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mercoledì 25 marzo 2026

Cantico dei Cantici (15/18)

v. 14 — Il mio amico m’è un grappolo di cipro delle vigne d’Enghedi.

Il versetto 12 ricorda una scena passata che ha avuto luogo mentre il Signore era sulla terra in mezzo al suo popolo. Il versetto 13, invece, ci parla di una scena attuale: è il tempo in cui il Re è assente da questo mondo, ma sempre presente nelle affezioni della sposa. In questo versetto 14 abbiamo ora una scena futura. I profumi del nardo e della mirra faranno posto all’odore di cipro nelle vigne di Enghedi.

Il cipro è un grazioso arbusto dai rami sottili e ricoperti di una corteccia biancastra di odore gradevole. I fiori, in bianchi grappoli, spandono un soave profumo. Gli Egizi ne facevano dei sacchetti che usavano per profumare. Tale profumo ci parla del Signore come re. Questa scena si svolge a Enghedi, città appartenente alla tribù di Giuda, che si trova in un deserto (Gios. 15:62). È in questa oasi che Davide trovò rifugio quando fuggì da Saul (1 Samuele 24:1; vedere anche 2 Cron. 20:2). Ma in questo versetto non si tratta più di pericoli, di combattimenti, né del deserto. Questi fiori di cipro ci parlano di un’eterna primavera e delle vigne che prefigurano la gioia che ci sarà. È un notevole esempio della trasformazione meravigliosa che avverrà a questa terra sotto il regno di Cristo.