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venerdì 20 marzo 2026

Cantico dei Cantici (13/18)

v. 12 — Mentre il re è nel suo convito, il mio nardo esala il suo profumo.

I versetti dal 12 al 14 sono la risposta della sposa alla testimonianza che il Re ha appena dato di lei. Essa parla di Lui, e in questi tre versetti abbiamo il profumo del suo nome che ci è presentato sotto diversi aspetti: il nardo, la mirra, il Cipro, in tre scene differenti. Che lo Spirito Santo apra i nostri occhi e tocchi i nostri cuori per mezzo di questa lettura.

II Re è venuto nel mondo al tempo fissato, ma alla sua venuta le nazioni si sono agitate, i popoli hanno «meditato cose vane». I re della terra si sono ritrovati e i principi si sono consigliati assieme contro l’Eterno e contro il suo Unto (Salmo 2). Così, è stato rigettato dal suo popolo e, nel palazzo del sommo sacerdote, i capi del popolo si sono consultati insieme per arrestarlo, processarlo con inganno e farlo morire. Il residuo fedele, che troviamo in tutti i tempi e di cui ci parla questo cantico, era in quel momento ridotto a un piccolo numero di persone. Alcune le vediamo radunate a Betania in casa di un lebbroso; il Signore è ospite. L’ora delle tenebre e della potenza di Satana si avvicina. Sei giorni dopo sarà la Pasqua e l’Agnello di Dio sarà immolato. Viene una donna; ha un vaso di alabastro pieno di profumo di nardo puro, di gran prezzo; rotto il vaso, versa il profumo sul suo capo e la casa è piena dell’odore del profumo. Niente per lei era troppo grande e prezioso per onorare il suo Signore rigettato e disprezzato; ella rompe il vaso con l’intenzione di non farlo servire a nessun altro uso; tutto era per Lui. A questa testimonianza d’amore solo Lui poteva dare il giusto valore. Prima di questo fatto, ella si era seduta ai suoi piedi, aveva imparato a conoscere l’eccellenza della sua persona e aveva gustato il suo amore. Delle « catene d’oro con dei punti d’argento» l’avevano legata a Lui e il suo cuore traboccava di riconoscenza. Ma che scena abbiamo in questo versetto! Qui, mille anni prima, lo Spirito Santo ci parla anticipatamente di questo Re, di questa cena, di questo profumo. Era proprio di nardo il profumo che Maria ha versato sul suo Signore. Duemila anni sono trascorsi da quando il vaso è stato rotto ed il profumo è stato sparso, e in qualunque luogo in cui l’Evangelo è predicato, nel mondo intero, si parla di ciò che questa donna ha fatto !

La legge ordinava: «Tu amerai il Signore Iddio tuo», ma mai la legge ha fatto scaturire la minima scintilla di amore. La grazia di Dio ci dice che «Dio ha tanto amato il mondo», ed ecco che questa grazia spezza i cuori più induriti e li riempie di un amore che arderà per tutta l’eternità. Che soddisfazione per il Re rigettato incontrare un riscattato che lo ama, che apprezza la sua grazia e se ne rallegra in questo modo! Che cosa sarà l’eternità nella quale il nostro amore per Lui potrà esprimersi senza ostacoli?