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giovedì 9 aprile 2026

09 aprile - Maria, madre di Gesù

L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù”.

Luca 1:30, 31

 

Quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna.

Galati 4:4

 

Maria, madre di Gesù

 

Maria ha avuto il grande onore di essere scelta da Dio per mettere al mondo il Salvatore. La Bibbia mostra chiaramente che era una donna pia, che aveva fede in Dio e tanta umiltà. Le fu dato di essere la madre di Gesù uomo, del Figlio di Dio che ha velato la sua gloria divina per venire a nascere come uomo in mezzo agli uomini per poterli salvare.

All’angelo Gabriele che le annunciava che avrebbe concepito, per opera dello Spirito Santo, un Figlio di nome Gesù, Maria rispose: “Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola” (Luca 1:38). Quando l’angelo annunciò ai pastori la nascita del Salvatore, non parlò di Maria, ma soltanto del Cristo, il Signore (Luca 2:11).

In occasione del primo miracolo di Gesù, alla festa di nozze a Cana, venne a mancare il vino. Maria lo fece presente a Gesù come per invitarlo a fare qualcosa, ma Lui le rispose: “Che c’è fra me e te, o donna?” (Giovanni 2:4). Maria doveva restare al suo posto, in quanto creatura, e non poteva immischiarsi nell’azione del Creatore, quale Gesù era. Così dirà ai servi: “Fate tutto quel che vi dirà” (v. 5). Aveva capito che ciò che contava era ascoltare Gesù e ubbidire.

Al momento della crocifissione, ben conoscendo il dolore di sua madre, Gesù la affida a Giovanni che se ne prenderà cura (Giovanni 19:26, 27). Come per ricordare la semplice umanità di Maria, Gesù le dice “donna” quando si rivolge a lei. Umile serva di Dio, Maria è associata al profondo mistero della nascita del Cristo, nato da una donna, ma concepito dallo Spirito Santo (Matteo 1:20), ma come ogni altro essere umano ha dovuto credere al sacrificio del Figlio di Dio per avere la salvezza.

mercoledì 8 aprile 2026

08 aprile - Una mattina speciale

La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole.

Marco 16:2

 

“Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato”.

Luca 24:5-6

 

Una mattina speciale

 

Nel ritmo della nostra vita, ogni mattina ci appare come una promessa di rinnovamento, di un inizio nuovo, della possibilità di vivere qualcosa di diverso.

Ma ci fu una mattina diversa dalle altre. Sembrava la più triste, ma si rivelò la più grandiosa. Per le donne venute al sepolcro di Gesù, quella era una mattina di lutto, di tristezza, di delusione profonda. Gesù era stato crocifisso, e le speranze che avevano riposto in lui si erano infrante…

Invece, quel giorno stava per rivelarsi un giorno di stupore e di gioia. Stupore nel vedere che la pesante pietra che impediva l’accesso al sepolcro era stata rotolata, ed emozione constatando che il sepolcro era vuoto! Ma dov’era Gesù? Dove avevano messo il suo corpo? Le donne furono confortate prima dalle parole degli angeli: “Perché cercate il vivente tra i morti?”, e poi dall’incontro con Gesù in persona, risorto dai morti.

La mattina della risurrezione di Gesù è unica. La vita ha trionfato sulla morte, Gesù è vivente nei secoli dei secoli!

Noi che lo amiamo e confidiamo in Lui sappiamo che trionferemo con Lui. Anche se dovremo passare per la morte, ne usciremo gloriosi. Poiché siamo uniti al Signore risuscitato, anche noi parteciperemo alla gioia del mattino della risurrezione. Che tutta la nostra vita sia illuminata dalla luce del Cristo vivente, e che la sua gioia risplenda sul nostro volto!


martedì 7 aprile 2026

07 aprile - Dalla mangiatoia alla croce

 Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza… era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.

Isaia 53:3

 

Un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui.

Daniele 9:26

 

Dalla mangiatoia alla croce

 

Per Giuseppe e Maria non c’era stato posto nell’albergo di Betlemme. Durante gli anni del suo ministero sulla terra, Gesù non aveva “dove posare il capo” (Matteo 8:20). Ha insegnato la Parola di Dio con devozione, ma è stato incompreso e ha incontrato ostilità e disprezzo. Come ben dice un Salmo: “Se ne va piangendo colui che porta il seme da spargere” (Salmo 126:6).

Volgendo lo sguardo verso Gerusalemme, la città che avrebbe dovuto accoglierlo con gioia, Gesù piange (Luca 19:41, 42) e dice: “Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!” (Matteo 23:37). Poco dopo uscirà da quella città portando la sua croce, circondato da una folla ostile, e si lascerà inchiodare su quel legno. “Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca” (Isaia 53:7). Con la condanna a morte di Gesù e la crocifissione, l’odio degli uomini ha raggiunto il suo apice.

Come risponderà Dio a tanta crudeltà? Distruggerà e giudicherà i nemici del suo amato Figlio? Per ora no; dal costato di Cristo, trafitto dalla lancia di un soldato romano, è scaturito il sangue che purifica da ogni peccato tutti coloro che credono, compresi i suoi nemici, se si ravvedono. Si capisce, allora, perché è scritto che l’ira di Dio rimane su chi rifiuta di credere (Giovanni 3:36).

Vorremmo che anche tu potessi dire con riconoscenza: il “Figlio di Dio… mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Galati 2:20).


lunedì 6 aprile 2026

06 aprile - Le sette frasi pronunciate da Gesù sulla croce

Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli (Gesù) ha dato la sua vita per noi.

Dio… ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

1 Giovanni 3:16; 4:10

 

Le sette frasi pronunciate da Gesù sulla croce

 

Sulla croce, Gesù ha pronunciato sette frasi che potrebbero essere il riassunto della sua missione sulla terra.

– “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34). Anzitutto, Gesù invoca il perdono di Dio sui suoi nemici, perché era venuto per salvare, non per giudicare (Giovanni 3:17).

– “Donna, ecco tuo figlio… ecco tua madre” (Giovanni 19:26, 27). Amorevole nella sua relazione con Maria, sua madre, le affida come figlio il discepolo Giovanni che tanto amava, e affida lei alle cure del discepolo.

– “Oggi tu sarai con me in paradiso” (Luca 23:43). È la promessa fatta al ladrone pentito, crocifisso accanto a Lui. La salvezza è immediata per tutti quelli che si riconoscono perduti e si affidano alla misericordia di Dio.

– “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46; Marco 15:34). Possiamo dare noi la risposta a quell’angosciosa domanda: è stato abbandonato da Dio perché si era caricato dei nostri peccati!

– “Ho sete!” (Giovanni 19:28). Nella sua perfetta umanità, Gesù esprime la sua intensa sofferenza e adempie anche una profezia: “Mi hanno dato da bere aceto per dissetarmi” (Salmo 69:21).

– “È compiuto” (Giovanni 19:30). L’opera è conclusa. Il debito dei nostri peccati è interamente pagato. In quelle ore terribili, Gesù Cristo ha portato l’eternità del nostro castigo!

– “Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio” (Luca 23:46). In perfetta comunione con suo Padre, Gesù gli rimette la sua vita. Egli entra vincitore nella morte, per uscirne poi trionfante mediante la risurrezione.

domenica 5 aprile 2026

05 aprile - Colui che giustifica l’empio

Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro.

Isaia 45:22

 

Noi… sappiamo che questi (Gesù) è veramente il Cristo, il Salvatore del mondo.

Giovanni 4:42

 

Colui che giustifica l’empio

Romani 4:5

 

Nel libro del profeta Isaia, Dio dichiara con solennità che al di fuori di lui “non c’è altro Dio, Dio giusto, e non c’è Salvatore” (Isaia 45:21). La giustizia richiede il castigo del colpevole, e noi siamo colpevoli e quindi perduti. Ma Dio è un Dio salvatore, e ha potuto conciliare queste due cose: la sua giustizia che esige il giudizio del peccatore, e il suo amore che lo vuole salvare. Ma come è stato possibile?

Troviamo la risposta nella prima lettera dell’apostolo Paolo a Timoteo. Egli scrive che “c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti” (2:5-6). In questo modo Egli ha riconciliato l’uomo con il Dio santo e giusto. Ma se ha potuto fare questo è perché era Dio fatto uomo; nessuna creatura avrebbe potuto ottenere un tale risultato, nemmeno un angelo. Gesù non ha commesso nessun peccato né poteva commetterne, essendo perfetto, e solo per questa sua perfezione ha potuto prendere su di sé i nostri peccati. Col sacrificio della sua vita ha soddisfatto completamente la santità e la giustizia di Dio, e ha mostrato il suo amore per noi. Il fatto poi che Dio l’abbia risuscitato ed elevato in gloria è una prova che la sua opera è stata perfetta.

Non tutti, però, saranno salvati! Infatti è scritto: “È piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti” (1 Corinzi 1:21). Tu sei un credente?


sabato 4 aprile 2026

04 aprile - La fede è una “stampella”?

Gesù rispose loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati. Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento”.

Luca 5:31, 32

 

La fede è una “stampella”?

 

La fede cristiana è a disposizione di coloro che sanno di non essere invincibili, che sono coscienti che nella loro vita c’è una grave frattura. Gesù sapeva molto bene che, da un punto di vista morale, nessun essere umano è in buona salute, ma la maggior parte di noi non vuole ammettere la propria “infermità”, anche se è evidente agli occhi di tutti; se facciamo così, condanniamo noi stessi a trascorrere il resto della nostra vita “zoppicando”. Le “stampelle” di fortuna – educazione, pratiche religiose, buone opere, cultura – non ci porteranno mai alla guarigione. Ma ecco che Dio ci offre la guarigione, non una stampella.

Il Vangelo (che significa buona notizia) ci insegna che Dio in persona è intervenuto, in Gesù Cristo, per condurci alla guarigione radicale, completa, e per darci una vita nuova. Contrariamente ad ogni logica umana, Gesù Cristo ha fatto questo morendo per noi! La nostra cattiveria aveva eretto un muro insormontabile fra noi e Dio, ma Lui l’ha abbattuto. Gli è stato possibile farlo poiché era allo stesso tempo Dio e uomo perfetto.

Dio dà dunque all’uomo una nuova vita, lo libera dagli ostacoli del passato, dalla schiavitù del peccato e dal timore della morte. Lo rende capace di vivere, in una certa misura, come Cristo è vissuto, in relazione con Lui e per il bene degli altri.


venerdì 3 aprile 2026

03 aprile - Le iniziative di Dio

Nel principio Dio creò i cieli e la terra.

Genesi 1:1

 

Il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo.

1 Giovanni 4:14

 

Le iniziative di Dio

 

“Nel principio, Dio…”. Queste prime parole della Bibbia descrivono il momento in cui Dio ha preso l’iniziativa di creare. Dio è eterno, esisteva già prima che il tempo fosse e non ne è dipendente. Egli conosce tutto in anticipo, nessuno può sorprenderlo. Dio fa sempre il primo passo. Prima ancora che l’uomo esistesse, Dio ha agito. Prima che l’uomo lo cercasse, è andato verso di lui.

Con la creazione, Dio ha anche preso l’iniziativa di rivelarsi. Tutta la natura è per noi un motivo di stupore, un muto testimone della grandezza e della saggezza del suo Autore (Romani 1:20).

Più tardi, Dio ha parlato al suo popolo Israele per mezzo dei profeti (Ebrei 1:1) che hanno redatto i vari libri della Bibbia, ora diffusi e conosciuti nel mondo intero. Per mezzo delle Scritture, Egli svela al nostro spirito le cose nascoste e ci fa delle promesse.

Infine, Dio ha preso l’iniziativa di farci conoscere il mezzo della nostra salvezza. Gesù, il suo Figlio, è venuto sulla terra per rivelarci la santità di Dio, che non può tollerare il peccato e, nello stesso tempo, il suo amore che per cancellare i nostri peccati ha punito Lui, sulla croce, al nostro posto.

Qual è la tua risposta all’amore di Dio? Adesso sei tu che devi prendere l’iniziativa, accettando Gesù come tuo Salvatore. Egli ti assicura un’eternità di pace, purificherà la tua vita e la riempirà di riconoscenza e di certezze. Questo significa essere salvati!