La superbia: un vero trabocchetto!
Ma torniamo indietro e vediamo come Satana mise in atto il
suo attacco. I discepoli erano a tavola e avevano appena finito la cena
pasquale, e il Signore stesso disse ai suoi discepoli che uno di loro lo
avrebbe tradito, “Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni gli altri chi
sarebbe mai, tra di loro, a far questo” (Lu 22:31).
Ecco il momento in cui scattò l’attacco, proprio in mezzo ad
un momento tenebroso, e cosa scatenò la miccia? “Fra di loro nacque anche una
contesa: chi di essi fosse considerato il maggiore (o il più grande)” (Lu
22:24).
Essi passarono da un momento di angoscia e di dispiacere ad
una discussione che li riguardava. Satana era riuscito a giocare bene le sue
carte, entrando nelle zone grigie e tenebrose delle menti dei discepoli del
Signore disunendoli. Ed ecco che il più impulsivo, il più coraggioso, colui che
aveva camminato sulle acque, che aveva visto la maestosa gloria di Dio nella
trasfigurazione del Signore Gesù, sempre presente ai maggiori miracoli, divenne
la vittima sacrificale di Satana stesso.
Probabilmente si sentiva, in un certo senso, il maggiore, e
questa “piacevole” sensazione gonfiata da Satana, si trasformò nel peccato di
superbia e vanagloria. Così Pietro gonfiato e innalzato dalla superbia era
pronto a cadere, perché “la superbia precede la rovina” (Pr 16:18). Satana
conosceva bene questa sensazione, visto che proprio la superbia era stata il
peccato che l’aveva allontanato dalla presenza di Dio, e dalla sua posizione di
privilegio. Il trabocchetto che Satana usò per far cadere Pietro nella trappola
fu quindi il peccato della superbia, ed era questo il punto debole di questo
grande discepolo.
Occorre riconoscere che prima di dare battaglia, Satana va
cercando quelle zone oscure che come credenti abbiamo ancora nella nostra vita,
e sono proprio quelle aree che saranno usate come “trampolino di lancio” per
dare battaglia e per cercare di procurare la nostra sconfitta.
Abbiamo un dovere verso il Signore, ma anche verso noi
stessi, cioè che, se vogliamo veramente contrastare Satana, dobbiamo conoscere
e scoprire le zone oscure che sussistono dentro di noi, portando al Signore
tutto questo, peccato o altro, chiedendogli perdono e abbandonandolo. Se
vogliamo essere liberi e vincitori dobbiamo riconoscere la condizione
spirituale del nostro cuore e camminare umilmente con il nostro Signore.
Le parole “Sottomettiti… a Dio” devono essere la nostra
prima mossa verso la completa liberazione e la nostra vittoria, perché proprio
così dice la Parola, infatti “se ci sottomettiamo a Dio Satana fuggirà da noi”,
perché lo abbiamo già detto che le tenebre scemano e fuggono davanti alla luce.
Ricordiamo che davanti alla presenza di Dio le tenebre non possono sussistere;
infatti come avviene per la legge naturale così è della legge spirituale. (Gm
4:7).
(segue)