Si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla Sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?»
Luca 4:22
Parole di
grazia
Ogni sabato i Giudei si radunavano nella sinagoga per ascoltare la
lettura e la spiegazione della legge di Mosè. Chissà quante volte avranno
ascoltato la lettura del Libro del profeta Isaia, che era ritenuto il profeta
più saggio, e i molti riferimenti profetici al Messia che doveva venire! Ma per
loro si trattava solo di belle parole; dopo averle ascoltate, ognuno tornava a
casa propria certo di essere gradito a Dio: aveva compiuto ciò che si
richiedeva ad un Giudeo…
Il sabato di cui parla Luca (4:16-30) era un sabato molto speciale. Un
uomo di nome Gesù, conosciuto da molti come “il falegname” (Marco 6:3), “il
figlio di Giuseppe”, apre il Libro e legge dal profeta Isaia: «Lo Spirito
del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha
inviato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista
ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l'anno
accettevole del Signore». Senza dire altro si siede. Nello stupore generale
i presenti aspettano, in silenzio.
Il Signore Gesù vede la loro perplessità e dice loro che quella persona
mandata da Dio, di cui parla il profeta, era Lui! Tutti “si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla Sua bocca”,
ma invece di rallegrarsi per la grazia che Lui annunciava, lo scacciano
dalla sinagoga pieni di rabbia, e lo avrebbero anche ucciso se avessero potuto
(v. 28-30). Un giorno lo condanneranno a morte e lo uccideranno davvero;
eppure, durante gli anni del Suo ministero, il Signore ha avuto per tutti
quelli che incontrava delle “parole di grazia”.
Ancora oggi, attraverso la Bibbia, il Signore ci fa sentire la Sua voce,
una voce dolce che parla di grazia, di amore, e che ci invita ad andare a Lui
per trovare riposo per le nostre anime. Rifiuteremo
di ascoltarla? Sarebbe una rovina certa, perché chi non accetta oggi la
grazia del Signore incontrerà un giorno il Suo giudizio e la Sua condanna
eterna.