Seguici anche su Facebook!

Seguici anche su Facebook! Unisciti al Gruppo cliccando su:
https://www.facebook.com/groups/287768858057968/

giovedì 4 settembre 2025

Il desiderio

“Beato l'uomo che teme il SIGNORE e trova grande gioia nei suoi comandamenti...Il suo cuore è tenace, privo di paure...Egli ha dato generosamente ai bisognosi...L'empio lo vede, si irrita, digrigna i denti e si consuma; il desiderio degli empi non potrà mai avverarsi” Salmo 122:1,8-10.


Il desiderio è una smania profonda per qualcuno o per qualcosa che attiva in noi un vivo interesse, è la voglia che i nostri sogni siano esauditi e le nostre necessità soddisfatte; mira alla realizzazione e alla felicità e non scaturisce dall'oggetto stesso ma che proviene dal di fuori. Stando così le cose, siamo continuamente alla ricerca e in corsa per qualcosa. Come può l’uomo placare il suo desiderio e ottenere una vita piena?

Ricerca della soluzione. Un modo per soddisfare il nostro desiderio è l’acquisto di beni materiali che caratterizza soprattutto i paesi ricchi del mondo. La pubblicità ne approfitta molto, conoscendo i desideri già esistenti, producendone di nuovi e suscitando quindi la propensione a procurarsi quei prodotti che sembrano in grado di poterli saziare. Il produttore di automobili, per esempio, non soltanto vende un veicolo che renda possibile la mobilità, ma ne abbina il possesso anche ad altri valori come potenza, sicurezza, estetica e prestigio. Egli, da abile venditore, riesce a porre sullo stesso piano bisogni di natura diversa e a metterli in relazione con l’oggetto proposto. 

Se fossero i beni materiali a placare realmente i nostri desideri, nel mondo occidentale dovrebbero esserci tante persone pienamente appagate! 

Il mercato offre numerose opzioni: vestirsi alla moda, arredamenti sontuosi, fotocamere digitali, prodotti di bellezza, viaggi e persino corsi di auto-realizzazione. Ma tali cose mantengono realmente quello che promettono? Fanno diventare effettivamente la nostra vita più completa? 

Stando alle statistiche dell’istituto mondiale della salute, le depressioni, che al momento occupano il terzo posto fra le malattie più diffuse, giungeranno al primo posto nei prossimi vent’anni. Nonostante la ricchezza materiale, non ci siamo avvicinati alla felicità perché ciò che desideriamo, a quanto pare, non sta lì. Possiamo comprarci un letto, ma non il sonno, dei libri, ma non la sapienza, degli alimenti, ma non l’appetito, delle medicine, ma non la salute. Le persone rimangono insoddisfatte nonostante il successo al lavoro, una famiglia felice, il riconoscimento per quello che fanno e la nostra vita è di per se destinata al declino, non possiamo rendere duraturo nulla: né la bellezza, né la salute, né la ricchezza. 

Non troviamo soddisfazione assoluta nei beni materiali in quanto non siamo stati creati in relazione ad essi, ma in relazione al Creatore di ogni cosa che è la chiave della vera contentezza, la chiave per la vita eterna. La nostra voglia di dare alla vita un vero valore e un senso viene soddisfatta in Lui. 

 “Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te” Salmo 73:25.

04 settembre - Sì No!

Il vostro sì, sia sì, e il vostro no, sia no, affinché non cadiate sotto il giudizio.

Giacomo 5:12

 

Sottomettetevi dunque a Dio.

Giacomo 4:7

 

Sì No!

 

Sì. No. Due monosillabi che possono avere, sia l’uno che l’altro, un potere straordinario.

Un “no” pronunciato risolutamente è un’arma efficace; qualcuno lo ha paragonato ad una roccia nel mare che sfida e respinge i flutti dell’intimidazione, della seduzione, o della tentazione sotto qualsiasi forma si presenti. Questo “no” della fede, nell’obbedienza alla Parola di Dio, e nella preghiera che chiede la forza dall’alto, è irresistibile. Impariamo a dire no a quello che non è bene. Abraamo rifiutò i regali del re di Sodoma (Genesi 14:22-23); Giuseppe rifiutò le avance colpevoli della moglie del suo padrone (Genesi 39:7-9).

È anche importante, però, dire “sì” al bene, a “tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili” (Filippesi 4:8). Bisogna, quando il Signore ci invita a seguirlo, dire il “sì” dell’obbedienza gioiosa.

Sì. No. La vita ha sempre un lato negativo e uno positivo, resistenza e difesa da un lato, coraggio e progresso nell’altro. La tattica di Satana è sempre stata quella di mescolare il bene e il male in maniera di trascinarci lontano da Dio. Il mondo è diventato il mondo del “ni”, mondo di menzogna e di compromessi.

Amici credenti, che il nostro parlare sia chiaro e senza ambiguità, per far sentire dei “sì” e dei “no” che onorano il nostro Dio e testimonino del nostro desiderio di fare la Sua volontà.


 

mercoledì 3 settembre 2025

03 settembre - Il mio Dio, il mio Salvatore, il mio Pastore.

Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca.

Salmo 23:1

 

“Signore mio e Dio mio!”.

Giovanni 20:28

 

Il mio Dio, il mio Salvatore, il mio Pastore.

 

“Sei tu, Signore, che mi hai formato nel seno di mia madre; sei Tu che mi hai fatto venire alla luce come un piccolo bambino, poiché le leggi della natura obbediscono perpetuamente ai tuoi ordini. Tu ci hai amati, o Dio, e hai dato il Tuo Figlio al nostro posto per il nostro riscatto. Questo riscatto lo ha intrapreso volontariamente; essendo Dio si è fatto uomo,… si è sottomesso facendosi obbediente a Te, Dio Suo Padre, fino a morire, e morire su una croce. Così o Cristo, mio Dio, ti sei abbassato per portarmi sulle tue spalle, pecora smarrita, e mi hai posto in verdeggianti pascoli; mi hai dissetato alle sorgenti della vera dottrina per mezzo dei Tuoi servitori di cui Tu stesso sei il Pastore. Dammi di dire con franchezza la Tua Parola, che il Tuo Spirito mi dia una lingua perfettamente libera e mi renda sempre attento alla Tua presenza.

Sii il mio Pastore, Signore, e sii con me, il pastore delle Tue pecore, perché il mio cuore non mi faccia deviare né a destra né a sinistra; il Tuo Spirito mi diriga sulla giusta via perché le mie azioni si compiano secondo la Tua volontà, e questo fino alla fine.

Cerchiamo di piacere a Dio. Fratelli amati da Dio, voi siete Suoi eletti: presso di voi l’Evangelo è accompagnato da opere di potenza. Voi aspettate il Figlio Suo che verrà dai cieli, Gesù, che ci libera dall’ira imminente (1 Tessalonicesi 1:10).”

Giovanni da Damasco (7° secolo)

martedì 2 settembre 2025

Sarà salvato?

Nel paese, la notizia si è diffusa rapidamente: “Il signor B. è morto”. E i commenti non si sono fatti attendere.


– Non andava mai in chiesa; però era stato battezzato.

La Bibbia dice: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato” (Marco 16.16). Il solo battesimo, senza la fede, non salva.


– Era molto servizievole; Dio ne terrà conto.

“È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede… Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti” (Efesini 2:8-9). Nessuno è salvato per le sue buone opere o la sua buona condotta.


– Ho conosciuto i suoi genitori; erano dei credenti che avevano pregato molto per lui. Ora dobbiamo noi pregare per la sua anima.

“Nessun uomo può riscattare il fratello, né pagare a Dio il prezzo del suo riscatto. Il riscatto dell’anima sua è troppo alto” (Salmo 49:7-8). La fede dei genitori, dei nonni o degli amici non salva nessuno. È durante la nostra vita sulla terra che dobbiamo metterci in regola con Dio.


– Non dobbiamo pensare che Dio sia troppo rigoroso.

“Dio è amore” (1 Giovanni 4:8), è vero. Dio ama il peccatore, ma non sopporta il peccato. È scritto che ha “gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male” (Abacuc 1:13), e tutti quelli che moriranno nei loro peccati saranno giudicati secondo le loro opere (Apocalisse 20:12). Ma oggi ancora il Dio d’amore offre gratuitamente la Sua grazia e il perdono a chi crede in Cristo Gesù.

02 settembre - Rimettere in discussione

(Gesù disse:) “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli”.

Matteo 18:3

 

Rimettere in discussione

 

L’uomo ha ricevuto dal Creatore, all’inizio, tutto quello di cui aveva bisogno per essere felice sulla terra. Oggi invece, il minimo che si possa dire è che non ha questa felicità! Di questo stato di cose accusa volentieri gli altri che sono intorno a lui, i problemi giornalieri, la società, oppure Dio stesso. Ma è proprio vero che non ha nessuna responsabilità nei propri guai? La visione che ha di se stesso non è distorta? Potrebbe chiederselo!

Riflettiamo: l’uomo si crede libero invece è schiavo delle sue passioni. Prepararsi per l’eternità, cosa assolutamente prioritaria, gli sembra inutile; cerca il suo bene nei piaceri invece di cercare il suo piacere nel bene. Vede Dio come suo nemico, invece di accettare la meravigliosa grazia che gli offre, e tutto questo è la conseguenza di un male interiore su cui l’essere umano non può avere il sopravvento da solo; male che lo rende cieco, falsa il suo giudizio, distrugge la sua volontà e lo porta alla sua fine: questo male, è il peccato.

Perché qualcuno sia felice bisogna che passi per un cambiamento interiore; questo cambiamento si chiama conversione. È l’atto per mezzo del quale si accetta, senza condizioni e false scuse, il proprio fallimento morale dandosi a Dio per essere salvati; l’atto con cui ci si dichiara incapaci di cambiare la propria natura, con cui si confida in Gesù per ricevere una nuova vita; l’atto per mezzo del quale la creatura smarrita, sdegnata di se stessa, torna al suo Creatore; il colpevole al suo Salvatore; il figlio perduto alla casa paterna.

La conversione spezza l’orgoglio dell’uomo, ma gli apre un cammino di gioia con Dio.

lunedì 1 settembre 2025

Salmo 121

Il SIGNORE è Colui che ti protegge

1. 121:1-2 La fede che guarda al di sopra e al di là delle montagne

2. 121: 3 a- Come Dio ci accorda il suo soccorso

3. 121:3b .4- Il Signore protegge individualmente e collettivamente

4. 121:5-6 – Circostanze favorevoli e sfavorevoli

5. 121:7-8 – Una tripla protezione


1. 121:1-2 La fede che guarda al di sopra e al di là delle montagne


“ Alzo gli occhi verso i monti…da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal SIGNORE, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmo 121:1, 2).


Il testo originale potrebbe essere tradotto così: «Alzo gli occhi verso i monti…da dove mi verrà l’aiuto? ». L’autore del salmo si trova evidentemente in una situazione di grande distretta e cerca soccorso. Da dove arriverà? Dalle montagne? No! « Il mio aiuto viene dal SIGNORE, che ha fatto il cielo e la terra». Ecco dove risiedeva la sua fiducia davanti ad un pericolo pressante! È così che si esprimerà il residuo del popolo giudeo nel tempo della sua distretta.

Anche noi dobbiamo imparare che il soccorso nelle circostanza difficili della nostra vita non viene dalle “montagne”. Noi abbiamo facilmente la tendenza a confidarci in tutto ciò che ci appare come un rifugio sicuro in questo mondo. Se abbiamo questa propensione, prima o poi proveremo della delusione e il bastone sul quale ci saremo appoggiati ci perforerà la mano (cfr Isaia 36:6). Come  dice il profeta Geremia: «Certo, è vano il soccorso che si aspetta dalle alture, dalle feste strepitose sui monti; certo, nel SIGNORE, nel nostro Dio, sta la salvezza di Israele » (Geremia 3:23).

Si, la fede guarda al di sopra delle montagne verso Colui che ha fatto il cielo e la terra, che era «prima che i monti fossero nati» (Salmo 90:2). «A te alzo gli occhi, a te che siedi nei cieli! Ecco, come gli occhi dei servi guardano la mano del loro padrone, come gli occhi della serva guardano la mano della sua padrona, così gli occhi nostri sono rivolti al SIGNORE, al nostro Dio» (Salmo 123:1, 2). Il Signore non ci rifiuterà il suo soccorso se noi ci appoggiamo interamente su di lui. Egli verrà in un modo, o in un tempo diverso da quello che noi pensiamo, ma verrà.

Questo Salmo è scritto innanzitutto per Israele ed è utilizzato il nome SIGNORE – Eterno.  Nel Nuovo Testamento, noi non troviamo questo nome, ma apprendiamo che il Signore Gesù, la «Parola» fatta carne, è Dio l’Eterno (Giovanni 12:41; Ebrei 1:12; 13:8). Colui che ha fatto il cielo e la terra è lo stesso che è diventato il nostro Redentore ed è lui che viene in nostro soccorso.

2 - 121:3a — Come il Signore ci accorda il suo soccorso.

A partire dal versetto 3, il salmista non parla più in prima persona, ma è come se Dio lo facesse portatore di un messaggio profetico.

«Egli non permetterà che il tuo piede vacilli» (v. 3a).

Questo messaggio sembra essere talvolta in contrasto con la nostra esperienza. Nonostante ciò, dobbiamo ammettere, che se noi camminiamo nelle vie di Dio, noi saremo protetti e non vacilleremo.  Vi sono numerosi passi della Parola che lo testimoniano. «Perché il SIGNORE sarà la tua sicurezza, e preserverà il tuo piede da ogni insidia» (Proverbi 3:26). «Allora tu camminerai sicuro per la tua via e il tuo piede non inciamperà» (Proverbi 3:23). «I passi dell’onesto sono guidati dal SIGNORE; egli gradisce le sue vie» (Salmo 37:23). Nell’ultima lettera del Nuovo testamento, Dio è presentato come colui che ha la potenza di preservarci da ogni caduta e farci comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria (Giuda 24). Perché  malgrado tutto questo avviene che noi inciampiamo e vacilliamo così spesso? Perché i nostri cuori non sono veramente diretti verso di Lui. Dobbiamo essere certi che se noi desideriamo con tutto il cuore camminare nelle sue vie, egli ci guarderà e non permetterà che il nostro piede vacilli. 


3 - 121:3b-4 — Il Signore protegge individualmente e collettivamente

«…Colui che ti protegge non sonnecchierà. Ecco Colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà» (vv. 3, 4).

È  parlato di «Colui che ti protegge», e di «colui che protegge Israele». Colui che ci protegge tutti insieme è anche Colui che protegge ciascuno di noi individualmente — così come il Signore ama l’Assemblea, Egli ama individualmente tutti coloro che ne fanno parte. Voi che vi tormentate, ascoltate queste parole che vi sono indirizzate: «il SIGNORE è Colui che ti protegge». Egli è sempre pronto per voi, notte e giorno. Egli non sonnecchia e non dorme. Egli agisce verso di voi, come ha fatto per Israele.

L’esempio di Israele è incoraggiante. La storia di questo popolo, dimostra che l’Eterno è Colui che lo ha protetto e che lo protegge ancora oggi. Nessun popolo è mai stato perseguitato in questo modo, in vista del suo annientamento. Le nazioni che si sono accanite contro questo popolo, hanno dovuto fare l’amara esperienza che chi lo tocca «tocca la pupilla dell’occhio suo» (Zaccaria 2:8). Sebbene questo popolo persista oggi nella sua incredulità, il Signore porterà a compimento lo scopo che si è proposto nei suoi confronti.  

4 - 121:5-6 — Circostanze favorevoli o sfavorevoli

«Il SIGNORE è colui che ti protegge; il SIGNORE è la tua ombra, egli sta alla tua destra. Di giorno il sole non ti colpirà né la luna di notte» (vv. 5, 6).

Certamente se il Signore, non fosse la nostra ombra alla nostra destra, “il sole” ci colpirebbe sovente. 

Se le nostre circostanze sono come il sole che brucia con il suo calore, noi possiamo incoraggiarci ricordandoci che tutte le cose sono sotto il suo controllo. Il sole e la luna in particolare. Se è così nelle cose naturali, lo è altrettanto nelle cose spirituali. Dio talvolta permette che il sole colpisca. Nel libro del profeta Giona, quando il sole si levava, Dio fece soffiare un soffocante vento orientale. «Il sole picchiò sul capo di Giona così forte da farlo venire meno» (Giona 4:8). Dio, nella sua bontà, aveva fatto crescere un ricino per proteggere Giona dal sole e per sollevarlo dallo scoraggiamento. Non vediamo però che il profeta lo abbia ringraziato per questo. 

È così che ci comportiamo anche noi talvolta. Noi beneficiamo della benevolenza di Dio, senza che questo conduca le nostre anime verso di Lui. Allora Dio deve intervenire e fare seccare “il nostro ricino”, per evidenziare che ci siamo affidati alle circostanze favorevoli, piuttosto che a Lui stesso. Nonostante ciò resta vero che se i nostri cuori dimorano vicini a Lui, il sole non ci colpirà di giorno, né la luna di notte.


5 - 121:7-8 — Una tripla protezione

Poi in seguito troviamo la meravigliosa espressione «Egli proteggerà», menzionata a tre riprese nei versetti 7 e 8:

«Il SIGNORE ti preserverà da ogni male; egli proteggerà l’anima tua. Il SIGNORE ti proteggerà, quando esci e quando entri, ora e sempre».

Come credenti del tempo attuale, noi non possiamo e non dobbiamo aspettarci di avere una protezione terrena come sarà un giorno per il residuo fedele del popolo di Israele. L’Israele pio farà effettivamente l’esperienza di una liberazione assoluta e letterale da tutte le sue distrette come lo descrive questo salmo, ma non è la speranza, né la parte del credente oggi. Ciò non di meno, anche oggi, Dio non distoglie i suoi occhi dai giusti (Giobbe 36:7); e se noi siamo in comunione con Lui, spiritualmente faremo l’esperienza di questa tripla protezione.

Innanzitutto, ci proteggerà da ogni male, da ogni peccato, questo ci permetterà di vivere in una comunione ininterrotta con Lui. Non è questo un privilegio ancora più grande, rispetto al fatto di gioire di benedizioni terrestri? Riguardo alle circostanza che attraversiamo su questa terra, quelle stesse che noi consideriamo un male cooperano, sotto la Sua mano, al nostro bene (Romani 8:28). Esse possono rappresentare in sé qualcosa di negativo (per esempio la malattia), ma esse si riveleranno come qualcosa che ha portato un avvicinamento a Dio e nelle quali lo abbiamo glorificato.

In secondo luogo, Egli proteggerà la nostra anima attraverso tutte le difficoltà e i pericoli nella nostra vita. Il nostro Dio sa quanto la nostra anima può essere turbata dalle cose che ci accadono. Così Egli ha provveduto: noi possiamo portargli tutto ciò che ci opprime e la Sua pace guarderà i nostri cuori e i nostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4:7). Inoltre riceviamo già oggi la salvezza delle nostre anime, come fine o scopo della nostra fede(1 Pietro 1:9). Nessuno può strapparle, nessuno ci può rapire dalla mano del Padre e dalla mano del Figlio (Giovanni 10:28, 29).

Il  versetto 8, che contiene la terza menzione del termine proteggere, abbraccia l’insieme delle nostre circostanze e tutto il nostro avvenire.  Dio proteggerà il nostro uscire e il nostro entrare ora. Che si tratti del nostro andare e venire quotidiano, o del nostro passaggio nell’eternità, Egli ci guarderà in ogni cosa e ci condurrà al porto desiderato. Che fiducia ci dona tutto questo! È possibile che alcuni di noi dovranno ancora passare per la morte, mentre altri — e questa è la nostra speranza di credenti — saranno viventi fino alla venuta del Signore Gesù. Comunque sia, il nostro Salvatore proteggerà il nostro uscire e il nostro entrare e ci introdurrà certamente nella nostra patria celeste.

Verso la fine della sua vita, Paolo vedeva avvicinarsi il martirio; nonostante ciò poteva dire con piena certezza: «Il Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste» (2 Timoteo 4:18). È possibile che il regno celeste sia raggiunto attraverso delle prove molto difficili, ma lo raggiungeremo. L’uscita dalla scena di questo mondo e l’ingresso nell’eternità riposano nella mano del nostro Salvatore.

01 settembre - “Chi ve lo dice?”

La parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio.

Ebrei 4:12

 

La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.

Salmo 119:105

 

“Chi ve lo dice?”

 

Un credente presenta la Bibbia come Parola di Dio. Una persona controbatte dicendo: “Chi vi dice che questa è la Parola di Dio?” Puntando il dito in direzione del sole, il credente chiede: “Come sapete che quello è il sole? Io lo so perché mi dà luce e calore, nessuno ha bisogno di provarmelo; è testimone di se stesso. Così è della Bibbia: quello che ci dice sono parole stesse di Dio, che mi portano vita, luce, calore e gioia”.

Se chiedete a Dio, sinceramente, di darvene la convinzione, Lui stesso risponderà alle vostre aspettative. Questo stesso Spirito che ha condotto i diversi scrittori (2 Pietro 1:21) ci dà la certezza che è la voce di Dio che si indirizza a noi. La Bibbia rivela Dio e si presenta a noi come la Sua Parola. Vi troviamo una perfetta conoscenza dell’uomo e la dimostrazione che, lontano da Dio, è un essere perduto. A coloro che si riconoscono tali, essa offre il perdono del Dio d’amore. Parola divina, è “vivente e operante”; ha sempre un effetto su chi la legge, e porta, nella vita del credente, gioia, pace e certezze. È una “lampada” sul suo cammino.

La Bibbia non è proprietà di un popolo, di una chiesa, di una confessione, ma s’indirizza a tutti, istruiti o ignoranti, ricchi o poveri, giovani o vecchi.

“Dio è amore” (1 Giovanni 4:8) e “vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (1 Timoteo 2:4). La Sua Parola è verità (Giovanni 17.17).