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domenica 7 giugno 2026

07 giugno - Una mano disponibile

“Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio”.

Zaccaria 4:6

 

“La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza”.

2 Corinzi 12:9

 

Una mano disponibile

 

Sono in Madagascar. Dall’alto del colle da cui la vista si spinge fin oltre la valle, seguo con lo sguardo un giovane in bicicletta. Numerosi tornanti lo aspettano prima di arrivare in cima. A tratti, pedala con fatica contro il vento che oggi soffia forte. Non vorrei essere al suo posto! Ma ecco che dietro di lui sopraggiunge lentamente un taxi collettivo strapieno. Nel momento in cui lo raggiunge e gli si affianca, un passeggero seduto dietro gli tende la mano. Ora per lui la salita è più facile, ed ecco che in breve tempo giunge al colle da dove riprende contento la sua corsa.

Talvolta, mi sento come quel ragazzo in bicicletta, affaticato, spossato. La mia vita cosparsa di difficoltà rassomiglia a quella strada ripida, a quel vento contrario, e spesso sono al limite delle forze. Ma ho a mia disposizione una mano potente, quella del Signore Gesù.

Mi basta avvicinarmi a Lui e mantenere con Lui un legame di fiducia, afferrare la sua mano con fede, e questo basterà perché la Sua forza diventi mia. Il Suo aiuto potente e pieno di saggezza è a mia disposizione ogni giorno e in ogni situazione. È inesauribile e mi è sempre necessario; mi accompagna in modo particolare quando un servizio che devo compiere per Lui mi sembra troppo difficile. Se mi affido a Lui, ricevo l’aiuto necessario e sento che mi dice: “La mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (1 Corinzi 12:9).


sabato 6 giugno 2026

06 giugno - Essere un discepolo

(Gesù disse:) “In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli”.

Giovanni 15:8

 

“Se perseverate nella mia Parola, siete veramente miei discepoli”.

Giovanni 8:31

 

Essere un discepolo

 

Nei versetti di oggi, possiamo notare quanto Gesù desiderasse che quelli che lo attorniavano fossero impegnati a seguirlo. Certamente si aspettava che i Suoi concittadini credessero in Lui e lo riconoscessero come il Figlio di Dio, ma voleva più di questo: voleva dei veri discepoli, delle persone devote e fedeli che lo seguissero.

Questo ci chiama in causa: se abbiamo ricevuto la salvezza mediante la fede, non accontentiamoci di essere salvati e di avere la vita eterna. Il nostro Salvatore si aspetta da noi una vera consacrazione al Suo servizio. Egli spera che portiamo frutto per Lui, e che ne portiamo molto. Questo frutto, può essere rappresentato da persone condotte alla fede e alla salvezza per mezzo nostro; ma, più semplicemente, da una vita quotidiana santa, onesta, fedele, attenta ai bisogni degli altri, un comportamento che dimostri che siamo dei veri cristiani. Il nostro Dio è onorato da uomini e donne nei quali si possa vedere il legame con Gesù (Atti 4:13).

Il secondo versetto di oggi è la chiave per essere all’altezza di questo compito. La buona volontà non basta, c’è bisogno di conoscere della volontà del nostro Padre. È a questo punto che interviene la lettura della Bibbia, parola vivente che c’insegna, ci corregge e ci conduce a una buona “igiene” spirituale. Leggiamo questo santo Libro giornalmente, per essere “ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio, perché camminiamo “in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona” (Colossesi 1:9-10).

venerdì 5 giugno 2026

05 giugno - Il Vangelo: potenza di Dio

Non mi vergogno del Vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede.

Romani 1:16

 

Il Vangelo: potenza di Dio

 

In una provincia della Nigeria, ci sono stati degli attacchi di musulmani radicali contro i loro vicini cristiani. Molte case e luoghi di culto sono diventati cumuli di macerie. Quando i cristiani si sono riuniti in gran numero nei luoghi degli attacchi, i loro persecutori hanno temuto delle rappresaglie. Ma dovunque i nemici avevano usato la violenza, i cristiani hanno cantato inni di lode alla gloria di Dio, e hanno dichiarato la loro disponibilità a perdonare.

Questo atteggiamento umanamente inconcepibile ha talmente colpito un capo tribù che ha chiesto a questi cristiani di spiegargli la ragione della loro condotta. Poco tempo dopo, quel capo dichiarava pubblicamente di essere diventato cristiano. Gli uomini della sua tribù non riconoscevano più il loro capo, un tempo autoritario e violento. Ora stava in piedi davanti a loro, e lo vedevano tranquillo, pronto a soffrire se fosse stato necessario. E le sofferenze non tardarono: accusato di tradimento, dovette affrontare a sua volta la collera e la violenza di quegli uomini. Egli allora li riunì e disse loro: “Potete allontanarmi e rifiutarmi, e anche uccidermi. Non vi opporrò resistenza. Ma non potete togliermi la fede in Gesù Cristo. Ho imparato a conoscerlo come Colui che perdona i peccati, e che ci rende capaci di perdonare i torti che ci hanno fatto i nostri simili”.

Il Vangelo di Gesù Cristo è veramente la potenza di Dio per salvarci. In chi lo accetta con fede, si produce un cambiamento fondamentale nel cuore, che si rifletterà in tutti i suoi comportamenti.


giovedì 4 giugno 2026

04 giugno - “Io sono la vera vite” (7)

(Gesù disse:) “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo… Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me”.

 

“Io sono la vera vite” (7)

 

Nell’Antico Testamento, la vigna simboleggia spesso il popolo d’Israele (Salmo 80, Isaia 5, Geremia 2). Che sorpresa per i discepoli udire Gesù che diceva: “Io sono la vera vite”! Se essi volevano portare frutto per Dio e piacergli, non bastava appartenere a quel popolo, ma bisognava dare fiducia a Gesù. Ciò è vero anche per noi. Se possiamo compiere delle azioni che piacciono a Dio, è solo perché siamo uniti alla persona di Gesù, e non a una religione o al nome di una qualche chiesa.

“Io sono la vite, voi i tralci… senza di me non potete far nulla”, ha detto il Signore. I credenti appartengono al loro Signore, e come dei tralci sono attaccati alla vite. Solo così possono portare frutto, cioè riprodurre le caratteristiche del loro Salvatore. Come la linfa fluisce dalla vite verso i tralci, la vita stessa di Gesù passa da Lui in noi e si mostra in amore, gioia, pace, pazienza, santità…

Per portare frutto, i tralci devono essere mondati, ripuliti dei rami inutili che sono anche dannosi. Questo lavoro è una la figura dell’educazione e della disciplina che Dio esercita verso i Suoi figli. Lo fa attraverso la Sua Parola letta, meditata e ubbidita, ma anche per mezzo di prove e di dolori.

Quello che la Bibbia dice potrebbe rattristare perché in essa è svelato ciò che siamo veramente. Essa ci svela quegli impulsi e quelle tendenze che devono sparire se vogliamo che la nostra vita sia più conforme ai pensieri di Dio. Il Vignaiuolo, cioè Dio, agisce in questo senso. La nostra responsabilità è di imparare ogni giorno da Lui.


mercoledì 3 giugno 2026

03 giugno - Come i raggi di una ruota

A Te alzo gli occhi, a Te che siedi nei cieli.

Salmo 123:1

 

“Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna”.

Giovanni 6:68

 

Come i raggi di una ruota

 

I raggi di una ruota sono tutti orientati verso uno stesso punto, il centro. Cristo è come questo “centro”. Bisogna che andiamo a Lui così come siamo, per ottenere il perdono delle nostre colpe e ricevere il dono della vita eterna. È questa vita che lega ciascuno di noi a Cristo. “Chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita”, dirà Gesù alla fine del Libro dell’Apocalisse (22:17).

Se il Signore ci ha riscattati non saremo mai più soli. Come i raggi di una ruota, dirigiamo i nostri sguardi verso di Lui, che è il centro! Ci sono difficoltà? Preghiamo chiedendogli aiuto. C’è una decisione da prendere? Mettiamoci in ascolto leggendo la Sua Parola. Non dimentichiamo che Egli è il Pastore che si prende cura dei Suoi come fa un pastore con le sue pecore. Egli ci è vicino, ci ascolta, e il Suo amore non cambia (Giovanni 13:1).

I raggi di una ruota più si avvicinano al centro più sono vicini tra loro. La nuova natura che il credente ha ricevuto da Dio lo rende capace, per mezzo della potenza dello Spirito Santo, di amare gli altri. Come il raggio della ruota, però, potrà farlo nella misura in cui si terrà unito al centro di ogni benedizione che è Gesù. Ma se ci allontaniamo da Lui, saremo incapaci, da soli, di fare ciò che Egli si aspetta da noi. “Senza di me non potete far nulla” ha detto (Giovanni 15:5). Noi potremo amarci gli uni gli altri nella misura in cui ciascuno rimarrà vicino a Lui che è la sorgente dell’amore.


martedì 2 giugno 2026

02 giugno - Il nome di Dio

O DIO, Signore nostro, quant’è magnifico il Tuo nome in tutta la terra!

Salmo 8:9

 

Gesù Cristo… In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati.

Atti 4:10-12

 

Il nome di Dio

 

Nome misterioso, santo, impenetrabile… Per chi lo ama questo nome è magnifico, è il nome dell’amore e della luce che Gesù, il Figlio di Dio, è venuto a far conoscere sulla terra. Ma alcuni, coscientemente o no, associano nel loro linguaggio il nome di Dio a espressioni sconvenienti che esprimono impazienza o collera, ribellione contro di Lui, talvolta bestemmie. La Bibbia ci dice: “Il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il Suo nome invano” (Esodo 20:7). Pronunciare il nome di Dio senza una vera fede o senza riflettere equivale a pronunciare il nome di Dio invano. Peggio ancora è invocare questo nome per accreditare una falsa testimonianza o una bugia… Il nome di Dio non è un potere magico messo a nostra disposizione.

Gesù significa “Dio salvatore”. Con questo nome si è fatto conoscere, ed è questo nome che ognuno deve invocare per essere liberato dai suoi peccati e ricevere la grazia di Dio, fosse anche stato un bestemmiatore fino a quel momento. Gesù, con la Sua morte, ha pagato per le nostre offese, e a chi si pente è offerto un perdono completo. Gesù è il solo nome che ha la potenza di metterci in relazione con Dio come Padre. Se portiamo il bel nome di Gesù Cristo, lo facciamo conoscere attorno a noi? Se oggi la cultura occidentale è caratterizzata dal disprezzo per Dio, domandiamogli di darci maggiore coraggio per parlare del Suo amore. Non vergogniamoci del nome di Gesù! Rendiamo testimonianza della gioia, della pace e della vera felicità che Egli porta nella nostra vita.


lunedì 1 giugno 2026

01 giugno - Dire di sì a Dio

(Gesù ha detto:) “Non volete venire a Me per avere la vita!”

Giovanni 5:40

 

Badate di non rifiutarvi d’ascoltare Colui che parla… Colui che parla dal cielo.

Ebrei 12:25

 

Dire di sì a Dio

 

In una sua opera, il celebre biologo Jean Rostand (1894-1977) ha scritto: “Ho detto di no a Dio, affermando in modo un po’ brutale che Lui non esiste, ma la questione si ripropone di continuo. Mi chiedo: Sarà proprio così?” Pur costantemente interpellato dalle meraviglie della natura che non poteva attribuire al caso, Rostand rifiutava di riconoscervi la mano di Dio.

La base della fede è rispondere sì all’invito di Dio. La bontà di Dio ci “spinge al ravvedimento” (Romani 2:4) affinché siamo salvati, ma non ci costringe a dire di sì.

Dire di no a Dio vuol dire rifiutare i Suoi richiami di grazia che ci raggiungono attraverso numerosi canali. Le meraviglie della natura, una frase dal Vangelo, una conversazione con un amico credente, un turbamento della nostra coscienza, sono altrettanti appelli della Sua grazia.

Ma in che modo dire di sì a Dio? Immaginate di trovarvi in una stanza dove le persiane chiuse impediscano alla luce del sole di entrare. Per illuminarla basta aprire le persiane! Non si tratta di produrre la luce, ma di eliminare l’ostacolo che le impedisce di diffondersi. La stessa cosa è nel campo della fede. Eliminiamo gli ostacoli che si frappongono fra Dio e noi. Accettiamo di lasciarci rischiarare dalla luce che proviene da ciò che Egli ci dice nella Bibbia! Chiediamogli che Gesù, che è questa luce, renda evidente nella nostra vita tutto ciò che è opposto a Lui, e che riempia i nostri cuori con i Suoi pensieri e il Suo amore. Gesù vuole prendervi posto come Salvatore e come Ospite stabile. Affidarsi a Lui per ogni cosa… questo è dire di sì a Dio. È qui che si incominciano a gustare la Sua pace e le certezze del Vangelo.