v. 9 — Amica mia, io t’assomiglio alla mia cavalla che s’attacca ai carri di Faraone.
Se il v. 8 ricorda il Salmo 23, abbiamo qui qualcosa che
richiama il Salmo 24. È un semplice paragone; non bisogna confondere i cavalli
d’Egitto, di cui ci parlano spesso le Scritture, con la cavalla attaccata ai
carri di Faraone. In questo passo Faraone è un’immagine di Colui che verrà in
tutta la sua gloria come Signore di tutta la terra. Nella sua magnificenza,
egli manderà davanti il suo carro, carro meraviglioso e terribile che
annienterà tutti i suoi nemici e di cui abbiamo la descrizione nel primo capitolo
del profeta Ezechiele. Nel giorno del suo trionfo sarà accompagnato da tutti i
suoi servitori, così come i servi e i cavalieri del Faraone 1 ’accompagnavano
quando egli inseguiva i figli d’Israele (Esodo 14:23). Ma questa scena brilla
più per contrasto che per analogia. Nei giorni di Esodo 14, Faraone è finito in
mare con tutti i suoi cavalieri. Quando il Signore verrà, i suoi saranno
manifestati con Lui in gloria e tutte le nazioni «faranno cordoglio» per causa
sua. Egli le trafiggerà con le sue frecce acute. È il Re di gloria. Beati i
suoi servitori che, di loro spontanea volontà e con un santo zelo,
l’accompagneranno nel giorno del suo trionfo, e vedranno quando stabilirà il
suo trono. Essi sono gli oggetti di tutto il suo amore poiché li chiama con
questo dolce nome, «amica mia». Essere amati dal Re di gloria! C’è forse
qualcosa di meglio da desiderare?
(segue)