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sabato 7 settembre 2019

07 settembre


Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica,… con ogni perseveranza.
Efesini 6:18

Fratelli, pregate per noi.
1 Tessalonicesi 5:25

Pregare per gli altri

“Per favore, pregate per me!”, chiedeva sovente una signora credente ai suoi vicini, quando li vedeva recarsi a una riunione cristiana. Sapeva che i suoi amici cristiani non la dimenticavano.
I cristiani hanno il privilegio di rivolgere a Dio richieste, suppliche, ringraziamenti (Filippesi 4:6), con “ogni preghiera” (Efesini 6:18). Pregare per “tutti gli uomini” è uno dei nostri primi doveri verso di loro. “Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1 Timoteo 2:1-4).
Noi, che abbiamo il privilegio di conoscere Dio come un Padre che ci ama e risponde ai nostri bisogni, dobbiamo pregare di più per i nostri parenti non ancora credenti, amici, vicini, colleghi di lavoro… Pensiamo anche ai governanti del nostro paese. È grazie alla loro protezione che possiamo condurre “una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità” (1 Timoteo 2:2).
Genitori cristiani, preghiamo specialmente per i nostri figli, perché anch’essi vengano alla conoscenza della verità e ricevano la vita eterna con una fede personale nel Signore Gesù. Gesù ha detto a suo Padre: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato: Gesù Cristo” (Giovanni 17:3). Preghiamo perché siano protetti, come pure noi stessi, da tutti gli stimoli negativi che provengono dall’ambiente in cui viviamo.
Preghiamo ancora per tutti quelli che annunciano l’Evangelo. Hanno a che fare personalmente con Dio, ma fanno affidamento anche sulle preghiere dei loro amici credenti.

venerdì 6 settembre 2019

06 settembre


Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno, senza gozzoviglie e ubriachezze; senza immoralità e dissolutezza; senza contese e gelosie; ma rivestitevi del nostro Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri.
Romani 13:13-14

Come in pieno giorno

Il buio è complice di tante cattive azioni; la luce, invece, consente a tutti di vedere. Noi credenti dobbiamo comportarci come di giorno, senza sotterfugi, senza nulla da nascondere, “onestamente”, senza timore di essere giudicati. Ai tempi dell’apostolo Paolo i peccati peggiori venivano commessi di notte, di nascosto; ma oggi c'è una tale immoralità che molti peccati vengono commessi in pieno giorno, alla vista di tutti, dati in spettacolo a piccoli e grandi. Quanto è serio il nostro impegno di credenti in tempi così difficili!
Due cose dobbiamo fare:
1. Rivestirci di Cristo, della fede in Lui, come di una corazza, per essere protetti dagli attacchi del nemico; ma anche rivestirci dei suoi caratteri e impegnarci ad agire come Lui, che è il nostro modello, sebbene non riusciremo mai ad imitarlo pienamente. Il credente ha “spogliato l'uomo vecchio con le sue opere” e ha “rivestito il nuovo che si va rinnovando in conoscenza a immagine di Colui che l'ha creato” (Colossesi 3:10). Dobbiamo dimostrare che Cristo vive in noi, che la nostra nuova personalità in Lui ha trasformato tutta la nostra vita, sotto ogni aspetto.
2. Non soddisfare le richieste della nostra carne. "Fate dunque morire ciò che in voi è terreno" (Colossesi 3:5). Il termine “far morire”, qui, significa “necrotizzare”, cioè portare alla morte per mancanza di nutrimento. Se non “nutriamo” le nostre passioni, se non le assecondiamo, saremo vincitori sui nostri nemici: sulla nostra carne, sul mondo, e su Satana.

giovedì 5 settembre 2019

05 settembre


Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno…, cercando chi possa divorare.
1 Pietro 5:8

Anche Satana si traveste da angelo di luce.
2 Corinzi 11:14

Il camaleonte

Il camaleonte sembra un mostro preistorico in miniatura. È un animale molto strano, estremamente lento in tutti i suoi movimenti. Si rivela molto timoroso e il suo mezzo di difesa è un’inverosimile facoltà di cambiare colore a volontà, per sottrarsi agli sguardi.
La sua pelle ha cellule di pigmenti diversi che può ritrarre o dilatare, e mescolare in modo da produrre tutta una gamma di colori, a seconda della tinta di quello che lo circonda. Questo modo di camuffarsi gli permette di passare inosservato, sia dai nemici che dalle prede. Astuzia fatale all’insetto imprudente che gli si avvicina. Con un rapido colpo di lingua, senza muovere il corpo, il camaleonte invischia la sua preda e la inghiotte.
Allo stesso modo, il diavolo, dissimulato in un mondo dagli aspetti a volte seducenti, è in agguato per intrappolare gli uomini. Trovando nella natura umana concupiscenze di ogni tipo, si presenta a ciascuno con la sfumatura appropriata. Già nel giardino di Eden la voce del tentatore non è sembrata insolita ai nostri progenitori, Adamo ed Eva.
Da allora la sua tecnica non è affatto cambiata: con il suo camuffamento attira il cuore e lo seduce; così si insedia il dubbio, poi l’incredulità e la ribellione… Stiamo in guardia, sfuggiamo questo nemico temibile, non appena appare sospetto, senza tentare di sventare le sue astuzie.

mercoledì 4 settembre 2019

04 settembre


Esèrcitati… alla pietà, perché l’esercizio fisico è utile a poca cosa, mentre la pietà è utile a ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e di quella futura.
1 Timoteo 4:7, 8

Esercitarsi

In Grecia, ai tempi del giovane Timoteo, aveva grande importanza l’esercizio fisico: ogni mattina i giovani andavano in palestra per allenarsi in vari sport. Erano stimolati dalla prospettiva di partecipare a una competizione, oppure di servire come soldati.
A ciò allude l’apostolo Paolo in questo versetto. Non disconosce l’utilità dell’esercizio fisico, ma esorta Timoteo ad allenarsi metodicamente e con perseveranza alla pietà, con uno scopo davanti a sé: non lasciare che s’interrompa la comunione con Dio, per essere mantenuto nella sua pace ed anche per far fronte alle lotte che fanno parte della vita del cristiano.
La parola “pietà” indica l’insieme delle relazioni che abbiamo con Dio: la lettura della Bibbia, con cui Dio ci parla, la preghiera con cui noi parliamo a Dio e l’obbedienza che ne risulta.
L’esercizio della pietà ha altre conseguenze: le forze che riceviamo dal Signore sono messe alla prova sul campo, di fronte alle difficoltà e alle tentazioni.
Quando si tratta di “lottare” nella nostra vita quotidiana, questa pietà ci mantiene in una buona condizione spirituale: non contiamo sulle nostre forze, perché abbiamo imparato a conoscere la volontà di Dio, a metterla in pratica, senza cercare intorno a noi dei soccorsi illusori.

martedì 3 settembre 2019

03 settembre


Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano. Quelli che sono piantati nella casa del SIGNORE fioriranno nei cortili del nostro Dio. Porteranno ancora frutto nella vecchiaia; saranno pieni di vigore e verdeggianti.
Salmo 92:12-14

Come la palma

La palma cresce nei paesi caldi. Ha il tronco slanciato e il fogliame sempre verde. Nonostante la sua altezza, può sopportare, senza rompersi, venti violentissimi, grazie alle fibre particolari di cui è composta. Le sue radici, lunghe quanto il suo tronco, vanno a cercare l’acqua molto in profondità e le assicurano la stabilità. La linfa circola nel centro e non solo sotto la corteccia, come per gli altri alberi.
Impariamo la lezione dalla palma, che è anche quella di tutta la Bibbia. Il nostro Dio vuole che viviamo, in ogni circostanza, con lo sguardo rivolto al cielo, nella gioia e nella riconoscenza. Che possiamo essere come quella donna che Gesù aveva liberato dalla sua infermità! “Nello stesso momento ella fu raddrizzata e glorificava Dio” (Luca 13:13). Perché questo duri, bisogna che abbiamo un fondamento stabile, che siamo “radicati e fondati nell’amore” di Dio (Efesini 3:18), edificati in Gesù, “saldi nella fede” (Colossesi 2:7). Il nutrimento interiore della nostra anima, attinto in Cristo e conservato nel profondo di noi stessi, al riparo dalle influenze esterne, avrà per risultato una crescita vigorosa e ci permetterà di portare frutto per Dio.
Inoltre non ci scoraggeremo se arriva la tempesta. Avremo le risorse per aspettare, con pazienza e fiducia, la fine della prova.

lunedì 2 settembre 2019

02 settembre


I soldati… s’accostavano a lui e dicevano: “Salve, re dei Giudei!” E lo schiaffeggiavano.
Giovanni 19:2

“Ecco l’uomo!” (2)

Ma qui, gli uomini gli hanno intrecciato una corona di spine, che ricorda la maledizione con cui Dio aveva colpito il suolo dopo la caduta dell’uomo (Genesi 3:18). “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione... essendo divenuto maledizione per noi” (Galati 3:13). Un giorno uscirà dalla sua bocca "una spada affilata" (Apocalisse 19:15); ma qui non parla. Un giorno il suo volto sarà come il sole quando splende nella sua forza (Apocalisse 1:16); ma qui il suo volto, come aveva detto un profeta, è “disfatto al punto da non sembrare più un uomo e il suo aspetto al punto da non sembrare più un figlio d’uomo” (Isaia 52:14).
Ecco l’Uomo; “uomo di dolore, familiare con la sofferenza”, uomo “spregiato”, del quale non si ha alcuna stima (Isaia 53:3). Ci pare di udire il suo lamento che si eleva a Dio: “Tu conosci la mia vergogna, il mio disonore e la mia infamia; davanti a te son tutti i miei nemici. L’oltraggio m’ha spezzato il cuore e son tutto dolente” (Salmo 69:19-20).
Ecco l’Uomo! Che risposta daranno i capi del popolo a Pilato, in presenza di quell'Uomo perfetto, ma straziato e umiliato? “Come dunque i capi dei sacerdoti e le guardie lo ebbero visto, gridarono: ‘Crocifiggilo, crocifiggilo!’” (Giovanni 19:6). Una volta di più, i capi del popolo e i loro partigiani prevengono ogni eventuale movimento di pietà che la folla avrebbe potuto manifestare. “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”. Tale fu la loro risposta. Che sofferenza per il cuore del Signore! Si adempivano per Lui quelle parole piene di infinita tristezza: “Ho aspettato chi mi confortasse, ma invano; ho atteso dei consolatori, ma non ne ho trovati” (Salmo 69:20).
Che privilegio per noi, cari lettori credenti, apprezzare, amare, adorare e servire l’unico nostro Salvatore, che ha accettato di soffrire così tanto e di sacrificare la sua vita per noi!

domenica 1 settembre 2019

01 settembre


Intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra.
Matteo 27:29

Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. Pilato disse loro: “Ecco l’uomo!”
Giovanni 19:5

“Ecco l’uomo!” (1)

Quando il Signore esce, portando la corona di spine e il manto di porpora, Pilato lo presenta alla folla dicendo: “Ecco l’uomo!”
Caro lettore, ti sei mai fermato davanti a un tale Uomo? Era vero quello che diceva Pilato: un uomo era là, ma non un uomo come noi. Il Signore era venuto per compiere una redenzione perfetta ed eterna; perciò Egli doveva, in ogni cosa, esser fatto simile ai suoi fratelli e partecipare come loro “al sangue e alla carne” (Ebrei 2:14-18). Egli “svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini” (Filippesi 2:7), addirittura “in carne simile a carne di peccato” (Romani 8:3)! Ma il suo abbassamento non si è limitato alla sua venuta sulla terra. Divenuto uomo, “abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce” (Filippesi 2: 8). Questo grande amore che si umilia è sceso dunque ancora più in basso, fino a offrire la vita e morire per un mondo perduto.
“Ecco l’uomo!”. È a questo Uomo che Dio dice: “Tu le spezzerai (le nazioni) con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d’argilla” (Salmo 2:9). Ma cos’aveva in mano in quel momento? Una canna. E con una canna i suoi nemici gli percuotevano il capo! Ma quando apparirà in gloria, sarà “rivestito di maestà” (Salmo 93:1), e avrà sul suo vestito un nome scritto: “Re dei re e Signore dei signori” (Apocalisse 19:16).
Cos’era in quel momento il suo vestito? Per derisione gli avevano gettato sulle spalle un mantello, forse di un soldato, una “clamide”, di porpora.
(segue)