Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.
1 Giovanni 1:8-9
Una parola in via di estinzione
In una delle sue opere, lo psicanalista Karl
Menninger scrive: “Una volta, la parola peccato
era piena di significato; era un termine forte, minaccioso e grave. Ma oggi è
quasi scomparsa, com’è scomparso il suo significato. Perché? Non c’è più
nessuno che pecchi?”
Questa domanda ci riguarda tutti, credenti e
increduli.
– Credere in Gesù per essere salvato significa
anzitutto riconoscere i propri peccati e la certezza che “Cristo morì per i
nostri peccati” (1 Corinzi 15:3). Allora questo vuol dire che io non pecco più?
Io sono un credente e so che non devo peccare. Nello stesso tempo, però, se leggo la Parola del
Signore e vivo in comunione con Lui, scopro in fondo al mio cuore dei piccoli
rancori, delle gelosie segrete o degli eccessi di orgoglio, dei pensieri che
non dovrei avere… Io sono un peccatore perdonato, ma non sono capace di non
peccare mai. Io so, però, che Dio non mi abbandona e apre i miei occhi sugli
errori che non vedo o che vedo ma a volte tollero… Dio vuole che confessiamo a
Lui i nostri peccati e che li abbandoniamo, per cambiarci dove ne abbiamo
bisogno e farci assomigliare sempre più al modello perfetto: Gesù Cristo.
– E se voi, lettori, non credete in Gesù? Egli non vi accusa, ma vi vuole salvare.
Parlategli di tutto ciò che vi pesa nella vostra vita, delle angosce che vi
opprimono. Soltanto Lui può cancellare i
vostri peccati e aiutarvi a rimediare ai vostri errori.