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venerdì 7 agosto 2026

SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO (10/15)

Ancora salvati, ma paralizzati!

 

Abbiamo detto che Dio parlò tre volte a Giosafat. Le prime due le abbiamo viste, ora ce ne manca una terza. Giosafat alla fine della sua carriera cadde ancora, perché Satana sfruttò un ambito non “illuminato” della vita di Giosafat stesso per tenerlo in pugno. Infatti è detto (2Cr 20: 35 a 37) che “Giosafat si alleò con Achazia, re di Israele, che agiva empiamente, egli si alleò a lui per andare a Tarsis”.

Cosa voleva raggiungere il nostro eroe? Cosa gli mancava? Era re, ed era ricco, era stato salvato dal Signore, aveva ottenuto benedizioni e grazia, poi perdono e grazia nuovamente. Cosa poteva desiderare di più? Piuttosto dobbiamo chiederci cosa stava trascurando? Trascurava la presenza e l’alleanza di Dio.

Se Dio non ci basta, se non andiamo a lui per le nostre esigenze o necessità, se non abbiamo fede in lui cosa succede? Se non diamo fede a Dio a chi la diamo? Satana stende un’altra trappola. Usa stavolta l’insoddisfazione e la concupiscenza.

Quante vite spirituali paralizzate o distrutte dalla insoddisfazione, oppure vite bloccate dalla concupiscenza! Qui troviamo Eliezer il terzo profeta che parla da parte del Signore a Giosafat, e cosa gli dice? “Poiché tu ti sei alleato con Achaziah, l’Eterno ha distrutto le tue opere ed esse saranno disperse!”.

Tre profeti, tre messaggi, tre momenti della vita di Giosafat che spiritualmente parlando ce lo fanno vedere sempre più in basso!

* Il primo messaggio: “Non andare, torna indietro!”

* Il secondo: “L’ira di Dio è su te, ma c’è ancora speranza! Ravvediti!”.

* Infine il terzo messaggio “È finita, le tue opere saranno disperse!”.

Vedete cosa può fare Satana anche in un grande uomo di Dio, se egli non veglia quotidianamente sulla propria vita? Satana stende le sue trappole ovunque e usa le sue armi per mandare al tappeto chiunque, perché il suo obiettivo è sempre quello di interrompere la nostra comunione col Signore.

Dio ci ama e vuole che noi usiamo la sua luce per evitare le trappole del nemico, proprio perché conosce quanto siamo deboli e fragili. I consigli della Parola e degli uomini di Dio, che spesso egli stesso usa, servono a tenerci lontano dal male.

Ma li ascoltiamo questi preziosi consiglieri? Riflettiamo su quello che siamo, o su quello che ci sta accadendo in alcuni momenti? Oppure andiamo avanti per la nostra strada, finché Dio non farà scatenare la sua ira su noi, ma spesso anche in queste situazioni dandoci ancora la speranza di un ravvedimento e di un ripristino della nostra vecchia posizione?

Detto questo, però, non va trascurato che se noi ci ostiniamo a continuare a seguire il nemico, a non ascoltare la voce del nostro Signore che ci chiama, dobbiamo sapere per certo che il Signore ci lascerà lì. Certo la salvezza non è persa, grazie a Dio questa non ce la toglie nessuno, ma la comunione col Padre e con la sua Chiesa verranno a mancare, anche la gioia del servizio cesserà e Dio non potrà usarci. Saremo spettatori inermi e inutili nel grande stadio della vita paralizzati da colui che non ci ama, da colui che vuole tenerci nelle tenebre, da colui che vuole la nostra morte, da colui che odia Dio e la sua chiesa e la sua opera.

Ringraziamo il Signore Dio per la sua bontà, per la sua misericordia nel parlarci ancora attraverso la sua Parola, illuminando la nostra mente. Che il Signore possa farci dire come il Salmista: “Tu infatti sei colui che fa risplendere la mia lampada; L’Eterno, il mio Dio, illumina le mie tenebre” (Sl 18.28).

Ne abbiamo bisogno ogni giorno!


(segue)