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sabato 15 febbraio 2020

15 febbraio

Quando sentirete parlare di guerre e di sommosse, non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano.
Luca 21:9

(Gesù disse:) “Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti”.
Giovanni 14:27

Minacce sull’umanità

Verso la metà del secolo scorso, un gruppo di scienziati ha previsto il rischio imminente di estinzione di ogni vita umana: “Per la prima volta dall’origine della vita sulla terra, una creatura dispone della possibilità di annientarne milioni di altre e di annientare se stessa. L’aspetto più sorprendente è che la macchina senz’anima creata dall’essere umano, chiamata civiltà, è in grado di produrre questo risultato spaventoso in tempi brevi”. Non vogliamo commentare questa triste constatazione, ma dobbiamo ammetterne l’evidenza. La Bibbia dichiara che nel principio Dio ha creato il mondo. Il suo desiderio era la felicità dell’uomo. Ma, volendo essere indipendente dal suo Creatore, l’uomo ha disubbidito, e il peccato è entrato nel mondo.
Sull’uomo pesa ormai un giudizio irrevocabile: la morte, “salario del peccato” (Romani 6:23). Da allora, conflitti e guerre non hanno smesso di colpire l’umanità. La Parola di Dio ci avverte che il mondo finirà (2 Pietro 3:10), ma questi avvertimenti, per quanto gravi, non devono avere un effetto scoraggiante, anzi, devono spingerci verso Dio. Con insistenza la Bibbia ci indica la via della salvezza. Gesù Cristo è venuto sulla terra per salvare quelli che, riconoscendo il loro stato di peccato, mettono la loro fiducia in Lui. Minacce terribili incombono sul mondo, ma chi crede è al riparo, e può riposarsi sull’amore e sulla potenza di Dio.

venerdì 14 febbraio 2020

14 febbraio


“Se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, tu non l’avresti fatta? Quanto più ora che egli ti ha detto. ‘Lavati, e sarai guarito’”.
2 Re 5:13

Chiunque crede in lui (Gesù Cristo) riceve il perdono dei peccati.
Atti 10:43

Non tornerà più nella sua casa
(Giobbe 7:10)

Nel paese, la notizia si è diffusa rapidamente: “Il signor B. è morto”. E i commenti non si sono fatti attendere.
– Non andava mai in chiesa; però era stato battezzato.
La Bibbia dice: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato” (Marco 16.16). Il solo battesimo, senza la fede, non salva.
– Era molto servizievole; Dio ne terrà conto.
“È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede… Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti” (Efesini 2:8-9). Nessuno è salvato per le sue buone opere o la sua buona condotta.
– Ho conosciuto i suoi genitori; erano dei credenti che avevano pregato molto per lui. Ora dobbiamo noi pregare per la sua anima.
“Nessun uomo può riscattare il fratello, né pagare a Dio il prezzo del suo riscatto. Il riscatto dell’anima sua è troppo alto” (Salmo 49:7-8). La fede dei genitori, dei nonni o degli amici non salva nessuno. È durante la nostra vita sulla terra che dobbiamo metterci in regola con Dio.
– Non dobbiamo pensare che Dio sia troppo rigoroso.
“Dio è amore” (1 Giovanni 4:8), è vero. Dio ama il peccatore, ma non sopporta il peccato. È scritto che ha “gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male” (Abacuc 1:13), e tutti quelli che moriranno nei loro peccati saranno giudicati secondo le loro opere (Apocalisse 20:12). Ma oggi ancora il Dio d’amore offre gratuitamente la Sua grazia e il perdono a chi crede in Cristo Gesù.

giovedì 13 febbraio 2020

13 febbraio

Ecco una voce dalla nuvola che diceva: “Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo”.
Matteo 17:5

Il SIGNORE si è compiaciuto per amore della sua giustizia.
Isaia 42:21

“Cristo… non commise peccato”
(1 Pietro 2:22)

Il racconto della vita di Gesù Cristo è scritto nei Vangeli da testimoni dell’epoca, condotti dallo Spirito Santo. Siamo turbati constatando che, specialmente in questi ultimi anni, alcuni hanno messo in atto la loro immaginazione, le loro capacità letterarie ed artistiche con lo scopo di snaturare queste testimonianze e mettere così in dubbio la vita santa del Figlio di Dio. Tremiamo al pensiero del giudizio che una tale bestemmia comporta. Lasciamoci illuminare dalla bellezza morale di Colui che ha potuto dire: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Giovanni 14:9).
Seguiamo il Signore nella Sua vita, accompagnato dai Suoi discepoli. Venuto dal cielo, ha attraversato un mondo corrotto senza che nessuna tentazione abbia trovato eco nel Suo cuore. “È andato dappertutto facendo del bene” (Atti 10:38). È stato contrastato e ingiuriato, ma “oltraggiato, non rendeva gli oltraggi” (1 Pietro 2:23). Poiché era senza peccato, ha potuto farsi carico dei peccati di tutti quelli che credono in Lui, e li ha cancellati, avendo subito Lui al loro posto il giudizio che la giustizia di Dio esigeva. È morto crocifisso, poi è stato risuscitato ed elevato al cielo. Dio in due occasioni ha dichiarato dal cielo: “Questo è il mio Figlio diletto”.
Lettore, se qualche volta ti è sfuggita una frase che ha macchiato la figura del Signore Gesù, sappi che Egli ha interceduto per te alla croce. Per quelli che lo crocifiggevano ha pregato: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34).

mercoledì 12 febbraio 2020

12 febbraio

Mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi.
Romani 5:6

Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo.
1 Giovanni 5:11

Cercavo la morte, ho ricevuto la vita

Orfano di padre, abbandonato da mia madre quando avevo due anni, sono cresciuto in un orfanotrofio. L’educazione severa che ho ricevuto, priva di affetti, mi ha inasprito e mi ha fatto diventare un ribelle. A diciotto anni ero libero, me ne sono andato dall’orfanotrofio e sono vissuto come volevo, dandomi a ogni sorta di vizio. Alcol e droga mi hanno ridotto in miseria. Sono stato più volte in prigione e poi, per vent’anni, sono vissuto per strada, senza un tetto, senza speranza.
Un giorno ho incontrato un cristiano che mi ha offerto un Nuovo Testamento. L’ho letto, ma non ho trovato sollievo. Però, alcuni brani che parlavano di un Dio d’amore si sono impressi nella mia mente. Così mi sono messo alla ricerca di quel Dio in varie chiese, ho partecipato a pellegrinaggi, ma senza esito. Scoraggiato, mi sono dato ancora di più alla droga e all’alcol. Non vedevo altra via d’uscita che la morte. Ho anche tentato il suicidio.
Ma un giorno, che non dimenticherò mai, tutto è cambiato. Mentre chiedevo l’elemosina per strada, sono stato avvicinato da due ragazzi che mi hanno parlato di Gesù il Salvatore, il solo in grado di farmi uscire da quella miseria. Questo è stato il punto di partenza della mia nuova vita. Il mio passato era davanti a me, in tutto il suo orrore. Ma Dio, mediante la Sua Parola, mi ha fatto sperimentare il Suo perdono e il Suo perfetto amore in Gesù Cristo. Il passato è stato cancellato! I miei peccati lavati dal Suo sangue! Da quel giorno, io so che Lui mi ama; ne faccio l’esperienza ogni giorno.

Federico

martedì 11 febbraio 2020

11 febbraio

Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino… Dio attestò di gradire le sue offerte.
Ebrei 11:4

Essere graditi a Dio

All’ingresso del giardino di Eden Dio ha messo dei cherubini per impedire che l’uomo peccatore vi rientrasse. Ormai Adamo è fuori, a lavorare col sudore della sua fronte una terra ingrata che gli avrebbe prodotto spine e triboli. Caino, suo figlio, è un lavoratore della terra. Niente di male se non avesse la pretesa che Dio gradisse i frutti del suo lavoro, prodotti da quel suolo maledetto, e la presunzione che quell’offerta gli avrebbe consentito di instaurare col Creatore un rapporto di pace.
Noi non sappiamo quale fosse, allora, il livello di conoscenza che si potesse avere di Dio; ma un fatto era noto: Dio aveva ucciso un animale per procurare ad Adamo e ad Eva un “abito” che consentisse loro di sopportare la Sua santa presenza senza “vergogna” e le tristi conseguenze della loro nudità. Dunque, una vittima innocente era stata sacrificata al posto dei colpevoli e in loro favore. Non per niente Abele, l’altro figlio, offriva a Dio i primogeniti del suo gregge e il loro grasso, a conferma che i Suoi diritti gli erano ben noti. Ma era così difficile per Caino procurarsi un agnello da offrire a Dio?
Dio non tiene mai segrete le Sue sante esigenze; in ogni tempo le ha rivelate all’uomo in modo chiaro e senza equivoci. Caino è consapevole delle “preferenze” del Creatore, ed è anche esortato, consigliato, spinto a rinunciare a quel comportamento. Ma lui si oppone a Dio e inverte i ruoli. Invece di rinunciare alla propria volontà e sottomettersi a quella di Dio, pretende che sia Dio a rinunciare alle proprie sante esigenze! Alla fine, per invidia, Caino uccide Abele!
Quanta gente ancora oggi si ostina a difendere le proprie idee, e si rifiuta di ascoltare la Parola di Dio, di ubbidire a Lui e di sottomettersi!

lunedì 10 febbraio 2020

10 febbraio

“Quando peccheranno contro di te… e ti sarai sdegnato contro di loro… se tornano a te con tutto il cuore e con tutta l’anima… esaudisci dal cielo… le loro preghiere e le loro suppliche… Perdona al tuo popolo”.
1 Re 8:46-50


Dopo 37 anni di prigione


La fine del libro dei Re ci riferisce la triste storia del re Ioiachin (610 anni prima di Cristo). Diventato re a diciotto anni, regnò soltanto tre mesi, e la Scrittura dice di lui: “Egli fece ciò che è male agli occhi del SIGNORE” (2 Re 24:8-9). Il re di Babilonia, Nabucodonosor, assediò Gerusalemme e deportò il re insieme ad altri diecimila prigionieri. Ioiachin trascorrerà ben 37 anni in prigione. Finalmente, un altro re di Babilonia lo fece uscire, gli parlò benevolmente e poi lo ammise alla tavola reale (2 Re 25:27-29). Che destino incredibile per quel re vissuto prigioniero per quasi tutta la vita!

Questo racconto illustra la grazia di Dio che può ogni cosa, anche quando tutto sembra perduto. È un’immagine della grazia divina che Cristo ha portato agli uomini quand’è venuto sulla terra, adempiendo le parole del profeta Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri, mi ha inviato per annunziare la liberazione ai prigionieri, e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi” (Luca 4:18).

Questo è un incoraggiamento per quelli che sono in prigione, colpevoli o innocenti. Questa promessa della grazia di Dio, ciascuno la può ricevere, senza alcun merito, qualunque sia il suo passato nella lontananza da Dio e il tempo trascorso dietro alle sbarre.
Se tu sei di quelli, basta che tu riconosca sinceramente i tuoi peccati davanti a Lui e creda nel sacrificio di Cristo. Allora troverai la pace e la vera libertà per la tua anima, e realizzerai la comunione col tuo Salvatore. Questa sarà la tua vera liberazione!

domenica 9 febbraio 2020

09 febbraio

Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio!


1 Giovanni 3:1



Il Padre stesso vi ama.

Giovanni 16:27




Come un padre





Tutti quelli che hanno ricevuto il perdono di Dio in Gesù Cristo hanno il diritto di essere 


chiamati “figli di Dio” (Giovanni 1:12). Essi custodiscono nel cuore, come una cosa preziosa, 


quella frase di Gesù ai discepoli: “Il Padre stesso vi ama”.








Nella parabola di Luca 15, l’amore del padre accoglie il figlio prodigo che ritorna a casa e 


riconosce le proprie colpe dicendo: “Ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più 


degno di essere chiamato tuo figlio” (v. 21). Dio riceve allo stesso modo chiunque viene a Lui 


nella consapevolezza della propria miseria morale, e gli concede il perdono e la vita eterna. 


Di lui dice, come il padre della parabola: “Era morto ed è tornato in vita” (v. 32).



Nel primo capitolo del Deuteronomio Dio dichiara, tramite Mosè: “Il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha 



portato come un uomo porta suo figlio” (v. 31). Questo paragone illustra bene l’amore e la 


tenerezza che Dio ha verso quelli che mettono la loro fiducia in Lui.



Nelle situazioni difficili, il credente sa di poter contare sulla comprensione e il sostegno di Dio 


suo Padre. “Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso Il SIGNORE verso quelli 


che lo temono” (Salmo 103:13).



Quando è necessario, Dio forma i Suoi figli con una disciplina paterna che sarà loro utile 


purché la accettino e non si scoraggino. “Qual è il figlio che il padre non corregga?” (Ebrei 



12:7).



Dio è sempre, per i Suoi figli, “il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione” (2 Corinzi 


1:3).