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martedì 23 giugno 2026

23 giugno - 2. Il Signore guardò Pietro

Il Signore, voltatosi, guardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detta: “Oggi, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”.

Luca 22:61

 

2. Il Signore guardò Pietro

 

Pietro era un discepolo impulsivo. Amava molto il Signore e l’ha dimostrato in diverse occasioni. Sicuro del proprio coraggio, ha persino affermato di essere pronto a seguire il suo Maestro in prigione ed anche alla morte (Luca 22:33)... Gli avvenimenti però precipitano: Gesù è arrestato e condotto in tribunale. Pietro esita, lo segue da lontano, poi entra nel cortile del tribunale, si riscalda vicino al fuoco con le guardie, ma è subito riconosciuto e interrogato. Allora, spaventato, per tre volte di seguito nega di conoscere Gesù. “Egli prese a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate»” (Marco 14:71). Ma il Signore si volta e lo guarda… Cosa c’è in quello sguardo? Non ira o rimprovero, ma molta tristezza, e soprattutto tanta compassione. Pietro si ricorda allora di ciò che gli aveva detto Gesù: “Mi rinnegherai tre volte”, e piange amaramente. Poco tempo dopo, Gesù avrà con lui un colloquio intimo (Luca 24:34), poi un altro pubblico, per rinnovargli la Sua fiducia e liberarlo dal ricordo di quella brutta caduta (Giovanni 21:15-19).

Quante volte mi accade di somigliare a Pietro! Io amo il Signore e vorrei fare grandi cose per Lui; ma ecco che durante certe conversazioni non oso dire apertamente che sono cristiano per paura della reazione dei miei interlocutori. Però, dopo, non mi sento più a mio agio col mio Salvatore, perché so di aver rinnegato di conoscerlo col mio silenzio. Chi potrà consolarmi? Può farlo solo Lui, che cerca il mio sguardo e mi vuol dire: Ti amo lo stesso, sono morto per te e non ti abbandonerò mai. Soltanto, riconosci il tuo errore e riavvicinati a me.