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sabato 23 maggio 2026

Panoramica di Levitico 23 (8/9)

La festa delle espiazioni (Levitico 23:26-32)

La festa delle espiazioni è dettagliata in Levitico 16. I capitoli 9 e 10 della lettera agli Ebrei, affermano che il sacrificio di Cristo è il compimento dell’opera del sommo sacerdote in quel particolare giorno, compreso il sacrificio dei due capri e delle altre offerte. La Sua offerta ha avuto luogo una volta e per sempre e adesso è seduto in eterno alla presenza di Dio.

Molto spesso applichiamo il giorno dell’espiazione a noi stessi, ma l’opera del Signore ha un raggio d’azione molto più ampio, vale per ogni credente, compresi quelli del Vecchio Testamento. Paolo scrive che Dio ha “usato tolleranza verso i peccati commessi in passato” (Romani 3:25). I peccati del tempo passato sono stati giudicati con l’opera del Calvario ed è anche il fondamento del nuovo patto che il Signore stabilirà con Israele in futuro. In Levitico 23, inoltre, vediamo che Israele avrà il proprio giorno dell’espiazione, dopo il suono della tromba che li ha ricondotti a Dio. Vedranno che morendo in croce, il Signore è stato per loro quel capro espiatorio che gli ha tolto i peccati. Egli è Colui il cui sangue fu, per così dire, portato nel santuario, fu lasciato andare via e destinato ad Azazel (il capro espiatorio in Levitico 16:21-22, 26). Quando fu crocifisso dissero, “il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli” (Matteo 27:25), ma in futuro vedranno che Egli si era caricato dei loro peccati come di quelli dei loro figli e rivolgeranno i loro occhi a Colui che hanno trafitto (Zaccaria 12:10). Questo sarà il giorno dell’espiazione per Israele.