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sabato 20 giugno 2026

Rifiutare (1/3)

Mosè

Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio che godere per breve tempo i piaceri del peccato, stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa. Ebrei 11,24-26.

Erano passati quasi 40 anni; Mosè non era più il ragazzo che piangeva; era cresciuto alla corte del faraone in mezzo a tutto lo sfarzo, completamente istruito nella saggezza e nella scienza degli egiziani, come si conveniva al figlio adottivo della figlia del re. Era “potente nelle sue parole e nelle sue opere”, il presunto erede al trono del paese più civilizzato dell’antichità.

Ma un giorno gli venne in mente che questo popolo d'Israele, disprezzato e odiato dagli egiziani, era il suo popolo. Che scoperta per un uomo che viveva nel lusso e nello splendore della corte di un Faraone altezzoso e arbitrario! Questi ebrei, “un abominio per gli egiziani”, erano “suoi fratelli”, il popolo di Dio! Dovette allora lasciare tutto, rinunciare alle ricchezze dell'Egitto, per unirsi alla vergogna che gravava su di esse? Se avesse usato le competenze acquisite durante quei 40 anni per liberarli, non lo avrebbero accolto come un liberatore?  Diventando re sull’Egitto, avrebbe potuto effettivamente favorirli, alleggerire il loro fardello; ma la mente di Dio era di farli uscire dalla terra della schiavitù. Il popolo capirebbe senza dubbio che Dio voleva dare loro la liberazione per mano sua. Ma cosa direbbe il Faraone? Come poteva lasciare la madre adottiva che lo aveva salvato dalle acque? Non sarebbe meglio mantenere i tanti vantaggi che gli sono arrivati?

Ha rifiutato. Egli “rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone”. Rifiutò le ricchezze, gli onori, la gloria. È andato verso i suoi fratelli, scegliendo la tribolazione, il “vituperio di Cristo”. Con quale gioia accetteranno la liberazione! “Ma essi non capirono” (At 7,25). Lo hanno rifiutato. E ora doveva fuggire dall'ira del re, fuggire dalla terra d'Egitto dove era cresciuto, fuggire nel deserto e trascorrere 40 anni come semplice pastore accudendo un gregge che non era nemmeno il suo.

Questo era ciò che aveva ottenuto! Aveva «rifiutato», aveva «scelto», aveva «ritenuto»... (Eb 11,24.25), aveva rinunciato a tutto per Dio; la sua carne non vi trovò nulla. Ma la sua fede poteva guardare più lontano e più in alto; Quel Dio per il quale aveva lasciato andare tutto avrebbe saputo ripagarlo: “Guardava alla ricompensa”. In questo mondo “perseverò fermamente, come se vedesse l’invisibile”. Conosceva la comunione beata con Dio stesso. Il suo volto risplendeva «perché aveva parlato con lui». E un giorno nella gloria avrà la sua ricompensa. Vedrà con noi il Signore, sul quale i suoi occhi erano già fissi mediante la fede. Nel Giorno della ricompensa avrà la sua corona e potrà gettarla ai piedi di Colui che solo poteva aiutarlo a rinnegare durante la sua vita l'onore e la gloria di questa terra per seguirlo in un cammino di sofferenza e di sofferenza. rinuncia.


(segue)

20 giugno - Sempre con il Signore!

Il Signore stesso, con un ordine… scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore.

1 Tessalonicesi 4:16-17

 

Sempre con il Signore!

 

Mi reco a far visita ad un’anziana amica che si trova in una casa di riposo. Ha dimenticato molte cose della sua vita passata, la sua famiglia, i suoi conoscenti… Ma la sua fede è rimasta viva, ed è sempre felice di ascoltare la lettura di versetti della Bibbia. Oggi le ho letto il testo in capo a questo foglietto. Allora, col viso raggiante di gioia, la sento ripetere sottovoce: “Sempre con il Signore, sempre con il Signore!”… È come se vedesse già il suo Salvatore vicino a lei, senza doverlo più lasciare.

Incontrare il Signore per restare per sempre con Lui, ecco la prospettiva di chi, come quella sorella in fede, ha creduto in Lui nella sua vita. Il credente ha messo la propria fiducia in Colui che l’ha amato e ha dato Se Stesso per lui (Galati 2:20); per questo ha la certezza di essere passato dalla morte alla vita (Giovanni 5:24) e che il suo posto è già pronto nella casa del Padre. Gesù dichiara a tutti i Suoi riscattati: “Tornerò e vi accoglierò presso di Me, affinché dove sono Io, siate anche voi” (Giovanni 14:3).

L’apostolo Paolo, al quale Gesù si era rivelato sulla strada per Damasco, aveva “il desiderio di partire e di essere con Cristo”. Per lui morire era un “guadagno” (Filippesi 1:23, 21).


Amor del Salvatore!

Vedrò nel bel retaggio - l’eccelso Tuo splendore.

Dinanzi al Padre allora, - finito il lungo viaggio,

del mio canto il fervore, - sotto il caldo Tuo raggio

darà lode al Signore!

(da: Cantici Spirituali)

venerdì 19 giugno 2026

19 giugno - Venti di tempesta (2)

“Chi è mai Costui che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli ubbidiscono?”

Luca 8:25

 

Quell’uomo sarà come un riparo dal vento, come un rifugio contro l’uragano.

Isaia 32:2

 

Venti di tempesta (2)

 

Il vento, nella Bibbia, ci parla anche delle circostanze difficili che talvolta attraversiamo durante la vita. Ma se sulla terra non soffiasse mai il vento, la vita non potrebbe esistere. Il vento contribuisce alle variazioni climatiche; permette l’evaporazione dell’acqua degli oceani e dei mari, apre la strada alla pioggia che bagna la terra, diffonde i semi, alimenta le riserve di acqua…

Accade la stessa cosa nella nostra vita. I contrattempi e le lotte insegnano al credente che deve contare sul suo Salvatore. Chi non ha mai fatto la meravigliosa esperienza del soccorso divino nel momento in cui l’uragano sembrava scatenarsi sopra di noi? “Signore, salvaci, siamo perduti!” (Matteo 8:25), hanno gridato i discepoli. Allora, spesso Egli ci risponde con queste parole: “Non temere”. Che parole incoraggianti quando si sa che sono accompagnate dalle risorse del Figlio di Dio, dalle Sue promesse e dal Suo amore. Ecco alcuni riferimenti ai testi biblici in cui il Signore Gesù fortifica la fede con queste parole:

“Non temere”: quando, come il discepolo Pietro, ti riconosci peccatore nel momento in cui Gesù ti chiama a seguirlo (Luca 5:10).

“Non temere”: di fronte al dubbio o a circostanze impreviste che ti toccano in prima persona (Luca 1:13, 30). 

“Non temere”: quando un mondo nemico ti aggredisce (Matteo 10:28) e ti provoca.

“Non temere”: davanti alla morte (Marco 5:36), perché Cristo è la risurrezione e la vita (Giovanni 11:25). “Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò e tu mi glorificherai” (Salmo 50:15).

giovedì 18 giugno 2026

18 giugno - È solo vento (1)

Io ho visto tutto ciò che si fa sotto il sole; ed ecco tutto è vanità, è un correre dietro al vento.

Ecclesiaste 1:14

 

(Gesù disse:) “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Marco 13:31

 

È solo vento (1)

 

Nella Bibbia, come pure nel linguaggio corrente, il vento è talvolta la figura dell’inutilità delle cose, della vanità della vita, delle cose che passano. Quante volte anche noi abbiamo pronunciato delle parole che sono svanite senza produrre alcun effetto positivo…

Di tutte le grandi attività dell’uomo, quante non producono altro che un risultato fugace e passeggero! “Qual profitto gli viene dall’avere faticato per il vento?”, dice l’Ecclesiaste (5:16); e poi ripete questo triste ritornello: “Tutto è vanità, è un correre dietro al vento”. Invece di impiegare tanti sforzi in questo vano inseguimento, perché non ricercare i valori veri, quelli che rimangono?

La Bibbia ci parla di cose che sono stabili, che durano:

La Parola di Dio: “L’erba si secca, il fiore appassisce”: ecco il risultato di ciò che l’uomo può fare o pensare sulla terra. “Ma la Parola del nostro Dio dura per sempre” (Isaia 40:8). Neppure uno “iota”, cioè neppure una lettera di questa Parola cadrà nel vuoto; tutto sarà adempiuto, dice il Signore, e Lui ne è il Garante (Matteo 5:18). Seduto sul trono nel cielo, ha detto a Giovanni: “Queste parole sono fedeli e veritiere” (Apocalisse 21:5).

La Sua giustizia: “La Sua giustizia dura in eterno” (Salmo 111:3)

La Sua fedeltà: “La fedeltà del SIGNORE dura per sempre” (Salmo 117:2)

La Sua bontà: “Celebrate il Signor dei signori, perché la Sua bontà dura in eterno” (Salmo 136:3).

mercoledì 17 giugno 2026

17 giugno - Nascere, vivere e andarsene

“Io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE, “pensieri di pace… per darvi un avvenire e una speranza”.

Geremia 29.11

 

Nascere, vivere e andarsene

 

Un poeta aveva cercato durante tutta la sua vita di dimostrare che Dio non esiste. Poco prima di morire ha fatto la seguente costatazione: “Sono nato, non so perché; ho vissuto non so come; me ne vado, non so dove…”. Triste bilancio di una vita senza Dio!

Ben diverso è il linguaggio dell’apostolo Paolo:

– “Dio… mi aveva prescelto fin dal seno di mia madre e mi ha chiamato mediante la Sua grazia… perché io lo annunziassi (il Figlio Suo) fra gli stranieri” (Galati 1:15, 16). Paolo sapeva perché era nato: per annunciare al mondo il Vangelo.

– “Per me il vivere è Cristo…” (Filippesi 1:21). Paolo sapeva bene come voleva vivere: tutta la sua vita si riassumeva in una persona: Gesù Cristo. Egli aveva rinunciato a tutto “allo scopo di conoscere Cristo” (Filippesi 3:7-10).

– “Ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio” (Filippesi 1:23). Paolo sapeva con certezza dove sarebbe andato dopo la morte, e tutto ciò che desiderava era di essere col Signore.

Ma le affermazioni di Paolo su queste questioni essenziali non sono riservate a lui che è stato un grande apostolo. Anche il più umile cristiano è stato conosciuto e amato da Dio prima della fondazione del mondo. Dio ha un piano per la vita di ognuno dei Suoi figli, mentre aspettano il momento in cui raggiungeranno il loro Salvatore.

Caro amico, perché sei nato, come vivi, e dove te ne andrai? Per rispondere serenamente a queste domande, credi alla Parola di Dio e ricevi Gesù Cristo come tuo Salvatore.

martedì 16 giugno 2026

16 giugno - Cristo e la Sua chiesa

Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato Se Stesso per lei… Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa.

Efesini 5:25, 32

 

Cristo e la Sua chiesa

 

Fra i misteri rivelati nel Nuovo Testamento, c’è quello della Chiesa, “la sposa dell’Agnello” (Apocalisse 21:9). La chiesa è l’insieme di tutti quelli che hanno creduto in Gesù e Dio utilizza il termine sposa per mostrarci l’intima relazione che lega i credenti al loro Signore.

L’apostolo Paolo scrive: “Vi ho fidanzati a un unico Sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo” (2 Corinzi 11:2). Durante il periodo attuale, Cristo prepara la Sua chiesa per il giorno in cui verrà a prenderla e “la nutre e la cura teneramente”. Ben presto la farà comparire “davanti a Sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile” (Efesini 5:27).

Bisogna arrivare alla fine della Bibbia per scoprire il risultato del piano di Dio: “Rallegriamoci… diamo a Lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello” (Apocalisse 19:7). Associata al grande Vincitore, la Sposa parteciperà al Suo regno sulla terra, un regno di giustizia e di pace che durerà mille anni (Apocalisse 20:6). Leggiamo allora: “Vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo… Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini… essi saranno Suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio” (Apocalisse 21:1-3).

Nell’attesa di questa eternità gloriosa, lo Spirito e la Sposa dicono: “Amen! Vieni, Signore Gesù” (Apocalisse 22:17).

lunedì 15 giugno 2026

Dio ha una via per noi (4/4)

La guida divina

 

"Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te. Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!” (Salmi 32:8-9).

Dio dice espressamente qui: “Io ti istruirò e ti insegnerò la via”. Così vediamo che Dio stesso vuole guidarci ogni giorno nelle cose grandi e piccole della vita. Egli ci istruisce attraverso la Parola, che mette davanti al nostro cuore e alla nostra coscienza. Possiamo essere certi che il sentiero che Egli ci mostra sarà sempre in accordo con la Sua Parola.

Dio vuole anche indicarci la strada, cosa che capiamo meglio quando siamo alla Sua scuola. Quando siamo già da molto tempo sulla via della fede, vediamo che Dio ci insegna, educandoci attraverso le circostanze della vita. Ci mostra che a volte abbiamo corso troppo velocemente o siamo rimasti indietro e non abbiamo tenuto il passo.

Inoltre, Dio tiene lo sguardo su di noi per consigliarci. Nella vita non incontreremo solo bianco o nero, chiaramente giusto o palesemente sbagliato. Per quanto riguarda la salvezza eterna, ci sono solo due possibilità: la via larga, in perdizione, o la via stretta, per la vita. Ma nelle cose di ogni giorno, possiamo imbatterci in scelte o situazioni che sono più difficili da giudicare. Non è detto che un percorso sia totalmente sbagliato e l'altro l'unica scelta giusta. No, il Signore ci consiglia in ogni situazione la strada migliore da seguire Un giovane può pensare che sarebbe bene per lui rimanere celibe in modo da poter servire meglio il Signore. Questo è un buon pensiero in sé., ma può darsi che Dio stia mostrando a questo giovane che sposarsi è la via migliore per lui. Naturalmente è possibile anche il contrario.

Un altro esempio si trova nella vita dell'apostolo Paolo. Dopo il suo terzo viaggio missionario intendeva andare a Gerusalemme, anche se lo Spirito Santo gli aveva mostrato che lì lo aspettavano prigionia e sofferenza. Quindi questo progetto è stato buono o cattivo? I commentatori biblici ci hanno pensato per secoli. Alcuni sostengono che Paolo, nel voler andare a Gerusalemme, fosse disubbidiente e agisse secondo la sua volontà; altri non vogliono rimproverare nulla all'apostolo, e perciò dicono che Paolo ha fatto tutto bene. Forse entrambi i punti di vista sono errati. Il suo movente non era certamente sbagliato: voleva che i suoi concittadini fossero salvati. Questa è una buona e santa motivazione ma, probabilmente, non è stato all'altezza della guida dello Spirito. Può succedere anche a noi.

In Filippesi 1:10 l'apostolo Paolo ci esorta a discernere "le cose migliori", cioè "le più eccellenti". Quindi non dovremmo solo puntare su ciò che è buono, ma scegliere il meglio. Per questo abbiamo bisogno della guida del nostro Dio.