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venerdì 7 luglio 2017

7 luglio

Dio non vede forse le mie vie? Non conta tutti i miei passi?
Giobbe 31:4

Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare.
Salmo 32:8

Sentieri diritti

Dopo un viaggio di 500 chilometri con un piccolo aereo da turismo, il pilota ci ha indicato sullo schermo del computer la traiettoria del volo che era stata registrata. L’andata si era svolta seguendo una linea retta. Il ritorno, invece, non era affatto un percorso rettilineo. I numerosi cambiamenti di direzione e le deviazioni rivelavano le difficoltà che il pilota aveva incontrato a causa delle condizioni atmosferiche.
Se gli strumenti moderni ci permettono di verificare ad ogni istante la via percorsa, sappiamo anche che Dio vede tutti i nostri passi. Giobbe diceva: “Dio spia tutti i miei movimenti” (Giobbe 33:11). Il Signore ci dice: “Fate sentieri diritti per i vostri passi” (Ebrei 12:13). Possiamo riconoscere che le difficoltà nella vita ci hanno spesso fatto fare delle deviazioni, che siamo andati a destra o a sinistra per evitarle o per cercare soccorso. Inoltre, le distrazioni e i vari motivi d’interesse offerti dalla nostra società ci fanno correre il rischio di deviare dalla via in cui Dio vorrebbe che camminassimo, per la sua gloria e per la nostra felicità.

Qual è questa via? Gesù dice: “Io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14:6). Dove ci conduce? Verso Cristo nella gloria (Ebrei 12:2). Come scoprirla tra tante altre vie? “La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105). “Questa è la via; camminate per essa!” (Isaia 30:21). 

giovedì 6 luglio 2017

6 luglio

Nel principio Dio creò i cieli e la terra… Dio disse: “Sia luce!” E la luce fu.
Genesi 1:1,3

Qualcosa o qualcuno?


Dopo una conversazione sull’esistenza di Dio, un interlocutore concluse con queste parole evasive:
“Oh, certo, qualcosa ci sarà pure!”
Poiché la nostra mente non può concepire il mondo come prodotto del caso, non si può fare a meno di ammettere che all’origine dell’universo ci sia un’intelligenza superiore. Purtroppo, sembra che la ricerca di molti si fermi a questo punto. Ma Dio ha parlato nella sua Parola, la Bibbia.
Noi vediamo tante cose nel creato, ma non ci sono solo cose, c’è soprattutto qualcuno. Con la creazione, Dio manifesta potenza, intelligenza e bontà verso le sue creature.
Gli uomini senza Dio si perdono in diverse congetture, ma i credenti sanno che Dio non solo è l’autore dell’universo, ma è anche colui che ha compiuto l’opera della redenzione. Dio è venuto nel suo creato sotto forma di uomo, Gesù Cristo. Con una parola ha creato i cieli e la terra, ma per riscattare gli uomini perduti è stato necessario che Gesù Cristo morisse sulla croce. Il suo sangue è colato per cancellare i peccati che ci tenevano lontani da Dio.

Ora, tutti quelli che conoscono Gesù Cristo come loro Salvatore personale possono vivere in relazione con Dio. Non hanno più paura di Dio perché lo conoscono come un Padre che li ama e che ha cura di loro.

mercoledì 5 luglio 2017

5 luglio

(Gesù) Dio l’ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

Filippesi 2:9-11


Il nome di Gesù


Gesù ha ricevuto questo nome dai suoi genitori, ma non sono stati loro a sceglierlo, l’ha comunicato un angelo da parte di Dio. Il nome Gesù significa “Dio salva”. Gesù stesso è la salvezza di Dio (Luca 2:30), il Dio che salva. Il suo nome descrive la sua missione, il motivo della sua venuta nel mondo.
“Gesù, maestro, abbi pietà di noi!” supplicano dieci lebbrosi (Luca 17:13). Un cieco grida: “Gesù… abbi pietà di me!” Altri lo pregano: “Signore, salvami!”, “Signore, aiutami!” (Matteo 14:30; 15:25). E Gesù risponde. Lo ha sempre fatto e lo farà sempre. Per essere salvati dai nostri errori e dai nostri peccati, dobbiamo andare a Gesù per mezzo della fede.
Gesù! Questo nome evoca l’umanità e le sofferenze del Cristo. L’hanno contraddetto, gli hanno teso dei tranelli e, alla fine, l’hanno ingiuriato e crocifisso. Ma, mistero dell’amore di Dio, è con la sua morte che Gesù si rivela come Salvatore del mondo. È per mezzo della croce che ha compiuto l’opera della salvezza, quando “ha portato i peccati di molti” (Isaia 53:12).Gesù è stato disprezzato e respinto quando è venuto sulla terra; lo è ancora oggi, da parte di quelli che non credono in lui. Invece, per chi va a lui, il nome di Gesù esprime dolcezza, amore, gloria. Un giorno tutti dovranno riconoscere la grandezza e la maestà del Signore. Anche i perduti; ma allora, sarà troppo tardi per essere salvati. Che ognuno si chieda ora: Chi è Gesù per me? “Un certo Gesù… morto” (Atti 25:19) e niente più, oppure il Salvatore vivente e il Signore della mia vita?

martedì 4 luglio 2017

4 luglio

(Gesù disse:) “Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono”.

Giovanni 13:13


Camminate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa.

Colossesi 1:10


Che parola cancelleremo?


Un giorno un pastore anglicano ricevette la visita di una parrocchiana che sembrava essere tormentata. Dopo una breve conversazione capì che quella giovane donna, benché credente, continuava a frequentare ambienti e luoghi malsani del mondo, nonostante tutte le esortazioni e gli ammonimenti della Parola di Dio.
Allora il pastore, aprendo la Bibbia nel libro degli Atti (10:14), attirò l’attenzione della sua interlocutrice sull’espressione: “No assolutamente, Signore”, usata dall’apostolo Pietro quando, sia pure per ignoranza, si era rifiutato di ubbidire a un ordine di Gesù. Poi diede una matita alla donna dicendole: “Chi dice a Dio: Signore, non può rifiutare di ubbidirgli. Se, in questo passo lei lascia il no, allora deve eliminare la parola Signore. Le due parole non possono coesistere una accanto all’altra, è impossibile”.
Dopo di che, si alzò e lasciò la ragazza sola con la Bibbia, in preda a un’intensa lotta interiore. Quando ritornò, la giovane gli restituì la Bibbia. La pagina era bagnata di lacrime, ma l’espressione “no assolutamente” era cancellata con la matita. Aveva recepito il messaggio.
E noi, amici cristiani? Diciamo spesso che Gesù è il nostro Signore, ma dobbiamo essere coerenti e non pronunciare questa frase alla leggera. Riflettiamo sulle nostre attività: il Signore può approvare tutto? Certe scelte ci costeranno, ma ricordiamoci che Gesù diceva ai suoi discepoli: “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama” (Giovanni 14:21).

lunedì 3 luglio 2017

3 luglio

Gesù… esclamò: “Se qualcuno ha sete venga a me e beva”.
Giovanni 7:37

Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete.
Giovanni 4:14

Chi ha sete, venga.
Apocalisse 22:17

Una sete salutare
Salmo 63

Beato il cristiano che, svegliandosi, può esclamare come Davide: “O Dio, tu sei il mio Dio” (Salmo 63:1). Egli non sa cosa gli riserverà il giorno appena iniziato, ma conosce Dio e sa che il suo Dio veglierà su di lui. Egli lo conosce ancor più intimamente di quanto non lo conoscesse Davide. Egli ha accettato Gesù, colui che ha dato la sua vita per la salvezza dell’anima sua e che dopo la sua risurrezione ha potuto dire a Maria Maddalena: “Va’ dai miei fratelli, e di’ loro: «Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro»” (Giovanni 20:17).

Nel Salmo Davide prosegue: “Io ti cerco dall’alba; di te è assetata l’anima mia”. Forse esitiamo ad appropriarci di tali parole. Al mattino, prima di pensare ad altro, ci volgiamo verso Dio per ringraziarlo e per pregarlo? Davide si trovava nel deserto di Giuda, un territorio arido e secco, ma non chiede una fresca oasi con sorgenti e palme. Egli ha sete di Dio. È di lui che ha bisogno, il Dio forte, il Dio d’amore, il Dio glorioso. E Dio lo sostiene. Allora, oltre a non aver più sete, l’anima sua è saziata. Il deserto non è cambiato, tuttavia egli loda e canta: “Tu sei stato il mio aiuto, io esulto all’ombra delle tue ali” (Salmo 63:7). Così la giornata può iniziare e, malgrado le inevitabili preoccupazioni, il riscattato segue il suo Signore, sostenuto dal suo braccio potente.

domenica 2 luglio 2017

2 luglio

Le mie lacrime sono diventate il mio cibo giorno e notte, mentre mi dicono continuamente: “Dov’è il tuo Dio?”

Salmo 42:3


Le sue qualità invisibili (di Dio), la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi (gli uomini) sono inescusabili.

Romani 1:20


Errore di ragionamento


Durante una passeggiata, due amici cristiani, Andrea e Massimo, giungono su una collina che domina un’ampia e verde vallata. Colpiti dalla bellezza del paesaggio, si fermano. Dopo un lungo silenzio, Andrea confida all’amico: “Sono felice di conoscere il Signore che ha creato queste meraviglie; ma cosa rispondere a quelli che ci dicono: Se ci fosse un Dio, non permetterebbe la sofferenza… ?”
Anche Massimo sembra assorto nei suoi pensieri. Ma finisce col rispondere: “C’è un errore di ragionamento. L’esistenza di Dio non ha nulla a che vedere con la sofferenza!”
– È vero, ammette Andrea.
– L’esistenza di Dio, del Creatore, si deduce dall’esistenza stessa del mondo, di tutte le cose e di noi stessi. La Bibbia afferma che la potenza di Dio si percepisce per mezzo delle opere sue.
– Sì, la sofferenza ha a che fare con la presenza del peccato, con l’egoismo umano e la giustizia di Dio, non con la sua esistenza. Gli uomini, al di là dei loro pensieri, devono tener conto di un Dio che esiste e che li giudicherà.

– Esattamente, aggiunge Massimo. La Bibbia dichiara che Dio è amore, nonostante tutto il male che possiamo vedere nel mondo. Ha dimostrato di amarci quando Gesù ha sofferto, lui perfettamente giusto, per noi che siamo ingiusti. Per amore, Gesù ha subito una sofferenza infinita! La fede riceve questa verità e adora.

sabato 1 luglio 2017

1 luglio

Mi avvicinerò all’altare di Dio, al Dio della mia gioia e della mia esultanza; e ti celebrerò con la cetra, o Dio, Dio mio!

Salmo 43:4


La gioia dell’Eterno è la vostra forza.

Neemia 8:10


Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi… Il Signore è vicino.

Filippesi 4:4-5


Come la scia di una nave


Nella nostra vita c’è sempre un desiderio di felicità e di gioia. Vi aspiriamo tutti, più o meno coscientemente. Non c’è vita priva di momenti in cui si vuole cantare la propria gioia. Se non si celebra Dio, si esalta qualcos’altro: una persona, un ideale, una causa politica, un’arte, uno sport. Ma la storia dell’umanità mette in evidenza quali forme perverse possa assumere questo slancio di esultanza e di esaltazione quando non è diretto verso Dio.
Chi confida in Dio scopre che la sorgente della gioia è in una persona, nel suo Figlio. “Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo” (1 Giovanni 4:9). Qualunque sia il nostro passato, per quanto grandi siano le nostre colpe, possiamo trovare la risposta alla nostra ardente sete di felicità confidandoci in Dio, credendo nel Signore Gesù. Allora entriamo nella sua gioia. Essa è duratura, c’è anche nei momenti difficili, come tanti credenti possono testimoniare.

Questa gioia è completa quando realizziamo, per fede, la presenza di Dio. È lui che ci ha salvati, è lui che ci guida verso il cielo. Per questo ci possiamo rallegrare anche in mezzo alle nostre pene. Noi non cerchiamo la gioia per la gioia, ma cerchiamo Gesù che ne è la sorgente. Allora, come la scia della nave nel mare, la gioia è la traccia dell’amore di Dio che opera nella nostra vite.