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sabato 11 luglio 2026

LA MENTE DEI CREDENTI CAMPO DI BATTAGLIA PER SATANA (2/6)

Al di là della salvezza

 

Gli occhi delle persone oggi sono sempre meno aperti sulle astuzie e sulla potenza di Satana e, sempre più spesso, questa cecità tocca anche noi credenti.

Dobbiamo riflettere su un punto, e cioè che il lavoro di Satana sta proprio in questo, mentre il Padre ci vuole forti e potenti, vera luce e sale del mondo, Satana, il maligno, il nostro nemico, ci vuole invece sottosviluppati e possibilmente spenti. Se il nemico non riesce ad impedire l’avvicinarsi di un'anima e la sua conversione alla Buona Notizia, sa bene che deve cominciare da subito il lavoro nel neo convertito, per impedirne la crescita e la santificazione.

Così sempre più spesso si incontrano persone che si accontentano di arrivare alla salvezza, come se fosse il traguardo della vita, dopodiché tutto rimane come prima! In essi non si trovano né l’evidenza della nuova nascita né la potenza del Signore né l’entusiasmo o l’amore per Dio Padre e per gli altri.

Dobbiamo partire con una affermazione, che a molti di noi sembrerà scontata, ma non lo è affatto! Il perdono dei peccati, la vera rigenerazione dallo Spirito Santo e la completa liberazione dal male sono accordati solo per la grazia di Dio e per la fede, a colui che si umilia davanti a Dio e riconosce sino in fondo la verità della Parola di Dio scritta, credendovi sinceramente col cuore, con tutto il cuore e con tutta la sua mente. Quest’uomo o donna sarà poi allevato da Dio a “sua immagine e somiglianza” ma solo nell’ubbidienza e nell’osservanza di tutta la Parola di Dio.

Ma questo è solo l’inizio del percorso, è solo da lì con impegno che la Parola di Dio sarà in grado di poter istruire questo credente in tutto, potendolo anche correggere e giudicare interamente. Il credente deve essere pronto ad abbandonare ogni cosa del passato, non solo le azioni malvagie o la concupiscenza, ma anche tutte le sue opinioni false e puramente umane che egli conserva ancora. (2Ti 3: 16 a 17). Questo è un altro punto fermo ed essenziale nel cammino della vita del credente.

Quando il Signore disse: “Così dunque, ognuno di voi che non rinuncia a tutto ciò che ha, non può essere mio discepolo” (Lu 14:33). Molti di noi credono che questo versetto sia solo legato ai beni materiali e a questi faccia riferimento, ma nella realtà il “tutto” di cui si parla è anche composto da tutto l’essere nostro, e sicuramente il Signore voleva far includere in quel “tutto” anche la parte mentale e intellettuale del nostro essere che è piena del nostro “vecchio IO” e dell’immondizia del nostro passato… o no?

È sicuramente vero quello che un fratello ha recentemente scritto: quante volte si vorrebbe seguire il Signore serbando le nostre convinzioni, tradizioni, concezioni della vita, mentre lui ci chiede di morire a tutto il nostro passato! (vedi “Pietro, testimone della sua maestà”, di E: Donnelly, ed. Passaggio).

La mia preghiera al Signore è che ognuno di noi sia pronto a lasciarsi illuminare, consigliare e giudicare dalla Parola di Dio, perché “se dunque il Figlio di Dio vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Gv 8:32 e 36).

Questa meditazione, nell’intero suo svolgimento, ha come scopo di indirizzarsi al cuore e alla nostra anima e alla nostra coscienza, ma anche alla mente di quanti di noi intendiamo la verità e a qualsiasi costo vogliono svincolarsi dalla potenza del peccato, per appartenere interamente a Cristo e servire a lui solo, quali testimoni viventi della verità preparandosi nella santificazione aspettando il ritorno del nostro Signore, a lode e gloria del Padre.

(segue)