Ancora salvati, ma paralizzati!
Abbiamo detto che Dio parlò tre
volte a Giosafat. Le prime due le abbiamo viste, ora ce ne manca una terza.
Giosafat alla fine della sua carriera cadde ancora, perché Satana sfruttò un
ambito non “illuminato” della vita di Giosafat stesso per tenerlo in pugno.
Infatti è detto (2Cr 20: 35 a 37) che “Giosafat si alleò con Achazia, re di
Israele, che agiva empiamente, egli si alleò a lui per andare a Tarsis”.
Cosa voleva raggiungere il nostro
eroe? Cosa gli mancava? Era re, ed era ricco, era stato salvato dal Signore,
aveva ottenuto benedizioni e grazia, poi perdono e grazia nuovamente. Cosa
poteva desiderare di più? Piuttosto dobbiamo chiederci cosa stava trascurando?
Trascurava la presenza e l’alleanza di Dio.
Se Dio non ci basta, se non
andiamo a lui per le nostre esigenze o necessità, se non abbiamo fede in lui
cosa succede? Se non diamo fede a Dio a chi la diamo? Satana stende un’altra
trappola. Usa stavolta l’insoddisfazione e la concupiscenza.
Quante vite spirituali
paralizzate o distrutte dalla insoddisfazione, oppure vite bloccate dalla
concupiscenza! Qui troviamo Eliezer il terzo profeta che parla da parte del
Signore a Giosafat, e cosa gli dice? “Poiché tu ti sei alleato con Achaziah,
l’Eterno ha distrutto le tue opere ed esse saranno disperse!”.
Tre profeti, tre messaggi, tre
momenti della vita di Giosafat che spiritualmente parlando ce lo fanno vedere
sempre più in basso!
* Il primo messaggio: “Non
andare, torna indietro!”
* Il secondo: “L’ira di Dio è su
te, ma c’è ancora speranza! Ravvediti!”.
* Infine il terzo messaggio “È
finita, le tue opere saranno disperse!”.
Vedete cosa può fare Satana anche
in un grande uomo di Dio, se egli non veglia quotidianamente sulla propria
vita? Satana stende le sue trappole ovunque e usa le sue armi per mandare al
tappeto chiunque, perché il suo obiettivo è sempre quello di interrompere la
nostra comunione col Signore.
Dio ci ama e vuole che noi usiamo
la sua luce per evitare le trappole del nemico, proprio perché conosce quanto
siamo deboli e fragili. I consigli della Parola e degli uomini di Dio, che
spesso egli stesso usa, servono a tenerci lontano dal male.
Ma li ascoltiamo questi preziosi
consiglieri? Riflettiamo su quello che siamo, o su quello che ci sta accadendo
in alcuni momenti? Oppure andiamo avanti per la nostra strada, finché Dio non
farà scatenare la sua ira su noi, ma spesso anche in queste situazioni dandoci
ancora la speranza di un ravvedimento e di un ripristino della nostra vecchia
posizione?
Detto questo, però, non va
trascurato che se noi ci ostiniamo a continuare a seguire il nemico, a non
ascoltare la voce del nostro Signore che ci chiama, dobbiamo sapere per certo
che il Signore ci lascerà lì. Certo la salvezza non è persa, grazie a Dio questa
non ce la toglie nessuno, ma la comunione col Padre e con la sua Chiesa
verranno a mancare, anche la gioia del servizio cesserà e Dio non potrà usarci.
Saremo spettatori inermi e inutili nel grande stadio della vita paralizzati da
colui che non ci ama, da colui che vuole tenerci nelle tenebre, da colui che
vuole la nostra morte, da colui che odia Dio e la sua chiesa e la sua opera.
Ringraziamo il Signore Dio per la
sua bontà, per la sua misericordia nel parlarci ancora attraverso la sua
Parola, illuminando la nostra mente. Che il Signore possa farci dire come il
Salmista: “Tu infatti sei colui che fa risplendere la mia lampada; L’Eterno, il
mio Dio, illumina le mie tenebre” (Sl 18.28).
Ne abbiamo bisogno ogni giorno!
(segue)