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sabato 20 dicembre 2025

Mani pulite?

“Allora gli scribi e i farisei di Gerusalemme vennero da Gesù e gli dissero: Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli anziani? Poiché non si lavano le mani prima di mangiare” Matteo 15:1-2. 

Scribi e Farisei, Matteo non si preoccupa di identificarli ulteriormente, ma queste due categorie rappresentano tutti coloro che si limitano alla superficialità, all'apparenza e di queste cose ne fanno una regola di vita. 

L'aggiunta “di Gerusalemme” può suggerire che essi venivano proprio dal cuore di questo tipo di “religione”. Questo zelo si limita ad osservare un certo numero di forme esteriori e di tradizioni. E, coprendosi solo della pia apparenza, che può ingannare gli uomini e non Dio, seguivano le inclinazione del loro cuore naturale.

Pensavano che il concetto di “puro” e “impuro” fosse legato esclusivamente ad avere le mani visibilmente pulite o sporche. Precisiamo che nell'Antico Testamento era richiesto un rituale di lavaggio ogni qualvolta ci si doveva accostare a Dio o compiere delle attività cerimoniali per Lui e non era previsto il regolare lavaggio prima dei pasti. Questa prescrizione era ovviamente figurativa e lasciava intendere quale attenzione e cura si dovesse avere ogni qualvolta ci si accostava a Dio. 

Ma essi ne avevano fatto solo una questione esteriore e l'avevano addirittura amplificata.

Erano perfino arrivati a sottrarsi, per avarizia, anche ai doveri più elementari, come quello di provvedere ai bisogni dei genitori (v.5). Questi, come le loro tradizioni, annullavano i comandamenti di Dio.

Allora il Signore Gesù, che trovava tutto il suo diletto in quei comandamenti, confonde costoro mettendo a nudo la malvagità del loro cuore.

Si le mani possono essere accuratamente lavate...mentre il cuore è pieno di contaminazione.