v. 3 — I tuoi profumi hanno un odore soave; il tuo nome è un profumo che si spande;
Conoscere l’amore dell’Amico è una cosa, altra cosa è
conoscere Lui che ne è la piena manifestazione. Lo Spirito Santo, divino
consolatore, inviato dal Signore stesso, ha il compito di farcelo conoscere.
Questo libro, dall’inizio alla fine, ci dice quanto è sublime. Nel tabernacolo,
che era stato eretto da Mosè nel deserto, e che era l’immagine delle cose che
sono nei cieli (Ebrei 9:23), il profumo di aromi bruciati sull’altare d’oro
saliva continuamente nella presenza di Dio. Questo profumo, composto « secondo
l’arte del profumiere» e di odore soave, ricordava il profumo, a nient’altro
paragonabile, del nome di Gesù. L’apostolo Paolo ne conosceva l’eccellenza
quando diceva: « Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci conduce in trionfo in
Cristo, e che per mezzo nostro spande da per tutto il profumo della sua
conoscenza. Poiché noi siamo dinanzi a Dio il buon odore di Cristo fra quelli
che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della
perdizione: a questi, un odore di morte, a morte; a quelli, un odore di vita, a
vita » (2 Cor. 2:14-16).
Per coloro che amano il Signore Gesù, che hanno in Lui la
vita eterna, il nome di Gesù, che è stato sparso nel mondo per mezzo
dell’Evangelo, è un odore di vita, un profumo soave, il profumo che riempie il
santuario celeste. Parlate di Gesù a coloro che lo conoscono; la gioia li
invade. Non è forse lui che sarà la loro gioia per l’eternità?
v. 3 — perciò t’amano le fanciulle!
Dobbiamo imparare a familiarizzarci con le immagini che lo
Spirito Santo usa nelle Scritture, altrimenti corriamo il pericolo di
scoraggiarci o di cadere in errore nella lettura e nella meditazione di tali
soggetti. Confrontando queste immagini con altri passi comprendiamo meglio ciò
che Dio vuole insegnarci.
«È gloria di Dio nascondere le cose; ma la gloria dei re sta
nell’investigarle» (Prov. 25:2). Per quale motivo il residuo dei fedeli
d’Israele ci viene presentato come delle giovani fanciulle? Poiché non è ancora
venuto il momento in cui saranno manifestati in gloria, con il Re, e
riconosciuti da tutti come la sposa terrena. Così è della Chiesa, la Sposa
celeste. L’apostolo diceva ai Corinzi: «Io vi ho fidanzati ad un unico sposo,
per presentarvi come una casta vergine a Cristo» (2 Cor. 11:2). Ma in Apocalisse,
dove vediamo Cristo che viene nel suo regno, non abbiamo più le medesime
immagini; è detto che «la sua Sposa si è preparata, e le è stato dato di
vestirsi di lino fino, risplendente e puro, perché il lino fino son le opere
giuste dei santi» (Apoc. 19:7-8).
Non si tratta più di relazioni segrete e intime fra l’anima
del fedele e il suo Signore, ma di una manifestazione gloriosa e pubblica di
ciò che Cristo è per i suoi e di ciò che essi sono per Lui.