Conclusione
Percorrendo l’insegnamento del Nuovo Testamento su questo
meraviglioso soggetto, abbiamo potuto constatare che Colui che conosciamo come
nostro Padre rimane sempre Dio, con tutti i Suoi attributi e tutti i Suoi
caratteri divini; perciò, tutto quello che è vero del nostro Dio è vero del
nostro Padre e bisogna evitare di separare quello che ci è insegnato nei passi
in cui è chiamato Padre da quello che ci è insegnato nei passi in cui è
chiamato Dio. Per esempio: noi adoriamo il Padre, ma allo stesso tempo adoriamo
Dio (1 Giovanni 4:23-24); siamo chiamati ad imitare il Padre (Matteo 5:48; Luca
6:36) ma anche ad imitare Dio (Efesini 5:1); i nostri cuori sono riscaldati
dall’amore del Padre (1 Giovanni 3:1), che è anche l’amore di Dio (1 Giovanni
2:5; 3:17; …).
Tutto quello che è stata la parte dei credenti dell’Antico
Testamento, nella loro relazione con Dio, è anche la parte dei cristiani. Noi
non parliamo di quello che era caratteristico della dispensazione della legge,
ma della bontà di Dio, delle Sue cure, della Sua disciplina, delle Sue
promesse, in una parola: di tutto quello a cui la fede si attaccava. Tutto
questo è ancora vero per noi e ad un grado più elevato ancora, perché Dio è
nostro Padre e il “Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo” al quale siamo
legati indissolubilmente.
I credenti dell’Antico Testamento, come Giobbe o Geremia,
avevano imparato a ricevere tutto da parte dell’Altissimo, il male come il bene
(Giobbe 2:10; Lamentazioni 3:38). Noi abbiamo ancora più ragioni di farlo
perché Colui che ci dispensa tutto quello che ritiene necessario è, allo stesso
tempo, un Padre pieno di compassione verso i Suoi figli. Che privilegio sapere
che il “Dio eterno”, “l’Onnipotente”, “unico in saggezza”, il Dio che conosce
la fine di ogni cosa prima che sia avvenuta (Isaia 46:10) … è nostro Padre!
DiamoGli fiducia, stringiamoci a Lui, abbiamo a cuore di
onorarLo, nell’attesa di essere introdotti per sempre in casa Sua: la casa del
Padre, là dove Gesù ci ha preparato un luogo (Giovanni 14:2-3).
Non perdiamo di vista che lo scopo di Dio è di renderci
“conformi all’immagine del Figlio suo” (Romani 8:29). Per questo opera in noi
per mezzo dello Spirito e, spesso, per mezzo delle prove. Ben presto il
risultato sarà visto nella gloria: la bellezza del Figlio unigenito brillerà in
ciascuno dei Suoi riscattati, in quelli che ha chiamato Suoi fratelli, i figli
del Padre Suo.