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giovedì 4 giugno 2026

04 giugno - “Io sono la vera vite” (7)

(Gesù disse:) “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo… Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me”.

 

“Io sono la vera vite” (7)

 

Nell’Antico Testamento, la vigna simboleggia spesso il popolo d’Israele (Salmo 80, Isaia 5, Geremia 2). Che sorpresa per i discepoli udire Gesù che diceva: “Io sono la vera vite”! Se essi volevano portare frutto per Dio e piacergli, non bastava appartenere a quel popolo, ma bisognava dare fiducia a Gesù. Ciò è vero anche per noi. Se possiamo compiere delle azioni che piacciono a Dio, è solo perché siamo uniti alla persona di Gesù, e non a una religione o al nome di una qualche chiesa.

“Io sono la vite, voi i tralci… senza di me non potete far nulla”, ha detto il Signore. I credenti appartengono al loro Signore, e come dei tralci sono attaccati alla vite. Solo così possono portare frutto, cioè riprodurre le caratteristiche del loro Salvatore. Come la linfa fluisce dalla vite verso i tralci, la vita stessa di Gesù passa da Lui in noi e si mostra in amore, gioia, pace, pazienza, santità…

Per portare frutto, i tralci devono essere mondati, ripuliti dei rami inutili che sono anche dannosi. Questo lavoro è una la figura dell’educazione e della disciplina che Dio esercita verso i Suoi figli. Lo fa attraverso la Sua Parola letta, meditata e ubbidita, ma anche per mezzo di prove e di dolori.

Quello che la Bibbia dice potrebbe rattristare perché in essa è svelato ciò che siamo veramente. Essa ci svela quegli impulsi e quelle tendenze che devono sparire se vogliamo che la nostra vita sia più conforme ai pensieri di Dio. Il Vignaiuolo, cioè Dio, agisce in questo senso. La nostra responsabilità è di imparare ogni giorno da Lui.