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lunedì 6 aprile 2026

06 aprile - Le sette frasi pronunciate da Gesù sulla croce

Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli (Gesù) ha dato la sua vita per noi.

Dio… ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

1 Giovanni 3:16; 4:10

 

Le sette frasi pronunciate da Gesù sulla croce

 

Sulla croce, Gesù ha pronunciato sette frasi che potrebbero essere il riassunto della sua missione sulla terra.

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34). Anzitutto, Gesù invoca il perdono di Dio sui suoi nemici, perché era venuto per salvare, non per giudicare (Giovanni 3:17).

“Donna, ecco tuo figlio… ecco tua madre” (Giovanni 19:26, 27). Amorevole nella sua relazione con Maria, sua madre, le affida come figlio il discepolo Giovanni che tanto amava, e affida lei alle cure del discepolo.

“Oggi tu sarai con me in paradiso” (Luca 23:43). È la promessa fatta al ladrone pentito, crocifisso accanto a Lui. La salvezza è immediata per tutti quelli che si riconoscono perduti e si affidano alla misericordia di Dio.

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46; Marco 15:34). Possiamo dare noi la risposta a quell’angosciosa domanda: è stato abbandonato da Dio perché si era caricato dei nostri peccati!

“Ho sete!” (Giovanni 19:28). Nella sua perfetta umanità, Gesù esprime la sua intensa sofferenza e adempie anche una profezia: “Mi hanno dato da bere aceto per dissetarmi” (Salmo 69:21).

“È compiuto” (Giovanni 19:30). L’opera è conclusa. Il debito dei nostri peccati è interamente pagato. In quelle ore terribili, Gesù Cristo ha portato l’eternità del nostro castigo!

“Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio” (Luca 23:46). In perfetta comunione con suo Padre, Gesù gli rimette la sua vita. Egli entra vincitore nella morte, per uscirne poi trionfante mediante la risurrezione.

domenica 5 aprile 2026

05 aprile - Colui che giustifica l’empio

Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro.

Isaia 45:22

 

Noi… sappiamo che questi (Gesù) è veramente il Cristo, il Salvatore del mondo.

Giovanni 4:42

 

Colui che giustifica l’empio

Romani 4:5

 

Nel libro del profeta Isaia, Dio dichiara con solennità che al di fuori di lui “non c’è altro Dio, Dio giusto, e non c’è Salvatore” (Isaia 45:21). La giustizia richiede il castigo del colpevole, e noi siamo colpevoli e quindi perduti. Ma Dio è un Dio salvatore, e ha potuto conciliare queste due cose: la sua giustizia che esige il giudizio del peccatore, e il suo amore che lo vuole salvare. Ma come è stato possibile?

Troviamo la risposta nella prima lettera dell’apostolo Paolo a Timoteo. Egli scrive che “c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti” (2:5-6). In questo modo Egli ha riconciliato l’uomo con il Dio santo e giusto. Ma se ha potuto fare questo è perché era Dio fatto uomo; nessuna creatura avrebbe potuto ottenere un tale risultato, nemmeno un angelo. Gesù non ha commesso nessun peccato né poteva commetterne, essendo perfetto, e solo per questa sua perfezione ha potuto prendere su di sé i nostri peccati. Col sacrificio della sua vita ha soddisfatto completamente la santità e la giustizia di Dio, e ha mostrato il suo amore per noi. Il fatto poi che Dio l’abbia risuscitato ed elevato in gloria è una prova che la sua opera è stata perfetta.

Non tutti, però, saranno salvati! Infatti è scritto: “È piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti” (1 Corinzi 1:21). Tu sei un credente?


sabato 4 aprile 2026

04 aprile - La fede è una “stampella”?

Gesù rispose loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati. Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento”.

Luca 5:31, 32

 

La fede è una “stampella”?

 

La fede cristiana è a disposizione di coloro che sanno di non essere invincibili, che sono coscienti che nella loro vita c’è una grave frattura. Gesù sapeva molto bene che, da un punto di vista morale, nessun essere umano è in buona salute, ma la maggior parte di noi non vuole ammettere la propria “infermità”, anche se è evidente agli occhi di tutti; se facciamo così, condanniamo noi stessi a trascorrere il resto della nostra vita “zoppicando”. Le “stampelle” di fortuna – educazione, pratiche religiose, buone opere, cultura – non ci porteranno mai alla guarigione. Ma ecco che Dio ci offre la guarigione, non una stampella.

Il Vangelo (che significa buona notizia) ci insegna che Dio in persona è intervenuto, in Gesù Cristo, per condurci alla guarigione radicale, completa, e per darci una vita nuova. Contrariamente ad ogni logica umana, Gesù Cristo ha fatto questo morendo per noi! La nostra cattiveria aveva eretto un muro insormontabile fra noi e Dio, ma Lui l’ha abbattuto. Gli è stato possibile farlo poiché era allo stesso tempo Dio e uomo perfetto.

Dio dà dunque all’uomo una nuova vita, lo libera dagli ostacoli del passato, dalla schiavitù del peccato e dal timore della morte. Lo rende capace di vivere, in una certa misura, come Cristo è vissuto, in relazione con Lui e per il bene degli altri.


venerdì 3 aprile 2026

03 aprile - Le iniziative di Dio

Nel principio Dio creò i cieli e la terra.

Genesi 1:1

 

Il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo.

1 Giovanni 4:14

 

Le iniziative di Dio

 

“Nel principio, Dio…”. Queste prime parole della Bibbia descrivono il momento in cui Dio ha preso l’iniziativa di creare. Dio è eterno, esisteva già prima che il tempo fosse e non ne è dipendente. Egli conosce tutto in anticipo, nessuno può sorprenderlo. Dio fa sempre il primo passo. Prima ancora che l’uomo esistesse, Dio ha agito. Prima che l’uomo lo cercasse, è andato verso di lui.

Con la creazione, Dio ha anche preso l’iniziativa di rivelarsi. Tutta la natura è per noi un motivo di stupore, un muto testimone della grandezza e della saggezza del suo Autore (Romani 1:20).

Più tardi, Dio ha parlato al suo popolo Israele per mezzo dei profeti (Ebrei 1:1) che hanno redatto i vari libri della Bibbia, ora diffusi e conosciuti nel mondo intero. Per mezzo delle Scritture, Egli svela al nostro spirito le cose nascoste e ci fa delle promesse.

Infine, Dio ha preso l’iniziativa di farci conoscere il mezzo della nostra salvezza. Gesù, il suo Figlio, è venuto sulla terra per rivelarci la santità di Dio, che non può tollerare il peccato e, nello stesso tempo, il suo amore che per cancellare i nostri peccati ha punito Lui, sulla croce, al nostro posto.

Qual è la tua risposta all’amore di Dio? Adesso sei tu che devi prendere l’iniziativa, accettando Gesù come tuo Salvatore. Egli ti assicura un’eternità di pace, purificherà la tua vita e la riempirà di riconoscenza e di certezze. Questo significa essere salvati!


giovedì 2 aprile 2026

02 aprile - Mantenersi puri

Come potrà il giovane render pura la sua via? Badando ad essa mediante la tua parola.

Salmo 119:9

 

Mantenersi puri

 

Una ragazza cristiana difendeva con convinzione la sua abitudine a frequentare luoghi di divertimento discutibili, ed era solita dire: “Penso che un cristiano possa andare dovunque”. “Certo che può”, le rispose un giorno una sua amica, “ma le tue parole mi ricordano un fatto a cui ho assistito l’anno scorso in occasione di una visita a una miniera di carbone. Una signora si presentò vestita con un bell’abito bianco, e quando i suoi amici le chiesero come mai si fosse vestita in quel modo, lei si rivolse all’anziano minatore che avrebbe fatto da guida e gli chiese: ‘Non posso forse indossare un vestito bianco per visitare la miniera?’. ‘Certo che può; – rispose il minatore – non c’è nulla che le impedisca di indossare un vestito bianco per scendere in miniera, ma ci saranno molte cose che le impediranno di averlo ancora bianco quando risalirà’”.

Questo breve racconto ci fa riflettere. Se è vero che nessuno ci impedisce di recarci ovunque, è altrettanto vero che è molto difficile, se non addirittura impossibile, non restare influenzati in modo negativo dalla frequentazione di certi luoghi o di certe compagnie. Il Signore vuole che ci manteniamo puri. Evitiamo quindi di metterci in situazioni che potrebbero facilmente portarci a disonorarlo.

Ricordiamoci che “le cattive compagnie corrompono i buoni costumi” (1 Corinzi 15:33), e impegniamoci, come dice lo scrittore del Salmo 119, a cercare il Signore con tutto il cuore, a non allontanarci dai suoi comandamenti e a conservare la sua Parola nel nostro cuore per non peccare contro di Lui.   

mercoledì 1 aprile 2026

Cantico dei Cantici (18/18)

v. 17 — Le travi delle nostre case sono cedri, i nostri soffitti sono di cipresso.

Presso il buon Pastore, come abbiamo appena constatato, si trova un perfetto riposo e nutrimento in abbondanza, ma anche un luogo dove Egli si trova in mezzo ai suoi. I suoi godono di una grande sicurezza e si rallegrano di tutti i beni di questo «santuario». «O Eterno, io amo il soggiorno della tua casa e il luogo dove risiede la tua gloria» (Salmo 26:8); «Una cosa ho chiesto all’Eterno e quella ricerco: ch’io dimori nella casa dell’Eterno tutti i giorni della mia vita, per mirare la bellezza dell’Eterno e meditare nel suo tempio» (Salmo 27:4).

Il fedele è al sicuro. Come tutto è solido e confortevole in questa casa! Le travi sono di cedro, albero maestoso dal legno duro e resistente. I soffitti sono di cipresso. Potremmo desiderare una dimora migliore?

01 aprile - L’uomo di George Street

(Gesù disse loro:) “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura”.

Marco 16:15

 

Noi non facciamo bene; questo è giorno di buone notizie, e noi tacciamo!

2 Re 7:9

 

L’uomo di George Street

(seguito e conclusione del racconto di ieri)

 

I due uomini si avviano alla ricerca di Mr Jenner e bussano alla porta di un piccolo appartamento. Viene ad aprire un uomo anziano e debole. Il pastore londinese gli riferisce le testimonianze di tutte le conversioni che ha sentito raccontare nel corso degli anni passati. L’anziano inizia a piangere, e racconta la sua storia: “Lavoravo su una nave da guerra australiana, e conducevo una vita depravata. Nel corso di una crisi, ho veramente toccato il fondo della miseria, e uno dei miei colleghi, al quale peraltro avevo reso la vita molto difficile, mi ha aiutato. Mi ha fatto conoscere Gesù e da un giorno all’altro la mia vita è totalmente cambiata. Sono stato così riconoscente a Dio che gli ho promesso che avrei testimoniato in modo semplice di Gesù almeno a dieci persone al giorno, e Dio mi ha dato la forza di farlo per quarant’anni! Quando sono andato in pensione, ho pensato che il luogo migliore per presentare il Vangelo fosse George Street, dove ogni giorno transitavano centinaia di persone. Molti hanno rifiutato i miei opuscoli, ma altri li hanno accettati educatamente. Credetemi, ho passato quarant’anni a parlare dell’amore di Gesù, ma solo oggi vengo a sapere che qualcuno ha creduto a Lui grazie a questo mezzo!”

Una tale testimonianza non dovrebbe spingerci a parlare intorno a noi di questa grande salvezza che Dio offre per mezzo di Gesù Cristo? Dio veglia sulla sua preziosa Parola, che dona la vita, e vuole che la spandiamo con generosità e perseveranza: “Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo ritroverai” (Ecclesiaste 11:1).