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lunedì 18 agosto 2025

18 agosto - “Accendi un fuoco e bruciale!”

Ricevete con dolcezza la parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre. Mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto.

Giacomo 1:21-22

 

“Accendi un fuoco e bruciale!”

 

Molti anni fa, in Sicilia, un evangelista con un carico di Bibbie attraversava un bosco quando si trovò di fronte un uomo armato e malintenzionato che gli chiese cosa avesse nel sacco.

– Trasporto delle Bibbie, rispose l’evangelista.

– Accendi un fuoco e bruciale! gli intimò il bandito.

L’evangelista accese un fuoco, poi chiese se poteva leggere un breve brano da ogni Bibbia prima di gettarle nel fuoco. Avendo ricevuto risposta affermativa, lesse da una il Salmo 23, dall’altra la parabola del buon Samaritano, dall’altra ancora qualche versetto del “sermone sul monte”, poi l’inno all’amore scritto dall’apostolo Paolo in 1 Corinzi 13.

Ogni volta il brigante diceva: “Questo è un buon libro, non bisogna bruciarlo, dallo a me”. Alla fine, nessun libro fu dato alle fiamme; il brigante se li prese tutti e se ne andò.

Alcuni anni più tardi, il credente ritrovò quel ladro ed ebbe la sorpresa di scoprire che era diventato un vero cristiano! Gli raccontò la sua conversione e aggiunse: “È la lettura dei vostri libri che mi ha trasformato”.

La Bibbia non è un libro come gli altri, è la Parola di Dio. Essa agisce sulle nostre coscienze per mostrarci che abbiamo assoluto bisogno del perdono di Dio; agisce nel nostro cuore per farci amare Dio, e ci fa incontrare il Signore Gesù come Salvatore. Solo così abbiamo una nuova vita.

La lettura regolare della Bibbia, fatta con rispetto e fiducia, diventa allora una sorgente di coraggio, di forza e di gioia.


domenica 17 agosto 2025

17 agosto - Statue di cera

Il Signore conosce quelli che sono Suoi.

2 Timoteo 2:19

 

Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

Matteo 7:21

 

Statue di cera

 

Durante le vacanze trascorse a Londra con i miei ragazzi, siamo stati al celebre Museo delle cere di Madame Tussaud. Ho spiegato loro che erano tutti personaggi celebri del passato, vestiti alla moda del loro tempo e posti nell’ambiente della loro epoca. Tuttavia, ho notato che non erano tanto i personaggi storici che li interessavano, quanto quelle statue di cera che rappresentavano dei visitatori seduti che osservano le altre statue. E siccome alcuni burloni imitavano quei falsi visitatori restando completamente immobili, i miei ragazzi si divertivano a indovinare quali erano le persone vere e quali quelle di cera. Bisognava quasi toccarli per vedere la differenza!

Mentre loro si divertivano, io riflettevo sui falsi cristiani, che possono dare l’idea di avere la vera vita, la vita eterna. Ma è solo un’apparenza. La somiglianza coi veri cristiani può trarre in inganno; si direbbe che non manca niente… salvo la cosa principale: la vita divina in loro. Una religione di forma non può comunicarla, nessun rito. Neppure il battesimo è sufficiente. I falsi cristiani possono ingannare il mondo, illudere se stessi, ma non inganneranno mai Dio. Anche noi dobbiamo porci la domanda – e questo non è un gioco –: Sono un cristiano autentico che ha una relazione personale col Signore Gesù, oppure un cristiano finto, come una statua di cera senza vita?

Qual è la mia e la vostra risposta?

sabato 16 agosto 2025

16 agosto - L’unico mezzo di salvezza

“Credi nel Signore Gesù e sarai salvato”.

Atti 16:31

 

Noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù.

Atti 15:11

 

L’unico mezzo di salvezza

 

La parola “diluvio” è usata molto spesso ma forse qualcuno non sa che il racconto di questa catastrofe si trova nella prime pagine della Bibbia (Genesi 7:11 a 8:22). Il Signore Gesù ne parla anche ai Suoi discepoli (Matteo 24:38). A più riprese la Bibbia fa riferimento al diluvio, precisando che è per la fede in Dio che Noè fu salvato, lui e la sua famiglia (Ebrei 11:7). Nelle sue Lettere, l’apostolo Pietro parla di questo avvenimento come di un giusto giudizio di Dio sugli uomini di quel tempo che si erano allontanati da Lui, ma nello stesso tempo annuncia anche che un giorno il mondo sarà distrutto, non più per le acque di un diluvio ma per mezzo del fuoco.

I contemporanei di Noè si sono certamente di beffati di lui mentre costruiva l’arca, quel grande battello, sulla terra ferma lontano dal mare; allo stesso modo, oggi, molti si beffano di coloro che credono nel Signore Gesù per essere salvati non da un diluvio, ma dal giudizio che i loro peccati meritano.

Pertanto, le catastrofi che i media ci riportano ci avvertono dell’urgenza di mettere la nostra fiducia nel Signore. Solo coloro che entrarono nell’arca prima del diluvio, ossia Noè e la sua famiglia, furono salvati.

La Bibbia ci ricorda che “in nessun altro (se non in Gesù) è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12).

Non lasciamo passare quest’occasione che Dio, nella Sua grazia, ci offre ancora oggi.

giovedì 14 agosto 2025

15 agosto - Lo sguardo del Signore Gesù

Gesù uscì di nuovo verso il mare; e tutta la gente andava da Lui, ed Egli insegnava loro. E, passando, vide Levi, figlio d'Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”.

Marco 2:13-14

 

“Venite a me, … imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore”.

Matteo 11:28.29

 

Lo sguardo del Signore Gesù

 

All’inizio dell’Evangelo di Marco troviamo il Signore in diversi luoghi e fra gruppi di persone differenti: nelle sinagoghe, nella casa di Pietro, nei villaggi della Galilea, sulla riva del mare di Galilea…

Tuttavia, in mezzo alle folle, Gesù distingue alcune persone particolari: nella sinagoga libera un uomo posseduto da uno spirito immondo (Marco 1:23-27), nella casa di Pietro guarisce sua suocera (v. 29-31), quando attraversa la Galilea guarisce un lebbroso (v. 40-42) e, sulla riva del mare, attorniato dalla folla, vede Levi, seduto al suo posto di lavoro, al banco delle imposte (2:13-14). Gesù conosce i pensieri di Levi e sa che è pronto a seguirlo. La semplice chiamata “Seguimi” è accolta in modo positivo e immediato.

Anche noi, nelle nostre attività quotidiane, siamo sovente sperduti in mezzo alla folla. Forse siamo numerosi sul posto di lavoro, nella nostra scuola o nelle strade della nostra città, e possiamo pensare che nessuno si accorga di noi, che nessuno si curi di noi; ma, oggi come allora, Gesù ci vede in mezzo alla folla, conosce il nostro cuore e ci indirizza un appello personale:

Vieni e impara a conoscermi.

Seguimi sul cammino che porta alla vita: “Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).


14 agosto - Il ruolo dei genitori

Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

Deuteronomio 6:6-7

 

Il ruolo dei genitori

 

Questa mattina ho assisto, meravigliato, al primo volo di giovani rondini. Con una perfetta organizzazione, il tirocinio si svolge sotto il controllo dei genitori che si sono posati su un filo elettrico per insegnare ai loro piccoli i primi rudimenti del volo. Molto presto quelle piccole rondini potranno procurarsi il cibo e nutrirsi da sole, per vivere e poi trasmettere alla generazione successiva quello che hanno imparato dai genitori.

Questi momenti di iniziazione ci fanno pensare al nostro ruolo di genitori. È molto importante che ci mettiamo alla portata dei nostri figli e che insegniamo loro, per mezzo della Parola di Dio, tutte quelle che sono le virtù morali del Signore Gesù: ubbidienza al Padre, umiltà, amore, sacrificio di se stesso, pazienza, misericordia, rettitudine, ecc. Questo è il ruolo fondamentale dei genitori.

È vero che saranno poi loro a dover accettare personalmente il Signore come loro Salvatore, tuttavia, da parte nostra, dobbiamo aiutarli mostrando un reale attaccamento a Lui e alla Sua Parola. Guidandoli passo dopo passo nella lettura della Bibbia, daremo loro delle indicazioni che potranno seguire ogni giorno della loro vita. La nostra presenza al loro fianco non è soltanto necessaria per sostenere i loro bisogni vitali o per la loro educazione, ma anche per far loro conoscere Colui che vuole salvarli. Chiediamo a Dio la forza e la competenza per poter adempiere questo difficile compito. E affidiamo a Dio in preghiera i nostri figli, perché Lui li protegga e li accompagni nella loro crescita.  Ma ricordiamoci che è a noi che li ha affidati.

mercoledì 13 agosto 2025

13 agosto - La chiesa: corpo di Cristo

Come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo.

Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua.

1 Corinzi 12:12, 27

 

La chiesa: corpo di Cristo

Leggere 1 Corinzi 12:14 a 37

 

Quale soggetto di stupore è il nostro corpo! Il re Davide scriveva in uno dei suoi salmi: “Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo” (Salmo 139:14). Quale varietà e, nello stesso tempo, quale armonia in questo complesso sistema di membra e di organi di cui anche il minimo ha la sua ragione di essere e la sua speciale funzione! L’occhio e il dito non possono sostituirsi l’uno all’altro, perché è il dito che può togliere un granello di polvere che irrita l’occhio.

Se un solo organo funziona in modo insufficiente o non regolare, l’intero corpo ne risentirà, e presto sarà malato.

Tutto questo ha il suo equivalente nella Chiesa, definita il Corpo di Cristo. La Chiesa, nel Nuovo Testamento, non è un’organizzazione né tanto meno un edificio, ma è un organismo vivente. “Le membra del corpo che sembrano essere più deboli, sono invece necessarie” (v. 22), scrive l’apostolo Paolo, e ognuno deve guardarsi dal disprezzare sia la propria funzione (v. 15, 16) sia quella degli altri (v. 21). “Se tutte le membra fossero un solo membro, dove sarebbe il corpo? Ci sono dunque molte membra, ma c’è un unico corpo” (v. 19).

Un credente avanti negli anni, oppure malato, può con le sue preghiere o con una parola di conforto o di consolazione, o con un aiuto materiale, sostenere e incoraggiare lo zelo di un servitore del Signore nello svolgimento del suo lavoro.

Dunque, “come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri” (1 Pietro 4:10).

martedì 12 agosto 2025

12 agosto - Saper dire “no”

Resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Avvicinatevi a Dio, ed Egli si avvicinerà a voi.

Giacomo 4:7-8

 

O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo.

Salmo 51:10

 

Saper dire “no”

 

Nella nostra lingua ci sono parecchie parole molto brevi ma cariche di significato: una di queste è “no”. Occorre sovente molta forza, umiltà o rinuncia per poterla pronunciare.

C’è un “no” che rifiuta Dio e i Suoi comandamenti, ed è la cosa più grave. Ma voglio parlare qui del “no” deciso di chi rifiuta tutto ciò che è male, il “no” che non è sempre facile da pronunciare ma che va detto con fermezza ogni volta che la nostra coscienza o la Parola di Dio ci danno un avvertimento.

– NO a tutto quello che la Parola di Dio vieta espressamente, anche se gli altri ci deridono.

– NO quando Satana sussurra all’orecchio: “Questo puoi farlo, nessuno se ne accorgerà”

– NO alla frode e alla disonestà.

– NO a chi tenta di trascinarci in un luogo o in una compagnia da dove usciremmo “sporchi” sul piano morale.

– NO quando una pubblicità oscena appare sul nostro schermo.

– NO alla calunnia e alla maldicenza.

– NO all’adulazione.

– NO quando il tentatore ci spingerebbe alla violenza.

Il nostro “NO” dev’essere fermo, ma detto con umiltà, senza ira né arroganza. In questo modo ispirerà rispetto e sarà una testimonianza alla verità.