(Gesù disse): “Perché io vivo, e voi vivrete”.
Giovanni 14:19
1. “Mi ponevo
tante domande”
“Sono nato a Madras, in India. Durante la mia adolescenza sono stato
sottoposto a molte pressioni perché dovevo assolutamente riuscire bene negli
studi. Nella nostra cultura, se non si è tra i primi, la vita non può avere
successo, ma io non potevo prendere neppure in considerazione una cosa simile.
Come si può immaginare, mio padre mi puniva sovente e io vivevo con un dolore
segreto; e mi ponevo tante domande sul senso della vita senza ottenere
risposte!
A 17 anni decisi di farla finita. Se fossi morto, pensavo, avrei
risparmiato alla mia famiglia delle delusioni e a me stesso ulteriori
fallimenti. Un giorno, a scuola, trovai le chiavi del laboratorio, entrai e
presi di nascosto delle sostanze tossiche; a casa le misi in un bicchiere
d’acqua, bevvi e… crollai a terra. Per puro caso, un dipendente dei miei
genitori mi trovò e mi portò d’urgenza in ospedale dove i medici riuscirono a
disintossicarmi da tutto il veleno ingerito. Se quell’uomo non fosse stato in
casa quel giorno, sarei sicuramente morto.
Dopo qualche tempo, un amico venuto a farmi visita mi portò un Nuovo
Testamento suggerendomi di leggere il capitolo 14 del Vangelo di Giovanni. Le
parole di Gesù “Perché io vivo, e voi vivrete” mi sono entrate direttamente nel
cuore, e spontaneamente ho pregato così: “Gesù, io non so bene chi tu sia, ma
mi dici che tu dai la vera vita”. Non avevo coscienza di quello che
rappresentasse il peccato, e nella nostra cultura non avrei mai potuto capirlo.
Ma quello che ho afferrato per prima cosa era che Gesù mi offriva la Sua propria vita perché fosse la mia”.
(segue)