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sabato 13 giugno 2026

13 giugno - Fari allineati

Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

Romani 12:2

 

Fari allineati

Come conoscere la volontà di Dio

 

L’ingresso in certi porti marittimi è possibile solo per mezzo di “fanali di direzione”. Sono due fari che indicano la direzione che la nave deve seguire per entrare in porto. Talvolta c’è anche un terzo faro, allineato con gli altri, per indicare con maggiore precisione il canale d’ingresso. È così anche per il cristiano che cerca di comprendere la volontà di Dio:

– Il primo faro è la Bibbia. Dio non conduce mai un credente su un percorso contrario a ciò che dice nella Sua Parola. Quindi, prima di tutto c’è da chiedersi: La strada che voglio seguire è conforme a ciò che insegna la Parola di Dio?

– Il secondo faro è la convinzione interiore. Il Signore accorda al credente, per mezzo del Suo Spirito e della preghiera, di conoscere nel suo intimo, nel suo profondo, la direzione che deve seguire. Nella calma, io devo chiedergli di accompagnarmi. Ma sono pronto a seguire la direzione che mi mostrerà?

– Il terzo “fanale” sono le circostanze della vita. Quando vedo il secondo faro allineato al primo, posso andare avanti perché due punti allineati dovrebbero essere sufficienti per indicarmi la direzione. Tuttavia, Dio interviene talvolta per aiutarmi a vederci più chiaro (Giudici 6:36-40) e lo fa attraverso le circostanze; non che queste siano la mia guida, ma Dio può utilizzarle per incoraggiarmi o avvertirmi.

Attenzione però! Non cerchiamo di invertire i fari: una nave che volesse passare vicino al terzo faro prima di aver allineato la sua traiettoria sui primi due non troverebbe l’ingresso del porto! 


venerdì 12 giugno 2026

12 giugno - Preparare il proprio viaggio

 “Siate pronti, perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà”.

Matteo 24:44

 

Preparare il proprio viaggio

 

Fra qualche settimana cominciano le vacanze! Non si aspetta l’ultimo minuto per organizzare questo periodo di meritato riposo, altrimenti si rischia di compromettere il viaggio. Ben presto bisogna prenotare i biglietti, scegliere l’alloggio… Ma quanto tempo, quanta energia, quanto denaro riserviamo per una vacanza!

Allora, s’impone questa domanda: Mi sono preparato con altrettanta attenzione per la partenza verso l’eternità? Dopo la morte, “lo spirito torna a Dio che l’ha dato” (Ecclesiaste 12:7). Di fronte al proprio Creatore, ciascuno di noi dovrà rendere conto della vita passata sulla terra e della risposta che ha dato agli avvertimenti che Dio ha dato nella Sua Parola: “Preparati… a incontrare il tuo Dio” (Amos 4:12). Dio ci supplica di non disprezzare le ricchezze della Sua bontà e della Sua pazienza, e di non ignorare che la Sua bontà ci spinge al ravvedimento (Romani 2:4).

Dio è santo. Chi penserebbe di presentarsi davanti a Lui con i propri peccati? Nessuno avrebbe delle attenuanti per sfuggire all’ira di Dio contro il peccato. Però, Dio è anche amore; Egli può e vuole perdonarci anche quello che noi potremmo considerare imperdonabile. Se crediamo in Gesù, Dio ci fa dono della Sua grazia. Egli ci associa a Lui come Suoi figli amati, per l’eternità.

Ecco il “biglietto” che ci permette di trovarci eternamente nella gioia della Sua presenza! Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati; accettiamo la Sua grazia. Ce la offre oggi!


giovedì 11 giugno 2026

Dio ha una via per noi (1/4)

Dio desidera condurre i credenti sulla terra per un sentiero nel quale possano piacerGli e vivere in felice comunione con Lui. Questo percorso si snoda sotto la guida di Dio, per ciascuno in modo individuale. Affinché possiamo trovare questo sentiero, e anche seguirlo, Dio ci dà istruzioni fondamentali nella Sua Parola. Queste ci sono date affinché possiamo porre la nostra vita sotto la Sua direzione e lasciarci guidare da Lui.

La Bibbia risponde alle seguenti due domande e ci dà istruzioni su questo argomento:

Quale è il cammino su cui Dio vuole condurre l'uomo?

In che modo Dio guida i suoi?

 

1) Il cammino su cui Dio ci conduce

"Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano." (Matteo 7:13-14).

 Questi due versetti chiariscono che ci sono solo due strade su cui noi esseri umani possiamo trovarci. Affinché Dio ci guidi nella vita, dobbiamo essere sul sentiero che è in accordo con Lui.


La porta larga

Passando attraverso la porta larga, si arriva sul sentiero spazioso. Per fare questo non è necessario  alcuno sforzo particolare: seguiamo semplicemente le idee che abbiamo su Dio e sulla vita umana. Oppure semplicemente, come la maggior parte delle persone, ci orientiamo in base alla maggioranza. L'ampia porta si apre su una vita secondo le idee e l'immaginazione umana.


La via larga

Su questo ampio sentiero, possiamo vivere senza restrizioni, lasciarci andare e fare ciò che vogliamo. Ma questo percorso finisce in rovina. Le persone che realizzano sé stesse, vivono secondo i loro desideri peccaminosi, arrivando infine all'inferno, dove soffriranno per sempre. Già durante la loro vita la corruzione li raggiungerà. Saranno insoddisfatti e scontenti perché falliranno lo scopo che il loro Creatore aveva per le loro vite. Che nessuno di coloro che leggono queste righe continui la propria vita su questo sentiero spazioso!

 

La porta stretta

Come si arriva alla via stretta? Basta attraversare la porta stretta. Nel Vangelo di Luca, il Signore Gesù dice: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta" (Luca 13:24). È un'allusione alla conversione. Ci pentiamo e ci rivolgiamo a Dio in modo che Egli possa salvarci. La conversione è la nostra parte, la salvezza è l’opera di Dio. Sotto un certo punto di vista, è facile convertirsi. Non dobbiamo pagare nulla, non dobbiamo costringerci a fare buone opere o a migliorarci. Si tratta solo di rivolgersi a Dio con una sincera confessione dei propri peccati. D'altra parte questo passaggio attraverso la porta stretta è una grande sfida, dobbiamo lottare, mettere da parte tutto il proprio orgoglio e umiliarci davanti a Dio.

In Giovanni 10:9, il Signore Gesù si presenta come la porta della salvezza; Chiunque confessa i suoi peccati a Dio e crede nel Salvatore Gesù Cristo entra da questa porta.

Dio offre la salvezza nel suo Figlio Gesù Cristo a tutti, senza eccezione, perché vuole che tutti gli uomini siano salvati. Pertanto, quando predichiamo e diffondiamo il Vangelo, non dobbiamo escludere nessuno. Così quando qualcuno afferra la salvezza nel Signore Gesù, in realtà sta entrando in una via stretta o angusta.

Questo passaggio attraverso la porta stretta è una grande sfida. Dobbiamo lottare.

 

La via stretta

Su questa strada non c'è più spazio per i desideri della carne e per i piaceri mondani. Ecco perché, ai non credenti, questo sentiero sembra troppo stretto, troppo arido e privo di gioia. Essi compatiscono i credenti, li considerano miseri. Non hanno il permesso di divertirsi e devono partecipare alle riunioni cristiane con aria seria più volte alla settimana. Tali pensieri possono essere compresi perché i non credenti non sanno ciò che il Signore Gesù ci dà. Non conoscono il cibo nel pascolo del Buon Pastore. Non hanno idea della gioia e della pace che il Signore Gesù ci dà, che ci permettono di essere felice nel  percorrere la via stretta che conduce alla vita. La meta ultima del cammino di fede è la vita nella gloria del cielo. Lì, alla luce brillante della presenza di Dio, saremo eternamente felici. Questo è il futuro di tutti coloro che entrano per la porta stretta e camminano sul sentiero stretto. Ma già sulla terra hanno una vita felice e piena.

Il sentiero stretto è il sentiero su cui Dio conduce i credenti. Pertanto, per essere guidati da Dio nella nostra vita, questo presupposto è fondamentale: sono sulla via stretta che conduce alla vita? O devo ancora “lottare” per entrare attraverso la porta stretta?

Naturalmente, se siamo sulla via stretta, abbiamo ancora molto da imparare per discernere nelle circostanze della vita come Dio vuole guidarci. Questo ci porta al punto successivo.


(segue)

11 giugno - Comando vocale

Questa è la fiducia che abbiamo in Lui (Dio): che se domandiamo qualche cosa secondo la Sua volontà, Egli ci esaudisce. Se sappiamo che Egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di avere le cose che gli abbiamo chieste.

1 Giovanni 5:14-15

 

Comando vocale

 

Mia zia, molto anziana, vive sola, poco distante da casa mia. Se ha bisogno può comporre automaticamente il mio numero di telefono tramite un comando vocale. Sa che basta pronunciare il mio nome per ricevere subito aiuto. Del resto è proprio quello che fa, a volte anche per piccoli problemi…

Facciamo come lei! Approfittiamo del fatto che esiste un legame permanente fra la terra e il cielo, una linea che non è mai sovraccarica. Basta pronunciare il nome di Dio e abbiamo la certezza che Egli ci ascolta.

La preghiera non consiste in una recita che va bene per tutte le occasioni, imparata a memoria, ma è un contatto diretto e personale col nostro Creatore per chiedere il Suo soccorso e ringraziarlo. Gesù parla di un uomo che ha pregato molto brevemente pronunciando queste parole: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore” (Luca 18:13), ed  è stato immediatamente perdonato.

Il cristiano sa che può parlare al Signore anche dei suoi piccoli problemi giornalieri. Noi abbiamo un Dio grande, ma per il quale nulla è troppo piccolo quando si tratta di ciò che riguarda i Suoi figli sulla terra. Non lo stancheremo mai. Un bambino non ha timore di disturbare i suoi genitori per temperare la matita, legare una stringa, o avere una risposta alle sue numerose domande, anche se infantili e formulate con un linguaggio semplice. Cerchiamo il soccorso di Dio in preghiera, con la piena convinzione che Egli ci ascolta. Parliamogli dei nostri bisogni, delle nostre inquietudini e anche dei nostri dubbi. Ma, soprattutto, non dimentichiamo di ringraziarlo.


mercoledì 10 giugno 2026

10 giugno - La fede

Senza fede è impossibile piacergli (a Dio); poiché chi si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.

Ebrei 11:6

 

Camminiamo per fede e non per visione.

2 Corinzi 5:7

 

La fede

 

Se credo a un Dio Creatore devo credere non solo nella Sua esistenza ma anche al fatto che io sono la Sua creatura. Se riconosco la Sua grandezza e la Sua potenza, devo anche riconoscere, per contrasto, la mia piccolezza e la mia fragilità. Sfioro l’assoluto della Sua santità e del Suo amore, e constato tristemente la mia rovina morale. La fede mi spinge a riconoscere ciò che io sono davanti a Dio, una creatura che l’ha offeso, che merita il Suo giudizio e non ha alcun mezzo per riscattarsi. Ma credere a Dio è anche avere la ferma convinzione che Egli ha il mezzo per salvarmi. La Bibbia, la Sua Parola, ci annuncia il Suo piano di salvezza: “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Suo unigenito Figlio affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). Per chi crede, questa liberazione è immediata, è un dono di Dio. E’ la vita senza fine.

La fede in Dio e nella Sua Parola è il principio di vita del cristiano. Il credente che ha la vita eterna, vive oggi “in novità di vita” (Romani 6:4). Egli si affida a Dio, gli parla, lo interroga. Conta sulla Sua liberazione giornaliera. Il Signore Gesù stesso ha insegnato la pratica di questa vita di fede. Egli risponde ai due ciechi che lo imploravano: “Vi sia fatto secondo la vostra fede” (Matteo 9:29). A un padre che lo supplicava di guarire il figlio, dice: “Ogni cosa è possibile per chi crede” (Marco 9:23). Camminare per fede vuol dire permettere a Dio di dirigere la nostra vita. Vuol dire riconoscere la verità e l’affidabilità di ciò che ci dice nella Bibbia, e considerare sicura la Sua promessa che saremo presto con Lui. 

martedì 9 giugno 2026

09 giugno - Il giorno della Pentecoste

(Gesù disse:) “Quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, Egli testimonierà di me”.

Giovanni 15:26

 

Tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo.

1 Corinzi 12:13

 

Il giorno della Pentecoste

Estratto dal testo biblico: Atti 2:1-38

 

“Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.

Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo… E si stupivano e si meravigliavano dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa?... Noi abitanti della Mesopotamia… dell’Egitto e delle parti della Libia… e pellegrini romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue»… Erano perplessi, dicendo l’un l’altro: «Che cosa significa questo?»…

Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così: «Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato: di ciò, noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite… Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo»”.

lunedì 8 giugno 2026

08 giugno - Un giardino incolto

Sulla terra del mio popolo, cresceranno spine e rovi; sì, su tutte le case di piacere della gaia città.

Isaia 32:13

 

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco tutte le cose sono diventate nuove.

2 Corinzi 5:17

 

Un giardino incolto


Quando si vede un giardino incolto, si capisce che non c’è un giardiniere che se ne prende cura. Il mondo è in disordine… Dobbiamo concludere che Dio non c’è?

In un giardino, la bellezza e lo sviluppo dipendono dal giardiniere. E’ lui che semina, pianta, pota, e la terra si lascia coltivare. Sembra che tutto ubbidisca al coltivatore. Al contrario, il mondo è un luogo di libertà in gli uomini, o almeno la maggioranza, agiscono a proprio piacimento e ubbidiscono meno che possono. Sembra che ognuno si senta libero di vivere come meglio crede, anche di sfruttare il prossimo o di fargli la guerra. Come mai Dio non interviene a risolvere questo stato di cose? Dio nella Sua sovranità, ha deciso diversamente. Ha lasciato all’umanità la possibilità di voltargli le spalle, cosa che purtroppo avviene. Però ecco il risultato: un mondo inquinato, violento, immorale. L’abbandono del “giardino” è totale; le erbacce hanno invaso ogni angolo...

Dio interverrà certamente a giudicare il male, ma non ad aggiustare ciò che l’uomo ha guastato. La Bibbia ci svela che Dio ha un piano: fondare “un nuovo cielo e una nuova terra” dove Egli abiterà con gli uomini. E’ scritto che “essi saranno Suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore” (Apocalisse 21:1-4).

Ma chi sarà ammesso in questo luogo? La Bibbia ci offre un esempio: il malfattore, crocifisso accanto a Gesù, che lo riconosce come il Signore riceve questa promessa: “Oggi tu sarai con me in paradiso” (Luca 23:43)! Chi crede che Gesù ha subito il castigo che i suoi peccati meritavano, riceve la grazia di Dio, la vita eterna e un posto nel cielo.

domenica 7 giugno 2026

07 giugno - Una mano disponibile

“Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio”.

Zaccaria 4:6

 

“La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza”.

2 Corinzi 12:9

 

Una mano disponibile

 

Sono in Madagascar. Dall’alto del colle da cui la vista si spinge fin oltre la valle, seguo con lo sguardo un giovane in bicicletta. Numerosi tornanti lo aspettano prima di arrivare in cima. A tratti, pedala con fatica contro il vento che oggi soffia forte. Non vorrei essere al suo posto! Ma ecco che dietro di lui sopraggiunge lentamente un taxi collettivo strapieno. Nel momento in cui lo raggiunge e gli si affianca, un passeggero seduto dietro gli tende la mano. Ora per lui la salita è più facile, ed ecco che in breve tempo giunge al colle da dove riprende contento la sua corsa.

Talvolta, mi sento come quel ragazzo in bicicletta, affaticato, spossato. La mia vita cosparsa di difficoltà rassomiglia a quella strada ripida, a quel vento contrario, e spesso sono al limite delle forze. Ma ho a mia disposizione una mano potente, quella del Signore Gesù.

Mi basta avvicinarmi a Lui e mantenere con Lui un legame di fiducia, afferrare la sua mano con fede, e questo basterà perché la Sua forza diventi mia. Il Suo aiuto potente e pieno di saggezza è a mia disposizione ogni giorno e in ogni situazione. È inesauribile e mi è sempre necessario; mi accompagna in modo particolare quando un servizio che devo compiere per Lui mi sembra troppo difficile. Se mi affido a Lui, ricevo l’aiuto necessario e sento che mi dice: “La mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (1 Corinzi 12:9).


sabato 6 giugno 2026

06 giugno - Essere un discepolo

(Gesù disse:) “In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli”.

Giovanni 15:8

 

“Se perseverate nella mia Parola, siete veramente miei discepoli”.

Giovanni 8:31

 

Essere un discepolo

 

Nei versetti di oggi, possiamo notare quanto Gesù desiderasse che quelli che lo attorniavano fossero impegnati a seguirlo. Certamente si aspettava che i Suoi concittadini credessero in Lui e lo riconoscessero come il Figlio di Dio, ma voleva più di questo: voleva dei veri discepoli, delle persone devote e fedeli che lo seguissero.

Questo ci chiama in causa: se abbiamo ricevuto la salvezza mediante la fede, non accontentiamoci di essere salvati e di avere la vita eterna. Il nostro Salvatore si aspetta da noi una vera consacrazione al Suo servizio. Egli spera che portiamo frutto per Lui, e che ne portiamo molto. Questo frutto, può essere rappresentato da persone condotte alla fede e alla salvezza per mezzo nostro; ma, più semplicemente, da una vita quotidiana santa, onesta, fedele, attenta ai bisogni degli altri, un comportamento che dimostri che siamo dei veri cristiani. Il nostro Dio è onorato da uomini e donne nei quali si possa vedere il legame con Gesù (Atti 4:13).

Il secondo versetto di oggi è la chiave per essere all’altezza di questo compito. La buona volontà non basta, c’è bisogno di conoscere della volontà del nostro Padre. È a questo punto che interviene la lettura della Bibbia, parola vivente che c’insegna, ci corregge e ci conduce a una buona “igiene” spirituale. Leggiamo questo santo Libro giornalmente, per essere “ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio, perché camminiamo “in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona” (Colossesi 1:9-10).

venerdì 5 giugno 2026

05 giugno - Il Vangelo: potenza di Dio

Non mi vergogno del Vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede.

Romani 1:16

 

Il Vangelo: potenza di Dio

 

In una provincia della Nigeria, ci sono stati degli attacchi di musulmani radicali contro i loro vicini cristiani. Molte case e luoghi di culto sono diventati cumuli di macerie. Quando i cristiani si sono riuniti in gran numero nei luoghi degli attacchi, i loro persecutori hanno temuto delle rappresaglie. Ma dovunque i nemici avevano usato la violenza, i cristiani hanno cantato inni di lode alla gloria di Dio, e hanno dichiarato la loro disponibilità a perdonare.

Questo atteggiamento umanamente inconcepibile ha talmente colpito un capo tribù che ha chiesto a questi cristiani di spiegargli la ragione della loro condotta. Poco tempo dopo, quel capo dichiarava pubblicamente di essere diventato cristiano. Gli uomini della sua tribù non riconoscevano più il loro capo, un tempo autoritario e violento. Ora stava in piedi davanti a loro, e lo vedevano tranquillo, pronto a soffrire se fosse stato necessario. E le sofferenze non tardarono: accusato di tradimento, dovette affrontare a sua volta la collera e la violenza di quegli uomini. Egli allora li riunì e disse loro: “Potete allontanarmi e rifiutarmi, e anche uccidermi. Non vi opporrò resistenza. Ma non potete togliermi la fede in Gesù Cristo. Ho imparato a conoscerlo come Colui che perdona i peccati, e che ci rende capaci di perdonare i torti che ci hanno fatto i nostri simili”.

Il Vangelo di Gesù Cristo è veramente la potenza di Dio per salvarci. In chi lo accetta con fede, si produce un cambiamento fondamentale nel cuore, che si rifletterà in tutti i suoi comportamenti.


giovedì 4 giugno 2026

04 giugno - “Io sono la vera vite” (7)

(Gesù disse:) “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo… Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me”.

 

“Io sono la vera vite” (7)

 

Nell’Antico Testamento, la vigna simboleggia spesso il popolo d’Israele (Salmo 80, Isaia 5, Geremia 2). Che sorpresa per i discepoli udire Gesù che diceva: “Io sono la vera vite”! Se essi volevano portare frutto per Dio e piacergli, non bastava appartenere a quel popolo, ma bisognava dare fiducia a Gesù. Ciò è vero anche per noi. Se possiamo compiere delle azioni che piacciono a Dio, è solo perché siamo uniti alla persona di Gesù, e non a una religione o al nome di una qualche chiesa.

“Io sono la vite, voi i tralci… senza di me non potete far nulla”, ha detto il Signore. I credenti appartengono al loro Signore, e come dei tralci sono attaccati alla vite. Solo così possono portare frutto, cioè riprodurre le caratteristiche del loro Salvatore. Come la linfa fluisce dalla vite verso i tralci, la vita stessa di Gesù passa da Lui in noi e si mostra in amore, gioia, pace, pazienza, santità…

Per portare frutto, i tralci devono essere mondati, ripuliti dei rami inutili che sono anche dannosi. Questo lavoro è una la figura dell’educazione e della disciplina che Dio esercita verso i Suoi figli. Lo fa attraverso la Sua Parola letta, meditata e ubbidita, ma anche per mezzo di prove e di dolori.

Quello che la Bibbia dice potrebbe rattristare perché in essa è svelato ciò che siamo veramente. Essa ci svela quegli impulsi e quelle tendenze che devono sparire se vogliamo che la nostra vita sia più conforme ai pensieri di Dio. Il Vignaiuolo, cioè Dio, agisce in questo senso. La nostra responsabilità è di imparare ogni giorno da Lui.


mercoledì 3 giugno 2026

03 giugno - Come i raggi di una ruota

A Te alzo gli occhi, a Te che siedi nei cieli.

Salmo 123:1

 

“Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna”.

Giovanni 6:68

 

Come i raggi di una ruota

 

I raggi di una ruota sono tutti orientati verso uno stesso punto, il centro. Cristo è come questo “centro”. Bisogna che andiamo a Lui così come siamo, per ottenere il perdono delle nostre colpe e ricevere il dono della vita eterna. È questa vita che lega ciascuno di noi a Cristo. “Chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita”, dirà Gesù alla fine del Libro dell’Apocalisse (22:17).

Se il Signore ci ha riscattati non saremo mai più soli. Come i raggi di una ruota, dirigiamo i nostri sguardi verso di Lui, che è il centro! Ci sono difficoltà? Preghiamo chiedendogli aiuto. C’è una decisione da prendere? Mettiamoci in ascolto leggendo la Sua Parola. Non dimentichiamo che Egli è il Pastore che si prende cura dei Suoi come fa un pastore con le sue pecore. Egli ci è vicino, ci ascolta, e il Suo amore non cambia (Giovanni 13:1).

I raggi di una ruota più si avvicinano al centro più sono vicini tra loro. La nuova natura che il credente ha ricevuto da Dio lo rende capace, per mezzo della potenza dello Spirito Santo, di amare gli altri. Come il raggio della ruota, però, potrà farlo nella misura in cui si terrà unito al centro di ogni benedizione che è Gesù. Ma se ci allontaniamo da Lui, saremo incapaci, da soli, di fare ciò che Egli si aspetta da noi. “Senza di me non potete far nulla” ha detto (Giovanni 15:5). Noi potremo amarci gli uni gli altri nella misura in cui ciascuno rimarrà vicino a Lui che è la sorgente dell’amore.


martedì 2 giugno 2026

02 giugno - Il nome di Dio

O DIO, Signore nostro, quant’è magnifico il Tuo nome in tutta la terra!

Salmo 8:9

 

Gesù Cristo… In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati.

Atti 4:10-12

 

Il nome di Dio

 

Nome misterioso, santo, impenetrabile… Per chi lo ama questo nome è magnifico, è il nome dell’amore e della luce che Gesù, il Figlio di Dio, è venuto a far conoscere sulla terra. Ma alcuni, coscientemente o no, associano nel loro linguaggio il nome di Dio a espressioni sconvenienti che esprimono impazienza o collera, ribellione contro di Lui, talvolta bestemmie. La Bibbia ci dice: “Il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il Suo nome invano” (Esodo 20:7). Pronunciare il nome di Dio senza una vera fede o senza riflettere equivale a pronunciare il nome di Dio invano. Peggio ancora è invocare questo nome per accreditare una falsa testimonianza o una bugia… Il nome di Dio non è un potere magico messo a nostra disposizione.

Gesù significa “Dio salvatore”. Con questo nome si è fatto conoscere, ed è questo nome che ognuno deve invocare per essere liberato dai suoi peccati e ricevere la grazia di Dio, fosse anche stato un bestemmiatore fino a quel momento. Gesù, con la Sua morte, ha pagato per le nostre offese, e a chi si pente è offerto un perdono completo. Gesù è il solo nome che ha la potenza di metterci in relazione con Dio come Padre. Se portiamo il bel nome di Gesù Cristo, lo facciamo conoscere attorno a noi? Se oggi la cultura occidentale è caratterizzata dal disprezzo per Dio, domandiamogli di darci maggiore coraggio per parlare del Suo amore. Non vergogniamoci del nome di Gesù! Rendiamo testimonianza della gioia, della pace e della vera felicità che Egli porta nella nostra vita.


lunedì 1 giugno 2026

01 giugno - Dire di sì a Dio

(Gesù ha detto:) “Non volete venire a Me per avere la vita!”

Giovanni 5:40

 

Badate di non rifiutarvi d’ascoltare Colui che parla… Colui che parla dal cielo.

Ebrei 12:25

 

Dire di sì a Dio

 

In una sua opera, il celebre biologo Jean Rostand (1894-1977) ha scritto: “Ho detto di no a Dio, affermando in modo un po’ brutale che Lui non esiste, ma la questione si ripropone di continuo. Mi chiedo: Sarà proprio così?” Pur costantemente interpellato dalle meraviglie della natura che non poteva attribuire al caso, Rostand rifiutava di riconoscervi la mano di Dio.

La base della fede è rispondere sì all’invito di Dio. La bontà di Dio ci “spinge al ravvedimento” (Romani 2:4) affinché siamo salvati, ma non ci costringe a dire di sì.

Dire di no a Dio vuol dire rifiutare i Suoi richiami di grazia che ci raggiungono attraverso numerosi canali. Le meraviglie della natura, una frase dal Vangelo, una conversazione con un amico credente, un turbamento della nostra coscienza, sono altrettanti appelli della Sua grazia.

Ma in che modo dire di sì a Dio? Immaginate di trovarvi in una stanza dove le persiane chiuse impediscano alla luce del sole di entrare. Per illuminarla basta aprire le persiane! Non si tratta di produrre la luce, ma di eliminare l’ostacolo che le impedisce di diffondersi. La stessa cosa è nel campo della fede. Eliminiamo gli ostacoli che si frappongono fra Dio e noi. Accettiamo di lasciarci rischiarare dalla luce che proviene da ciò che Egli ci dice nella Bibbia! Chiediamogli che Gesù, che è questa luce, renda evidente nella nostra vita tutto ciò che è opposto a Lui, e che riempia i nostri cuori con i Suoi pensieri e il Suo amore. Gesù vuole prendervi posto come Salvatore e come Ospite stabile. Affidarsi a Lui per ogni cosa… questo è dire di sì a Dio. È qui che si incominciano a gustare la Sua pace e le certezze del Vangelo.