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sabato 24 gennaio 2026

Gioia nel radunamento (6/7)

Gioia nella gloria futura

«Celebrerai la festa delle Capanne per sette giorni, quando avrai raccolto il prodotto della tua aia e del tuo torchio; ti rallegrerai in questa tua festa, tu, tuo figlio, tua figlia, il tuo servo, la tua serva, il Levita, lo straniero, l’orfano e la vedova che abitano nelle tue città. Celebrerai la festa per sette giorni in onore del SIGNORE tuo Dio, nel luogo che il SIGNORE avrà scelto; poiché il SIGNORE, il tuo Dio, ti benedirà in tutta la tua raccolta e in tutta l’opera delle tue mani, e ti darai interamente alla gioia. (Deuterononio 16:13-15)

Anche la Festa delle Capanne doveva essere celebrata ogni anno. Non c’è altro passo che enfatizza la gioia in una misura maggiore. Solo in questo contesto è detto (ti darai interamente alla gioia). Nel suo significato profetico, la festa delle capanne è collegata al millennio, nel quale il popolo di Israele potrà gioire appieno. Sebbene il regno non è la speranza (l’aspettativa) del cristiano, vi è un’associazione di idea con il fatto che per noi credenti il meglio deve ancora avvenire. Gioiremo nella casa del Padre per tutta l’eternità. Ci daremo interamente alla gioia. Per tutta l’eternità tutto il cordoglio, il dolore, le sofferenze apparterranno al passato. Al momento però non viviamo ancora in questo periodo. Nondimeno, nelle riunioni possiamo anticipare qualcosa di ciò che faremo nell’eternità. Non possiamo respirare questa “atmosfera celeste”, se non quando ci raduniamo insieme al nome del Signore. Se questo non viene realizzato non è per mancanza da parte del Signore, ma per la nostra responsabilità.