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giovedì 11 giugno 2026

11 giugno - Comando vocale

Questa è la fiducia che abbiamo in Lui (Dio): che se domandiamo qualche cosa secondo la Sua volontà, Egli ci esaudisce. Se sappiamo che Egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di avere le cose che gli abbiamo chieste.

1 Giovanni 5:14-15

 

Comando vocale

 

Mia zia, molto anziana, vive sola, poco distante da casa mia. Se ha bisogno può comporre automaticamente il mio numero di telefono tramite un comando vocale. Sa che basta pronunciare il mio nome per ricevere subito aiuto. Del resto è proprio quello che fa, a volte anche per piccoli problemi…

Facciamo come lei! Approfittiamo del fatto che esiste un legame permanente fra la terra e il cielo, una linea che non è mai sovraccarica. Basta pronunciare il nome di Dio e abbiamo la certezza che Egli ci ascolta.

La preghiera non consiste in una recita che va bene per tutte le occasioni, imparata a memoria, ma è un contatto diretto e personale col nostro Creatore per chiedere il Suo soccorso e ringraziarlo. Gesù parla di un uomo che ha pregato molto brevemente pronunciando queste parole: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore” (Luca 18:13), ed  è stato immediatamente perdonato.

Il cristiano sa che può parlare al Signore anche dei suoi piccoli problemi giornalieri. Noi abbiamo un Dio grande, ma per il quale nulla è troppo piccolo quando si tratta di ciò che riguarda i Suoi figli sulla terra. Non lo stancheremo mai. Un bambino non ha timore di disturbare i suoi genitori per temperare la matita, legare una stringa, o avere una risposta alle sue numerose domande, anche se infantili e formulate con un linguaggio semplice. Cerchiamo il soccorso di Dio in preghiera, con la piena convinzione che Egli ci ascolta. Parliamogli dei nostri bisogni, delle nostre inquietudini e anche dei nostri dubbi. Ma, soprattutto, non dimentichiamo di ringraziarlo.