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lunedì 24 agosto 2026

24 agosto - Satana e i suoi angeli

Egli (il diavolo) è stato omicida fin dal principio è bugiardo e padre della menzogna.

Giovanni 8:44

 

E il diavolo, che le aveva sedotte, fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo.

Apocalisse 20:10

 

Satana e i suoi angeli

 

Satana fa parte degli angeli, esseri spirituali creati da Dio. Ha intelligenza e poteri straordinari; la Bibbia ci racconta, sotto la figura del re di Tiro (leggere Ezechiele 28:11-19), che avrebbe voluto diventare come Dio e questo orgoglio è stato all’origine della sua caduta. Ora egli è a capo degli angeli che ha trascinato con sé nella sua ribellione. E’ per loro che l’inferno è stato preparato.

Fino dalla creazione di Adamo, Satana ha cercato di allontanare l’uomo da Dio e spingerlo alla  rivolta contro di Lui. Per questo non ha esitato a contraddire il Creatore che aveva proibito di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male, dicendo: “Nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai” (Genesi 2:17). Satana insinua il dubbio: “Non morirete affatto… sarete come Dio” (Genesi 3:4). Questo per far credere a Adamo e ad Eva che Dio non voleva la loro felicità, e spingerli all’orgoglio e all’incredulità. Satana ha mentito, ha calunniato gravemente Dio, ha deriso il Suo amore per le Sue creature.

Anche oggi Satana cerca di accecare gli uomini e allontanarli da Dio che li ama. Se gli uomini hanno sempre impiegato tante energie per contraddire la Parola di Dio e commettere il male, è anche grazie al lavoro di Satana che li spinge a seguire la sua volontà. Ma noi ascoltiamo la Parola del “Dio di verità”, che non può mentire.

Parliamoci chiaro: Satana vuole trascinare l’umanità con sé nella perdizione eterna. Dio non aveva preparato l’inferno per gli uomini, ma per Satana e i suoi angeli. Purtroppo, però, vi finiranno anche tutti coloro che l’hanno seguito, e che hanno rifiutato Dio, illusi da Satana stesso che non dovranno rendere conto a nessuno della loro vita, e che l’inferno non esiste!


domenica 23 agosto 2026

23 agosto - Perché così presto?

Il re Erode cominciò a maltrattare alcuni della chiesa; e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni.

Atti 12:1-2

 

I miei giorni sono nelle tue mani.

Salmo 31:15

 

Perché così presto?

 

Tre dei dodici discepoli formavano una “cerchia intima” con Gesù; sono Pietro, Giacomo e suo fratello Giovanni. Chiamati dal Signore al Suo seguito nello stesso momento, sulle rive del lago di Galilea, questi amici sono stati i soli ad accompagnarlo in occasione di tre avvenimenti che hanno segnato la loro vita:

Al capezzale della figlia di Iairo, che Gesù risuscita: “Non permise a nessuno di entrare con Lui all'infuori di Pietro, Giovanni, Giacomo, il padre e la madre della bambina” (Luca 8:51).

Sulla montagna, dove Gesù svela la Sua gloria: “Gesù prese con Sé Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte a pregare” (Luca 9:28).

– Nel giardino di Getsemani, dove il Signore, simbolicamente, riceve dalla mano del Padre il “calice” delle sofferenze, prima della crocifissione: ”Gesù prese con Sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato” (Marco 14:33).

Questi discepoli sono strettamente uniti al loro Maestro e tra di loro, testimoni di molte scene straordinarie della Sua vita. Eppure uno di loro, Giacomo, sarà messo a morte all’inizio del suo servizio (Atti 12:2). Perché così presto? Perché proprio lui? Domande simili ci assillano quando una persona ci lascia in giovane età, quando sembrava essere nel pieno della sua attività. Spesso non troviamo risposte a queste nostre domande, ma diamo fiducia al Signore, Colui che tiene la nostra vita nella Sua mano. Egli ha permesso la morte precoce di Giacomo, però ha accompagnato Pietro e Giovanni durante tutto il loro lungo servizio in favore della Sua Chiesa.

sabato 22 agosto 2026

22 agosto - Cristiani soltanto di nome?

“Il mio popolo infatti ha commesso due mali: ha abbandonato Me, la sorgente d’acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l’acqua”.

Geremia 2:13

 

Gesù stando in piedi esclamò: “Se qualcuno ha sete, venga a Me e beva”.

Giovanni 7:37

 

Cristiani soltanto di nome?

 

Sundar Singh (1889-1929), predicatore indiano dell’Evangelo, scriveva al suo ritorno da un soggiorno in Europa: “Dopo aver visto l’amore di Dio nei credenti occidentali che hanno portato l’Evangelo in India, pensavo di trovarlo largamente diffuso in tutti gli abitanti dei vostri paesi europei. La realtà, invece, è ben diversa; molti sono cristiani solo di nome. Cosa devo pensare? Che il cristianesimo ha fallito? Certamente no, sono i cristiani che non hanno compreso il vero cristianesimo e non seguono l’esempio di Cristo”.

Cent’anni dopo, le cose stanno sempre così. Quante persone confondono il cristianesimo con una “religione” che ognuno è libero di seguire più o meno fedelmente. Ma il vero cristianesimo è un’altra cosa: è vivere Cristo, vivere di Lui, con Lui e per Lui. È Lui che un giorno abbiamo conosciuto, e in quel giorno tutto è cambiato: la nostra esistenza ha trovato un nuovo senso, la nostra vita ha cambiato il suo scopo. Il nostro avvenire si è colmato di speranza perché Lui, Gesù, si è caricato del peso dei nostri peccati. Come ci si può attribuire il nome di cristiani se non si ha relazione con Cristo? Come mettere la “targhetta” cristiana su delle attività profane, economiche, politiche o altro ancora? Il Cristo dei Vangeli è sempre quello che è stato rifiutato dal mondo e crocifisso. Gesù non ha mai preteso di migliorare il mondo; anzi, Egli trae fuori dal mondo coloro che lo ricevono come Salvatore, dà loro una vita nuova, senza che essi abbiano bisogno mettersi altra “targhetta” se non quella dei primi credenti, dei quali è scritto che gli altri  “riconoscevano che erano stati con Gesù” (Atti 4:13).


venerdì 21 agosto 2026

21 agosto - “Siate riconciliati con Dio”

Noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù.

Atti 15:11

 

Vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.

2 Corinzi 5:20

 

“Siate riconciliati con Dio”

 

In ogni tempo, gli uomini hanno cercato di placare la collera dei loro dèi o di guadagnarsi i loro favori compiendo riti o offrendo sacrifici. La Bibbia ci mostra che gli esseri umani non possono riconciliarsi con Dio per mezzo di opere meritorie, ma che Dio stesso ci ha riconciliati con Lui pagandone tutto il prezzo.

Dio ha sempre amato la Sua creatura. Il Suo amore è eterno e immutabile. A causa delle nostre disubbidienze e ribellioni, avrebbe dovuto allontanarci definitivamente dalla Sua presenza; invece, Dio invita tutti gli uomini a trovare la via della pace. Gesù Cristo, perfettamente ubbidiente e sottomesso al Padre, ha voluto prendere su di Sé la nostra condanna. Scrive il profeta Isaia: “Il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto sudi Lui” (Isaia 53:5); Gesù ha “fatto la pace mediante il sangue della Sua croce” (Colossesi 1:20).

Dio ha pagato un prezzo infinito per riconciliarci con Lui: la morte del Suo Figlio. Ben lontano dall’essere un Dio vendicatore, come molti pensano, Egli è un Dio Salvatore, un Dio di perdono e di pace. Questa pace la dà a tutti quelli che credono! Andiamo a Lui con uno spirito di umiliazione e di pentimento.

 “Siate riconciliati con Dio!”, abbiamo letto nel versetto di oggi. Accettate con fede le parole del Signore Gesù: “Vi lascio pace; vi do la mia pace” (Giovanni 14:27), e sarete liberati dall’egoismo e dall’orgoglio, dall’odio e dalla violenza fino al punto di riuscire ad amare i vostri nemici!


giovedì 20 agosto 2026

20 agosto - Dio mi parla

Dio… ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.

Ebrei 1:2

 

“Io non ho parlato in segreto … Io, il SIGNORE, parlo con giustizia, dichiaro le cose che sono giuste”.

Isaia 45:19,21

 

Dio mi parla

 

Alcuni dicono: Dio è lontano nel tempo e nello spazio, come può avere un messaggio per noi? Altri credono in un Dio supremo la cui potenza è all’origine di tutte le cose, e che domina su tutti gli elementi dell’universo; ma che ci abbia parlato è un’altra cosa!

Se crediamo all’esistenza di Dio non dobbiamo dimenticare che la nostra intelligenza non è sufficiente a farcelo conoscere nella Sua natura e nei Suoi caratteri: Dio è spirito, è amore, luce… Per farsi conoscere ha dovuto rivelarsi, e questa rivelazione l’ha lasciata per noi nella Sua Parola: la Bibbia. Gesù ha detto a Dio, Suo Padre: “La Tua Parola è verità” (Giovanni 17:17). Questa rivelazione è la parte essenziale, la base della nostra fede: “La fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla Parola di Cristo” (Romani 10:17). Sì! Dio parla a chi ha il cuore disposto a credere a Lui, e anche lo interroga. Bisogna ascoltarlo quando, per esempio, all’inizio della Bibbia pone queste domande al primo uomo e alla prima donna: a Adamo: “Dove sei?”, a Eva: “Perché hai fatto questo?” (Genesi 3:9,13).

Oggi queste domande mi riguardano. Dio parla a me. Come Adamo gli ho disubbidito e forse mi sto nascondendo pensando di potermi sottrarre al Suo sguardo. Allora mi devo chiedere “dove sono?”.

Dio non è un Dio lontano, anzi, Egli vuole togliere ogni ostacolo che ci separa da Lui e per mezzo della Sua Parola ci insegna come fare. 


mercoledì 19 agosto 2026

19 agosto - “Non amo la vita”

Non privai il cuore di nessuna gioia… ed ecco che tutto era vanità, un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole.

Ecclesiaste 2:10-11

 

(Gesù disse:) “Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che Io gli darò, non avrà mai più sete”.

Giovanni 4:13-14

 

“Non amo la vita”

 

“Ho vissuto tutto. Non molti possono dire la stessa cosa. Posso morire anche subito. Ho vissuto tutto e non amo più la vita; molte volte alla sera mi auguro di non svegliarmi al mattino”.

Questa confessione di un celebre attore deluso dalla vita dimostra che la ricchezza, la gloria e i piaceri non possono soddisfare il cuore umano. La stessa esperienza l’ha fatta molti secoli fa il re Salomone, ed è descritta nella Bibbia per servirci di avvertimento. Se ascoltiamo con attenzione il suo messaggio possiamo evitare di conoscere le stesse delusioni. Egli aveva potuto trarre profitto da tutto ciò che un uomo può sperare di avere sulla terra, e la conclusione a cui è giunto è una delusione: “Vanità delle vanità, tutto è vanità” (Ecclesiaste 1:2).

L’essenziale non sono le cose della terra, perché la vita non termina alla morte del corpo. Salomone lo sapeva bene e conclude il suo libro dicendo: “Temi Dio e osserva i Suoi comandamenti… Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera” (Ecclesiaste 12:15-16). Solo il timore di Dio porta alla vita (Proverbi 19:23). Dio ci invita a trovare in Lui la vera risposta alle nostre aspirazioni. Gesù diceva: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete” (Giovanni 6:35). Non è della fame o della sete del corpo che parlava, ma dei bisogni del nostro essere interiore. A questi bisogni risponde solo Gesù, l’unico che può darci pace, gioia e riposo.

Egli non delude mai chi mette in Lui la propria fiducia.


martedì 18 agosto 2026

18 agosto - Fiducia in Dio e adorazione

“I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori”.

Giovanni 4:23

 

Fiducia in Dio e adorazione

 

È impossibile, nel corso di una vita di fede, che una persona sia in relazione con Dio senza che il suo cuore si apra all’adorazione. Questo spirito di adorazione deve sempre caratterizzare la vera pietà.

Solo la fede dà il vero posto a Dio e gli lascia campo libero perché Dio manifesti Se stesso nella Sua gloria. È per questo che coloro che si affidano a Dio con fede prendono piacere, in ogni occasione, nel comprendere quello che Dio pensa a loro riguardo; e ogni progresso fatto nella conoscenza di Dio fa scaturire nuovi accenti di lode. È così che una fede vivente favorisce uno spirito di adorazione, e uno spirito di adorazione è il mezzo per esprimere le esperienze di una fede vivente. Più noi confidiamo in Dio, più lo conosceremo; e più lo conosceremo, più gli daremo gloria.

Non abbiamo che una pallida idea di quello che perdiamo per la mancanza di una semplice fiducia in Dio. L’incredulità impedisce sempre lo sviluppo della potenza e della bontà divina. “E lì, a causa della loro incredulità, non fece molte opere potenti”, è detto del Signore quando venne nella regione di Nazaret (Matteo 13:58); e questo è vero ogni giorno della nostra vita. Dio non si manifesta se la nostra incredulità ci rende ciechi.

“Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da Lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza… Confida in Lui in ogni tempo” (Salmo 62:5, 6, 8). Ecco la vera pietà (cioè l’essere pii, timorati di Dio) e l’anima che sta su questo terreno di fedeltà sarà sempre caratterizzata da uno spirito di adorazione. La fede conta su Dio, e Dio si rivela sempre alla fede. La risposta della fede è l’ubbidienza e la lode.


lunedì 17 agosto 2026

17 agosto - Il pentimento (o ravvedimento)

La bontà di Dio ti spinge al ravvedimento

Romani 2:4

 

Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Matteo 4:17

 

Il pentimento (o ravvedimento)

 

Oggi la parola “pentimento” è passata di moda, ma secondo il senso letterale indicato in un dizionario, rimane essenziale per la nostra vita. La parola originale potrebbe essere tradotta: “cambiamento di pensiero”. Pentirsi è cambiare radicalmente il vecchio modo di pensare, e voler vedere le cose come Dio le vede. Prima credevo di fare bene ad agire in un certo modo, di fare questa o quella scelta, e avevo le mie idee su Dio e sull’uomo, ma ora mi rendo conto che le mie scelte, i miei atti e i miei pensieri erano in opposizione alla volontà di Dio.

Il pentimento non consiste soltanto nel cambiare pensieri e comportamenti. Mi fa rompere con il passato, è vero, ma deve portarmi a cercare di conoscere Dio, ascoltarlo e fidarmi della Sua Parola. Una delle prime parole dette dal Signore all’inizio del Suo ministero sono state: “Ravvedetevi” (Marco 1:15).

Ma come pentirsi? Come fare a vedere la nostra vita come la vede Dio? Noi rimaniamo sempre delle creature con molti limiti, e il nostro sguardo non sarà mai come quello di Dio; tuttavia, se siamo attenti alla Sua Parola scopriremo che siamo peccatori, ma vedremo anche quanto Dio ci ha amati e con quale cura si è occupato di noi.

L’esperienza del pentimento può essere dolorosa. Prendere coscienza di aver rovinato delle relazioni, di aver fatto del male al prossimo e disonorato Dio ci turba profondamente; ma il pentimento, se è fatto con sincerità e davanti a Lui, ci porta anche la consolazione del Suo perdono, e la gioia di una nuova esperienza perché darà origine a un cambiamento che ci renderà felici. 

domenica 16 agosto 2026

16 agosto - L’acqua della roccia colpita

Allora il SIGNORE disse a Mosè: “… Ecco io starò là davanti a te, sulla roccia che è in Oreb; tu colpirai la roccia: ne scaturirà dell’acqua e il popolo berrà”.

Esodo 17:5-6

 

L’acqua della roccia colpita

 

Gli Israeliti usciti dall’Egitto, dov’erano rimasti schiavi per circa 400 anni, attraversarono il deserto per giungere alla terra promessa. Quando avevano bisogno d’acqua, invece di dare fiducia a Dio che l’avrebbe procurata, mormoravano contro di Lui e si lamentavano. Ma nonostante la loro incredulità, Dio ha sempre fornito l’acqua necessaria. Un giorno indicò a Mosè una roccia e lo incaricò di colpirla con la sua verga; ed ecco che l’acqua sgorgò miracolosamente e dissetò uomini e animali.

L’acqua e la roccia sono dei “tipi”, delle “figure”. Nel Vecchio Testamento un “tipo” è una persona, un luogo, un avvenimento, un oggetto, che illustra una verità che si trova poi sviluppata nel Nuovo Testamento. Così, per esempio, è detto che il popolo d’Israele nel deserto ha bevuto una “bevanda spirituale” proveniente da “una roccia spirituale” (1 Corinzi 10:4). Significa forse che l’acqua e la roccia non erano reali? No! Quella roccia era reale, ma raffigurava il nostro Signore Gesù che sulla croce è stato colpito dal giudizio di Dio a causa delle nostre colpe.

L’acqua della roccia è un’immagine dello Spirito Santo. Il Signore Gesù disse: “Chi crede in me… fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. E l’evangelista precisa: “Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avevano creduto in Lui” (Giovanni 7:38-39). Quella è “l’ acqua viva” che disseta e ristora l’anima inaridita dal peccato, la stessa che Gesù ha promesso alla donna Samaritana al pozzo di Sicar (Giovanni 4:13-14).

La promessa di una nuova vita, sotto la guida dello Spirito Santo, è a disposizione di tutti quelli che accettano il Signore Gesù Cristo, la “roccia colpita” per dare loro la vita eterna.

“Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita”. E’ l’ultimo appello della grazia di Dio, alla fine della Bibbia (Apocalisse 22:17).

sabato 15 agosto 2026

15 agosto - La Bibbia (7)

Siete stati rigenerati…  mediante la parola vivente e permanente di Dio.

1 Pietro 1:23

 

Ma mettete in pratica la Parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi.

Giacomo 1:22

 

La Bibbia (7)

 

La Bibbia non è un libro come gli altri: essa illumina sulle grandi questioni esistenziali, permette di valutare i fatti quotidiani e capirne motivazioni e conseguenze; ma anche rigenera e trasforma la vita di colui che crede (Romani1:16).

Migliaia di persone potrebbero testimoniare del meraviglioso cambiamento che la Bibbia ha prodotto in loro. Migliaia di esperienze vissute provano che la Bibbia resta il solo mezzo che possa cambiare il cuore dell’uomo. Due esempi di fatti realmente accaduti:

– Nel 1999, in India, un missionario e due suoi giovani figli, furono bruciati vivi da estremisti religiosi. Qualche anno dopo, nel 2002, la moglie scriveva: “Sono amareggiata ma non adirata; ho solo un grande desiderio: che tutti gli abitanti dell’India possano trovare una relazione personale con il Signore ed essere salvati”.

– Un bambino, la cui madre era in prigione per la sua fede cristiana, il giorno del compleanno della madre portò un mazzo di fiori al direttore della prigione e gli disse: “Quest’anno non posso dare i fiori a mia madre per il suo compleanno come faccio sempre, perché è rinchiusa nella vostra prigione; allora lo offro alla madre dei suoi figli”.

Ecco la potenza della Bibbia! Non è una rivoluzione che abbatte un tiranno; è una vita nuova che trasforma interiormente coloro che credono in Gesù. Non vale forse la pena conoscere questo straordinario libro? Conoscerlo, ma poi metterlo in pratica nella vita di tutti i giorni. Conoscere la Bibbia ma impedirle di produrre degli effetti in noi, di cambiare la nostra vita, è trascurare ciò che è essenziale, e quindi essere perduti; la Bibbia stessa ci condannerà!

venerdì 14 agosto 2026

14 agosto - Dio Creatore e Salvatore

Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti.

Ebrei 11:3

 

Dio Creatore e Salvatore

 

“Sono cresciuto in una famiglia dichiaratamente atea, dove mi è stato insegnato che la fede religiosa era non soltanto inutile, ma dannosa; come mio padre, un fisico-chimico, sono diventato anch’io un biochimico, e come lui ho rifiutato ogni forma di spiritualità. Oggi, però, sono un credente e sento profondamente il valore della grazia di Dio. Davanti alla potenza redentrice del Signore sono sempre meravigliato.

Quale cammino mi ha portato dalla mia giovinezza di ateo ostinato fino alla mia odierna fede nel Signore? La risposta è semplice: Dio mi ha chiamato, in modo insistente e chiaro, anche se c’è voluta una dozzina di anni perché ascoltassi la Sua voce. Ricordo una prima chiamata, che mi ha colpito, quando ho visto il film “Il vangelo secondo Matteo”; da allora ho iniziato a leggere i Vangeli e a frequentare una chiesa. Era tutto interessante su un piano intellettuale, ma questo non aveva niente a che fare con la fede. Ero spettatore, uno spettatore ben disposto, ma ancora lontano dal Signore. Lo ricevetti per fede dopo qualche tempo e da allora appartengo a Lui e sono felice.” (testimonianza dello scienziato statunitense Sy Garte).

Dio chiama tutti a credere in Lui per ricevere la Sua grazia per mezzo di Gesù Cristo. Si può “ereditare” una religione, ma la fede non è ereditaria! Anche un figlio di genitori credenti ha bisogno di rispondere personalmente alla chiamata della grazia di Dio, come ha fatto l’autore di questa testimonianza.


giovedì 13 agosto 2026

13 agosto - Cosa dirà Dio?

Vado forse cercando il favore degli uomini, o quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.

Galati 1:10

 

Cosa dirà Dio?

 

“Cosa dirà la gente?” Ci poniamo sovente questa domanda perché siamo molto preoccupati dell’opinione che gli altri hanno di noi. Certo, dobbiamo stare attenti a non rattristare o scandalizzare gli altri, ma non è questa la cosa più importante. Ciò che conta è prima di tutto quello che Dio pensa delle nostre azioni e dei motivi che ci fanno agire. Noi siamo creature di Dio e come tali siamo responsabili davanti a Lui di ogni nostro comportamento. Così, invece di chiederci “cosa dirà la gente?”, sarebbe meglio dire “cosa dirà Dio?”

Amico lettore, forse non hai mai guardato le cose sotto questo punto di vista. Ma fa attenzione. Verrà il giorno in cui Dio passerà in rivista tutte le nostre azioni, quelle che non hanno tenuto conto della Sua volontà, e quelle compiute deliberatamente contro la Sua volontà.

Quello che io faccio piace a Dio? Ecco la domanda fondamentale!

La Bibbia è categorica: “Senza fede è impossibile piacergli” (Ebrei 11:6). La fede è prima di tutto accettare il Signore Gesù come personale Salvatore, e questo implica riconoscersi peccatori e credere che il Figlio di Dio ha pagato il prezzo del nostro perdono con la Sua morte sulla croce. Ma la fede è anche credere a tutto quello che è scritto nella Bibbia e conformare la propria vita ai suoi insegnamenti.

Andiamo all’essenziale, cerchiamo prima di tutto di piacere a Dio accettando la salvezza che ci è offerta. E impegniamoci a camminare “in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona” (Colossesi 1:10).


mercoledì 12 agosto 2026

12 agosto - “È arrivato. Ecco la prova!”

“Ma quando sarà venuto il Consolatore che Io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, Egli testimonierà di Me”.

Giovanni 15:26

 

“È arrivato. Ecco la prova!”

 

Lo zio Pietro parte per tornare a casa propria, e salutando la sua piccola nipote Carolina, le fa questa promessa: “A casa mia ho un regalo per te, appena arrivo te lo manderò”. Dopo qualche giorno arriva il regalo promesso e alla sera, quando uno della famiglia le chiede “Hai notizie dello zio Pietro?”, lei risponde prontamente: “Sì, è arrivato adesso” e mostra il regalo ricevuto.

Questo aneddoto ci illustra un fatto importante. Prima di lasciare i Suoi discepoli, Gesù ha fatto una promessa, quella di mandare loro “da parte del Padre” lo Spirito Santo. Ha mantenuto la promessa? Certo! Lo Spirito Santo è stato mandato sull’insieme dei credenti riuniti il giorno della Pentecoste e gli effetti della Sua presenza sono stati evidenti per tutti (leggere Atti 2).

Anche oggi lo Spirito Santo abita in ognuno di quelli che hanno creduto (Efesini 1:13; 1 Corinzi 6:19). Non è visibile, ma gli effetti della Sua presenza sono reali:

– È Lui che “attesta insieme al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Romani 8:16).

– Il Suo frutto è visibile nei credenti: “amore, gioia, pace …” (Galati 5:22).

– I cristiani sono “una lettera di Cristo… scritta… con lo Spirito del Dio vivente” (2 Corinzi 3:3).

– Dunque, se lo Spirito Santo è sulla terra, il Signore Gesù, risuscitato, è certamente nel cielo,  presso al Padre. Questa è la prova che la questione dei peccati dei credenti, che Egli ha portato sulla croce (1 Pietro 2:24), è stata definitivamente regolata.

L’opera del Signore Gesù è quindi perfetta e il credente può vivere in pace.


martedì 11 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (14/15)

Seduzione: come affrontarla

Ma qual è il significato di fortezze?

Sappiamo dalla storia, anche biblica, che una fortezza era una costruzione provveduta di difese armate e che doveva servire come luogo di protezione e rifugio, oppure di difesa.

Nel Vecchio Testamento si racconta che Davide, inseguito dal re Saul, si nascose nelle fortezze desertiche della regione di Zif (1Sa 24).

Dalla storia sappiamo che si trattava di strutture naturali, solitamente caverne, poste in cima alle montagne, in zone impervie e quindi molto difficili da espugnare.

Più tardi le fortezze vennero costruite fortificando grandi edifici (più avanti ancora i castelli) con delle possenti mura contornate di fossati, che creavano generalmente al loro interno tre livelli di sicurezza. C’era una parte esterna in cui tutti potevano accedere.

Per passare dalla zona esterna alla prima zona interna pubblica solitamente si doveva attraversare un ponte sopra un fossato, un fiume o divisori creati ad arte.

Tra la prima parte e la seconda c’erano ancora mura, ed infine vi era la parte interna, la più privata, destinata alla vita del padrone, o del nobile proprietario, e che era strettamente difesa e quasi impossibile da espugnare, con protezioni non solo umane ma anche porte ferrate e sbarre.

Credo che Paolo avesse questo in mente quando parlava di fortezze. Possiamo applicare questa immagine alle fortezze di cui vorrei parlare e che sono quegli ambiti che possono essere occupati o dal Signore o dall’avversario.

Qualcuno può pensare che un credente non può essere influenzato da Satana, o da un demone, proprio perché è un credente, ma proprio questa è una grande seduzione di Satana.

La seduzione crea un collegamento tra gli elementi del mondo e la nostra mente attraverso la concupiscenza e la tentazione, secondo una bella indicazione del libro di M. Distort (“Le seduzioni dell’Anticristo”).

Uno di questi collegamenti, ad esempio, è costituito dalla pubblicità, che ci spinge a volere a tutti i costi qualcosa, lavorando sulla nostra mente per farci concupire quella cosa.

Crea il collegamento tra il mondo esterno, non sempre reale o realistico, e la nostra mente!

Ebbene un demone, o Satana, non può certo possedere un credente in senso eterno, ma lo può influenzare in senso negativo usando la sua mente, oppure interferendo nei suoi processi mentali, e anche contaminando la sua vita, come ci ricordano le esperienze di vita di Pietro e di Giosafat oppure anche di altre relative a uomini di Dio, raccontate nella Parola e che sono utili al riguardo!

(segue)


11 agosto - Errore grammaticale?

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». Poi disse: «Dirai così ai figli d'Israele: "l'IO SONO mi ha mandato da voi".

Esodo 3:14

 

Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono».

Giovanni 8:58

 

Errore grammaticale?

 

Il primo versetto citato oggi è sorprendente. In italiano corretto si dovrebbe dire: “Io sono Colui che è” ed è così che alcuni traduttori della Bibbia hanno tradotto il testo originale; molti altri, però, hanno preferito, anche a costo di un apparente errore grammaticale, conservare con precisione il pensiero espresso nella lingua ebraica. Dio, infatti, si rivela col nome “IO SONO”, vale a dire che esiste nel passato, nel presente e nel futuro, al di fuori di ogni nozione del tempo. Questo è inconcepibile per degli esseri limitati quali noi siamo, e la mente umana vi si perde. Tuttavia Dio non ha voluto rimanere inaccessibile, e il seguito del versetto ce lo mostra. “l’IO SONO mi ha mandato da voi”, deve dire Mosè quando più tardi sarà incaricato di trasmettere la legge divina al suo popolo.

Ma l’uomo non ha potuto osservare questa legge; allora Dio ha mandato un altro intermediario: “La legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17). Anche Gesù, quando si presenta, non dice “prima che Abraamo fosse, io ero”, ma usa il presente dicendo “Io sono”. Quest’espressione è anch’essa una conferma che Gesù è Dio, Dio Figlio, Dio “manifestato in carne” (1 Timoteo 3:16).

E’ così che Dio ha voluto rivelarsi alla Sua creatura; “Colui che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno” (Romani 9:5) è vissuto sulla terra come un uomo per rendersi visibile, comprensibile, accessibile… Questo è meraviglioso! Il credente riceve con gioia questo grande Salvatore, e adora Dio che lo ha mandato fra noi e che, per mezzo di Lui, ci ha fatto conoscere il Suo amore.

lunedì 10 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (13/15)

Liberarci dai legami della vecchia vita

 

Nella mia breve esperienza ho imparato che, se vogliamo permettere al Signore di costruire “qualcosa di nuovo” in noi, dobbiamo lasciargli prima abbattere quelle fortezze che ci tengono legati alla vecchia vita naturale e carnale.

Abbattere queste fortezze vuol dire demolire schemi mentali, sopprimere certe idee e pregiudizi radicati in noi, abbandonare cioè le “cose vecchie” affinché la presenza di Cristo e la sua vita possa realmente manifestarsi in noi, giorno dopo giorno. Personalmente sono convinto che dalla conversione in avanti dobbiamo raccogliere le indicazioni della Parola che troviamo in Filippesi 1:8 e 9 e farla diventare una splendida realtà dentro le nostre vite.

Ecco cosa dice la Parola:

“Che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, affinché discerniate le cose eccellenti (migliori) e possiate essere puri e senza macchia per il giorno di Cristo., ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, alla gloria e lode di Dio”.

 Ci può aiutare a capire quanto stiamo dicendo leggendo un brano che viene a volte sottovalutato, ma che ritengo importante per la sua precisione e fondamentale per questo studio che troviamo nella 2Corinzi 10:3-5 

“In realtà sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo al carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo”.

Prima di addentrarci in qualsiasi considerazione notiamo alcune cose in questo versetto:

* noi viviamo nella carne, ma il nostro combattimento non è secondo la carne;

* combattiamo una guerra con armi che vengono da Dio (non sono le nostre);

* Dio ci dà delle armi, ma ovviamente le armi si possono usare, ma si possono anche non usare;

* queste armi hanno una potenza da Dio che serve a distruggere le fortezze, (e cosa siano le fortezze lo esamineremo tra breve);

* ci sono ragionamenti nella nostra mente che vanno demoliti, quali essi siano lo comprenderemo dopo;

* ci sono altre cose che si elevano contro Dio e che hanno a che fare con il pensiero o la mente;

* tutto deve essere reso ubbidiente a Cristo;

 

Deve essere chiaro in modo assoluto che in noi coesistono cose vecchie e cose nuove, costruzioni mentali vecchie e nuove, schemi mentali vecchi e nuovi, anche dopo la conversione.

Tutto ciò che non è quotidianamente illuminato dalla Parola di Dio appartiene ancora alle tenebre e non ha niente a che vedere con la nostra nuova vita. Ovviamente Satana sa bene queste cose e farà il possibile, come detto, per tenerci appiccicato addosso tutto quello che fa parte del nostro vecchio uomo.

Ma dobbiamo anche dire onestamente che se vogliamo essere parte piena del progetto di Dio dobbiamo essere pronti a partecipare alla demolizione di quei baluardi o fortezze che Satana può e vuole usare per:

* ingabbiarci, o per:

* tenerci paralizzati, o

* semplicemente per impedirci di godere la vera LUCE.

10 agosto - Apollo 15

«Tu, Signore, nel principio hai fondato la terra e i cieli sono opera delle Tue mani. Essi periranno, ma Tu rimani… Tu rimani lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine».

Ebrei 1: 10, 11, 12

 

Apollo 15

 

Quando raccontava il suo atterraggio sulla luna con il volo dell’Apollo 15 (1971), l’astronauta J. Irwin aveva l’abitudine di concludere con queste parole: “Il fatto che il Signore Gesù Cristo abbia camminato sulla terra è immensamente più importante del fatto che un uomo abbia camminato sulla luna!”. L’avvenimento, che a quell’epoca molti hanno salutato come il massimo successo della tecnologia e della scienza, ha dunque, agli occhi di uno dei suoi attori principali, meno valore della venuta sulla terra del Figlio di Dio. E’ quindi il caso di riflettere seriamente sulle motivazioni e sulle conseguenze di questi due avvenimenti.

Nel primo, l’uomo ha mostrato, oltre al desiderio naturale e legittimo di conoscere il mondo che lo circonda, un’ambizione insaziabile che lo spinge ad elevarsi al di sopra di tutto e di tutti.

Nel secondo, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, si è abbassato prendendo  un corpo simile al nostro per compiere i piani di Dio, in una perfetta ubbidienza al Padre Suo, la cui espressione suprema è la Sua morte sulla croce (Filippesi 2:6-8). L’avvenimento della Sua nascita è passato inosservato a tutti, salvo che ad alcuni pastori avvertiti dagli angeli…

Quali sono i risultati di questi due avvenimenti? Il fatto che l’uomo abbia camminato sulla luna non ha cambiato granché le cose, né per voi né per me; ma il fatto che Cristo sia venuto sulla terra, che sia morto su una croce e poi risuscitato, ha cambiato la sorte eterna di un’infinità di persone, cioè di tutti coloro che credono in Lui!

Fra non molto, secondo la Sua promessa, con uno spiegamento incredibile di potenza, tutti i veri credenti saranno presi e portati dal Signore stesso non su un satellite, ma dove Dio abita, nella Sua dimora celeste, per vivere con Lui per sempre! 

domenica 9 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (12/15)

Satana opera in due modi

 

Come si sviluppa l’opera di Satana nel contrastare l’opera del nostro Signore rivolta alla salvezza degli uomini? Molti forse la ignorano o non la comprendono esattamente, ma vediamo con l’aiuto di una esemplificazione come ciò avviene.

Satana agisce nei confronti delle sue “prede” in due modi:

1. In modo diretto, attraverso quelle influenze e/o le possessioni demoniache che permettono alle forze del male di arrivare a controllare completamente un essere umano, facendogli compiere le cose più abominevoli, proprio perché queste forze hanno la capacità di eliminare tutti i freni inibitori. Satana e i suoi angeli decaduti desiderano compiere il male sia nella persona interessata, sia verso gli altri che la circondano.

2. In modo indiretto: l’obiettivo di Satana è sempre quello di impedire che:

* Le persone possano ascoltare il puro Evangelo, e farà di tutto perché questo avvenga, e ha a disposizione secoli d’esperienza!

* E se queste persone lo ascoltano egli farà in modo che non arrivino a comprenderlo e gustarlo, anche questo è ovvio!

* E se anche lo ascoltano e arrivano a capire il messaggio, egli opererà affinché le sue vittime non ne realizzino l’importanza per la loro vita e la loro salvezza, mettendo nei loro cuori (menti) tutto ciò che è possibile, ad esempio scuse (“Non posso impegnarmi così... certe richieste sono impossibili da rispettare, etc...”) o adducendo impedimenti personali o spirituali. A Satana basta e avanza un homo religiosus (ce ne sono miliardi nel mondo)!

* E se vivono il messaggio dell’Evangelo e lo realizzano nella loro vita, egli impedirà loro con ogni mezzo di crescere e svilupparsi, attraverso prove, dolori, sofferenze o persecuzioni etc... Infatti un vero credente è probabilmente un uomo di sofferenza, esattamente come il suo Maestro!

Capiamo allora perché le persone del passo di Giovanni 2 non avevano capito. La Parola non era scesa nel profondo del cuore. Satana permette agli uomini di avere una religione, forse anche cristiana, ma solo “NOMINALE”. Poi si preoccuperà e lavorerà al suo meglio affinché tante aree della nostra vita non siano interessate dal cambiamento e dalla trasformazione progettata e richiesta dal Signore per noi.

Nella scala che abbiamo appena visto dove ci troviamo noi? Abbiamo ricevuto l’Evangelo?

Lo ascoltiamo? Lo abbiamo fatto nostro? Lo viviamo? La Parola del Signore ci sta trasformando?

Cosa vuol dire “cambiamento” per me?

A quale profondità lascio arrivare il Signore nell’operare la trasformazione che Lui desidera operare?

Quali ostacoli gli sto mettendo davanti?


(segue)

09 agosto - La Bibbia (6)

La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore…  se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.

Romani 10:8-9

 

La Bibbia (6)

 

I libri della Bibbia nel loro insieme sono un messaggio vero, solenne e meraviglioso; la loro grandezza si percepisce in ogni pagina. Ma non basta che io ammetta il suo valore universale, devo riconoscere che le sue parole mi riguardano personalmente. Il suo messaggio non mi deluderà mai e non mi fa paura. Mi dice che l’uomo è colpevole e perduto, lontano da Dio, e che presto o tardi dovrà rendere conto a Lui di come ha gestito la  sua vita sulla terra, delle sue azioni e dei suoi pensieri. Ma non si ferma qui. Dio, che è sovrano e non deve rendere conto a nessuno, ama la Sua creatura e vuole la sua felicità!

Dio è talmente grande che non può aspettarsi niente dall’uomo; e l’uomo è talmente piccolo che non può arrivare a Dio con i propri sforzi.

Dio è santo e non può sopportare il peccato; ma l’uomo è talmente legato al male che non può fare niente per salvare se stesso. Allora Dio ha fatto tutto per salvare la Sua creatura perduta, arrivando fino a sacrificare il proprio Figlio. Salvare l’uomo, significa riconciliarlo con Sé non solo per il “dopo la morte”, ma fin da ora affinché possa afferrare il vero senso della sua vita e viverla con la Sua forza. Ognuno di noi deve dunque decidere:

– se credere a Dio e al Suo Figlio quale mezzo di salvezza; accogliere il Suo amore e accettare la Sua volontà e vivere da quel momento una vita che valga la pena di essere vissuta;

     – se non credere, o credere solo per apparenza e rimanere senza certezze e senza pace, e perduto per sempre.

sabato 8 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (11/15)

LE NOSTRE FORTEZZE

 

Iniziamo questa terza parte delle nostre meditazioni con una considerazione importante, e cioè che molti credenti vivono nella consapevolezza sbagliata che la salvezza sia un punto di arrivo della loro vita spirituale. Sembrerebbe assurdo pensarlo solamente, ma la realtà che ci circonda e, forse la nostra vita stessa, può dimostrare qualcosa di diverso.

È vero invece che, nel piano di Dio per tutti noi suoi figli, il momento della salvezza è il punto iniziale del progetto da lui stabilito affinché noi possiamo, passo dopo passo e giorno dopo giorno, conformarci all’immagine di Cristo, sia nel carattere sia nella nostra mente o nel cuore, senza nessuna interruzione lungo il cammino della nostra vita terrena. Questo principio è un punto capitale per il nostro percorso di crescita.

Siamo pronti a lasciarci trasformare dal Signore? Siamo disponibili a lasciargli compiere questo lavoro in noi?

Se non lo siamo mi permetto di dire che come credenti abbiamo un serio problema.

Il passo di Paolo ai Romani cap.12 che dice “siate trasformati nella vostra mente” non è un consiglio, ma un imperativo. Satana ci lascerà credere alla Parola di Dio, ma come già detto egli farà in modo che non ci sia in noi una reale adesione alle richieste ed alle indicazioni contenute nella Parola di Dio od una reale ubbidienza ai suoi comandamenti.

D’altronde era già stato così ai tempi del Signore stesso, ricordiamo tutti cosa è detto in Giovanni 2:23-25 quando viene affermato:

“Ora, mentre egli si trovava in Gerusalemme alla festa della Pasqua, molti credettero nel suo nome vedendo i segni che faceva. Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti, e perché non aveva bisogno che alcuno testimoniasse dell’uomo, perché egli conosceva ciò che vi era nell’uomo”. Queste persone avevano ascoltato e creduto al Signore, ma solo superficialmente.


(segue)

08 agosto - Una parola in via di estinzione

Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.

1 Giovanni 1:8-9

 

Una parola in via di estinzione

 

In una delle sue opere, lo psicanalista Karl Menninger scrive: “Una volta, la parola peccato era piena di significato; era un termine forte, minaccioso e grave. Ma oggi è quasi scomparsa, com’è scomparso il suo significato. Perché? Non c’è più nessuno che pecchi?”

Questa domanda ci riguarda tutti, credenti e increduli.

– Credere in Gesù per essere salvato significa anzitutto riconoscere i propri peccati e la certezza che “Cristo morì per i nostri peccati” (1 Corinzi 15:3). Allora questo vuol dire che io non pecco più?

Io sono un credente e so che non devo peccare. Nello stesso tempo, però, se leggo la Parola del Signore e vivo in comunione con Lui, scopro in fondo al mio cuore dei piccoli rancori, delle gelosie segrete o degli eccessi di orgoglio, dei pensieri che non dovrei avere… Io sono un peccatore perdonato, ma non sono capace di non peccare mai. Io so, però, che Dio non mi abbandona e apre i miei occhi sugli errori che non vedo o che vedo ma a volte tollero… Dio vuole che confessiamo a Lui i nostri peccati e che li abbandoniamo, per cambiarci dove ne abbiamo bisogno e farci assomigliare sempre più al modello perfetto: Gesù Cristo.

– E se voi, lettori, non credete in Gesù?  Egli non vi accusa, ma vi vuole salvare. Parlategli di tutto ciò che vi pesa nella vostra vita, delle angosce che vi opprimono. Soltanto Lui può cancellare i vostri peccati e aiutarvi a rimediare ai vostri errori.

venerdì 7 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (10/15)

Ancora salvati, ma paralizzati!

 

Abbiamo detto che Dio parlò tre volte a Giosafat. Le prime due le abbiamo viste, ora ce ne manca una terza. Giosafat alla fine della sua carriera cadde ancora, perché Satana sfruttò un ambito non “illuminato” della vita di Giosafat stesso per tenerlo in pugno. Infatti è detto (2Cr 20: 35 a 37) che “Giosafat si alleò con Achazia, re di Israele, che agiva empiamente, egli si alleò a lui per andare a Tarsis”.

Cosa voleva raggiungere il nostro eroe? Cosa gli mancava? Era re, ed era ricco, era stato salvato dal Signore, aveva ottenuto benedizioni e grazia, poi perdono e grazia nuovamente. Cosa poteva desiderare di più? Piuttosto dobbiamo chiederci cosa stava trascurando? Trascurava la presenza e l’alleanza di Dio.

Se Dio non ci basta, se non andiamo a lui per le nostre esigenze o necessità, se non abbiamo fede in lui cosa succede? Se non diamo fede a Dio a chi la diamo? Satana stende un’altra trappola. Usa stavolta l’insoddisfazione e la concupiscenza.

Quante vite spirituali paralizzate o distrutte dalla insoddisfazione, oppure vite bloccate dalla concupiscenza! Qui troviamo Eliezer il terzo profeta che parla da parte del Signore a Giosafat, e cosa gli dice? “Poiché tu ti sei alleato con Achaziah, l’Eterno ha distrutto le tue opere ed esse saranno disperse!”.

Tre profeti, tre messaggi, tre momenti della vita di Giosafat che spiritualmente parlando ce lo fanno vedere sempre più in basso!

* Il primo messaggio: “Non andare, torna indietro!”

* Il secondo: “L’ira di Dio è su te, ma c’è ancora speranza! Ravvediti!”.

* Infine il terzo messaggio “È finita, le tue opere saranno disperse!”.

Vedete cosa può fare Satana anche in un grande uomo di Dio, se egli non veglia quotidianamente sulla propria vita? Satana stende le sue trappole ovunque e usa le sue armi per mandare al tappeto chiunque, perché il suo obiettivo è sempre quello di interrompere la nostra comunione col Signore.

Dio ci ama e vuole che noi usiamo la sua luce per evitare le trappole del nemico, proprio perché conosce quanto siamo deboli e fragili. I consigli della Parola e degli uomini di Dio, che spesso egli stesso usa, servono a tenerci lontano dal male.

Ma li ascoltiamo questi preziosi consiglieri? Riflettiamo su quello che siamo, o su quello che ci sta accadendo in alcuni momenti? Oppure andiamo avanti per la nostra strada, finché Dio non farà scatenare la sua ira su noi, ma spesso anche in queste situazioni dandoci ancora la speranza di un ravvedimento e di un ripristino della nostra vecchia posizione?

Detto questo, però, non va trascurato che se noi ci ostiniamo a continuare a seguire il nemico, a non ascoltare la voce del nostro Signore che ci chiama, dobbiamo sapere per certo che il Signore ci lascerà lì. Certo la salvezza non è persa, grazie a Dio questa non ce la toglie nessuno, ma la comunione col Padre e con la sua Chiesa verranno a mancare, anche la gioia del servizio cesserà e Dio non potrà usarci. Saremo spettatori inermi e inutili nel grande stadio della vita paralizzati da colui che non ci ama, da colui che vuole tenerci nelle tenebre, da colui che vuole la nostra morte, da colui che odia Dio e la sua chiesa e la sua opera.

Ringraziamo il Signore Dio per la sua bontà, per la sua misericordia nel parlarci ancora attraverso la sua Parola, illuminando la nostra mente. Che il Signore possa farci dire come il Salmista: “Tu infatti sei colui che fa risplendere la mia lampada; L’Eterno, il mio Dio, illumina le mie tenebre” (Sl 18.28).

Ne abbiamo bisogno ogni giorno!


(segue)