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domenica 3 maggio 2026

03 maggio - “Sei qui”

O SIGNORE, insegnami la Tua via; io camminerò nella Tua verità; unisci il mio cuore al timore del Tuo nome.

Salmo 86:11

 

“Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare”.

Salmo 32:8

 

“Sei qui”

 

Sono atteso in una città che non conosco bene; non sono molto lontano dalla destinazione finale, ma mi è difficile orientarmi, soprattutto a causa dell’agitazione che mi danno i continui colpi di clacson delle autovetture che mi stanno dietro. Preferisco posteggiare e collegare il navigatore GPS. In breve tempo il sistema localizza la posizione in cui mi trovo; scrivo il nome della strada che sto cercando e rapidamente appare l’itinerario da seguire. Seguo le indicazioni e dopo poco odo il messaggio rassicurante: destinazione raggiunta.

Ebbene, la Bibbia, per quanto riguarda la nostra vita, non è forse molto più di un GPS? Ascoltando le sue indicazioni non sbaglieremo strada. La questione è seria; affidarsi al proprio intuito o ai consigli di persone di cui ignoriamo la competenza può solo fuorviarci. Se siamo consapevoli di essere peccatori perduti, solo la Bibbia ci indica la soluzione giusta.

La prima domanda che dobbiamo porci è: Dove mi trovo? Sono in una via senza uscita? Se volete, chiamiamola via che porta alla perdizione, al giudizio di Dio, ai tormenti, alla morte eterna… È davvero in un luogo così spaventoso che voglio restare per sempre? No; voglio che la mia destinazione finale non sia la morte, ma la vita eterna. La Bibbia mi indica una strada sicura. Gesù ha detto: “Chi crede in me ha la vita eterna” (Giovanni 6:47). E tutti quelli che credono sono rassicurati: “Avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio” (1 Giovanni 5:13).


sabato 2 maggio 2026

02 maggio - La gioia

“Non temere, perché Io sono con te; non ti smarrire perché Io sono il tuo Dio”.

Isaia 41:10

 

Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

1 Tessalonicesi 5:16-18

 

La gioia

 

“Siate sempre gioiosi”. Che esortazione meravigliosa! Eppure abbiamo piuttosto la tendenza a essere schiacciati dalle difficoltà della vita che comporta, dobbiamo riconoscere, molte preoccupazioni e contrarietà.

L’apostolo Paolo ci rivela il suo segreto per essere gioiosi in ogni circostanza della vita: “In ogni cosa rendete grazie”. Vi sono situazioni per le quali è facile ringraziare Dio, ma ve ne sono altre per le quali sembrerebbe difficile esprimergli della riconoscenza. Le difficoltà fanno parte della vita in questo mondo e nessuno ne è esente. E’ un mondo che ha respinto Dio e dove regna il peccato. Il Signore stesso ha preavvisato i Suoi che avrebbero incontrato delle “tribolazioni”, ma ha detto “fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33). 

La vera gioia del credente non è legata alle circostanze. Il credente è felice perché sa di essere salvato, sa che il Signore è con lui e che quando è necessario gli dà la forza di cui ha bisogno. E’ felice perché nella casa di Dio, che per la fede è diventato suo Padre, c’è un posto pronto per lui. Che là sarà felice per sempre. L’amore del Signore produce la vera gioia. Ecco perché Paolo scrive “rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi” (Filippesi 4:4).

“Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore… Vi ho detto queste cose affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa” (Giovanni 15:9-11).

venerdì 1 maggio 2026

01 maggio - Due possibilità

Cristo ha sofferto una volta per i peccati, Lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio.

1 Pietro 3:18

 

“Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia”.

Atti 16:31

 

Due possibilità

 

Durante un’escursione, alcuni giovani seduti in una terrazza chiacchieravano allegramente. In quel mentre passò una donna che parve loro una zingara e subito uno di loro le disse: “Puoi predirci il futuro?” La donna, sorpresa per la richiesta, rispose: “Certamente, eccomi qua!” I giovani si avvicinarono mentre lei prendeva posto in mezzo a loro. “Mi avete chiesto di predirvi l’avvenire? Ebbene, grazie a questo libro posso farlo, senza ingannarvi”, e mostrò loro una piccola Bibbia che aveva nella borsa. “Prima di tutto devo dirvi che vi trovate davanti alla Parola di Dio, non di uomini”. Aprì il libro e lesse dal capitolo 3 della Lettera ai Romani:

– “Non c’è nessun giusto, neppure uno;

– non c’è nessuno che capisca, non c’è nessuno che cerchi Dio;

– tutti si sono sviati,

– tutti quanti si sono corrotti;

– non c’è nessuno che pratichi la bontà, no, neppure uno”.

Poi proseguì: “E adesso, per quanto riguarda il vostro futuro ci sono due possibilità:

1 . Chi crede nel Figlio (di Dio) ha vita eterna (Giovanni 3:36).

2 . Chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio” (Giovanni 3:18). Giudizio di Dio significa condanna, infelicità per sempre.

Quando finì di parlare ci fu un profondo silenzio. La donna se ne andò. Quei ragazzi avevano udito la Parola di Dio e ora dovevano fare la loro scelta.

giovedì 30 aprile 2026

30 aprile - Dio ode, Dio risponde

I giusti gridano e il SIGNORE li ascolta; li libera da tutte le loro disgrazie.

Salmo 34:17

 

Quelli che hanno timore del SIGNORE si sono parlati l’un l’altro; il SIGNORE è stato attento e ha ascoltato.

Malachia 3:16

 

Dio ode, Dio risponde

 

Ci può fare impressione sapere che nessuna parola che pronunciamo sfugge a Dio! Egli ode tutto. Menzogne, ingiurie, volgarità, sono percepite da Lui come oltraggi alla sua dignità da parte della sua creatura. Gesù dice che “di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio” (Matteo 12:36).

Beati noi che, avendo messo la nostra fiducia nel Salvatore, abbiamo la certezza che i nostri peccati sono cancellati dal suo sangue! Noi non verremo in giudizio, non saremo giudicati. Però, anche le nostre parole sono udite da Dio! Che nessuna parola sconveniente esca dalla nostra bocca e vada a rattristare il nostro Signore che ci ha riscattati al prezzo della propria vita (Efesini 4:29; 5:3, 4)! Facciamo piuttosto salire a Lui i nostri ringraziamenti per tutti i suoi benefici, ed esponiamogli liberamente i nostri bisogni con preghiere fiduciose. Egli ci ascolta, sta attento e risponde (Salmo 65:2).

Egli è anche attento a tutte le riflessioni che i suoi figli fanno tra loro. Trova piacere a sentirli parlare l’un l’altro del loro comune Salvatore, della sua bontà, delle risposte alle loro preghiere, della loro speranza di essere presto con Lui. Per questo bisogna che i loro cuori e i loro pensieri siano occupati di Lui perché “dall’abbondanza del cuore la bocca parla” (Matteo 12:34). Se lo amiamo veramente, sarà Lui il soggetto delle nostre conversazioni, e il nostro Padre ne gioirà. 

mercoledì 29 aprile 2026

Panoramica di Levitico 23 (1/9)

Introduzione

Il Vecchio Testamento, spesso viene definito come una figura del Nuovo, infatti contiene molti simboli o figure di verità che troviamo rivelate solo nel Nuovo Testamento. Ci sono personaggi, come Isacco, che sono una figura di Cristo; troviamo, nella storia del popolo d’Israele, dopo la loro liberazione dall’Egitto, una costruzione come il tabernacolo, che è una figura molto completa di Cristo e della Sua chiesa, e le offerte che ci parlano dell’unico sacrificio del Signore Gesù.

Nelle sette feste del SIGNORE, che leggiamo in Levitico 23, troviamo descritto il rapporto spirituale di Dio con questo mondo dalla croce in poi. Queste feste stabilite, o periodi di festa, per il popolo d’Israele, erano delle occasioni per avvicinarsi a Dio, infatti Egli desiderava avere attorno a sé il Suo popolo terreno, ma questo non è tutto, infatti desidera dare delle istruzioni anche a noi. Ad esempio nella prima Lettera ai Corinzi capitolo 9 versetti 9,10, quando Paolo scrive di “non mettere la museruola al bue che trebbia il grano”, fa intendere che Dio non pensava solo ai buoi, ma questa scrittura si anche ai Suoi servitori. Questo principio si applica anche alle feste dell’Eterno.


(segue)

29 aprile - La prova dell’amore di Dio

In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo.

Noi lo amiamo perché egli ci ha amati per primo.

1 Giovanni 4:9, 19

 

La prova dell’amore di Dio

 

Il re Davide testimoniava così dell’amore di Dio: “Non ho mai visto il giusto abbandonato” (Salmo 37:25). Tuttavia, l’unico Giusto che sia mai vissuto sulla terra, il Signore Gesù, ha dovuto essere abbandonato, quando, sulla croce, espiava i nostri peccati! Egli ha gridato: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Salmo 22:1; Matteo 27:46). “Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio” (1 Pietro 3:18).

Come può il nostro cuore restare insensibile di fronte a quest’infinito amore di Dio? Ancora oggi Egli ci dice che ha tanto amato il mondo fino a dare il suo unico Figlio, affinché chi crede in lui abbia la vita eterna (Giovanni 3:16). Soltanto la croce di Cristo risponde ai bisogni della nostra anima, poiché sulla croce Egli ha subìto il castigo che noi meritavamo. Confessargli i nostri peccati e credere in Lui è per noi la vita, la vita eterna.

Lettori credenti, se siamo coscienti dell’immensità dell’amore di Cristo, non ci sentiamo forse spinti a seguire un cammino di santità, ricordando quanto Egli ha sofferto per i nostri peccati quando è stato abbandonato da Dio durante quelle tre ore di tenebre? Viviamo per Lui! Aspettiamo il suo ritorno con una vita di fedeltà, unendo la nostra voce a quella dello Spirito per dirgli: “Vieni, Signore Gesù!” (Apocalisse 22:20).

martedì 28 aprile 2026

28 aprile - Ero un “hooligan”

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Gesù Cristo.

2 Corinzi 5:17-18

 

Ero un “hooligan”

 

Olivier S. era un hooligan, un teppista. Dopo ogni partita di calcio partecipava ai tafferugli contro i tifosi avversari e la polizia. La violenza, l’alcol e l’odio sono stati i suoi compagni di gioventù. A diciassette anni, Olivier si ritrova per la prima volta in prigione. Scontata la pena, ritorna alla violenza.

Col passare dei mesi, Olivier si sente sempre peggio e gli sembra di essere entrato in un vicolo cieco. Deve trascorrere un certo tempo in clinica per disintossicarsi. Durante una passeggiata, rivolge a Gesù una preghiera: “Se esisti veramente, fatti conoscere, adesso”. Salendo sulla collina, si indirizza di nuovo al Signore, ma non accade nulla. Arrivato in cima, proprio lì davanti a lui, vede un cartello: Centro Cristiano.

Olivier è tremante ed esita a riconoscere che si tratta di una risposta divina. Entra e si sofferma a leggere un prospetto trovato all’accettazione. All’improvviso si sente toccare la spalla; uno gli domanda: “Cerchi qualcuno?” Olivier non risponde. “Se avessi detto a quella persona che cercavo Gesù, sarei sembrato ridicolo!” Tuttavia lo sconosciuto lo fissa e gli dice: “Credo che tu sia alla ricerca di Dio”. Così è troppo! Olivier fugge e scende dalla collina. “All’improvviso, nella mia mente, ho rivisto la mia vita, come un film: il tifoso sanguinante che ho picchiato, le risse, le violenze, tutto. Non facevo che piangere. In quel momento per me si è aperto il cielo; volevo cominciare una nuova vita”. E la sua vita ha avuto effettivamente un nuovo inizio, verso il bene, con l’aiuto della potente grazia di Dio.