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mercoledì 29 aprile 2026

Panoramica di Levitico 23 (1/9)

Introduzione

Il Vecchio Testamento, spesso viene definito come una figura del Nuovo, infatti contiene molti simboli o figure di verità che troviamo rivelate solo nel Nuovo Testamento. Ci sono personaggi, come Isacco, che sono una figura di Cristo; troviamo, nella storia del popolo d’Israele, dopo la loro liberazione dall’Egitto, una costruzione come il tabernacolo, che è una figura molto completa di Cristo e della Sua chiesa, e le offerte che ci parlano dell’unico sacrificio del Signore Gesù.

Nelle sette feste del SIGNORE, che leggiamo in Levitico 23, troviamo descritto il rapporto spirituale di Dio con questo mondo dalla croce in poi. Queste feste stabilite, o periodi di festa, per il popolo d’Israele, erano delle occasioni per avvicinarsi a Dio, infatti Egli desiderava avere attorno a sé il Suo popolo terreno, ma questo non è tutto, infatti desidera dare delle istruzioni anche a noi. Ad esempio nella prima Lettera ai Corinzi capitolo 9 versetti 9,10, quando Paolo scrive di “non mettere la museruola al bue che trebbia il grano”, fa intendere che Dio non pensava solo ai buoi, ma questa scrittura si anche ai Suoi servitori. Questo principio si applica anche alle feste dell’Eterno.


(segue)

29 aprile - La prova dell’amore di Dio

In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo.

Noi lo amiamo perché egli ci ha amati per primo.

1 Giovanni 4:9, 19

 

La prova dell’amore di Dio

 

Il re Davide testimoniava così dell’amore di Dio: “Non ho mai visto il giusto abbandonato” (Salmo 37:25). Tuttavia, l’unico Giusto che sia mai vissuto sulla terra, il Signore Gesù, ha dovuto essere abbandonato, quando, sulla croce, espiava i nostri peccati! Egli ha gridato: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Salmo 22:1; Matteo 27:46). “Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio” (1 Pietro 3:18).

Come può il nostro cuore restare insensibile di fronte a quest’infinito amore di Dio? Ancora oggi Egli ci dice che ha tanto amato il mondo fino a dare il suo unico Figlio, affinché chi crede in lui abbia la vita eterna (Giovanni 3:16). Soltanto la croce di Cristo risponde ai bisogni della nostra anima, poiché sulla croce Egli ha subìto il castigo che noi meritavamo. Confessargli i nostri peccati e credere in Lui è per noi la vita, la vita eterna.

Lettori credenti, se siamo coscienti dell’immensità dell’amore di Cristo, non ci sentiamo forse spinti a seguire un cammino di santità, ricordando quanto Egli ha sofferto per i nostri peccati quando è stato abbandonato da Dio durante quelle tre ore di tenebre? Viviamo per Lui! Aspettiamo il suo ritorno con una vita di fedeltà, unendo la nostra voce a quella dello Spirito per dirgli: “Vieni, Signore Gesù!” (Apocalisse 22:20).

martedì 28 aprile 2026

28 aprile - Ero un “hooligan”

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Gesù Cristo.

2 Corinzi 5:17-18

 

Ero un “hooligan”

 

Olivier S. era un hooligan, un teppista. Dopo ogni partita di calcio partecipava ai tafferugli contro i tifosi avversari e la polizia. La violenza, l’alcol e l’odio sono stati i suoi compagni di gioventù. A diciassette anni, Olivier si ritrova per la prima volta in prigione. Scontata la pena, ritorna alla violenza.

Col passare dei mesi, Olivier si sente sempre peggio e gli sembra di essere entrato in un vicolo cieco. Deve trascorrere un certo tempo in clinica per disintossicarsi. Durante una passeggiata, rivolge a Gesù una preghiera: “Se esisti veramente, fatti conoscere, adesso”. Salendo sulla collina, si indirizza di nuovo al Signore, ma non accade nulla. Arrivato in cima, proprio lì davanti a lui, vede un cartello: Centro Cristiano.

Olivier è tremante ed esita a riconoscere che si tratta di una risposta divina. Entra e si sofferma a leggere un prospetto trovato all’accettazione. All’improvviso si sente toccare la spalla; uno gli domanda: “Cerchi qualcuno?” Olivier non risponde. “Se avessi detto a quella persona che cercavo Gesù, sarei sembrato ridicolo!” Tuttavia lo sconosciuto lo fissa e gli dice: “Credo che tu sia alla ricerca di Dio”. Così è troppo! Olivier fugge e scende dalla collina. “All’improvviso, nella mia mente, ho rivisto la mia vita, come un film: il tifoso sanguinante che ho picchiato, le risse, le violenze, tutto. Non facevo che piangere. In quel momento per me si è aperto il cielo; volevo cominciare una nuova vita”. E la sua vita ha avuto effettivamente un nuovo inizio, verso il bene, con l’aiuto della potente grazia di Dio.


lunedì 27 aprile 2026

27 aprile - Raggi X

La parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore. E non v’è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto.

Ebrei 4:12-13

 

Raggi X

 

Nel 1895, il fisico tedesco Wilhelm Roentgen scopre un nuovo tipo di raggi, i raggi X. Questi raggi attraversano tutto il corpo e permettono di vedere quel che c’è all’interno. Da allora, i progressi della tecnica hanno perfezionato i mezzi di esplorazione del corpo umano: la TAC e la risonanza magnetica vengono oggi usate correntemente. Questa “trasparenza del corpo” permette di localizzare le cause di certe malattie e di curarle con successo.

Ma resta impossibile per la scienza discernere i pensieri, le motivazioni, i desideri. Quanta ipocrisia, quanta finzione e pensieri malvagi si trovano in noi senza che nessuno se ne accorga! Nessuno… a parte Dio! Egli conosce di noi anche le cose di cui noi stessi non abbiamo consapevolezza; e vedendo tante cattive tendenze, i rancori, le falsità, l’odio, cosa farà? Ci respingerà? No, Dio vuole guarirci. Egli è il Medico dell’anima.

Quando leggiamo la Bibbia con onestà, siamo penetrati dalla luce divina, come accade al nostro corpo in occasione di una radiografia. Essa ci rivela cose che cerchiamo di nascondere agli altri e forse anche a noi stessi. E ci porta al pentimento, ci fa sentire il bisogno di cambiare vita per essere d’accordo con ciò che Dio dice. Contrariamente ai raggi X che, a dosi elevate, distruggono le nostre cellule, la luce della Parola di Dio produce guarigione e vita, e ci fa conoscere Gesù, “la vera luce che illumina ogni uomo” (Giovanni 1:9).


domenica 26 aprile 2026

26 aprile - Tutti in accappatoio!

Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.

Romani 3:23

 

Dio non ha riguardi personali; ma… in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito.

Atti 10:34-35

 

Tutti in accappatoio!

 

Nello stabilimento di cure termali in cui mi trovo per motivi di salute, mi sembra che tutte le persone si rassomiglino. Non so dire se il mio vicino si veste abitualmente con eleganza o con abito sportivo; non so nemmeno se è arrivato a piedi, in taxi, o in Rolls Royce. Le differenze sociali e i simboli esteriori della ricchezza sono aboliti. Siamo tutti allo stesso livello, siamo tutti in accappatoio… e tutti curati con la medesima terapia.

Questo mi ricorda che Dio non fa differenza fra le persone. Il colore della pelle, l’estrazione sociale o il livello culturale non hanno importanza per Lui. Il suo verdetto è uguale per tutti: “Non c’è distinzione: tutti hanno peccato”. Ognuno di noi dovrebbe preoccuparsi di questa valutazione divina, molto più che dell’opinione dei nostri simili, poiché è al Dio giusto e santo che ognuno dovrà un giorno rendere conto.

Ma se Dio ha “rinchiuso tutti nella disubbidienza”, è “per far misericordia a tutti” (Romani 11:32). Il Dio santo è anche il Dio d’amore che promette la liberazione e il perdono a chiunque accetta Gesù come proprio Salvatore. Anche tu che leggi questo foglietto sei chiamato in causa. Dio ti ama così come sei, con le tue qualità e le tue mancanze, la tua ricchezza o la tua povertà, la tua energia o la tua debolezza. Anche per te ha dato il suo unico Figlio, affinché tu non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16). 


sabato 25 aprile 2026

25 aprile - La ricerca accanita delle ricchezze

Chi confida nelle sue ricchezze cadrà.

Proverbi 11:28

 

L’inganno delle ricchezze, l’avidità delle altre cose… soffocano la parola.

Marco 4:19

 

La ricerca accanita delle ricchezze

(leggere 1 Timoteo 6:7-10, 17-19)

 

Nel passo di 1 Timoteo 6:7-10 Paolo si rivolge a “quelli che vogliono arricchire”. Egli mostra in quale laccio si cade se ci si dà alla ricerca accanita delle ricchezze. L’ansia di arricchire occupa i pensieri, distoglie dai problemi più importanti della vita e può spingere ad accettare dei compromessi con la propria coscienza. Notiamo che Paolo s’indirizza a dei credenti, e li preavvisa che una tale ricerca oltre ad essere inutile, può trascinare con sé ogni sorta di male e guastare la testimonianza che va resa al Signore.

Il secondo passo si indirizza a chi già è ricco “in questo mondo”, senza precisare l’origine né la misura di questa ricchezza. Poco importa che sia molta o poca; il pericolo è lo stesso. La prima esortazione è di non essere “di animo orgoglioso”, perché facilmente il fatto di essere più ricchi spinge a credersi anche più importanti e a trattare gli altri con superiorità. Paolo esorta poi a non riporre la speranza nell’incertezza delle ricchezze, a non fidarsi del livello di benessere che si è raggiunto, ma a riporre la fiducia in Dio solo.

Seguono poi quattro esortazioni positive e molto chiare: fare del bene, arricchirsi di opere buone, essere generosi nel donare, pronti a dare, “così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l’avvenire, per ottenere la vera vita”. La liberalità e la fedeltà nell’amministrazione dei beni materiali che ci sono affidati aiuta ad afferrare le ricchezze spirituali, le sole vere.


venerdì 24 aprile 2026

24 aprile - Credere e dichiarare la propria fede

Diceva: “Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva”.

(Gesù le disse:) “Figliuola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo male”.

Marco 5:28, 34

 

Credere e dichiarare la propria fede

Gesù ci parla: leggere Marco 5:24-34

 

Una folla circonda Gesù. Una donna malata da dodici anni gli si avvicina e tocca la sua veste. Subito sente di essere guarita. Nessuno ha visto nulla, ma Gesù dice: “Chi mi ha toccato le vesti?” Molte persone gli si accalcano intorno e toccano inevitabilmente i suoi vestiti, ma Lui sa che quella donna lo ha toccato e lo ha fatto con fede. Ora è guarita e il Signore lo sa, ma non vuole che finisca così: bisogna che ella gli dichiari apertamente la sua condizione vecchia e nuova. Allora la donna, tremante, si fa avanti e racconta della sua malattia e di come è stata guarita.

Perché ha agito di nascosto? Temeva forse un rimprovero? Invece di una riprensione, sente Gesù che le dice: “Figliuola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo male”. Non solo ella sente di essere guarita, ma lo viene a sapere dalla bocca stessa di Gesù. A salvarla e a guarirla è stata la fede nella potenza del Signore.

Sono passati venti secoli e Gesù è ancora presente per soccorrere chi crede. Egli solo può portare il vero rimedio al nostro stato morale. Ma bisogna cercarlo, avvicinarsi a Lui, afferrare per mezzo della fede il significato e il valore del suo sacrificio alla croce, e renderne testimonianza.

Possiamo credere in segreto, ma il Signore desidera che quelli che ci stanno attorno sappiano l’opera che ha fatto in noi. Credere segretamente priva il Signore dell’onore che gli è dovuto e non è di alcun aiuto a chi ancora non lo conosce.