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lunedì 15 giugno 2026

Dio ha una via per noi (4/4)

La guida divina

 

"Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te. Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!” (Salmi 32:8-9).

Dio dice espressamente qui: “Io ti istruirò e ti insegnerò la via”. Così vediamo che Dio stesso vuole guidarci ogni giorno nelle cose grandi e piccole della vita. Egli ci istruisce attraverso la Parola, che mette davanti al nostro cuore e alla nostra coscienza. Possiamo essere certi che il sentiero che Egli ci mostra sarà sempre in accordo con la Sua Parola.

Dio vuole anche indicarci la strada, cosa che capiamo meglio quando siamo alla Sua scuola. Quando siamo già da molto tempo sulla via della fede, vediamo che Dio ci insegna, educandoci attraverso le circostanze della vita. Ci mostra che a volte abbiamo corso troppo velocemente o siamo rimasti indietro e non abbiamo tenuto il passo.

Inoltre, Dio tiene lo sguardo su di noi per consigliarci. Nella vita non incontreremo solo bianco o nero, chiaramente giusto o palesemente sbagliato. Per quanto riguarda la salvezza eterna, ci sono solo due possibilità: la via larga, in perdizione, o la via stretta, per la vita. Ma nelle cose di ogni giorno, possiamo imbatterci in scelte o situazioni che sono più difficili da giudicare. Non è detto che un percorso sia totalmente sbagliato e l'altro l'unica scelta giusta. No, il Signore ci consiglia in ogni situazione la strada migliore da seguire Un giovane può pensare che sarebbe bene per lui rimanere celibe in modo da poter servire meglio il Signore. Questo è un buon pensiero in sé., ma può darsi che Dio stia mostrando a questo giovane che sposarsi è la via migliore per lui. Naturalmente è possibile anche il contrario.

Un altro esempio si trova nella vita dell'apostolo Paolo. Dopo il suo terzo viaggio missionario intendeva andare a Gerusalemme, anche se lo Spirito Santo gli aveva mostrato che lì lo aspettavano prigionia e sofferenza. Quindi questo progetto è stato buono o cattivo? I commentatori biblici ci hanno pensato per secoli. Alcuni sostengono che Paolo, nel voler andare a Gerusalemme, fosse disubbidiente e agisse secondo la sua volontà; altri non vogliono rimproverare nulla all'apostolo, e perciò dicono che Paolo ha fatto tutto bene. Forse entrambi i punti di vista sono errati. Il suo movente non era certamente sbagliato: voleva che i suoi concittadini fossero salvati. Questa è una buona e santa motivazione ma, probabilmente, non è stato all'altezza della guida dello Spirito. Può succedere anche a noi.

In Filippesi 1:10 l'apostolo Paolo ci esorta a discernere "le cose migliori", cioè "le più eccellenti". Quindi non dovremmo solo puntare su ciò che è buono, ma scegliere il meglio. Per questo abbiamo bisogno della guida del nostro Dio.