Seguici anche su Facebook!

Seguici anche su Facebook! Unisciti al Gruppo cliccando su:
https://www.facebook.com/groups/287768858057968/

lunedì 5 gennaio 2026

Conoscere Dio come Padre (8/8)

Conclusione

Percorrendo l’insegnamento del Nuovo Testamento su questo meraviglioso soggetto, abbiamo potuto constatare che Colui che conosciamo come nostro Padre rimane sempre Dio, con tutti i Suoi attributi e tutti i Suoi caratteri divini; perciò, tutto quello che è vero del nostro Dio è vero del nostro Padre e bisogna evitare di separare quello che ci è insegnato nei passi in cui è chiamato Padre da quello che ci è insegnato nei passi in cui è chiamato Dio. Per esempio: noi adoriamo il Padre, ma allo stesso tempo adoriamo Dio (1 Giovanni 4:23-24); siamo chiamati ad imitare il Padre (Matteo 5:48; Luca 6:36) ma anche ad imitare Dio (Efesini 5:1); i nostri cuori sono riscaldati dall’amore del Padre (1 Giovanni 3:1), che è anche l’amore di Dio (1 Giovanni 2:5; 3:17; …).

 

Tutto quello che è stata la parte dei credenti dell’Antico Testamento, nella loro relazione con Dio, è anche la parte dei cristiani. Noi non parliamo di quello che era caratteristico della dispensazione della legge, ma della bontà di Dio, delle Sue cure, della Sua disciplina, delle Sue promesse, in una parola: di tutto quello a cui la fede si attaccava. Tutto questo è ancora vero per noi e ad un grado più elevato ancora, perché Dio è nostro Padre e il “Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo” al quale siamo legati indissolubilmente.

 

I credenti dell’Antico Testamento, come Giobbe o Geremia, avevano imparato a ricevere tutto da parte dell’Altissimo, il male come il bene (Giobbe 2:10; Lamentazioni 3:38). Noi abbiamo ancora più ragioni di farlo perché Colui che ci dispensa tutto quello che ritiene necessario è, allo stesso tempo, un Padre pieno di compassione verso i Suoi figli. Che privilegio sapere che il “Dio eterno”, “l’Onnipotente”, “unico in saggezza”, il Dio che conosce la fine di ogni cosa prima che sia avvenuta (Isaia 46:10) … è nostro Padre!

 

DiamoGli fiducia, stringiamoci a Lui, abbiamo a cuore di onorarLo, nell’attesa di essere introdotti per sempre in casa Sua: la casa del Padre, là dove Gesù ci ha preparato un luogo (Giovanni 14:2-3).

 

Non perdiamo di vista che lo scopo di Dio è di renderci “conformi all’immagine del Figlio suo” (Romani 8:29). Per questo opera in noi per mezzo dello Spirito e, spesso, per mezzo delle prove. Ben presto il risultato sarà visto nella gloria: la bellezza del Figlio unigenito brillerà in ciascuno dei Suoi riscattati, in quelli che ha chiamato Suoi fratelli, i figli del Padre Suo.