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sabato 18 luglio 2026

Satana può chiedere di vagliarci “come si vaglia il grano” (3/5)

La superbia: un vero trabocchetto!

 

Ma torniamo indietro e vediamo come Satana mise in atto il suo attacco. I discepoli erano a tavola e avevano appena finito la cena pasquale, e il Signore stesso disse ai suoi discepoli che uno di loro lo avrebbe tradito, “Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni gli altri chi sarebbe mai, tra di loro, a far questo” (Lu 22:31).

Ecco il momento in cui scattò l’attacco, proprio in mezzo ad un momento tenebroso, e cosa scatenò la miccia? “Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il maggiore (o il più grande)” (Lu 22:24).

Essi passarono da un momento di angoscia e di dispiacere ad una discussione che li riguardava. Satana era riuscito a giocare bene le sue carte, entrando nelle zone grigie e tenebrose delle menti dei discepoli del Signore disunendoli. Ed ecco che il più impulsivo, il più coraggioso, colui che aveva camminato sulle acque, che aveva visto la maestosa gloria di Dio nella trasfigurazione del Signore Gesù, sempre presente ai maggiori miracoli, divenne la vittima sacrificale di Satana stesso.

Probabilmente si sentiva, in un certo senso, il maggiore, e questa “piacevole” sensazione gonfiata da Satana, si trasformò nel peccato di superbia e vanagloria. Così Pietro gonfiato e innalzato dalla superbia era pronto a cadere, perché “la superbia precede la rovina” (Pr 16:18). Satana conosceva bene questa sensazione, visto che proprio la superbia era stata il peccato che l’aveva allontanato dalla presenza di Dio, e dalla sua posizione di privilegio. Il trabocchetto che Satana usò per far cadere Pietro nella trappola fu quindi il peccato della superbia, ed era questo il punto debole di questo grande discepolo.

Occorre riconoscere che prima di dare battaglia, Satana va cercando quelle zone oscure che come credenti abbiamo ancora nella nostra vita, e sono proprio quelle aree che saranno usate come “trampolino di lancio” per dare battaglia e per cercare di procurare la nostra sconfitta.

Abbiamo un dovere verso il Signore, ma anche verso noi stessi, cioè che, se vogliamo veramente contrastare Satana, dobbiamo conoscere e scoprire le zone oscure che sussistono dentro di noi, portando al Signore tutto questo, peccato o altro, chiedendogli perdono e abbandonandolo. Se vogliamo essere liberi e vincitori dobbiamo riconoscere la condizione spirituale del nostro cuore e camminare umilmente con il nostro Signore.

Le parole “Sottomettiti… a Dio” devono essere la nostra prima mossa verso la completa liberazione e la nostra vittoria, perché proprio così dice la Parola, infatti “se ci sottomettiamo a Dio Satana fuggirà da noi”, perché lo abbiamo già detto che le tenebre scemano e fuggono davanti alla luce. Ricordiamo che davanti alla presenza di Dio le tenebre non possono sussistere; infatti come avviene per la legge naturale così è della legge spirituale. (Gm 4:7).


(segue)