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domenica 10 maggio 2026

Panoramica di Levitico 23 (4/9)

La festa dei pani azzimi (Levitico 23:6-8)

La seconda festa seguiva immediatamente la celebrazione della Pasqua, iniziava il quindicesimo giorno del primo mese del calendario stabilito da Dio per il Suo popolo e durava una settimana. “Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità” (1 Corinzi 5:8). Questi sette giorni di festa ci parlano di un periodo completo, essendo il sette il numero divino della perfezione o completezza. Non siamo qui esortati a celebrare la cena del Signore, come qualcuno dice, ma piuttosto, visto che la festa dei pani azzimi durava sette giorni subito dopo la Pasqua, è una figura di come dovrebbe essere la nostra vita dopo aver creduto al Signore Gesù. Il popolo d’Israele, in quei giorni, avrebbe dovuto astenersi dal lievito che nel Vecchio Testamento è figura del peccato non giudicato. Era proibito per un Giudeo avere del lievito in casa la settimana dopo la Pasqua. Quindi Dio, in 1 Corinzi 5:8 quando dice che i cristiani non dovrebbero avere vecchio lievito o lievito di malizia e malvagità parla così del vecchio uomo (la nostra vita prima della conversione). Sebbene il vecchio uomo sia “stato crocifisso” (Romani 6:6), abbiamo ancora in noi la nostra vecchia natura, la carne, ma essa non ha nessun diritto di agire in quanto è stata messa a morte alla croce. La nostra vita quotidiana dovrebbe essere marcata dal giudizio di noi stessi e dagli azzimi della sincerità e della verità.


(segue)