Gioia reciproca nelle benedizioni di Dio
«Quando sarai entrato nel paese
che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà come eredità e lo possederai e lo abiterai,
prenderai delle primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel
paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà, le metterai in un paniere e andrai al
luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto come dimora del suo nome. Ti
presenterai al sacerdote in carica in quei giorni e gli dirai: “Io dichiaro
oggi al SIGNORE tuo Dio che sono entrato nel paese che il SIGNORE giurò ai
nostri padri di darci”. Il sacerdote prenderà il paniere dalle tue mani e lo
deporrà davanti all’altare del SIGNORE tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole
davanti al SIGNORE, che è il tuo Dio: “Mio padre era un Arameo errante; scese
in Egitto, vi stette come straniero con poca gente e vi diventò una nazione
grande, potente e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci oppressero e ci
imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al SIGNORE, al Dio dei nostri
padri, e il SIGNORE udì la nostra voce, vide la nostra oppressione, il nostro
travaglio e la nostra afflizione, e il SIGNORE ci fece uscire
dall’Egitto con potente mano e con braccio steso, con grandi e tremendi
miracoli e prodigi; ci ha condotti in questo luogo e ci ha dato questo paese,
paese dove scorrono il latte e il miele. E ora io porto le primizie
dei frutti della terra che tu, o SIGNORE, mi hai data!” Le deporrai davanti al
SIGNORE Dio tuo, e adorerai il SIGNORE, il tuo Dio, ti rallegrerai tu
con il Levita e con lo straniero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che
il SIGNORE, il tuo Dio, avrà dato a te e alla tua casa. (Deuterononio
26:1-11).
Dio ha benedetto riccamente
Israele il suo popolo terrestre. Dio ha altrettanto benedetto riccamente i
credenti del tempo attuale. Le nostre benedizioni sorpassano di gran lunga
quelle di Israele. Se vogliamo vedere quanto Dio ci ha arricchito, dobbiamo leggere
la lettera agli Efesini. Possiamo vedere in quel contesto che le nostre
benedizioni non sono terrene, ma celesti. Possiamo notare che le nostre
benedizioni sono in primo luogo spirituali, non materiali. Constateremo che le
nostre benedizioni non sono limitate, ma che Dio ci ha benedetti di “ogni”
benedizione spirituale. Al disopra di tutto contempleremo che le nostre
benedizioni sono in Cristo. Senza di Lui non ci sarebbe alcuna benedizioni di
cui potremmo gioire.
Perciò possiamo rallegrarci
insieme delle ricchezze che Dio ci ha donato in Cristo. Non dimentichiamo da
dove veniamo, cosa eravamo, ma possiamo contemplare con gioia quanto Dio ci
abbia arricchito nella persona del Signore Gesù. E quale sarà il risultato?
Ci inginocchieremo in riconoscenza e adorazione davanti a Lui la cui
grazia, non solo ci ha salvato, ma ci ha benedetto così riccamente. Per cui le
circostanze non lo impediscono non dovremmo mai perdere un singolo radunamento
nel luogo dove il Signore ci ha chiamati per essere insieme.