Gioia nella gloria futura
«Celebrerai la festa delle
Capanne per sette giorni, quando avrai raccolto il prodotto della tua aia e del
tuo torchio; ti rallegrerai in questa tua festa, tu, tuo figlio, tua
figlia, il tuo servo, la tua serva, il Levita, lo straniero, l’orfano e la
vedova che abitano nelle tue città. Celebrerai la festa per sette giorni
in onore del SIGNORE tuo Dio, nel luogo che il SIGNORE avrà scelto; poiché il
SIGNORE, il tuo Dio, ti benedirà in tutta la tua raccolta e in tutta l’opera
delle tue mani, e ti darai interamente alla gioia. (Deuterononio
16:13-15)
Anche la Festa delle Capanne
doveva essere celebrata ogni anno. Non c’è altro passo che enfatizza la gioia
in una misura maggiore. Solo in questo contesto è detto (ti darai interamente
alla gioia). Nel suo significato profetico, la festa delle capanne è collegata
al millennio, nel quale il popolo di Israele potrà gioire appieno. Sebbene il
regno non è la speranza (l’aspettativa) del cristiano, vi è un’associazione di
idea con il fatto che per noi credenti il meglio deve ancora avvenire. Gioiremo
nella casa del Padre per tutta l’eternità. Ci daremo interamente alla gioia.
Per tutta l’eternità tutto il cordoglio, il dolore, le sofferenze apparterranno
al passato. Al momento però non viviamo ancora in questo periodo. Nondimeno,
nelle riunioni possiamo anticipare qualcosa di ciò che faremo nell’eternità.
Non possiamo respirare questa “atmosfera celeste”, se non quando ci raduniamo
insieme al nome del Signore. Se questo non viene realizzato non è per mancanza
da parte del Signore, ma per la nostra responsabilità.