v. 7 — O tu che il mio cuore ama, dimmi dove meni a pascere il tuo gregge, e dove lo fai riposare sul mezzogiorno.
Questo libro è tutto un dolce dialogo fra la donna amata e
il re. A volte, nell’ardore del suo amore, ella parla di lui alle proprie
compagne. È un segno della preziosa intimità di cui godono i riscattati con
Colui che li ama. La coscienza della sua grandezza e della sua maestà nulla
toglie alla santa libertà nella quale essi si trovano davanti a Lui: il suo
amore scaccia ogni timore.
Nel versetto 7 è la Sposa che parla, come nei versetti 5 e 6
, con la differenza che in quelli ella parla alle figlie di Gerusalemme, mentre
nel versetto 7 parla al Re che è anche il Pastore, il sommo Pastore della sua
anima: «Tu che il mio cuore ama». Se essa gli parla dell’amore che ha per Lui,
è perché è cosciente dell’amore che Egli ha per lei, povera pecora del suo
gregge. Ella lo ama perché Egli l’ha amata per primo ed è presso a Lui, fedele
e buon Pastore, che viene a cercare sicurezza, nutrimento e riposo, durante il
calore del giorno. E la verità benedetta che è esposta e sviluppata in un modo
così toccante nel Salmo 23. L’Eterno è il mio Pastore, nulla mi mancherà; Egli
mi fa riposare nei verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque tranquille. Dimmi
dove pasci il tuo gregge, dove lo fai riposare; presso di Lui troviamo in
abbondanza tutto ciò che è necessario per la nostra felicità. Un’altra preziosa
esperienza è fatta da coloro che cercano il Pastore: quella di una completa
comunione fra di loro.
v. 7 — Poiché, perché sarei io come una donna sperduta
(letteralmente: una donna velata), presso i greggi dei tuoi compagni?
Una donna il cui viso è velato non può essere riconosciuta. Mentre chi ha imparato a conoscere il buon Pastore desidera anche essere conosciuto dagli altri e trovarsi con loro per potersi rallegrare delle cure del fedele Pastore nella comunione fraterna. Coloro che hanno in vista la stessa Persona devono incontrarsi per parlare l’uno all’altro del loro comune Signore nel luogo in cui si è rallegrati dalla sua presenza. Una pecora che si tiene in disparte, che non cerca il gregge e la compagnia delle altre pecore, è certamente una pecora malata.
(segue)
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