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martedì 3 marzo 2026

Cantico dei Cantici (4/18)

v. 3 — I tuoi profumi hanno un odore soave; il tuo nome è un profumo che si spande;

Conoscere l’amore dell’Amico è una cosa, altra cosa è conoscere Lui che ne è la piena manifestazione. Lo Spirito Santo, divino consolatore, inviato dal Signore stesso, ha il compito di farcelo conoscere. Questo libro, dall’inizio alla fine, ci dice quanto è sublime. Nel tabernacolo, che era stato eretto da Mosè nel deserto, e che era l’immagine delle cose che sono nei cieli (Ebrei 9:23), il profumo di aromi bruciati sull’altare d’oro saliva continuamente nella presenza di Dio. Questo profumo, composto « secondo l’arte del profumiere» e di odore soave, ricordava il profumo, a nient’altro paragonabile, del nome di Gesù. L’apostolo Paolo ne conosceva l’eccellenza quando diceva: « Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo, e che per mezzo nostro spande da per tutto il profumo della sua conoscenza. Poiché noi siamo dinanzi a Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione: a questi, un odore di morte, a morte; a quelli, un odore di vita, a vita » (2 Cor. 2:14-16).

Per coloro che amano il Signore Gesù, che hanno in Lui la vita eterna, il nome di Gesù, che è stato sparso nel mondo per mezzo dell’Evangelo, è un odore di vita, un profumo soave, il profumo che riempie il santuario celeste. Parlate di Gesù a coloro che lo conoscono; la gioia li invade. Non è forse lui che sarà la loro gioia per l’eternità?

v. 3 — perciò t’amano le fanciulle!

Dobbiamo imparare a familiarizzarci con le immagini che lo Spirito Santo usa nelle Scritture, altrimenti corriamo il pericolo di scoraggiarci o di cadere in errore nella lettura e nella meditazione di tali soggetti. Confrontando queste immagini con altri passi comprendiamo meglio ciò che Dio vuole insegnarci.

«È gloria di Dio nascondere le cose; ma la gloria dei re sta nell’investigarle» (Prov. 25:2). Per quale motivo il residuo dei fedeli d’Israele ci viene presentato come delle giovani fanciulle? Poiché non è ancora venuto il momento in cui saranno manifestati in gloria, con il Re, e riconosciuti da tutti come la sposa terrena. Così è della Chiesa, la Sposa celeste. L’apostolo diceva ai Corinzi: «Io vi ho fidanzati ad un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo» (2 Cor. 11:2). Ma in Apocalisse, dove vediamo Cristo che viene nel suo regno, non abbiamo più le medesime immagini; è detto che «la sua Sposa si è preparata, e le è stato dato di vestirsi di lino fino, risplendente e puro, perché il lino fino son le opere giuste dei santi» (Apoc. 19:7-8).

Non si tratta più di relazioni segrete e intime fra l’anima del fedele e il suo Signore, ma di una manifestazione gloriosa e pubblica di ciò che Cristo è per i suoi e di ciò che essi sono per Lui.

03 marzo - Incorruttibile

Siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio.

1 Pietro 1:23

 

Incorruttibile

 

Non passa settimana senza che vengano alla luce nuovi episodi di corruzione a tutti i livelli e in ogni campo, politico, economico, religioso, sportivo. Neppure le cause più nobili ne sono esenti. Che fare? disperarsi? scivolare verso l’indifferenza? lasciarci trasportare da questa corrente?

La Bibbia dice che “la corruzione è nel mondo a causa della concupiscenza” (2 Pietro 1:4), e che questa concupiscenza abita nel cuore di ogni essere umano (Giacomo 1:14). Dunque, siamo tutti interessati; nessuno si illuda di essere incorruttibile, di non avere desideri impuri, aspirazioni illecite, impulsi verso il male.

Ma la Bibbia ci mostra pure come possiamo sfuggire alla corruzione che è nel mondo: ricevendo da parte di Dio la Sua stessa natura. Il seme incorruttibile della Parola di Dio, quando è accolto nel cuore, produce un frutto incorruttibile, una nuova natura. Chi crede in Gesù Cristo riceve la vita eterna e il possesso di “un’eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile… conservata in cielo” (1 Pietro 1:4).

Appropriatevi delle promesse meravigliose che ogni giorno potete scoprire nella Bibbia e mantenete vivo il contatto con Lui mediante la preghiera. Solo così troverete la forza per sfuggire alla tentazione ed evitare il peccato.

lunedì 2 marzo 2026

02 marzo - Quale vita?

Mi hai concesso vita e grazia, la tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito.

Giobbe 10:12

 

Che cos’è la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce.

Giacomo 4:14

 

Quale vita?

 

Ognuno di noi si forma delle idee in relazione alle proprie esperienze e ai rapporti che ha con gli altri. Ogni giorno dobbiamo prendere molte decisioni, grandi o piccole, e questo implica la distinzione fra ciò che è bene e ciò che è male, che è permesso o proibito. Una scelta che facciamo, anche se non sempre ne siamo consapevoli, è di vivere senza Dio oppure in relazione con lui; ed è la scelta più importante che ci sia.

Se la vita fosse tutta un’assurdità, se i nostri atti non avessero alcun senso, o se tutto fosse già deciso in anticipo, sarebbe illusorio tentare di dare una regola alla propria vita. Se fosse solo materiale, perché mai dovremmo pensare ai valori spirituali ed eterni? Invece la vita, pur essendo fragile, ci porta inevitabilmente sulla soglia dell’eternità. Col suo insieme di gioie e di pene, la nostra esistenza è misteriosa e complessa. In un certo senso è impenetrabile. Abbiamo dunque bisogno d’una guida sicura per renderla utile, feconda, e per evitare il fallimento finale.

Non possiamo negare che nella vita qualcosa di grande e di bello c’è, e questo non viene dal caso, ma da Dio, il nostro Creatore. Se è Lui che ci ha dato la vita, è normale che ci abbia anche fatto conoscere le sue leggi, la sua volontà, il suo amore. Lo ha fatto tramite le rivelazioni della Bibbia, e soprattutto con la venuta di Cristo. Soltanto Lui può insegnarci il senso della vita, farci comprendere perché esistiamo sulla terra, cos’è la morte, se c’è un aldilà… Dio non si rivolge a dei filosofi, ma a uomini normali che devono cercare umilmente la Verità per viverla ogni giorno.


domenica 1 marzo 2026

01 marzo - Fede o credulità?

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.

“Ravvedetevi e credete al vangelo”.

Marco 7:6, 7; 1:15

 

Fede o credulità?

 

Per avvicinarci a Dio, bisogna per forza lasciarsi “fondere nello stampo” di una religione o di una setta?

Gesù Cristo si è opposto con vigore alle forme e alle tradizioni; Egli riprendeva i maestri religiosi del suo tempo perché impedivano alla gente di avvicinarsi a Dio. Ognuno può andare a Dio così com’è, non per trovare una religione, ma per avere una relazione vivente con Lui. Ognuno può invocarlo con la preghiera, confessargli i peccati commessi, parlargli delle angosce, delle paure, dei dispiaceri che opprimono il cuore e la coscienza, e seguire con fiducia le sue indicazioni  e le soluzioni che propone. Il cristiano non è uno che si attiene ad un insieme di dogmi, ma è uno che ha accolto la rivelazione che Dio fa della Sua giustizia e del Suo amore, e che sono stati confermati da fatti precisi, in particolare dalla vita, dalla morte e dalla risurrezione di Gesù Cristo. L’osservanza di forme religiose può anche coesistere, purtroppo, con uno stato di morte spirituale, mentre la fede nel Signore è la liberazione, è la vera vita che Dio offre gratuitamente con un atto di grazia sovrana.

La fede non è né ingenuità né credulità. La fede riceve il messaggio della Bibbia perché discerne che è Dio che parla. La vera fede non ha nulla a che vedere con la superstizione, l’estasi o l’esaltazione. Essa procede da una seria riflessione sulla Parola di Dio ed è un atto di ubbidienza perché è la risposta a Dio che chiama. Non si tratta di accettare qualsiasi cosa, ma di riconoscere, con piena convinzione, che Dio ha sempre ragione e che, se ci promette il suo perdono per la fede in Gesù, mantiene la promessa.


sabato 28 febbraio 2026

Cantico dei Cantici (3/18)

v. 2 — Mi baci egli dei baci della sua bocca! … poiché le tue carezze son migliori del vino.

Abbiamo qui la prima manifestazione dell’amore di Dio, vale a dire il bacio della riconciliazione che porta la pace a un cuore turbato. Chi non conosce la dolcezza del bacio della riconciliazione, non conosce ancora nulla dell’amore di Dio, né delle delizie della sua casa; è estraneo alle gioie del cielo.

Il bacio è la prima cosa che il figlio prodigo ha ricevuto dal padre quando si è trovato nelle sue braccia. Tutto il suo passato era dimenticato; quel bacio gliene dava la dolce sicurezza. Ora egli conosceva l’amore di suo padre. Chi potrebbe descrivere ciò che ha provato quando ha ricevuto questo bacio d’amore? Lasciamo che Dio stesso ce lo racconti: «E come egli era ancora lontano, suo padre lo vide e fu mosso a compassione, corse e gli si gettò al collo e lo baciò e ribaciò» (Luca 15:20). Chi riceveva una tale testimonianza d’amore era un figlio indegno che aveva speso tutto, un miserabile coperto di stracci. Poco prima pasturava i maiali; ora è nelle braccia di suo padre.

Anche i fratelli di Giuseppe hanno conosciuto qualcosa di questa gioia inesprimibile quando questi disse loro: «Io sono Giuseppe» e si gettò al loro collo e diede a tutti il bacio del perdono; quel giorno, molte lacrime scesero sui loro volti.

Con quale nota armoniosa si apre dunque il Cantico dei Cantici! Il bacio dell’amore divino è più dolce di tutte le gioie che il mondo può offrire e che sono qui rappresentate dal vino.


(segue)

28 febbraio - Colmare il vuoto. Ma come?

Chi può sapere ciò che è buono per l’uomo nella sua vita, durante tutti i giorni della sua vita vana, che egli passa come un’ombra?

Ecclesiaste 6:12

 

In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo.

1 Giovanni 4:9

 

Colmare il vuoto. Ma come?

 

“Da molto tempo ho conosciuto la fragilità dei nostri momenti di felicità. Ho sentito il vuoto fin da quando ero molto giovane. Mi piaceva divertirmi, ballare, andare al cinema. Ma tutto ciò non lasciava nulla in me. Abitavo a Bruxelles, quindi potevo andare facilmente a Londra. Mi divertivo, e poi rientravo. E dopo? Andavo a Parigi. Mi divertivo e rientravo. E poi? Sentivo sempre quel vuoto. Quel vuoto che travolgeva la mia giovinezza.

Ho tentato invano di colmare quel vuoto. Finché, a un certo punto, ho cercato in Dio quell’amore duraturo e senza limiti che la vita sulla terra mi aveva rifiutato. Volendo andare al di là delle mie angosce e dei miei pianti, mi sono messa alla ricerca della via che mi avrebbe consentito di raggiungere Gesù Cristo nel regno dell’amore. Volevo un assoluto. E questo assoluto era l’amore del Signore Gesù nel mio cuore. L’ho trovato e l’ho portato a migliaia di bambini respinti dal mondo…

Ora ho quasi cent’anni, e l’amore di Gesù fa ancora battere il mio cuore…

Il pensiero della morte mi fa cantare nel cuore. Paragono la morte al movimento del bambino che si butta nelle braccia del suo papà. Mi preparo a vivere l’incontro col mio Signore. L’amore in un faccia a faccia con l’eternità.”

Suor Emmanuelle, brani estratti da “Mille e una felicità”

venerdì 27 febbraio 2026

Cantico dei Cantici (2/18)

Capitolo 1

v. 1 — Il Cantico dei cantici di Salomone.

Più di un lettore si è chiesto perché questo titolo: Il Cantico dei Cantici. Abbiamo ricordato che Salomone compose millecinque cantici; a parte il Salmo 127, questo solo è giunto fino a noi; esso solo doveva costituire un libro nel canone ispirato. Considerato da questo punto di vista, esso ha un posto particolare. Ma la portata di questo titolo non si limita qui. Nelle Scritture, un cantico celebra sempre una liberazione. Ora, questo cantico celebra la liberazione suprema e anche Colui che è «la liberazione», Gesù Cristo, il solo che può renderci perfettamente felici e che sarà la nostra felicità quando ogni cosa sarà compiuta. Essere occupati di Lui è la vera liberazione del riscattato.

In questo libro non si è parlato di peccato, di perdono, di giustificazione: sono questioni già regolate; qui c’è il cuore che gioisce di Colui che ama. « Chi è colui che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figliuol di Dio? » (1 Giov. 5:5). Chi per la fede si è impossessato di Lui, ha i propri pensieri e le proprie affezioni non sulla terra ma già nei cieli. Cosa può offrire il mondo e le sue attrattive a uno che gioisce già quaggiù di Colui che fa la gioia del cielo? È questa la liberazione suprema, il vero cantico dei cantici.

I versetti 2 e 4 sono come l’introduzione del libro; vi troviamo, per sommi capi, il soggetto che sarà trattato: l’amore nelle sue grandi manifestazioni, dal momento del bacio che porta la pace fino al giorno in cui l’anima ne godrà nella sua pienezza, nella dimora del suo Signore.

(segue)