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lunedì 24 agosto 2026

24 agosto - Satana e i suoi angeli

Egli (il diavolo) è stato omicida fin dal principio è bugiardo e padre della menzogna.

Giovanni 8:44

 

E il diavolo, che le aveva sedotte, fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo.

Apocalisse 20:10

 

Satana e i suoi angeli

 

Satana fa parte degli angeli, esseri spirituali creati da Dio. Ha intelligenza e poteri straordinari; la Bibbia ci racconta, sotto la figura del re di Tiro (leggere Ezechiele 28:11-19), che avrebbe voluto diventare come Dio e questo orgoglio è stato all’origine della sua caduta. Ora egli è a capo degli angeli che ha trascinato con sé nella sua ribellione. E’ per loro che l’inferno è stato preparato.

Fino dalla creazione di Adamo, Satana ha cercato di allontanare l’uomo da Dio e spingerlo alla  rivolta contro di Lui. Per questo non ha esitato a contraddire il Creatore che aveva proibito di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male, dicendo: “Nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai” (Genesi 2:17). Satana insinua il dubbio: “Non morirete affatto… sarete come Dio” (Genesi 3:4). Questo per far credere a Adamo e ad Eva che Dio non voleva la loro felicità, e spingerli all’orgoglio e all’incredulità. Satana ha mentito, ha calunniato gravemente Dio, ha deriso il Suo amore per le Sue creature.

Anche oggi Satana cerca di accecare gli uomini e allontanarli da Dio che li ama. Se gli uomini hanno sempre impiegato tante energie per contraddire la Parola di Dio e commettere il male, è anche grazie al lavoro di Satana che li spinge a seguire la sua volontà. Ma noi ascoltiamo la Parola del “Dio di verità”, che non può mentire.

Parliamoci chiaro: Satana vuole trascinare l’umanità con sé nella perdizione eterna. Dio non aveva preparato l’inferno per gli uomini, ma per Satana e i suoi angeli. Purtroppo, però, vi finiranno anche tutti coloro che l’hanno seguito, e che hanno rifiutato Dio, illusi da Satana stesso che non dovranno rendere conto a nessuno della loro vita, e che l’inferno non esiste!


domenica 23 agosto 2026

23 agosto - Perché così presto?

Il re Erode cominciò a maltrattare alcuni della chiesa; e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni.

Atti 12:1-2

 

I miei giorni sono nelle tue mani.

Salmo 31:15

 

Perché così presto?

 

Tre dei dodici discepoli formavano una “cerchia intima” con Gesù; sono Pietro, Giacomo e suo fratello Giovanni. Chiamati dal Signore al Suo seguito nello stesso momento, sulle rive del lago di Galilea, questi amici sono stati i soli ad accompagnarlo in occasione di tre avvenimenti che hanno segnato la loro vita:

Al capezzale della figlia di Iairo, che Gesù risuscita: “Non permise a nessuno di entrare con Lui all'infuori di Pietro, Giovanni, Giacomo, il padre e la madre della bambina” (Luca 8:51).

Sulla montagna, dove Gesù svela la Sua gloria: “Gesù prese con Sé Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte a pregare” (Luca 9:28).

– Nel giardino di Getsemani, dove il Signore, simbolicamente, riceve dalla mano del Padre il “calice” delle sofferenze, prima della crocifissione: ”Gesù prese con Sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato” (Marco 14:33).

Questi discepoli sono strettamente uniti al loro Maestro e tra di loro, testimoni di molte scene straordinarie della Sua vita. Eppure uno di loro, Giacomo, sarà messo a morte all’inizio del suo servizio (Atti 12:2). Perché così presto? Perché proprio lui? Domande simili ci assillano quando una persona ci lascia in giovane età, quando sembrava essere nel pieno della sua attività. Spesso non troviamo risposte a queste nostre domande, ma diamo fiducia al Signore, Colui che tiene la nostra vita nella Sua mano. Egli ha permesso la morte precoce di Giacomo, però ha accompagnato Pietro e Giovanni durante tutto il loro lungo servizio in favore della Sua Chiesa.

sabato 22 agosto 2026

22 agosto - Cristiani soltanto di nome?

“Il mio popolo infatti ha commesso due mali: ha abbandonato Me, la sorgente d’acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l’acqua”.

Geremia 2:13

 

Gesù stando in piedi esclamò: “Se qualcuno ha sete, venga a Me e beva”.

Giovanni 7:37

 

Cristiani soltanto di nome?

 

Sundar Singh (1889-1929), predicatore indiano dell’Evangelo, scriveva al suo ritorno da un soggiorno in Europa: “Dopo aver visto l’amore di Dio nei credenti occidentali che hanno portato l’Evangelo in India, pensavo di trovarlo largamente diffuso in tutti gli abitanti dei vostri paesi europei. La realtà, invece, è ben diversa; molti sono cristiani solo di nome. Cosa devo pensare? Che il cristianesimo ha fallito? Certamente no, sono i cristiani che non hanno compreso il vero cristianesimo e non seguono l’esempio di Cristo”.

Cent’anni dopo, le cose stanno sempre così. Quante persone confondono il cristianesimo con una “religione” che ognuno è libero di seguire più o meno fedelmente. Ma il vero cristianesimo è un’altra cosa: è vivere Cristo, vivere di Lui, con Lui e per Lui. È Lui che un giorno abbiamo conosciuto, e in quel giorno tutto è cambiato: la nostra esistenza ha trovato un nuovo senso, la nostra vita ha cambiato il suo scopo. Il nostro avvenire si è colmato di speranza perché Lui, Gesù, si è caricato del peso dei nostri peccati. Come ci si può attribuire il nome di cristiani se non si ha relazione con Cristo? Come mettere la “targhetta” cristiana su delle attività profane, economiche, politiche o altro ancora? Il Cristo dei Vangeli è sempre quello che è stato rifiutato dal mondo e crocifisso. Gesù non ha mai preteso di migliorare il mondo; anzi, Egli trae fuori dal mondo coloro che lo ricevono come Salvatore, dà loro una vita nuova, senza che essi abbiano bisogno mettersi altra “targhetta” se non quella dei primi credenti, dei quali è scritto che gli altri  “riconoscevano che erano stati con Gesù” (Atti 4:13).


venerdì 21 agosto 2026

21 agosto - “Siate riconciliati con Dio”

Noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù.

Atti 15:11

 

Vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.

2 Corinzi 5:20

 

“Siate riconciliati con Dio”

 

In ogni tempo, gli uomini hanno cercato di placare la collera dei loro dèi o di guadagnarsi i loro favori compiendo riti o offrendo sacrifici. La Bibbia ci mostra che gli esseri umani non possono riconciliarsi con Dio per mezzo di opere meritorie, ma che Dio stesso ci ha riconciliati con Lui pagandone tutto il prezzo.

Dio ha sempre amato la Sua creatura. Il Suo amore è eterno e immutabile. A causa delle nostre disubbidienze e ribellioni, avrebbe dovuto allontanarci definitivamente dalla Sua presenza; invece, Dio invita tutti gli uomini a trovare la via della pace. Gesù Cristo, perfettamente ubbidiente e sottomesso al Padre, ha voluto prendere su di Sé la nostra condanna. Scrive il profeta Isaia: “Il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto sudi Lui” (Isaia 53:5); Gesù ha “fatto la pace mediante il sangue della Sua croce” (Colossesi 1:20).

Dio ha pagato un prezzo infinito per riconciliarci con Lui: la morte del Suo Figlio. Ben lontano dall’essere un Dio vendicatore, come molti pensano, Egli è un Dio Salvatore, un Dio di perdono e di pace. Questa pace la dà a tutti quelli che credono! Andiamo a Lui con uno spirito di umiliazione e di pentimento.

 “Siate riconciliati con Dio!”, abbiamo letto nel versetto di oggi. Accettate con fede le parole del Signore Gesù: “Vi lascio pace; vi do la mia pace” (Giovanni 14:27), e sarete liberati dall’egoismo e dall’orgoglio, dall’odio e dalla violenza fino al punto di riuscire ad amare i vostri nemici!


giovedì 20 agosto 2026

20 agosto - Dio mi parla

Dio… ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.

Ebrei 1:2

 

“Io non ho parlato in segreto … Io, il SIGNORE, parlo con giustizia, dichiaro le cose che sono giuste”.

Isaia 45:19,21

 

Dio mi parla

 

Alcuni dicono: Dio è lontano nel tempo e nello spazio, come può avere un messaggio per noi? Altri credono in un Dio supremo la cui potenza è all’origine di tutte le cose, e che domina su tutti gli elementi dell’universo; ma che ci abbia parlato è un’altra cosa!

Se crediamo all’esistenza di Dio non dobbiamo dimenticare che la nostra intelligenza non è sufficiente a farcelo conoscere nella Sua natura e nei Suoi caratteri: Dio è spirito, è amore, luce… Per farsi conoscere ha dovuto rivelarsi, e questa rivelazione l’ha lasciata per noi nella Sua Parola: la Bibbia. Gesù ha detto a Dio, Suo Padre: “La Tua Parola è verità” (Giovanni 17:17). Questa rivelazione è la parte essenziale, la base della nostra fede: “La fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla Parola di Cristo” (Romani 10:17). Sì! Dio parla a chi ha il cuore disposto a credere a Lui, e anche lo interroga. Bisogna ascoltarlo quando, per esempio, all’inizio della Bibbia pone queste domande al primo uomo e alla prima donna: a Adamo: “Dove sei?”, a Eva: “Perché hai fatto questo?” (Genesi 3:9,13).

Oggi queste domande mi riguardano. Dio parla a me. Come Adamo gli ho disubbidito e forse mi sto nascondendo pensando di potermi sottrarre al Suo sguardo. Allora mi devo chiedere “dove sono?”.

Dio non è un Dio lontano, anzi, Egli vuole togliere ogni ostacolo che ci separa da Lui e per mezzo della Sua Parola ci insegna come fare. 


mercoledì 19 agosto 2026

19 agosto - “Non amo la vita”

Non privai il cuore di nessuna gioia… ed ecco che tutto era vanità, un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole.

Ecclesiaste 2:10-11

 

(Gesù disse:) “Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che Io gli darò, non avrà mai più sete”.

Giovanni 4:13-14

 

“Non amo la vita”

 

“Ho vissuto tutto. Non molti possono dire la stessa cosa. Posso morire anche subito. Ho vissuto tutto e non amo più la vita; molte volte alla sera mi auguro di non svegliarmi al mattino”.

Questa confessione di un celebre attore deluso dalla vita dimostra che la ricchezza, la gloria e i piaceri non possono soddisfare il cuore umano. La stessa esperienza l’ha fatta molti secoli fa il re Salomone, ed è descritta nella Bibbia per servirci di avvertimento. Se ascoltiamo con attenzione il suo messaggio possiamo evitare di conoscere le stesse delusioni. Egli aveva potuto trarre profitto da tutto ciò che un uomo può sperare di avere sulla terra, e la conclusione a cui è giunto è una delusione: “Vanità delle vanità, tutto è vanità” (Ecclesiaste 1:2).

L’essenziale non sono le cose della terra, perché la vita non termina alla morte del corpo. Salomone lo sapeva bene e conclude il suo libro dicendo: “Temi Dio e osserva i Suoi comandamenti… Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera” (Ecclesiaste 12:15-16). Solo il timore di Dio porta alla vita (Proverbi 19:23). Dio ci invita a trovare in Lui la vera risposta alle nostre aspirazioni. Gesù diceva: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete” (Giovanni 6:35). Non è della fame o della sete del corpo che parlava, ma dei bisogni del nostro essere interiore. A questi bisogni risponde solo Gesù, l’unico che può darci pace, gioia e riposo.

Egli non delude mai chi mette in Lui la propria fiducia.


martedì 18 agosto 2026

18 agosto - Fiducia in Dio e adorazione

“I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori”.

Giovanni 4:23

 

Fiducia in Dio e adorazione

 

È impossibile, nel corso di una vita di fede, che una persona sia in relazione con Dio senza che il suo cuore si apra all’adorazione. Questo spirito di adorazione deve sempre caratterizzare la vera pietà.

Solo la fede dà il vero posto a Dio e gli lascia campo libero perché Dio manifesti Se stesso nella Sua gloria. È per questo che coloro che si affidano a Dio con fede prendono piacere, in ogni occasione, nel comprendere quello che Dio pensa a loro riguardo; e ogni progresso fatto nella conoscenza di Dio fa scaturire nuovi accenti di lode. È così che una fede vivente favorisce uno spirito di adorazione, e uno spirito di adorazione è il mezzo per esprimere le esperienze di una fede vivente. Più noi confidiamo in Dio, più lo conosceremo; e più lo conosceremo, più gli daremo gloria.

Non abbiamo che una pallida idea di quello che perdiamo per la mancanza di una semplice fiducia in Dio. L’incredulità impedisce sempre lo sviluppo della potenza e della bontà divina. “E lì, a causa della loro incredulità, non fece molte opere potenti”, è detto del Signore quando venne nella regione di Nazaret (Matteo 13:58); e questo è vero ogni giorno della nostra vita. Dio non si manifesta se la nostra incredulità ci rende ciechi.

“Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da Lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza… Confida in Lui in ogni tempo” (Salmo 62:5, 6, 8). Ecco la vera pietà (cioè l’essere pii, timorati di Dio) e l’anima che sta su questo terreno di fedeltà sarà sempre caratterizzata da uno spirito di adorazione. La fede conta su Dio, e Dio si rivela sempre alla fede. La risposta della fede è l’ubbidienza e la lode.