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mercoledì 14 ottobre 2026

14 ottobre - Un Dio fedele

“Sono Mie infatti tutte le bestie della foresta… Mio è il mondo, con tutto quello che contiene… invocami nel giorno della sventura; Io ti salverò, e tu Mi glorificherai”.

Salmo 50:10-15

 

“Avverrà che, prima che m'invochino, Io risponderò; parleranno ancora, che già li avrò esauditi”.

Isaia 65:24

 

Un Dio fedele

 

È sera, e Anna è inquieta. Abita in una zona isolata. Suo marito e i suoi figli sono usciti al mattino per rimanere fuori tutta la giornata; ma una violenta tempesta li ha costretti a trovare un riparo per la notte. All’idea di trascorrere la notte da sola, Anna si sente invadere dalla paura. Nelle vicinanze vagano uomini poco raccomandabili… Allora, s’inginocchia e supplica Dio di aiutarla a vincere le sue paure. Non ha finito di pregare che sente abbaiare un cane. Apre la porta e il cane dei vicini entra in casa, ricoperto di neve, e va ad accucciarsi direttamente vicino al fuoco, guardandola con occhi intelligenti, come se dicesse: “Non avere paura, mi prendo io cura di te”. Riconoscente, Anna va a coricarsi e si addormenta tranquilla.

Il giorno seguente, i vicini le raccontano che non avevano mai visto il loro cane lasciare l’angolo in cui trascorre la notte. Ma ieri sera, dopo aver tentato per due ore di trattenerlo in casa, avevano dovuto lasciarlo uscire… e lui era andato dritto in direzione della casa di Anna. Anna, che crede nel Signore e nel Suo amore, ha visto in questo la mano di Dio.

Questo racconto non ci mostra forse che il Dio, al quale cui ogni cosa obbedisce, può utilizzare anche un animale per rispondere alle nostre preghiere? E ci mostra anche che Dio conosce in anticipo i nostri bisogni e prepara le risposte. Il cane non era forse agitato già da alcune ore, tanto da convincere i padroni a liberarlo nel momento preciso in cui Anna stava pregando? Anna ha ricevuto soccorso, secondo la Sua promessa, “al momento opportuno” (Ebrei 4:16).


martedì 13 ottobre 2026

13 ottobre - Ora

Ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.

Romani 5:11

 

Ora

 

“Ora”, cioè adesso, è un avverbio di uso comune che indica il momento presente o l’epoca attuale. Non è un termine di speranza, di una promessa futura, ma della certezza di una cosa che possediamo già. Quando un bambino dice: “Adesso, finalmente, ho il mio giocattolo preferito”, lo stringe forte nella sua mano ed è felice! Allo stesso modo tutti i credenti possono appropriarsi con gioia di tre certezze, di cui gode già “ora”.

– “Voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia” (1 Pietro 2:10). Non devo aspettare e sperare nell’indulgenza di Dio. Egli vuole farmi grazia, Suo Figlio ha pagato il mio debito; non devo fare altro che accettare con fede questo dono immeritato. Fare diversamente equivale ad offenderlo.

– “Non c’è dunque ora (così nel testo originale) più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Romani 8:1). Purtroppo mi succede di peccare, e la mia coscienza è a disagio. Satana ne approfitta per insinuare il dubbio nel mio spirito, ma Dio è giusto e ha già regolato la questione del peccato, e del mio peccato, per mezzo del Figlio Suo Gesù. Non è possibile che io perda quella salvezza comprata e pagata a così caro prezzo dal mio amato Salvatore.

– “Carissimi, ora siamo figli di Dio” (1 Giovanni 3:2). Dio mi ha adottato, mi chiama Suo figlio, io che ero una creatura contaminata dal peccato e senza una relazione con Lui; ora per la fede ho la Sua pace. Dopo la morte non c’è un giudice ad attendermi, ma un Padre che mi apre la Sua casa!


lunedì 12 ottobre 2026

12 ottobre - Bisogna adattarsi?

Il SIGNORE è Dio, lassù nei cieli e quaggiù sulla terra; e non ve n'è alcun altro.

Deuteronomio 4:39

 

Non c'è nessuno che possa fermare la Sua mano o dirgli: “Che fai?”

Daniele 4:35

 

Bisogna adattarsi?

 

A volte sentiamo dire: “I tempi cambiano, le mentalità si evolvono, bisogna adattarsi…” Sì, ma fino a che punto?

Per quanto riguarda la nostra relazione con Dio, ad esempio, nessuno può modificare né la Sua santità (“Il SIGNORE, il nostro Dio, è santo”, Salmo 99:9), né la Sua giustizia (“Il SIGNORE, il nostro Dio, è giusto”, Daniele 9:14). Nessuno può limitare il Suo amore per noi perché “Dio è amore” (1 Giovanni 4:8). Dio ci ricorda anche che non siamo noi i padroni del tempo; nessuno di noi può accelerarlo o rallentarlo. Che fare allora sapendo che Dio ha in odio il male e che si avvicina il giorno in cui bisognerà incontrarlo e rendergli conto della nostra vita? Chi sussisterà di fronte alla Sua santità e alla Sua giustizia? Se pensiamo a quel giorno potremo forse adattarci alla mentalità corrente, materialista e corrotta, ribelle a Dio e indifferente ai problemi dell’anima?

No! È necessario che il nostro cuore sia cambiato, e solo Dio può farlo. Egli ama ogni essere umano, dal più onorevole al più miserabile, e per consentire a ognuno di stabilire una vera relazione con Lui ha donato Gesù Cristo.

Caro lettore, poiché l’unico attimo che ci appartiene è soltanto quello di adesso, devi accettare senza indugio Gesù Cristo, credere che Egli dona la vita eterna a chiunque lo riceve come Salvatore. “A tutti quelli che l’hanno ricevuto Egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio” (Giovanni 1:12). “Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio” (1 Giovanni 3:1).


domenica 11 ottobre 2026

11 ottobre - Messaggero a quattro zampe

Gioisco della Tua parola, come chi trova un grande bottino.

Salmo 119:162

 

La Tua parola mi fa vivere.

Salmo 119:50

 

Messaggero a quattro zampe

 

Negli anni 20, in un ospedale missionario di Shanghai (Cina), un cane entra nel cortile e fruga tra i rifiuti alla ricerca di cibo. Trova i resti di un vecchio libro, li azzanna e se ne va verso il vicino campo militare. I soldati, incuriositi dal bottino che il cane teneva tra i denti, se ne appropriano e iniziano a leggere i fogli di quel libro. Sono parecchie pagine dell’Antico Testamento di una Bibbia in cinese.

Quei racconti biblici antichi li colpiscono, e i soldati rimangono impressionati nel vedere come Dio, da millenni, guidasse uomini e donne di fede, e anche un intero popolo: Israele. Delusi di non avere il libro completo, suppongono che il cane abbia trovato quei fogli nei pressi del vicino ospedale. Così, si presentano al responsabile, che è cristiano, e gli chiedono:

– È possibile avere un esemplare di questo libro, in buono stato?

Lui guarda quelle pagine strappate e poi esclama: – E’ la Bibbia! è la Parola di Dio, e si rivolge a tutti noi.

Quell’uomo dà loro alcune copie, ma non sono sufficienti per tutti i soldati accorsi; ognuno desiderava avere un esemplare della Parola di Dio. E’ stato necessario portare altre Bibbie, una seconda e una terza volta.

Per un certo tempo, numerosi soldati parteciparono con costanza ai corsi biblici che si tenevano nell’ospedale, e un missionario andava da loro per spiegare più dettagliatamente in cosa consisteva il messaggio dell’Evangelo di Dio riguardo al Figlio Suo (Romani 1:2). Fu così che molti ricevettero Gesù Cristo come loro personale Salvatore e Signore.


sabato 10 ottobre 2026

10 ottobre - Ogni tipo di preghiera (7)

Iabes invocò il Dio d'Israele, dicendo: “Benedicimi, ti prego; allarga i miei confini; sia la tua mano con me e preservami dal male in modo che io non debba soffrire!” E Dio gli concesse quanto aveva chiesto.

1 Cronache 4:10

 

Ogni tipo di preghiera (7)

Iabes: un appello alla grazia di Dio

 

Iabes porta un nome che significa “dolore”, perché sua madre aveva molto sofferto nel metterlo al mondo (1 Cronache 4:8). Quindi, il suo nome gli ricorderà per tutta la vita che, a causa del peccato, nel mondo c’è anche il dolore (vedere Genesi 3:16). Con quel nome, passerà forse la vita lamentandosi? Niente affatto! La consapevolezza di portare un segno delle conseguenze del peccato lo induce a invocare Dio e a chiedergli di benedirlo abbondantemente, benché non abbia alcun merito da far valere per giustificare una tale richiesta. “«Benedicimi, ti prego; sia la Tua mano con me e preservami dal male in modo che io non debba soffrire!» E Dio gli concesse quanto aveva richiesto” (v. 10).

Giacobbe, qualche tempo prima, aveva anche lui fatto un voto, ma con uno stato di spirito ben diverso. Giacobbe voleva fare la “sua parte”, concludere con Dio una sorta di contratto, mercanteggiare la sua benedizione (Genesi 28:20-22). Iabes invece è consapevole di non aver nulla da offrire a Dio; è senza pretese e invoca unicamente la Sua grazia. Sa di avere a che fare con un Dio generoso, sempre disponibile a dare, e non resta deluso: “Dio gli concesse quanto aveva chiesto”… Dio si è compiaciuto di rispondere all’umile preghiera di quell’uomo di fede, senza chiedergli nulla in cambio. Non è mai invano che facciamo appello alla grazia di Dio! Egli trova piacere in “quelli che sperano nella Sua bontà” (Salmo 147:11).

Cari lettori, tutti per nascita siamo segnati dal peccato, esattamente come Iabes, e nulla ci è dovuto da parte di Dio. Ma Lui ama benedire, e la benedizione più grande che possiamo ricevere è il perdono dei nostri peccati, la Sua pace, la promessa della vita eterna; e poi, la Sua guida nelle nostre scelte, la Sua forza nelle tentazioni, il Suo sostegno nelle difficoltà della vita.


venerdì 9 ottobre 2026

09 ottobre - Dilazione, rinvio, scadenza

“Ho udito la tua preghiera, ho visto le tue lacrime; ecco, Io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni”.

Isaia 38:5

 

“Le ho dato tempo perché si ravvedesse”.

Apocalisse 2:21

 

Dilazione, rinvio, scadenza

 

Lunedì mattina: un collega d’ufficio, ancora sconvolto, racconta l’incidente nel quale, il giorno precedente, ha visto la morte da vicino: la sua auto ridotta ad un ammasso di ferraglia, lui e la sua famiglia senza nemmeno un graffio!

“C’è mancato poco… sono stato fortunato!”

Fortunato? No, è Dio che gli ha concesso un prolungamento di vita. Quante volte anch’io sono stato risparmiato in maniera evidente e spettacolare, e quante altre volte a mia insaputa! A nulla serve parlare di fatalismo e dire: “Non era il mio momento!” Riflettiamo piuttosto sull’amore di Dio che ci ha dato la vita e ce l’ha mantenuta fino a questo momento. Egli avrà il diritto di chiederci conto dei giorni che ci sono stati aggiunti. “Il Signore… è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento” (2 Pietro 3:9).

Come utilizziamo il tempo che Dio ci accorda sulla terra? Per chi crede, questa pazienza di Dio è un invito a servirlo fedelmente e a vivere più profondamente la speranza cristiana.

Ma una domanda si pone anche a te e a tutti i lettori che ancora non credono: Che valore hai dato fino ad oggi alle “ricchezze della Sua bontà, della Sua pazienza e della Sua costanza?”; hai riconosciuto, come scrive l’apostolo Paolo, che “la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?” (Romani 2:4). Dio ti ha già dato una dilazione del termine della tua vita sulla terra, e t’invita ancora oggi ad accettare la Sua grazia. “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato” (Atti 16:31).


giovedì 8 ottobre 2026

08 ottobre - La potenza di un libro

(Gesù disse:) “Investigate le Scritture”.

Giovanni 5:39

 

“Il cielo e la terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno”.

Marco 13:31

 

La parola del Signore rimane in eterno.

1 Pietro 1:25

 

La potenza di un libro

 

La Bibbia, oggi tradotta completamente o parzialmente in più di 2800 lingue, è diffusa ogni anno nel mondo in decine di milioni di esemplari. In ogni luogo in cui arriva, questo prezioso Libro produce effetti straordinari. La Bibbia ci fa conoscere i pensieri di Dio, la saggezza di Dio e il Suo amore. Essa ci penetra, modella il nostro cuore, il nostro spirito, e ci mostra come vivere conformemente alla volontà del Signore.

Avete mai sentito qualcuno dire: “Ero un alcolista, la vergogna della mia famiglia…, ma mi sono messo a studiare la matematica, la botanica o la filosofia, e da quel momento sono completamente cambiato”? Certamente no! Invece, possiamo trovare non una, non dieci, non cento, ma migliaia di persone che possono dirvi: “Ero infelice, senza pace, senza speranza, fino al giorno in cui ho conosciuto la meravigliosa potenza di questo Libro. Esso ha cambiato la mia vita, sono stato liberato dalle mie schiavitù e dalle mie colpe, e la pace è entrata nel mio cuore”. È un miracolo che il messaggio della Bibbia compie quotidianamente.

La Bibbia è la Parola di Dio, è un testo vivente e potente, che produce nel nostro cuore ciò che promette, a patto che la crediamo. Per esempio, non dice che siamo delle “brave persone”, ma che siamo tutti peccatori.

È soltanto prendendo coscienza del vostro stato morale davanti a Dio che capirete la necessità di essere perdonati. Come? Leggendo i Vangeli con umiltà, fede e perseveranza; così conoscerete Gesù, quello che ha fatto per voi e le Sue promesse; allora sarete riempiti della pace che Dio dona a chi crede.