v. 12 — Mentre il re è nel suo convito, il mio nardo esala il suo profumo.
I versetti dal 12 al 14 sono la risposta della sposa alla
testimonianza che il Re ha appena dato di lei. Essa parla di Lui, e in questi
tre versetti abbiamo il profumo del suo nome che ci è presentato sotto diversi
aspetti: il nardo, la mirra, il Cipro, in tre scene differenti. Che lo Spirito
Santo apra i nostri occhi e tocchi i nostri cuori per mezzo di questa lettura.
II Re è venuto nel mondo al tempo fissato, ma alla sua
venuta le nazioni si sono agitate, i popoli hanno «meditato cose vane». I re
della terra si sono ritrovati e i principi si sono consigliati assieme contro
l’Eterno e contro il suo Unto (Salmo 2). Così, è stato rigettato dal suo popolo
e, nel palazzo del sommo sacerdote, i capi del popolo si sono consultati
insieme per arrestarlo, processarlo con inganno e farlo morire. Il residuo
fedele, che troviamo in tutti i tempi e di cui ci parla questo cantico, era in
quel momento ridotto a un piccolo numero di persone. Alcune le vediamo radunate
a Betania in casa di un lebbroso; il Signore è ospite. L’ora delle tenebre e
della potenza di Satana si avvicina. Sei giorni dopo sarà la Pasqua e l’Agnello
di Dio sarà immolato. Viene una donna; ha un vaso di alabastro pieno di profumo
di nardo puro, di gran prezzo; rotto il vaso, versa il profumo sul suo capo e
la casa è piena dell’odore del profumo. Niente per lei era troppo grande e
prezioso per onorare il suo Signore rigettato e disprezzato; ella rompe il vaso
con l’intenzione di non farlo servire a nessun altro uso; tutto era per Lui. A
questa testimonianza d’amore solo Lui poteva dare il giusto valore. Prima di
questo fatto, ella si era seduta ai suoi piedi, aveva imparato a conoscere
l’eccellenza della sua persona e aveva gustato il suo amore. Delle « catene
d’oro con dei punti d’argento» l’avevano legata a Lui e il suo cuore traboccava
di riconoscenza. Ma che scena abbiamo in questo versetto! Qui, mille anni prima,
lo Spirito Santo ci parla anticipatamente di questo Re, di questa cena, di
questo profumo. Era proprio di nardo il profumo che Maria ha versato sul suo
Signore. Duemila anni sono trascorsi da quando il vaso è stato rotto ed il
profumo è stato sparso, e in qualunque luogo in cui l’Evangelo è predicato, nel
mondo intero, si parla di ciò che questa donna ha fatto !
La legge ordinava: «Tu amerai il Signore Iddio tuo», ma mai
la legge ha fatto scaturire la minima scintilla di amore. La grazia di Dio ci
dice che «Dio ha tanto amato il mondo», ed ecco che questa grazia spezza i
cuori più induriti e li riempie di un amore che arderà per tutta l’eternità.
Che soddisfazione per il Re rigettato incontrare un riscattato che lo ama, che
apprezza la sua grazia e se ne rallegra in questo modo! Che cosa sarà
l’eternità nella quale il nostro amore per Lui potrà esprimersi senza ostacoli?