Al di là della salvezza
Gli occhi delle persone oggi sono sempre meno aperti sulle
astuzie e sulla potenza di Satana e, sempre più spesso, questa cecità tocca
anche noi credenti.
Dobbiamo riflettere su un punto, e cioè che il lavoro di
Satana sta proprio in questo, mentre il Padre ci vuole forti e potenti, vera
luce e sale del mondo, Satana, il maligno, il nostro nemico, ci vuole invece
sottosviluppati e possibilmente spenti. Se il nemico non riesce ad impedire
l’avvicinarsi di un'anima e la sua conversione alla Buona Notizia, sa bene che
deve cominciare da subito il lavoro nel neo convertito, per impedirne la
crescita e la santificazione.
Così sempre più spesso si incontrano persone che si
accontentano di arrivare alla salvezza, come se fosse il traguardo della vita,
dopodiché tutto rimane come prima! In essi non si trovano né l’evidenza della
nuova nascita né la potenza del Signore né l’entusiasmo o l’amore per Dio Padre
e per gli altri.
Dobbiamo partire con una affermazione, che a molti di noi
sembrerà scontata, ma non lo è affatto! Il perdono dei peccati, la vera
rigenerazione dallo Spirito Santo e la completa liberazione dal male sono
accordati solo per la grazia di Dio e per la fede, a colui che si umilia
davanti a Dio e riconosce sino in fondo la verità della Parola di Dio scritta,
credendovi sinceramente col cuore, con tutto il cuore e con tutta la sua mente.
Quest’uomo o donna sarà poi allevato da Dio a “sua immagine e somiglianza” ma
solo nell’ubbidienza e nell’osservanza di tutta la Parola di Dio.
Ma questo è solo l’inizio del percorso, è solo da lì con
impegno che la Parola di Dio sarà in grado di poter istruire questo credente in
tutto, potendolo anche correggere e giudicare interamente. Il credente deve
essere pronto ad abbandonare ogni cosa del passato, non solo le azioni malvagie
o la concupiscenza, ma anche tutte le sue opinioni false e puramente umane che
egli conserva ancora. (2Ti 3: 16 a 17). Questo è un altro punto fermo ed
essenziale nel cammino della vita del credente.
Quando il Signore disse: “Così dunque, ognuno di voi che non
rinuncia a tutto ciò che ha, non può essere mio discepolo” (Lu 14:33). Molti di
noi credono che questo versetto sia solo legato ai beni materiali e a questi
faccia riferimento, ma nella realtà il “tutto” di cui si parla è anche composto
da tutto l’essere nostro, e sicuramente il Signore voleva far includere in quel
“tutto” anche la parte mentale e intellettuale del nostro essere che è piena
del nostro “vecchio IO” e dell’immondizia del nostro passato… o no?
È sicuramente vero quello che un fratello ha recentemente
scritto: quante volte si vorrebbe seguire il Signore serbando le nostre
convinzioni, tradizioni, concezioni della vita, mentre lui ci chiede di morire
a tutto il nostro passato! (vedi “Pietro, testimone della sua maestà”, di E:
Donnelly, ed. Passaggio).
La mia preghiera al Signore è che ognuno di noi sia pronto a
lasciarsi illuminare, consigliare e giudicare dalla Parola di Dio, perché “se
dunque il Figlio di Dio vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Gv 8:32 e
36).
Questa meditazione, nell’intero suo svolgimento, ha come
scopo di indirizzarsi al cuore e alla nostra anima e alla nostra coscienza, ma
anche alla mente di quanti di noi intendiamo la verità e a qualsiasi costo
vogliono svincolarsi dalla potenza del peccato, per appartenere interamente a
Cristo e servire a lui solo, quali testimoni viventi della verità preparandosi
nella santificazione aspettando il ritorno del nostro Signore, a lode e gloria
del Padre.