Seguici anche su Facebook!

Seguici anche su Facebook! Unisciti al Gruppo cliccando su:
https://www.facebook.com/groups/287768858057968/

venerdì 31 luglio 2026

31 luglio - “Io ti insegnerò la via”

Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; Io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te. Non siate come il cavallo e come il mulo, che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!

Salmo 32:8-9

 

“Io ti insegnerò la via”

Conoscere la volontà di Dio

 

 “Io ti istruirò e ti insegnerò la via…” Che bella promessa! Il Signore desidera guidarci sul cammino della vita, non solo quando le situazioni sono difficili, ma anche quando le cose sembrano andare bene.

Dio ha uno sguardo benevolo su di noi: ci conosce, ci corregge, ci avverte. E dice: “Non siate come il cavallo o il mulo…” perché, se siamo impazienti come il cavallo a cui bisogna mettere il morso, oppure ostinati come il mulo che bisogna stimolare per farlo avanzare, potremmo allontanarci dal cammino che Dio ci indica, Quanta energia spendiamo talvolta per cose inutili! Con saggezza, Dio agisce allora con delle situazioni che possono essere difficili, come lo sono “la briglia e il morso” per il cavallo, per frenare la nostra precipitazione o far cedere la nostra testardaggine e la difficoltà ad obbedire! Dio fa di tutto per ricondurci a Lui quando ce ne allontaniamo, e lo fa  per il nostro bene “affinché siamo partecipi della Sua santità” (Ebrei 12:10).

Se lo amiamo, Dio non ci dimentica, ha i Suoi “occhi” su di noi. È il Maestro attento che ci istruisce con la Parola perché entriamo nel progetto che si è prefissato per noi. Leggiamo dunque la Bibbia con attenzione, e chiediamogli, come l’autore del Salmo: “O SIGNORE, insegnami la Tua via, guidami per un sentiero diritto” (Salmo 27:11).

 

giovedì 30 luglio 2026

30 luglio - Un metodo non facile

Fra quanti avevano esercitato le arti magiche, molti portarono i loro libri e li bruciarono in presenza di tutti.

Atti 19:19

«È altresì scritto: "Non tentare il Signore Dio tuo"».

Matteo 4:7

 

Un metodo non facile

Conoscere la volontà di Dio

 

Non c’è un “metodo” facile per conoscere la volontà di Dio per la mia vita? Questa domanda se la pongono molte persone, e qualcuno pensa di poter trovare una risposta nelle pratiche, il più delle volte occulte, di certe religioni. Ma i veri cristiani devono fuggire da queste pratiche e considerarle come un grave peccato.

C’è anche qualcuno che utilizza la Bibbia in modo un po’ “magico”, per  esempio aprendola a caso e leggendo un versetto che credono sia la risposta al loro bisogno. Potrebbe anche capitare che si possa ottenere delle risposte aprendo la Bibbia in questo modo, ma estrapolando un versetto dal suo contesto si rischia di falsare l’insegnamento della Parola di Dio (2 Pietro 3:16).

Altri tirano a sorte per stabilire cosa Dio vuole da noi. Si pensa che Dio, essendo sovrano, possa intervenire in quel modo per rivelare la Sua volontà. E’ vero che nei tempi passati vi sono stati  uomini timorati di Dio che sono ricorsi a questa pratica, e Dio ha loro risposto. Ma ora, noi cristiani che possediamo nella Bibbia completa tutta la Rivelazione di Dio, abbiamo altri modi per conoscere la volontà del nostro Padre.

Noi abbiamo il privilegio di ricercare il Suo pensiero nella Sua Parola, ma dobbiamo farlo con umiltà, perseveranza e una piena fiducia nel Suo amore. Poi dobbiamo vivere vicini a Lui, in preghiera, stando attenti a quello che il Suo Spirito rivela al nostro spirito e al nostro cuore. Sicuramente Egli ci dirigerà, ma non in modo magico! Dio non mancherà di guidarci, se noi gli diamo fiducia!

mercoledì 29 luglio 2026

29 luglio - Un esempio commovente

Bada al servizio che hai ricevuto nel Signore, per compierlo bene.

Colossesi 4:17

 

Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio.

Romani 8:28

 

Un esempio commovente

Come conoscere la volontà di Dio

 

Ronaldo Lidorio, missionario brasiliano nel Ghana dal 1993 al 1998, racconta:

“Ho sofferto di ripetute crisi di malaria, ma non ho dubbi che una gran parte dei problemi miei e dei miei collaboratori proveniva dall’opposizione di Satana contro il nostro lavoro. Ho sperimentato, comunque, che Dio utilizzava le mie frequenti crisi per raggiungere i Suoi scopi. Ogni volta che ci sforzavamo di organizzare qualcosa (per esempio andare ad evangelizzare in una zona più lontana), mi assaliva una febbre che mi metteva a terra costringendoci a restare nel Ghana. Intanto, nel tempo fra una crisi e l’altra, mentre riprendevo le forze, lavoravo alla traduzione della Bibbia, in particolare del Nuovo Testamento, nella lingua di quel paese. Solo più tardi, io e Rossana mia moglie ci siamo resi conto di quanto siano stati proficui per il lavoro di traduzione quei quattro anni delle mie frequenti ricadute.

Alla fine, la malattia ci ha costretti a lasciare il paese… Tornato in Brasile ho continuato quel lavoro e per altri tre anni e mezzo l’ho proseguito trascorrendo ore e ore davanti al mio computer, circondato da libri e immerso nelle mie riflessioni. Rossana e i miei figli mi sono stati di grande sostegno. Il piccolo Ronaldo, che quando abbiamo lasciato il Ghana aveva soltanto due anni, si era talmente abituato al mio lavoro che ogni volta che gli chiedevano dov’ero, rispondeva senza esitazione: “Mio padre è al computer, sta lavorando per fare una Bibbia”. Per la grazia di Dio e col Suo aiuto, il lavoro fu terminato!”


martedì 28 luglio 2026

28 luglio - Timori dissipati

La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: “Pace a voi”.

Giovanni 20:19

 

Timori dissipati

 

I discepoli, dopo la morte del Signore non erano tranquilli; alcuni avevano riferito che il Signore era risuscitato, ma loro, quando si sono trovati tutti insieme, hanno per prudenza chiuso le porte di quella camera. Ed ecco che il Signore si presenta in mezzo a loro e cambia, da quel momento, il loro modo di vedere le cose. Prima di tutto calma la loro paura, il “timore dei Giudei” che li angosciava più di ogni altra cosa; infatti il rigore intransigente dei capi religiosi influenti impediva a molti di loro di testimoniare apertamente della loro fede (Giovanni 7:13; 9:22).

Anche noi potremmo provare lo stesso timore perché vi sono molte voci potenti che si fanno udire per ridurre al silenzio la fede cristiana o quanto meno per deriderla. Tuttavia, se guardiamo al Signore risuscitato, al quale è data “ogni autorità in cielo e sulla terra” (Matteo 28:18), udiamo le Sue parole di conforto: “Pace a voi”.

Dopo aver dato questa pace, il Signore vuole anche fortificare la fede dei Suoi: “E detto questo mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono.” (Giovanni 20:20). La nostra fede, per quanto debole sia, è rinforzata quando lo invochiamo ed Egli ci dà le prove della Sua presenza e della Sua potenza.

Dopo aver regolato l’argomento del timore e della fede dei discepoli, dice loro: “Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi” (Giovanni 20:21). Il Signore aveva già detto al Padre che li avrebbe mandati nel mondo come Lui stesso era stato mandato (Giovanni 17:18) ed ora è a loro che lo dice.

Ascoltiamo la Sua parola che porta la pace, guardiamo alla Sua Persona che ci mostra quelle ferite per cui questa pace è possibile, e rispondiamo con gioia al Suo invito!

lunedì 27 luglio 2026

27 luglio - Avvertimenti trascurati?

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Giovanni 3:36

 

Gesù… ci libera dall’ira imminente.

1 Tessalonicesi 1:10

 

Avvertimenti trascurati?

 

In occasione di un terremoto, la prima scossa è seguita spesso da una seconda, talvolta più violenta e più dannosa della precedente. Il tempo che intercorre fra le due scosse offre la possibilità di trovare un luogo più sicuro per mettersi in salvo. Dalla storia e dalla cronaca sappiamo di persone che hanno trascurato il primo avvertimento, e hanno perso la vita nella scossa successiva...

Oggi è come se vivessimo in una pausa di questo genere. Il futuro è minaccioso. Disordini, ribellioni, attentati, fanno presagire giorni terribili; siamo attenti a questi avvertimenti? Quando arriva la notizia di qualche catastrofe, molti parlano di destino, di caso; ma, in realtà, è anche per mezzo di questi segni precursori che Dio ci parla. Terribili sconvolgimenti stanno per avvenire sulla terra; ne parla chiaramente la Bibbia. Ma alla fine, prima della descrizione dei giudizi che leggiamo in Apocalisse, il Signore Gesù invita tutti ad accoglierlo nella propria vita: “Ecco, io sto alla porta e busso” (Apocalisse 3:20). Bussa alla porta del cuore di colui che, indifferente o ribelle, non crede ancora in Lui e trascura i Suoi appelli. Il Signore Gesù vuole dare la vita eterna e la pace del cuore, e vorrebbe che tutti fossero preservati dai tempi difficili che stanno arrivando. “Dio infatti non ci ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, il quale è morto per noi” (1 Tessalonicesi 5:9, 10). 

Ognuno è libero di ascoltare o no i Suoi avvertimenti, di aprire la porta del cuore a Colui che bussa o di tenerla chiusa, di credere all’amore di Gesù e riceverlo come proprio Salvatore o di respingerlo. Ma, attenzione!, c’è di mezzo un’eternità di gioia o di tormenti, di riposo e di pace o di sofferenze senza fine. Dio pone davanti a noi la scelta fra “la vita e la morte” e non ci impone nulla. Ma dice: “Scegli la vita affinché tu viva” (Deuteronomio 30:19)!

domenica 26 luglio 2026

26 luglio - La Bibbia (4)

Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.

1 Timoteo 3:16

 

La Bibbia (4)

 

Si sa, dunque, come la Bibbia è stata scritta; ora è interessante sapere come è stata composta. Nel 15° secolo a.C. Mosè scrive quello che Dio gli comunica; sono i primi 5 libri dell’Antico Testamento. Successivamente, diversi scribi mettono per scritto la storia del popolo d’Israele. Fino al 10° secolo a.C. alcuni altri autori come Davide e Salomone scrivono, ispirati da Dio, una serie di poemi, cantici, proverbi. Poi, fino al 5° secolo a.C., c’è il periodo dei profeti: anche loro scrivono o fanno scrivere i messaggi ispirati da Dio che costituiscono 8 libri. Nel 5° secolo a.C. dei religiosi copiano i testi già riconosciuti fra i Giudei. Nello stesso secolo la Giudea è invasa e i Giudei sono dispersi in esilio e perdono tutto. Questo li porta a raggrupparsi, tornando alla sola cosa che li può riunire: la Parola del loro Dio. È allora che degli scribi, dei dottori della Legge e dei sacerdoti mettono insieme i testi riconosciuti come ispirati da Dio.

Il Signore Gesù ha fatto spesso riferimento al Vecchio Testamento e preciserà anche, in anticipo, le tre “sezioni” di quello che sarà il Nuovo Testamento: gli Evangeli, gli Atti con le Lettere degli apostoli, e l’Apocalisse. Il Signore l’aveva preannunciato ai discepoli: “Lo Spirito Santo… vi ricorderà tutto quello che vi ho detto (i Vangeli)” (Giovanni 14:26); “Egli vi guiderà in tutta la verità (le Lettere degli apostoli)… e vi annuncerà le cose a venire (l’Apocalisse)” (16:13).

Il cristianesimo si è prima divulgato grazie alla predicazione e alle testimonianze degli apostoli e dei primi cristiani; poi, a poco a poco, si è reso necessario mettere per scritto la vita di Gesù e l’insegnamento dei Suoi apostoli.

A Cartagine, nel 397, dopo molte ricerche, il testo biblico, come l’abbiamo noi, è riconosciuto ufficialmente.

Il Signore ci dia di saper apprezzare l’eccezionale valore della Sua Parola.

sabato 25 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (4/15)

 Tre, anzi quattro principi fondamentali

 

Vorrei considerare alcuni principi (che mi piace chiamare “assoluti”). Li troviamo nella Scrittura e ci possono aiutare a mantenere alto il livello della nostra vita spirituale:

1. È decisamente importante rimanere attaccati al Signore, giorno dopo giorno, perché altrimenti qualcun altro, o qualcosa d’altro, prenderà il posto nella nostra vita che solo al Signore compete.

2. È necessario ascoltare e ubbidire non solo alla Parola di Dio ma anche ai richiami del Signore.

3. È fondamentale mantenere una relazione sana non solo col Signore ma anche con coloro che sono suoi figli e che fanno parte della sua chiesa.

In assoluto questi principi sono riconosciuti e accettati da tutti come buoni, ma vorrei invitarvi a meditare la vita di un personaggio che può far vacillare qualche nostra convinzione. Mi riferisco al re Giosafat di cui si parla nel Vecchio Testamento.

All’inizio della sua carriera fu un personaggio estremamente positivo, sicuramente da prendere ad esempio come credente, mentre in seguito alcune sue scelte, apparentemente legittime, lo indussero a sbagliare e lo portarono ad una fine spirituale disastrosa.

Prima di addentrarci nella meditazione della vita del nostro personaggio cominciamo esaminando un altro principio basilare che conosciamo benissimo ma a cui possiamo scegliere di dare un tipo di importanza relativa o no, almeno nella nostra mente.

Parlo del principio biblico espresso in 2Corinzi 6:14

“Non vi mettete con gli infedeli, sotto un giogo, perché quale relazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione tra la luce e le tenebre?”.

Mi permetto di fare una domanda, quale importanza diamo noi all’ubbidire? Com’è il nostro approccio alla Parola di Dio?

Dobbiamo pensare prima di rispondere, perché se la nostra vita reale non coincide con quanto noi crediamo o predichiamo, allora il Signore avrà qualcosa da dirci. Quali sono le nostre reazioni davanti alle indicazioni contenute nella Parola di Dio? Dobbiamo essere onesti con noi stessi dicendoci che spesso la Parola di Dio viene filtrata dalle nostre esperienze, dal nostro comune senso della vita, da ciò che ci aspettiamo gli altri pensino di noi, e così via. Intanto la Parola non raggiunge il suo effetto, e noi continuiamo a vivere la nostra vita di prima.


(Segue)

25 luglio - Gli uomini di Ninive

Come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell’uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti. I Niniviti… si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c'è più che Giona!

Matteo 12:40, 41

 

Gli uomini di Ninive

 

Un giorno, i responsabili religiosi giudei chiesero al Signore Gesù un segno che dimostrasse che Egli era veramente il Cristo, l’inviato di Dio. Il Signore rispose severamente che un solo segno sarà loro dato, quello “del profeta Giona”, che era uscito vivo dopo tre giorni trascorsi nel ventre di un animale marino. La storia di Giona, infatti, prefigura i tre giorni che il Signore sarebbe rimasto nella tomba, prima della Sua gloriosa risurrezione. Il profeta Giona, come un “risuscitato”, si era alla fine recato nella grande città di Ninive (l’attuale Mossul in Irak) a preannunciare il giudizio di Dio: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta!” (Giona 3:4). Dopo un solo giorno di predicazione, l’intera città era in subbuglio. Il re proclamò un pentimento collettivo accompagnato da digiuno e da segni di pentimento: si vestirono con dei sacchi e stavano seduti sulla cenere (Giona 3:5-10). E Dio li perdonò.

Il Signore Gesù dice ai Suoi contemporanei: “I Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c’è più che Giona”. Lì c’era Lui, il Figlio di Dio! Nel giorno del giudizio la presenza dei Niniviti accuserà coloro che avranno rifiutato di pentirsi dei loro peccati e di credere alla parola di Dio che presenta Gesù come unico mezzo di salvezza.

Lì c’era “più che Giona”. Gesù, è infinitamente al di sopra di tutti i profeti, è il Figlio di Dio risuscitato, eternamente vivente, nel quale siamo chiamati a riporre una piena fiducia.


venerdì 24 luglio 2026

24 luglio - Niente per il cuore

Negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali… diranno: “… dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione”.

Ma, secondo la Sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.

2 Pietro 3: 3, 4, 13

 

Niente per il cuore

 

Viviamo in una società in progressiva decadenza morale, nella quale i principi della famiglia, dell’onestà, della fedeltà, della giustizia si stanno perdendo. Alle persone annoiate e senza punti di riferimento vengono proposte delle distrazioni superficiali, come i giochi d’azzardo, i videogiochi, la possibilità di soddisfare quegli impulsi e quei piaceri che finiscono per rendere schiavi. Niente di vero, niente per il cuore! Cosa c’è di più insopportabile di un cuore vuoto? Tutti i diversivi e gli svaghi del mondo non potranno riempirlo.

“In quel giorno i cieli passeranno… la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate” è scritto in 2 Pietro 3:10. Ma se “i cieli e la terra… sono riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi” (3:7) la Bibbia ci presenta un’altra prospettiva, una via che ancora oggi è aperta, la via della salvezza. Gesù ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14:6). Vale la pena ascoltare le Sue parole.

Molti ci derideranno e ci domanderanno: “Chi è tornato dall’aldilà per raccontarci quello che c’è dopo la morte?” La parola di Dio dà delle risposte chiare. Ci dice che Gesù è ora in cielo e che chi crede in Lui ha un posto assicurato là dove Lui è. La Sua risurrezione e la Sua ascensione sono fatti storici incontestabili (1 Corinzi 15:3-6, Luca 24:34). Coloro che rifiutano di credere, un giorno conosceranno la verità, ma sarà troppo tardi…

Perché nei paesi dove i cristiani sono perseguitati molti di loro accettano la prigione piuttosto che rinnegare la loro fede? Perché vogliono ubbidire alla Parola di Dio e non sottomettersi agli uomini. Saprà Dio come ricompensarli.


giovedì 23 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (3/15)

Una casa non può rimanere “vuota”!

 

L’opera di Cristo, il suo sacrificio, è un perfetto rifugio spirituale per noi. Ma abbiamo detto che Satana che è bugiardo sin dal principio e che farà di tutto per smentire o farci dubitare di queste preziose promesse o realtà; ma a volte il suo impegno è limitato a farcele dimenticare!

Ogni giorno Satana è occupato a contrastare il nostro impegno nel presentare a Dio noi stessi e ciò che siamo!

Egli farà di tutto per mantenerci nell’indifferenza, o nell’insicurezza, o nel dubbio, o nella ribellione sommersa o aperta, ma non permetterà mai che noi rimaniamo costantemente in comunione con il nostro Signore, per farci ricevere le sue benedizioni.

Satana nell’impedirci di avere comunione con Dio farà in modo di farci avere comunione con qualcosa d’altro perché l’uomo non è fatto per stare “vuoto” interiormente. Ricordate cosa dice il Signore: “Ora, quando lo spirito immondo è uscito da un uomo, vaga per luoghi aridi, cercando riposo e non lo trova. Allora dice «Ritornerò nella mia casa, da dove sono uscito». Ma quando giunge la trova vuota, spazzata ed adorna; va allora e prende sette spiriti peggiori di lui, i quali entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di questo uomo diventa peggiore della prima” (Mt 12:43-45).

La casa è vuota, ma solo momentaneamente resterà in questa “provvisoria” condizione. Se la casa, cioè la nostra mente e il nostro cuore, non è data e consacrata a Dio completamente, ecco che viene qualcuno che la occuperà abusivamente. Possiamo starne certi.

Satana usa ciò che non diamo a Dio, e se lo vuole tenere ben stretto per attaccarci sino in fondo. Gesù gli disse: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”.

Satana conosce bene questo passo, e crede che sia vero, ma farà di tutto per impedire al credente a sua volta di credere e di vivere questo insegnamento nella sua vita e così di fargli amare Dio con tutta la sua “mente”. A proposito:

* Come curiamo la nostra mente?

* Di che cosa la nutriamo?

* Cosa lasciamo crescere in essa?

* Che spazio ha il Signore nella nostra mente oggi?

* E domani?

Vi prego di rileggere queste domande, fermandovi a riflettere su ciascuna di esse. Non basta avere oggi la nostra mente sotto il controllo del Signore, per essere sicuri anche domani della nostra buona o ottima condizione spirituale, perché il domani non ci appartiene.

 (segue)

23 luglio - Dei salvatori o un Salvatore?

Tutti quelli che erano in difficoltà, che avevano debiti o che erano scontenti, si radunarono presso di lui.

1 Samuele 22:2

 

(Gesù disse:) “Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti”.

Giovanni 14:27

 

Dei salvatori o un Salvatore?

 

L’ambulanza con i soccorritori arriva a sirene spiegate; gli infermieri caricano una donna in fin di vita e si avviano a tutta velocità verso il pronto soccorso dell’ospedale dove altri nel frattempo si erano già attivati. In tutta fretta, maschera d’ossigeno, fleboclisi, elettrocardiogramma… ogni mezzo è messo in atto affinché il suo tentativo di suicidio fallisca.

I soccorritori però non possono fare veramente tutto per quella donna di cui si sono presi cura. In un certo senso l’hanno riportata in vita, ma hanno lasciato in lei la disperazione che l’ha spinta a quel folle gesto. Il salvataggio del corpo non è la liberazione dell’anima; ha avuto dei salvatori, ma ora le occorre un Salvatore.

Chi può cambiare l’esistenza di quella persona, perdonare il suo passato, darle nuove ragioni di vita, rassicurarla per l’avvenire, in una parola renderle la speranza? E’ Gesù, venuto in terra proprio per questo. Si portavano a Lui dei malati e degli indemoniati, e Lui cacciava gli spiriti con una parola e guariva tutti quelli che stavano male affinché si realizzasse ciò che aveva scritto il profeta Isaia: “Egli ha preso le nostre infermità e ha portato le nostre malattie” (Matteo 8:16, 17; Isaia 53:4).

Siete disperati, pieni di amarezza e angosciati dalla vita? Allora è voi che Gesù invita: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28). Questa pace dell’anima Gesù l’ha ottenuta per noi al prezzo delle Sue sofferenze e della Sua morte in croce. Oggi vuole darla a tutti quelli che confidano in Lui. Lui solo è la nostra speranza (1 Timoteo 1:1).


mercoledì 22 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (2/15)

Un basso livello di vita spirituale

 

Dobbiamo avere ben chiaro che la nostra carne e la nostra mente saranno sempre il bersaglio preferito di Satana, ed è questo il pass (chiave d’accesso) del nostro nemico quando vuole attaccarci.

I suoi attacchi hanno sempre uno scopo ben definito che è quello di impedirci di avere un “normale” cammino spirituale fatto di progresso e di crescita attraverso una vita piena di preghiere – comunione – studio biblico e testimonianza.

Satana sa bene che se vuole “tenere basso” il nostro livello di vita cristiana deve far alzare qualcosa d’altro, con una sorta di bilanciamento negativo.

Mi spiego meglio, egli sa come usare molto bene le leve del materialismo, o dell’egoismo ad esempio riempiendoci di tanti impegni di lavoro, oppure riempiendoci di pensieri o problemi, o perché no iniettando massicce dosi di zizzania nelle chiese locali o nelle famiglie.

Così facendo il nostro nemico farà in modo o di non farci pensare alle cose spirituali (“Non ho tempo”) oppure di farci pensare in negativo (“Nell’assemblea non c’è amore; nell’assemblea ci sono già altri che lavorano”) o che in caso di problemi le colpe delle varie questioni siano sempre di altri, mai di noi stessi.

La vita agitata e impegnata di oggi, è sempre più fatta di corse contro il tempo…tempo…tempo….

“Non ho più tempo per questo, o per quello….figuriamoci se ho tempo per pregare per la chiesa, per l’opera di Dio, per le missioni, o addirittura per i miei fratelli…non ho nemmeno tempo di pregare per me stesso!”.

Satana farà accadere le cose, manovrando cose e persone, in modo tale da non darci nemmeno il tempo di guardarci dentro, facendoci riflettere sul nostro stato spirituale. Oh, solo il Signore sa quanto ne abbiamo bisogno, e quanto è importante fermarci a riflettere sul nostro stato e sull’andamento della nostra vita cristiana!

Pensiamo ad un uomo come Giobbe e a come Dio gli permise di riflettere sul suo stato e in quali condizioni lo fece! Questo genere di domande fatte a noi stessi non sono solo salutari (spesso!) ma permetteranno allo Spirito Santo di illuminare la nostra mente, inondandola della “sua” luce. Sappiamo che siamo credenti e per la maggioranza di noi questo basta e ci fa sentire bene!

Ma domandiamoci:

* Quanti di noi realizzano “veramente” la vita cristiana in tutti i suoi ambiti?

Quanti di noi pregano costantemente il Signore affinché ci mantenga umili e ci faccia conoscere OGNI GIORNO chi siamo realmente, così come diceva il salmista “Signore ricordami quanto sono fragile!” (Sl 39:4)?

E per ricordarci di questo dobbiamo umilmente confessare la nostra pochezza e debolezza e chiederci:

* Ho un appuntamento quotidiano con il nutrimento della Parola di Dio?

* Mi sento male a mancare ad una sola delle riunioni di chiesa?

* Mi preoccupo per ogni fratello o sorella che non si vedono ad una riunione?

Ecco che allora sapremo che cosa c’è in noi! Dobbiamo ogni giorno vivere il fatto che siamo polvere e nient’altro. Se non fosse per la sua Grazia ogni giorno noi saremmo messi a morte, ma così non accade.

Perché? Perché se è vero che siamo polvere, è anche vero che Cristo ci ha amati – riscattati e salvati – e ci ha fatti essere eredi con lui della Grazia di Dio. Ogni giorno egli mantiene le sue promesse, infatti possiamo dire “Grazie a lui” perché, nonostante tutto, “Egli non ci tratta secondo i nostri peccati, e non ci castiga in proporzione delle nostre colpe!” (Sl 103:10).


(segue)

22 luglio - Agguato

La parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio… essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore.

Ebrei 4:12

 

Agguato

 

Diversi anni fa, in India, un cristiano fu attaccato da una banda armata che, sul ciglio della strada, sapendo del suo passaggio, gli aveva teso un agguato. Gli presero il denaro, l’orologio e la fede che portava al dito. Si impadronirono anche della sua auto, e prima di partire uno dei banditi prese una Bibbia che si trovava sul sedile e la brandì in modo beffardo, sventolandola in segno di addio. Quel cristiano ebbe la presenza di spirito di gridargli: “Leggila spesso!”

Dopo sei anni, il proprietario della Bibbia il cui nome e indirizzo erano scritti sulla prima pagina, ricevette una lettera del tutto inattesa che diceva:

“Vi ho minacciato con una pistola e ho rubato il vostro denaro, ma non ho mai potuto dimenticare l’espressione del vostro viso, così calma e tranquilla. Oggi vorrei ringraziarvi: avete salvato la vita mia e di mia moglie. La Bibbia presa dalla vostra auto è stata il mezzo della mia liberazione. L’ho letta e mi ha cambiato la vita. Ho lasciato la banda di cui facevo parte e sono ritornato al mio paese. Solo poco tempo fa ho saputo che tre dei miei vecchi amici sono stati uccisi mentre assalivano un’altra auto nello stesso luogo in cui avevamo rapinato voi. Senza questo messaggio vivente della Bibbia, non solo avrei subito la loro stessa sorte, ma sarei stato perduto per l’eternità.”

“La mia parola non è forse come un fuoco”, dice il SIGNORE, e come un martello che spezza il sasso?” (Geremia 23:29).

martedì 21 luglio 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (1/15)

Il secondo punto della nostra serie di meditazioni ci porterà a considerare la nostra personalità interiore, per cercare di conoscere e capire meglio quali siano le armi preferite di Satana, ma anche dove egli va ad insinuarsi, cioè la nostra mente, per combattere contro di noi.

Un punto importante e fondamentale deve esserci chiaro: “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Ef.6:12).

Spesso noi trascuriamo di ricordarci questo aspetto, e così lasciamo spazio e agio al nostro nemico di metterci in difficoltà, se non addirittura metterci in crisi. Ma prima di procedere con alcune considerazioni dobbiamo mettere al centro della nostra riflessione un principio molto importante che forse potrà far sorridere qualcuno, ma che nella realtà dovrebbe metterci con le “spalle al muro” e farci sfregare la testa: Satana si ciba di ciò che noi non diamo a Dio.

È importante riconoscere che la causa di molti nostri problemi, cadute, fallimenti, tentativi inutili di progresso nella maturità spirituale non sono solo colpa del nostro nemico, ma anche della nostra carne e della nostra mente.


(segue)

21 luglio - La vera grazia di Dio (2)

Dio, che è ricco in misericordia… anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati).

Efesini 2:4-5

 

Il Dio di ogni grazia… vi ha chiamati alla Sua gloria eterna in Cristo.

1 Pietro 5:10

 

La vera grazia di Dio (2)

 

La storia di Mefiboset, considerata ieri, ci aiuta dunque a capire che cos’è la grazia divina. Consideriamo alcune sue caratteristiche:

La grazia è sovrana. Niente obbligava il re Davide a prendersi cura dei discendenti di Saul che lo aveva odiato; avrebbe potuto benissimo lasciare il nipote del suo nemico là dove si trovava.

La grazia si rivolge a coloro che non meritano niente, e brilla ancora di più se colui che ne beneficia è indegno. Discendente di Saul e zoppo, Mefiboset non aveva nessun merito da far valere davanti al re Davide.

Essa agisce in piena cognizione di causa. Davide conosceva le origini e la condizione fisica di Mefiboset; sapeva bene chi invitava alla sua tavola!

Essa dona gratuitamente e abbondantemente. Davide chiama Mefiboset, lo colma di beni, gli dà un posto d’onore, e tutto questo senza nessuna contropartita. Pretendere di pagare qualcosa sarebbe stato un insulto fatto al re…

La grazia scaccia il timore e produce fiducia. Mefiboset si presenta tutto timoroso davanti al re che gli dice: “Non temere”. Davide calma così le sue apprensioni e guadagna la sua fiducia; Mefiboset rimane zoppo, ma può sedersi in pace, felice, onorato e a proprio agio alla tavola di Davide.

La grazia produce adorazione. Davanti alle immeritate benevolenze di cui Davide lo colma, Mefiboset è meravigliato e confuso; conscio della propria indegnità, si prostra e dice: “Che cosa è il tuo servo, perché tu ti degni di guardare un cane morto come sono io?” (2 Samuele 9:8).


lunedì 20 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (5/5)

Una necessaria riflessione personale

 

Pietro sicuramente ignorava la presenza di certe zone oscure e peccaminose, dentro di sé, e questa ignoranza lo aveva esposto all’attacco.

A ciascuno di noi il Signore chiede oggi: “Conosci le aree oscure all’interno della tua vita, là dove sei vulnerabile all’attacco del nemico?”.

Ci sono zone grigie della nostra vita da portare alla luce?

Non dobbiamo essere impreparati o ignari, perché l’ignoranza è l’inizio della nostra possibile rovina. La rovina non è immediata, ma abbiamo visto che segue un percorso, un processo lungo e a volte oscuro che apparentemente non è visibile. In realtà quando il Signore ci avverte, e ora forse lo sta facendo, e ci presenta la presenza del peccato dentro il nostro cuore, lo fa per poter distruggere l’opera del diavolo in noi e per farci risplendere sempre di più come “luce nel mondo”.

Attenzione però che dobbiamo riconoscere che la difensiva più efficace che possiamo opporre nei confronti di Satana è quella di mantenere un cuore puro ed onesto davanti al nostro Signore, facendoci illuminare dalla sua Parola, dalla sua voce ed essendo pronti a chiedere perdono e abbandonare il nostro peccato. E se necessario occorre farlo ora, non rimandare, perché più tardi, o domani forse Satana farà in modo, di riempirci di altre ombre.

Perché?

Quando lo Spirito Santo ci guida, indicandoci un area del nostro cuore dove è necessario fare pulizia, e portare la luce qualche cosa sottomettendoci a Dio sapete cosa succede? Spesso siamo noi i primi alleati del nostro nemico, e sappiamo come avviene?

Siamo subito pronti a difenderci accampando delle scuse, subito pronti a minimizzare la cosa, riducendo subito la situazione al minimo possibile, arrivando a chiamare “leggerezze” o “debolezze” cose che sono da chiamare “peccati”! Oppure rimandando la decisione che potrebbe farci dispiacere ora! Così facendo non stiamo facendo altro che zittire lo Spirito Santo. Viene poi il nemico che ci dice che in fondo non siamo poi così cattivi e che quel peccato non è poi così impossibile da rimuovere! Ma intanto tutto rimane come prima. Così facendo, Satana farà in modo di nasconderci la necessità della luce completa nelle nostre vite, lasciandoci così delle piccole o grandi aree oscure dove la luce del Signore non arriva. I nostri istinti “naturali” di preservazione dello status quo “naturale” non sono da Dio, che vuole rinnovarci nel cuore e nella mente completamente, ogni giorno che passa!

Non possiamo impegnarci in una battaglia spirituale senza fare nostro il seguente importante principio: “Dio resiste ai superbi, ma fa grazia agli umili” (Gm 4:6).

Se Dio si oppone ai superbi, e noi siamo troppo superbi per umiliarci ed ammettere il nostro peccato ora, ecco che Dio si opporrà a noi. Lo dobbiamo sapere e Dio non manca mai di mantenere quello che dice.

Sottomettetevi dunque a Dio, dice ancora Giacomo, ma resistete al diavolo.

A chi vogliamo fare resistenza?

È solo nel contesto del pentimento, dell’umiltà e del possesso continuo di un cuore puro che vedremo Satana fuggire da noi.

Ricordando Pietro e la sua notte spirituale, possiamo stare certi che Satana non continuerà ad attaccarci, se le situazioni che egli aveva pianificato di usare per distruggerci adesso operano per perfezionarci!

Il risultato dell’esperienza di Pietro fu che divenne pronto ad essere usato da Dio in modo potente per il progresso dell’Evangelo prima e successivamente come pastore della Chiesa di Dio. In Pietro, dopo questo episodio, la superbia fu sostituita dall’umiltà, l’oscurità dalla luce e l’orgoglio da Cristo stesso. La mia preghiera a Dio è che sia così per tutti noi.

20 luglio - La vera grazia di Dio (1)

Mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio Suo.

Romani 5:10

 

Quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il Suo amore per gli uomini sono stati manifestati, Egli ci ha salvati…  per la Sua misericordia.

Tito 3:4-5

 

La vera grazia di Dio (1)

 

Nell’Antico Testamento la storia di Mefiboset (2 Samuele 9) ci aiuta a capire che la grazia di Dio è l’amore che ha per noi e che noi non meritiamo.

Il re Davide, succeduto al re Saul, un giorno chiede: “C’è ancora qualcuno della casa di Saul al quale io possa fare del bene?” (2 Samuele 9:3); e gli viene risposto che rimaneva ancora un figlio di Gionatan, figlio di Saul, che era storpio.

Quando Saul regnava su Israele detestava Davide, di cui era follemente geloso, e lo ha odiato fino alla morte cercando in varie occasioni di ucciderlo. Mefiboset, il suo giovane nipote, storpio nei piedi, non aveva proprio nulla che potesse attirare su di sé il favore di Davide, anzi! Eppure Davide lo fa chiamare, e quando questi si presenta, pieno di timore, lui lo accoglie con bontà; gli dà dei beni che erano appartenuti alla sua famiglia e dei servi, e ordina che da quel momento lui mangi ogni giorno alla sua tavola, come un figlio del re!

Il modo in cui Davide agisce ci mostra come Dio vuole farci grazia: l’uomo è nemico di Dio, è peccatore, “abominevole a Dio” (Romani 1:30). Non c’è niente in noi per cui possiamo meritare il Suo favore. Ma Dio ci cerca con amore, ci accoglie, ci perdona i peccati e addirittura fa di noi dei Suoi figli, dei figli amati. Basta solo che ognuno creda in Gesù e metta la propria vita nelle Sue mani.

domenica 19 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (4/5)

Provati, ma mai vinti!

 

La buona notizia per Pietro, ma anche per noi, è che a Satana non verrà mai dato il permesso di sconfiggere i santi di Dio. Il suo compito si limita a passarli al vaglio “come il grano”, umiliandoli anche ma mai potendoli “uccidere”. Lo scopo finale dell’assalto permesso da Dio stesso, è quello di mettere alla prova la nostra fede, perché, ad esempio, può essere necessario purificare l’anima nostra da un peccato, può essere dall’orgoglio – dal pregiudizio – dalla menzogna – o da altri tipi di peccato, e così essere in grado di produrre frutti degni della vita eterna che abbiamo ricevuto in dono da Dio stesso. È bello sapere che il piano di Dio non è mai per il nostro male, anche se si compie in mezzo a dolore o tribolazioni o afflizioni lunghe e profonde.

Sono certo che alcune esperienze che ci accadono sono terribili e sconvolgenti, ma dobbiamo riconoscere che Dio le permette a fin di bene. La nostra natura esteriore, il guscio esterno del grano, deve prima spezzarsi, deve poi “morire”, per facilitare l’irrompere del grano, cioè della natura nuova propria dell’uomo creato di nuovo.

All’inizio sia la pula sia il guscio sono necessari perché fanno parte della nostra natura vecchia, e ci proteggono dall’assalto degli elementi naturali di questa vita. Ma prima che Dio possa veramente usare il credente, in un modo o nell’altro, dobbiamo passare attraverso un periodo di trebbiatura.

La natura di Pietro, quella simile al guscio, era presuntuosa e piena di superbia. I suoi successi iniziali nel cammino con il Signore forse lo avevano reso poco a poco presuntuoso e l’avevano portato a ripiegarsi su sé stesso. Ma Dio non può affidare il suo regno ad una persona che prima non sia stata spezzata nel suo orgoglio, rompendole il suo guscio naturale, perché questo guscio è ancora parte dell’oscurità e del regno delle tenebre.

La battaglia contro Pietro fu devastante, ma era stata definita e contenuta entro il piano prezioso e meraviglioso che Dio stesso aveva stabilito, perché così doveva servire allo scopo che il Signore, non satana, aveva deciso!


(segue)

19 luglio - La Bibbia (3)

Lavoravano nella casa del SIGNORE per ripararla e restaurarla … il sacerdote Chilchia trovò il libro della Legge del SIGNORE, data per mezzo di Mosè. … Safan portò il libro al re.

2 Cronache  34:10-16

 

La Bibbia (3)

 

E’ inutile perdere tempo per controbattere certe critiche, come l’idea che alcuni hanno che la Bibbia sia stata manipolata nel corso degli anni. Nessuno è obbligato a credere alla Bibbia, ma tutti dovrebbero riconoscere che questo Libro è unico, anche per il modo in cui ha attraversato i secoli.

Molte scoperte archeologiche hanno confermato tantissimi fatti storici che essa riporta. Nel 1890 si sono scoperti, al Cairo, almeno 200.000 frammenti del Vecchio Testamento; a Fayoum nel 1897 migliaia di papiri, e altri ancora nel 1930. Nel 1902 sono stati rinvenuti i papiri di Nash, datati dal 1° al 2° secolo. Nel 1947, nelle grotte di Quram, sono stati trovati circa 600 manoscritti dell’Antico Testamento, ricostruiti a partire da migliaia di frammenti. I testi più antichi datano dal 400 a.C.; una copia del testo di Isaia era scritta per intero. Le varianti fra i diversi manoscritti sono minime e le principali argomentazioni della critica biblica di allora sono state rese infondate da questi fatti.

Nel 1975 furono trovate a Tell-Mardik circa 15000 tavolette di argilla, datate del 3°secolo a.C., che parlavano di molti personaggi biblici e descrivevano il mondo dei patriarchi, senza disaccordo con la Bibbia.

È dunque accertato che il periodo della scrittura del Vecchio Testamento è durato molti secoli. L’unità di pensiero della Bibbia, in un periodo così lungo e con molte decine di autori e di temi diversi, è talmente evidente che può, a giusto titolo, essere considerato un miracolo.

Ma chi ha potuto compiere questo miracolo se non Dio?

sabato 18 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (3/5)

La superbia: un vero trabocchetto!

 

Ma torniamo indietro e vediamo come Satana mise in atto il suo attacco. I discepoli erano a tavola e avevano appena finito la cena pasquale, e il Signore stesso disse ai suoi discepoli che uno di loro lo avrebbe tradito, “Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni gli altri chi sarebbe mai, tra di loro, a far questo” (Lu 22:31).

Ecco il momento in cui scattò l’attacco, proprio in mezzo ad un momento tenebroso, e cosa scatenò la miccia? “Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il maggiore (o il più grande)” (Lu 22:24).

Essi passarono da un momento di angoscia e di dispiacere ad una discussione che li riguardava. Satana era riuscito a giocare bene le sue carte, entrando nelle zone grigie e tenebrose delle menti dei discepoli del Signore disunendoli. Ed ecco che il più impulsivo, il più coraggioso, colui che aveva camminato sulle acque, che aveva visto la maestosa gloria di Dio nella trasfigurazione del Signore Gesù, sempre presente ai maggiori miracoli, divenne la vittima sacrificale di Satana stesso.

Probabilmente si sentiva, in un certo senso, il maggiore, e questa “piacevole” sensazione gonfiata da Satana, si trasformò nel peccato di superbia e vanagloria. Così Pietro gonfiato e innalzato dalla superbia era pronto a cadere, perché “la superbia precede la rovina” (Pr 16:18). Satana conosceva bene questa sensazione, visto che proprio la superbia era stata il peccato che l’aveva allontanato dalla presenza di Dio, e dalla sua posizione di privilegio. Il trabocchetto che Satana usò per far cadere Pietro nella trappola fu quindi il peccato della superbia, ed era questo il punto debole di questo grande discepolo.

Occorre riconoscere che prima di dare battaglia, Satana va cercando quelle zone oscure che come credenti abbiamo ancora nella nostra vita, e sono proprio quelle aree che saranno usate come “trampolino di lancio” per dare battaglia e per cercare di procurare la nostra sconfitta.

Abbiamo un dovere verso il Signore, ma anche verso noi stessi, cioè che, se vogliamo veramente contrastare Satana, dobbiamo conoscere e scoprire le zone oscure che sussistono dentro di noi, portando al Signore tutto questo, peccato o altro, chiedendogli perdono e abbandonandolo. Se vogliamo essere liberi e vincitori dobbiamo riconoscere la condizione spirituale del nostro cuore e camminare umilmente con il nostro Signore.

Le parole “Sottomettiti… a Dio” devono essere la nostra prima mossa verso la completa liberazione e la nostra vittoria, perché proprio così dice la Parola, infatti “se ci sottomettiamo a Dio Satana fuggirà da noi”, perché lo abbiamo già detto che le tenebre scemano e fuggono davanti alla luce. Ricordiamo che davanti alla presenza di Dio le tenebre non possono sussistere; infatti come avviene per la legge naturale così è della legge spirituale. (Gm 4:7).


(segue)

18 luglio - Una presenza, non dei segnali

Il sentiero dei giusti è come la luce che…. va sempre più risplendendo, finché sia giorno pieno.

Proverbi 4:18

 

Ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.

1 Corinzi 13:12

 

Una presenza, non dei segnali

Conoscere la volontà di Dio

 

I sentieri di montagna sono spesso segnalati da tratti di vernice rossa, bianca o gialla, a volte anche con delle frecce o delle croci. Tre elementi vi sono indicati: il proseguimento del sentiero, i cambiamenti di direzione e i sentieri vietati.

Talvolta avremmo piacere che il percorso della nostra vita fosse così ben segnalato, e pensiamo: “Se soltanto potessi sapere quello che mi riserva il domani, potrei fare delle scelte giuste!” Ma questo sarebbe uscire dalla nostra condizione di esseri umani, perché il futuro appartiene solo a Dio.

Il Signore Gesù conosce la nostra vita, ma non ci conduce su sentieri pieni di segnalazioni difficili da interpretare; il Signore ci propone qualcosa di migliore dei segnali e ci indica un solo percorso: seguire Lui, conoscerlo, imitarlo, ubbidirgli, amarlo!

Chi ha creduto nel Signore non è lasciato solo. Da quel momento la sua vita consiste nell’essere attaccato al suo Salvatore. Accettarlo come proprio Maestro, ascoltarlo nella Sua Parola, pregarlo, vivere in Sua compagnia… questo è il segreto del vero discepolo di Gesù. Ma si dovrà vigilare per rimanere costantemente nella presenza del Signore e trovare, o ritrovare se l’abbiamo perduta, la comunione con Lui.

Ogni giorno vissuto col Signore costruisce il mio avvenire. Ricercare la volontà di Dio significa dunque camminare con Lui fino al giorno in cui arriveremo nel cielo.


venerdì 17 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (2/6)

La straordinaria risorsa che Satana vuol farci dimenticare!

 

Se penso a me, in questa prospettiva mi devo chiedere: come posso sopravvivere a certe prove che a volte il Signore permette per provare la mia fede, al fine di farmi crescere, o scrollarmi di dosso qualcosa che non va?

Anche l’uomo più forte e coraggioso nelle vie di Dio dovrebbe impallidire e tremare davanti a questa prospettiva. Ma dobbiamo guardare alla Scrittura sino in fondo, e proprio lì troviamo una promessa e una affermazione straordinaria, che costituì il baluardo della salvezza di Pietro.

Contro la terribile richiesta di Satana e la sua malvagia opera e contro le sue potenti armi, era intervenuto un potente aiuto, cioè l’intercessione del Signore stesso: “Ma io ho pregato per te”.

Benedetto sia il Signore che non lascia mai soli i suoi figli, nemmeno nelle più pericolose tentazioni, anzi egli sempre interviene in difesa chiedendo forza e misericordia per il suo discepolo “durante la prova” dandogli sostegno e indicandogli anche la via d’uscita.

Ecco la grande forza a nostra disposizione che Satana vuole farci trascurare e dimenticare. Sebbene io sia piccolo, debole, inutile, poca cosa, io posso contare sulle supplicazioni di Cristo, mio scudo e mio intercessore, mio avvocato, mio liberatore.

Questa convinzione ha sostenuto uomini sotto scacco nella loro vita, come Davide, come Pietro stesso più avanti, come Paolo in molte occasioni. Ecco perché la fede di Pietro non verrà meno, ed ecco perché il Signore parla con sicurezza del ministero futuro di Pietro, prima che la prova avvenga!

Le prove di Satana saranno vinte e avranno conseguenze buone e non cattive, anche se per un poco dobbiamo a volte soffrire. È sempre così per i suoi servi, il Signore si serve del vaglio di Satana per i suoi nobili scopi, e questo indipendentemente da quello che prevede e prepara il nemico.

Possiamo stare sicuri che nessun discepolo per il quale è il Signore stesso ad intercedere soccomberà mai. Non sono le mie parole a confermare questo ma la sua:

“Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che SEMPRE egli vive per intercedere per loro” (Eb 7:25).

C’è da lodarlo e ringraziarlo per come la sue benedizioni siano infinite verso di noi che crediamo! È per questo che possiamo dire “non a noi Signore non a noi Signore ma a te solo siano la gloria e l’onore”.


(segue)