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lunedì 25 agosto 2025

25 agosto - Aspettare

È bene aspettare in silenzio la salvezza del SIGNORE.

Lamentazioni di Geremia 3:26

 

Dio mio … nessuno di quelli che sperano in Te sia deluso.

Salmo 25:2-3

 

Aspettare

 

Aspettare non è il nostro forte. Aspettare pazientemente e rimanere in silenzio, è ancora più difficile. Tuttavia, è quello che Dio ci insegna. Egli compie i Suoi piani nei tempi che ha stabilito e vuole che gli diamo fiducia. L’attesa può essere breve, ma non sempre è così. Nella Bibbia leggiamo di credenti che hanno dovuto pazientare a lungo prima che Dio intervenisse. Vediamo qualche esempio.

Ad Abraamo e Sara, Dio aveva promesso un figlio, ma hanno dovuto aspettare ben venticinque anni prima che Isacco nascesse. Durante questo lungo periodo non sono stati sempre pazienti e tranquilli, ma Dio li ha portati a distogliere i loro sguardi dalle possibilità umane (erano ormai molto avanti negli anni) e ad orientarli verso Lui solo (Genesi da 15 a 21).

All’età di 40 anni Mosè riteneva di avere le capacità necessarie per aiutare il popolo d’Israele, schiavo in Egitto. Il progetto di Dio era di liberarli, ma i tempi non erano maturi. Mosè ha dovuto aspettare quarant’anni, pascolando le greggi nel deserto. All’età di 80 anni, Dio si rivela a lui e gli affida la missione di liberare il suo popolo e condurlo nella terra promessa (Esodo cap. 2 e 3).

Caleb, uno dei dodici uomini inviati da Mosè ad esplorare il paese di Canaan prima della conquista, ha scoperto le bellezze del paese che Dio gli aveva promesso e non vedeva l’ora di entrarvi. Ma ha dovuto attendere quarantacinque anni prima di entrare nel paese e ricevere la città di Hebron come sua eredità. Per tutto questo tempo egli ha pazientato e Dio ha fortificato la sua fede (Numeri 13 e 14; Giosuè 14).

E noi, sappiamo aspettare con pazienza i tempi di Dio?

domenica 24 agosto 2025

24 agosto - Lasciamo fare a Dio il Suo lavoro

Sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il Suo disegno.

Romani 8:28

 

Lasciamo fare a Dio il Suo lavoro

 

Il versetto di oggi può essere paragonato a degli occhiali attraverso i quali il cristiano dovrebbe guardare e apprezzare tutto quello che gli avviene.

Tutte le cose: questo comprende sia le più piccole che le più importanti; quelle piacevoli come quelle spiacevoli. Infatti, tutte le cose sono sempre dei mezzi che Dio utilizza per la nostra formazione e benedizione. Nessuno di questi mezzi è fine a se stesso. Questo versetto ci aiuta a non concentrare l’attenzione sulle circostanze, ma piuttosto sulla mano del nostro Dio che le dirige. La Sua è sempre una mano d’amore, anche quando lavora per lungo tempo con strumenti che fanno male. E’ come il lavoro dell’orefice che deve tagliare e far brillare le pietre preziose.

Tutte le cose “cooperano”: il verbo nell’originale greco implica un “lavoro” ed è il lavoro di Dio.

“Noi siamo opera Sua” (Efesini 2:10), e per formarci usa gli strumenti adatti. Infine, notiamo che il versetto parla di “noi” perché prende in considerazione non solo ognuno individualmente ma tutti i credenti. Il Signore purifica e santifica la Sua Chiesa, che è l’insieme di tutti i veri credenti, e la farà comparire davanti a Sé “gloriosa, senza macchia o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile” (Efesini 5:26-27).

Lasciamo dunque che Dio faccia il Suo lavoro in noi per renderci “conformi all’immagine del Figlio Suo” (Romani 8:29) nella pazienza, nell’ubbidienza, nell’umiltà, nell’amore.

Dio vuole farci assomigliare al Signore Gesù come uno scultore che, partendo da un informe blocco di marmo, lo lavora e lo trasforma per renderlo simile al modello che ha in mente di realizzare.


sabato 23 agosto 2025

23 agosto - Pregare in ogni tempo

Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.

Filippesi 4:6-7

 

Pregare in ogni tempo

 

“Non angustiatevi di nulla”. Sono parole dell’apostolo Paolo che possono sembrare lontane della realtà. Nella vita di oggi lo stress la fa da padrone. Le preoccupazioni, i ritmi a volte frenetici, l’ansia per il futuro, ci fanno sentire che non è possibile uscirne con le nostre forze. Fin dal mattino, i pensieri sono rivolti a quello che ci aspetta: una giornata di duro lavoro, magari con la paura continua di sbagliare, l’ansiosa ricerca di un impiego, i problemi coi figli o con il coniuge…  A tutto questo si aggiungono i problemi di salute e quelli finanziari. Molti cercano di uscire da queste situazioni con le proprie forze, e quando non c’è soluzione, come sovente accade, ecco arrivare la depressione, lo sconforto, la sensazione di impotenza. Gli aiuti che a volte si trovano danno un sollievo momentaneo.

Il versetto di oggi ci indica un rimedio efficace: “Fate conoscere le vostre richieste a Dio”. Rimedio molto semplice, ma – si chiederà qualcuno – siamo certi che funzioni?

Dio ci chiede di far conoscere a Lui i nostri bisogni in preghiera. “Il Padre celeste sa che avete bisogno di queste cose” (Matteo 6:32), diceva il Signore, ma vuole che gli parliamo dei nostri bisogni e riconosciamo la nostra impotenza nell’ottenere dei risultati. Non sempre avremo una risposta immediata perché i tempi di Dio non sono i nostri. Le Sue risposte potrebbero non essere quella che ci aspettiamo, ma potremo sperimentare “la pace di Dio. Affrontando in questo modo i nostri problemi, non saremo più angustiati e non ci sentiremo soli.


venerdì 22 agosto 2025

22 agosto - Afferrare la Sua mano

“Io, il SIGNORE, … ti prenderò per la mano; e ti custodirò”.

Isaia 42:6

 

La mia mano è davvero troppo corta per liberare, oppure non ho la forza di poter salvare?

Isaia 50:2

 

Afferrare la Sua mano

 

“La mia speranza è di afferrare sempre la mano del Signore Gesù e di non lasciarla mai”. Così si esprimeva un uomo che aveva delle grandi responsabilità a livello statale. Dopo essere passato per una prova particolare nell’ambito delle sue funzioni, sentiva il bisogno di un valido appoggio per far fronte ai suoi impegni e alle difficoltà in cui si era venuto a trovare.

Avviene a tutti di sentirsi sopraffatti o soli, specialmente quando le circostanze della vita sono difficili; tuttavia, vi è qualcuno che può aiutarci sempre e che è reperibile in ogni momento: il Signore Gesù. Egli ha detto: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28). Egli non abbandona mai coloro che si affidano a Lui. Afferriamo la Sua mano per rimanergli vicino, per parlargli in preghiera e sentire costantemente la Sua presenza che ci rassicura. Può darsi che la prova si prolunghi, ma non saremo più soli ad attraversarla. “Io non temerei alcun male, perché Tu sei con me” (Salmo 23:4). Il fatto di dipendere da Lui, che è onnipotente e ci ama, ci dà pace e serenità. Sperimenteremo la Sua tenerezza e le Sue cure. Egli è il nostro Buon Pastore che ha cura delle Sue pecore.

L’apostolo Paolo, ormai prossimo al martirio e incarcerato a Roma a motivo della sua fede e della sua opera di evangelista (2 Timoteo 2:8-9), soffrì l’abbandono da parte di molti; ma poté dichiarare: “Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte. Il Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel Suo regno celeste. A Lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen” (2 Timoteo 4:16-18).

giovedì 21 agosto 2025

21 agosto - “Basta! Questa volta è troppo”

Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità.

Colossesi 3:23-24

Le donne anziane… , siano maestre nel bene, per incoraggiare le giovani ad amare i mariti, ad amare i figli, a essere sagge, caste, diligenti nei lavori domestici.

Tito 2:3-5

 

“Basta! Questa volta è troppo”

 

Immaginiamo la fatica e il lavoro di una mamma costretta ad alzarsi più volte nella notte per accudire i figli malati…. Al mattino i bambini sono stanchi, nervosi, annoiati e non smettono di litigare. Anche la mamma è molto affaticata e il lavoro di casa non va avanti. Mentre sta preparando il pranzo, una nuova disputa sorge fra i bambini nella stanza vicina; la mamma si precipita lasciando in cucina il più piccolo che sta giocando tranquillamente. Quando torna, trova il piccolo occupato a vuotare, sul pavimento, la bottiglia dell’olio lasciata aperta… “Questo è troppo”, pensa la giovane madre distrutta; vorrebbe sedersi, piangere, gridare. “Basta non ne posso più, arrangiatevi da soli senza di me!”. Ma una mamma non può permettersi questo…

Care mamme, tutte le cure che prodigate alla vostra famiglia non passano inosservate al Signore. Egli non dimentica le vostre incessanti preghiere e conosce bene il compito di una madre di famiglia con tutti gli inconvenienti che esso comporta.

Il Signore vi ha dato dei figli che hanno bisogno di voi per tutte le loro necessità. Se compite i vostri doveri quotidiani per amore del Signore, sarà Lui a darvi la forza necessaria e voi non perderete la vostra ricompensa!

Se i figli hanno bisogno di voi, voi avete bisogno del Signore. Egli è sempre pronto ad accogliere la vostra preghiera, e le Sue risorse sono infinitamente più grandi delle vostre.


mercoledì 20 agosto 2025

20 agosto - I rimproveri del Signore Gesù

“Certe donne tra di noi … andate la mattina di buon’ora al sepolcro, non hanno trovato il Suo corpo, e sono ritornate dicendo di aver avuto anche una visione di angeli, i quali dicono che Egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro… ma Lui (Gesù) non lo hanno visto”.

Luca 24:22-24

 

I rimproveri del Signore Gesù

Leggere Luca 24:13-31

 

Due discepoli del Signore lasciano Gerusalemme pieni di tristezza; invece di instaurare il Suo regno glorioso come essi speravano, Gesù, il Messia, è morto crocifisso. Tutte le loro speranze sono svanite. A un certo punto, mentre camminano per strada, uno sconosciuto si avvicina, li vede tristi e chiede il perché di quella tristezza. Così essi raccontano quanto è accaduto a un certo Gesù, e lo ragguagliano sulle ultime notizie di quel mattino stesso: “Alcuni dicono che è vivente… ma… non lo hanno visto”.

Lo sconosciuto li ascolta, poi fa loro un severo rimprovero: “Insensati e tardi di cuore a credere…”, e mostra loro che gli avvenimenti che li turbavano erano stati, già da molto tempo, preannunciati dalle Scritture, cioè i libri dell’Antico Testamento che i Giudei leggevano; e quei discepoli rimangono disorientati.

Giunti a destinazione, non vogliono separarsi da quell’uomo che li ha illuminati su quanto era avvenuto e ha riscaldato il loro cuore. Così lo supplicano di entrare con loro in una locanda. Egli accetta l’invito “per restare con loro”. Anche Lui desidera la loro compagnia, e al momento che sono a tavola distribuisce il pane, dopo averlo spezzato. E a quel punto lo riconoscono: è Gesù, il loro Maestro risuscitato!

Non meritiamo anche noi, sovente, dei rimproveri da parte del nostro Maestro? E’ un atto d’amore se ci fa sentire quanto siamo deboli, ed è per amore che ci istruisce e fa traboccare di gioia i nostri cuori.


martedì 19 agosto 2025

19 agosto - Una cosa ti manca

Gesù, guardatolo, l'amò e gli disse: «Una cosa ti manca! Va', vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Ma egli, rattristato da quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni.

Marco 10:21-22

 

Una cosa ti manca

 

Il giovane di cui parla il versetto citato, andò dal Signore Gesù per fargli una domanda; aveva tutto ciò che un uomo può desiderare: elevato rango sociale, buona cultura religiosa, ricchezze; aveva anche una vita esemplare perché rispettava la Legge di Dio sin dalla sua infanzia e ricercava sinceramente la vita eterna. La Bibbia ci dice: “Gesù l’amò”. Questo amore lo aiuterà a scoprire la causa del suo vero problema: “Una cosa ti manca … vieni, seguimi”. Questo è vero anche per noi: il Signore Gesù vuole mostrarci cos’è che ci impedisce a seguirlo, perché ci ama. Per quel giovane, purtroppo, le ricchezze erano un ostacolo fra lui e il Signore.

I media, i films, le comunicazioni pubblicitarie più disparate, trasmettono tutti lo stesso messaggio: per essere felici occorre essere ricchi. La mentalità attuale ne è fortemente marcata. Il Signore Gesù rovescia completamente questo concetto di felicità, e ci rivela che i beni materiali sono sorgente di tristezza se ci impediscono di seguirlo. E questo è vero, sia che si tratti di conoscerlo come Salvatore, sia per tutto il percorso della nostra vita cristiana. Chiediamo a noi stessi: cosa faremmo fatica a lasciare? Signore, cos’ho di troppo, nella mia vita, che dovrei abbandonare per seguirti?

Per chi è già credente e ha ottenuto, per la fede, la salvezza, non resta che continuare a seguire il Signore, tagliando ogni legame con ciò che impedisce di dedicarsi a Lui e al Suo servizio.