Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che vi allontani dal Dio vivente.
Ebrei 3:12
Ioas
(2
Cronache 23:24)
E’ un episodio del Regno di Giuda (circa 800 a.C.) riportato dalla
Bibbia. Quando la crudele regina Atalia, che voleva usurpare il potere,
sterminò tutta la stirpe reale, il piccolo Ioas scampò alla morte grazie
all’intervento della zia. Tenuto nascosto per 6 anni, inizia a regnare all’età
di 7 anni con l’aiuto dello zio. Durante tutto il periodo in cui lo zio gli fa
da tutore, il regno di Ioas è felice: gli idoli sono tolti via e lo zelo del re
si riflette in maniera positiva su tutti i sudditi che sono lieti di
contribuire, coi propri beni e il proprio lavoro, al restauro del tempio che
può nuovamente accogliere il culto del vero Dio. Poi lo zio muore e
l’atteggiamento di Ioas cambia radicalmente: dietro consiglio dei capi del
popolo torna all’adorazione degli idoli. Dio gli manda dei profeti che lo
incitano a ravvedersi e a tornare sulla buona strada, ma Ioas persiste nel
commettere il male; arriva persino a far uccidere Zaccaria, un figlio di quello
zio che si era occupato di lui, perché lo riprendeva per aver abbandonato la
via del SIGNORE.
Malvagità e ingratitudine. La scomparsa di quello zio ha messo in risalto la
“qualità” della fede di Ioas: pura apparenza, religiosità esteriore. Così Ioas
mostra il suo vero volto, quello di una persona capace di comportarsi da
criminale anche verso coloro che lo avvertivano da parte di Dio.
Comprendiamo da questo racconto che ciò che occorre è una fede personale, una relazione vivente con Dio. Nell’infanzia ci si può appoggiare
sulla fede dei genitori, ma viene il giorno in cui Dio ci chiama a prendere una
decisione personale, o per Lui o contro di Lui, una scelta di vita o di morte
eterna; e ci dice: “Scegli la vita, affinché tu viva!” (Deuteronomio 30:19).