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lunedì 7 ottobre 2019

07 ottobre


Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.
Matteo 18:20

Tutti intorno al Signore

Il Signore ci attira dove ci sono gli altri, dove insieme ai fratelli e alle sorelle possiamo sentire la sua voce che dice “Pace a voi” ed essere ricolmi di gioia. Fra quelli che sono radunati nel suo nome, riconoscendo la sua autorità e avendo Lui come obiettivo primario, Egli promette la sua presenza.
Ma là dove Dio ha unito, Satana fa di tutto per smembrare. Lo fa nelle famiglie e nelle chiese. Gioca sull’orgoglio, sulla voglia di emergere e di dominare, sull’ignoranza delle Scritture, sulla mondanità. Tenere i credenti lontani dalle riunioni è un modo per indebolirli, per raffreddare il loro amore per il Signore e per la fratellanza, per abbattere l’entusiasmo della testimonianza. Perché privarsi dell’azione dello Spirito, che si esplica attraverso i vari doni, e della comunione fraterna? Le difficoltà e i contrasti che a volte sorgono o un ministero ritenuto non sufficientemente ricco o edificante, sono le scuse più comuni accampate da chi è solito “abbandonare” la “comune adunanza” (Ebrei 10:25). L’incredulità e la scarsa conoscenza della Parola sono anch’esse, in molti casi, una causa delle nostre delusioni.
Alcuni, specialmente in questi tempi, vorrebbero persuadere i credenti che le riunioni di chiesa non sono più necessarie, che non è più il momento, che è molto meglio ritrovarsi nelle case in due o tre; ma questo contrasta con gl’insegnamenti della Parola. Chi ha a cuore di ubbidire a Dio, comunque, individuerà facilmente i raggiri di Satana e saprà dire di no alle sue insinuazioni.
(tratto da “1200 giorni con Gesù”)

domenica 6 ottobre 2019

06 ottobre


Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere… Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”
Giovanni 20:11, 15

Chi cerchiamo?
Gesù ci parla (leggere Giovanni 20:11-18)

È la mattina della risurrezione. Maria Maddalena è andata al sepolcro di Gesù, ma il sepolcro è vuoto. Allora corre a dirlo a Pietro e a Giovanni che, a loro volta, corrono al sepolcro e lì vedono le prove della sua risurrezione; ma se ne tornano a casa.
Maria invece non se ne va; resta lì, sola, a piangere. Due angeli le parlano, poi si volta e vede un uomo che le si avvicina. È Gesù risuscitato, ma lei non lo riconosce. Gesù le chiede: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”, e lei continua a non riconoscerlo. Ma quando Gesù le dice “Maria!”, sentendosi chiamare per nome, capisce chi è e gli risponde “Maestro!”. Lo scambio di due parole bastano per farle ritrovare il suo amato Signore.
Gesù incarica Maria di annunciare ai suoi “fratelli” che la sua morte in croce non li ha separati, ma ha creato un nuovo legame dal valore inestimabile: suo Padre è diventato il loro Padre, e il suo Dio è diventato il loro Dio! E così è per tutti i credenti.
Se Maria cercava il Signore, Lui, il buon Pastore, cercava la sua pecora, conoscendo tutto ciò che turbava il suo cuore e tutto l’affetto profondo che nutriva per Lui. Se anche noi cerchiamo il Signore, in questo mondo che lo ha rifiutato e lo rifiuta, Egli, nel suo amore, si manifesterà a noi. Forse sarà sufficiente leggere un versetto della Bibbia per ritrovare la gioia della nostra comunione con Cristo. Smettiamo di piangere e volgiamo il nostro sguardo verso Gesù risorto, perché è di Lui che abbiamo bisogno.

sabato 5 ottobre 2019

05 ottobre


I cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi.
2 Pietro 3:7

Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà.
2 Pietro 3:11

La torre di Babele del 21° secolo

– Ieri. Gli uomini hanno detto: “Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama… Così il SIGNORE li disperse… ed essi cessarono di costruire la città. Perciò a questa fu dato il nome di Babele (confusione), perché là il SIGNORE confuse la lingua di tutta la terra” (Genesi 11:1-9). L’orgoglio dell’uomo attira inevitabilmente il giudizio di Dio; fu così per la torre di Babele come nel giardino di Eden, e sarà sempre così. Quegli uomini, nel lanciare la loro sfida a Dio, è come avessero detto: “Tu sei nell’alto dei cieli, e noi, senza di te, ci eleveremo fino a te”. La risposta di Dio non si fece attendere: diede loro delle lingue differenti e, non riuscendo più a comprendersi, si dispersero per tutta la terra.
– Oggi. La torre di Babele non c’è più, ma lo stesso orgoglio abita nel cuore degli uomini. Un capo di stato ha dichiarato: “Noi siamo quelli che facciamo la storia e che devono andare incontro al futuro”. A Dubai è stato costruito il grattacielo più alto del mondo e su delle isole artificiali sono stati realizzati i luoghi di divertimento più stravaganti; ma un terremoto, o un atto di fanatismo distruttore potrebbe annientare in un attimo quelle prodigiose realizzazioni. Dio è paziente e ancora oggi vuole salvare chi si pente e gli dà fiducia.
– Domani. “Il SIGNORE … ha un giorno contro tutto ciò che è orgoglioso e altero, e contro chiunque s’innalza… contro ogni torre eccelsa… L’alterigia dell'uomo sarà umiliata, e l’orgoglio di ognuno sarà abbassato; il SIGNORE solo sarà esaltato in quel giorno” (Isaia 2:12-17).

venerdì 4 ottobre 2019

04 ottobre


(Gesù disse:) “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo… Imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre”.
Matteo 11:28-29

Tutti invitati

Il versetto di oggi è un invito caloroso rivolto a ognuno di noi. In queste parole di Gesù non vi è favoritismo; nessuno è escluso. Con parole semplici esso si rivolge ai bisognosi, ai disabili, ai carcerati, ma anche ai ricchi, alle celebrità e ai potenti.
Sei forse stanco dei tuoi vani sforzi, dei riti e delle opere caritatevoli che hai compiuto illudendoti di mettere a tacere la tua coscienza che ti accusa? Oppure sei frustrato da una vita senza speranza e senza Dio? Allora questo invito è particolarmente adatto a te. Gesù Cristo non ti chiede di aderire ad una filosofia o di cambiare religione; ti chiede semplicemente di andare a Lui. “Venite a me”, ci dice.
Se vai a Gesù con semplicità, se Gli parli con una semplice preghiera, scoprirai tutta la sua disponibilità; Egli ti ascolta e questo ti deve spingere a confidargli tutti i tuoi bisogni. Andare a Gesù è dirgli ciò che stai vivendo: il vuoto, il tuo bisogno di essere perdonato e trasformato, la tua mancanza di forza per resistere alle tentazioni… Andare a Gesù vuol dire credere in Lui e dargli fiducia per tutto il resto della vita.
Solo così sollievo e pace prenderanno il posto delle tue sofferenze. Le difficoltà della vita non scompariranno, ma se vai a Gesù sarai liberato dal peso dei problemi e continuerai il tuo percorso con a fianco un Amico vero e una Guida sicura.

giovedì 3 ottobre 2019

03 ottobre


La legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo.
Giovanni 1:17

Con la bontà e con la fedeltà l'iniquità si espia.
Proverbi 16:6

La grazia e la verità

Il Signore Gesù Cristo è venuto in questo mondo per portarci “la grazia e la verità”. Questi due valori formano un’unità indissociabile; una non può esistere senza l’altra, e non saranno mai opposte tra loro.
La grazia è la potenza d’amore che ha spinto Gesù Cristo a venire sulla terra per incontrare l’uomo nel suo miserabile stato. Noi abbiamo un bisogno impellente di questa grazia per non essere condannati per l’eternità. Allo stesso tempo, è venuto per dirci la verità riguardo alle esigenze del Dio santo e riguardo al nostro stato di peccato e di inimicizia contro di Lui. Dio, che ha “gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male” (Abacuc 1:13), condanna il peccato ma ama il peccatore. Dio ha potuto conciliare la sua giustizia e il suo amore, qualità apparentemente contraddittorie, facendo sopportare al suo Figlio la condanna del peccato. Sulla croce del Golgota, quando Gesù ha accettato di venire giudicato al nostro posto, “la bontà e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si sono baciate” (Salmo 85:10)!
Quando l’uomo, illuminato dalla verità di Dio, riconosce di essere un peccatore, Dio, che si compiace di fargli grazia, si fa conoscere come il “Dio Salvatore”. Rifiutare di credere a ciò che Dio dice nella Bibbia significa andare incontro al giudizio e alla morte eterna. Coloro che periscono sono quelli che “non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati” (2 Tessalonicesi 2:10). Accettare la verità rivelata nella Bibbia vuol dire ottenere gratuitamente il perdono delle proprie colpe e la salvezza dell’anima.

mercoledì 2 ottobre 2019

02 ottobre

Ho creduto, perciò ho parlato.
2 Corinzi 4:13

Sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.
1 Giovanni 5:13

Credere e sapere

Sembrava tutto perduto. La nave diretta a Roma era sbattuta dalla tempesta e ogni speranza di salvarsi era svanita; ma ecco che si ode una voce, quella dell’apostolo Paolo, prigioniero a causa della sua fede: «Un angelo del Dio, al quale appartengo e che io servo, mi è apparso questa notte, dicendo: “Paolo non temere; bisogna che tu compaia davanti a Cesare”… Perciò ho fede in Dio che avverrà come mi è stato detto» (Atti 27:23-25). Egli credeva in Dio ed era certo che ciò che gli aveva detto sarebbe successo.
Per comprendere le verità divine o per impararle con l’intelligenza, dobbiamo prima crederle; l’apostolo Pietro ha detto a Gesù: “Noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio” (Giovanni 6:69). Tutti i contenuti morali e spirituali della Parola di Dio si acquisiscono innanzitutto per fede, e la fede viene da ciò che udiamo da questa stessa Parola. È così che Dio si rivela. Gesù si rallegrava perché le sue rivelazioni rimanevano nascoste ai saggi e agli intelligenti, ma venivano conosciute dai più piccoli e i più umili (Luca 10:21). “Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 11:1).
Chi può capire il fatto che il Signore Gesù, al suo ritorno, risusciterà i corpi di quelli che ha riscattato e, senza commettere nessun errore, li eleverà tutti nella sua gloria? Se pretendete di comprendere questo prima di aver creduto, perdete il vostro tempo e forse anche la vostra anima. Dio ci chiede di credere con fede, e ci dà le conferme di cui abbiamo bisogno. “Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato” (Romani 10:9).

martedì 1 ottobre 2019

01 ottobre


Beato l’uomo… il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà.

Salmo 1:1-3

Beato l’uomo!
Leggere il Salmo 1

Il libro dei Salmi inizia con un’affermazione piena di intensità e di dolcezza: “Beato l’uomo…”. Quella beatitudine la troviamo quando leggiamo e meditiamo le Sacre Scritture, la Bibbia. Non una lettura distratta, ma una lettura a cui dedicare regolarmente del tempo per meditarla e approfondirla; tempo per riflettere e comprendere ciò che quel messaggio implica per la nostra vita, tempo per metterci all’ascolto di Dio che ci parla. Come un albero piantato vicino ad un ruscello vive dell’acqua assorbita dalle sue radici, il credente vive di quella Parola che nutre i suoi pensieri, vivifica il suo cuore e gli fa portare del frutto alla gloria di Dio.
Il frutto di un albero è un segno visibile di vita; così la vita di Dio nel credente dev’essere visibile. Quelli che la possiedono compiono delle opere buone, fanno ciò che è giusto e vero, tutte le cose che piacciono a Dio e fanno del bene al prossimo.
Cos’è che orienta i miei pensieri verso il bene, e mi dà forza per vivere una vita piena di buoni frutti? È la Parola di Dio, che prima di tutto mi offre la salvezza, mi dice chi è Dio e qual è il suo progetto per me. La sua Parola mi riempie il cuore. È anche la guida della tua vita? Quali azioni della tua quotidianità portano la sua impronta? Perdono, generosità, servizio per gli altri, preghiera, lode… sono tutti frutti che Dio desidera vedere in ognuno dei suoi figli, e che contribuiscono alla gioia di colui che li produce. La Parola di Dio dirige i nostri sguardi verso Cristo, che è l’unico ad aver mostrato pienamente i caratteri descritti in questo Salmo.