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mercoledì 4 marzo 2026

Cantico dei Cantici(5/18)

 

v. 4 — Attirami a te! Noi ti correremo dietro!

Abbiamo già visto il bacio dell’Amico che porta la pace, il profumo del Suo nome che rallegra il cuore. È verso

lui che corre il fedele. Non ha Egli detto ad ognuno dei suoi: «Seguimi»? È Lui che attira con legami d’amore. L’apostolo Paolo, dimenticando le cose che gli stavano dietro, si protendeva verso quelle che gli stavano davanti. Egli correva diritto verso la meta che è Cristo nella gloria! Quando era sulla via per Damasco, questa gloria di Dio aveva brillato attorno a lui e, da quel giorno memorabile, uno solo fu il suo obiettivo e ad esso rivolse tutti i suoi sforzi: Cristo glorificato. Quando un fedele corre in tale maniera, trascina inevitabilmente dietro a sé i suoi compagni; non è detto: « Attirami a te e io ti correrò dietro», ma «Attirami a te, noi ti correremo dietro». Chi corre stimola coloro che lo attorniano e tutti insieme, come attratti da una potente calamita, tendono verso una stessa meta, la Persona amata.

v. 4 — Il re m’ha condotta nei suoi appartamenti;

Quando corriamo, necessariamente avanziamo verso un punto previsto. Per il fedele è un luogo glorioso: il Re m’ha condotta nei suoi appartamenti. Non si tratta ancora della «casa del Padre» che troviamo nel Nuovo Testamento (Giov. 14) e che poteva essere rivelata soltanto dal Figlio.

Isacco introdusse Rebecca nella tenda di Sara sua madre; il Re introdurrà la sposa Giudea nelle camere del palazzo; il Figlio introdurrà la famiglia di Dio nella casa del Padre! Che gioia per i fedeli del suo popolo, quando Dio li condurrà nel suo palazzo dove ogni cosa dice « Gloria! ». Allora vedranno il Re nella sua bellezza, come dice il profeta Isaia (33:17). Ma prima di queste cose, la Chiesa sarà stata raccolta nelle dimore celesti. Egli stesso disse: «Padre, io voglio che dove sono io, siano meco anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu m’hai data, poiché tu mi hai amato avanti la fondazione del mondo » (Giov. 17:24). E ciò può aver luogo da un istante all’altro perché «il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore » (1 Tess. 4:16-17). Questa speranza ha il potere di rianimare le affezioni dei suoi, ed anche risvegliare un profondo timore in coloro che sono senza speranza e che saranno lasciati dietro la «porta chiusa». Avranno un bel gridare: «Signore, aprici»; sarà troppo tardi.

v. 4 — noi gioiremo, ci rallegreremo a motivo di te;

Chi farà la nostra felicità eterna quando arriveremo alla meta? Sarà colui che avrà fatto la nostra felicità qui sulla terra, che avrà rallegrato i nostri cuori durante il cammino; Lui, e nessun altro: «Noi gioieremo, ci rallegreremo a motivo di te». Lo aveva ben compreso il salmista quando diceva: «Chi ho io in cielo fuori di Te? e sulla terra non desidero che Te» (Salmo 73:25).

v. 4 — noi celebreremo le tue carezze più del vino!

Quando il Re tanto amato avrà raccolto presso di sé i fedeli del suo popolo Israele, questi gioiranno con Lui di

tutta la sua gloria, della sua bellezza e del suo amore. Amore di cui avranno davanti agli occhi una testimonianza palese, perché gli diranno : «Cosa sono quelle ferite che hai nelle mani? » (Zacc. 13:5). Essi si ricorderanno così di questo immenso amore che lo spinse a darsi in sacrificio presso Gerusalemme, città di cui è il gran re. Noi faremo lo stesso: nel cielo e per l’eternità ci ricorderemo di quel grande amore che è stato manifestato con la discesa sulla terra del Figlio diletto, amore del quale possiamo ora godere sebbene in maniera imperfetta. Ma nel cielo, nella pienezza, sarà per noi come un oceano di cui non conosceremo mai le sponde né la profondità. Un tale ricordo alimenterà eternamente la lode dei riscattati!

v. 4 — A ragione sei amato!

Nel cielo gli affetti non saranno più parziali, ma avranno un solo ed unico oggetto, Lui, l’Amico; tutti gli occhi saranno fissi su Lui, tutti i cuori palpiteranno all’unisono per Lui, tutte le bocche saranno aperte per dargli gloria. Beati, in quel giorno, coloro che si saranno ricordati di Lui e che avranno sospirato per Lui durante la sua assenza!

Questi quattro primi versetti formano dunque un tutt’uno e tracciano, a grandi linee, il soggetto che ci occuperà in questo libro: l’amore del Messia, dalla sua prima manifestazione a un cuore fino al momento in cui, nell’eternità, questo cuore ne potrà godere in modo completo, senza distrazioni e senza impedimenti.


(segue)