la nostra carne e la nostra mente saranno sempre il bersaglio preferito di Satana, ed è questo il pass (chiave d’accesso) del nostro nemico quando vuole attaccarci.

I suoi attacchi hanno sempre uno scopo ben definito che è quello di impedirci di avere un “normale” cammino spirituale fatto di progresso e di crescita attraverso una vita piena di preghiere – comunione – studio biblico e testimonianza.

Satana sa bene che se vuole “tenere basso” il nostro livello di vita cristiana deve far alzare qualcosa d’altro, con una sorta di bilanciamento negativo.

Mi spiego meglio, egli sa come usare molto bene le leve del materialismo, o dell’egoismo ad esempio riempiendoci di tanti impegni di lavoro, oppure riempiendoci di pensieri o problemi, o perché no iniettando massicce dosi di zizzania nelle chiese locali o nelle famiglie.

Così facendo il nostro nemico farà in modo o di non farci pensare alle cose spirituali (“Non ho tempo”) oppure di farci pensare in negativo (“Nell’assemblea non c’è amore; nell’assemblea ci sono già altri che lavorano”) o che in caso di problemi le colpe delle varie questioni siano sempre di altri, mai di noi stessi.

La vita agitata e impegnata di oggi, è sempre più fatta di corse contro il tempo…tempo…tempo….

“Non ho più tempo per questo, o per quello….figuriamoci se ho tempo per pregare per la chiesa, per l’opera di Dio, per le missioni, o addirittura per i miei fratelli…non ho nemmeno tempo di pregare per me stesso!”.

Satana farà accadere le cose, manovrando cose e persone, in modo tale da non darci nemmeno il tempo di guardarci dentro, facendoci riflettere sul nostro stato spirituale. Oh, solo il Signore sa quanto ne abbiamo bisogno, e quanto è importante fermarci a riflettere sul nostro stato e sull’andamento della nostra vita cristiana!

Pensiamo ad un uomo come Giobbe e a come Dio gli permise di riflettere sul suo stato e in quali condizioni lo fece! Questo genere di domande fatte a noi stessi non sono solo salutari (spesso!) ma permetteranno allo Spirito Santo di illuminare la nostra mente, inondandola della “sua” luce. Sappiamo che siamo credenti e per la maggioranza di noi questo basta e ci fa sentire bene!

Ma domandiamoci:

* Quanti di noi realizzano “veramente” la vita cristiana in tutti i suoi ambiti?

Quanti di noi pregano costantemente il Signore affinché ci mantenga umili e ci faccia conoscere OGNI GIORNO chi siamo realmente, così come diceva il salmista “Signore ricordami quanto sono fragile!” (Sl 39:4)?

E per ricordarci di questo dobbiamo umilmente confessare la nostra pochezza e debolezza e chiederci:

* Ho un appuntamento quotidiano con il nutrimento della Parola di Dio?

* Mi sento male a mancare ad una sola delle riunioni di chiesa?

* Mi preoccupo per ogni fratello o sorella che non si vedono ad una riunione?

Ecco che allora sapremo che cosa c’è in noi! Dobbiamo ogni giorno vivere il fatto che siamo polvere e nient’altro. Se non fosse per la sua Grazia ogni giorno noi saremmo messi a morte, ma così non accade.

Perché? Perché se è vero che siamo polvere, è anche vero che Cristo ci ha amati – riscattati e salvati – e ci ha fatti essere eredi con lui della Grazia di Dio. Ogni giorno egli mantiene le sue promesse, infatti possiamo dire “Grazie a lui” perché, nonostante tutto, “Egli non ci tratta secondo i nostri peccati, e non ci castiga in proporzione delle nostre colpe!” (Sl 103:10).


(segue)

22 luglio - Agguato

La parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio… essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore.

Ebrei 4:12

 

Agguato

 

Diversi anni fa, in India, un cristiano fu attaccato da una banda armata che, sul ciglio della strada, sapendo del suo passaggio, gli aveva teso un agguato. Gli presero il denaro, l’orologio e la fede che portava al dito. Si impadronirono anche della sua auto, e prima di partire uno dei banditi prese una Bibbia che si trovava sul sedile e la brandì in modo beffardo, sventolandola in segno di addio. Quel cristiano ebbe la presenza di spirito di gridargli: “Leggila spesso!”

Dopo sei anni, il proprietario della Bibbia il cui nome e indirizzo erano scritti sulla prima pagina, ricevette una lettera del tutto inattesa che diceva:

“Vi ho minacciato con una pistola e ho rubato il vostro denaro, ma non ho mai potuto dimenticare l’espressione del vostro viso, così calma e tranquilla. Oggi vorrei ringraziarvi: avete salvato la vita mia e di mia moglie. La Bibbia presa dalla vostra auto è stata il mezzo della mia liberazione. L’ho letta e mi ha cambiato la vita. Ho lasciato la banda di cui facevo parte e sono ritornato al mio paese. Solo poco tempo fa ho saputo che tre dei miei vecchi amici sono stati uccisi mentre assalivano un’altra auto nello stesso luogo in cui avevamo rapinato voi. Senza questo messaggio vivente della Bibbia, non solo avrei subito la loro stessa sorte, ma sarei stato perduto per l’eternità.”

“La mia parola non è forse come un fuoco”, dice il SIGNORE, e come un martello che spezza il sasso?” (Geremia 23:29).

martedì 21 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (1/15)

Il secondo punto della nostra serie di meditazioni ci porterà a considerare la nostra personalità interiore, per cercare di conoscere e capire meglio quali siano le armi preferite di Satana, ma anche dove egli va ad insinuarsi, cioè la nostra mente, per combattere contro di noi.

Un punto importante e fondamentale deve esserci chiaro: “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Ef.6:12).

Spesso noi trascuriamo di ricordarci questo aspetto, e così lasciamo spazio e agio al nostro nemico di metterci in difficoltà, se non addirittura metterci in crisi. Ma prima di procedere con alcune considerazioni dobbiamo mettere al centro della nostra riflessione un principio molto importante che forse potrà far sorridere qualcuno, ma che nella realtà dovrebbe metterci con le “spalle al muro” e farci sfregare la testa: Satana si ciba di ciò che noi non diamo a Dio.

È importante riconoscere che la causa di molti nostri problemi, cadute, fallimenti, tentativi inutili di progresso nella maturità spirituale non sono solo colpa del nostro nemico, ma anche della nostra carne e della nostra mente.


(segue)

21 luglio - La vera grazia di Dio (2)

Dio, che è ricco in misericordia… anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati).

Efesini 2:4-5

 

Il Dio di ogni grazia… vi ha chiamati alla Sua gloria eterna in Cristo.

1 Pietro 5:10

 

La vera grazia di Dio (2)

 

La storia di Mefiboset, considerata ieri, ci aiuta dunque a capire che cos’è la grazia divina. Consideriamo alcune sue caratteristiche:

La grazia è sovrana. Niente obbligava il re Davide a prendersi cura dei discendenti di Saul che lo aveva odiato; avrebbe potuto benissimo lasciare il nipote del suo nemico là dove si trovava.

La grazia si rivolge a coloro che non meritano niente, e brilla ancora di più se colui che ne beneficia è indegno. Discendente di Saul e zoppo, Mefiboset non aveva nessun merito da far valere davanti al re Davide.

Essa agisce in piena cognizione di causa. Davide conosceva le origini e la condizione fisica di Mefiboset; sapeva bene chi invitava alla sua tavola!

Essa dona gratuitamente e abbondantemente. Davide chiama Mefiboset, lo colma di beni, gli dà un posto d’onore, e tutto questo senza nessuna contropartita. Pretendere di pagare qualcosa sarebbe stato un insulto fatto al re…

La grazia scaccia il timore e produce fiducia. Mefiboset si presenta tutto timoroso davanti al re che gli dice: “Non temere”. Davide calma così le sue apprensioni e guadagna la sua fiducia; Mefiboset rimane zoppo, ma può sedersi in pace, felice, onorato e a proprio agio alla tavola di Davide.

La grazia produce adorazione. Davanti alle immeritate benevolenze di cui Davide lo colma, Mefiboset è meravigliato e confuso; conscio della propria indegnità, si prostra e dice: “Che cosa è il tuo servo, perché tu ti degni di guardare un cane morto come sono io?” (2 Samuele 9:8).


lunedì 20 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (5/5)

Una necessaria riflessione personale

 

Pietro sicuramente ignorava la presenza di certe zone oscure e peccaminose, dentro di sé, e questa ignoranza lo aveva esposto all’attacco.

A ciascuno di noi il Signore chiede oggi: “Conosci le aree oscure all’interno della tua vita, là dove sei vulnerabile all’attacco del nemico?”.

Ci sono zone grigie della nostra vita da portare alla luce?

Non dobbiamo essere impreparati o ignari, perché l’ignoranza è l’inizio della nostra possibile rovina. La rovina non è immediata, ma abbiamo visto che segue un percorso, un processo lungo e a volte oscuro che apparentemente non è visibile. In realtà quando il Signore ci avverte, e ora forse lo sta facendo, e ci presenta la presenza del peccato dentro il nostro cuore, lo fa per poter distruggere l’opera del diavolo in noi e per farci risplendere sempre di più come “luce nel mondo”.

Attenzione però che dobbiamo riconoscere che la difensiva più efficace che possiamo opporre nei confronti di Satana è quella di mantenere un cuore puro ed onesto davanti al nostro Signore, facendoci illuminare dalla sua Parola, dalla sua voce ed essendo pronti a chiedere perdono e abbandonare il nostro peccato. E se necessario occorre farlo ora, non rimandare, perché più tardi, o domani forse Satana farà in modo, di riempirci di altre ombre.

Perché?

Quando lo Spirito Santo ci guida, indicandoci un area del nostro cuore dove è necessario fare pulizia, e portare la luce qualche cosa sottomettendoci a Dio sapete cosa succede? Spesso siamo noi i primi alleati del nostro nemico, e sappiamo come avviene?

Siamo subito pronti a difenderci accampando delle scuse, subito pronti a minimizzare la cosa, riducendo subito la situazione al minimo possibile, arrivando a chiamare “leggerezze” o “debolezze” cose che sono da chiamare “peccati”! Oppure rimandando la decisione che potrebbe farci dispiacere ora! Così facendo non stiamo facendo altro che zittire lo Spirito Santo. Viene poi il nemico che ci dice che in fondo non siamo poi così cattivi e che quel peccato non è poi così impossibile da rimuovere! Ma intanto tutto rimane come prima. Così facendo, Satana farà in modo di nasconderci la necessità della luce completa nelle nostre vite, lasciandoci così delle piccole o grandi aree oscure dove la luce del Signore non arriva. I nostri istinti “naturali” di preservazione dello status quo “naturale” non sono da Dio, che vuole rinnovarci nel cuore e nella mente completamente, ogni giorno che passa!

Non possiamo impegnarci in una battaglia spirituale senza fare nostro il seguente importante principio: “Dio resiste ai superbi, ma fa grazia agli umili” (Gm 4:6).

Se Dio si oppone ai superbi, e noi siamo troppo superbi per umiliarci ed ammettere il nostro peccato ora, ecco che Dio si opporrà a noi. Lo dobbiamo sapere e Dio non manca mai di mantenere quello che dice.

Sottomettetevi dunque a Dio, dice ancora Giacomo, ma resistete al diavolo.

A chi vogliamo fare resistenza?

È solo nel contesto del pentimento, dell’umiltà e del possesso continuo di un cuore puro che vedremo Satana fuggire da noi.

Ricordando Pietro e la sua notte spirituale, possiamo stare certi che Satana non continuerà ad attaccarci, se le situazioni che egli aveva pianificato di usare per distruggerci adesso operano per perfezionarci!

Il risultato dell’esperienza di Pietro fu che divenne pronto ad essere usato da Dio in modo potente per il progresso dell’Evangelo prima e successivamente come pastore della Chiesa di Dio. In Pietro, dopo questo episodio, la superbia fu sostituita dall’umiltà, l’oscurità dalla luce e l’orgoglio da Cristo stesso. La mia preghiera a Dio è che sia così per tutti noi.

20 luglio - La vera grazia di Dio (1)

Mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio Suo.

Romani 5:10

 

Quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il Suo amore per gli uomini sono stati manifestati, Egli ci ha salvati…  per la Sua misericordia.

Tito 3:4-5

 

La vera grazia di Dio (1)

 

Nell’Antico Testamento la storia di Mefiboset (2 Samuele 9) ci aiuta a capire che la grazia di Dio è l’amore che ha per noi e che noi non meritiamo.

Il re Davide, succeduto al re Saul, un giorno chiede: “C’è ancora qualcuno della casa di Saul al quale io possa fare del bene?” (2 Samuele 9:3); e gli viene risposto che rimaneva ancora un figlio di Gionatan, figlio di Saul, che era storpio.

Quando Saul regnava su Israele detestava Davide, di cui era follemente geloso, e lo ha odiato fino alla morte cercando in varie occasioni di ucciderlo. Mefiboset, il suo giovane nipote, storpio nei piedi, non aveva proprio nulla che potesse attirare su di sé il favore di Davide, anzi! Eppure Davide lo fa chiamare, e quando questi si presenta, pieno di timore, lui lo accoglie con bontà; gli dà dei beni che erano appartenuti alla sua famiglia e dei servi, e ordina che da quel momento lui mangi ogni giorno alla sua tavola, come un figlio del re!

Il modo in cui Davide agisce ci mostra come Dio vuole farci grazia: l’uomo è nemico di Dio, è peccatore, “abominevole a Dio” (Romani 1:30). Non c’è niente in noi per cui possiamo meritare il Suo favore. Ma Dio ci cerca con amore, ci accoglie, ci perdona i peccati e addirittura fa di noi dei Suoi figli, dei figli amati. Basta solo che ognuno creda in Gesù e metta la propria vita nelle Sue mani.

domenica 19 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (4/5)

Provati, ma mai vinti!

 

La buona notizia per Pietro, ma anche per noi, è che a Satana non verrà mai dato il permesso di sconfiggere i santi di Dio. Il suo compito si limita a passarli al vaglio “come il grano”, umiliandoli anche ma mai potendoli “uccidere”. Lo scopo finale dell’assalto permesso da Dio stesso, è quello di mettere alla prova la nostra fede, perché, ad esempio, può essere necessario purificare l’anima nostra da un peccato, può essere dall’orgoglio – dal pregiudizio – dalla menzogna – o da altri tipi di peccato, e così essere in grado di produrre frutti degni della vita eterna che abbiamo ricevuto in dono da Dio stesso. È bello sapere che il piano di Dio non è mai per il nostro male, anche se si compie in mezzo a dolore o tribolazioni o afflizioni lunghe e profonde.

Sono certo che alcune esperienze che ci accadono sono terribili e sconvolgenti, ma dobbiamo riconoscere che Dio le permette a fin di bene. La nostra natura esteriore, il guscio esterno del grano, deve prima spezzarsi, deve poi “morire”, per facilitare l’irrompere del grano, cioè della natura nuova propria dell’uomo creato di nuovo.

All’inizio sia la pula sia il guscio sono necessari perché fanno parte della nostra natura vecchia, e ci proteggono dall’assalto degli elementi naturali di questa vita. Ma prima che Dio possa veramente usare il credente, in un modo o nell’altro, dobbiamo passare attraverso un periodo di trebbiatura.

La natura di Pietro, quella simile al guscio, era presuntuosa e piena di superbia. I suoi successi iniziali nel cammino con il Signore forse lo avevano reso poco a poco presuntuoso e l’avevano portato a ripiegarsi su sé stesso. Ma Dio non può affidare il suo regno ad una persona che prima non sia stata spezzata nel suo orgoglio, rompendole il suo guscio naturale, perché questo guscio è ancora parte dell’oscurità e del regno delle tenebre.

La battaglia contro Pietro fu devastante, ma era stata definita e contenuta entro il piano prezioso e meraviglioso che Dio stesso aveva stabilito, perché così doveva servire allo scopo che il Signore, non satana, aveva deciso!


(segue)