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domenica 18 febbraio 2024

18 febbraio - Dire sì a Dio

“Ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva”.

Deuteronomio 30:19

 

Il regno di Dio… è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.

Romani 14:17

 

Dire sì a Dio

 

Dio t’invita ad entrare nel suo regno. È un invito d’amore. Se fosse una costrizione, non si tratterebbe di amore. Per questo Dio ti ha fatto il dono prezioso della libertà; così la tua risposta può essere veramente tua, frutto di una tua personale decisione, non imposta dall’esterno.

Dio ha anche messo nel tuo cuore il sentimento della sua esistenza. Forse non lo senti chiaramente, ma ne puoi vedere dei segnali: non hai forse in te una sete di bellezza e di ideali? Non hai forse il profondo desiderio di essere conosciuto e compreso, di essere amato e di amare a tua volta, di ricevere e di dare senza calcoli?

Dio però non si limita a darti dei segnali. Egli si rivela tramite la sua Parola, la Bibbia. Essa ti dice che Dio è amore. “In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo” (1 Giovanni 4:9).

Sta a te rispondere all’invito di Dio, dirgli di sì. Questo dire “sì” a Dio potrebbe sembrarti una rinuncia a te stesso, una specie di salto nel vuoto. Ma Dio, che ti ama, è degno di tutta la tua fiducia. Questo “sì” a Dio impegna tutta la tua vita. Dio ha dimostrato il suo amore dandoti il suo Figlio. Ti posso dire che non rimpiangerai mai questo impegno totale. Io mi sono assunto questo impegno perché ho ceduto davanti alla verità e alla grazia divina. Se lo farai anche tu, troverai in Lui la risposta alle tue aspirazioni più profonde d’amore, di pace e di gioia.

sabato 17 febbraio 2024

Conoscenza, sapienza, intelligenza

Nel Vecchio Testamento, Dio, si lamentava del suo popolo perché si comportava come “figliuoli insensati” che non avevano intelligenza. Ogni Israelita per posizione faceva parte del Suo popolo ma come realtà ne era ben distante. Ognuno avrebbe potuto fare sue le parole del libro dei Proverbi: “Certo, io sono più stupido d'ogni altro, e non ho l'intelligenza d'un uomo. Non ho imparato la sapienza, e non ho la conoscenza del Santo” Prov. 30:2-3.

Un popolo con le gambe ma senza testa. “Io rendo loro testimonianza infatti che hanno zelo per Dio, ma zelo senza conoscenza” Rom. 10:2. Lo zelo senza conoscenza serve solo a dare una “forma” ma manca totalmente di tutto ciò che è gradito a Dio mancando della conoscenza di queste cose.

Sono gli animali ad essere stati creati per comportarsi seguendo l'istinto, mentre gli esseri umani per agire secondo una scelta intelligente e saggia. 

A più riprese, Dio, non fa altro che mettere in risalto che ogni uomo si comporta da stolto e odia la conoscenza quando non tiene nessun conto di Dio.

“Lo stolto ha detto nel suo cuore: Non c'è Dio” Salmo 14:1. Eppure: “I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani. Un giorno sgorga parole all'altro, una notte comunica conoscenza all'altra. Non hanno favella né parole; la loro voce non s'ode. Ma il loro suono esce fuori per tutta la terra, e i loro accenti vanno fino all'estremità del mondo. Quivi Iddio ha posto una tenda per il sole” Salmo 19:1-4.

Per mezzo di questo messaggio senza parole dell'universo creato, Dio parla all'uomo e proclama la sua divina gloria. Il messaggio è chiaro e gli uomini che soffocano la verità sono colpevoli davanti a Dio. “infatti quel che si può conoscer di Dio è manifesto in loro, avendolo Iddio loro manifestato; poiché le perfezioni invisibili di lui, la sua eterna potenza e divinità, si vedon chiaramente sin dalla creazione del mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue; ond'è che essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Iddio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti, e l'insensato loro cuore s'è ottenebrato” Romani 1:19-21. 

Entrambi questi brani si riferiscono alla rivelazione di Dio fa di se per il tramite dell'ordine creato. Per quanto la proclamazione sia senza discorso, sia senza voce e senza parole, tuttavia dà come risultato che tutti gli uomini arrivino alla conoscenza di Dio.

Abbiamo bisogno dell'intervento di Dio nella nostra vita, abbiamo bisogno che: “il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati” Efesini 1:17-19.

Per i Colossesi, Paolo pregava: “che siate ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché camminiate in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio” Colos. 1:9-10. La ripetizione di queste parole: “conoscenza”, “sapienza”, “intelligenza” è molto significativa in quanto, l'apostolo, li riteneva concetti fondamentali della vita cristiana.

Quanto è prezioso per ogni uomo ottenere questa “intelligenza”.

“Beato l'uomo che ha trovato la saggezza, l'uomo che ottiene l'intelligenza! Poiché il guadagno che essa procura è migliore a quello dell'argento, il profitto che se ne trae vale più dell'oro fino ” Prov. 3:13-14.

E' beato, cioè felice, l'uomo che ha trovato la saggezza, (nel libro dei Proverbi la saggezza è Cristo). Il vantaggio della conoscenza di Cristo supera qualsiasi profitto si possa ottenere dall'accumulo di oro e argento. Senza Cristo ogni altra cosa rimane priva di significato.

17 febbraio - Giuseppe e Nicodemo

Tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato.

Giovanni 5:23

 

Chi veglia sul suo padrone sarà onorato.

Proverbi 27:18

 

Giuseppe e Nicodemo

 

Giuseppe d’Arimatea era un uomo ricco (Matteo 27:57), consigliere illustre (Marco 15:43), uomo giusto e buono (Luca 23:50), discepolo di Gesù in segreto per timore dei Giudei (Giovanni 19:38). L’evangelista Giovanni parla di lui tre volte. Nicodemo è un uomo insigne, un dottore della legge, che va a cercare Gesù di notte. Nella conversazione il Signore gli dice chiaramente che le sue qualità e le sue conoscenze religiose non gli avrebbero permesso di ottenere la vita eterna. Nicodemo doveva “nascere di nuovo” (Giovanni 3:3)! Qualche tempo dopo, ebbe il coraggio e la rettitudine di difendere Gesù davanti al tribunale giudaico, malgrado l’opposizione dei colleghi (Giovanni 7:50).

Dopo la morte di Gesù, tutto sembrava disperatamente perduto, come dimostra l’atteggiamento dei due discepoli che lasciarono Gerusalemme per andarsene a Emmaus (Luca 24:13). Ma Giuseppe ha il coraggio di chiedere a Pilato il corpo di Gesù (Marco 15:43), e Dio fa sì che il governatore acconsenta. Così si è adempiuta la parola profetica: “Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte egli è stato con il ricco” (Isaia 53:9). Che gioia per Giuseppe sottrarre il corpo del suo Maestro al disprezzo del popolo, per offrirgli una tomba nuova, “scavata nella roccia, dove nessuno era ancora stato deposto” (Luca 23:53)!

Dopo la morte del Signore, ecco Nicodemo che porta una mistura di profumi per ungere il suo corpo e aiutare Giuseppe a deporlo nella tomba (Giovanni 19:39).

Superando i loro timori iniziali, questi due uomini hanno finalmente avuto il coraggio di manifestarsi apertamente per il Signore. Che il loro esempio ci sia d’incoraggiamento!

venerdì 16 febbraio 2024

16 febbraio - La fede dei genitori

Per fede Mosè, quando nacque, fu nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello, e non ebbero paura dell’editto del re.

Ebrei 11:23

 

La fede dei genitori

 

Nella Bibbia forse non c’è esempio di fede più commovente di quello dei genitori di Mosè. Un decreto del Faraone imponeva di gettare nel Nilo tutti i bambini ebrei appena nati (Esodo 1:22). Possiamo immaginare la trepidazione in quei lunghi mesi d’attesa, le preghiere quotidiane di quei coniugi pii, la loro fiducia in Dio. Il figlio nasce ed è un maschio; di lui è scritto che era “bello agli occhi di Dio” (Atti 7:20). Malgrado la proibizione del re, essi decisero di nasconderlo, ubbidendo “a Dio anziché agli uomini” (Atti 5:29). Compiuti i tre mesi, però, non poterono più tenerlo nascosto e dovettero allontanarlo. La mamma, con un grande atto di fede, preparò per il suo piccolo un canestro di giunchi, lo cosparse di bitume e di pece, e lo depositò fra i canneti del fiume, sotto la sorveglianza della sorella, contando sull’intervento di Dio. Ed ecco che Dio risponde alla fiducia di quei genitori. Egli fa sì che la figlia del Faraone, recandosi al fiume, scopra il bambino e – fatto straordinario – lo affidi proprio alla madre perché ne abbia cura nei suoi primi anni di vita (Esodo 2:1-10).

Che incoraggiamento per tutti i genitori cristiani! Dopo i primi anni nei quali l’educazione è abbastanza facile, viene il momento in cui i ragazzi sono influenzati dall’ambiente esterno; ed è proprio questo il momento di prendere tutte le precauzioni possibili, di costruire giorno dopo giorno, per così dire, un “canestro di giunchi”, una protezione contro le influenze negative del mondo. E soprattutto, è il momento di pregare ancora più insistentemente per loro, affidandoli con fiducia alle cure del Signore, il solo che sia in grado di proteggerli dal male.

giovedì 15 febbraio 2024

Un sacco di pietre

Ne hai uno. Un sacco di tela. 

Probabilmente non lo sai ma di sicuro ne avrai avvertito il peso.

E' un sacco di tela ruvida che irrita la pelle ed è pieno di sassi, pietre, ciottoli di tutte le forme e dimensioni e vuoi sapere la cosa strana? 

Ce li hai messi tu.

Forse di qualcuno non te ne sei reso conto ma di altri invece ne eri perfettamente consapevole. Non ti ricordi?

Ognuna di quelle pietre ha un nome, su ognuna c'è inciso qualcosa che la identifica e che tu non puoi cancellare né gettare via. Con il tempo il sacco è diventato pesante e più di una volta ti sei sentito stanco e spossato. Non puoi essere felice riguardo al tuo futuro, come potresti? Sei troppo occupato a trascinarti dietro il passato.

Non stupisce che certe persone abbiano un aria così infelice, il sacco che si portano dietro toglie loro tutte le energie e spegne i sorrisi. Il sacco è ruvido, lo si nota dall'irritazione su così tanti volti. Ti consumi alla ricerca di qualsiasi cosa possa procurarti riposo. Ti senti così depresso che provi l'avventura del fine settimana, un po' di svago, un po' di compagnia e la cosa sembra funzionare e per un po' il peso si fa più leggero. Ma il giorno seguente ti ritrovi di nuovo sulle spalle il tuo sacco e il viaggio riprende. 

Alcuni se lo portano addirittura in chiesa, forse pensano che la religione aiuti, ma sbagliano. Esiste un unica soluzione per il tuo sacco: Cristo. “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo” Matteo 11:28.

Venite a me, dice il versetto, state attenti a non andare nel posto sbagliato, solo Lui può dare riposo!

15 febbraio - Confidare in Dio solo

L’Eterno è per me; io non temerò; che cosa può farmi l’uomo?

È meglio rifugiarsi nell’Eterno che confidare nell’uomo; è meglio rifugiarsi nell’Eterno che confidare nei prìncipi.

Salmo 118:6, 8-9

 

Confidare in Dio solo

 

Non fondiamo la nostra fiducia sugli uomini! Nella mia attività professionale potrei sentirmi al sicuro se so di riscuotere la simpatia e la fiducia del mio capo o di un collega influente. Ma se così fosse, la mia fiducia in Dio sarebbe debole e verrebbe sostituita dalla fiducia nell’uomo.

Potrei anche appoggiarmi sull’organizzazione dell’azienda di cui faccio parte e sui sistemi di assicurazione, obbligatori o no. In fondo, dalla nascita alla vecchiaia quasi tutti i rischi sono coperti; chi di noi non gode della tranquillità che gli offre la Previdenza Sociale, l’aspettativa di una buona pensione, l’assistenza sanitaria, la cassa integrazione in caso di disoccupazione…? Ma sarebbe un’insidia mettere la propria fiducia esclusivamente in queste istituzioni umane, anche se Dio permette che operino in nostro favore. La nostra fede deve contare anzitutto su Dio.

Nei nostri paesi europei beneficiamo di una certa stabilità politica e d’una libertà religiosa praticamente totale; ma non contiamo troppo su questa situazione, perché le cose possono cambiare molto in fretta! Siamo piuttosto riconoscenti a Dio che ci concede questi periodi di tranquillità, e diciamo come il salmista: “Solo in Dio trova riposo l’anima mia; da lui proviene la mia salvezza” (Salmo 62:1). Ecco l’essenziale: una salvezza eterna e le cure di Dio per noi nella nostra vita terrena.


mercoledì 14 febbraio 2024

Indispensabile

“Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così: Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo, e ascoltate attentamente le mie parole” Atti 2:14.

Il discepolo che, gridando e spergiurando, aveva rinnegato il Signore, adesso si fa avanti per parlare alla folla. Non più timido e incerto, egli è ora un servitore energico e audace. Ha compreso quello che Cristo ha compiuto per lui e per tutti gli uomini.

“egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti” 1 Pietro 2:24.

Quando il Signore aveva cominciato ad insegnare ai discepoli che doveva soffrire, lui, si era opposto con veemenza: “No Signore”, aveva gridato, “questo non ti accadrà mai”. Ma ripensandoci ora, circa trent'anni dopo (la stesura della sua prima lettera), la morte del Signore che era apparsa inconcepibile, gli sembrava indispensabile.

Ogni credente deve aver compreso quanto indispensabile è stata la morte di Cristo per noi. Ora però ciascuno dei suoi possiede un grande tesoro.

“il Dio che disse: Splenda la luce fra le tenebre è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio, che rifulge nel volto di Gesù Cristo. Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra” 2 Cor. 4:6-7.

Il tesoro è il messaggio dell'Evangelo che ci è stato affidato. Il vaso di terra è il fragile corpo umano. La contrapposizione fra i due è netta. Ma perché Dio ha stabilito che questo tesoro fosse custodito in vasi di terra?

La risposta è: “affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi”. Dio non vuole che l'uomo concentri l'attenzione sullo strumento umano ma, piuttosto, sulla potenza e sulla grandezza di Cristo, il Salvatore.

C'è qualcosa che non va quando il vaso deruba il tesoro della sua gloria, quando il cofanetto attira l'attenzione più del gioiello che contiene. C'è una distorsione quando la scatola vuole brillare più del dono che contiene. Vi è qualcosa di mortale nel servizio cristiano quando questa grande potenza è attribuita a noi e non a Dio.