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giovedì 12 marzo 2026

Cantico dei Cantici (8/18)

v. 7 — O tu che il mio cuore ama, dimmi dove meni a pascere il tuo gregge, e dove lo fai riposare sul mezzogiorno.

Questo libro è tutto un dolce dialogo fra la donna amata e il re. A volte, nell’ardore del suo amore, ella parla di lui alle proprie compagne. È un segno della preziosa intimità di cui godono i riscattati con Colui che li ama. La coscienza della sua grandezza e della sua maestà nulla toglie alla santa libertà nella quale essi si trovano davanti a Lui: il suo amore scaccia ogni timore.

Nel versetto 7 è la Sposa che parla, come nei versetti 5 e 6 , con la differenza che in quelli ella parla alle figlie di Gerusalemme, mentre nel versetto 7 parla al Re che è anche il Pastore, il sommo Pastore della sua anima: «Tu che il mio cuore ama». Se essa gli parla dell’amore che ha per Lui, è perché è cosciente dell’amore che Egli ha per lei, povera pecora del suo gregge. Ella lo ama perché Egli l’ha amata per primo ed è presso a Lui, fedele e buon Pastore, che viene a cercare sicurezza, nutrimento e riposo, durante il calore del giorno. E la verità benedetta che è esposta e sviluppata in un modo così toccante nel Salmo 23. L’Eterno è il mio Pastore, nulla mi mancherà; Egli mi fa riposare nei verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque tranquille. Dimmi dove pasci il tuo gregge, dove lo fai riposare; presso di Lui troviamo in abbondanza tutto ciò che è necessario per la nostra felicità. Un’altra preziosa esperienza è fatta da coloro che cercano il Pastore: quella di una completa comunione fra di loro.

v. 7 — Poiché, perché sarei io come una donna sperduta (letteralmente: una donna velata), presso i greggi dei tuoi compagni?

Una donna il cui viso è velato non può essere riconosciuta. Mentre chi ha imparato a conoscere il buon Pastore desidera anche essere conosciuto dagli altri e trovarsi con loro per potersi rallegrare delle cure del fedele Pastore nella comunione fraterna. Coloro che hanno in vista la stessa Persona devono incontrarsi per parlare l’uno all’altro del loro comune Signore nel luogo in cui si è rallegrati dalla sua presenza. Una pecora che si tiene in disparte, che non cerca il gregge e la compagnia delle altre pecore, è certamente una pecora malata.

(segue)

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