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domenica 2 agosto 2026

02 agosto - La Bibbia (5)

Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna incinta, così non conosci l'opera di Dio, che fa tutto.

Ecclesiaste 11:5

 

La Bibbia (5)

 

La storia della trasmissione della Bibbia è fatta anche di stupefacenti aneddoti. Noi faremmo fatica ad attribuire qualche virtù alla prigione; eppure, è proprio in una prigione che la prima traduzione inglese della Bibbia dalle lingue originali è stata fatta da Tyndale, un vero credente incarcerato per eresia. La sua disavventura ha prodotto la gioia in moltissimi inglesi, e non solo.

Il francese Lemaistre de Sacy, imprigionato nella Bastiglia anche lui per la sua fede, ha potuto lavorare in prigione alla traduzione del Vecchio Testamento; quando è stato liberato il suo lavoro era terminato.

Fino al 15° secolo, sebbene in un periodo in cui poteva essere copiata solo a mano, la Bibbia si è diffusa. Nel Medio Evo la Bibbia fu vietata, confiscata, bruciata… Tuttavia, dei monaci la studiavano e la ricopiavano. Nel 1456, ecco il primo libro stampato: una Bibbia! Gutenberg lo stampò dopo sei anni di lavoro di cui quattro per la preparazione dei caratteri mobili.

Più tardi, in un monastero del Sinai, Tischendorf porterà alla luce dei manoscritti che diventeranno celebri con il nome di “Codice Sinaitico”.

L’ateo Voltaire disse della Bibbia: “In cento anni sarà superata, come un almanacco a fine anno”. Duecento anni dopo, la sua casa di Ferney ospitava una casa di edizioni bibliche!

Mentre la Bibbia è stata vietata per molto tempo in Cina, il piccolo libretto rosso di Mao Tse-Toung, in un certo periodo, doveva essere obbligatoriamente posseduto da ogni cinese. Tuttavia questo libretto, seconda opera più diffusa dopo la Bibbia, è stato stampato in poco meno di un miliardo di esemplari. La diffusione totale della Bibbia completa sorpassa oggi i sei miliardi di esemplari.


sabato 1 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (5/15)

Quali sono le nostre relazioni?

 

Quando parliamo di ubbidienza alla Parola di Dio sicuramente almeno i giovani potranno storcere il naso, e sentirsi limitati, perché il concetto dell’ubbidienza è sempre più considerato relativo! In realtà dietro ad ogni comandamento della Parola di Dio c’è lo scopo di proteggere l’individuo da un pericolo anche mortale, che possiamo anche non vedere o conoscere, ma Dio sì! Ricordiamoci sempre che lui è la luce e noi abbiamo bisogno di essere illuminati.

Questo brano (1Co 6:14) non parla solo della relazione tra giovani credenti e giovani non credenti, altrimenti Paolo avrebbe usato altri termini per spiegarsi. Qui troviamo un principio generale che spesso non viene riconosciuto, o viene applicato parzialmente, storcendo così il significato della Parola di Dio. Prima però dobbiamo parlare dei soggetti di questo versetto. Il primo soggetto, l’infedele, è colui che è paragonato alle tenebre, che appartiene alle tenebre e che abita in quel regno. L’altro soggetto invece è il credente: colui che ama la giustizia, che la pratica e che vive nella luce.

Paolo esorta i credenti a non aver nessuna relazione o comunione, con gli infedeli perché costoro possono non solo corrompere i buoni costumi dei credenti, ma anche contribuire ad allontanare il credente dalla giustizia, dalla luce, per allontanare il credente da Dio.

Siamo chiamati a riflettere su questo argomento:

* Con chi passiamo il nostro tempo?

* Chi frequentiamo volentieri?

* Con chi camminiamo regolarmente?

Non mi riferisco alle compagnie di lavoro, ma più in generale alla vita di relazione che possiamo avere con gli altri intorno a noi. Qual è l’ambiente che frequentiamo?

Il Signore ci invita a separarci dal sistema peccaminoso del mondo perché tutto quello che esso produce, ci fa sentire o ci fa vedere o di cui parla contamina la nostra mente, il nostro cuore e la nostra vita spirituale.

Ci crediamo oppure pensiamo che non è poi così male tutto quello che ci circonda?

Cosa ne pensiamo del brano di 1Giovanni 5:19 “Noi sappiamo che siamo da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno”?

Ci crediamo noi a quello che l’apostolo indica? Oppure pensiamo che questo versetto sia una esagerazione, un versetto buono solo per gli esagitati, integralisti, presenti anche tra i credenti?

Se invece ci crediamo, perché facciamo così tanta comunella col mondo?

Non dobbiamo ingannarci, il mondo appartiene a Satana, e noi lo sappiamo che il nostro nemico farà di tutto, con le sue armi e con l’inganno, per allontanarci dal Signore, dalla sua comunione.

Se mi stessi sbagliando perché le chiese sono oggi sempre più piene di credenti apatici e superficiali?

Quante domeniche i locali di culto sono strapieni, mentre alle riunioni di preghiera in settimana si nota la presenza di meno della metà degli stessi! Perché?

Potremmo continuare per molto indicando le cose che non vanno, ma la realtà è sempre quella che Satana ha oggi ampio spazio di manovra in molti credenti. Perché???


(segue)

01 agosto - La luce pura

 La Tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.

Salmo 119:105

 

La luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie.

Giovanni 3:19

 

La luce pura

 

Una fruttivendola aveva da poco tempo scoperto che la Bibbia era realmente la Parola di Dio e la stava leggendo, dietro al suo banco.

– Che cosa legge, domandò un cliente.

– La Parola di Dio, la Bibbia, rispose lei gioiosa.

– Veramente? Ma chi le dice che la Bibbia è la Parola di Dio?

– Dio stesso.

– Ma Dio le ha veramente parlato di persona?

La fruttivendola sembrò un attimo imbarazzata, poi, mostrando con un gesto la piazza del mercato, quel giorno inondata dal sole, esclamò:

– Può dimostrarmi, signore, che il sole esiste?

– Dimostrarlo? Ma è chiaro: i sente il suo calore e si vede la sua luce.

– Questo è per me la Bibbia; riscalda il mio cuore e illumina i miei pensieri come nient’altro è in grado di fare. Per questo ho la certezza che è il libro di Dio.

La gloria Tua o Dio - risplende in Tua Parola,

che dei Tuoi figli è il santo, - ricchissimo tesoro,

la voce dell’Amico - fedele che consola;

del cielo è il dolce canto, - lo scritto dell’amore.