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domenica 15 marzo 2026

Cantico dei Cantici (11/18)

v. 10 — Le tue guance sono belle in mezzo alle collane(lett.: gioielli),

I gioielli sono il simbolo delle varie glorie di Cristo. Il Re si compiace di parlare di ciò che vede nella sua Sposa: nota le sue gote e tutto il suo viso; le cose più belle e più preziose sono usate come immagini per farci comprendere la bellezza che Egli vede nei suoi. Qui, i gioielli che ornano le guance della donna amata sono una figura delle diverse glorie della persona di Cristo riflesse nei suoi, che brillano sui loro volti. «Contemplando a viso scoperto, come in uno specchio, la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di lui, di gloria in gloria, secondo che opera il Signore che è Spirito» (2 Corinzi 3:18).

II Re individua così qualche raggio della propria gloria sul viso dei suoi; può contemplare su di loro il riflesso della propria bellezza e delle proprie perfezioni. Non desideriamo noi assomigliare a Colui che è più bello di tutti i figliuoli degli uomini e avere un posto glorioso nel brillante corteo che l’accompagnerà nel giorno del suo trionfo? Da quale gloria saranno avvolti in quel giorno coloro che avranno sofferto per il suo nome e che, per causa sua, sono saliti anche sul rogo! E quale sarà la gloria di coloro che oggi osservano la sua Parola con una santa obbedienza! La loro ricompensa sarà come dei gioielli attorno al loro collo!

v. 10 — e il tuo collo è bello tra i filari di perle.

La collana, nelle Scritture, suggerisce l’idea di una ricompensa pubblica assegnata a coloro che hanno ubbidito a Dio e gli sono stati sottomessi piegando il loro collo alla sua autorità. Il Signore ha detto: «Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore e voi troverete riposo alle anime vostre, poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero» (Matt.11:29-30). Il giogo si mette sul collo, perché la nostra volontà sia subordinata interamente a quella del Signore (al contrario di quella dei principali fra i Tekoiti i quali non piegarono il collo al servizio del Signore! (Neemia 3:5).

Daniele, quando era prigioniero nel paese dei Caldei, ha ubbidito in quel paese lontano come se fosse stato a Gerusalemme, nei tempi più belli della storia del popolo di Dio. Non ha voluto contaminarsi mangiando i cibi delicati del re e, come giusta ricompensa, l’Eterno gli ha dato la saggezza e una grande gloria, e gli ha fatto mettere al collo una catena d’oro. Era una gloriosa risposta di Dio alla fedeltà del suo servitore. Questa collana del re di Babilonia era di oro che perisce, ma la ricompensa che il Signore darà a coloro che gli obbediscono sarà una ricompensa che dura per l’eternità.


(segue)