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giovedì 10 settembre 2026

La strada per l’inferno? Una china dolce e graduale! (3/4)

Rendere prigioniero di Cristo… ogni pensiero

 

Dobbiamo sempre ringraziare il Signore perché siamo suoi e abbiamo la Parola stessa che ci assicura che nessuno ci potrà rapire dalla sua mano. La salvezza non si può perdere. Tutto il capitolo 10 dell’Evangelo di Giovanni è pieno di questa meravigliosa e benedetta promessa. Leggetelo vi prego, e rileggetelo continuamente sino a fare vostra ogni promessa! Ma, se è vero che siamo suoi, è anche vero che non siamo ancora perfetti. Quindi… che fare?

Abbiamo parlato prima delle fortezze che a volte permangono dentro di noi, ed ora daremo un nome ad alcune di loro, consapevoli che è raro che un credente non sia ostacolato da alcune di queste.

1. L’incredulità.

“Incredulo” può essere anche il credente che non ha una fede reale nella vita di potenza che il Signore gli vuole donare.

È un credente che sa tante cose, ma non le vive! Può essere difficile uscirne, ma c’è ancora speranza! Può essere utile chiedere a qualcuno di aiutarci a crescere e a maturare. Se la Scrittura dice che “Io posso ogni cosa in Cristo”, Satana ci farà credere il contrario. Ricorderete l’esempio del popolo di Israele che, proprio a causa di questo atteggiamento spirituale, ma anche mentale, non entrò nel paese che Dio gli aveva promesso e preparato. Dobbiamo sapere che Satana non vuole farmi possedere la vera fede perché vuole tenermi nella sconfitta ed in rovina. Occorre guardare a Dio con gli stessi occhi di un bambino che si fida ciecamente della propria mamma, o papà, quando egli tende la mano per attirarlo a sé.

Quante volte Dio Padre lo ha fatto, e vuole farlo! Occorre ricordare sempre proprio questo. Il ricordo delle grandi cose che Dio ha fatto per noi è un ottimo balsamo per le ferite dell’incredulità, lasciateci da Satana. Chiediamo a Dio di aumentarci il nostro senso di dipendenza da Lui, cercando la sua luce ogni giorno!

2. Il fallimento.

Quanti credenti non avanzano nella vita spirituale, perché ogni giorno vivono sulla propria pelle le sconfitte nel proprio cammino. La sconfitta è paralizzante come poche altre cose. Molte persone scendono addirittura nella depressione a causa di questa “fortezza”! Che il Signore possa essere chiamato in causa direttamente per lavorare su questa dura fortezza!

Mi permetto di dare un consiglio pratico, può essere utile pregare dicendo:

“Sì, io sono stato un fallimento, ma lo ero perché seguivo Satana colui che voleva tenermi nella sconfitta ed in rovina. Ma ora io voglio seguire Colui che mi ha cercato e trovato: non sono solo: egli ora è con me, sempre e prega e intercede per me!”

La fortezza del fallimento deve essere sostituita dalla forza e dal baluardo della fede. Occorre seguire Cristo e avremo la vittoria! “Il sangue di Gesù Cristo mi purifica da ogni peccato!”: questa è la promessa. Forse in questo caso può essere utile essere aiutati da un fratello o da una sorella più maturi nella fede e che si facciano carico di “combattere” accanto a noi.

3. L’amore che si è raffreddato.

Accade quando la vita spirituale scorre nel tempo e, perché no, arriva a mancare lo zelo oppure non si hanno chiari obiettivi di crescita spirituale. Può accadere a credenti soli o non impegnati. Non credo che nessuno abbia medicine idonee per ogni caso. Ma solo il Signore può operare nel nostro cuore per riportarlo al calore spirituale. Certo occorre magari cambiare “area”, ricordando che le sane amicizie e le relazioni spiritualmente idonee possono contribuire molto in questo caso.

Ogni caduta ha sempre un punto di partenza. Se ci sentiamo “raffreddati” e non sappiamo cosa fare, può essere utile leggere la Bibbia come facevamo un tempo, con l’entusiasmo di volerci abbeverare dalla pura Parola. Può essere anche utile riflettere sul nostro stato di “intercessori”, vale a dire: come preghiamo?

Siamo effettivamente impegnati a pregare, non solo per noi, ma anche per gli altri che ci circondano?

Può anche essere utile stare vicino a qualcuno che ci può trasmettere il suo calore spirituale. Avete mai provato ad accendere un cerino spento, senza strofinarlo? Esso si accenderà se lo mettete vicino ad un cerino già acceso.

4. La fortezza della paura, o del rifiuto.

Ci sono credenti che sono stati segnati da passate esperienze che li hanno trasformati in persone che non decidono nulla, per paura di sbagliare.

Nessuno meglio del Dio di amore può consolare questi cuori tritati e sconsolati.

Nessuno meglio del Padre può riempire d’amore questi credenti che possono essere paragonati a dei “sacchi vuoti” che non riescono a stare in piedi da soli. Se la paura è una grossa preoccupazione, dobbiamo lasciarla a colui che può portarla meglio di noi. Questa fortezza porta molto spesso alla paralisi spirituale. Ma il Signore non ci vuole schiavi, anche se questo è diventato parte della nostra natura.

“Egli può venire in aiuto a noi!” (Eb 2:18). Che fare se siamo tentati a questo modo? Probabilmente ci sono molti versetti che possono essere citati. Ma ne lascio uno sul cuore di chi si trova ingabbiato da questa esperienza: “Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1P 5:7).

Non c’è nulla che non possa essere trasferito al Signore, perché lui se ne faccia carico. Quand’è l’ultima volta che abbiamo sperimentato la sua cura? Se questi pensieri costituiscono un serio problema per noi allora dobbiamo gettarli ai suoi piedi. È perfettamente inutile che li teniamo addosso a noi. Questo è quello che vuole il nostro nemico per tenerci al palo, immobili! È possibile uscire da questa “fortezza”, prigione, attraverso un sentiero di preghiera al Signore, presentandogli la richiesta di perdono per chi ci ha fatto del male, chiedendogli inoltre di guarire la nostra anima, o le nostre ferite! Anche in questo caso un aiuto spirituale di una persona matura può essere importante ed utile.

Ci sono molte altre “fortezze” che possono essere prese in considerazione, ad esempio: uno spirito di superbia, oppure una vita con la mancanza di perdono, o la concupiscenza pesantemente insita in noi, o l’avidità, o ancora l’insieme o combinazioni di queste cose o altre ancora.

Dobbiamo lasciarci illuminare a fondo dalla Parola per rimuovere queste fortezze e rendere prigioniero di Cristo ogni pensiero. Ricordiamo cosa dice lo scrittore dei Proverbi: “Come uno pensa nel suo cuore, così egli è” (Pr 23:7).

Se vogliamo permettere al Signore di abbattere le vecchie fortezze e rendere prigioniero ogni vecchio pensiero, dobbiamo prima di tutto smettere di pensare che ogni cosa sia a posto, che così va bene, oppure che tanto non succederà niente perché le cose rimarranno invariate.

Sappiamo che non è così!

Dobbiamo umiliarci e chiedere aiuto al Signore. Satana sotto l’armatura dell’incredulità ne ha costruita un’altra, cioè quella dell’orgoglio. Infatti finché una persona non ammetterà il proprio bisogno di essere liberata da un tale ostacolo, non cercherà di essere aiutata e non sarà mai liberata ed affrancata.

I pensieri vanno fatti prigionieri e gli atteggiamenti sbagliati vanno crocifissi. Facciamo spazio dentro di noi al Signore, umiliamoci di fronte a lui e Satana fuggirà da noi !

Solo il Signore deve aver il diritto di dare la FORMA alla nostra vita, e guidare i nostri pensieri.