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giovedì 26 febbraio 2026

Cantico dei Cantici (1/18)

di Alfred Guignard

 

Introduzione

Tutti i libri della Parola ci parlano di Cristo, presentando la sua gloria sotto differenti aspetti. È dunque importante, quando leggiamo le Scritture, sapere sotto quale aspetto lo Spirito Santo ce lo presenta.

Nel Cantico dei Cantici, Cristo è «l’Amico»* del residuo fedele di Israele; e lo è a maggior ragione per la sua Chiesa, la sua Sposa celeste, quella che sarà manifestata in gloria con Lui agli occhi di tutto l’universo. In esso ci è parlato dell’amore del Messia per i fedeli d’Israele, un amore espresso in modo poetico e sovente sotto forma di immagini. È l’amore «forte come la morte» del Re per i fedeli del suo popolo, ed è anche l’amore dei fedeli per Lui. Essi desiderano conoscere questo amore e rallegrarsene.

I nostri cuori sono riscaldati e possono ardere dentro di noi mentre contempliamo in questo cantico l’Amico dei fedeli. Egli è sempre lo stesso per le affezioni dei suoi, in tutti i tempi e in tutte le dispensazioni. Pur avendo meno privilegi e meno conoscenza di noi, i fedeli che troviamo qui hanno un amore che ci pare più vero e più ardente del nostro, e questo produce in noi una santa gelosia e rianima i nostri affetti per lui.

* Il termine originale, nella nostra versione tradotto con «amico», indica una persona amata, il «beneamato», il «diletto».

Il primo versetto di questo cantico è il titolo: «Il cantico dei Cantici» di Salomone. Questo prezioso libro ci è dunque stato dato da Dio per mezzo di Salomone. Sappiamo che questo re aveva ricevuto da Dio una saggezza straordinaria; la sua fama si era sparsa fra tutte le nazioni. Egli scrisse tremila proverbi e i suoi cantici furono millecinque. Salomone è l’autore ispirato di tre parti della Scrittura: il «libro dei Proverbi» che ci fa conoscere Colui che è la «sapienza» e ci insegna come condurci in un mondo pieno di insidie e di pericoli; il «libro dell’Ecclesiaste» che ci mostra che tutto è vanità sotto il sole e che è perfettamente inutile cercare la felicità in un mondo dove tutto passa. Infine il «Cantico dei Cantici» che pone davanti ai nostri occhi una persona capace di riempire i cuori e renderli perfettamente felici. Nell’Ecclesiaste il mondo non può soddisfare l’anima immortale; ma nel Cantico dei Cantici il cuore è troppo piccolo per contenere Colui che lo riempie!


(segue)

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