Seguici anche su Facebook!

Seguici anche su Facebook! Unisciti al Gruppo cliccando su:
https://www.facebook.com/groups/287768858057968/

venerdì 8 maggio 2026

Panoramica di Levitico 23 (3/9)

La Pasqua (Levitico 23:5)

Consideriamo adesso le sette feste annuali celebrate in Israele, iniziando con la Pasqua: “Il primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, sull’imbrunire, sarà la Pasqua del SIGNORE”. La celebrazione ricorda il giudizio di Dio su tutti i primogeniti degli Egiziani. Per ogni Israelita era stato possibile scampare a questo giudizio immolando l’agnello Pasquale e mettendo il suo sangue sugli stipiti e gli architravi delle porte delle loro case. La cosa meravigliosa, che deve far riflettere anche ognuno di noi è che nessun Israelita, neppure i primogeniti, ha visto il sangue, perché era all’esterno delle loro case, in quanto viene detto, “quand’io vedrò il sangue, passerò oltre” (Esodo 12:13). Vediamo qui l’apprezzamento di Dio per il prezioso sangue di Cristo, mentre noi non potremo mai comprenderne appieno il valore.

La Pasqua veniva celebrata in primavera. In Esodo 12 troviamo che Dio, con questa festa, stava istituendo un nuovo inizio. Il normale calendario civile ebraico inizia in autunno, Settembre o Ottobre, ma leggiamo: “Questo mese sarà per voi il primo dei mesi: sarà per voi il primo dei mesi dell’anno” (Esodo 12:2). L’anno santo iniziava con la celebrazione della Pasqua, il quattordicesimo giorno del mese di Abib, ricordava la salvezza dal giudizio e l’inizio di una nuova vita per il popolo d’Israele.

Nel Nuovo Testamento vediamo che la Pasqua è realmente una figura dall’opera del Signore Gesù: “Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata” (1 Corinzi 5:7). È sempre importante trovare nel Nuovo Testamento la spiegazione di una figura del Vecchio, in modo da essere sicuri di rimanere fedeli al significato della Scrittura. Attraverso le parole dell’Apostolo Paolo, lo Spirito Santo ci spiega che la Pasqua è una figura dell’opera di Cristo per liberarci dal giudizio che meritavamo.

08 maggio - Una parola ai genitori cristiani

Le Sue (di Dio) qualità invisibili, la Sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere Sue.

Romani 1:20

 

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono… e il Padre vostro celeste li nutre.

Matteo 6:26

 

Una parola ai genitori cristiani

 

E’ importante attirare l’attenzione dei nostri figli, specialmente nel mondo attuale, sull’importanza dell’esistenza di Dio, della Sua potenza e del Suo amore. Così facendo li aiutiamo ad aprire la loro intelligenza e la loro sensibilità alla relazione esistente fra la natura e il Creatore.

Un bambino che non abbia avuto l’occasione di meravigliarsi davanti alla grandezza dell’Onnipotente, alla bellezza e alla realtà della Sua creazione, avrà un concetto falsato di Dio e una visione ridotta e limitata delle cose. Per questo dobbiamo cogliere ogni occasione per parlare ai nostri figli della gloria di Dio. Guardando con loro un arcobaleno o le onde potenti di un mare agitato o il cielo stellato o un fiore variopinto, li aiuteremo a prendere coscienza che qualcuno infinitamente più grande di loro ha creato l’universo, e che questo Creatore “sostiene tutte le cose con la parola della Sua potenza” (Ebrei 1:3). I nostri figli hanno bisogno di commuoversi di fronte alla creazione, e questo può essere per loro il primo stupefacente incontro reale con Dio. Così i insegneremo loro a guardare al di là del visibile, a guardare a Dio, infinito ed eterno.

Aiutiamoli a prendere consapevolezza di questa presenza dell’Onnipotente Dio Creatore, sorgente permanente di gioia. E quando parliamo loro delle nostre preghiere e delle risposte del Signore, essi hanno un’altra prova del fatto che il Signore è presente nella nostra vita, che è vicino a loro e che, anche nelle difficoltà, è pronto ad accordare loro la forza, la pazienza e il giusto modo di affrontarle.


giovedì 7 maggio 2026

Panoramica di Levitico 23 (2/9)

Il Sabato (Levitico 23:3)

Leggendo Levitico 23 potremmo pensare che vi siano otto feste, essendo il sabato menzionato per primo al versetto 3. Infatti, se contiamo tutte le occasioni menzionate nel capitolo, ne troveremo effettivamente otto, ma il sabato si ripete settimanalmente, mentre tutte le altre solo una volta all’anno. Da un lato è menzionato e contato fra le feste, dall’altro viene ben distinto dalle altre che venivano celebrate solo una volta all’anno.

Il sabato ci mostra qualcosa che troviamo solo nel primo e nell’ultimo dei libri della Bibbia: il riposo eterno di Dio. Il pensiero di Dio era è e sempre sarà il “riposo” per se stesso e le Sue creature. Quando terminò la creazione si riposò il settimo giorno, santificandolo e distinguendolo da tutti gli altri in cui aveva compiuto la Sua opera creatrice (Esodo 20:11), ma sopraggiunse il peccato. Migliaia di anni dopo, quando il Signore Gesù, il Figlio di Dio, venne su questa terra, egli operò e guarì anche di sabato. Rimproverato dai Farisei rispose, “il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Marco 2:27), ed anche, “Il Padre mio opera fino ad ora, e anch’io opero” (Giovanni 5:17). A causa del peccato che era entrato in questo mondo non vi era un vero riposo, neppure per Dio. Allora cosa fare? Dio inviò il proprio Figlio, il Signore Gesù, che è venuto per dare riposo a tutti coloro che credono in Lui come Salvatore.

Nel caso in cui alcuni dei lettori non abbiamo trovato questo riposo per la loro anima, voglio ricordare le parole del Signore Gesù: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28) e questa è l’idea del sabato. Dio vuole che l’uomo abbia riposo e che si rallegri di esso con il suo creatore, ma adesso che il peccato è entrato nel mondo questo diventa possibile solo sul fondamento dell’opera espiatoria di Cristo. In altre parole, Dio desidera ancora dare riposo come la Bibbia afferma: “Rimane dunque un riposo sabatico per il popolo di Dio” (Ebrei 4:9).

Questo riposo può essere visto sotto due aspetti: troviamo il riposo interiore che il Signore dona a tutti coloro che credono alla Sua parola, essi possono trovare riposo e pace fin d’ora per la loro anima, ma per tutti coloro che gli appartengono esiste anche un riposo esteriore, che si realizzerà inizialmente nel millennio e poi nell’eternità. Questo riposo sabatico per il popolo di Dio deve ancora avvenire e sebbene lo stiamo ancora aspettando, possiamo già da adesso vedere quale sia il pensiero di Dio in tutto quello che fa. Ecco perché ogni settimana terminava con il sabato, il giorno nel quale a nessun Israelita era permesso lavorare.

07 maggio - “Io sono la porta” (3)

Gesù di nuovo disse: “In verità, in verità vi dico: Io sono la porta delle pecore… Se uno entra per Me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura… Io son venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.

Giovanni 10:7-10

 

“Io sono la porta” (3)

 

Gesù dice che Lui è la porta, la porta dell’ovile delle pecore: se vogliamo avvicinarci a Dio, ed essere al sicuro, al riparo dal giudizio che meritiamo, il solo mezzo è di credere in Lui: “Se uno entra per me sarà salvato” (Giovanni 10:9). “In nessun altro è la salvezza” (Atti 4:12).

Ciò non significa che “le pecore” (figura dei credenti) sono rinchiuse e imprigionate, anzi, seguendo il Pastore, possono andare a brucare l’erba dei pascoli e a dissetarsi ai ruscelli d’acqua. Chi crede in Lui “entrerà e uscirà e troverà pastura (cioè nutrimento)”. Gesù è allo stesso tempo la nostra libertà e la nostra sicurezza, colui che ci accompagna ogni giorno con amore e nutre il nostro spirito.

Gesù è la nostra libertà: infatti, la Legge data un tempo da Dio per mezzo di Mosè, pur essendo perfetta non poteva far altro che condannare l’uomo perché incapace di compiere tutta la volontà di Dio. Essa mostrava la presunzione e l’incapacità di chi diceva: “Noi faremo tutto quello che il SIGNORE ha detto!” (Esodo 19:8). “La legge è stata data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17). La fede in Gesù che ci ha lavato dai nostri peccati fa sì che possiamo piacere a Dio.

Gesù è anche la nostra sicurezza, perché il Pastore conta le Sue pecore e i Suoi agnelli all’entrata e all’uscita dell’ovile. Se una sola si allontana o si perde, Egli andrà a cercarla “finché non lo ritrova” (Luca 15:3-6).


mercoledì 6 maggio 2026

06 maggio - Vere ricchezze

Non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere… ma con il prezioso sangue di Cristo.

1 Pietro 1:18-19

 

Vere ricchezze

 

– Ho vinto alla lotteria, sono diventato ricco! – Ascolta ciò che Gesù dice a tutti, ricchi e poveri: “Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua?” (Matteo 16:26). Le vere ricchezze, quelle eterne, non sono equiparabili ai tesori terreni e non si possono ottenere col denaro. Però, ciò che non si può acquistare con il denaro, Dio lo offre gratuitamente.

In questo mondo, con il denaro si può:

– trovare un piacere passeggero, ma non la pace né la felicità;

– contrarre un’assicurazione sulla vita, ma non per la vita eterna;

– raggiungere una posizione elevata in questo mondo, ma non nel cielo...

Così, tutto quello che nessuno può procurarsi, né con il proprio lavoro né con il proprio denaro, Dio lo offre gratuitamente.

La pace, la riconciliazione con Lui e la vera felicità. Gesù ha “fatto la pace mediante il sangue della Sua croce” (Colossesi 1:20). “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore… abbiamo anche avuto per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi, e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio” (Romani 5:1, 2).

La vita eterna: “Avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio” (1 Giovanni 5:13).

Un posto nel cielo: “Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi” (Giovanni 14:3).

Tutto ciò che il Signore Gesù ci ha acquistato è gratuito, perché il prezzo l’ha pagato Lui.


martedì 5 maggio 2026

05 maggio - L’arcobaleno

“L’arco apparirà nelle nuvole; Io mi ricorderò del mio patto… e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni essere vivente”.

Genesi 9:14, 15

 

(Gesù disse:) “Mentre sono nel mondo, Io sono la luce del mondo”.

Giovanni 9:5

 

L’arcobaleno

 

Dopo un temporale, il ritorno del bel tempo si preannuncia talvolta con i magnifici colori dell’arcobaleno. La fisica c’insegna che esso è prodotto dall’incontro fra le gocce d’acqua e i raggi del sole: la luce viene così scomposta secondo tutta la gamma dei colori dello spettro cromatico.

La Bibbia ci dice che Dio ha stabilito l’arcobaleno dopo aver mandato il diluvio sulla terra e aver salvato Noè e la sua famiglia dal giudizio. Egli dà questo segno per mostrare che si ricorda di tutte le creature viventi sulla terra e che, nonostante la malvagità dell’uomo, Egli non desidera la sua distruzione. Ciascuno di noi è colpevole davanti a Dio, ma tutti possono venire al Salvatore che Dio stesso ci ha donato: Gesù Cristo.

L’arcobaleno ci parla anche del Figlio di Dio venuto sulla terra come la luce del cielo. “Io sono la luce del mondo” ha detto Gesù (Giovanni 8:1). Così come l’arcobaleno mostra i suoi sette colori, Gesù ci svela, una dopo l’altra, le Sue svariate glorie: la Sua vita perfetta, la Sua dedizione, e poi la potenza, la misericordia, la pazienza... E’ dopo il temporale che possiamo ammirare il fenomeno dell’arcobaleno, ed è soprattutto alla croce, dove Cristo ha sofferto e ha sopportato il giudizio di Dio per i nostri peccati, che hanno brillato la Sua perfetta ubbidienza alla volontà del Padre e il Suo amore per noi.

Gesù è ora nel cielo, seduto alla destra di Dio Suo Padre, garante della nostra salvezza eterna!


lunedì 4 maggio 2026

04 maggio - Comunicare

In quel giorno tu spiegherai questo a tuo figlio.

Esodo 13:8

 

Consolatevi a vicenda ed edificatevi gli uni gli altri.

1 Tessalonicesi 5:11

 

Come potranno sentirne parlare, se non c’è chi lo annunzi?

Romani 10:14

 

Comunicare

 

I mezzi di comunicazione hanno conosciuto uno sviluppo eccezionale. Però, la comunicazione nella coppia, o fra genitori e figli, coi vicini di casa o coi colleghi di lavoro, spesso è difficile … Molti di noi avvertono le numerose difficoltà che ci sono nei rapporti interpersonali, difficoltà diverse a seconda degli individui, dell’educazione o delle condizioni di vita.

Nel versetto di oggi, Dio ci invita a “spiegare” qualcosa ai nostri figli. Ciò presuppone un particolare interesse per loro, la volontà di presentare loro la Parola di Dio in modo adeguato alla loro età e alla loro situazione. È importante dedicare nella vita di famiglia un momento di tranquillità a questo scopo, affinché si stabilisca con i figli una vera comunicazione, anche attraverso l’ascolto. Non siamo forse discepoli di Cristo, che è venuto fra gli uomini per far conoscere Dio e il Suo amore? Non si tratta solo parlarne, ma fare in modo che per mezzo delle nostre reazioni e del nostro comportamento sia trasmesso un messaggio che corrisponda alle attese dell’altro, per raggiungere sia il suo cuore che la sua coscienza. Voi siete “una lettera di Cristo”, scriveva l’apostolo Paolo ai credenti (2 Corinzi 3:3). Che gli altri possano trovare in noi, armoniosamente amalgamati, la grazia e la verità, la tenerezza e la compassione, l’umiltà e la devozione, la pazienza e il perdono… e soprattutto l’amore e il dono di se stessi!