v. 16 — Come sei bello, amico mio, come sei amabile!
Si può essere belli ma sgradevoli, o gradevoli senza essere
belli. In Cristo tutto è riunito, la bellezza e l’amabilità. In questo passo è
l’amore che risponde all’amore. È la sposa che, avendo gli occhi fissati sul
suo Amico per contemplare la sua persona, esclama: «Tu sei bello, tu sei
amabile». Sono gli stessi fedeli che ascoltiamo nel Salmo 45; il loro cuore
arde, poiché in questo Salmo il Re appare subitamente sulla scena. Egli
brillerà come la luce che esce dall’Oriente e appare fino ad Occidente. Essi lo
vedono, lo contemplano: «Tu sei più bello di tutti i figliuoli degli uomini, la
grazia è sparsa sulle tue labbra». Non solo è bello, ma è anche amabile. Tutto
ciò che può renderlo desiderabile è riunito nella sua persona: Egli è l’Amato.
Diversi re sono stati amati dai loro sudditi, come Davide e
Salomone, ma nessun re sarà amato dal suo popolo come il Signore. Quando i
fedeli canteranno il cantico da essi composto, e che avrà per soggetto il Re,
lo faranno con accenti armoniosi mai uditi fino allora dagli uomini e dagli
angeli!
v. 16 — Anche il nostro letto è verdeggiante.
Le pecore del buon Pastore realizzano ogni giorno ciò che ci
è detto qui con semplicità. L’Amico è il Re, ma è anche il fedele e buon
Pastore. Rileggiamo il Salmo 23; ci farà capire la dolcezza di ciò che troviamo
qui meglio di ogni altra spiegazione: «Il Signore è il mio Pastore… egli mi fa
giacere in verdeggianti paschi». Presso il buon Pastore ci sarà sempre riposo.
Gesù non ha fatto sedere per schiere sull’erba verde le
numerose persone che come pecore affamate e senza pastore lo seguivano? Con
quale abbondanza le ha saziate! Ci furono anche degli avanzi!
(segue)