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giovedì 9 luglio 2026

La sabbia scorre

Anni fa, durante un'esposizione a Losanna, si poteva ammirare, all’entrata del recinto fieristico, un enorme congegno di ferro. Innumerevoli ripiani salivano per poi ridiscendere rumorosamente, mentre un’infinità di ruote girava e, tutto era in movimento all’interno di questo gigantesco congegno. 

Il senso di questa costruzione?  Questo enorme colosso aveva la funzione di emettere soltanto rumore, si intendeva mostrare ai visitatori la mancanza di senso della vita.

Il costruttore di questa macchina, esprimeva quel che il saggio Salomone riconobbe parecchie migliaia di anni prima: “Vanità delle vanità, tutto è vanità...non c'è nulla di nuovo sotto il sole” Ecclesiaste 1:2,9.

E’ di capitale importanza interrogarci sul senso e sullo scopo della nostra vita, perché ne abbiamo una sola!

Molte cose si possono ripetere nella vita. Nella maggior parte dei casi, quando non si supera un esame, c’è la possibilità di ripresentarsi una seconda volta.

La nostra vita però, non è come una traccia sonora che si può cancellare quando la prima registrazione viene male, bensì è simile a una clessidra, la cui sabbia scorre lenta e silenziosa, ma senza alcuna possibilità di trattenerla; la nostra vita si può paragonare anche a una candela accesa che si va poco alla volta consumando finché anche l’ultimo lucignolo non si sia spento. 

Non so se a voi succede come a me; ma più gli anni passano, più ho l’impressione che le lancette dell’orologio corrano sempre più in fretta e sembra che il tempo scorra via a una velocità vertiginosa. Una volta trascorsa la prima metà della vita, gli anni successivi scorrono via veloci come gli ultimi granelli della sabbia di una clessidra.

Qualcuno, rientrando probabilmente dopo una visita al cimitero, espresse a parole una convinzione profonda e commovente: «la nostra vita è soltanto un trattino meno fra due date»; così corta, eppure così decisiva! Che tragedia sarà se, in mezzo a tanto correre e via vai, non avremo avuto il tempo di pensare al senso della nostra vita, se non quando ci ritroveremo ormai sul letto di morte, ammesso che avremo il modo di farlo allora.

No! La Bibbia invita ogni uomo a non indurire il proprio cuore dinanzi all'invito di Dio e a farlo oggi: “Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori” Ebrei 3:15.

La vita, non sola è unica, ma è altresì corta, e molto breve. Giobbe poteva dire: “L'uomo, nato di donna, vive pochi giorni, ed è sazio d'affanni. Spunta come un fiore, poi è reciso; fugge come un'ombra, e non dura” Giobbe 14:1-2.

La maggior parte degli uomini ritiene che siano le sofferenze a rendere la vita così dura, ma le sofferenze sono solo un sintomo, una manifestazione visiva della reale malattia dell'uomo. Un po' come le macchioline rosse che compaiono su nostro corpo quando abbiamo il morbillo, ma le macchioline non sono la malattia sono solo dei sintomi visivi di essa. L'antitesi della gioia è il peccato non la sofferenza. “ma ci gloriamo anche nelle afflizioni”  Romani 5:3. Questo è uno dei paradossi della fede cristiana, la gioia può coesistere con le difficoltà della vita. Certo, quando queste difficoltà le incontriamo per la nostra fedeltà a Cristo.

“afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa!” 2 Corinzi 6:10.

Se volete dare una direzione giusta ai vostri passi sarà bene che fissiate con attenzione lo scorrere veloce della sabbia nella clessidra della vostra vita e se non lo avete ancora fatto è bene che OGGI facciate la vostra scelta.

Sapete qual è la più grande disgrazia per l'uomo? Alcuni diranno, le continue guerre, le diseguaglianze sociali, la fame o le sofferenze. No! Ma il fatto che Dio esista.

Questo perché, il fatto dell’esistenza di Dio ha spesso conseguenze rivoluzionarie per quanto riguarda il nostro modo di valutare le cose. Poiché la velocità con cui si deteriora la fascia dell’ozono o chi occupa la prima posizione nella classifica mondiale del calcio o i risultati del tal partito politico alle prossime elezioni passeranno subito in secondo piano e cesseranno di rivestire così capitale importanza.

Evidentemente, quest’uomo è ben cosciente del fatto che se Dio esiste realmente, alla fine gli chiederà conto della sua vita; e questo “disastro” sarà senza rimedio.

09 luglio - Vivere liberi.

(Gesù disse:) “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi… In verità, in verità vi dico che chiunque commette il peccato è schiavo del peccato”.

Giovanni 8:32-34

 

Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù.

Romani 6:11

 

Vivere liberi.

 

“Non è l’impressione di libertà che è illusoria, è la libertà stessa”, scriveva lo scrittore G. Bessette. Viviamo liberi! E’ il grido di tanti giovani che sperano di poter vivere senza imposizioni; ed è la speranza di molti adulti, che nello stesso tempo, chiudono gli occhi sulle tante cose che li rendono schiavi. Queste false libertà, sovente accettate a dispetto di quello che Dio insegna nella Bibbia, portano all’indipendenza, all’egoismo, alla corruzione morale. Satana ha fatto la sua opera: rende l’uomo schiavo illudendolo di essere libero! “Uno è schiavo di ciò che lo ha vinto”, è scritto nella Bibbia (2 Pietro 2:19). L’uomo lontano da Dio ha perso la propria libertà e non ha nessun mezzo per liberarsi dal potere di Satana.

Ma Dio, che ama la Sua creatura, ha visto le nostre catene e le nostre sofferenze (Salmo 102: 19-20), ed è intervenuto per renderci liberi e affrancarci dalla schiavitù del peccato, dalla paura della morte, dal mondo e da Satana suo principe. Gesù, Suo Figlio, ha reso il diavolo impotente per quelli che lo riconoscono come il loro Salvatore. Per questo è divenuto uomo, ma senza peccato, ed ha abbassato se stesso fino ad accettare la morte in croce, dove ha subito il giudizio che toccava a noi. Ma è entrato nella morte da vincitore ed è risuscitato. Ora dona vita, giustizia, pace a quelli che mettono in Lui la propria fiducia. La libertà del cristiano non è illusoria; è stata acquistata a gran prezzo, e Dio la offre gratuitamente a tutti quelli che, coscienti della loro condizione di schiavi, volgono uno  sguardo di fede verso Gesù, il loro liberatore.

mercoledì 8 luglio 2026

08 luglio - Lettera ad un amico… nuovamente turbato

È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede

Efesini 2:8

 

Voi vedete dunque che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto.

Giacomo 2:24

 

Lettera ad un amico… nuovamente turbato

 

“Eri felice perché ti sentivi perdonato da Dio dal momento che hai creduto che Gesù ha pagato per te… avevi letto così nella lettera di Paolo agli Efesini. Ed eccoti nuovamente turbato dopo aver letto quella di Giacomo, che sembra dire che senza buone opere non sarai mai accettato da Dio.

E se ti rispondessi che tutti e due gli apostoli, Paolo e Giacomo, hanno ragione? Ti basta leggere attentamente il contesto nel quale fanno le loro affermazioni per averne la conferma.

Paolo dice quello che Dio ha fatto per giustificarti: ha sacrificato il Suo Figlio. Se tu accetti questo per fede, sei reso “giusto” davanti a Dio.

Giacomo, invece, ti chiede di dimostrare la tua fede… e come potresti farlo se non mettendola in evidenza con il tuo comportamento? Certo, Dio vede nel cuore di ognuno e giustifica colui che crede nel Signore. Egli sa che questo è il tuo caso e ti ha salvato. Ma attenzione! coloro che tu frequenti si basano su quello che vedono della tua vita per capire se tu sei davvero un figlio di Dio. Per esempio, se tu dici che Gesù è il tuo Signore e non lo ubbidisci; o se tu dici che è il tuo modello e non ami il tuo prossimo; o se affermi che Dio ti parla nella Bibbia e non la leggi mai, non sarai credibile e la fede che proclami di avere verrà messa in dubbio.

Dunque, amico mio, non hai motivo di preoccuparti: Dio ti ha definitivamente perdonato grazie al sacrificio del Signore Gesù. Ma tu dimostralo con le tue buone opere e vivendo in modo degno di Lui.


martedì 7 luglio 2026

07 luglio - Lettera ad un amico turbato

Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

1 Giovanni 5:13

 

Lettera ad un amico turbato

 

“Mi chiedi come puoi essere assolutamente certo che Dio ti abbia perdonato, perché sei spaventato pensando al male che hai fatto.

La Bibbia ti risponde che Dio ti ha perdonato in virtù del sacrificio del Suo Figlio, Gesù Cristo, e non per gli sforzi che potresti fare per migliorare te stesso o per osservare determinate regole religiose. Dio ti ha cercato quando eri lontano da Lui, tu hai creduto e Lui ti ha salvato perché ti ama, anche se detesta il male che hai commesso. E ti fa grazia, vale a dire ti perdona senza che tu lo meriti.

Però, siccome Egli è giusto, non può semplicemente dimenticare il male, come facciamo noi. Egli stesso ha preparato un mezzo per giustificare il colpevole senza risorse: ha offerto il sacrificio che porta la pace; è il Signore Gesù che, divenuto simile ad un uomo (però senza peccato), ha subito da parte di Dio, al posto nostro, il giudizio che noi meritavamo (1 Pietro 1:18-21).

La sola cosa che ti è chiesta è di prendere Dio in parola e credere a quello che dice nella Bibbia. Se ti penti davanti a Dio e accetti il Signore Gesù come tuo Salvatore, Dio ti perdona e ti considera come giusto dandoti la possibilità di iniziare una nuova vita con Lui. Puoi esserne certo perché Dio non può mentire. Mettere in dubbio la Sua offerta di salvezza è come fare di Lui un bugiardo e anche oltraggiare il Suo amore. Al pentimento e alla fede deve poi seguire, ovviamente, un cambiamento di vita che onori il Suo Nome e faccia di te un Suo testimone attendibile e coerente.

Sta tranquillo, amico mio! È ad una relazione di fiducia con Lui che Dio ti chiama; e non ti deluderà!

lunedì 6 luglio 2026

06 luglio - In quale direzione?

C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma essa conduce alla morte.

Proverbi 14:12

 

(Gesù disse:) «Io sono la luce del mondo; chi Mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Giovanni 8:12

 

In quale direzione?

 

Quando guidiamo l’automobile, possiamo prendere una direzione sbagliata; se siamo in autostrada è impossibile fare un’inversione di marcia, bisogna per forza arrivare all’uscita successiva. Tempo perso, ma errore riparabile.

Quando si tratta di guidare la nostra vita in questo mondo, prendere una direzione sbagliata può portare delle tristi e immutabili conseguenze. In auto, possiamo proseguire tranquilli finché non troviamo dei segnali dai quali capiamo che abbiamo sbagliato strada… È in questo modo che orientiamo la nostra vita, senza preoccuparci per tempo dell’esito delle nostre scelte?

Dio, il nostro Creatore che ci ama, ci dà delle indicazioni. La Bibbia è una sorgente di luce: “la Tua Parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105). Come i cartelli indicatori che troviamo sulle strade, essa ci aiuta a fare il punto indicandoci due direzioni:

Se diciamo: “Vivo la mia vita senza Dio, senza nessuna relazione con Lui e lontano da Lui”, allora la Bibbia ci avverte che siamo sulla via che porta alla perdizione eterna.

Se riconoscete di essere su questa via e vi chiedete cosa occorre per cambiare strada, allora Dio vi dice nella Bibbia che Gesù è venuto per salvarvi e farvi trovare, credendo in Lui, la via e la luce della vita. Da oggi il Signore vuole prendere la vostra vita nelle Sua mani per condurvi con sicurezza fino nella casa del Padre.

Se siete su una via sbagliata, prendete urgentemente la prima uscita: leggete la Bibbia e pregate il Signore Gesù che vi tende la Sua mano.


 

domenica 5 luglio 2026

05 luglio - La Bibbia (1)

Bontà e verità non ti abbandonino: … scrivile sulla tavola del tuo cuore;

Proverbi 3:3

 

La Bibbia (1)

 

E’ un Libro scritto da decine di persone, tradotto da centinaia, stampato da migliaia, letto da milioni.. Un libro così straordinario cosa può essere se non la Bibbia? Con otto foglietti di questo calendario, cercheremo di presentarvi la storia di questo Libro, unico e sacro.

Certamente, all’origine di un libro c’è la scrittura. Fino a due secoli fa si credeva che essa fosse iniziata dal 6° secolo a.C. ma oggi sappiamo che i Sumeri utilizzavano una forma di scrittura, detta cuneiforme, già verso il 3500 a.C. I geroglifici egiziani sono quasi altrettanto antichi (3200 a.C.). Prima di questa forma di scrittura esistevano dei caratteri detti pictografici che riproducevano la forma delle cose. Il primo alfabeto comparve fra il 1800 e il 1400 a.C. precisamente nei paesi descritti dalla Bibbia e molto probabilmente al Sinai, dove visse Mosè.

Perché questi dettagli? Perché uno dei criteri riconosciuti dell’affidabilità di un testo antico è il minimo scarto fra la sua epoca e quella dei fatti a cui si riferisce. Si è pensato a lungo che la Bibbia non potesse essere stata scritta se non molto tempo dopo i fatti che riferisce e che gli autori si fossero ispirati alle molteplice leggende orali o scritte. Ora, dopo queste scoperte, possiamo dire che:

la scrittura esisteva già in un periodo molto vicino ai fatti descritti nella Bibbia;

nei paesi della Bibbia, essa ha iniziato a svilupparsi nell’epoca in cui vivevano i suoi primi autori;

proprio là, dove è stato allevato Mosè, uno dei primi autori, è apparso uno dei primi alfabeti. Come se Dio avesse preparato tutto per trasmetterci questo Libro unico, nel quale Egli si rivela all’uomo!

sabato 4 luglio 2026

04 luglio - Suscettibile?

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.

Galati 5:22

 

La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l’ira.

Proverbi 15:1

 

Suscettibile?

 

La suscettibilità è un aspetto del carattere umano che turba, e a volte inasprisce, le nostre relazioni con i parenti, i conoscenti, i colleghi, i vicini. Ma noi stessi ne siamo le prime vittime! La suscettibilità, in un credente, è indice di una vita non molto vicina a Gesù che è stato, sulla terra, l’Uomo dolce e umile di cuore. La dolcezza, nella Bibbia, è il carattere di chi è misericordioso e comprensivo, e non insiste sui propri diritti.

Ma una sensibilità esasperata, delle ferite interiori ancora aperte o delle ingiustizie, portano spesso a vedere le cose in maniera deformata: un niente ferisce, tutto sembra una mancanza di riguardo, una presa in giro o una cattiveria; e questo è una sorgente di continua e profonda sofferenza per chi ne è afflitto e per coloro che gli sono vicini.

Cosa può fare il credente per riuscire a vedere le cose in modo diverso?

– Pensare a Gesù, il suo Salvatore: “Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio perché seguiate le Sue orme. Egli non commise peccato e nella Sua bocca non si è trovato inganno. Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a Colui che giudica giustamente” (1 Pietro 2:21-23).

– Impegnarsi ad imitarlo: “Vestitevi…  di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose vestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione” (Colossesi 3:12-14).


 

venerdì 3 luglio 2026

03 luglio - Il mondo: una cosa strana?

Il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere Colui che è il Vero; e noi siamo in Colui che è il Vero, cioè nel Suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna. 

1 Giovanni 5:20  

 

Il mondo: una cosa strana?

 

“Un bel mattino di luglio mi sono chiesto da dove veniamo, dove andremo e che cosa ci facciamo su questa terra. Esisterà qualcosa invece del nulla?” Sono le parole di Giovanni d’Ormesson, scrittore e filosofo, che s’interrogava sul mistero del destino dell’uomo e sul senso della vita, ammettendo i suoi dubbi e le sue incertezze. Queste domande sono capitali e condizionano sia la nostra vita presente sia il nostro avvenire eterno. E’ giusto che anche noi ci poniamo le stesse domande, ma dobbiamo sapere che l’uomo senza la rivelazione dei pensieri di Dio s’impegnerà sempre in vane e fantasiose speculazioni e non troverà mai una risposta.

La Bibbia è “il Libro” per mezzo del quale Dio ci parla. In essa troviamo la nostra storia sulla terra e il nostro destino futuro nei piani di Dio. Attraverso la creazione, Dio ha mostrato la Sua potenza, la Sua saggezza e la Sua bontà. Purtroppo, a causa del male che è entrato nel mondo per la disubbidienza del primo uomo, assistiamo ogni giorno ad una mancanza di rispetto per i comandamenti divini e attraverso le guerre, la violenza,  la corruzione sempre più diffusa, ci rendiamo conto che l’essere umano non può fare a meno di commettere il male.

Dio “ha gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male”, e nessuno può ostacolare i Suoi piani perché Lui è sovrano (Abacuc 1:13). Però, nella Bibbia è scritto anche che Dio è amore e ha scelto di manifestare questo Suo amore verso gli uomini, malvagi per natura, donando loro, tramite Gesù Cristo, il mezzo per essere perdonati dai loro peccati e introdotti nella Sua presenza.

Avete ricevuto personalmente il Suo perdono? Se sì, allora la vostra vita ha un senso e uno scopo: quello di piacere a Colui che vi ama. Ed ha anche una prospettiva: la felicità eterna nel cielo con il vostro Salvatore e Signore!


giovedì 2 luglio 2026

02 luglio - Parole di grazia

Si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla Sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?»

Luca 4:22

 

Parole di grazia

 

Ogni sabato i Giudei si radunavano nella sinagoga per ascoltare la lettura e la spiegazione della legge di Mosè. Chissà quante volte avranno ascoltato la lettura del Libro del profeta Isaia, che era ritenuto il profeta più saggio, e i molti riferimenti profetici al Messia che doveva venire! Ma per loro si trattava solo di belle parole; dopo averle ascoltate, ognuno tornava a casa propria certo di essere gradito a Dio: aveva compiuto ciò che si richiedeva ad un Giudeo…

Il sabato di cui parla Luca (4:16-30) era un sabato molto speciale. Un uomo di nome Gesù, conosciuto da molti come “il falegname” (Marco 6:3), “il figlio di Giuseppe”, apre il Libro e legge dal profeta Isaia: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha inviato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l'anno accettevole del Signore». Senza dire altro si siede. Nello stupore generale i presenti aspettano, in silenzio.

Il Signore Gesù vede la loro perplessità e dice loro che quella persona mandata da Dio, di cui parla il profeta, era Lui! Tutti “si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla Sua bocca”, ma invece di rallegrarsi per la grazia che Lui annunciava, lo scacciano dalla sinagoga pieni di rabbia, e lo avrebbero anche ucciso se avessero potuto (v. 28-30). Un giorno lo condanneranno a morte e lo uccideranno davvero; eppure, durante gli anni del Suo ministero, il Signore ha avuto per tutti quelli che incontrava delle “parole di grazia”.

Ancora oggi, attraverso la Bibbia, il Signore ci fa sentire la Sua voce, una voce dolce che parla di grazia, di amore, e che ci invita ad andare a Lui per trovare riposo per le nostre anime. Rifiuteremo di ascoltarla? Sarebbe una rovina certa, perché chi non accetta oggi la grazia del Signore incontrerà un giorno il Suo giudizio e la Sua condanna eterna.

mercoledì 1 luglio 2026

01 luglio - La tua vita come una nave

 Ma nell’angoscia gridano al SIGNORE… Egli riduce la tempesta al silenzio… Si rallegrano alla vista delle acque calme, ed Egli li conduce al porto tanto sospirato.

Salmo  107: 28-30

 

«Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?»

Marco 4:41

 

La tua vita come una nave

 

La vita umana può essere paragonata ad una nave che solca il mare, a volte calmo e piatto, a volte agitato e pericoloso. La navigazione inizia vicino alle coste, in un braccio di mare più o meno munito di segnalazioni in modo da dare alla nave dei punti di riferimento sicuri, poi prende il largo.

Non tutte le persone hanno il privilegio di vivere i primi anni della loro vita circondati d’amore, però tutti affrontano poi il mare tempestoso dell’adolescenza e il vasto oceano del mondo spesso  sconcertante e inquietante. Una libertà tutta nuova può dare alla testa come una vertigine; i venti e le correnti insidiose possono portare alla deriva senza che ci se ne renda conto. Quante voci di diverse religioni si odono! Come trovare la propria strada nel dedalo insidioso di questo mondo?

Per millenni i marinai hanno avuto un sistema di orientamento fisso, basato sull’osservazione delle stelle; con gli strumenti adatti potevano fare il punto di dove si trovavano ed essere certi della direzione da prendere. Per guidare la nostra vita sulla terra qual è il solo riferimento sicuro? È la Bibbia, la Parola di Dio: “La Tua Parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105).

Nelle tempeste della vita, dove nessuna radio satellitare può darci le indicazioni necessarie, la Bibbia è presente e ci dice che Dio è “un aiuto sempre pronto nelle difficoltà” (Salmo 46:1), sempre pronto a soccorrere chiunque lo cerchi.


martedì 30 giugno 2026

30 giugno - E se tu facessi una sciocchezza?

A tutti quelli che l’hanno ricevuto (Gesù) Egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel Suo nome.

Giovanni 1:12

 

E se tu facessi una sciocchezza?

 

Fabrizio e Michele sono cristiani, ma Fabrizio è turbato al pensiero che potrebbe perdere la fede, e quindi essere perduto. Michele è assolutamente convinto di essere salvato, quindi è in pace. Quando prova a spiegarlo, il suo amico si stupisce:
«Come fai a esserne così sicuro? E se tu facessi poi una sciocchezza?»

«Tu sei figlio di tuo padre, vero? Se un giorno tu commettessi un errore gli daresti un dispiacere, e se è il caso lui ti punirebbe, ma non smetteresti di essere suo figlio. Quando, per la fede nel Signore Gesù, si è un figlio di Dio lo si è per sempre. Se hai ricevuto la vita di Dio “per grazia… mediante la fede” questo è “il dono di Dio” (Efesini 2:8). Da quel momento tu diventi un Suo figlio. Pensi che Dio possa rinnegare i Suoi? Inoltre, se sei salvato mediante la fede in Gesù, Dio non ti chiede di “conservare” la tua salvezza per mezzo della tua condotta, ma di mostrare con la tua condotta che sei un Suo figlio. Se la tua salvezza dipendesse anche in piccola misura da come ti comporti, non sarebbe più una salvezza per la Sua grazia! E se tu potessi perdere la vita eterna, questa non sarebbe più vita eterna

Michele ha ragione: la salvezza del credente, anche del più debole, è solidamente stabilita dall’opera di Gesù alla croce. Nulla può distruggerla. Egli l’ha compiuta in modo perfetto e una volta per tutte; ha ottenuto “una redenzione eterna”. Il Signore ha acquistato le Sue pecore al costo della propria vita. Esse gli appartengono e sono al sicuro nella mano del Padre e nella Sua (Giovanni 10:28, 29). E se la pecora si smarrisce e fa “una sciocchezza”, la mano potente del Pastore la troverà e la ricondurrà!

lunedì 29 giugno 2026

Rimedio

E' sufficiente guardarsi in uno specchio per conoscersi? Basta stare accanto ad una persona per sapere chi è? Sia le doti naturali che i difetti non è facile discernerli; quanto più è difficile conoscere l'animo umano che solo determinate circostanze a volte mettono in luce.

Dio non ha voluto nascondere all'uomo il suo vero stato. La Parola di Dio è il  solo “specchio” che può mostrare all'uomo ciò che lui è veramente.

L'uomo, indipendentemente da quello che è diventato a causa del peccato, rimane una creatura superiore, fatta ad immagine di Dio con le sue facoltà fisiche, mentali e spirituali, è il capolavoro della creazione. Il progetto della sua formazione è stato elaborato da Dio con lo scopo di avere una relazione con il suo Creatore, ed è l'unica creatura terrena ad avere questa capacità.

Fino dalla creazione, l'uomo è stato considerato responsabile nei confronti di Dio e la sua responsabilità comportava anche l'ubbidienza. Non soddisfatto di quello che gli era stato dato, l'uomo disubbidì voltando le spalle a Dio e scegliendo di seguire suoi propri desideri.

“Smettete di confidarvi nell'uomo, nelle cui narici non c'è che un soffio; infatti quale importanza gli si potrebbe attribuire?” Isaia  2:22.

Non c'è dunque rimedio? Non vi è più alcuna speranza per questa creatura? E' semplicemente un fallito? No!

La grandezza dell'amore di Dio per gli uomini è stupefacente. Egli ha in vista una benedizione eterna per l'uomo che ha creato a sua immagine. Fin dall'eternità, trova le sue delizie fra i figli degli uomini: “io ero presso di lui come un artefice; ero sempre esuberante di gioia giorno dopo giorno, mi rallegravo in ogni tempo in sua presenza; mi rallegravo nella parte abitabile della sua terra, trovavo la mia gioia tra i figli degli uomini”  Proverbi 8:30-31.

Per questo motivo il Signore Gesù “è venuto per cercare e salvare ciò che era perito” Luca 19:10. Questo piano di salvezza è possibile solo grazie all'opera che Egli ha compiuta sulla croce. Per l'eternità, la presenza nel cielo di coloro che per fede avranno accettato questa salvezza offerta da Dio, sarà la prova evidente e la dimostrazione della meravigliosa grazie e della volontà di Dio a riguardo degli uomini. E' sufficiente rispondere sinceramente all'invito del Signore  ci ha rivolto: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo” Matteo 11:28.

29 giugno - Superstizione

Il nostro Vangelo è ancora velato… per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del Vangelo della gloria di Cristo.

2 Corinzi 4:3-4

 

(Gesù disse:) “Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in Me, non rimanga nelle tenebre”.

Giovanni 12: 44, 46

 

Superstizione

 

È sabato. Al mercato, fra le tante bancarelle, ce ne sono due una accanto all’altra. Su una ci sono delle “pietre astrali” al costo di 20 euro al pezzo. Felicità e benessere sono promessi a chi indossa la pietra del proprio segno zodiacale. Sull’altra ci sono delle Bibbie a 1,90 euro. Davanti alla prima bancarella si fermano in tanti e le banconote passano di mano in mano. Davanti alla seconda, si lancia un’occhiata di sbieco e si prosegue…

Perché questa tendenza dell’uomo a credere ai “portafortuna” (una pietra, una medaglietta…) e a provare timore davanti alla Bibbia, la Parola del Dio Creatore? Tutti hanno paura del futuro, di perdere una relazione o il lavoro, paura dell’insicurezza, della malattia e della sofferenza, paura d’invecchiare, di morire. La mancanza di relazione con Dio spinge molte persone a imboccare strade false e ingannevoli. Sono pronte a fidarsi di abili discorsi, di teorie senza fondamento, invece di affidarsi a Dio. Si preferisce la menzogna alla Parola di Dio.

Dio ci ama, anche se fino ad ora gli abbiamo voltato le spalle affidandoci a credenze che lo mettevano da parte o gli erano contrarie. Gesù, il Figlio di Dio, ci ha aperto l’unica strada che può farci passare dalle tenebre alla luce, dal timore alla pace. Egli è la luce divina per chi crede in Lui; promette il Suo aiuto e il Suo sostegno per il presente e dà delle certezze per il futuro. La lettura del Vangelo ci farà capire cos’è la Verità.

domenica 28 giugno 2026

Ascoltare

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che hai concesso a Dio di parlarti personalmente?

Lasciami porre una domanda ovvia.

Se Il Signore Gesù, il figlio di Dio, pensava che valesse la pena annullare ogni impegno per pregare, non sarebbe saggio da parte nostra fare lo stesso?

Alcuni lamentano la mancanza di tempo, altri la difficoltà nel concentrarsi per la lettura. Tutti siamo tremendamente impegnati. Perciò piuttosto che passare del tempo con Dio ad ascoltare la sua voce preferiamo che siano altri a farlo per beneficiare poi della loro esperienza. Saranno loro a comunicarci ciò che Dio dice.

Ma pagheresti mai una vacanza nel posto che più ti piace  a qualcuno incaricandolo di andare al posto tuo?

Potresti accontentarti di un resoconto.

Oh pagheresti qualcuno per mangiare a posto tuo? Non so, perché magari mesticare è faticoso.

Quando Dio chiede la tua attenzione è perché ha qualcosa da dirti e non vuole un sostituto... vuole te!

28 giugno - Conosco un libro

La Tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero… Gioisco della Tua parola come chi trova un grande bottino.

Salmo 119:105, 162

 

La parola di Dio… opera efficacemente in voi che credete.

1 Tessalonicesi 2:13

 

Conosco un libro

 

Conosco un Libro che mi fa sapere cosa c’era “nel principio”, prima che esistesse il tempo. Mi dice come ha avuto inizio l’universo, e quale sarà la sua fine. Partendo dal “principio”, mi conduce attraverso i secoli e i millenni della storia umana fino all’eternità futura, quando il tempo non ci sarà più… Questo libro illumina l’avvenire e il passato. Il suo Autore dichiara: “Io sono Dio, e non ce n’è alcun altro… Io annunzio la fine sin dal principio… Sì, io l’ho detto e lo farò avvenire” (Isaia 46:9-11). Questo Libro mi racconta in che modo sono entrate nel mondo la sofferenza e la morte, e come ne saranno definitivamente eliminate. Esso descrive la storia degli uomini che sono vissuti prima di me meglio di qualsiasi biografia, e riflette me stesso meglio di uno specchio. Mi svela lo scopo della mia esistenza e il mio destino. Mi indica come fare per essere veramente felice.

Questo libro mi accompagna ogni giorno, risponde a tutti i miei bisogni. Mi consiglia nelle scelte, mi avverte dei pericoli, mi conduce sulla buona strada se mi svio per non averlo consultato... Mi rialza se inciampo, mi rassicura se sono preoccupato. Mi consola, m’incoraggia, nutre il mio spirito e lo disseta… Risponde alle mie domande e mi svela i tesori della saggezza. La sua armonia è perfetta, non si contraddice mai. Questo libro è la Bibbia, messaggio del Dio d’amore e di verità. Egli l’ha dedicato a ogni essere umano.

È un piccolo libro che può essere facilmente infilato nei vostri bagagli. Portalo con te in vacanza. Esiste anche in formato elettronico.

sabato 27 giugno 2026

Case

Dalle parti di Genova, lungo la costa, vi è un'abitazione la cui modesta apparenza presenta un notevole contrasto con le lussuose ville circostanti. Se vi avvicinate, potrete leggere al disopra della porta d'ingresso la seguente scritta: MORITURO SATIS ovvero, sufficiente per chi deve morire.

Questa formula esprime bene la saggezza del suo proprietario. Egli sa di essere solo di passaggio e di abitare lì momentaneamente, per un numero limitato di anni nell'attesa di “traslocare” o di “partire” come dice l'apostolo Paolo (Filp. 1:23) per andare nel domicilio eterno; e vogliamo pensare che conosca questa dimora e che ne sappia la via. I vicini di quell'uomo invece, e come loro la maggior parte dei nostri contemporanei, si comportano come se dovessero vivere per sempre. Benché gli avvisi mortuari dei giornali o affissi sui muri lo ricordino loro ogni mattina, essi non vogliono tenere conto del fatto che “non abbiamo qui una città stabile” (Ebrei 13:14) e per quanto siano prudenti ed avveduti ad assicurarsi il loro “vivere” terreno, manifestano un'inconcepibile negligenza per tutto ciò che riguarda quello che vi è al di là della morte, cioè la loro definitiva dimora.

“Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore...io vado a prepararvi un luogo” Giov. 14:2. 

La Bibbia ci insegna che soltanto i figlioli di Dio avranno il diritto di abitare nella casa del Padre di cui parla il Signore e vi è un posto per tutti i suoi. Non c'è prezzo d'acquisto, non ci sono bollette da pagare, ne spese di manutenzione. Tutto è assicurato dal Padre. Tutto è pronto, preparato per la gioia eterna dei sui figli.

27 giugno - Social network e veri amici

Chi ha molti amici può esserne sopraffatto, ma c’è un amico che è più affezionato di un fratello.

Proverbi 18:24

 

(Gesù disse): “Voi siete miei amici, se fate le cose che Io vi comando”.

Giovanni 15:14

 

Social network e veri amici

 

I social network permettono di ottenere una lunga lista di amici con una facilità incredibile. Un semplice “clic” su internet è sufficiente per arricchire la propria rete di sempre nuove relazioni e disporre di “amici” in più. Ma quanta diversità fra questi contatti virtuali e il vero amico descritto in parecchi testi della Bibbia! “L’amico ama in ogni tempo” (Proverbi 17:17): è una presenza importante nei momenti difficili come pure quando va tutto bene. Non è una relazione condizionata dall’interesse. È un legame solido, in cui ciascuno parla, tace o agisce quand’è necessario. Una relazione del genere è un potente incoraggiamento quando si attraversa la prova. Poco prima di andare al supplizio il Signore ha detto: “Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici”; “Io vi ho chiamati amici” (Giovanni 15:13, 15).

Invece di contare il numero dei nostri “amici” sui social, valutiamo la realtà di queste “amicizie” vere. Aggiungiamo o intratteniamo anzitutto una relazione con chi non ci deluderà mai: Gesù, il Salvatore, il Signore, il vero Amico.

Solo Lui può capire perfettamente le mie gioie e le mie pene, e può procurarmi una vera felicità, ben più completa dei piaceri fugaci. Mi rassicura nei momenti di prova e mi mantiene sereno. Infine, mi promette un’eternità alla Sua presenza. Basta che io riconosca davanti a Lui il mio peccato, e accetti che Lui, Gesù, il Figlio di Dio, è morto e risuscitato per me. È una questione vitale. E’ in gioco la mia pace, la mia gioia, la mia eterna felicità!


venerdì 26 giugno 2026

26 giugno - Abbattimento

Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; Egli è il mio Salvatore e il mio Dio.

Salmo 42:5

 

Abbattimento

 

Sarebbe sbagliato affermare che un cristiano non dev’essere mai triste. Sbagliato perché, credenti o no, possiamo attraversare tutti dei momenti difficili, delle delusioni o delle tragedie, e allora l’abbattimento è inevitabile.

La Bibbia narra la storia di credenti che hanno attraversato gravi difficoltà come Giobbe, Elia, Geremia, Paolo.

Oltre a certi periodi in cui ci sentiamo “giù”, capita a tutti, un giorno o l’altro, di sperimentare la tristezza e lo scoraggiamento. Nella nostra vita può esserci un’alternanza di luce e di buio, di momenti in cui tutto è chiaro e altri in cui l’orizzonte appare oscuro. Non lasciamoci prendere dal pessimismo, e non dimentichiamo mai che Dio è vicino a noi. La lettura della Sua Parola e la preghiera ravviveranno la nostra fede. Guardiamo al nostro Salvatore che ci ama e chiediamogli di far brillare la Sua luce nel nostro cuore.

La lettura dei Salmi ci conforta quando ci sentiamo scoraggiati o incompresi. Spesso gli autori parlano a Dio delle loro difficoltà, ed esprimono con accorate parole la loro sofferenza. “Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me?”, scrivono i figli di Core nel Salmo 45 (v. 5). C’è come una presa di coscienza, una ricerca delle cause di quella sofferenza, e la convinzione che Dio vuole farsene carico e guarire le ferite. Dedicare regolarmente un po’ di tempo al raccoglimento, da soli o con l’aiuto di fratelli e di sorelle credenti, può essere di grande aiuto.

Raccontiamo al Signore le nostre sofferenze, e ricordiamoci quanto Lui ha sofferto per noi! Allora sarà Lui il nostro grande argomento di gioia!


giovedì 25 giugno 2026

25 giugno - Venite al Signore!

(Gesù disse:) “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi… e voi troverete riposo per le anime vostre”.

Matteo 11:28, 29

 

Venite al Signore!

 

Venite, venite al Signore,

voi anime stanche e aggravate;

voi tutti che pace cercate,

venite con fede a Gesù.

 

Venite con fede al Signore;

il mondo dà falsi piaceri,

le gioie e i valori più veri

si trovano solo in Gesù.

 

Vicino al Signor troverete,

o cuori già stanchi di pene,

riposo e d’amore ogni bene.

Venite, v’accoglie Gesù.

 

Venite, v’accoglie il Signore,

le braccia amorose vi tende;

venite, Egli ancora v’attende;

venite, venite a Gesù.

(da: Cantici Spirituali)


mercoledì 24 giugno 2026

24 giugno - Gedeone, giudice di Israele

Il SIGNORE si rivolse a lui e gli disse: “Va’ con questa tua forza… Non sono io che ti mando?”

Giudici 6:14 (vers. Nuova Diodati)

 

Gedeone, giudice di Israele

Leggere Giudici capitolo 6

 

Questo fatto è avvenuto più di tremila anni fa, al tempo dei Giudici, un periodo difficile per il popolo d’Israele. Da sette anni erano regolarmente attaccati dai Madianiti, che depredavano i loro beni e distruggevano i raccolti, lasciando il paese in grande miseria. Non tutti però si arrendono; nella famiglia di Ioas, il giovane figlio Gedeone si dà da fare, di nascosto, per mettere le sue provviste al riparo dal nemico. Ed ecco che un giorno Dio gli invia un angelo ad informarlo della Sua decisione: utilizzerà proprio lui per liberare il Suo popolo. Gedeone non sa chi sia questo messaggero che lo saluta in modo così incoraggiante: “Il SIGNORE è con te, uomo forte e valoroso!”, ed è stupito e perplesso. Lui non si sente forte, anzi, si reputa incapace di compiere la missione che gli è proposta. Allora Dio si rivolge a lui e gli dice: “Va’ con questa tua forza”. Nonostante i suoi timori, Gedeone s’impegna con fede. Un passo dopo l’altro, si lascia guidare da Dio che gli darà la vittoria.

Può capitare che di fronte all’impegno della nostra testimonianza di cristiani ci sentiamo incapaci. Ma il nostro Dio si rivolge a noi e ci incoraggia, scaccia i nostri timori e ci assicura il Suo appoggio. Come con Gedeone, il Signore ha anche incoraggiato l’apostolo Paolo quando gli ha detto: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (2 Corinzi 12:9); e anche il profeta Isaia: “Io, il SIGNORE, il tuo Dio, fortifico la tua mano destra e ti dico: «Non temere, io ti aiuto!»” (Isaia 41:13). Così farà con noi se lo amiamo e gli diamo fiducia.

martedì 23 giugno 2026

23 giugno - 2. Il Signore guardò Pietro

Il Signore, voltatosi, guardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detta: “Oggi, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”.

Luca 22:61

 

2. Il Signore guardò Pietro

 

Pietro era un discepolo impulsivo. Amava molto il Signore e l’ha dimostrato in diverse occasioni. Sicuro del proprio coraggio, ha persino affermato di essere pronto a seguire il suo Maestro in prigione ed anche alla morte (Luca 22:33)... Gli avvenimenti però precipitano: Gesù è arrestato e condotto in tribunale. Pietro esita, lo segue da lontano, poi entra nel cortile del tribunale, si riscalda vicino al fuoco con le guardie, ma è subito riconosciuto e interrogato. Allora, spaventato, per tre volte di seguito nega di conoscere Gesù. “Egli prese a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate»” (Marco 14:71). Ma il Signore si volta e lo guarda… Cosa c’è in quello sguardo? Non ira o rimprovero, ma molta tristezza, e soprattutto tanta compassione. Pietro si ricorda allora di ciò che gli aveva detto Gesù: “Mi rinnegherai tre volte”, e piange amaramente. Poco tempo dopo, Gesù avrà con lui un colloquio intimo (Luca 24:34), poi un altro pubblico, per rinnovargli la Sua fiducia e liberarlo dal ricordo di quella brutta caduta (Giovanni 21:15-19).

Quante volte mi accade di somigliare a Pietro! Io amo il Signore e vorrei fare grandi cose per Lui; ma ecco che durante certe conversazioni non oso dire apertamente che sono cristiano per paura della reazione dei miei interlocutori. Però, dopo, non mi sento più a mio agio col mio Salvatore, perché so di aver rinnegato di conoscerlo col mio silenzio. Chi potrà consolarmi? Può farlo solo Lui, che cerca il mio sguardo e mi vuol dire: Ti amo lo stesso, sono morto per te e non ti abbandonerò mai. Soltanto, riconosci il tuo errore e riavvicinati a me.