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martedì 30 giugno 2026

30 giugno - E se tu facessi una sciocchezza?

A tutti quelli che l’hanno ricevuto (Gesù) Egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel Suo nome.

Giovanni 1:12

 

E se tu facessi una sciocchezza?

 

Fabrizio e Michele sono cristiani, ma Fabrizio è turbato al pensiero che potrebbe perdere la fede, e quindi essere perduto. Michele è assolutamente convinto di essere salvato, quindi è in pace. Quando prova a spiegarlo, il suo amico si stupisce:
«Come fai a esserne così sicuro? E se tu facessi poi una sciocchezza?»

«Tu sei figlio di tuo padre, vero? Se un giorno tu commettessi un errore gli daresti un dispiacere, e se è il caso lui ti punirebbe, ma non smetteresti di essere suo figlio. Quando, per la fede nel Signore Gesù, si è un figlio di Dio lo si è per sempre. Se hai ricevuto la vita di Dio “per grazia… mediante la fede” questo è “il dono di Dio” (Efesini 2:8). Da quel momento tu diventi un Suo figlio. Pensi che Dio possa rinnegare i Suoi? Inoltre, se sei salvato mediante la fede in Gesù, Dio non ti chiede di “conservare” la tua salvezza per mezzo della tua condotta, ma di mostrare con la tua condotta che sei un Suo figlio. Se la tua salvezza dipendesse anche in piccola misura da come ti comporti, non sarebbe più una salvezza per la Sua grazia! E se tu potessi perdere la vita eterna, questa non sarebbe più vita eterna

Michele ha ragione: la salvezza del credente, anche del più debole, è solidamente stabilita dall’opera di Gesù alla croce. Nulla può distruggerla. Egli l’ha compiuta in modo perfetto e una volta per tutte; ha ottenuto “una redenzione eterna”. Il Signore ha acquistato le Sue pecore al costo della propria vita. Esse gli appartengono e sono al sicuro nella mano del Padre e nella Sua (Giovanni 10:28, 29). E se la pecora si smarrisce e fa “una sciocchezza”, la mano potente del Pastore la troverà e la ricondurrà!

lunedì 29 giugno 2026

Rimedio

E' sufficiente guardarsi in uno specchio per conoscersi? Basta stare accanto ad una persona per sapere chi è? Sia le doti naturali che i difetti non è facile discernerli; quanto più è difficile conoscere l'animo umano che solo determinate circostanze a volte mettono in luce.

Dio non ha voluto nascondere all'uomo il suo vero stato. La Parola di Dio è il  solo “specchio” che può mostrare all'uomo ciò che lui è veramente.

L'uomo, indipendentemente da quello che è diventato a causa del peccato, rimane una creatura superiore, fatta ad immagine di Dio con le sue facoltà fisiche, mentali e spirituali, è il capolavoro della creazione. Il progetto della sua formazione è stato elaborato da Dio con lo scopo di avere una relazione con il suo Creatore, ed è l'unica creatura terrena ad avere questa capacità.

Fino dalla creazione, l'uomo è stato considerato responsabile nei confronti di Dio e la sua responsabilità comportava anche l'ubbidienza. Non soddisfatto di quello che gli era stato dato, l'uomo disubbidì voltando le spalle a Dio e scegliendo di seguire suoi propri desideri.

“Smettete di confidarvi nell'uomo, nelle cui narici non c'è che un soffio; infatti quale importanza gli si potrebbe attribuire?” Isaia  2:22.

Non c'è dunque rimedio? Non vi è più alcuna speranza per questa creatura? E' semplicemente un fallito? No!

La grandezza dell'amore di Dio per gli uomini è stupefacente. Egli ha in vista una benedizione eterna per l'uomo che ha creato a sua immagine. Fin dall'eternità, trova le sue delizie fra i figli degli uomini: “io ero presso di lui come un artefice; ero sempre esuberante di gioia giorno dopo giorno, mi rallegravo in ogni tempo in sua presenza; mi rallegravo nella parte abitabile della sua terra, trovavo la mia gioia tra i figli degli uomini”  Proverbi 8:30-31.

Per questo motivo il Signore Gesù “è venuto per cercare e salvare ciò che era perito” Luca 19:10. Questo piano di salvezza è possibile solo grazie all'opera che Egli ha compiuta sulla croce. Per l'eternità, la presenza nel cielo di coloro che per fede avranno accettato questa salvezza offerta da Dio, sarà la prova evidente e la dimostrazione della meravigliosa grazie e della volontà di Dio a riguardo degli uomini. E' sufficiente rispondere sinceramente all'invito del Signore  ci ha rivolto: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo” Matteo 11:28.

29 giugno - Superstizione

Il nostro Vangelo è ancora velato… per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del Vangelo della gloria di Cristo.

2 Corinzi 4:3-4

 

(Gesù disse:) “Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in Me, non rimanga nelle tenebre”.

Giovanni 12: 44, 46

 

Superstizione

 

È sabato. Al mercato, fra le tante bancarelle, ce ne sono due una accanto all’altra. Su una ci sono delle “pietre astrali” al costo di 20 euro al pezzo. Felicità e benessere sono promessi a chi indossa la pietra del proprio segno zodiacale. Sull’altra ci sono delle Bibbie a 1,90 euro. Davanti alla prima bancarella si fermano in tanti e le banconote passano di mano in mano. Davanti alla seconda, si lancia un’occhiata di sbieco e si prosegue…

Perché questa tendenza dell’uomo a credere ai “portafortuna” (una pietra, una medaglietta…) e a provare timore davanti alla Bibbia, la Parola del Dio Creatore? Tutti hanno paura del futuro, di perdere una relazione o il lavoro, paura dell’insicurezza, della malattia e della sofferenza, paura d’invecchiare, di morire. La mancanza di relazione con Dio spinge molte persone a imboccare strade false e ingannevoli. Sono pronte a fidarsi di abili discorsi, di teorie senza fondamento, invece di affidarsi a Dio. Si preferisce la menzogna alla Parola di Dio.

Dio ci ama, anche se fino ad ora gli abbiamo voltato le spalle affidandoci a credenze che lo mettevano da parte o gli erano contrarie. Gesù, il Figlio di Dio, ci ha aperto l’unica strada che può farci passare dalle tenebre alla luce, dal timore alla pace. Egli è la luce divina per chi crede in Lui; promette il Suo aiuto e il Suo sostegno per il presente e dà delle certezze per il futuro. La lettura del Vangelo ci farà capire cos’è la Verità.

domenica 28 giugno 2026

Ascoltare

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che hai concesso a Dio di parlarti personalmente?

Lasciami porre una domanda ovvia.

Se Il Signore Gesù, il figlio di Dio, pensava che valesse la pena annullare ogni impegno per pregare, non sarebbe saggio da parte nostra fare lo stesso?

Alcuni lamentano la mancanza di tempo, altri la difficoltà nel concentrarsi per la lettura. Tutti siamo tremendamente impegnati. Perciò piuttosto che passare del tempo con Dio ad ascoltare la sua voce preferiamo che siano altri a farlo per beneficiare poi della loro esperienza. Saranno loro a comunicarci ciò che Dio dice.

Ma pagheresti mai una vacanza nel posto che più ti piace  a qualcuno incaricandolo di andare al posto tuo?

Potresti accontentarti di un resoconto.

Oh pagheresti qualcuno per mangiare a posto tuo? Non so, perché magari mesticare è faticoso.

Quando Dio chiede la tua attenzione è perché ha qualcosa da dirti e non vuole un sostituto... vuole te!

28 giugno - Conosco un libro

La Tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero… Gioisco della Tua parola come chi trova un grande bottino.

Salmo 119:105, 162

 

La parola di Dio… opera efficacemente in voi che credete.

1 Tessalonicesi 2:13

 

Conosco un libro

 

Conosco un Libro che mi fa sapere cosa c’era “nel principio”, prima che esistesse il tempo. Mi dice come ha avuto inizio l’universo, e quale sarà la sua fine. Partendo dal “principio”, mi conduce attraverso i secoli e i millenni della storia umana fino all’eternità futura, quando il tempo non ci sarà più… Questo libro illumina l’avvenire e il passato. Il suo Autore dichiara: “Io sono Dio, e non ce n’è alcun altro… Io annunzio la fine sin dal principio… Sì, io l’ho detto e lo farò avvenire” (Isaia 46:9-11). Questo Libro mi racconta in che modo sono entrate nel mondo la sofferenza e la morte, e come ne saranno definitivamente eliminate. Esso descrive la storia degli uomini che sono vissuti prima di me meglio di qualsiasi biografia, e riflette me stesso meglio di uno specchio. Mi svela lo scopo della mia esistenza e il mio destino. Mi indica come fare per essere veramente felice.

Questo libro mi accompagna ogni giorno, risponde a tutti i miei bisogni. Mi consiglia nelle scelte, mi avverte dei pericoli, mi conduce sulla buona strada se mi svio per non averlo consultato... Mi rialza se inciampo, mi rassicura se sono preoccupato. Mi consola, m’incoraggia, nutre il mio spirito e lo disseta… Risponde alle mie domande e mi svela i tesori della saggezza. La sua armonia è perfetta, non si contraddice mai. Questo libro è la Bibbia, messaggio del Dio d’amore e di verità. Egli l’ha dedicato a ogni essere umano.

È un piccolo libro che può essere facilmente infilato nei vostri bagagli. Portalo con te in vacanza. Esiste anche in formato elettronico.

sabato 27 giugno 2026

Case

Dalle parti di Genova, lungo la costa, vi è un'abitazione la cui modesta apparenza presenta un notevole contrasto con le lussuose ville circostanti. Se vi avvicinate, potrete leggere al disopra della porta d'ingresso la seguente scritta: MORITURO SATIS ovvero, sufficiente per chi deve morire.

Questa formula esprime bene la saggezza del suo proprietario. Egli sa di essere solo di passaggio e di abitare lì momentaneamente, per un numero limitato di anni nell'attesa di “traslocare” o di “partire” come dice l'apostolo Paolo (Filp. 1:23) per andare nel domicilio eterno; e vogliamo pensare che conosca questa dimora e che ne sappia la via. I vicini di quell'uomo invece, e come loro la maggior parte dei nostri contemporanei, si comportano come se dovessero vivere per sempre. Benché gli avvisi mortuari dei giornali o affissi sui muri lo ricordino loro ogni mattina, essi non vogliono tenere conto del fatto che “non abbiamo qui una città stabile” (Ebrei 13:14) e per quanto siano prudenti ed avveduti ad assicurarsi il loro “vivere” terreno, manifestano un'inconcepibile negligenza per tutto ciò che riguarda quello che vi è al di là della morte, cioè la loro definitiva dimora.

“Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore...io vado a prepararvi un luogo” Giov. 14:2. 

La Bibbia ci insegna che soltanto i figlioli di Dio avranno il diritto di abitare nella casa del Padre di cui parla il Signore e vi è un posto per tutti i suoi. Non c'è prezzo d'acquisto, non ci sono bollette da pagare, ne spese di manutenzione. Tutto è assicurato dal Padre. Tutto è pronto, preparato per la gioia eterna dei sui figli.

27 giugno - Social network e veri amici

Chi ha molti amici può esserne sopraffatto, ma c’è un amico che è più affezionato di un fratello.

Proverbi 18:24

 

(Gesù disse): “Voi siete miei amici, se fate le cose che Io vi comando”.

Giovanni 15:14

 

Social network e veri amici

 

I social network permettono di ottenere una lunga lista di amici con una facilità incredibile. Un semplice “clic” su internet è sufficiente per arricchire la propria rete di sempre nuove relazioni e disporre di “amici” in più. Ma quanta diversità fra questi contatti virtuali e il vero amico descritto in parecchi testi della Bibbia! “L’amico ama in ogni tempo” (Proverbi 17:17): è una presenza importante nei momenti difficili come pure quando va tutto bene. Non è una relazione condizionata dall’interesse. È un legame solido, in cui ciascuno parla, tace o agisce quand’è necessario. Una relazione del genere è un potente incoraggiamento quando si attraversa la prova. Poco prima di andare al supplizio il Signore ha detto: “Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici”; “Io vi ho chiamati amici” (Giovanni 15:13, 15).

Invece di contare il numero dei nostri “amici” sui social, valutiamo la realtà di queste “amicizie” vere. Aggiungiamo o intratteniamo anzitutto una relazione con chi non ci deluderà mai: Gesù, il Salvatore, il Signore, il vero Amico.

Solo Lui può capire perfettamente le mie gioie e le mie pene, e può procurarmi una vera felicità, ben più completa dei piaceri fugaci. Mi rassicura nei momenti di prova e mi mantiene sereno. Infine, mi promette un’eternità alla Sua presenza. Basta che io riconosca davanti a Lui il mio peccato, e accetti che Lui, Gesù, il Figlio di Dio, è morto e risuscitato per me. È una questione vitale. E’ in gioco la mia pace, la mia gioia, la mia eterna felicità!


venerdì 26 giugno 2026

26 giugno - Abbattimento

Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; Egli è il mio Salvatore e il mio Dio.

Salmo 42:5

 

Abbattimento

 

Sarebbe sbagliato affermare che un cristiano non dev’essere mai triste. Sbagliato perché, credenti o no, possiamo attraversare tutti dei momenti difficili, delle delusioni o delle tragedie, e allora l’abbattimento è inevitabile.

La Bibbia narra la storia di credenti che hanno attraversato gravi difficoltà come Giobbe, Elia, Geremia, Paolo.

Oltre a certi periodi in cui ci sentiamo “giù”, capita a tutti, un giorno o l’altro, di sperimentare la tristezza e lo scoraggiamento. Nella nostra vita può esserci un’alternanza di luce e di buio, di momenti in cui tutto è chiaro e altri in cui l’orizzonte appare oscuro. Non lasciamoci prendere dal pessimismo, e non dimentichiamo mai che Dio è vicino a noi. La lettura della Sua Parola e la preghiera ravviveranno la nostra fede. Guardiamo al nostro Salvatore che ci ama e chiediamogli di far brillare la Sua luce nel nostro cuore.

La lettura dei Salmi ci conforta quando ci sentiamo scoraggiati o incompresi. Spesso gli autori parlano a Dio delle loro difficoltà, ed esprimono con accorate parole la loro sofferenza. “Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me?”, scrivono i figli di Core nel Salmo 45 (v. 5). C’è come una presa di coscienza, una ricerca delle cause di quella sofferenza, e la convinzione che Dio vuole farsene carico e guarire le ferite. Dedicare regolarmente un po’ di tempo al raccoglimento, da soli o con l’aiuto di fratelli e di sorelle credenti, può essere di grande aiuto.

Raccontiamo al Signore le nostre sofferenze, e ricordiamoci quanto Lui ha sofferto per noi! Allora sarà Lui il nostro grande argomento di gioia!


giovedì 25 giugno 2026

25 giugno - Venite al Signore!

(Gesù disse:) “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi… e voi troverete riposo per le anime vostre”.

Matteo 11:28, 29

 

Venite al Signore!

 

Venite, venite al Signore,

voi anime stanche e aggravate;

voi tutti che pace cercate,

venite con fede a Gesù.

 

Venite con fede al Signore;

il mondo dà falsi piaceri,

le gioie e i valori più veri

si trovano solo in Gesù.

 

Vicino al Signor troverete,

o cuori già stanchi di pene,

riposo e d’amore ogni bene.

Venite, v’accoglie Gesù.

 

Venite, v’accoglie il Signore,

le braccia amorose vi tende;

venite, Egli ancora v’attende;

venite, venite a Gesù.

(da: Cantici Spirituali)


mercoledì 24 giugno 2026

24 giugno - Gedeone, giudice di Israele

Il SIGNORE si rivolse a lui e gli disse: “Va’ con questa tua forza… Non sono io che ti mando?”

Giudici 6:14 (vers. Nuova Diodati)

 

Gedeone, giudice di Israele

Leggere Giudici capitolo 6

 

Questo fatto è avvenuto più di tremila anni fa, al tempo dei Giudici, un periodo difficile per il popolo d’Israele. Da sette anni erano regolarmente attaccati dai Madianiti, che depredavano i loro beni e distruggevano i raccolti, lasciando il paese in grande miseria. Non tutti però si arrendono; nella famiglia di Ioas, il giovane figlio Gedeone si dà da fare, di nascosto, per mettere le sue provviste al riparo dal nemico. Ed ecco che un giorno Dio gli invia un angelo ad informarlo della Sua decisione: utilizzerà proprio lui per liberare il Suo popolo. Gedeone non sa chi sia questo messaggero che lo saluta in modo così incoraggiante: “Il SIGNORE è con te, uomo forte e valoroso!”, ed è stupito e perplesso. Lui non si sente forte, anzi, si reputa incapace di compiere la missione che gli è proposta. Allora Dio si rivolge a lui e gli dice: “Va’ con questa tua forza”. Nonostante i suoi timori, Gedeone s’impegna con fede. Un passo dopo l’altro, si lascia guidare da Dio che gli darà la vittoria.

Può capitare che di fronte all’impegno della nostra testimonianza di cristiani ci sentiamo incapaci. Ma il nostro Dio si rivolge a noi e ci incoraggia, scaccia i nostri timori e ci assicura il Suo appoggio. Come con Gedeone, il Signore ha anche incoraggiato l’apostolo Paolo quando gli ha detto: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (2 Corinzi 12:9); e anche il profeta Isaia: “Io, il SIGNORE, il tuo Dio, fortifico la tua mano destra e ti dico: «Non temere, io ti aiuto!»” (Isaia 41:13). Così farà con noi se lo amiamo e gli diamo fiducia.

martedì 23 giugno 2026

23 giugno - 2. Il Signore guardò Pietro

Il Signore, voltatosi, guardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detta: “Oggi, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”.

Luca 22:61

 

2. Il Signore guardò Pietro

 

Pietro era un discepolo impulsivo. Amava molto il Signore e l’ha dimostrato in diverse occasioni. Sicuro del proprio coraggio, ha persino affermato di essere pronto a seguire il suo Maestro in prigione ed anche alla morte (Luca 22:33)... Gli avvenimenti però precipitano: Gesù è arrestato e condotto in tribunale. Pietro esita, lo segue da lontano, poi entra nel cortile del tribunale, si riscalda vicino al fuoco con le guardie, ma è subito riconosciuto e interrogato. Allora, spaventato, per tre volte di seguito nega di conoscere Gesù. “Egli prese a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate»” (Marco 14:71). Ma il Signore si volta e lo guarda… Cosa c’è in quello sguardo? Non ira o rimprovero, ma molta tristezza, e soprattutto tanta compassione. Pietro si ricorda allora di ciò che gli aveva detto Gesù: “Mi rinnegherai tre volte”, e piange amaramente. Poco tempo dopo, Gesù avrà con lui un colloquio intimo (Luca 24:34), poi un altro pubblico, per rinnovargli la Sua fiducia e liberarlo dal ricordo di quella brutta caduta (Giovanni 21:15-19).

Quante volte mi accade di somigliare a Pietro! Io amo il Signore e vorrei fare grandi cose per Lui; ma ecco che durante certe conversazioni non oso dire apertamente che sono cristiano per paura della reazione dei miei interlocutori. Però, dopo, non mi sento più a mio agio col mio Salvatore, perché so di aver rinnegato di conoscerlo col mio silenzio. Chi potrà consolarmi? Può farlo solo Lui, che cerca il mio sguardo e mi vuol dire: Ti amo lo stesso, sono morto per te e non ti abbandonerò mai. Soltanto, riconosci il tuo errore e riavvicinati a me.

lunedì 22 giugno 2026

Rifiutare (3/3)

Gesù


"Gesù gli disse: Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Adorerai il Signore tuo Dio e a lui solo servirai” 

leggere Matteo 4,10.


Condotto dallo Spirito nel deserto, il Signore Gesù trascorse lì 40 giorni e 40 notti, solo e senza cibo. E «alla fine ebbe fame». Cosa avrebbe potuto esserci di più naturale che usare il proprio potere per soddisfare i bisogni urgenti del proprio corpo? Ma ha rifiutato. Su istigazione di Satana non avrebbe detto la parola che sarebbe bastata a trasformare le pietre in pane. Si rifiutò di affermare i suoi privilegi di Figlio di Dio gettandosi dal pinnacolo del tempio. Si rifiutò di adorare il diavolo per ottenere i regni del mondo e la loro gloria: non era venuto per essere servito, ma per servire, Colui che aveva lasciato la gloria eterna per entrare come umile uomo futuro in questo mondo.

Una grande numero di testimoni ci circonda, ma quanto l'esempio perfetto li supera tutti!

 

 Di' di no

Dire no quando è coinvolto il sé “rivestitevi del Signor Gesù Cristo, e non abbiate cura della carne per soddisfarne le concupiscenze ” (Romani 13:14); negare l'onore e la gloria di questo mondo; resistere all'impurità; fuggire il male che vuole imporsi su di noi in tanti modi, a volte molto subdoli; rifiutarsi di rendere omaggio al nemico delle nostre anime, anche se è per un beneficio temporale; Non è questa l’“abnegazione” indispensabile di chi vuole seguire il Signore Gesù? È un cammino di sofferenza, ma anche un cammino di gloria. È la via attraverso la quale Egli ha percorso che dobbiamo considerare se non vogliamo stancarci e venir meno nella nostra anima (Eb 12,3). Fissando lo sguardo su di Lui, impareremo a rifiutare, a scegliere, a stimare, a guardare alla ricompensa, anticipando il giorno in cui i nostri cuori soddisfatti non avranno nulla da rifiutare perché tutto nella casa del Padre corrisponderà perfettamente. ai pensieri e al cuore di Dio.

22 giugno - 1. “Gesù, guardatolo, l’amò”

 Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a Lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù, guardatolo, l’amò.

Marco 10:17, 21

 

1. “Gesù, guardatolo, l’amò”

Leggere Marco 10:17-27

 

Un uomo si avvicina a Gesù. È un personaggio influente, un capo del popolo (Luca 18:18). E’ un uomo molto ricco. Aveva sempre osservato le prescrizioni della legge di Dio; era dunque “una persona per bene”, come diremmo oggi. In fondo al cuore, però, gli mancava qualcosa: una certezza per l’aldilà. Allora va da Gesù, di cui ha udito parlare, e gli chiede cosa deve fare per ereditare la vita eterna. Gesù gli riconosce le sue qualità, ma discerne anche quello che non va: la sua priorità sono le ricchezze! Ma non gli parla con durezza. No. “Gesù, guardatolo, l’amò”.

Forse sei come quel giovane ricco: apparentemente va tutto bene; vivi una vita tranquilla e onesta, non ti manca niente. Però sei insoddisfatto, tormentato da angosce che solo tu conosci. E non sai che qualcuno ha una soluzione! E’ sempre la stessa persona, da duemila anni. Quest’Uomo che si chiama Gesù è vivente in eterno, perché è Dio. Un giorno ha lasciato il cielo per venire a condividere la condizione umana. Ha sacrificato la Sua vita sulla croce, ha regolato il problema del peccato che separa ogni uomo da Dio e gli impedisce di essere felice. Poteva dimostrare il Suo amore in modo migliore? Dopo che è morto è risuscitato ed è risalito al cielo.

E’ dal momento della tua nascita che il Signore ti conosce e ti ama. Egli desidera parlarti per mezzo del Vangelo e mostrarti la via della vita. Devi solo ascoltarlo.


domenica 21 giugno 2026

Rifiutare (2/3)

Giuseppe


"Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: 'Come dovrei commettere questa grande malvagità e peccare contro Dio?” Leggere Genesi 39:8,9.

Un giovane schiavo “rubato alla terra degli ebrei” – Giuseppe – servì fedelmente Potifar. Il suo padrone, sapendo che «il Signore era con lui», gli diede incarico di tutta la sua casa e di tutto ciò che possedeva. Ma il nemico, che non era riuscito a ucciderlo e a distoglierlo dal cammino della fedeltà a Dio, stava per tentarlo in un modo completamente diverso. Molti si sono mantenuti fedeli nelle tentazioni ordinarie della vita; ma sono caduti più in profondità di quanto chiunque avrebbe immaginato quando si trattava di resistere all’impurità e di sfuggire ai “desideri giovanili”.

“Giorno dopo giorno” si rinnovava la tentazione per Giuseppe. Ma fin dal primo attacco «lui ha rifiutato», «non l'ha ascoltata» quando lei lo ha provocato. E quando sembrò “in un giorno simile” che non potesse più evitare il male, “fuggì” e lasciò che tutto rimanesse puro.

Ciò gli valse l'ira del suo padrone, gli costò la buona posizione e gli causò lunghi anni di prigione. Ma quello era il modo in cui Dio lo portava alla gloria. Se non avesse rifiutato, senza dubbio non avrebbe conosciuto gli anni di sofferenza, ma Dio sarebbe stato disonorato. La Parola non avrebbe potuto ripetere: "Il Signore era con lui", e negli anni di carestia che avrebbero afflitto l'Egitto e la terra abitata, non sarebbe diventato il "Salvatore del mondo".


(segue)

21 giugno - Gesù bussa alla porta del tuo cuore

Sento la voce del mio amico che bussa e dice: “Aprimi!”

Cantico dei Cantici 5:2

 

Gesù bussa alla porta del tuo cuore

 

Presso la porta del tuo cuore

aspetta e bussa ancor Gesù,

e ti ripete con amore:

“Mi aprirai tu?”

 

“Per te, per te fui messo in croce;

dal ciel discesi fin quaggiù.

Ascolta, ascolta la mia voce.

Mi aprirai tu?”

 

Cedi alla voce che ti chiama,

cedi e non indugiare più;

apri e ricevi Lui che t’ama.

Gli aprirai tu?

 

Non odi tu la voce amata,

la voce del Signor Gesù?

“Guarda la mano Mia forata,

Mi aprirai tu?”

(da: Cantici Spirituali)

 

“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la Mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con Me” (Apocalisse 3:20).

sabato 20 giugno 2026

Rifiutare (1/3)

Mosè

Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio che godere per breve tempo i piaceri del peccato, stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa. Ebrei 11,24-26.

Erano passati quasi 40 anni; Mosè non era più il ragazzo che piangeva; era cresciuto alla corte del faraone in mezzo a tutto lo sfarzo, completamente istruito nella saggezza e nella scienza degli egiziani, come si conveniva al figlio adottivo della figlia del re. Era “potente nelle sue parole e nelle sue opere”, il presunto erede al trono del paese più civilizzato dell’antichità.

Ma un giorno gli venne in mente che questo popolo d'Israele, disprezzato e odiato dagli egiziani, era il suo popolo. Che scoperta per un uomo che viveva nel lusso e nello splendore della corte di un Faraone altezzoso e arbitrario! Questi ebrei, “un abominio per gli egiziani”, erano “suoi fratelli”, il popolo di Dio! Dovette allora lasciare tutto, rinunciare alle ricchezze dell'Egitto, per unirsi alla vergogna che gravava su di esse? Se avesse usato le competenze acquisite durante quei 40 anni per liberarli, non lo avrebbero accolto come un liberatore?  Diventando re sull’Egitto, avrebbe potuto effettivamente favorirli, alleggerire il loro fardello; ma la mente di Dio era di farli uscire dalla terra della schiavitù. Il popolo capirebbe senza dubbio che Dio voleva dare loro la liberazione per mano sua. Ma cosa direbbe il Faraone? Come poteva lasciare la madre adottiva che lo aveva salvato dalle acque? Non sarebbe meglio mantenere i tanti vantaggi che gli sono arrivati?

Ha rifiutato. Egli “rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone”. Rifiutò le ricchezze, gli onori, la gloria. È andato verso i suoi fratelli, scegliendo la tribolazione, il “vituperio di Cristo”. Con quale gioia accetteranno la liberazione! “Ma essi non capirono” (At 7,25). Lo hanno rifiutato. E ora doveva fuggire dall'ira del re, fuggire dalla terra d'Egitto dove era cresciuto, fuggire nel deserto e trascorrere 40 anni come semplice pastore accudendo un gregge che non era nemmeno il suo.

Questo era ciò che aveva ottenuto! Aveva «rifiutato», aveva «scelto», aveva «ritenuto»... (Eb 11,24.25), aveva rinunciato a tutto per Dio; la sua carne non vi trovò nulla. Ma la sua fede poteva guardare più lontano e più in alto; Quel Dio per il quale aveva lasciato andare tutto avrebbe saputo ripagarlo: “Guardava alla ricompensa”. In questo mondo “perseverò fermamente, come se vedesse l’invisibile”. Conosceva la comunione beata con Dio stesso. Il suo volto risplendeva «perché aveva parlato con lui». E un giorno nella gloria avrà la sua ricompensa. Vedrà con noi il Signore, sul quale i suoi occhi erano già fissi mediante la fede. Nel Giorno della ricompensa avrà la sua corona e potrà gettarla ai piedi di Colui che solo poteva aiutarlo a rinnegare durante la sua vita l'onore e la gloria di questa terra per seguirlo in un cammino di sofferenza e di sofferenza. rinuncia.


(segue)

20 giugno - Sempre con il Signore!

Il Signore stesso, con un ordine… scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore.

1 Tessalonicesi 4:16-17

 

Sempre con il Signore!

 

Mi reco a far visita ad un’anziana amica che si trova in una casa di riposo. Ha dimenticato molte cose della sua vita passata, la sua famiglia, i suoi conoscenti… Ma la sua fede è rimasta viva, ed è sempre felice di ascoltare la lettura di versetti della Bibbia. Oggi le ho letto il testo in capo a questo foglietto. Allora, col viso raggiante di gioia, la sento ripetere sottovoce: “Sempre con il Signore, sempre con il Signore!”… È come se vedesse già il suo Salvatore vicino a lei, senza doverlo più lasciare.

Incontrare il Signore per restare per sempre con Lui, ecco la prospettiva di chi, come quella sorella in fede, ha creduto in Lui nella sua vita. Il credente ha messo la propria fiducia in Colui che l’ha amato e ha dato Se Stesso per lui (Galati 2:20); per questo ha la certezza di essere passato dalla morte alla vita (Giovanni 5:24) e che il suo posto è già pronto nella casa del Padre. Gesù dichiara a tutti i Suoi riscattati: “Tornerò e vi accoglierò presso di Me, affinché dove sono Io, siate anche voi” (Giovanni 14:3).

L’apostolo Paolo, al quale Gesù si era rivelato sulla strada per Damasco, aveva “il desiderio di partire e di essere con Cristo”. Per lui morire era un “guadagno” (Filippesi 1:23, 21).


Amor del Salvatore!

Vedrò nel bel retaggio - l’eccelso Tuo splendore.

Dinanzi al Padre allora, - finito il lungo viaggio,

del mio canto il fervore, - sotto il caldo Tuo raggio

darà lode al Signore!

(da: Cantici Spirituali)

venerdì 19 giugno 2026

19 giugno - Venti di tempesta (2)

“Chi è mai Costui che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli ubbidiscono?”

Luca 8:25

 

Quell’uomo sarà come un riparo dal vento, come un rifugio contro l’uragano.

Isaia 32:2

 

Venti di tempesta (2)

 

Il vento, nella Bibbia, ci parla anche delle circostanze difficili che talvolta attraversiamo durante la vita. Ma se sulla terra non soffiasse mai il vento, la vita non potrebbe esistere. Il vento contribuisce alle variazioni climatiche; permette l’evaporazione dell’acqua degli oceani e dei mari, apre la strada alla pioggia che bagna la terra, diffonde i semi, alimenta le riserve di acqua…

Accade la stessa cosa nella nostra vita. I contrattempi e le lotte insegnano al credente che deve contare sul suo Salvatore. Chi non ha mai fatto la meravigliosa esperienza del soccorso divino nel momento in cui l’uragano sembrava scatenarsi sopra di noi? “Signore, salvaci, siamo perduti!” (Matteo 8:25), hanno gridato i discepoli. Allora, spesso Egli ci risponde con queste parole: “Non temere”. Che parole incoraggianti quando si sa che sono accompagnate dalle risorse del Figlio di Dio, dalle Sue promesse e dal Suo amore. Ecco alcuni riferimenti ai testi biblici in cui il Signore Gesù fortifica la fede con queste parole:

“Non temere”: quando, come il discepolo Pietro, ti riconosci peccatore nel momento in cui Gesù ti chiama a seguirlo (Luca 5:10).

“Non temere”: di fronte al dubbio o a circostanze impreviste che ti toccano in prima persona (Luca 1:13, 30). 

“Non temere”: quando un mondo nemico ti aggredisce (Matteo 10:28) e ti provoca.

“Non temere”: davanti alla morte (Marco 5:36), perché Cristo è la risurrezione e la vita (Giovanni 11:25). “Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò e tu mi glorificherai” (Salmo 50:15).

giovedì 18 giugno 2026

18 giugno - È solo vento (1)

Io ho visto tutto ciò che si fa sotto il sole; ed ecco tutto è vanità, è un correre dietro al vento.

Ecclesiaste 1:14

 

(Gesù disse:) “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Marco 13:31

 

È solo vento (1)

 

Nella Bibbia, come pure nel linguaggio corrente, il vento è talvolta la figura dell’inutilità delle cose, della vanità della vita, delle cose che passano. Quante volte anche noi abbiamo pronunciato delle parole che sono svanite senza produrre alcun effetto positivo…

Di tutte le grandi attività dell’uomo, quante non producono altro che un risultato fugace e passeggero! “Qual profitto gli viene dall’avere faticato per il vento?”, dice l’Ecclesiaste (5:16); e poi ripete questo triste ritornello: “Tutto è vanità, è un correre dietro al vento”. Invece di impiegare tanti sforzi in questo vano inseguimento, perché non ricercare i valori veri, quelli che rimangono?

La Bibbia ci parla di cose che sono stabili, che durano:

La Parola di Dio: “L’erba si secca, il fiore appassisce”: ecco il risultato di ciò che l’uomo può fare o pensare sulla terra. “Ma la Parola del nostro Dio dura per sempre” (Isaia 40:8). Neppure uno “iota”, cioè neppure una lettera di questa Parola cadrà nel vuoto; tutto sarà adempiuto, dice il Signore, e Lui ne è il Garante (Matteo 5:18). Seduto sul trono nel cielo, ha detto a Giovanni: “Queste parole sono fedeli e veritiere” (Apocalisse 21:5).

La Sua giustizia: “La Sua giustizia dura in eterno” (Salmo 111:3)

La Sua fedeltà: “La fedeltà del SIGNORE dura per sempre” (Salmo 117:2)

La Sua bontà: “Celebrate il Signor dei signori, perché la Sua bontà dura in eterno” (Salmo 136:3).

mercoledì 17 giugno 2026

17 giugno - Nascere, vivere e andarsene

“Io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE, “pensieri di pace… per darvi un avvenire e una speranza”.

Geremia 29.11

 

Nascere, vivere e andarsene

 

Un poeta aveva cercato durante tutta la sua vita di dimostrare che Dio non esiste. Poco prima di morire ha fatto la seguente costatazione: “Sono nato, non so perché; ho vissuto non so come; me ne vado, non so dove…”. Triste bilancio di una vita senza Dio!

Ben diverso è il linguaggio dell’apostolo Paolo:

– “Dio… mi aveva prescelto fin dal seno di mia madre e mi ha chiamato mediante la Sua grazia… perché io lo annunziassi (il Figlio Suo) fra gli stranieri” (Galati 1:15, 16). Paolo sapeva perché era nato: per annunciare al mondo il Vangelo.

– “Per me il vivere è Cristo…” (Filippesi 1:21). Paolo sapeva bene come voleva vivere: tutta la sua vita si riassumeva in una persona: Gesù Cristo. Egli aveva rinunciato a tutto “allo scopo di conoscere Cristo” (Filippesi 3:7-10).

– “Ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio” (Filippesi 1:23). Paolo sapeva con certezza dove sarebbe andato dopo la morte, e tutto ciò che desiderava era di essere col Signore.

Ma le affermazioni di Paolo su queste questioni essenziali non sono riservate a lui che è stato un grande apostolo. Anche il più umile cristiano è stato conosciuto e amato da Dio prima della fondazione del mondo. Dio ha un piano per la vita di ognuno dei Suoi figli, mentre aspettano il momento in cui raggiungeranno il loro Salvatore.

Caro amico, perché sei nato, come vivi, e dove te ne andrai? Per rispondere serenamente a queste domande, credi alla Parola di Dio e ricevi Gesù Cristo come tuo Salvatore.

martedì 16 giugno 2026

16 giugno - Cristo e la Sua chiesa

Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato Se Stesso per lei… Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa.

Efesini 5:25, 32

 

Cristo e la Sua chiesa

 

Fra i misteri rivelati nel Nuovo Testamento, c’è quello della Chiesa, “la sposa dell’Agnello” (Apocalisse 21:9). La chiesa è l’insieme di tutti quelli che hanno creduto in Gesù e Dio utilizza il termine sposa per mostrarci l’intima relazione che lega i credenti al loro Signore.

L’apostolo Paolo scrive: “Vi ho fidanzati a un unico Sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo” (2 Corinzi 11:2). Durante il periodo attuale, Cristo prepara la Sua chiesa per il giorno in cui verrà a prenderla e “la nutre e la cura teneramente”. Ben presto la farà comparire “davanti a Sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile” (Efesini 5:27).

Bisogna arrivare alla fine della Bibbia per scoprire il risultato del piano di Dio: “Rallegriamoci… diamo a Lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello” (Apocalisse 19:7). Associata al grande Vincitore, la Sposa parteciperà al Suo regno sulla terra, un regno di giustizia e di pace che durerà mille anni (Apocalisse 20:6). Leggiamo allora: “Vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo… Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini… essi saranno Suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio” (Apocalisse 21:1-3).

Nell’attesa di questa eternità gloriosa, lo Spirito e la Sposa dicono: “Amen! Vieni, Signore Gesù” (Apocalisse 22:17).

lunedì 15 giugno 2026

Dio ha una via per noi (4/4)

La guida divina

 

"Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te. Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!” (Salmi 32:8-9).

Dio dice espressamente qui: “Io ti istruirò e ti insegnerò la via”. Così vediamo che Dio stesso vuole guidarci ogni giorno nelle cose grandi e piccole della vita. Egli ci istruisce attraverso la Parola, che mette davanti al nostro cuore e alla nostra coscienza. Possiamo essere certi che il sentiero che Egli ci mostra sarà sempre in accordo con la Sua Parola.

Dio vuole anche indicarci la strada, cosa che capiamo meglio quando siamo alla Sua scuola. Quando siamo già da molto tempo sulla via della fede, vediamo che Dio ci insegna, educandoci attraverso le circostanze della vita. Ci mostra che a volte abbiamo corso troppo velocemente o siamo rimasti indietro e non abbiamo tenuto il passo.

Inoltre, Dio tiene lo sguardo su di noi per consigliarci. Nella vita non incontreremo solo bianco o nero, chiaramente giusto o palesemente sbagliato. Per quanto riguarda la salvezza eterna, ci sono solo due possibilità: la via larga, in perdizione, o la via stretta, per la vita. Ma nelle cose di ogni giorno, possiamo imbatterci in scelte o situazioni che sono più difficili da giudicare. Non è detto che un percorso sia totalmente sbagliato e l'altro l'unica scelta giusta. No, il Signore ci consiglia in ogni situazione la strada migliore da seguire Un giovane può pensare che sarebbe bene per lui rimanere celibe in modo da poter servire meglio il Signore. Questo è un buon pensiero in sé., ma può darsi che Dio stia mostrando a questo giovane che sposarsi è la via migliore per lui. Naturalmente è possibile anche il contrario.

Un altro esempio si trova nella vita dell'apostolo Paolo. Dopo il suo terzo viaggio missionario intendeva andare a Gerusalemme, anche se lo Spirito Santo gli aveva mostrato che lì lo aspettavano prigionia e sofferenza. Quindi questo progetto è stato buono o cattivo? I commentatori biblici ci hanno pensato per secoli. Alcuni sostengono che Paolo, nel voler andare a Gerusalemme, fosse disubbidiente e agisse secondo la sua volontà; altri non vogliono rimproverare nulla all'apostolo, e perciò dicono che Paolo ha fatto tutto bene. Forse entrambi i punti di vista sono errati. Il suo movente non era certamente sbagliato: voleva che i suoi concittadini fossero salvati. Questa è una buona e santa motivazione ma, probabilmente, non è stato all'altezza della guida dello Spirito. Può succedere anche a noi.

In Filippesi 1:10 l'apostolo Paolo ci esorta a discernere "le cose migliori", cioè "le più eccellenti". Quindi non dovremmo solo puntare su ciò che è buono, ma scegliere il meglio. Per questo abbiamo bisogno della guida del nostro Dio.

15 giugno - Casualità o piano di Dio?

 

Il cuore dell’uomo medita la sua via, ma il SIGNORE dirige i suoi passi.

Proverbi 16:9

 

Casualità o piano di Dio?

 

La parola “fortuna” o “caso” appartengono al vocabolario quotidiano. Quel tale è sfortunato, quell’altro ha avuto molta fortuna nella vita, a un altro si augura buona fortuna... In realtà, l’utilizzo di queste parole lascia supporre che il destino di ognuno di noi sia dovuto al caso. La Bibbia ci insegna che non è così, e ce ne dà un bell’esempio con la storia di Rut (circa 13 secoli avanti Cristo), raccontata nel libro che porta il suo nome.

Rut è una giovane donna del paese di Moab che lascia il suo paese per accompagnare Naomi, sua suocera israelita, che ritorna in Palestina dopo un certo periodo d’assenza. Entrambe vedove e senza risorse, arrivano a Betlemme, in Giudea. In questo paese Rut è una straniera. Prima di sposare il figlio di Naomi, era pagana e non avrebbe diritto di unirsi al popolo di Israele. Per poter sopravvivere, Rut si mette a spigolare in un campo d’orzo che, senza che lei lo sappia, appartiene a Boaz, uno dei parenti più stretti di Naomi. Quest’uomo è contento di accogliere le due vedove, Rut e sua suocera; inoltre, secondo la legge giudaica, ha anche la possibilità di sposare Rut, per assicurare una discendenza al suo defunto marito. E così avviene. Rut diventerà niente meno che la bisnonna del re Davide e sarà elencata nella genealogia del Messia!

Che piano d’amore quello di Dio per una vedova straniera e indifesa! Dio ci mostra che è Lui stesso a controllare la vita di quelli che lo temono. Ed è Lui che nel Suo amore che vi ha dato l’occasione di leggere queste righe per farvi incontrare Colui che vuole e che può salvarvi: Gesù Cristo, il Redentore.