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sabato 14 marzo 2020

14 marzo


Non si trovi in mezzo a te… chi esercita la divinazione… né mago, né incantatore, né chi consulti gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il SIGNORE detesta chiunque fa queste cose.
Deuteronomio 18:10-12

L’aldilà

C’è qualcosa al di là di ciò che si vede? Al di là del mondo materiale? Molti si sforzano di convincersi che non c’è nulla. Certo, in questo campo non è semplice distinguere il reale dall’immaginario. Come si può sapere se ciò che si dice dell’aldilà è vero o falso? Se è per il nostro bene o no?
La Bibbia dà una risposta a tutte queste domande. Essa ci insegna che Dio ha creato anche un mondo spirituale, in particolare quello degli angeli, e che questo mondo può agire nel nostro mondo. Gli angeli sono dei servitori di Dio in favore degli uomini (Matteo 18:10), specialmente dei credenti (Atti 12:11). Ma certi angeli, i demòni, si sono ribellati a Dio e cercano di nuocere agli uomini. Per questo motivo Dio, per proteggerci, ci proibisce di avere relazioni con queste potenze spirituali. Egli vieta tutte le pratiche occulte perché ci mettono sotto l’influenza dei demòni.
La Bibbia ci insegna pure che Gesù, il Figlio di Dio, è venuto in questo mondo per ristabilire, con la sua morte in croce, una relazione diretta fra Dio e gli uomini. Ora Egli è alla destra di Dio, in una posizione di autorità sia nei confronti del mondo materiale che di quello spirituale (1 Pietro 3:22). Ogni relazione vera e fruttuosa con Dio passa attraverso Gesù Cristo che ci ama, e lo ha dimostrato dando la sua vita per noi. Tutti quelli che credono in Lui saranno felici con Lui sulla terra per il tempo presente, e nell’aldilà per sempre.

venerdì 13 marzo 2020

13 marzo


Non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato.
Ebrei 4:15

Anche il Signore Gesù è stato tentato

In Ebrei 4:15 leggiamo: “Egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza [commettere] peccato”. Pensiamo agli sforzi del tentatore dopo i quaranta giorni e le quaranta notti di digiuno nel deserto (Matteo 4:1-11) e all’opposizione continua dei Farisei e degli altri capi del popolo. Ma pensiamo anche all’incitamento di Pietro, che voleva impedirgli di affrontare la croce dicendogli: “Dio non voglia, Signore! Questo non ti avverrà mai”; e il Signore aveva dovuto rispondergli: “Vattene via da  me, Satana! Tu mi sei di scandalo” (Matteo 16:22-23).
In ogni cosa Egli “ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori” (Ebrei 12:3). Ma in Lui non esisteva la concupiscenza carnale; niente l’attirava verso il male. Tutti questi diversi tipi di tentazione non hanno fatto altro che mettere in evidenza la sua assoluta perfezione:
– “Egli non commise peccato” (1 Pietro 2:22)
– “Non ha conosciuto il peccato” (2 Corinzi 5:21)
– “In Lui non c’è peccato” (1 Giovanni 3:5).
Per questo lo scrittore della Lettera agli Ebrei aggiunge questa frase con enfasi: “Senza commettere peccato (lett. senza peccato)”. E poi conclude: “Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:15-16).
Quanto ne abbiamo bisogno!

giovedì 12 marzo 2020

12 marzo


Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come te stesso.
Levitico 19:18

“Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté nei ladroni?” Quegli rispose: “Colui che gli usò misericordia”. Gesù gli disse: “Va’, e fa’ anche tu la stessa cosa”.
Luca 10:36, 37

Come amare veramente il prossimo?

“Amare il prossimo come se stesso”. Ecco ciò che Dio ci chiede. Mettendoci sulla difensiva, noi rispondiamo: È impossibile! Sì, è impossibile a chi non conosce l’amore di Dio e rimane concentrato su se stesso. Ma Gesù si è avvicinato a noi per essere lui il nostro prossimo e ci ha amati più di se stesso. Egli ha dato la propria vita per guarirci dalla terribile malattia del peccato e darci una nuova natura capace di amare come lui ama.
Diventato il nostro Salvatore e Signore, Gesù mette nel nostro cuore un amore disinteressato e sincero per gli altri. Allora desideriamo condividere le loro gioie e le loro pene, e dire loro ciò che Gesù è per noi. Là dove regnavano la discordia e la cupidigia, la pace e il vero amore possono cambiare ogni cosa.
Ci risulta difficile amare veramente il prossimo? Non scoraggiamoci; mettiamoci a disposizione di quelli che ci sono vicini! Il Signore ci farà trovare delle nuove occasioni per avvicinarci agli altri e dare loro, per prima cosa, ciò che abbiamo di più prezioso, cioè l’amore di Dio che è stato versato nei nostri cuori (Romani 5:5). Essere il prossimo di un altro significa “prima lui, poi io”.
Conosciamo questa felice “costrizione” dell’amore del Signore? Essa mi spinge verso gli altri perché so che Gesù, il Figlio di Dio, mi ha amato e ha dato se stesso per me (Galati 2:20).

mercoledì 11 marzo 2020

11 marzo

O Dio, tu sei il mio Dio… di te è assetata l’anima mia… per vedere la tua forza e la tua gloria.
Salmo 63:1-2

(Gesù disse:) “Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria”.
Giovanni 17:24

“Se credi, vedrai la gloria di Dio”
(Giovanni 11:1-45)

Al sepolcro di Lazzaro, a Betania, le due sorelle, Maria e Marta, e i Giudei che le avevano accompagnate piangevano. Anche Gesù ha pianto, perché è sempre vicino ai suoi, tanto più quando sono nel dolore. La sua presenza suscita parecchi interrogativi: Perché non è venuto prima? Avrebbe guarito Lazzaro come ha guarito tanti altri! Non avrebbe potuto fare in modo che non morisse? Gesù risponde a questi perché dicendo a Marta: “Se credi, vedrai la gloria di Dio” (v. 40). Marta non comprende quelle parole. Anche noi, sovente, non capiamo i pensieri di Dio; sono talmente al di sopra dei nostri!
Marta vedrà la gloria di Dio, e la vedranno anche tutti gli altri. Imparerà che Gesù non soltanto guarisce i malati, ma risuscita anche i morti. Anzi, fa ancora di più: salva le anime! Marta vede quella gloria quando Gesù si avvicina al sepolcro e grida “Lazzaro, vieni fuori!” (v. 43), e il morto esce, risuscitato.
Anche noi credenti vedremo la gloria di Dio quando Gesù ritornerà per prendere con Sé quelli per i quali è morto e risorto. Li chiamerà: se sono morti, risorgeranno; se sono viventi, saranno trasformati. In corpi glorificati, tutti saranno elevati al cielo per incontrarlo, ed Egli li introdurrà nella casa del Padre, dove saranno per sempre con Lui (1 Tessalonicesi 4:13-17).
“Padre, io voglio che dove sono io siano con me anche quelli che tu mi hai dati” (Giovanni 17:24). Questa preghiera del Signore Gesù sarà esaudita. Noi che abbiamo creduto saremo con Lui e vedremo la Sua gloria.

martedì 10 marzo 2020

10 marzo

Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore, e non ti perdere d’animo… perché il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli.
Ebrei 12:5-6

Il cammino che il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha fatto fare… per umiliarti e per provarti, per farti, alla fine, del bene.
Deuteronomio 8:2, 16

Disciplina o educazione

Prima o poi dobbiamo affrontare delle situazioni difficili: disoccupazione, malattie, problemi economici, lutti. È normale che il credente si interroghi sul significato di queste prove. Cosa vuol dirmi il Padre celeste in quella o quell’altra occasione?
Forse inconsapevolmente ci possiamo trovare in una situazione pericolosa, e allora il nostro Padre interviene per tirarci fuori. Forse abbiamo semplicemente bisogno di sperimentare quant’è efficace il suo soccorso nelle circostanze più penose. Potremo anche esserci impegnati in un percorso che non è per il nostro bene né per quello degli altri, troppo vicini al mondo incredulo, e allora il nostro Padre ci richiama. Come faremmo noi con i nostri figli, Dio interviene per disciplinarci e formarci, “affinché siamo partecipi della sua santità” (Ebrei 12:10). Confessiamo i nostri errori a Lui, e cerchiamo di rimediare, per quanto ci è possibile. Ma non trascuriamo la sua riprensione; e nella prova, non scoraggiamoci.
Non dobbiamo però pensare che tutte le difficoltà che incontriamo siano un castigo di Dio. La disciplina del Padre ha uno scopo formativo, perché impariamo ad essere più umili e a conoscerci meglio, e per farci concludere come l’apostolo Paolo: “In me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene” (Romani 7:18). Dio desidera che non abbiamo troppa fiducia in noi stessi perché così potremo confidare maggiormente in lui. Siamo certi che è una mano amorevole quella che ci conduce, perché è la mano di un Dio che ci ama.

lunedì 9 marzo 2020

09 marzo


Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
Matteo 5:6

Saziato dalle briciole…

Nel racconto della vita di John Williams, missionario nelle isole dei mari del Sud, troviamo una storia singolare.
In un villaggio in cui era da poco arrivato il missionario, viveva un uomo gravemente menomato; riusciva a spostarsi soltanto sulle ginocchia perché una grave malattia gli aveva paralizzato mani e piedi. Era lontano dalla stazione missionaria e non aveva mai potuto andarci, eppure era un credente felice.
Un giorno Williams, mentre attraversava il villaggio, vide quell’uomo trascinarsi fino a lui, e lo sentì dire, tutto gioioso: “Sii benvenuto, servitore di Dio, tu che hai portato la luce in questo paese oscuro! Noi ti dobbiamo la parola della riconciliazione!” Parlandogli, il missionario notò che l’uomo conosceva bene le dottrine essenziali dell’Evangelo, e che Gesù Cristo era il suo Salvatore. Gli chiese dove aveva imparato tutto questo. L’invalido rispose: “Ma da te! Nessun altro mi ha portato la buona notizia della salvezza!”
Williams non ricordava di averlo incontrato alla stazione missionaria. L’uomo allora gli spiegò il suo segreto: “Quando la gente tornava dalla predicazione, mi trascinavo fin sulla strada e chiedevo a tutti di raccontarmi quello che avevano ascoltato. Uno ricordava una cosa, un altro un’altra. Poi, io ho raccolto tutte quelle briciole cadute dalla tavola di Dio, e così ho trovato la salvezza e la pace nel Signore Gesù”.
“Appena ho trovato le tue parole, io le ho divorate; le tue parole sono state la mia gioia, la delizia del mio cuore” (Geremia 15:16).

domenica 8 marzo 2020

08 marzo

Chi conosce i suoi errori? Purificami da quelli che mi sono occulti.

Salmo 19:12

O Dio… rinnova dentro di me uno spirito ben saldo… Rendimi la gioia della tua salvezza.
Salmo 51:10-12

Rinnovami, Signore!

Tu che scruti nei cuori, Signore Gesù,
Tu che ascolti i sospiri e leggi i pensieri,
vedi che il primo amore in noi non c'è più,
e che oggi tu sei meno amato di ieri.
Ma perché mai, Signore, perché mai
quest'anima non gode più di te?
Se dentro a noi c'è il male, Tu lo sai,
Tu che ci leggi dentro sai perché.

Purifica la mente, e sgombra sarà
da quel che disonora il Nome tuo santo;
il nostro cuore freddo si riscalderà
per te che ci hai amati, e che ci ami tanto.
Oh, fa che abbiamo sete del tuo amore
e vera fame della Verità,
che ti serviamo con santo timore,
con fede, mansuetudine e umiltà.

Una fonte di gioia al cuore sarai
ed i tesori veri in te troveremo,
poiché non c'è misura se sei tu che dai;
se i beni sono tuoi i più ricchi saremo!
Con l'ansia di chi ama noi, così,
attenderti vogliamo, o Salvator;
le tue promesse sono “amen” e “sì”
e dan gioia e conforto al nostro cuor!

(dal CD “Al di là delle nuvole”)