v. 5 — Io sono nera ma sono bella, o figliuole di Gerusalemme, come le tende di Chedar,
Quelli che sono amati dal Re non sono delle persone
apprezzabili per le loro virtù, i loro meriti, le loro buone opere. No; sono
dei miserabili che, consci della loro indegnità, gridano: «Io sono come le
tende di Chedar». Chedar, figlio di Ismaele, era uno dei dodici principi
menzionati in Genesi 25:13-15. Lui ed il popolo nato da lui sono i principali
destinatari dell’oracolo dell’Eterno contro l’Arabia (i discendenti di
Ismaele), in Isaia 21:13-17. È citato molte volte nella Scrittura e sembra
fosse il più importante dei suoi fratelli, sebbene non il primogenito. Chedar
era uomo forte, energico, tiratore d’arco come suo padre; con il suo commercio
ebbe ricchezze e gloria (Ezech. 27:21, Ger. 49:28). Il popolo di Chedar viveva
in tende nel deserto ed il salmista diceva: «Misero me che soggiorno in Mesec e
dimoro fra le tende di Chedar».
Un giudizio speciale su queste tende è stato pronunciato dal
profeta Geremia (49:29). Esse sono l’immagine del mondo nel quale viviamo.
Coloro che sono amati dal Re hanno coscienza della propria indegnità; sono per
natura figli d’ira come gli altri, ma per la meravigliosa grazia del Re sono
diventati il riflesso di ciò che egli era per Dio. Per questo il Re è chiamato
loro Amico. Nessun Re sarà amato dal suo popolo come il Re di gloria.
v. 5 — come i padiglioni di Salomone.
Le tende del re Salomone saranno state molto belle e ci fanno pensare alla più bella di tutte, cioè la tenda che separava il luogo santo dal luogo santissimo nel tempio che Salomone aveva costruito; essa era un’immagine di Cristo nella sua perfetta umanità (Ebrei 10:20) e si strappò al momento della sua morte in croce. È in Lui e in virtù della sua morte che i suoi sono stati resi graditi a Dio, amati come Lui stesso e amati a motivo di Lui. Essi erano neri come le tende di Chedar, ma sono stati lavati nel sangue dell’Agnello e sono diventati più bianchi che neve.