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mercoledì 5 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (9/15)

Con Dio c’è ancora speranza

 

Se esaminiamo i fatti dobbiamo notare un’altra cosa importante nella vita di Giosafat. Dio lo richiamò non una, non due, ma tre volte ed in modo forte ed inequivocabile, affinché non compisse ulteriori passi folli.

Infatti mandò per primo il profeta Micahia che gli disse: “torna a casa tua in pace” (2Cr 18:16) perché stava sbagliando e questo proprio poco prima della guerra disastrosa in cui Achab lo coinvolse.

Poi, in un secondo momento, mandò il profeta Jehu, che gli disse: “L’ira di Dio è su te!” (2Cr 19:2) con un terribile messaggio di condanna e giudizio, dopo il suo triste ritorno a casa. Ma cosa succede spesso anche a noi? Proprio perché siamo compromessi e lontani dal Signore, volentieri non diamo più ascolto a colui che ci chiama e che vuole il nostro bene anche se agisce attraverso prove e afflizioni durissime. Noi siamo spesso quelli che ci sediamo vicino al nostro accusatore e lo ascoltiamo, invece di ascoltare il nostro avvocato e prezioso Salvatore. Satana anche qui lavora forte nella nostra mente, proprio per accusarci e paralizzare le nostre forze spirituali che invece vorrebbero portarci indietro verso e accanto al Signore.

Tuttavia? “Tuttavia c’è ancora speranza” (2Cr 19:3) dice Jehu a Giosafat dopo il secondo avvertimento! Dio non prende mai a calci i suoi figli, ma fa di tutto per recuperarli al suo servizio e per la sua gloria. Così è stato per Pietro, così sarà per ogni figlio di Dio, sempre ed in ogni occasione! Satana sa come tenerci schiacciati a terra dopo una dura lezione e sa come usare diverse armi per far questo: l’orgoglio, la frustrazione, la condanna degli altri, la depressione, la paura, l’indifferenza, la vergogna o anche una miscela di queste armi e a volte anche la ribellione.

Il Signore vuole invece che andiamo a lui pieni di tristezza, e con questa vuole portarci ad un salutare ravvedimento. Non esiste il ravvedimento senza che Dio ci faccia prima capire la gravità del nostro peccato. (2 Co 7:8-10). La consapevolezza di peccato prima e la tristezza di aver offeso Dio poi, deve portare il credente al ravvedimento. Egli deve ripercorrere la strada sbagliata che è stata fatta e ritornare al punto dove aveva lasciato Dio. E possiamo stare certi che lì lo troveremo come il Padre amoroso della parabola del figlio prodigo, con le braccia aperte e il perdono pronto per ciascuno. Egli è lì, sempre, ogni volta! Che benedizione!

Giosafat, ci dice la Parola, torna ad essere il re virtuoso che era. Nei versetti da 4 a 11 del capitolo 19 della 2Cronache, vediamo i frutti degni del ravvedimento di Giosafat. Ma ricordiamoci, e insisto su questo, che Satana farà di tutto per impedire che questa tristezza arrivi in noi, piuttosto si impegnerà a fondo per mantenerci nella polvere e nella sconfitta, o nella debolezza.

Ma ricordiamoci che “c’è ancora speranza!”. Paolo ai Romani dice: ”Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nel credere, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza nello Spirito Santo” (Ro 15:13).

Il Signore vuole che ritorniamo a lui, ed gli si accosterà a noi, sempre, ogni volta dopo ogni caduta se solo ritorniamo a lui! Ricordo come sia confortante la presenza del Signore Gesù sulla spiaggia della Galilea dopo la sua resurrezione ed è lì che aspetta Pietro (in modo particolare!) per ristabilirlo.

Purtroppo Giosafat cadde di nuovo, venendo così a confermare il principio che quello di buono che è stato fatto ieri non serve all’oggi o al domani. Satana mette le sue trappole ovunque, e non lo fa qualche volta, ma sempre!

Se oggi siamo fedeli, questo è una grazia di Dio, ma non abbiamo garanzie che la nostra fedeltà sarà la stessa domani, perché la Grazia di Dio non dipende da noi, ma piuttosto dal nostro rapporto, dalla nostra relazione col Signore, ogni giorno che passa. Questa relazione, o comunione, se sarà alimentata produrrà la comunione e la nostra fermezza in Cristo, altrimenti se non sarà alimentata servirà ad alimentare qualcosa d’altro. D’altronde abbiamo detto che Satana si ciba di ciò che non diamo a Dio.

Ecco il punto, se non diamo a Dio la nostra persona, la nostra mente, il nostro cuore, le nostre vite, qualcun altro le prenderà e le userà.


(segue)